ilTorinese

Ci scrive il presidente del Progetto Alice Associazione per la lotta alla SEU – ETS

In risposta al comunicato pubblicato dal nostro giornale sulle linee guida per la produzione dei formaggi a latte crudo

Caro direttore,

in merito al comunicato uscito  sul Torinese a firma di tre consiglieri regionali del Piemonte, Mauro Calderoni, Domenico Ravetti e Fabio Isnardi ci permettiamo di far notare che la Costituzione italiana con l’art.32 tutela la salute come un diritto fondamentale dell’individuo e un interesse della collettività.

A questo si riferiscono le nuove linee guida emanate dal Ministero della Salute!  

Riteniamo che all’interno del documento si sia trovato il giusto compromesso che sta nel fatto che se un produttore non è in grado di garantire l’eliminazione dello STEC, che può causare gastroenteriti importanti con necessità di ricovero o accessi al pronto soccorso, e nei casi più gravi Sindrome Emolitico Uremica con conseguenze talvolta devastanti per bimbi e famiglie, possano apporre un’etichetta sul prodotto che sconsigli il consumo “per le categorie fragili (bambini, anziani, donne in gravidanza, persone immunodepresse)”, come già in atto in Trentino e presso i punti vendita Coop.

I signori consiglieri del PD uniti ai consiglieri della Lega, Protopapa e Carosso, si dovrebbero preoccupare invece di contrapporsi, di sviluppare in Piemonte la rete per la determinazione nelle diarree emorragiche nel bambino e nell’adulto della presenza di Shigatossina, ammesso che conoscano l’argomento.

Invece ad oggi, una parte degli ospedali del Piemonte, supportati dall’Associazione che presiedo, si riferisce al Centro per la SEU dell’Ospedale Maggiore Policlinico di Milano, che supportiamo dal lontano 2009, per le determinazioni che costituiscono il presupposto per individuare tempestivamente i soggetti a rischio.

Siamo disponibili a spiegare ai consiglieri il problema e proporre soluzioni, ma non siamo assolutamente disponibili a continuare sulla difesa insensata ed elettorale di un problema che ha già fatto pagare a tanti bimbi e alle loro famiglie un prezzo troppo alto.

Paolo Chiandotto

Presidente Progetto Alice Associazione per la lotta alla SEU – ETS

AVS ha visitato tutti gli istituti penitenziari

Abbiamo mantenuto l’impegno preso: entro il primo anno di mandato abbiamo visitato tutti gli istituti penitenziari del Piemonte. Oggi si è concluso il nostro percorso con una visita al carcere di Novara.
Partiamo dalla sanità*, sempre una delle questioni più delicate. A Novara abbiamo trovato un’area sanitaria ben strutturata: dentista una volta a settimana (con ortopantomografo), radiologo e tecnico radiologo, una macchina nuova per radiografie ed ecografie, e dermatologo presente ogni due settimane. Manca però ancora qualche specialista fondamentale come il cardiologo, l’urologo e l’oculista. Gli spazi e gli strumenti ci sono, ma mancano i professionisti sul territorio.
Ci è stato anche raccontato un lungo percorso, partito nel decennio scorso, per superare l’uso improprio del Lyrica: oggi viene prescritto solo in base alle sue reali indicazioni terapeutiche e non come calmante generico.

Molto positivo il lavoro sulla mediazione linguistica e culturale, fondamentale in un carcere dove circa il 50% delle persone detenute è straniera. I mediatori arrivano da un corso realizzato da Enaip, e la casa circondariale stessa ha richiesto specificatamente la presenza di questa figura al Ministero della Giustizia ottenendo la presenza di mediatori in lingua araba e albanese. C’è una sala di preghiera per i detenuti musulmani e un imam è presente ogni due settimane per condurre la preghiera. Presente anche una cappella curata dallo stesso cappellano dal 1975.
La garante dei detenuti ci ha raccontato del rapporto molto stretto tra carcere e città, favorito dalla posizione dell’istituto vicino al centro. Questo legame contribuisce al buon clima interno. Sono attivi diversi progetti con realtà cittadine, come la Comunità di Sant’Egidio, e c’è un tavolo di confronto dedicato alle attività svolte in carcere, coordinato dal Centro Servizi per il Territorio, che si occupa del volontariato locale.
Nonostante la detenzione resti una condizione difficile, il clima generale è apparso umano e disteso, l’ambiente molto pulito. Come già nel caso di Verbania, la dimensione ridotta dell’istituto aiuta. Restano però delle criticità strutturali, come la mancanza di spazi comuni adeguati, e forti carenze di personale: mancano circa 30 agenti, e la direzione è attualmente divisa tra Novara e Biella.
Tra le attività: corso per elettricisti (con festa finale e pizza), corso per guida del muletto (con l’intenzione di acquistare un muletto per l’impiego interno), corsi universitari, campi da calcio e pallavolo. L’edificio è vecchio, ma fresco all’interno; sono autorizzati i ventilatori in cella.
E da otto anni, da quando è arrivata l’attuale dirigente sanitaria, nessun suicidio: un dato che parla da solo.
Il quadro che emerge da tutte le visite è chiaro: la differenza la fanno le persone. Dove ci sono personale adeguato, impegno, cura e responsabilità, le cose funzionano meglio. Ma non può bastare la buona volontà di pochi. Serve un sistema strutturato, equo e giusto. Noi continueremo a lavorare per questo.
GRUPPO REGIONALE AVS

L’epigenetica

L’epigenetica è un concetto che la nostra medicina ha scoperto relativamente di recente.

Mentre la medicina tradizionale ha da sempre legato la genesi di patologie varie allo stile di vita, all’alimentazione ed all’ambiente in cui viviamo, la nostra medicina, quella che cura i sintomi anziché rimuovere la causa, considera ogni patologia come un unicum.

Ecco, quindi, che in tempi vicini a noi, ci si è accorti che alcuni patologie risentono, per lo più negativamente, dell’ambiente in cui si vive sia nella loro insorgenza che nello sviluppo.

Senza arrivare a casi limite come le patologie oncologiche dovute all’uranio impoverito o il mesotelioma pleurico, sono ormai tantissime le affezioni dovute o aggravate a causa dell’ambiente.

Pensiamo ai danni da radiazione, dovuti alla vicinanza a sorgenti di alta frequenza: molti ricorderanno ancora l’ordinanza dell’allora pretore Guariniello, sempre in prima linea contro i danni alla salute, che vietò l’accesso dei bambini nel parco della Rimembranza (Colle della Maddalena) perché in zona erano state rilevate dosi massicce di radiazioni potenzialmente dannose durante lo sviluppo.

Siamo sicuri che gli smartphone, che ora hanno un antenna interna, non danneggino il cervello usandoli diverse ore al giorno come facciamo quasi tutti noi?

E la vista, tra computer, televisione, smartphone, luci artificiali?

Da molte parti sono stati sollevati dubbi circa l’innocuità della rete 5G, al punto che in diverse parti del Paese (non so all’estero) sono nati comitati in difesa dei cittadini: è davvero necessaria? In cosa consisterebbero i vantaggi?

Ed il wi-fi domestico, magari con ripetitori in alcune stanze per ricevere un segnale di intensità adeguata, è davvero innocuo?

L’ambiente in cui viviamo, intendendo con questo termine dieta, esposizione a sostanze nocive, distress, vita sedentaria può avere influenza sull’epigenoma, giungendo ad alterare le proteine attorno alle quali il DNA si avvolge, gli istoni.

E’ evidente che siamo talmente coinvolti in questo meccanismo perverso da rendere difficile l’uscita; tuttavia possiamo attenuare, non poco, gli effetti nocivi di tali meccanismi: da quanto non ci concediamo una camminata di 2-3 ore nel verde? Magari faticando moderatamente per eliminare un po’ di tossine. Assumiamo una dieta corretta? Dobbiamo necessariamente dormire con l’aria condizionata accesa? Un ventilatore orientato verso il soffitto (così da raffreddare l’aria calda che si trova più in alto, portandola in circolo) non sarebbe sufficiente? In tal modocontribuiremmo anche alla riduzione del fabbisogno energetico complessivo.

Vi sono alcune piante che aiutano a combattere le radiazioni: la sansevieria, per esempio, ha l’ulteriore vantaggio di avere una fotosintesi particolare per cui possiamo tenerla in camera da letto perché al buio produrrà ossigeno dall’anidride carbonica. Oppure la tillandsia, alcune piante grasse, la areca e molte altre ci vengono in aiuto.

Ma siamo capaci di prenderci cura della nostra salute, possibilmente prevenendo anziché curando, o lo stile di vita dominante ci ha intrappolati?  Siamo capaci a lasciare il telefono sulla mensola, guardando gli occhi della nostra partner anziché il display del telefonino?  Baciare la nostra compagna anziché muovere le labbra a culo di gallina per scattare un selfie? Siamo capaci di rinunciare allo shopping domenicale a vantaggio di una sana passeggiata lungo il fiume? E se lasciassimo la macchina dove l’abbiamo parcheggiata e completassimo le ultime compere proseguendo a piedi?

Non mi sono giunte segnalazioni di effetti collaterali o reazioni avverse da chi ha saputo, anche solo per un po’, tornare alle vecchia abitudini di quando non eravamo schiavi senza catene.

Pensiamoci.

Sergio Motta

Rivoli non spegne i riflettori su Gaza

È fondamentale non distogliere lo sguardo dalla situazione nella Striscia di Gaza.

La crisi umanitaria devastante con migliaia di vittime civili, la distruzione sistematica di infrastrutture essenziali, carestia, sfollamenti continui e la drammatica assenza di accesso a cure mediche, non possono essere argomento di dissenso e impegno per diffondere i valori della pace, solo in alcuni momenti collettivi.

Per questo, la Città di Rivoli rinnova anche nei mesi estivi il proprio impegno per la diffusione dei valori della pace, della solidarietà e dei diritti umani. L’Amministrazione Comunale ha scelto di lanciare un forte segnale simbolico ma carico di significato: ogni sera, per tutta l’estate, l’Obelisco in piazza Martiri sarà illuminato di rosso.

Il rosso è il colore del sangue versato, dell’emergenza umanitaria in corso, dell’indignazione. Ma è anche il colore della solidarietà e dell’attenzione che non si spegne.

Inoltre, su una facciata all’imbocco di via Piol prosegue la proiezione della bandiera della pace. Un’immagine che richiama l’universalità dei diritti umani e il rifiuto di ogni forma di violenza e guerra.

Città di Rivoli

La Città della Salute  ha nominato l’advisor per i bilanci 2013 – 2024

La Direzione aziendale della Città della Salute e della Scienza di Torino ha nominato l’advisor che si dovrà occupare di analizzare e correggere i bilanci degli ultimi dodici anni, a partire da quello del 2024.
L’incarico, della durata di 24 mesi, è stato affidato  alla mandataria RTI Intellera Consulting (Deloitte Consulting Società Benefit, Arthur D. Little, HSPI, DSTECH, Telos Management Consulting e Long Distance.)
La nomina dell’advisor consentirà di poter approvare nella formula ordinaria il bilancio 2024  garantendo il “rispetto dei principi di veridicità, correttezza e trasparenza”, attraverso l’esecuzione di azioni straordinarie di verifica e di controllo.
Dopo la deliberazione aziendale, l’advisor preparerà a giorni un Piano operativo, sulla base del quale si firmerà il contratto.

Approvato il Bilancio dell’Ordine degli Architetti di Torino

Caro direttore,

si è svolta ieri sera giovedì 17 luglio 2025, presso l’Aula Magna della Scuola Holden di Torino, l’Assemblea ordinaria dell’Ordine degli Architetti, che ha visto l’approvazione del Bilancio Consuntivo 2024 e del Bilancio Preventivo 2025 da parte degli iscritti presenti.
L’Assemblea di Bilancio è sempre un momento fondamentale di confronto e condivisione: un’occasione per presentare le attività svolte e delineare l’indirizzo strategico per il nuovo mandato del Consiglio, recentemente insediato. L’incontro si è aperto con la relazione della Presidente del Consiglio dell’Ordine, Roberta Ingaramo, seguita dalla relazione del Tesoriere, Ilario Abate Daga, e dalla votazione dei bilanci.
“Questo bilancio rappresenta molto più di un adempimento contabile: è il primo atto politico del nuovo Consiglio, ed è fondato su un’idea chiara di Ordine come presidio attivo, competente e vicino alla realtà degli iscritti,” ha affermato la Presidente Roberta Ingaramo. “Stiamo lavorando per rafforzare il senso di comunità tra le iscritte e gli iscritti, promuovere inclusione e rappresentanza, valorizzare la qualità del progetto e riaffermare il ruolo dell’architetto come figura centrale nei processi di trasformazione sociale e spaziale.”
Il nuovo Consiglio, composto da 15 professionisti con competenze diverse e complementari, ha iniziato un percorso di integrazione e sintesi dei programmi delle diverse compagini, con l’obiettivo comune di mettersi a disposizione della comunità professionale. Al centro della visione: costruire un Ordine autorevole, inclusivo e partecipato.
Sono stati illustrati alcuni asset strategici che guideranno l’azione nei prossimi mesi:
Cercare di ricreare Comunità
Ascolto e partecipazione
Promuovere un dialogo costante con gli iscritti e il territorio, favorendo processi partecipativi aperti e trasparenti.
Inclusione e rappresentanza
Valorizzare la pluralità delle esperienze professionali e garantire la partecipazione equa e consapevole di tutti gli iscritti alla vita ordinistica.
Accompagnamento istituzionale
Essere presidio di garanzia e supporto per la collettività, promuovendo un Ordine aperto, competente e responsabile
Riposizionare istituzionalmente l’Ordine
come interlocutore autorevole e propositivo nei confronti delle istituzioni, delle comunità e degli altri attori della filiera.
Valorizzazione della figura dell’architetto
Rafforzare il riconoscimento del ruolo dell’architetto, come attore centrale nei processi di trasformazione dello spazio e della società.
Processi di qualità e cultura del progetto
Incentivare buone pratiche, concorsi e percorsi formativi volti a innalzare il livello qualitativo della progettazione e dei servizi professionali.
Rendere autorevole l’Ordine, grazie alle competenze dei suoi iscritti
Formazione innovativa
Sostenere l’adozione di strumenti digitali e soluzioni tecnologiche che rafforzino la competitività e la qualità della professione. Sviluppare nuove competenze a servizio della transizione ecologica e alla verifica delle ricadute di approcci rigenerativi a tutte le scale del progetto.
Coinvolgimento e promozione della nostra comunità 
Promuovere l’architettura come leva per un cambiamento sostenibile, responsabile e orientato al futuro. Sui tavoli istituzionali, nelle reti professionali, anche con altri Ordini, in eventi pubblici di diffusione e promozione della cultura architettonica anche ai non addetti ai lavori.
“Vogliamo costruire una comunità viva, capace di ritrovare senso di appartenenza e di agire in modo coeso nei processi di trasformazione. L’Ordine deve essere una risorsa: un luogo dove le competenze degli iscritti sono messe al servizio della collettività e delle sfide del nostro tempo”, ha aggiunto Ingaramo.
Il Consiglio ha infine annunciato che per attuare i principi enunciati sarà presentata una Bozza di Documento Programmatico, oggetto di un workshop partecipato in autunno, con l’obiettivo di definirlo e completarlo insieme agli iscritti, rendendo questo strumento strategico frutto di un’elaborazione collettiva condivisa.
Con l’approvazione dei documenti contabili e programmatici, l’Ordine conferma la propria volontà di riattivare uno spazio di confronto aperto e costruttivo, offrendo occasioni di aggiornamento, garantendo piena trasparenza nella gestione amministrativa e promuovendo una cultura ordinistica solida, competente e orientata al futuro.
I documenti tecnici del Bilancio e la relazione del Revisore sono disponibili in formato digitale sul sito (sezione Amministrazione Trasparente).
Ufficio stampa Ordine Architetti Torino
Foto Jana Sebestova

Gli investimenti ripartono, ma le imprese sono caute per il clima di incertezza

Dall’ultima indagine congiunturale emergono segnali positivi per occupazione e servizi, mentre la manifattura mostra segnali di rallentamento, con aspettative in calo per produzione e ordini. Stabile l’utilizzo degli impianti.

Dopo il rimbalzo registrato a marzo, le imprese piemontesi tornano a manifestare un atteggiamento prudente, complice il perdurare di un contesto geopolitico ed economico complesso. È quanto evidenzia l’indagine condotta a giugno dal Centro Studi dell’Unione Industriali Torino, su un campione di circa 1.200 aziende manifatturiere e dei servizi del sistema confindustriale piemontese.

Nel complesso, a livello regionale, si registrano aspettative favorevoli per l’occupazione (saldo ottimisti/pessimisti pari a +4,9%). Tuttavia, i dati a consuntivo evidenziano segnali negativi su produzione (-1,0%), ordini (-2,3%), export (-6,1%) e redditività (-6,9%). In controtendenza gli investimenti: il 74,6% delle aziende prevede nuove spese in questo ambito, e oltre il 25% ha in programma l’acquisto di nuovi impianti, in crescita di un punto percentuale rispetto alla precedente rilevazione. Resta invariato, al 77%, il tasso di utilizzo di impianti e risorse, così come il ricorso alla cassa integrazione, attivata dal 10,4% delle imprese (in crescita nel manifatturiero, dove si attesta al 14,1%, valore stabile rispetto a marzo).

Commenta il presidente di Confindustria Piemonte, Andrea Amalberto:
“Il nostro tessuto economico sempre più differenziato, si conferma un’altra volta il principale elemento di stabilità e crescita. Se infatti permangono vocazioni storiche come la mobilità, il Piemonte del 2025 raccoglie con successo le principali sfide connesse alla transizione ambientale e tecnologica. E non è facile farlo in uno scenario dove il futuro economico sembra disegnato da chi guarda negli specchietti retrovisori, piuttosto che alle sfide future. E non va sottovalutata la perdurante riduzione della redditività, legata certo all’incertezza ma anche a norme che continuano a penalizzare chi fa impresa, con un cuneo fiscale che resta tra i più elevati, generando un costo del lavoro che corrode il potere d’acquisto. Su questo come Confindustria dobbiamo continuare ad impegnarci, perché alla fine così si indebolisce il mercato interno e quindi la ricchezza del Paese.”

L’indagine conferma un andamento disomogeneo tra i diversi settori. Il manifatturiero, che rappresenta circa due terzi del campione, continua a registrare saldi negativi per tutti i principali indicatori: produzione (-5,9%), nuovi ordini (-8,0%), redditività (-11,5%) ed export (-7,8%). Particolarmente in difficoltà il comparto metalmeccanico, con il saldo sulla produzione a -9,7%, penalizzato soprattutto dai segmenti automotive e metallurgico. Dopo una breve ripresa, tornano in territorio negativo anche il tessile (-28,3%), il cartario-grafico (-16,7%) e le manifatture varie (-15,6%). Tengono invece l’alimentare (+11,4%), l’edilizia (+7,2%) e gli impiantisti (+23,3%).

Diverso il quadro per il terziario, meno esposto alle fluttuazioni dei mercati esteri. Qui il clima di fiducia resta positivo in tutti i comparti, seppur con intensità diverse. Spiccano i servizi alle imprese (+26,2%) e l’ICT (+24,2%).

Anche le dimensioni aziendali influenzano le aspettative: le grandi imprese mostrano maggior ottimismo rispetto alle PMI. Tra le aziende con meno di 50 addetti il saldo sulle attese produttive è negativo (-1,9%), mentre sale a +0,8% tra quelle con oltre 50 dipendenti. L’analisi evidenzia anche una correlazione inversa tra attese di produzione e grado di esposizione all’export: le aziende meno internazionalizzate (con export inferiore al 10% del fatturato) si mostrano più fiduciose (+5,2%), mentre peggiorano le aspettative per quelle con un’esposizione più significativa (-7,1% per export tra 10-30%, -10,7% tra 30-60%, -7,8% oltre il 60%).

Infine, si registra un calo dei timori legati all’aumento dei prezzi delle materie prime ed energia, con saldi in diminuzione rispettivamente di 8,4 e 16,8 punti. Più lieve il miglioramento delle previsioni sui costi logistici (-2,7 punti).

Montaruli (FdI): “Sindaco ostaggio delle pretese dei centri sociali”

“LO RUSSO NON GOVERNA NE’ SINISTRA NE’ 5S”

“La sciagurata delibera d’iniziativa popolare “vuoti a rendere” è solo l’occasione più evidente di come il sindaco non riesca più a governare né la sua sinistra né i cinque stelle. Ecco perché la città di Torino è sprofondata in una “non” amministrazione, paragonabile esattamente a quella dell’epoca di Appendino, che sta lasciando al palo il capoluogo piemontese.
Nonostante, infatti, il tentativo di inseguimento delle frange più estreme della sinistra con delibere vergognose per la città come quella relativa alla sanatoria del centro sociale Askatasuna, sinistra ecologista ha espresso un parere favorevole al sequestro del bene non affittato. Al tempo stesso nonostante i tentativi di intesa con i cinque stelle, questi ultimi si stanno alleando alla maggioranza più radicale per dare esito positivo benché il Pd abbia già annunciato di non potersi schierare con i comitati.
Il risultato è che o per governare il pd soccombe oppure non governa e la città in balia di proposte incostituzionali, strampalate, ideologiche, impraticabili fa parlare di sé per essere diventata una città estremista perché altro non si può definire chi vuole togliere la casa a chi la sua legittimamente.
Torino sta sprofondando nel pericolo: si distingue solo più per iniziative che coinvolgono le anime più radicali della sinistra, ha i primati in tema di insicurezza e sprofonda nelle classifiche dove dovrebbe distinguersi per attrattività di ultimo quella relativa agli atenei italiani o per produttività.
Insomma l’occupazione del sindaco è ormai dover gestire le pretese dei centri sociali anziché occuparsi della crescita del territorio”. Lo dichiara la Vicecapogruppo di Fdi alla Camera Augusta Montaruli.

Educatore scolastico e ASACOM: ruoli diversi, non sovrapponibili

Nella scuola si affiancano due figure importanti: l’educatore scolastico e l’ASACOM. Spesso però i loro ruoli vengono confusi, e questo rischia di sminuire la funzione educativa vera e propria.

L’educatore è il cuore  dell’inclusione
L’educatore professionale non si limita all’assistenza: lavora sullo sviluppo dell’autonomia, della socializzazione e del benessere globale dell’alunno. Ha una funzione educativa e progettuale.
L’ASACOM è un supporto tecnico
L’ASACOM aiuta l’alunno nella comunicazione e nell’autonomia personale, soprattutto in presenza di disabilità sensoriali. Il suo ruolo è specifico e tecnico, non educativo in senso ampio.
Serve chiarezza
Senza una distinzione netta l’ASACOM rischia di “mettere in ombra” l’educatore. È fondamentale riconoscere e valorizzare la professionalità educativa di chi lavora ogni giorno per l’inclusione vera.

Enzo Grassano

Traffico intenso, prove generali di esodo estivo

Nel terzo fine settimana di luglio lungo la rete stradale e autostradale di Anas (Gruppo Fs Italiane) è atteso traffico in costante aumento con spostamenti in crescita dai grandi centri urbani verso le località di villeggiatura, di mare al sud e di montagna a nord e verso i confini di Stato. Si tratta delle prove generali dell’esodo estivo il via dal prossimo fine settimana. Nel pomeriggio e nella serata di oggi è previstobollino rosso così come nella mattinata di domani, sabato 19 luglio, e nel pomeriggio di domenica 20 per i rientri.

 

“Si intensificano le partenze con l’avvicinarsi, a partire dalla prossima settimana, della fase più acuta dell’esodo estivo. Anas – ha dichiarato l’Amministratore delegato Claudio Andrea Gemme – è impegnata a semplificare la gestione del traffico con l’ottimizzazione dei cantieri per ridurre al minimo i disagi alla circolazione in occasione delle grandi partenze. Abbiamo potenziato i nostri presìdi su tutto il territorio nazionale. L’obiettivo è dare agli utenti strade ancora più sicure e con migliori tempi di percorrenza”.

 

Per consentire la fluidità del traffico Anas garantirà presìdi di personale sull’intera rete stradale e autostradale, in particolar modo in corrispondenza dei cantieri inamovibili.

 

In Veneto, dopo le frane e il maltempo dei giorni scorsi, da martedì 15 luglio è stata riaperta al traffico la statale 51 “Di Alemagna” in località San Vito di Cadore (Belluno).

Il transito è consentito da oggi, anticipato di un’ora, nella fascia oraria 6:00-20:00, di comune accordo tra Anas, Prefettura e Amministrazioni locali.

 

In Piemonte a partire da stamattina si transita a senso unico alternato, in fascia oraria 06:00 – 21:00 nel nuovo tunnel di Tenda che ristabilisce una connessione più rapida tra la provincia di Cuneo, l’Imperiese e la Costa Azzurra.

La conferma dell’apertura continuativa diurna è arrivata nel pomeriggio di ieri al tavolo della CIG riunitasi a Torino negli uffici della Sede Anas del Piemonte.

Il nuovo assetto orario sarà in vigore fino a domenica 14 settembre e consentirà di fluidificare il traffico transfrontaliero in concomitanza con il picco degli spostamenti atteso tra fine luglio e i primi di settembre.

 

Traffico intenso previsto nel Lazio in entrata e in uscita da Roma: le strade interessate sono il Grande Raccordo Anulare di Roma, la A91 “Roma – Fiumicino”, la SS 148 “Pontina” che insieme alla SS 7 “Appia” assicura i collegamenti tra Roma e le località turistiche del basso Lazio e le statali 1 “Aurelia” e 2 “Cassia” verso l’area nord e nord-est della regione e la Toscana.

 

Nel resto dell’Italia gli itinerari interessati sono, in direzione sud, le principali direttrici verso le località di villeggiatura, in particolare lungo le dorsali adriatica, tirrenica e jonica, e lungo i valichi di confine in direzione di Francia, Slovenia e Croazia, lungo l’arco alpino, e in uscita dai centri urbani.

 

L’intensificazione della circolazione potrà riguardare i principali itinerari turistici: la A2 “Autostrada del Mediterraneo” che attraversa Campania, Basilicata e Calabria; le statali 106 “Jonica” e 18 “Tirrena Inferiore” in Calabria; la SS 131 “Carlo Felice” in Sardegna;l’Itinerario E45 (SS675 e SS3 bis) che interessa Umbria, Toscana, Emilia-Romagna e collega il nord est con il centro Italia; la direttrice SS16 “Adriatica” (Puglia, Molise, Abruzzo, Emilia-Romagna e Veneto).

 

Al nord i Raccordi Autostradali RA13 e RA14 in Friuli-Venezia Giulia verso i valichi di confine, la SS36 del Lago di Como e dello Spluga in Lombardia, la SS45 di Val Trebbia in Liguria, la SS26 della Valle D’Aosta, la SS309 Romea tra Emilia-Romagna e Veneto.

 

Il divieto di transito dei veicoli pesanti sarà in vigore sabato dalle ore 8 alle 16, e domenica dalle 7 alle 22.

 

La presenza su strada di Anas è di circa 2.500 risorse in turnazione costituite da personale tecnico e di esercizio, oltre al personale delle Sale Operative Territoriali e della Sala Situazioni Nazionale che assicurano il monitoraggio del traffico in tempo reale h 24.