ilTorinese

Fermati otto ultras bianconeri. Grave alle Molinette tifoso juventino ferito

Tensione alta a Torino nelle ore precedenti al derby della Mole tra Juventus FC e Torino FC. Nei pressi dello stadio Olimpico Grande Torino si sono verificati scontri tra gruppi ultras delle due tifoserie, con l’intervento immediato delle forze dell’ordine per riportare la calma.

La polizia ha fermato otto sostenitori bianconeri: alcuni sono stati bloccati sul posto, mentre altri sono stati identificati successivamente grazie alle immagini riprese dalle telecamere di sicurezza e dai droni utilizzati durante il servizio di controllo. Le accuse contestate riguardano aggressione e resistenza agli agenti, oltre al possesso e utilizzo di materiale pirotecnico. Contestualmente sono stati emessi diversi provvedimenti Daspo.

Nel corso dei disordini alcuni agenti hanno riportato lievi ferite. Un tifoso juventino, colpito durante gli scontri, è stato trasportato all’ospedale Molinette in condizioni serie. La Procura di Torino ha avviato accertamenti per ricostruire con precisione quanto accaduto e individuare eventuali ulteriori responsabilità.

Voucher scuola per più famiglie. La Regione aggiorna criteri e soglie ISEE

La Giunta regionale approva la proposta di modifica dell’Atto di indirizzo sugli assegni di studio, ora il passaggio in Consiglio regionale. Cameroni: “Nuovi criteri, soglie ISEE aggiornate e contributi più equi per raggiungere un numero sempre maggiore di studenti e famiglie”

Rendere il diritto allo studio sempre più vicino alle famiglie e capace di rispondere ai cambiamenti sociali ed economici degli ultimi anni. È questo l’obiettivo della proposta di modifica dell’Atto di indirizzo sugli assegni di studio approvata oggi dalla Giunta regionale del Piemonte su proposta dell’assessore all’Istruzione e Merito Daniela Cameroni.

Il provvedimento introduce una revisione del sistema dei Voucher scuola A e B, con criteri aggiornatinuove soglie ISEE e una rimodulazione degli importi per garantire una distribuzione più equa delle risorse e ampliare la platea dei beneficiari, alla luce dell’aumento delle richieste registrato negli ultimi anni e della crescente difficoltà economica di molte famiglie piemontesi.

Nel dettaglio, il Voucher A – destinato a iscrizione e frequenza nelle scuole paritarie – potrà essere richiesto dai nuclei familiari con ISEE fino a 30 mila euro, in linea con quanto previsto a livello nazionale. Gli importi varieranno in base alla fascia reddituale e all’ordine scolastico, arrivando fino a 2.150 euro per gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado. Prevista inoltre una maggiorazione del 50% per gli studenti con disabilità. L’importo, inoltre può essere cumulabile con altri benefici erogati allo stesso titolo dal Ministero dell’Istruzione e del Merito.

Aggiornato anche il Voucher B, dedicato a libri di testo, trasporti, materiale didattico e attività integrative, rivolto agli studenti delle scuole statali, paritarie e dei percorsi di formazione professionale. In questo caso il limite ISEE viene allineato ai parametri nazionali previsti per la borsa di studio statale “IoStudio”, con importi che potranno arrivare fino a 500 euro. Anche per questa misura è prevista una maggiorazione del 50% per gli studenti con disabilità e una commutabilità con eventuali benefici erogati dal Ministero.

«Siamo consapevoli che dietro ogni domanda di voucher scuola ci sia una famiglia che chiede un aiuto concreto per garantire ai propri figli opportunità. Come Regione Piemonte abbiamo scelto di intervenire per rendere questo strumento ancora più equo, moderno e vicino ai bisogni reali delle persone» dichiara l’assessore all’Istruzione e Merito Daniela Cameroni.

«L’aumento delle richieste ci dice una cosa molto chiara: le famiglie hanno bisogno di sostegno vero. Per questo aggiorniamo criteri e soglie, ampliamo le possibilità di accesso e rafforziamo un sistema che rappresenta una leva fondamentale di libertà educativa e di diritto allo studio. Investire sui ragazzi significa investire sul futuro del nostro Piemonte» conclude Cameroni.

La proposta approvata dalla Giunta sarà ora trasmessa al Consiglio regionale per l’approvazione definitiva, a seguito del passaggio in Commissione.

 

Voucher A – Iscrizione e frequenza

Destinatari: famiglie con figli iscritti a scuole paritarie primarie e secondarie del Piemonte.

Nuova soglia ISEE: fino a 30.000 euro.

Fascia ISEE

Primaria

Secondaria I grado

Secondaria II grado

0 – 10.000 €

fino a 1.400 €

fino a 1.650 €

fino a 2.150 €

10.000 – 20.000 €

fino a 1.050 €

fino a 1.200 €

fino a 1.600 €

20.000 – 30.000 €

fino a 950 €

fino a 1.000 €

fino a 1.200 €

+50% per studenti con disabilità certificata.

Cumulabile con il contributo statale, fatta salva la finalità della spesa.

 

Voucher B – Libri, trasporti, attività formative

Destinatari: studenti di scuole statali, paritarie e percorsi di formazione professionale.
Copre spese per:

  • libri di testo
  • materiale didattico
  • trasporti
  • attività integrative/POF
  • dotazioni tecnologiche

Fascia ISEE

Primaria

Secondaria I grado

Secondaria II grado

0 – 4.000 €

fino a 150 €

fino a 300 €

fino a 500 €

4.000 – 9.000 €

fino a 100 €

fino a 200 €

fino a 300 €

9.000 – 15.748,78 €

fino a 50 €

fino a 100 €

fino a 200 €


+50%
 per studenti con disabilità certificata.

Cumulabile con la borsa ministeriale “IoStudio” entro il tetto massimo previsto.

Decreto flussi usato per la truffa: chiesti 7mila euro e lavoro in nero

Chiedeva 7mila euro a stranieri che volevano venire a lavorare in Italia, promettendo un ingresso regolare attraverso il decreto flussi. In realtà, una volta arrivati nel Paese, i lavoratori finivano impiegati in nero in un’impresa edile, in condizioni di sfruttamento. È quanto emerge da un’indagine dei carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Novara, che hanno scoperto un presunto sistema di favoreggiamento dell’immigrazione irregolare e truffa. Sotto indagine un uomo residente nel Novarese.

Stando alla ricostruzione dei fatti, almeno tre cittadini extracomunitari avrebbero versato circa 7mila euro ciascuno per attivare pratiche riconducibili al decreto flussi. In cambio veniva prospettata la possibilità di entrare e restare regolarmente in Italia e di ottenere un lavoro.

Una volta sul posto, però, i lavoratori sarebbero stati impiegati senza contratto e senza il rispetto delle norme sulla salute e sulla sicurezza. Tra le irregolarità emerse figurano anche la mancata formazione dei lavoratori e l’assenza della visita medica preventiva. In totale, tra multe e sanzioni amministrative, l’importo supera i 32mila euro.

VI.G

Affitti brevi a Torino: un fenomeno che richiede governo, non solo regole

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Di Paolo Biancone

I dati diffusi da ANSA sui ricavi Airbnb a Torino — cresciuti del 240% tra il 2017 e il 2024 — descrivono una trasformazione strutturale del mercato abitativo e ricettivo urbano, non un’anomalia congiunturale. Secondo la ricerca Airmap presentata al Politecnico, nel 2024 gli affitti brevi hanno generato 68,3 milioni di euro, con quasi 10.000 annunci attivi. L’85% riguarda intere abitazioni: il che indica che il fenomeno ha già superato la soglia dell’ospitalità occasionale ed è diventato una componente stabile dell’offerta. Il meccanismo che ne spiega l’attrattività economica è la tariffazione dinamica. In una città che ospita eventi ad alta concentrazione di domanda — ATP Finals, Salone del Libro, partite europee, fiere — il prezzo per notte non è un dato fisso, ma una variabile che reagisce al calendario, al tasso di occupazione atteso, alla scarsità temporanea di offerta. Il Salone del Libro 2026 ha registrato 254.000 visitatori; le ATP Finals, nelle edizioni torinesi, hanno superato i 200.000 biglietti venduti con un impatto economico stimato in centinaia di milioni. In questo contesto, poche notti in alta domanda possono pareggiare — o superare — il rendimento di mesi di locazione ordinaria. Non è un’irrazionalità del mercato: è la sua logica. Questo non significa che il fenomeno sia privo di conseguenze sul tessuto urbano. Quando una quota crescente di abitazioni viene sottratta al mercato residenziale, la disponibilità di alloggi per lavoratori, studenti e famiglie si riduce. La pressione non è uniforme: interessa in modo selettivo alcune zone — Centro, Quadrilatero, San Salvario, Vanchiglia, i quartieri universitari — dove la sovrapposizione tra domanda turistica e domanda abitativa è più intensa. Allo stesso modo, gli effetti sul commercio di prossimità non sono lineari: gli affitti brevi possono sostenere bar, ristoranti e botteghe alimentari, ma tendono a produrre un commercio più intermittente, orientato all’evento, meno radicato nei consumi quotidiani dei residenti. La questione, dunque, non è se regolamentare, ma come farlo in modo che le regole siano efficaci e differenziate. Un primo nodo riguarda la conoscenza del fenomeno. Il Regolamento europeo 2024/1028, applicabile dal 20 maggio 2026, introduce un quadro comune per la raccolta e la condivisione dei dati sugli affitti brevi: registrazione degli host, codici identificativi, trasmissione delle informazioni dalle piattaforme alle autorità competenti. È una base necessaria. Senza dati territoriali aggiornati — annunci per sezione censuaria, quota di intere abitazioni, andamento dei canoni, tasso di residenzialità — qualsiasi intervento rischia di essere impreciso o controproducente. Un secondo nodo è la differenziazione. Il mercato degli affitti brevi non è omogeneo: comprende chi affitta saltuariamente una seconda casa, chi mette a reddito un appartamento ereditato, chi gestisce professionalmente più unità attraverso property manager strutturati. Una disciplina uniforme applica lo stesso trattamento a situazioni con impatti molto diversi sul mercato abitativo, e produce inevitabilmente effetti distorsivi. Resta aperta, infine, la questione degli incentivi. Se l’obiettivo è che una parte del patrimonio abitativo resti o torni sul mercato delle locazioni ordinarie, non è sufficiente rendere più oneroso l’affitto breve: occorre rendere più conveniente e più sicura l’alternativa. Garanzie sui canoni, fondi per la morosità incolpevole, fiscalità differenziata per affitti a studenti, giovani lavoratori e personale sanitario o universitario sono strumenti già disponibili, sottoutilizzati. Torino ha ancora margine per affrontare questo tema prima che le dinamiche diventino difficilmente reversibili. La crescita degli affitti brevi è un indicatore di attrattività. Il modo in cui verrà governata dirà qualcosa di più duraturo sulla capacità della città di tenere insieme sviluppo economico e coesione urbana.

A cosa serve suonare le canzoni. Boosta a Le Gru

sabato 30 maggio ore 17
area esterna coperta al primo piano
A cosa serve suonare le canzoni 

BOOSTA

WORKSHOP SUBSONICI

Cieli su Torino 1996 – 2026

Cinque workshop gratuiti a Le Gru con Max, Vicio, Ninja, Boosta e Samuel per festeggiare i 30 anni di carriera

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domenica 31 maggio dalle ore 16 alle 18
area eventi esterna coperta 
Showcooking

CARLOTTA BERTIN

direttamente dalla cucina di Masterchef 

Partecipazione gratuita con prenotazione obbligatoria
al Box Info Le Gru o scrivendo a boxinfo@legru.it.

Nel prossimo fine settimana Le Gru conferma la propria vocazione a essere un luogo che unisce commercio, tempo libero e contenuti culturali, portando sullo stesso palcoscenico due linguaggi capaci di parlare a pubblici diversi ma complementari: la musica e il cibo.

Sabato 30 maggio l’area esterna coperta al primo piano diventa spazio di confronto sulla musica con il quarto appuntamento dei Workshop Subsonici dedicato a Boosta, mentre domenica 31 maggio la stessa cornice ospita lo showcooking di Carlotta Bertin, talento piemontese noto al grande pubblico grazie a MasterChef Italia.

Sabato 30 maggio, alle ore 17, prosegue a Le Gru il ciclo dei Workshop Subsonici “Cieli su Torino 1996–2026”, ideato da Max, Vicio, Ninja, Boosta e Samuel per festeggiare i trent’anni di carriera della band. Dopo aver affrontato, nei precedenti appuntamenti, i suoni della natura e dei paesaggi urbani con Max Casacci, il silenzio tra le note con Vicio e la matematica del ritmo con Ninja, il quarto incontro porta nel mall di Grugliasco Davide “Boosta” Dileo, tastierista, autore e cofondatore dei Subsonica. Il workshop, dal titolo “A cosa serve suonare le canzoni”, ruota attorno a una domanda solo in apparenza semplice e vuole esplorare il ruolo della musica come strumento per allenare empatia, attenzione e capacità relazionali, soprattutto nelle nuove generazioni.

Nel corso dell’incontro Boosta alterna ascolti, riflessioni e momenti di interazione con il pubblico intorno ai brani che hanno contribuito a costruire l’immaginario collettivo degli ultimi trent’anni. La canzone diventa così un dispositivo concreto per osservare come l’educazione all’ascolto possa aiutare bambini, ragazzi e adulti a dare forma al proprio sguardo sul mondo, in un contesto quotidiano come quello di un centro commerciale completamente ripensato in chiave di accoglienza e qualità degli spazi. A introdurre ogni appuntamento è il musicteller Federico Sacchi, che contestualizza le esperienze proposte all’interno del più ampio progetto “Cieli su Torino 96–26”, già protagonista in città con installazioni e iniziative dedicate alla storia della band.

Il calendario dei Workshop Subsonici a Le Gru prevede un ultimo incontro il 7 giugno con Samuel, voce del gruppo, che proporrà una vera e propria mixing class: una dimostrazione tecnica di post-produzione live dedicata alla costruzione di un tappeto sonoro dinamico e coerente, capace di isolare l’ascoltatore dal caos circostante. 

Tutti i workshop sono gratuiti con prenotazione obbligatoria e si svolgono alle ore 17; le iscrizioni sono aperte presso il Box Info di Le Gru oppure scrivendo all’indirizzo dedicato, mentre calendario completo e aggiornamenti sono disponibili sul sito legru.it. Il progetto è sostenuto dal mall di Grugliasco nell’ambito delle celebrazioni per i trent’anni dei Subsonica e rientra nel più ampio programma di appuntamenti del centro dedicati a musica, cultura e intrattenimento.

Domenica 31 maggio, dalle 16 alle 18, l’area eventi esterna coperta ospita invece Carlotta Bertin, originaria di Candelo nel Biellese e conosciuta per la sua partecipazione a MasterChef Italia, per uno showcooking gratuito su prenotazione. L’incontro è pensato per avvicinare il pubblico al suo modo di intendere la cucina, in una dimensione ravvicinata che permette di seguirne lo stile, la tecnica e il modo di raccontare una ricetta, lontano dalle dinamiche televisive e più vicino all’esperienza diretta. Per i visitatori piemontesi l’appuntamento rappresenta anche l’occasione di incontrare dal vivo un talento del territorio, che ha saputo costruire una cucina personale, riconoscibile e radicata nella propria sensibilità.

Lo showcooking proposto da Carlotta è una lavorazione a freddo, senza cottura, sviluppata attraverso diverse tecniche spiegate passo dopo passo mentre la preparazione procede. Il pubblico potrà osservare i dettagli di ogni fase, ascoltare il racconto della ricetta e cogliere quegli accorgimenti che spesso restano fuori dallo schermo, vivendo un’esperienza che unisce contenuto, curiosità e partecipazione. Al termine, è previsto un momento dedicato a foto e saluti, per favorire l’incontro diretto con la chef e consolidare quel clima di vicinanza che Le Gru coltiva anche attraverso i propri eventi.

Derby, FSP Polizia: “Spreco di risorse a causa dei facinorosi”

Ancora una volta la città di Torino si trova a fare i conti con una scia inaccettabile di violenza e danni. Ancora una volta, quello che nel resto del mondo è uno spettacolo sportivo, qui si trasforma in guerriglia urbana in occasione del Derby.

Mentre in discipline nobili come il rugby lo sport rimane sinonimo di aggregazione, rispetto e sana partecipazione – dove i tifosi sostengono i propri beniamini e godono del gesto atletico a prescindere dalla maglia – nel calcio assistiamo ciclicamente a una recrudescenza primordiale. Parliamo di frange di violenti che non cercano lo sport, ma inseguono unicamente lo scontro fisico e verbale con l’avversario, sventolando un senso di appartenenza a un logo che, nei fatti, non gli appartiene e serve solo da paravento.

“Rischiare di farsi male o finire in ospedale per assistere allo show di 22 milionari in campo, che nulla hanno a che spartire con la stragrande maggioranza dei tifosi perbene, è quanto di più stupido e inaccettabile si possa concepire”, dichiara fermamente Luca Pantanella, Segretario Generale Provinciale della FSP Polizia di Stato di Torino.

“Anche ieri le Forze dell’Ordine hanno dovuto registrare feriti tra i colleghi, ma soprattutto hanno pagato un tributo pesantissimo in termini di energie e risorse operative. Abbiamo dovuto bruciare un capitale umano immenso, sottratto alla lotta alla criminalità quotidiana e alla tutela dei cittadini onesti. Parliamo di poliziotti che hanno effettuato 24 ore di servizio continuo, spingendosi allo stremo delle forze, pur di arginare il caos e assicurare alcuni di questi delinquenti alle patrie galere. L’auspicio è che ora, dietro le sbarre, un doveroso e rigorosissimo silenzio li porti a riflettere sulla gravità delle loro azioni”.

Cui prodest? A chi giova tutto questo?

“Sicuramente giova a quei piccoli boss delle curve che alimentano una finta supremazia sportiva”, incalza Pantanella. “Soggetti che drogano le menti dei ragazzi con un credo distorto, facendoli sentire grandi attraverso la violenza, ma che in realtà – come la cronaca giudiziaria ha più volte dimostrato – li usano come carne da macello e manovalanza per i propri scopi personali, spesso per ottenere favori o privilegi dalle società calcistiche. Questa deriva va stroncata con la massima durezza. Solidarietà totale ai colleghi contusi e a tutti coloro che hanno lavorato senza sosta: lo Stato non farà un solo passo indietro di fronte a questi criminali”.

Segreteria Generale Provinciale FSP POLIZIA DI STATO – TORINO

La Giornata delle Dimore storiche a Robella

Domenica 24 maggio l’Associazione Dimore Storiche Italiane ETS, che riunisce i proprietari di immobili storici di tutto il Paese, ha organizzato la XVI edizione della sua Giornata Nazionale, evento che ha permesso al pubblico di visitare gratuitamente oltre 450 luoghi esclusivi come castelli, ville, giardini storici, palazzi nobiliari, conventi e residenze d’epoca, 36 dei quali in Piemonte. Questi immobili, situati in gran parte nelle campagne o in provincia, rappresentano il più grande museo diffuso d’Italia. Renderli visitabili gratuitamente in occasione di questa giornata permette di dimostrare al grande pubblico il ruolo insostituibile svolto dai proprietari privati nella tutela, conservazione e valorizzazione di una parte fondamentale del patrimonio storico e artistico italiano.
Per il 2026 è stato scelto come tema “Custodi di futuro: un patrimonio vivo per un valore condiviso” per richiamare la responsabilità condivisa della tutela e della conservazione del patrimonio storico-architettonico privato.
Il Torinese.it era presente a Robella (AT) dove ha aperto le porte il castello e come ormai da molti anni a questa parte anche Casale Armanda, già luogo Fai 2021, che con il suo percorso etnografico monferrino apre i suoi spazi per far conoscere al meglio la storia di questi luoghi. L’apertura del casale è stata organizzata dalla famiglia Calvo con il patrocinio del Comune e dell’Associazione Internazionale Regina Elena Odv.

Robella fece parte della Contea dei Radicati, nobile famiglia il cui capostipite fu Manfredo, Conte di Milano nell’869. Il casato, diviso in diversi rami riuniti in una consortile, dal X secolo fino al 1586 regnò su uno Stato praticamente autonomo che aveva come capitale Cocconato e comprendeva 47 feudi, tra i quali Aramengo, Marmorito, Passerano, San Sebastiano da Po e Robella. I Radicati riconoscevano come autorità superiore soltanto quella dell’Imperatore dei Romani e basavano la loro economia sui diritti di passaggio. Ogni anno un ramo diverso si alternava al governo di questa Nazione da Cocconato.
Nel 1586 si sottomisero ai Savoia, pur mantenendo ampi poteri feudali e dal 1589 al 1598 batterono moneta al Castello di Passerano. Nel 1734 i diversi rami si divisero i possedimenti, ponendo così fine alla consortile. Alcuni di essi si sono estinti nel lignaggio maschile, mentre altri sono sopravvissuti fino ai giorni nostri, tra questi i Radicati di Brozolo.
A Robella il casato fece edificare ben due magnifiche dimore: il castello, tra il XII e il XIII secolo e Casale Armanda nel 1593.
Il maniero nel 1830 venne portato in dote da Rosa Lucia Radicati a Carlo Emanuele Gabriele Nicolis di Robilant, scudiero di Re Carlo Alberto. La loro bisnipote Maria sposò il Conte Alberto Cotta, nonno dell’attuale Conte di Robella.
Casale Armanda venne invece fatto edificare nel 1593 da un ramo secondario dei Radicati, per la produzione del vino.
Nel 1878, alla morte di Irene Radicati, il casale venne ereditato dal pronipote Giuseppe Musso Cambiano. Egli si spense nel 1909 lasciando orfana la piccola Camilla, della quale se ne prese cura il Sindaco di Robella. La nobildonna sposò Giacomo Martini, fratello del Prof. Enrico, l’inventore del pronto soccorso. La coppia ebbe un figlio, Giovanni, che morì a soli 32 anni nel 1942 in Africa Orientale Italiana durante la Seconda Guerra Mondiale. Nel 1974 Camilla cedette Casale Armanda a Guido Calvo. L’aristocratica era madrina di battesimo di Armanda Graglia, alla quale è dedicato l’edificio, la cui famiglia vi visse in regime di mezzadria per almeno tre generazioni. Armanda sposò Giuseppe Rolfo, il cui padre Giacinto, viticoltore di antica generazione, nel 1908 fu invitato a Londra, dove, in occasione dei Giochi della IV Olimpiade, venne organizzata un’esposizione internazionale. Egli presentò il suo prodotto d’eccellenza: il vino “chiaret”, frutto di una miscellanea di uve autoctone del Monferrato ora scomparse. Il prezioso nettare ricevette il diploma di benemerenza e la medaglia d’oro con l’effige di Re Edoardo VII. L’anno successivo Casa Savoia premiò Giacinto con il “Brevetto Reale” consegnato dalla Regina Madre Margherita nella Palazzina di Caccia di Stupinigi. Da quel momento la famiglia Rolfo ebbe la facoltà di esporre l’arme della regina madre su tutte le etichette di vino. Giuseppe e Armanda ebbero una figlia, Silvana, che sposò Guido Calvo, dal quale ebbe due figli: Pierangelo e Paolo, attuali proprietari del casale.
Il complesso ospita oggi l’ecomuseo contadino, un’esposizione permanente che occupa 23 locali e comprende camera da letto, biblioteca, salone, cucina, e cantine. Il visitatore ha la possibilità di ammirare mobilio e vestiti d’epoca, nonché tutti gli utensili necessari per la coltivazione della vite, la raccolta dell’uva e la distillazione del vino, immergendosi nell’atmosfera di una casa di inizio Novecento.
Domenica 24 maggio a Casale Armanda il numeroso pubblico, guidato da Pierangelo Calvo e dallo scrivente, ha iniziato la sua visita nella parte settecentesca dell’edificio, precisamente nella sala dove sono esposte le copie originali del Brevetto Reale e del diploma dell’Esposizione Internazionale di Londra, nonché preziosi documenti della famiglia Bergoglio, originaria proprio di Robella e poi trasferitasi nel 1763 a Schierano e nei primi anni dell’Ottocento a Portacomaro.
La visita è proseguita nella contigua Sala fotografica, nella Bibliotechina, un tempo la camera da letto del robellese Enrico Martini, l’inventore del pronto soccorso e nel Grande Salone.
I visitatori sono quindi scesi al pianterreno, dove si trovano le storiche cucine e l’ecomuseo contadino ed hanno terminato il percorso nell’antica cantina di fermentazione, ubicata nella parte ottocentesca e mai terminata del casale. Questo spazio ospitava le seguenti mostre fotografiche: “Nebbia agli irti colli” di Franco Merlo e “Metamorfosi botaniche” di Pietro Medico. Il liutaio volpianese Giuseppe Martina, classe 1934 e considerato il più anziano liutaio d’Italia ha esposto alcuni preziosi strumenti musicali a corda.
Alle ore 17,30 nel giardino è stato presentato il libro “SAVOIA. L’albero genealogico e i protagonisti della dinastia” di Andrea Carnino e Pierangelo Calvo, edito da Susalibri di Angelo Panassi. Gli autori hanno dialogato con la Dott. Liliana Ravagnolo, una tra i primi italiani a conseguire la certificazione da parte della NASA per l’addestramento degli astronauti, che fu l’istruttrice spaziale di Samanta Cristoforetti, Paolo Nespoli e Luca Parmitano.


La giornata è stata impreziosita dalla presenza dei seguenti gruppi storici:

  • I Signori di Rivalba nell’Ottocento” il cui Presidente Alberto Moret ha impersonato Camillo Benso, Conte di Cavour, mentre gli altri rievocatori hanno vestito i panni della Venerabile Giulia Falletti di Barolo, di Costantino Nigra, di Virginia Verasis Asinari, Contessa di Castiglione, di Giuseppe Mazzini e di diversi nobili;
  • I Signori di Torino nell’Ottocento” i cui rievocatori hanno impersonato la Regina Margherita, accompagnata dal Marchese Emanuele Pes di Villamarina, con la consorte Paola, dama d’onore della sovrana;
  • Della Fenice” di Pianezza, la cui Presidente Monica Todi ha impersonato Maria Vittoria Dal Pozzo della Cisterna, Regina di Spagna dal 1870 al 1873, accompagnata da due dame di compagnia e da un gentiluomo;
  • I Nobili della Collina torinese” in abiti ottocenteschi.

Tra i numerosi presenti: Claudio Gavosto, Sindaco di Robella; Fulvio Mazzocchi, Sindaco di Barolo (CN); Giovanni Panichelli, Sindaco di Volpiano (TO) e Massimo Alfano, pittore ufficiale della Marina Militare Italiana e storico navale.

ANDREA CARNINO

“Beraudo di Pralormo e Sivio Pellico. Storia di un’amicizia”

Di recente uscita il libro realizzato da Angelo Toppino, Andrea Carnino e Paola Arnaldi

È di recente uscita il libro dal titolo “Beraudo di Pralormo e Silvio Pellico. Storia di un’amicizia”. Il volume è scritto da Angelo Toppino, Andrea Carnino e Paola Arnaldi e pubblicato da Gondour edizioni del Centro Studi Silvio Pellico, nella collana Geo-Grafie. Illustra la straordinaria amicizia, nata quasi per caso, fra il Conte Carlo Beraudo di Pralormo e lo scrittore Silvio Pellico, diventata nel tempo una delle più solide del Risorgimento italiano. Tutto ebbe inizio il 13 ottobre 1820 a Milano, alle 15, quando Silvio Pellico, entrato in contatto con la carboneria, venne arrestato dalla polizia austriaca durante una grande ondata repressiva che avrebbe colpito decine di patrioti del lombardo veneto. Dopo mesi di detenzione a Milano e poi a Venezia, Pellico venne condannato e trasferito allo Spielberg, fortezza-carcere di Brno, nell’attuale Repubblica Ceca, dove l’impero austriaco mandava i detenuti più pericolosi. Nel penitenziario le condizioni di vita erano pensate per spezzare lo spirito e il fisico dei detenuti. Il Commissario Superiore di Polizia von Helgenbert gli promise che la sua pena sarebbe stata dimezzata, ma quando fu chiaro che questa promessa non sarebbe stata mantenuta la famiglia di Pellico si rivolse all’Ambasciatore a Vienna, il Conte Beraudo di Pralormo, la cui intercessione a favore dell’Ambasciatore si estese per l’introduzione periodo della detenzione, dal 1822, data della prima lettera documentata, al 1830, anno della liberazione. Nel libro sono riportate l’elettore che il Conte si scambiava con Silvio Pellico e la sua famiglia, tra cui quella inviata a Luigi Pellico e datata da Vienna 12 aprile 1822. Nel volume viene anche trattata la storia del Castello di Pralormo, maniero conosciuto alla maggior parte delle persone per Messer Tulipano, e la vita del Conte Carlo Beraudo, il quale servì ben quattro sovrani sabaudi: Vittorio Emanuele I, Carlo Felice, Carlo Alberto e Vittorio Emanuele II. Il lettore avrà la possibilità di immergersi nella Torino degli anni Trenta dell’Ottocento, quella dei “Santi Sociali”, i Venerabili Carlo Tancredi e Giulia Falletti di Barolo, grandi protagonisti del racconto; seguono San Giuseppe Agostino Benedetto Cottolengo, fondatore della Piccola Casa della Divina Provvidenza, e Emanuele Giovanni Bosco, fondatore dei Salesiani, ma anche l’atmosfera in cui i mendicanti portavano sul petto una piastrina gialla per avere il permesso di elemosinare, e i bambini abbandonati vagavano per le strade senza che nessuno se ne curasse. A porre rimedio a queste ingiustizie ci pensarono il Conte di Pralormo, i Marchesi di Barolo, Cavour, Cottolengo e Silvio Pellico.

La storia è stata raccontata a due voci: la prima, quella del racconto, curata da Angelo Toppino e Paola Arnaldi, si rivolge a chi vuole capire chi fossero queste persone e che cosa le muovesse; la seconda, quella dell’approfondimento storico, curata in particolar moda da Andrea Carnino, compare alla fine di ogni capitolo, distinta anche graficamente, ed offre ciò che il racconto da solo non può dare: dalle genealogie alle date precise, dai documenti d’archivio al contesto politico istituzionale. Il volume è stato presentato per la prima volta il 18 maggio scorso, presso il Salone del Libro, nell’Arena Piemonte, alla presenza della venerabile Giulia Falletti di Barolo impersonato da Monica Todi, presidente del Gruppo Storico della Fenice di Pianezza, accompagnata da una dama di compagnia.

La prossima presentazione è in programma domenica 12 luglio, alle ore 18, presso le scuderie del castello di Castiglione Falletto.

Mara Martellotta

Elezioni nei Comuni piemontesi: alle 19 di domenica affluenza superiore al 30%

AMMINISTRATIVE

Prima rilevazione dell’affluenza: domenica ore 12

In Piemonte, alle ore 12, l’affluenza alle urne ha raggiunto il 15%, un dato leggermente superiore alla media nazionale, ferma al 14,74%. La provincia con la partecipazione più alta è stata quella di Vercelli, dove ha votato quasi il 20% degli aventi diritto. Più contenuta invece l’affluenza nella città metropolitana di Torino, attestata al 13,39%.

Affluenza aggiornata alle ore 19

Alle 19 l’affluenza nei Comuni piemontesi chiamati al voto si è fermata al 32,91%. Anche in questa rilevazione la provincia di Vercelli registra il dato più elevato, con il 40,41% dei votanti. Più basso invece il dato della città metropolitana di Torino, dove l’affluenza raggiunge il 30,36%.

I Comuni al voto in provincia di Torino

Nel territorio della città metropolitana di Torino si vota in 23 Comuni: Moncalieri, Venaria Reale, Alpignano, Castellamonte, Givoletto, San Giusto Canavese, Baldissero Canavese, Castelnuovo Nigra, Chiesanuova, Isolabella, Montalenghe, Monteu da Po, Novalesa, Osasio, Parella, Rivalba, Samone, Sestriere, Torre Canavese, Valperga, Venaus, Virle Piemonte e Vistrorio.

Piemonte e Valle d’Aosta, strategie comuni

Un accordo per consolidare la collaborazione istituzionale e il coordinamento in ambiti strategici di interesse comune tra le due Regioni è stato sottoscritto dai presidenti del Piemonte Alberto Cirio e della Valle d’Aosta Renzo Testolin.

La firma, avvenuta nel Municipio di Pont-Saint-Martin, ha fatto seguito alla visita che il presidente Cirio aveva compiuto il 23 dicembre scorso al Governo regionale valdostano, durante la quale era stata manifestata la volontà di formalizzare il rafforzamento della sinergia tra le due Regioni, non solo in virtù della prossimità geografica e della necessità di approcci coordinati su opportunità e problemi che riguardano le aree limitrofe, ma anche per gli interessi comuni in diversi settori strategici, oltre al fatto che Valle d’Aosta e Piemonte sono la sede dei principali nodi transalpini di collegamento tra Italia, Francia e Unione Europea.

Con questo accordo le due Regioni si impegnano quindi ad avviare forme stabili di dialogo e cooperazione istituzionale, anche in grado di creare occasioni di relazioni tra gli enti locali, gli operatori economici e culturali e i cittadini in diverse materie:

  • viabilità e trasporti, con riguardo alle infrastrutture e ai collegamenti ferroviari, autostradali, stradali e alla mobilità in generale;
  • protezione civile, in relazione alla prevenzione, gestione e superamento delle emergenze;
  • sanità, con attenzione agli aspetti organizzativi e alla cooperazione nei servizi di interesse comune;
  • cultura, con particolare riferimento al sistema museale, all’artigianato di tradizione e a iniziative culturali di rilievo;
  • turismo, anche in un’ottica di promozione integrata dei territori;
  • ambiente e risorse naturali, incluse le politiche di gestione e valorizzazione del Parco Nazionale del Gran Paradiso;
  • agricoltura, con particolare riferimento alla valorizzazione dei prodotti tipici locali;
  • territori montani, per lo sviluppo, adattamento e mantenimento dei servizi essenziali;
  • economia, con riguardo a sviluppo industriale, ricerca, innovazione e competitività del sistema economico;
  • energia, con particolare riferimento ai temi della decarbonizzazione, dello sviluppo delle fonti rinnovabili e dell’efficientamento energetico;
  • cooperazione territoriale europea, a livello transfrontaliero, transnazionale e di Strategia macroregionale alpina.

L’accordo si concretizzerà in incontri periodici tra delegazioni delle due Regioni, la cui composizione sarà determinata di volta in volta in relazione alla specificità e alla natura tecnica o politica dei temi oggetto di discussione.

“Diamo forma e ufficialità a un rapporto di collaborazione che è già nei fatti e che intendiamo rafforzare nell’interesse dei nostri sindaci e delle nostre comunità su temi strategici, a partire dalla viabilità e dai trasporti che incidono sulla vita e sulla pelle dei nostri cittadini, e che ci vedono impegnati sul fronte ferroviario, stradale e sul futuro dei collegamenti internazionali, con l’apertura della Francia che finalmente, dopo anni, sembra disponibile a ragionare di raddoppio del tunnel del Monte Bianco – hanno dichiarato il presidente Cirio e l’assessore Gabusi – Sui servizi sanitari e di salute già collaboriamo ma possiamo fare di più e meglio, così come nella protezione civile che ci ha già visto operare insieme in molte situazioni di emergenza per portare le nostre competenze e la nostra esperienza in materia di soccorso e pronto intervento. La collaborazione tra Regioni diventa ancora più strategica quando si parla di programmazione e questo accordo è particolarmente significativo anche in vista della prossima programmazione europea nella quale, su molti temi, potremo ragionare insieme per portare benefici ai nostri territori”.

“La firma di questo protocollo – ha affermato il presidente Testolin con gli assessori Bertschy, Baccega e Grosjacques – vuole suggellare una collaborazione che esiste già nel quotidiano, in quanto sono già numerose le occasioni di incontro e lavoro comune con il Piemonte. Pensiamo alla collaborazione costante per i lavori sulla rete ferroviaria, l’impegno per gli interventi sul vallo di Quincinetto, la gestione delle diverse tematiche nel Parco Nazionale del Gran Paradiso, le iniziative transfrontaliere e i tanti progetti europei, le cui ricadute generano impatti concreti e rilevanti nei diversi territori. Oggi raggruppiamo queste attività e altri obiettivi strategici, come la ricerca e sviluppo e la valorizzazione del turismo e dell’enogastronomia, in un documento formale, che terrà conto e lavorerà per dare concretezza alle scelte dettate principalmente dall’ascolto e dai bisogni del territorio e che potrà coinvolgere e sostenere anche attività puntuali promosse da enti locali e associazioni regionali”.