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Ecco quali sono i Comuni sostenibili del Piemonte

Una grande partecipazione, all’altezza di un progetto che continua a crescere. Sala piena, ascolto attivo e tanti sindaci e amministratori locali da tutta Italia hanno coronato l’esordio nazionale della Guida dei Comuni Sostenibili italiani edizione 2025/2026, che va ad aggiornare il primo volume, sempre pubblicato da Edizioni ETS.

Al Caffè Letterario del Salone Internazionale del Libro di Torino, giovedì 15 maggio, si sono riuniti primi cittadini e amministratori pubblici da ogni parte del Paese per condividere buone pratiche di sostenibilità, idee e progetti per la tutela dell’ambiente e lo sviluppo sostenibile dei territori, a partire da un turismo rispettoso di luoghi e comunità.

 

La Guida dei Comuni Sostenibili italiani racchiude tutto questo e intende portarlo all’attenzione del pubblico, per contribuire alla crescita della sensibilità verso argomenti e temi che da qualche anno trovano spazio nella nostra Costituzione: un turismo sostenibile vuol dire un turismo non estraneo ai territori e alle persone che li vivono, ma in armonia con l’ambiente e l’ecosistema. Insomma, l’Agenda 2030. E l’edizione 2025/2026 della Guida è qui per ispirare e guidare chi intende intraprendere questo percorso proposto dalle Nazioni Unite, arricchendo anche quello di chi lo sta già intraprendendo.

 

Sono ben 125 i comuni presenti nella nuova edizione del volume, rispetto ai 98 del 2024, mentre le pagine salgono a 450. Non solo, quest’anno, per la prima volta, sono state pubblicate schede relative anche a due province e a due città metropolitane. Quindi, ben 129 comunità locali, pari a quelle attualmente aderenti alla Rete dei Comuni Sostenibili, l’associazione più grande d’Europa di enti locali impegnati concretamente sugli obiettivi di sostenibilità ambientali, sociali, economici e istituzionali. Nel volume, da evidenziare i contributi esterni di Guido Lo Iacono (segretario generale di ASviS, l’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile), Samir De Chadarevian (responsabile buone pratiche del gruppo di lavoro sul Goal 11 di ASviS) e di Raoul Tiraboschi (vicepresidente di Slow Food Italia).

 

L’evento è rientrato nel calendario del Festival dello Sviluppo Sostenibile di ASviS, l’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile. L’iniziativa editoriale, tra l’altro, è considerata proprio dall’ASviS una buona pratica nazionale ed è stata valorizzata nel catalogo di presentazione del Festival tra le iniziative principali per la diffusione della sostenibilità e i nuovi percorsi della kermesse più importante in Europa sull’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

 

“Presentare la Guida dei Comuni Sostenibili ancora una volta al Salone del Libro di Torino è il segno dell’importanza che questo volume, rinnovato e ampliato nei propri contenuti, ormai riveste nel panorama nazionale – afferma Maurizio Gazzarri, direttore tecnico della Rete dei Comuni Sostenibili e curatore editoriale della Guida –. Ben 130 enti locali sono descritti sotto il profilo della sostenibilità, dei luoghi, dei percorsi e delle buone pratiche. È una guida a carattere turistico ma anche un manuale di buongoverno: infatti, sindache e sindaci di tutti i comuni italiani possono trovare buoni esempi da adottare nei rispettivi territori nell’ottica della sostenibilità economica, sociale e ambientale”.

 

“Chi si impegna in sostenibilità in realtà si impegna anche in competitività e sviluppo economico – commenta Enrico Giovannini, cofondatore e direttore scientifico di ASviS –. Non c’è contrasto, come mostrano i dati disponibili. Per questo, i comuni che favoriscono lo sviluppo sostenibile lo favoriscono sotto tutti i punti di vista, non solo quello ambientale ma anche quello sociale ed economico. Bisogna andare in questa direzione nonostante i venti contrati, perché porterà, e porta già adesso, vantaggi per tutti”.

 

“Una seconda grande opportunità di presentazione della Guida dei Comuni Sostenibili al Salone Internazionale del Libro di Torino dopo quella dello scorso anno – fa sapere il presidente della Rete dei Comuni Sostenibili, Valerio Lucciarini De Vincenzi –. Un volume che racchiude le buone prassi, i progetti, le iniziative e le rigenerazioni dei territori proprio per avvantaggiare e dare uno strumento al turismo ma anche agli amministratori e ai cittadini per far conoscere dove, come  e quanto la sostenibilità prende corpo nel nostro territorio nazionale”.

 

“Siamo onorati di essere anche quest’anno al Salone del Libro di Torino con la nuova edizione della Guida – sottolinea Benedetta Squittieri, copresidente della Rete dei Comuni Sostenibili –. È uno strumento fondamentale per i comuni ma è soprattutto un’attività che i comuni, grazie alla Rete, fanno per promuovere buone pratiche, idee e progetti nelle varie città italiane: questo consentirà al lettore di visitare i luoghi tenendo presenti anche gli aspetti di sostenibilità ambientale, ma non solo, direi anche economica e sociale”.

 

“Sono tante le buone pratiche di sostenibilità che riguardano il cibo – aggiunge Raoul Tiraboschi, vicepresidente di Slow Food Italia –. Grazie alle scelte che vengono effettuate sul cibo è possibile comprendere la salute di una comunità, il termometro della situazione in un determinato comune. Se, quindi, vengono valorizzate le filiere corte, la produzione bio e così via. Ma politiche di qualità sul cibo consentono anche di favorire l’inclusione sociale e valorizzare le diversità culturali. Quella che manca è una co-costruzione politica condivisa e disinteressata, che invece la Rete dei Comuni Sostenibili, con la Guida, ad esempio, premia e incentiva”.

 

La Guida dei Comuni Sostenibili italiani 2025/2026. La scheda del libro

 

La Guida è disponibile sul sito della casa editrice Edizioni ETS all’indirizzo https://www.edizioniets.com/scheda.asp?n=9788846772046 ed è acquistabile su tutti gli store online e in distribuzione nelle librerie di tutta Italia.

 

La Guida 2025/2026 sarà in vendita per un anno intero, sempre al costo di 15 euro come nel 2024. La prossima edizione annuale è prevista nella primavera 2026 e sarà ancora più ampia, considerando le nuove adesioni alla Rete dei Comuni Sostenibili che sono già in gestazione. Sul sito della Rete www.comunisostenibili.eu ogni comune aderente ha, inoltre, una pagina dedicata agli aggiornamenti e alle notizie di attualità.

 

I 129 comuni, province e città metropolitane presenti nell’edizione 2025/2026 divisi per regione:

 

Abruzzo: Aielli, Chieti, Opi, San Valentino in Abruzzo Citeriore, Tollo, Tornimparte

Calabria: Cirò Marina, Montegiordano, Parghelia

Campania: Anacapri, Bellizzi, Bisaccia, Capaccio Paestum, Zungoli

Emilia-Romagna: Piacenza

Friuli Venezia Giulia: Codroipo, San Vito al Tagliamento

Lazio: Bassiano, Colleferro, Grottaferrata, Poggio Mirteto, Riano, Rocca Sinibalda, Roma Città Metropolitana, Tolfa, Trevignano Romano, Villa Latina

Liguria: Quiliano, Riomaggiore, Sestri Levante, Testico

Lombardia: Bonate Sopra, Caronno Pertusella, Crema, Legnano, Mantova, Mariano Comense, Ponte in Valtellina, Zibido San Giacomo

Marche: Altidona, Ancona, Castignano, Castorano, Folignano, Force, Gabicce Mare, Grottammare, Isola del Piano, Lunano, Monte San Giusto, Montecalvo in Foglia, Montefano, Offida, Pesaro, Petriolo, Rotella, Sant’Angelo in Vado, Urbania, Urbisaglia, Vallefoglia

Molise: Agnone, Portocannone, Vinchiaturo

Piemonte: Bardonecchia, Bra, Chieri, Cuneo, Ottiglio, Sala Monferrato, Settimo Torinese, Torino Città Metropolitana

Puglia: Alezio, Andria, Anzano di Puglia, Brindisi Provincia, Carlantino, Carpino, Castellaneta, Ceglie Messapica, Cisternino, Crispiano, Deliceto, Erchie, Foggia, Foggia Provincia, Ginosa, Ischitella, Lecce, Lesina, Manduria, Martina Franca, Mesagne, Monte Sant’Angelo, Peschici, San Giovanni Rotondo, Troia

Sardegna: Alà dei Sardi, Arborea, Nuoro, Quartu Sant’Elena

Sicilia: Nizza di Sicilia, Petrosino, Salemi, Santo Stefano Quisquina

Toscana: Bagno a Ripoli, Borgo San Lorenzo, Camaiore, Capannoli, Capannori, Castelfranco Piandiscò, Filattiera, Follonica, Palaia, Prato, San Gimignano, San Giuliano Terme, San Vincenzo, Scandicci, Terricciola

Umbria: Deruta, Gualdo Tadino, Gubbio, Marsciano, Montecastrilli, Narni

Veneto: Cappella Maggiore, Rovigo, Stanghella, Vigasio

 

Ravetti: “Inaccettabile impedire di parlare all’Università e al Salone”

«Quanto accaduto ieri all’Università di Torino e al Salone del Libro rappresenta una brutta pagina per la nostra città: non si può accettare che si impedisca lo svolgimento di un convegno o che si debba arrivare a rinunciare alla presentazione di un libro. In tutta questa vicenda l’irrinunciabile solidarietà al popolo pastinese e l’indiscutibile condanna ai crimini di guerra dello Stato di Israele non c’entrano nulla. E non possiamo limitarci a indignazioni di circostanza. C’è una minoranza fanatica che pensa di poter tenere in ostaggio luoghi di libero pensiero come l’Università e il Salone del Libro. Alla comunità ebraica di Torino, che ricordo essere uno dei membri del Comitato Resistenza e Costituzione, va la mia piena solidarietà e vicinanza».

Domenico RAVETTI

Vicepresidente Consiglio regionale del Piemonte

Presidente del Comitato Resistenza e Costituzione della Regione Piemonte

Da 150 anni il Collegio San Giuseppe a Torino

Tutta la comunità lasalliana, studenti, ex allievi, amici e sostenitori uniti in una grande festa ricca di contenuti e di ricordi per Torino e la sua storia

E’ tempo di festeggiamenti per i Fratelli delle Scuole Cristiane e per il Collegio San Giuseppe, la prestigiosa istituzione torinese che compie quest’anno centocinquant’anni dalla sua inaugurazione avvenuta il 22 Maggio del 1875, anno in cui diventò operativa nel cuore di Torino al numero 23 dello storico portone di Via San Francesco da Paola divenendo da allora una sicura ed importante pietra miliare nella crescita dell’istruzione e dell’educazione torinese nonché punto di riferimento certo per tante generazioni di giovani. Una storia intensa, importante, significativa quella dei Fratelli delle Scuole Cristiane, noti anche come Fratelli lasalliani in onore al loro fondatore, il teologo San Giovanni Battista de La Salle, storia che segnò profondamente l’evoluzione e lo sviluppo dell’istruzione nella città sabauda già allora impegnata nel suo inarrestabile percorso evolutivo sociale, culturale, economico. Sono stati presenti sul territorio già dal lontano 1829, anno di fondazione dell’Istituto La Salle, da quando re Carlo Felice di Savoia richiese la loro partecipazione in qualità di maestri nelle scuole del suo Regno.

 

Da allora hanno portato avanti la loro missione di educatori tenendo sempre presente la necessità di adattarsi alle tante esigenze di un contesto sociale soggetto a continui cambiamenti, con occhi e cuore sempre attenti a formare gli studenti con un’istruzione ricca di quei valori lasalliani capaci di promuovere la crescita dei giovani all’impegno, alla condivisione, alla lealtà, all’amicizia. Solide basi e affidabile fondamento per la vita di intere generazioni tra le storiche mura del Collegio che in molti chiamano affettuosamente San Gip e di cui è Direttore Fratel Alfredo Centra.

Un motto il loro, “ Fides et labor ” che ha sempre ricoperto un ruolo fondamentale nel ministero di educatori cristiani, nella loro tradizione pedagogica, nel loro impegno di testimoni della storia. L’attuale complesso venne costruito a partire dal 1872 da Antonio Debernardi mentre l’intero isolato è sorto attraverso successivi ampliamenti e sopraelevazioni nel corso dei decenni. Al suo interno antiche pareti arricchite di opere d’arte, di riconoscimenti e ricordi, sale auliche che narrano ormai un secolo e mezzo di storia e sono testimoni di persone e fatti, aule che continuano a raccontare la cura e l’attenzione ai giovani, corridoi che si aprono in ambienti museali ricchi di reperti che parlano di luoghi nati da decenni di studio e continua ricerca e che trasudano storia vissuta fatta di percorsi condivisi, di vicende, di speranze, di propositi realizzati.

Tra queste mura sono custoditi considerevoli tesori tra cui, di notevole pregio, la Biblioteca storica che vanta circa 35.000 volumi , il Museo Franchetti di Storia Naturale dal nome del canonico, noto studioso di scienze naturali, affiancato dalla famosissima raccolta di colibrì oltre ad intere sale che racchiudono collezioni zoologiche e mineralogiche, visitabili su appuntamento. Tanti i progetti raggiunti nel corso di questo tempo proficuo sino ad essere insigniti della medaglia d’oro ai Benemeriti della Scuola, della Cultura e dell’Arte dalla Presidenza della Repubblica nel 1960. E’ del 1984 l’apertura dei corsi alla frequenza femminile mentre nel 1995 trova spazio anche un liceo Europeo accanto ai due storici già da tempo esistenti oltre ad una Scuola dell’Infanzia molto apprezzata. Un occhio di riguardo è stato rivolto anche alle tecnologie informatiche di cui sono state dotate alcune aule negli anni Novanta e non meno importanti sono tutte le strutture sportive a disposizione degli studenti dalla piscina alle palestre, al campo di calcetto.

Fiore all’occhiello e testimone sicuro dell’importanza e della bellezza dell’opera lasalliana raggiunta nei loro primi centocinquant’anni di vita al Collegio è l’Associazione Ex Allievi, di cui è Presidente l’Architetto Dario Tarozzi. Nata nel 1921 ha da poco festeggiato i suoi primi cent’anni e venne costituita da un gruppo di amici che non volevano che andassero persi i valori forti acquisiti negli anni tra quelle storiche mura con lo scopo di farsi testimoni per le nuove generazioni e sostegno del loro Collegio. E’ ora giunto il tempo dei festeggiamenti in questo Maggio torinese ad iniziare dalla celebrazione in Duomo con una funzione presieduta dal Vescovo ausiliare Mons. Alessandro Giraudo in questo luogo molto caro ai torinesi per un avvenimento altrettanto caro ed altrettanto torinese. La Cattedrale tanto significativa per Torino e la sua storia è divenuta lo scrigno prezioso e perfetto che ha accolto mercoledì 14 Maggio l’inizio dei festeggiamenti per questi importanti primi centocinquant’anni di vita per proseguire sabato 17 al Collegio con una serata conviviale di intrattenimento tra quelle mura solide e forti come i valori che trasmettono.

Emozionante aver visto il Duomo gremito di giovani con le loro divise, simbolo di un rassicurante e solido senso di appartenenza, un luogo di sacralità arricchito della gioia naturale, dei sorrisi, della freschezza, della bellezza, della capacità di condivisione dei tanti giovani che l’hanno affollata, gli studenti del loro San Gip in festa con i loro educatori, gli ex allievi, le famiglie, gli amici. Vengono in mente le prime parole di Papa Leone XIV al mondo ed in particolare ai giovani quando , dal Loggione delle Benedizioni disse loro di non avere paura ma di andare avanti uniti mano nella mano tra di loro e con Dio certi del suo grande amore così come tornano alla mente le parole del predecessore Papa Francesco rivolto ai Fratelli delle Scuole Cristiane con il suo invito a proseguire uniti nel loro percorso con la gioia di evangelizzare educando e di educare evangelizzando.

Patrizia Foresto

Anziano morto con ferita alla testa, ascoltati i figli

La Procura ha aperto un fascicolo per omicidio volontario, al momento a carico di ignoti, per la morte dell’uomo di 91 anni che a Giaveno ha riportato una profonda ferita alla testa. In una telefonata al 118, uno dei tre figli aveva detto che il padre era caduto e si era ferito. I carabinieri e il PM hanno ascoltato i tre per ricostruire i fatti. La  ferita alla testa potrebbe essere stata provocata da una caduta o da qualcuno, forse durante un litigio.

“Tout Blue”, con gli allievi della FLIC Scuola di Circo

“Tout blue” è  il titolo di uno spettacolo degli allievi del primo anno della FLIC Scuola di Circo diretti da Francesco Sgrò, inserito nel programma del Salone OFF del Salone Internazionale del Libro di Torino, che andrà in scena il 16 e 17 maggio alle ore 19.30 presso lo Spazio FLIC in via Niccolò Paganini 0/200 a Torino.

Caleidoscopio è  il titolo della stagione di spettacoli ed eventi 2024-2025 della Flic Scuola di Circo, un ricco cartellone proposto presso lo spazio FLIC Centro Internazionale per le Arti Circensi di Torino. La stagione prosegue con “Tout Blue”, spettacolo con in scena 18 allievi del primo anno di corso, giovani tra i 19 e i 26 anni di età, provenienti da diverse regioni italiane e per il 70% dall’estero, da Brasile, Cile, Estonia, Francia, Germania, Repubblica Ceca, Slovenia, Spagna, Svizzera e USA.

La FLIC Scuola di Circo di Torino è la prima scuola di Circo contemporaneo in Italia curata dalla Reale Società Ginnastica e sta rinnovando il suo impegno verso la scena circense Internazionale con la stagione Caleidoscopio 2024-2025.  Nel corso dei suoi 22 anni, il centro di formazione e promozione circense ha costruito un vasto network di relazioni che l’hanno resa un punto di riferimento a livello internazionale.

Da aprile è iniziata “Spazio Flic presenta”, sezione della stagione che prevede dieci appuntamenti con protagonisti gli allievi e le allieve della Scuola che si esibiscono in spettacoli di fine corso e presentazioni di progetti artistici personali. Si tratta di eventi in cui il pubblico può ammirare il risultato di un intenso programma di formazione e di un lavoro sinergico tra docenti, registi e coreografi, realizzato per offrire agli allievi un’esperienza completa, dalle sale all’allestimento del palco.

‘Tout blue’ rappresenta un processo di creazione di due settimane diretto dal regista Francesco Sgrò, professionista di grande esperienza e storico collaboratore della Flic, che darà alla luce uno spettacolo in cui gli allievi e le allieve potranno dimostrare i progressi ottenuti in un anno di lavoro, che si è svolto in circa 1500 ore di lezioni ed esperienze varie.

“Un viaggio poetico in un mondo sospeso tra sogno e realtà – spiega il direttore artistico Francesco Sgrò  – dove il blu non è soltanto un colore, ma un sentimento, una vibrazione, una promessa. I giovani artisti in scena daranno vita ad un universo in cui il corpo diventerà parola, l’aria racconterà storie  e l’equilibrio sarà  una danza infinita tra l’altezza e l’abisso. Con audacia e delicatezza, ‘Tout Blue’ esplorerà anche il legame fra fragilità e forza, trasformando ogni movimento in un atto di estrema importanza. Si tratta di uno spettacolo che invita a guardare oltre le apparenze, a immergersi nel blu e a lasciarsi trasportare dal mistero profondo”.

Lo spettacolo è adatto a un pubblico di tutte le età e rientra nel programma del Salone OFF 2025 del Salone Internazionale del Libro di Torino.

I biglietti sono acquistabili online  su www.flicscuolacirco.it oppure presso la biglietteria da un’ora prima dell’inizio dello spettacolo.

Per maggiori informazioni  tel  011530217, email booking@flicscuolacirco.it

Mara Martellotta

Linea 1 Metro Torino: “Via libera al completamento fino a Cascine Vica”

“Con la delibera approvata  dal CIPESS, si compie un passo determinante verso il completamento della linea 1 della metropolitana di Torino, un’infrastruttura strategica non solo per il capoluogo, ma per l’intera regione. Questa azione garantisce la piena realizzazione di un’opera fondamentale per la mobilità sostenibile e lo sviluppo del territorio. Parallelamente, gli uffici tecnici della Regione stanno dialogando con il Ministero delle Infrastrutture per il trasferimento degli ulteriori 8,5 milioni previsti dalla legge finanziaria, a conferma di una collaborazione istituzionale solida ed efficace. Grazie a questo lavoro sinergico tra Regione, Ministero e istituzioni locali, diamo continuità a un progetto che migliorerà concretamente la vita dei cittadini e contribuirà alla crescita di tutto il Piemonte”. Così il Presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, e l’assessore alle Infrastrutture Strategiche, Enrico Bussalino, a seguito della delibera del CIPESS che ha autorizzato l’utilizzo dell’avanzo di 24 milioni di euro dalla tratta “Lingotto-Bengasi” per il completamento della Linea 1 della metropolitana fino a Cascine Vica.
cs

“Uno che disegnava, uno che scriveva”. Mostra in ricordo di Benny Naselli

Anja Langst, bavarese di nascita naturalizzatasi nostra cittadina da tanti anni, in quanto valida artista di lunga carriera e moglie del compianto Benny Naselli ha avuto l’idea di inaugurare una mostra retrospettiva sui lavori di suo marito.

“Uno che disegnava, uno che scriveva” è titolo intelligente che riassume in pochi accenni chi veramente fosse Benny. La semplicità descrittiva del titolo rappresenta in toto l’anima artistica di Benny. E’ stato un personaggio letteralmente vulcanico, mancato in tarda età, ma operativo nel mondo dell’arte praticamente fino al suo ultimo giorno di vita, in quanto della vita, Benny Naselli fu veramente innamorato!

Già, la vita .. forse pecchiamo di superficialità quando ci esprimiamo a proposito della nostra esistenza. In linea di massima – non avendo nessuno di noi (almeno consciamente), esperito altre realtà – tutti ci riteniamo attaccati alla vita. È, però, spesso un superficiale e vuoto modo di dire.

L’amor mundi di Benny si esplicitava in un inguaribile ottimismo che, nonostante sofferenze che non gli sono mancate, non gli è mai venuto meno.
Grande ritrattista, con pochi schizzi di carboncino o pennarello, era allegramente in grado di ‘cogliere’ velocemente quanto poteva esprimere un viso, un personaggio, tante figure famose (come il suo John Wayne, Clark Gable e altre star di Hollywood).

Da giovane, per anni, è stato vignettista di personaggi legati all’epopea del western americano (le famose ‘strisce’ di gran moda negli swinging anni ‘60), principalmente lavorando per editori della sua Liguria, ma anche creando suoi simpatici personaggi. Lui disegnava, disegnava ininterrottamente, ma sapeva anche scrivere. Di un buon livello intellettuale sono, infatti, le pubblicazioni inerenti la sua vita, una sua particolare visione del mondo, le tante creazioni artistico-fumettistiche.
Benny scriveva come disegnava: come quando gestiva un pennello o un carboncino, scriveva velocemente e allegramente. Anche sulla carta stampata, chi lo leggerà ritroverà il suo magico stile di vignettista… veloce, essenziale, preciso. Da ogni pagina scritta, evidente usciranno la sua infantile e prorompente allegria, la bonaria ironia, una personale forma di tatto stilistico e l’innato rispetto per il prossimo.
Dato che la retrospettiva a lui dedicata è concomitante con il Salone del Libro, interessante sarà l’elenco delle sue pubblicazioni: Parole Dipinte (poesie), del 2010; Tequila, l’indiano del 2000 (comic strips, del 2012); Angeli, pepe e sorrisi (racconti e vignette), del 2014; Oltre il lenzuolo (autobiografia), del 2016.

Ma l’uomo non vive solo d’arte. Dietro occhi azzurri di bimbo adulto, sempre ridenti e che sapevano di mar ligure, la sua esperienza esistenziale si coniugava (ancora felicemente) con la sua attività di ferroviere e di … papà single di non pochi figli, tutti gestiti, educati, fatti meravigliosamente fiorire alla vita.

Poi l’arte, tanta arte, creatività, curiosità senza limiti, amore per il teatro, letture importanti… e infine (come spesso capita nelle fiabe) con l’età della consapevolezza, Benny finalmente approda all’amore degli amori: la meravigliosa Anja, il suo approdo più sicuro.

MOSTRA IN RICORDO DI BENNY NASELLI: Torino, via Belfiore 18, fronte strada

-Venerdì 16 e Sabato 17 maggio 2025 – per info: 349/12.56.345

(dalle 16.00 alle 22.00)

Ferruccio Capra Quarelli

Monastero Bormida, dall’abbazia alla fortezza

Visto dal ponte romanico sul Bormida sembra che tutto si sia fermato a mille anni fa, sia il castello che il paese. A Monastero Bormida, provincia di Asti, verso l’alessandrino e la Liguria, è una domenica come tante altre, splende il sole tra qualche nube, domina il silenzio, tutto pare sospeso, qualche Templare osserva il fiume, alcuni fedeli sono diretti in chiesa per la Messa, poco più in là Teutonici e Giovanniti, i futuri cavalieri di Malta, i grandi Ordini della cavalleria medioevale, parlottano tra loro sottovoce, in modo quasi misterioso e si godono la bella giornata primaverile, pur appesantiti nei loro abiti tradizionali. A poca distanza, al centro del piccolo paese di 828 abitanti, svetta il Castello di Monastero Bormida che in origine, nel XI secolo, era un monastero dedicato a Santa Giulia, con una chiesa e una torre campanaria alta quasi 30 metri. Il convento fu fondato da un gruppo di monaci benedettini che verso il 1050 giunsero dall’abbazia di Fruttuaria di San Benigno Canavese chiamati da Aleramo, marchese del Monferrato, per ripulire e rendere fertili le terre devastate dalle invasioni dei Saraceni.
È a questo punto che entrano in scena i cavalieri medioevali. Gli arabi provenienti dalla Provenza scesero in Piemonte attraverso le Alpi e dopo aver incendiato chiese e monasteri, paesi e villaggi, giunsero sotto le mura di Acqui e qui vennero sconfitti dagli abitanti del luogo aiutati dai monaci-guerrieri. L’attuale castello corrisponde proprio al sito dell’antico monastero di cui restano solo la torre e alcuni tratti murari. Tra la fine del Trecento e l’inizio del XV secolo tutto cambiò. Arrivarono i marchesi Del Carretto che decisero di fortificare il paese e il monastero fu trasformato in una vera e propria fortezza che nei secoli successivi fu ampliata e ristrutturata con rifacimenti rinascimentali e barocchi. Oggi il castello ha una facciata seicentesca e mantiene sul retro la loggia del Cinquecento. L’interno, visitabile in estate in occasione della rassegna “Castelli aperti”, comprende ampie camere, trasformate nel Seicento, con pavimenti a mosaico e soffitti a vela e a crociera di cui alcuni affrescati con motivi floreali e geometrici o con figure femminili, talvolta mitologiche.
Di particolare importanza architettonica è la torre. Giunta fino a noi in ottime condizioni, alta 27 metri, presenta su tutti i lati fregi e archetti pensili, in mattoni i due inferiori e in pietra quelli superiori. A metà Ottocento l’edificio divenne una residenza elegante abitata dalla famiglia Della Rovere a cui seguirono i Polleri di Genova che in seguito la vendettero al Comune di Monastero, attuale proprietario. Il biglietto di ingresso per visitare il castello costa 3 euro. Per le date di apertura vedere il sito web www.castelliaperti.it
Filippo Re

Il Ministro della Cultura Giuli in visita ai Musei Reali

Ieri il Ministro della Cultura Alessandro Giuli, a Torino per il Salone del Libro,  ha visitato i  Musei Reali di Torino  accompagnato da Mario Turetta, Capo Dipartimento per le Attività Culturali del Ministero della Cultura e Direttore delegato dei Musei Reali di Torino insieme allo staff.

foto di Giuliano Berti per i Musei Reali di Torino

 

Torna la Festa del Cavallo a San Francesco al Campo

Dal 23 al 25 maggio spettacoli, dimostrazioni, il talent show equestre, balli, danze, musica e buon cibo a due passi dall’Aeroporto, nella cornice del più importante velodromo del Piemonte.

Dal 23 al 25 maggio torna a San Francesco al Campo “La Festa del Cavallo” evento giunto alla sua 24° edizione e ormai diventato uno dei momenti più attesi del territorio. Ogni anno gli organizzatori propongono nuove iniziative per rispondere al meglio alle richieste del pubblico che affolla il Velodromo Francone, cornice ideale per questo tipo di manifestazioni.

Quest’anno si parte venerdì 23 maggio dalle 19.30 con l’apertura dello stand gastronomico che, per la serata inaugurale, strizza l’occhio alla cucina messicana. Largo dunque a fagioli e nachos, senza trascurare gli immancabili piatti della tradizione piemontese con proposte anche vegetariane. A seguire sfilata di moda con balli country grazie alla partecipazione del gruppo “CC Country” Ballando con il cuore.

La mattinata di sabato si apre con il tradizionale equiraduno per il parco delle Vaude a cui farà seguito il pranzo del cavaliere. Nel pomeriggio spazio ai più piccoli con il laboratorio gestito dagli animatori dell’Associazione Ludotella A.P.S. e l’arrivo dei grandi protagonisti, ossia i cavalli. Dal pomeriggio sarà infatti possibile avere il proprio battesimo della sella con i pony del Grande Ranch. Dalle 15.00 si potrà assistere alla dimostrazione di volo dei rapaci a cura dei Falconieri “La Torre” di Cuneo. Sabato sera, il menù propone la grigliata di carne, mentre dalle 21.00 si entra nel vivo con gli eventi clou della manifestazione: prima il 2° Talent Show Equestre, un galà da godere dalle tribune del polisportivo, a cui segue la serata discoteca a cura di Radio Gran Paradiso, garanzia di divertimento.

Domenica mattina si inizia presto. Alle 8.00 apre il Mercatino dell’hobbistica e dei prodotti locali, alle 9.30 dimostrazione di polocrosse (sport equestre simile al polo) a cura dell’Italian Polocrosse Association e, dalle 10.00, inizio dei giochi di abilità equestre a cura dell’S.S.D. Team delle Vaude. Al pranzo agricolo seguirà alle 15.00 la sfilata equestre e la conclusione di tutte le attività.

Per lo stand gastronomico è gradita la prenotazione ai numeri 3519976247 oppure 3497126510.

Festa del cavallo, dal 23 al 25 maggio, Velodromo Francone, Via Ghetto, 1, San Francesco al Campo (TO).

Informazioni sulla Pagina Facebook Pro Loco SanFrancesco.

CS