Una donna di 80 anni è deceduta investita da un’automobile. L’incidente è avvenuto questa mattina in corso Casale all’angolo con via Bricca, a Torino. Sul posto i soccorsi e la polizia locale.
8 Marzo, le iniziative della Città di Torino e del Consiglio regionale del Piemonte
Un passaggio simbolico e significativo, oltre che strategico, rafforza il dialogo tra cultura, impresa e territorio. Il museo “L’Anima del Vino”, ospitato a Castelnuovo Calcea, entra ufficialmente nel circuito di Asti Musei, consolidando un progetto che unisce arte contemporanea, memoria agricola e identità vitivinicola.
Il museo ha sede presso il Centro Enoturistico Il Risveglio del Ceppo, all’interno della Cantina Sociale Barbera dei Sei Castelli, nel territorio di Castelnuovo Calcea.
Nato da un ‘idea innovativa, il progetto recupera ceppi di vite colpiti dalla fillossera trasformandoli in opere d’arte grazie alla sensibilità creativa dell’artista. Materia viva che si fa linguaggio, radici che si fanno racconto, memoria agricola che si trasforma in patrimonio culturale.
Le opere accompagnano il visitatore in un percorso esperienziale in cui ogni ceppo conserva tracce di stagioni, vendemmie e lavoro nei vigneti, attraverso un racconto che valorizza la Barbera d’Asti non solo come eccellenza enologica, ma come espressione identitaria di un paesaggio e di una comunità.
L’ingresso nel circuito museale rappresenta un riconoscimento significativo per il territorio e per il modello di collaborazione tra realtà produttive e istituzioni culturali.
“L’ingresso de ”L’Anima del Vino” nel circuito di Asti Musei – ha sottolineato il Presidente Maurizio Bologna – rappresenta un riconoscimento che va oltre il museo stesso: è un attestato del valore per il territorio, per la sua storia vitivinicola e per la comunità che ogni giorno lavora per custodire e innovare. Questo progetto nasce dalla nostra terra e alla nostra terra restituisce identità, cultura e prospettiva “.
Il direttore Enzo Gerbi ha evidenziato la coerenza tra filosofia produttiva e visione culturale: “Ogni ceppo recuperato è una testimonianza. Trasformarlo in opera significa dare continuità alla sua storia. Qui il vino si racconta attraverso la materia stessa della vite, in un dialogo tra agricoltura, arte e consapevolezza. È un modo elegante e autentico per esprimere la Barbera d’Asti”.
Con questo ingresso il museo si inserisce pienamente nella rete culturale di Asti Musei, rafforzando la valorizzazione del paesaggio vitivinicolo quale patrimonio condiviso e interpretandolo attraverso linguaggi contemporanei.
Mara Martellotta
L’Osservatorio Territoriale Infrastrutture conferma una dinamica complessivamente attiva, ma segnala la necessità di rafforzare strumenti di semplificazione, stabilità finanziaria e coordinamento tra livelli decisionali. Nella sede degli Industriali genovesi, Assolombarda, Confindustria Genova e Unione Industriali Torino.
Genova, 6 marzo 2026 – È stato presentato questa mattina, nella sede di Confindustria Genova, il Rapporto OTI Nord 2025, redatto dall’Osservatorio Territoriale Infrastrutture, nato nel 2001 su iniziativa di Assolombarda, Confindustria Genova e Unione Industriali Torino con l’obiettivo di monitorare lo stato di avanzamento dei sistemi infrastrutturali strategici di questa area del Paese.
Il Rapporto 2025 restituisce un quadro articolato delle principali opere strategiche del Nord Italia, evidenziando progressi significativi ma anche criticità che richiedono un rinnovato impegno istituzionale.
Delle 84 opere monitorate nel 2025, il 43% risulta in linea con il cronoprogramma (48% nel 2024), il 36% in lieve frenata (35% nel 2024) e il 21% riporta gravi ritardi (17% nel 2024). Le migliori performance riguardano il sistema portuale e i nodi metropolitani di Venezia e Bologna, con il 100% delle opere in linea con i tempi; la peggiore performance, invece, è del Corridoio plurimodale Tirreno-Brennero (TI.BRE), con il 100% delle opere in forte rallentamento.
Il 2026 è un anno significativo per il completamento di diverse opere necessarie a migliorare accessibilità e competitività del Nord del Paese, quali l’attivazione dell’Alta Velocità Brescia-Verona, la conclusione del 1° lotto dell’Alta Velocità Verona-Padova nonché l’ultimazione di numerose opere del sistema portuale e di alcune ricomprese nei nodi metropolitani di Genova, Torino, Venezia e Bologna.
All’introduzione ai lavori, a cura di Andrea Carioti, vice presidente di Confindustria Genova con delega a Territorio, infrastrutture e rigenerazione urbana, è seguita una sessione dedicata a “I sistemi infrastrutturali strategici del Nord”, con gli interventi di Davide Zannotti (Unione Industriali Torino) su “I Corridoi Te-T”, di Andrea Agresti(Assolombarda) su “I grandi nodi metropolitani” e di Vincenzo Cellario Serventi (Confindustria Genova) su “Il Sistema portuale”.
Il completamento delle reti TEN-T (Trans-European Network – Transport) rappresenta l’infrastruttura strategica fondamentale per trasformare l’Europa da un insieme di reti nazionali isolate in un unico spazio economico e logistico interconnesso. In questa ottica, il triangolo MITOGENO (Milano-Torino-Genova) emerge come una piattaforma logistica integrata dove le grandi opere transfrontaliere devono trovare una sponda immediata nelle tratte nazionali di accesso. Se da un lato la Torino-Lione procede con 18 fronti di scavo attivi e il 28% dell’opera già completata verso l’orizzonte del 2033, dall’altro l’attenzione si sposta sulla continuità territoriale, strettamente legata alle opere citate in precedenza, come la tratta Avigliana-Orbassano e il potenziamento dello scalo merci di S.I.TO, dove risulterà fondamentale la sincronizzazione con l’ultimazione del tunnel di base. Allo stesso modo, l’efficacia del Terzo Valico dei Giovi è strettamente legata alla risoluzione delle “parti mancanti” verso la Lombardia, in particolare il quadruplicamento della Milano-Pavia-Voghera, essenziale per evitare che i flussi ad alta capacità provenienti da Genova si fermino alle porte di Milano. La sfida per il prossimo decennio, dunque, non riguarda solo la stabilità finanziaria ma la capacità di completare l'”ultimo miglio” ferroviario. Solo garantendola continuità degli standard europei su tutto l’asse Genova-Torino-Milano, il Nord-Ovest potrà trasformare la sua posizione geografica in un vantaggio competitivo permanente, agendo come un unico hub multimodale e connesso, capace di dialogare alla pari coni grandi distretti del Nord Europa.
Il Rapporto OTI Nord 2025 conferma il ruolo strategico dei nodi metropolitani nel garantire accessibilità, integrazione dei sistemi di mobilità e competitività del Nord Italia, evidenziando tuttavia un quadro differenziato nelle performance di avanzamento delle opere infrastrutturali. Nel 2025 si registrano risultati particolarmente positivi per i nodi metropolitani di Venezia e Bologna, che presentano il 100% delle opere in linea con i cronoprogrammi, e un andamento complessivamente favorevole per il nodo di Torino, seppur con alcuni rallentamenti. Tali contesti mostrano una buona capacità di attuazione e una maggiore stabilità dei processi realizzativi. Permangono invece criticità rilevanti nei nodi metropolitani di Milano e Genova, caratterizzati da un’elevata incidenza di opere in rallentamento o in grave ritardo. In particolare, il nodo di Milano si conferma tra i più problematici anche nel confronto con il 2024, a causa di complessità procedurali, vincoli autorizzativi e difficoltà nel reperimento delle risorse, che incidono sull’avanzamento degli interventi ferroviari e metropolitani.
Per quanto riguarda il sistema metropolitano di Genova, ottobre 2025 ha visto l’inaugurazione di una parte del Nodo ferroviario (quadruplicamento Voltri-Genova Principe), in attesa del completamento del Nodo (sestuplicamento Principe-Brignole) previsto nell’estate 2026. Purtroppo il 2025 registra un’opera fondamentale come la Gronda di ponente ancora ferma al lotto “0”, mentre è stato cancellato lo Skymetro in Val Bisagno in attesa di individuare sistemi di trasporto alternativi. Nell’ambito del sistema dei valichi alpini, il raddoppio ferroviario del ponente ligure è ancora privo di adeguata copertura finanziaria ma, attualmente, in Conferenza dei Servizi. Con riferimento al sistema portuale, a fine 2025 il Programma Straordinario di investimenti urgenti per la ripresa e lo sviluppo del porto e le relative infrastrutture di accessibilità e per il collegamento intermodale dell’aeroporto con la città ha raggiunto circa il 70% di realizzazione, Programma che registra un valore complessivo degli interventi superiore a 3 miliardi di euro. Sono proseguiti i lavori della nuova diga di Genova con previsione di ultimare la fase A tra fine 2027 e inizio 2028 mentre non è ancora chiara la data di completamento della fase B.
Per i presidenti di Assolombarda, Alvise Biffi, di Confindustria Genova, Fabrizio Ferrari, e dell’Unione Industriali Torino, Marco Gay, è stata l’occasione per un confronto sui sistemi infrastrutturali, logistica e digitalizzazione in ottica “MITOGENO”, il progetto lanciato alcuni anni fa dalle tre Associazioni con l’obiettivo di condividere un percorso di integrazione delle proprie attività a vantaggio delle rispettive business community e dei territori sui quali operano.
«Le infrastrutture sono un fattore abilitante imprescindibile per rafforzare le connessioni tra territori ad alto valore economico come Milano, Torino e Genova e per valorizzare appieno asset strategici e alleanze industriali che rappresentano un motore di crescita per l’intero Paese – ha dichiarato Alvise Biffi, Presidente di Assolombarda -. Molto resta ancora da fare, come evidenzia il Rapporto OTI Nord: il nodo centrale è certamente quello della burocrazia e dei tempi eccessivamente lunghi, ma anche della disponibilità delle risorse necessarie. Sono emblematici i prolungamenti delle linee metropolitane milanesi, la M4 e la M5, che insieme ai potenziamenti ferroviari risultano fondamentali per costruire un’area metropolitana sempre più accessibile e sostenibile, riducendo la congestione che oggi la penalizza e genera ricadute negative anche sui corridoi di lunga percorrenza che qui trovano un punto critico. Per accelerare su queste opere è ora necessario che il Governo pubblichi il decreto con il finanziamento dei 589 milioni di euro promessi per consentire l’avvio dei cantieri della M5 e si attivi con determinazione per reperire anche i 619 milioni di euro necessari all’estensione della M4 fino a Segrate. A livello generale, per semplificare la burocrazia sul tema delle infrastrutture, diventa fondamentale applicare un modello che renda “ordinario lo straordinario”, attraverso una collaborazione pubblico – privato virtuosa come successo per Expo 2015 e per le Olimpiadi Milano Cortina, dove sono stati accorciati i tempi raggiungendo ottimi risultati».
Per il Presidente di Confindustria Genova, Fabrizio Ferrari «I sistemi infrastrutturali efficienti sono una condizione decisiva per rendere un territorio competitivo e attrattivo, sia per nuovi insediamenti produttivi sia per i giovani. Investitori nazionali e internazionali scelgono territori dove esistano connessioni rapide e reti logistiche integrate, elementi particolarmente cruciali per Genova, primo porto italiano e sempre più centrale nel traffico dati intercontinentale; così come collegamenti veloci e servizi urbani moderni contribuiscono a creare un ecosistema attrattivo per professionisti qualificati e startup. Elementi cruciali, appunto, per una città e una regione oggi, di fatto, isolate, eppure con grandi potenzialità di sviluppo, come abbiamo sottolineato anche nel nostro recente Position Paper(realizzato con il contributo di Confindustria Alessandria) sulle prospettive di rilancio delle attività siderurgiche e industriali nelle aree di Cornigliano e Novi Ligure. Un ultimo accenno alla Gronda, opera fondamentale non solo per Genova, della quale non si vedono avanzamenti: occorre intervenire con chiarezza sulle criticità ancora presenti, pena rinunciare a una straordinaria leva di crescita nazionale».
«Una rete di infrastrutture e di servizi logistici d’eccellenza è la precondizione della competitività – ha ribadito Marco Gay, Presidente dell’Unione Industriali Torino -, che ci consente di rimanere dentro le catene del valore globali. Perché l’export inizia sui nostri binari e nei nostri porti, e il triangolo MITOGENO – Milano, Torino, Genova – sta dando vita alla piattaforma produttiva più potente del Sud Europa perché connette tre sistemi industriali che si completano. Non dobbiamo però raccontare MITOGENO come una somma di cantieri ma come una metropoli lineare del Nord Italia, un sistema che supporta la nostra manifattura, i servizi, la mobilità di milioni di persone, grazie a infrastrutture connesse e a una posizione geografica grazie a cui siamo al centro dei flussi in Europa e nel Mediterraneo. Insieme, istituzioni e noi mondo produttivo, la stiamo realizzando».
Il Vice Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Edoardo Rixi ha inviato un messaggio dove si sottolinea come “il Governo ha messo in campo risorse, visione e volontà politica. Ora è necessario che tutto il sistema – dalle amministrazioni ai progettisti, fino agli enti coinvolti – contribuisca con responsabilità e rapidità a trasformare questi investimenti in infrastrutture reali, capaci di generare crescita, competitività e sviluppo per il Paese. In questo spirito mi farebbe piacere poter ricevere un documento che sintetizzi le principali istanze emerse dal dibattito. Sarà per noi uno strumento utile per proseguire il confronto e valutare con attenzione i contributi che arriveranno dal vostro lavoro”.
“I 25 anni di OTI Nord sono un patrimonio di analisi, competenze e confronto che ha contribuito a diffondere una visione più moderna della politica infrastrutturale. L’Osservatorio ha dimostrato che le infrastrutture vanno lette in relazione ai sistemi produttivi e ai flussi logistici, perché è così che generano competitività per i territori e per il Paese. La logistica è parte integrante della competitività industriale: le scelte infrastrutturali incidono direttamente sulla capacità delle imprese di esportare e attrarre investimenti. Per questo la politica infrastrutturale deve essere strettamente connessa alla politica industriale e sostenuta da una programmazione credibile: a piani, progetti approvati e poteri dei Commissari devono corrispondere risorse finanziarie certe e adeguate. E soprattutto oggi, alla luce del conflitto mediorientale, vediamo quanto infrastrutture materiali e immateriali solide possano essere essenziali per garantire continuità alle catene logistiche e allo sviluppo” dichiara Leopoldo Destro, Delegato del Presidente di Confindustria per i Trasporti, la Logistica e l’Industria del Turismo.
In occasione della Giornata Internazionale per la Donna
È un programma tutto declinato al femminile quello che propone il terzo appuntamento del ciclo dei concerti cameristici delle “Domeniche dell’Auditorium “, previsto domenica 8 marzo alle 10.30 presso l’Auditorium RAI Arturo Toscanini di Torino, in occasione della Giornata Internazionale della Donna. Il concerto sarà registrato su Radio 3 e trasmesso domenica 15 marzo alle 20.30.
Sarà protagonista il Quartetto in Corda dell’Orchestra RAI, composto da Valerio Iaccio e Martina Mazzon al violino, Federico Maria Fabbris alla viola e Fabio Storino al violoncello, che proporrà un viaggio musicale attraverso le opere di quattro compositrici che hanno sfidato le convenzioni sociali del proprio tempo per affermare le proprie voci artistiche.
Il Concerto si apre con il Quartetto n. 6 di Maddalena Lombardini, che fa parte della sua unica raccolta strumentale data alle stampe nel 1769, i sei Quartetti per archi op. 3. Considerate tra le primissime testimonianze storiche del genere, queste pagine godettero di una straordinaria fortuna editoriale nel Settecento, con pubblicazione nei principali centri musicali europei da Londra a Vienna.
Si prosegue poi con il Quartetto in mi bemolle maggiore di Fanny Mendelssohn, composto nel 1834 rielaborando i materiali di una Sonata pianistica incompiuta di cinque anni prima. Il brano rappresenta l’unica incursione della compositrice nel genere cameristico.
Si tratta di un’opera di rara eleganza e inventiva che, pur guardando alla lezione di Beethoven, rivela una maturità e un’originalità espressiva sorprendenti per un’opera eseguita privatamente una sola volta durante la vita dell’autrice.
Il percorso prosegue nel Novecento con il Quartet for Springs in un movimento op. 89 di Amy Beach.
Abbozzato tra i boschi del New Hampshire nel 1921 e completato a Roma nel 1929, il brano è un’opera visionaria basata su tre melodie inuit. Amy Beach fonde questi temi ancestrali con un linguaggio moderno e dissonante, privo di centri tonali fissi, ma pervaso da un profondo lirismo. L’opera sarebbe divenuta un pilastro del repertorio della Society of American Women Composers e fu celebrata a Washington nel 1942, in occasione del 75esimo compleanno della compositrice.
In chiusura il programma approda alla contemporaneità con Sofia Gubaidulina e il suo Quartetto n 2 composto nel 1987 su commissione del Quartetto Sibelius per il Festival di Kuhmo.
Il brano esplora il concetto di ‘simbolismo musicale’ caro all’autrice russa.
I biglietti per il concerto sono proposti al prezzo unico di 5 euro e in vendita online sul sito dell’OSN RAI e presso la biglietteria dell’Auditorium RAI di Torino, in piazza Rossaro
www.osn.rai.it
Mara Martellotta
DOMENICA 8 MARZO
In occasione della Giornata internazionale della Donna, domenica 8 marzo tutte le donne avranno diritto all’ingresso ridotto alle collezioni permanenti dei musei della Fondazione Torino Musei e alle mostre temporanee Notti. Cinque secoli di sogni, stelle e pleniluni, Linda Fregni Nagler. Anger Pleasure Fear, Elisabetta Di Maggio. Frangibile e Lothar Baumgarten. Culture Nature alla GAM, Chiharu Shiota: The Soul Trembles e Zanabazar. The Wisdom of the Steppes al MAO, MonumenTO, Torino Capitale, Il Castello ritrovato e Vermeer. Donna in blu che legge una lettera a Palazzo Madama.
VISITE GUIDATE TEMATICHE
GAM
Domenica 8 marzo ore 11:00
Insolite Muse
In occasione della Giornata Internazionale della Donna, la GAM propone un itinerario che rilegge la figura femminile nel suo fondamentale passaggio da musa ispiratrice a creatrice consapevole. Il percorso attraversa i secoli svelando il cammino di emancipazione di chi, da oggetto dello sguardo altrui, ha saputo trasformarsi in soggetto attivo, capace di dare voce alla propria interiorità. Dalle donne rappresentate nell’800 da Francesco Mosso e Giacomo Grosso dove evidente erano la fragilità e la vulnerabilità, passeremo a liberare le forze primigenie e generatrici con Sister #1 e Serpentessa di Chiara Camoni, per chiudere con Carol Rama che ha saputo dare voce alla sua anima attraverso l’arte. Tra fragilità esposte e rinascite creative, la visita celebra l’arte come via di espressione del sé, dove la vulnerabilità non è più un limite ma una potente energia di resistenza e libertà.
MAO
Domenica 8 marzo ore 11:30
Donne da Oriente
Dai corredi funerari della collezione cinese, al rinnovato allestimento della collezione giapponese, fino alle raffinate decorazioni dell’arte islamica, il pubblico sarà guidato nelle collezioni del MAO in un itinerario dedicato a immagini e significati del femminile che figurano nella produzione artistica delle differenti culture dell’Asia.
Domenica 8 marzo ore 15:30
Dee da Oriente
Spaziando dall’Asia Meridionale alla Regione Himalayana, l’itinerario si concentra sulle opere d’arte del museo che rappresentano forme femminili del divino. Un’occasione per conoscere alcune fra le svariate manifestazioni pacifiche e irate della Dea che caratterizzano Induismo e Buddhismo.
PALAZZO MADAMA
Domenica 8 marzo ore 11
A tu per tu con un capolavoro: Vermeer a Palazzo Madama
Un’occasione irripetibile per scoprire, attraverso una visita guidata, l’universo silenzioso e luminoso di Jan Vermeer, ammirando l’iconica “Donna che scrive una lettera”. Il percorso svelerà i segreti del maestro di Delft: dall’uso magistrale della luce zenitale alla precisione quasi fotografica dei dettagli che animano la scena domestica. Esploreremo i simboli nascosti nel dipinto e la tecnica rivoluzionaria dell’artista, capace di fermare il tempo in un istante di pura poesia. Un’immersione guidata nel realismo magico del Seicento olandese, per comprendere come un come un gesto quotidiano possa trasformarsi in un intramontabile capolavoro universale.
Domenica 8 marzo ore 15:30
Donne da scoprire
Una visita che pone a tu per tu con le collezioni di Palazzo Madama per raccontare la presenza e il ruolo di donne che furono protagoniste della vita politica e culturale. Il percorso si snoda tra pubblico e privato, svelando dietro l’ufficialità dei ritratti i dettagli dell’educazione, della moda e di un gusto artistico raffinatissimo. Incontreremo i volti di Caterina Michela d’Asburgo e Anna Maria Luisa d’Orléans, vissute tra il potere e il prestigio delle grandi corti europee. In occasione della Festa della Donna, sarà particolarmente affascinante narrare la storia di una figura meno nota ma straordinaria: Maria Giovanna Battista Clementi, detta “la Clementina”, la pittrice che con il suo talento divenne la ritrattista ufficiale della corte sabauda.
Un invito a restituire voce a biografie e talenti femminili che hanno lasciato un segno profondo nella storia e nella cultura, forse ancora oggi non pienamente conosciuti.
Per info e prenotazioni: t. 011.19560449 – ftm.prenotazioni@coopculture.it
LUNEDI 9 MARZO
Lunedì 9 marzo ore 17
DAGLI INVENTARI AL DIGITALE
PALAZZO MADAMA – conferenza sulla mostra Il castello ritrovato
con Barbara Turchetta e Paolo Buffo, Centro Linguistico di Ateneo, Università degli Studi di Bergamo.
È possibile raccontare il castello medievale di porta Fibellona – l’attuale Palazzo Madama – facendolo rivivere attraverso una ricostruzione visuale? La sfida è stata raccolta dall’Università degli studi di Bergamo, i cui ricercatori hanno ricreato, con le tecniche della modellazione video in 3D, quattro ambienti dell’edificio: la grande corte interna, la sala “Acaia”, la cucina e la camera del principe di Piemonte. Per farlo hanno incrociato i numerosi dati provenienti dalle strutture architettoniche sopravvissute e dalla documentazione sabauda dell’Archivio di Stato di Torino: la contabilità degli ufficiali e soprattutto una serie di inventari quattrocenteschi che enumerano gli oggetti contenuti in ciascuna stanza. Il risultato coniuga il fascino della restituzione di ambienti scomparsi o profondamente trasformati con la didattica storica attraverso il linguaggio video.
Paolo Buffo
È ricercatore di Paleografia all’Università degli studi di Bergamo. È responsabile di un progetto di digitalizzazione e valorizzazione delle fonti documentarie, archeologiche e paesaggistiche sulla storia del principato di Monaco. Ha curato mostre e iniziative di ricerca sui manoscritti medievali palinsesti e sulla ricostruzione delle loro scritture invisibili. I suoi studi riguardano vari aspetti della storia della scrittura, del libro e del documento tra medioevo e rinascimento: in particolare, ha pubblicato libri sulla documentazione di casa Savoia e della città di Aosta, sull’alfabetismo e sui registri dei mercanti medievali.
Barbara Turchetta
È professoressa ordinaria all’Università degli studi di Bergamo, presso la quale ricopre anche il ruolo di responsabile scientifica delle attività di analisi e digitalizzazione dei patrimoni testuali nell’ambito del Partenariato esteso PNRR CHANGES, Spoke 3 “Digital Libraries, Archives and Philology”. È docente di Linguistic Landscape, Linguistica migratoria e Tipologia delle lingue. I suoi studi, raccolti in numerosi articoli e monografie, toccano numerosi ambiti delle discipline linguistiche: la linguistica del contatto, l’antropologia linguistica, la linguistica applicata, la sociolinguistica del multiculturalismo e l’apprendimento di lingue seconde.
Conferenze a ingresso libero fino a esaurimento posti. Non è richiesta prenotazione.
MARTEDI 10 MARZO
Martedì 10 marzo ore 17
SCOLPIRE IL PRINCIPE. CARLO MAROCHETTI E LA SCULTURA NAZIONALE NELL’EUROPA DELL’OTTOCENTO
PALAZZO MADAMA – conferenza sulla mostra MonumenTO
La conferenza si svolge al Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, Sala Codici
Con Silvia Cavicchioli, Università degli Studi di Torino
L’interesse per la ricca e complessa biografia di Marochetti risiede non solo nella sua folgorante carriera, ma altresì nel ruolo culturale, oltre che politico e diplomatico, che egli ricoprì nella società del suo tempo. A una fama indiscussa, e al riconoscimento tributatogli dalle maggiori dinastie dell’Ottocento, si associarono in realtà numerose critiche, invidie e ostilità nei diversi paesi in cui Marochetti lavorò, le quali consentono una preziosa riflessione sul principio di nazionalità, direttamente legato alla damnatio memoriae di cui fu inesorabilmente vittima lo scultore.
Silvia Cavicchioli è Professoressa Ordinaria di Storia contemporanea all’Università di Torino e Direttrice scientifica del Museo Nazionale del Risorgimento Italiano. Tra le ultime pubblicazioni, I cimeli della patria. Memoria e politica nel lungo Ottocento (Carocci, 2022), Anita. Storia e mito di Anita Garibaldi (Einaudi, 2017) e le co-curatele di Sfida al congresso di Vienna (Carocci, 2023) e Public Uses of Human Remains and Relics in History (Routledge, 2020).
Conferenza a ingresso libero fino a esaurimento posti. Non è richiesta prenotazione.
GIOVEDI 12 MARZO
Giovedì 12 marzo ore 18:00
CONFERENZA TRA ARTE E FILOSOFIA
MASSIMO CACCIARI. Lo spirituale nell’arte
SALA FESTE / PALAZZO MADAMA
Nel dicembre del 1911 Wassily Kandinsky pubblica, dall’editore Piper di Monaco di Baviera, uno degli scritti di poetica più singolari del secolo. Si intitola Über das Geistige in der Kunst (Lo spirituale nell’arte). “Non è una dichiarazione di poetica, non è un trattato di estetica, non è un manuale di tecnica pittorica. È un libro di profezie laiche, in cui misticismo e filosofia dell’arte, meditazioni metafisiche e segreti artigianali si sovrappongono e si confondono, nel presentimento di un’arte nuova. L’aurora della pittura, che Kandinsky crede di annunciare, si riverbera anche sulle sue pagine, che ci appaiono insieme incerte e perentorie, divise tra ombra e chiarore.” (Dalla postfazione di Elena Pontiggia).
Massimo Cacciari è un filosofo, accademico e politico. È stato per tre volte Sindaco di Venezia (1993-2000, 2005-2010). È ora professore emerito di Estetica presso la Facoltà Vita-Salute San Raffaele da lui fondata. Il suo pensiero, molto noto e discusso nell’ambito della filosofia contemporanea, si esprime in moltissime opere delle quali, tra le più recenti, ci si limita qui a ricordare Metafisica concreta (Adelphi, 2023).
Costo: 5€ con acquisto in biglietteria fino a esaurimento posti disponibili
6€ con preacquisto online
Info: https://www.gamtorino.it/it/evento/massimo-cacciari/
(comunicato stampa allegato)
| Visite guidate in museo alle collezioni e alle mostre di Palazzo Madama, GAM e MAO a cura di CoopCulture. Per informazioni e prenotazioni: t. 011 19560449 (lunedì-domenica ore 10-17) ftm.prenotazioni@coopculture.it
https://www.coopculture.it/it/poi/gam-galleria-darte-moderna/
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FederBIM a Venaus
Si è svolta mercoledì 4 marzo a Venaus, presso la sede del Comune, la Conferenza dei Servizi indetta dalla Città metropolitana di Torino per la concessione definitiva di derivazione delle acque che turbinano nella centrale idroelettrica di Venaus. Il responsabile del procedimento della Città metropolitana di Torino, Vincenzo Latagliata, ha comunicato di aver “avviato la procedura di rettifica del disciplinare di concessione della centrale idroelettrica ENEL Moncenisio Venaus che per cause non chiarite non ha mai riportato l’indicazione della corretta potenza nominale media: tale rettifica porta il valore della potenza nominale media da 24.000 kW a oltre 27.000 kW e ha già consentito il recupero di una buona parte delle risorse dovute ai 38 Comuni della Val Susa”.
All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, i rappresentanti di FederBIM, un nutrito gruppo di sindaci dei Comuni rivieraschi guidato dal Comune di Venaus, ARPA Piemonte e referenti dell’area tecnica di ENEL. Nel corso dell’incontro, FederBIM ha insistito affinché fosse “verbalizzata la richiesta che il nuovo disciplinare indichi espressamente che la maggiore potenza accertata connota la centrale fin dalla sua entrata in funzione nel 1969. Questo consentirebbe ai Comuni di rivendicare il pagamento del sovracanone sin da allora”.
“Questa vicenda testimonia l’eccezionale lavoro svolto dalla Federazione a tutela dei Comuni associati”, sottolinea il direttore di FederBIM Tommaso Dal Bosco. “Un lavoro che procede grazie al rafforzamento dei rapporti con gli enti concedenti, come la Città metropolitana di Torino, con il Ministero dell’Ambiente, competente per le perimetrazioni dei BIM e le ripartizioni dei sovracanoni, e con gli stessi concessionari che, quando si comportano in maniera trasparente come ENEL, favoriscono la soluzione dei problemi sul territorio e si profilano sempre più come partner piuttosto che controparti”. La soddisfazione per il lavoro svolto dalla Federazione è condivisa anche dal Sindaco di Venaus Avernino Di Croce, che ha voluto sottolineare “il valore del rapporto consolidato nel tempo con FederBIM”, affermando come “i nostri piccoli Comuni hanno potuto beneficiare, anche oggi, come avviene da 50 anni, dell’indispensabile supporto della FederBIM, che con la sua competenza sostiene le ragioni e le aspettative degli Enti locali”.Il consigliere nazionale FederBIM, Igor Bonino, presente all’incontro insieme al responsabile dell’area tecnica, Nicolas Gentile, ricorda come gli sforzi compiuti in questa legislatura siano stati per lo più orientati a dotare la Federazione di una strumentazione gestionale digitale per tenere sotto controllo, con dati certificati, il territorio nazionale e garantire sia ai Consorzi BIM sia ai Comuni non consorziati la corretta riscossione dei sovracanoni, prevenendo elusione dei pagamenti, incertezze e contenziosi. “Il SI-BIM, Sistema Informativo dei Bacini Imbriferi Montani, non è ancora stato rilasciato definitivamente, ma il patrimonio informativo della Federazione si è enormemente accresciuto in questi anni grazie alle collaborazioni sviluppate in questa legislatura e ha già permesso, negli ultimi 4 anni, di recuperare somme per oltre 20 milioni di euro per i Comuni e i Consorzi” conclude Bonino.
Domenica 8 marzo, ore 15.45
Un viaggio al femminile nella storia della corte sabauda
In occasione della Giornata internazionale della donna, alla Palazzina di Caccia di Stupinigi è in programma una rievocazione particolare dal titolo Margherita e le altre Signore della corte, un percorso tematico dedicato alle figure femminili che hanno animato una corte complessa come quella sabauda.
Attraverso una narrazione coinvolgente, i visitatori saranno accompagnati in un viaggio a volo d’uccello nella storia della Palazzina: dal finire del XVIII secolo, attraversando l’Ottocento, fino agli inizi del Novecento con la Regina Margherita e la sua corte. Un’occasione per riscoprire storie, ruoli e personalità delle donne che hanno contribuito a definire il volto culturale e sociale della corte.
INFO
Palazzina di Caccia di Stupinigi
Piazza Principe Amedeo 7, Stupinigi – Nichelino (TO)
Domenica 8 marzo, ore 15.45
Margherita e le altre Signore della corte
Prezzo visita tematica: 5 euro, oltre il prezzo del biglietto
Biglietti: intero 12 euro; ridotto 8 euro per ragazzi 6-17 anni e over 65.
Gratuito: minori di 6 anni e possessori di Abbonamento Musei Torino Piemonte e Royal Card, accompagnatori disabili
Giorni e orari di apertura: da martedì a venerdì 10-17,30 (ultimo ingresso ore 17); sabato, domenica e festivi 10-18,30 (ultimo ingresso ore 18)
Prenotazione obbligatoria per la visita guidata entro il venerdì precedente
Biglietteria: 011 6200634 stupinigi@biglietteria.ordinemauriziano.it
la Polizia di Stato ha coordinato a Torino un controllo straordinario del territorio ad Alto Impatto nel quartiere San Salvario che ha portato all’identificazione di 202 persone, di cui 3 sono state denunciate, al controllo di 21 veicoli e di 10 esercizi pubblici.
Durante il servizio, è stata sospesa l’attività di un laboratorio di gastronomia in Corso Maroncelli, dove sono state riscontrate gravi carenze igienico-sanitarie con la presenza di blatte, e la mancanza dei requisiti strutturali. L’attività è stata sospesa e sono state emesse sanzioni per un totale di 2870 €.
Sempre in Corso Maroncelli, un altro laboratorio di gastronomia è stato sanzionato per un totale di 4907 € per aver svolto l’attività di somministrazione e aver occupato abusivamente il suolo pubblico.
Inoltre, sono stati emessi complessivamente altri 6279 € di sanzioni amministrative, nei confronti di due esercizi pubblici in via Goito e via Lavagna, ove venivano riscontrate l’omessa indicazione dei prezzi per i prodotti da asporto, la mancata esposizione dell’autorizzazione dell’orario di esercizio e anche la mancata segnaletica sul divieto di fumo.
In via Saluzzo, invece, i militari della Guardia di Finanza accertavano, all’interno di un’attività commerciale, la presenza di due lavoratori non regolarmente assunti, pertanto venivano emesse sanzioni pari a 6400 €.
A seguito di un controllo all’interno di una sala video lottery terminal, sono state denunciate all’Autorità Giudiziaria due persone poiché inottemperanti all’ordine del Questore di lasciare il territorio nazionale.
Infine, a seguito dei controlli svolti nella Stazione di Porta Nuova da parte di personale Polfer veniva denunciato un terzo soggetto per interruzione di pubblico esercizio.
L’attività è stata coordinata da personale del Commissariato di P.S. “Barriera Nizza”, con la collaborazione del Reparto Prevenzione Crimine Piemonte, del Reparto Mobile, della Polizia Ferroviaria, della Polizia Locale, di militari dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, oltre che di personale dell’ASL- SIAN.
Ieri Palazzo di Città ha ospitato un importante incontro volto a consolidare il legame profondo tra la Città di Torino e la Repubblica del Perù. L’assessora Carlotta Salerno ha accolto una delegazione composta dall’ambasciatore del Perù in Italia, Manuel Cacho Sousa Velázquez, dalla consigliera diplomatica Vanessa Bohorquez e dal console generale a Torino, Ezio Valfré Hernández.
Durante il colloquio, l’assessora Salerno ha portato i saluti del sindaco Lo Russo, definendo la comunità peruviana torinese come “speciale” per la sua straordinaria capacità di apertura e integrazione.
Un punto centrale della discussione è stato il ruolo dei giovani di seconda generazione. Salerno ha sottolineato con ammirazione l’impegno dei ragazzi nel recupero delle danze e del folklore tipico:
“È una grande risorsa vedere giovani partecipare attivamente agli eventi culturali della città, mantenendo vive le proprie radici pur essendo parte integrante del tessuto sociale torinese”, ha spiegato.
L’ambasciatore Cacho Sousa Velázquez ha descritto la comunità peruviana come “antica e laboriosa”, evidenziando come il legame non sia solo culturale ma anche economico, come testimoniato dalla visita della delegazione alla Camera di Commercio.
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