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Turismo in Piemonte, una crescita costante

Il Piemonte conferma la sua attrattività come destinazione turistica: nei primi nove mesi del 2025 la regione registra un incremento del +5% negli arrivi e del +7% nelle presenze rispetto allo stesso periodo del 2024, con un trend positivo sia per il turismo nazionale, sia per quello estero.

Il turismo italiano cresce del +4% negli arrivi e +8% nelle presenze, mentre i visitatori stranieri segnano un aumento del +6% negli arrivi e del +7% nelle presenzesuperando complessivamente il 55% di pernottamenti stranieri e confermando il Piemonte come meta internazionale di qualità.

Tra i principali mercati esteri si distinguono Germania, Benelux, Francia e Svizzera, con una crescita significativa anche da Regno Unito (+5%) e Stati Uniti (+13% negli arrivi e +20% nelle presenze). In Italia, i turisti provengono principalmente da Lombardia, Lazio, Liguria ed Emilia-Romagna.

In questo quadro le Nitto ATP Finals 2025 confermano Torino come capitale internazionale del tennis e motore di sviluppo per tutto il Piemonte. Dai primi dati nel periodo dell’evento il tasso di saturazione delle strutture ricettive cittadine ha raggiunto il 61,7%, con punte di occupazione dell’81,8% nel week end della finale, momento che ha visto duplicarsi il numero totale dei visitatori a Torino rispetto al pari periodo 2024, mentre la componente turistica ha segnato una crescita del 30%.

L’evento ha attratto spettatori provenienti sia dall’Italia, sia dall’estero, in particolare dalla Francia, dalla Svizzera e dalla Spagna.

Gli effetti si sono naturalmente estesi a tutta la filiera: ristorazione, trasporti, attività commerciali e servizi culturali hanno registrato importanti benefici, consolidando nel contempo l’immagine internazionale del capoluogo e del territorio regionale.

La visibilità sui media, i riscontri social e la presenza di personalità ed ospiti da tutto il mondo hanno rappresentato un volano promozionale di enorme valore come confermato anche dai dati diffusi da Fitp che ha stimato le ricadute turistiche in 591,1 di euro così suddivisi: impatto diretto 264,9 milioni di euro, indiretto: 226,4 milioni di euro, indotto: 99,8 milioni di euro. Nel 2024 l’impatto economico totale era stato di 503 milioni di euro, quindi, nel 2025 si registra un incremento di 88,1 milioni di euro, pari a un aumento del 17,5% rispetto al 2024.

Guardando al futuro, anche le vacanze natalizie 2025/2026 mostrano segnali positivi: tra il 22 dicembre e il 7 gennaio, la saturazione degli alloggi piemontesi già oggi è stimata al 32,8% quando l’anno scorso a fine novembre era pari al 20,5%.

 

L’esperienza turistica in Piemonte mantiene un elevato livello di soddisfazione, con un indice di gradimento di 86,6/100, superiore alla media nazionale (86,1/100), e il comparto ricettivo registra un giudizio positivo di 84,9/100 contro 84,2/100 a livello italiano, segno di un sistema dell’accoglienza efficiente e apprezzato. Il dato si riflette nell’incremento delle tariffe medie e nelle elevate percentuali di occupazione rilevate durante i grandi eventi.

Siamo molto soddisfatti dei risultati raggiunti nel 2025, confermano la crescita costante del turismo in Piemonte e premiano il lavoro svolto per valorizzare la nostra regione a livello nazionale e internazionale – dichiarano Alberto Cirio, presidente della Regione Piemonte e Paolo Bongioanni, assessore al Turismo, Commercio, Agricoltura e Cibo, Sport e Post-olimpico, Caccia e Pesca, Parchi, della Regione Piemonte -. Il Piemonte conferma il suo fascino unico, tra paesaggi straordinari, eventi di richiamo e un’offerta ricettiva di qualità, attirando sempre più visitatori da Italia e mondo. Continueremo a investire nello sviluppo sostenibile del turismo, promuovendo itinerari outdoor, innovando le strutture ricettive e supportando le imprese, con l’obiettivo di rafforzare la nostra regione come meta di eccellenza e destinazione di riferimento a livello internazionale“.

Questi dati, elaborati dall’Osservatorio Turistico della Regione Piemonte – Visit Piemonte,  dimostrano come il Piemonte si confermi una destinazione strategica, dinamica e sempre più apprezzata, capace di attrarre visitatori di qualità e di rappresentare un motore di sviluppo economico e culturale.

Scuole, enti e famiglie al primo Salone della mobilità scolastica attiva

Promuovere una mobilità casa-scuola più sicura, accessibile e sostenibile significa lavorare sulle abitudini quotidiane degli studenti, sugli spazi pubblici intorno ai plessi e sulla capacità dei territori di costruire strumenti condivisi. È questo il filo conduttore che ha guidato la prima edizione del Salone della mobilità scolastica attiva, ospitato giovedì 20 novembre nella sede della Città metropolitana di Torino. L’iniziativa, organizzata nell’ambito del progetto Interreg Alcotra AMICI, ha riunito scuole, amministrazioni, associazioni e mobility manager impegnati nel migliorare gli spostamenti quotidiani degli studenti nell’area vasta metropolitana e nelle aree transfrontaliere francesi.

Nel suo intervento introduttivo, il vicesindaco metropolitano Jacopo Suppo ha sottolineato la necessità di una visione comune capace di rispondere alla complessità del territorio: «La nostra area vasta è ampia e policentrica, con esigenze molto diverse tra zone densamente abitate e aree interne. Per questo abbiamo bisogno di modelli che funzionino ovunque, basati sulla condivisione delle esperienze già attive. La qualità dell’aria resta una sfida rilevante, e sappiamo che proprio intorno alle scuole si registrano i picchi più elevati nelle fasce di ingresso e uscita. Costruire reti tra enti locali, scuole e associazioni è il modo più efficace per garantire percorsi sicuri e condizioni ambientali migliori ai nostri studenti».

Il programma del Salone, ospitato in due sale parallele, si è articolato con una formula inedita ispirata al Salon de la mobilité scolaire di Bruxelles, e si è rivolto in modo particolare a docenti, genitori, mobility manager scolastici, con un focus sulla mobillità delle scuole primarie e secondarie di primo grado.

Nella Sala Stemmi si è discusso di piani della mobilità scolastica, patti di collaborazione e piazze scolastiche: un percorso centrato sulle politiche territoriali e sugli strumenti di pianificazione. Sono stati presentati i processi educativi avviati dai Comuni che stanno sperimentando forme di partecipazione attiva tra scuole, famiglie e amministrazioni. Le miniconferenze hanno illustrato i risultati dei Piani partecipati della mobilità scolastica e i progetti che stanno trasformando spazi pubblici, accessi ai plessi e strade scolastiche in luoghi più sicuri e più vissuti dagli studenti.

Nella Sala Comuni il focus si è invece concentrato suille attività didattiche dedicate alla mobilità, su come favorire i percorsi casa scuola favorendo l’autonomia dei ragazzi ma con gli occhi puntati alla sicurezza.

Nel corso della mattinata si sono svolti anche i laboratori rivolti a un gruppo di studenti italiani e francesi coinvolti nel progetto Interreg Alcotra AMICI: giochi interattivi dedicati alla mobilità casa-scuola, attività creative per immaginare “le strade che vogliamo” e un laboratorio di comunicazione per realizzare un breve spot dedicato alla mobilità sostenibile. Le attività hanno dato spazio alla creatività degli studenti e al confronto tra contesti scolastici diversi.

La riflessione educativa è stata ripresa anche dalla consigliera metropolitana all’Istruzione, Caterina Greco, che ha sottolineato il valore strategico della mobilità sostenibile per l’intero territorio metropolitano: «Dobbiamo rafforzare una cultura della mobilità dolce e fornire alle scuole strumenti omogenei, dalle piazze scolastiche alle linee guida, affinché ogni comunità educativa possa contare su percorsi sicuri e accessibili. La qualità dell’aria e la salute degli studenti sono temi che ci riguardano come area vasta e richiedono una responsabilità condivisa».

Alla conclusione delle miniconferenze un “caffè conviviale” ha favorito un ulteriore confronto informale con le associazioni impegnate sul tema: Streets 4 Kids, Torino Respira, Genitori Antismog e FIAB che operano sui percorsi casa-scuola.

Il Salone ha rappresentato così un primo passo verso una rete stabile tra scuole, enti locali e associazioni, con l’obiettivo di diffondere pratiche efficaci e avviare nuovi progetti in grado di incidere in modo concreto sugli spostamenti quotidiani delle studentesse e degli studenti nell’area vasta metropolitana.

Extinction Rebellion: 30 tavoli verdi davanti al grattacielo della Regione

Questa mattina Extinction Rebellion ha scaricato 30 tavoli verdi davanti al grattacielo della Regione Piemonte e aperto uno striscione “COP30: Tavoli Mancati”. I tavoli rovesciati vogliono rappresentare, scrivono in una nota gli attivisti “tutte le occasioni mancate e le promesse infrante di oltre 30 anni di conferenze per il clima”. Nei giorni conclusivi della conferenza sui cambiamenti climatici che si tiene a Belém, il movimento denuncia “gli impegni disattesi da Governo e Regione nel contrasto alla crisi ecoclimatica e l’aperta opposizione del Governo alle politiche climatiche europee e alla COP30″.

Ivrea, controlli al Movicentro: un arresto per droga e otto allontanamenti

Un arresto per detenzione di stupefacenti e un allontanamento di otto persone, trovate di nuovo sul posto e denunciate perché non hanno rispettato il provvedimento: è questo il risultato dei controlli del commissariato di Ivrea e della Polizia di Stato nell’area del Movicentro, ormai conosciuta come una zona spesso segnata da degrado e attività illegali. L’uomo, 37enne, ha provato a scappare dietro le scale del sovrappasso sui binari, ma è stato fermato dagli agenti. Con sé aveva diversi tipi di sostanze e un bilancino di precisione, e altra droga è stata poi trovata nella sua abitazione.

VI.G

Il teatro e il palcoscenico invadono la tragedia di Re Lear

Al Carignano, sino a domenica 30 novembre, per la stagione del TST

Io ho visto cose che voi umani. Come il vecchio Roy Batty. Ovvero i capelli bianchi non sono poi proprio una cosa che meriti pollice verso a tutti i costi. Addirittura? Addirittura. Per cui posso raccontare – e ricordare – di come cinquantatré anni fa Giorgio Strehler introducesse in palcoscenico (da noi all’Alfieri), attraverso una coltre di terra faticosa, in medias res, Tino Carraro a esporre il volere e la vanità di “Re Lear”, “Sappiate, dunque, che noi abbiamo diviso il nostro regno in tre parti”, e che quello andasse diviso alle sue tre figlie e che le prime due, Goneril e Regan, si struggessero in (troppi, falsi) salamelecchi a sbandierare l’amore per il vecchio mentre la più piccola Cordelia si mettesse in un angolo ben consapevole dei suoi autentici sentimenti e del degrado che ne avrebbero avuto dalle parole vuote. In quell’edizione Gabriele Lavia era Edgar, il figlio legittimo e denigrato e buono del conte di Gloucester: oggi, in questa edizione – produzione principe del Teatro di Roma, al Carignano per la stagione dello Stabile torinese sino a domenica 30 novembre – che mantiene la bellissima traduzione di Angelo Dellagiacoma e Luigi Lunari – la poesia della parola, con la bellezza delle voci -, è protagonista e regista (con i suoi ottantatré perfettamente portati), raccogliendo attorno a sé quattordici compagni di un viaggio che è bello e sbalorditivo ascoltare (pur con qualche mancanza nelle compagini più giovanili), giocando – “to play” – e raccogliendo idee e umori e invenzioni intorno ai meccanismi allo stesso tempo della tragedia e del teatro, dopo la vestizione a vista degli attori (sui jeans e sulle magliette indossano lunghi e scuri e sfilacciati mantelli elisabettiani dagli inserti d’oro e ramati, i costumi sono di Andrea Viotti, sotto le luci da gran ricamo di Giuseppe Filipponio), il re che divide un regno e un capocomico che un giorno passerà la palla, le terre da spartire e le retrovie di un palcoscenico – eravamo anche a teatro con i “Giganti della montagna”, le scene sono qui di Alessandro Camera -, una soffusa luce dall’alto, il grande orologio del Tempo sul fondo, le quinte, i bauli e le casse, più avanti le sedie rovesciate, un pianoforte scuro sui cui tasti strimpellerà il fool le sue filastrocche, i vecchi sipari rossi che scendono dai palchi, un minuscolo teatrino per il divertimento e le invenzioni dei bambini che riporta all’infanzia (e che magari può fare il paio con quel trenino di legno che Gianni Santuccio faceva sbuffare nel “Giardino” cecoviano, ancora Strehler, due anni dopo).

Una storia (“una storia di perdite: perdita della ragione, perdita del regno, perdita della fraternità”, cosi Lavia definisce “Re Lear”), in apparenza favolistica ma cruenta, fatta nel sangue e con il sangue, tendente come altre opere shakespeariane alla riaffermazione finale della giustizia su tutto e su tutti – muore Amleto, muore Cordelia, muore Macbeth, muoiono Cleopatra e Antonio – che ha le proprie radici nella mitologia anglosassone e che il Bardo mostrò alla sua regina nel 1605, una vicenda non soltanto specchio della corruzione e della cattiveria e della bramosia di potere che circola per il mondo (ogni parola e ogni frase come rimando all’oggi), non soltanto di vanità ma di affetti traditi, di abdicazione (non ci resterà che “Lear”, un uomo o l’Uomo), di travestimenti e di inganni, di lettere falsificate, di duelli e di inganni, di mariti succubi, di protezioni e di ceppi, di tempeste che si rivestono di simbologie e di sguardi alle stelle, di duchi accecati che nella cecità riacquisteranno saggezza (grande prova di Luca Lazzareschi come Gloucester, sua la vicenda secondaria che poggia sulla principale) e di figli bastardi, di ambizioni e di tradimenti, di giullari che dicono grandi verità attraverso il più semplice dei linguaggi: rappresentazione del buco nero senza uscita in cui l’uomo nostro contemporaneo si sta dibattendo, esasperazione e presa di coscienza dinanzi a un cadavere – quello di Cordelia, del Bene stesso – che altro non è che l’essenza del più tragico pessimismo: “Urlate, urlate, urlate, urlate! Oh, voi siete uomini di pietra: se io avessi le vostre lingue e i vostri occhi, vorrei adoperarli in modo, che la volta del cielo si dovrebbe squarciare. Essa è andata via per sempre. Io lo so quando uno è morto, e quando vive ancora: lei è morta come terra!”

Lavia parla altresì in questo spettacolo, che ha meritato il titolo di migliore dell’anno (Premio “Le Maschere del Teatro Italiano 2025, nel settembre scorso), di essere e di apparire, di realtà e illusione, del “non-essere”, con voce potente, ferma nell’esporre, dove le parole sono grandezza assoluta e i gesti lontani da una brutta “teatralità”, dove passa in eguale bravura dalla rabbia alla disperazione alla pazzia che lo rende così arreso e umano e debole, con quel dare vita a siparietti comici che sprigionano divertimento e ad altrettanti momenti di sincera commozione: coniuga diverse strade e offre al pubblico una serata che rimarrà nella memoria a lungo. Che ne direbbe il suo maestro Strehler che già dalle prove del suo “Lear” si portava a casa quelle intuizioni del trentenne allievo, di quell’Edgar di un tempo, per farne poi tesoro sulla scena? Tra gli interpreti ancora, coinvolti nella piena riuscita dello spettacolo, i due fratelli che verranno in un duello finale alla resa dei conti, il buono e il perfido, Edgar ed Edmund, Giuseppe Benvenga e Ian Gualdani, il Kent fedele di Mauro Mandolini, la fanciullezza spenta della Cordelia di Eleonora Bernazza, le malvagie Goneril e Regan che hanno autentica ferocia spietata con Federica Di Martino e Silvia Siravo, il matto saggio dell’eccellente Andrea Nicolini. Assolutamente da non perdere, e non vi spaventino gli oltre 200 minuti della durata: anzi, da goderseli tutti.

Elio Rabbione

Nelle immagini di Tommaso Le Pera, alcuni momenti del “Re Lear” interpretato e diretto da Gabriele Lavia.

Capannone in fiamme nella notte a Torino Villaretto

Quattro squadre dei vigili del fuoco del comando provinciale sono intervenute questa notte per spegnere un incendio scoppiato in un capannone di un’azienda nell’area industriale di strada del Francese, nella zona di Torino Villaretto.
Nell’edificio erano in corso lavori di ricostruzione del tetto. Dai primi accertamenti è possibile che proprio queste operazioni abbiano innescato il rogo, escludendo al momento l’ipotesi di un’origine dolosa.
Non si registrano feriti.

VI.G

Come migliorare il traffico a Torino con l’intelligenza artificiale

L’Assessore Regionale all’Ambiente Matteo Marnati è intervenuto alla seduta della Commissione presieduta da Sergio Bartoli, per presentare ai Commissari la parte del Defr e del bilancio di previsione 2026-2028 relativa alle materie di sua competenza: ambiente, risorse idriche e rifiuti.

Il presidente Sergio Bartoli

“Il bilancio 2026 – ha dichiarato Marnati – prevederà l’utilizzo di 88 milioni e 600 mila euro per l’abbattimento degli inquinanti, realizzando alcune iniziative quali le velostazioni Back to Work, progetti di mobilità sostenibile e sicurezza stradale, la forestazione urbana e incentivi per la rottamazione di auto per le amministrazioni. Inoltre verrà sviluppato il telelavoro e ci saranno misure per creazioni di filiere per la produzione di biocarburante, biometano e bioidrogeno”.

L’Assessore ha segnalato anche l’inizio di un progetto per la fluidificazione del traffico a Torino  utilizzando l’intelligenza artificiale, e che verranno intensificate le azioni per recuperare le aree dismesse e bonificarle, per trasformarle in aree da valorizzare.

Mara Martellotta

Quattrozampe in Fiera, al Lingotto Fiere la Christmas Edition

Il 22 e 23 novembre prossimo, presso Lingotto Fiere, si accende la magia del Natale con la presenza a Torino della Christmas Edition di Quattrozampe in Fiera. Il Lingotto Fiere ospiterà infatti la due giorni “pet friendly” più famosa d’Italia. Sport, spettacolo, solidarietà e design si incontreranno in una atmosfera natalizia unica, dove anche la sostenibilità diventa protagonista grazie al nuovo progetto “Usato Pet”, progetto di Quattrozampe in Fiera che dà nuova vita agli accessori per animali. Dopo l’esordio a Milano, la tappa torinese vede la collaborazione con Tyche Pet e il progetto Pets Share. Chi desideri rinnovare la cucina o acquistare un nuovo guinzaglio potrà portare in fiera ciò che non utilizza più: cucce, coperte, giochi e cappottini ancora in buono stato. Tyche Pet si occuperà di donarle alle associazioni del territorio che aiutano animali in difficoltà. Un gesto semplice che trasforma oggetti inutilizzati in risorse preziose. I due giorni saranno animati da eventi quali dimostrazioni di agility, splash dog, discipline cinofile, sfilate, shooting fotografici e consulenze personalizzate, offrendo al pubblico spunti e tendenze per il benessere dei propri animali. Cuore del progetto è la Casa Pet di Quattrozampe in Fiera, che accoglie l’uomo e l’animale, un ecosistema progettuale curato dallo studio The Had Human Animal Design, che da sempre accompagna le aziende dell’interior desig nell’esplorare questo nuovo mercato, supportandone la creazione di linee e cataloghi sul mondo “pet”. Si tratta del primo concept espositivo interamente dedicato al settore “pet friendly”, in cui progettazione e cura degli ambienti domestici incontrano le esigenze di convivenza tra persone e animali. La Casa Pet nasce per dare suggerimenti di design e interni pensati per una quotidianità condivisa tra umani e animali, promuovendo un approccio inclusivo e relazionale. Il clima natalizio arricchisce la fiera con spazi ludico-educativi dedicati ai più piccoli e attività creative all’insegna del riuso. Casa Gianduja porterà spettacoli e laboratori dove tradizione e magia si intrecciano. I due esempi sono “Gianduja nel magico mondo di Babbo Natale” e il racconto “Lo Schiaccianoci”, l’animazione per i pupazzi. Sul tappeto rosso saranno presenti le marionette in varietà, uno show da red carpet, e con la compagnia Gypsy Torino uno spettacolo teatrale ispirato a “Il Re Leone”. La Casa di Babbo Natale prevede una escape room rapida e magica, pensata per grandi e piccini, la casa di Babbo Natale dell’azienda One Way Out è un’avventura interattiva e divertente, dove collaborazione e spirito di squadra sono gli ingredienti per salvare lo spirito del Natale. È presente anche un’arena “Asin trakking”, attività per grandi e piccoli che rappresenta uno spazio di laboratorio e lettura assistita con dimostrazione di ricerca al Tartufo con cani esperti, attività manuali e prime esperienze con il proprio cucciolo. Si tratta di un’occasione per conoscere da vicino il metodo Gentile e divertirsi in famiglia. Sabato 22 e domenica 23 novembre, apertura dalle 10 alle 19, casse aperte fino alle ore 18, ingresso gratuito per i bambini fino a 10 anni e per cani e gatti.

Mara Martellotta

Sulle tracce di Fenoglio, ad Alba nella terra del tartufo bianco

A cura di piemonteitalia.eu

Varie sono le ragioni che possono indurci a fare un giro ad Alba, la bella città langarola circondata da maestose colline. Oltre alle bellissime chiese e agli interessanti musei, Alba è la perla dell’enogastronomia italiana apprezzata in tutto il mondo per i suoi gustosi piatti e per i suoi deliziosi prodotti locali; primo fra tutti il Tartufo Bianco, protagonista della Fiera Internazionale che si svolge tutti gli anni a novembre.

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https://www.piemonteitalia.eu/it/esperienze/sulle-tracce-di-fenoglio-ad-alba-nella-terra-del-tartufo-bianco

Salesiani in Argentina, il sogno di don Bosco

Si scappava dall’Italia 150 anni fa, c’era povertà diffusa, chi poteva se ne andava, si imbarcava verso lidi lontani in cerca di fortuna e di un lavoro. L’emigrazione degli italiani era un fenomeno di massa e l’Argentina era diventata una terra promessa. Fra i tanti italiani che lasciarono la propria terra c’erano anche i missionari salesiani inviati da don Bosco in sud America. Lo stesso don Bosco abbracciò commosso, uno a uno, i primi dieci missionari salesiani che al porto antico di Genova si stavano imbarcando sul piroscafo francese Savoie che li avrebbe portati nella lontana Argentina, la Terra del Fuoco. Bisognava trasmettere il Vangelo ai giovani e ai poveri di Buenos Aires anche se uno dei primi consigli dati dal sacerdote fu quello di “interessarsi e seguire i figli degli immigrati italiani” che erano già oltre 30.000.
Era l’11 novembre 1875, cominciava la grande avventura dei salesiani in America Latina. Sono passati 150 anni e proprio dal porto antico di Genova i missionari hanno iniziato a festeggiare in questi giorni l’anniversario della prima spedizione salesiana in Argentina. Istruiti e formati a Valdocco dal fondatore della congregazione, i salesiani giunti nella capitale argentina si occuparono dell’assistenza spirituale degli immigrati italiani gestendo quella che in seguito venne chiamata “la chiesa degli italiani”. Don Bosco vide così realizzarsi il sogno che ebbe all’età di nove anni, fondare le prime missioni salesiane in Patagonia, Cina, Stati Uniti ed Egitto. Un secolo e mezzo dopo, oltre 11.000 salesiani sono stati inviati in terra di missione e l’opera educativa si è diffusa in 136 Paesi dei cinque continenti. Per celebrare il 150° anniversario della partenza dei primi sacerdoti per l’America Latina è nato il “Museo delle spedizioni missionarie” aperto all’Opera Don Bosco nel quartiere di Genova-Sampierdarena, il “Valdocco” di Genova. È sempre stato intenso il legame tra il religioso astigiano e la “Superba” e si può dire che da 150 anni “il Don Bosco” vive in simbiosi con Genova. Il futuro santo è stato in città 49 volte e ha organizzato qui le spedizioni missionarie. Nel nuovo Museo si vedono i suoi oggetti personali, il cappello di viaggio, i primi libri stampati in quel periodo, le foto dei missionari partiti da Sampierdarena per l’Argentina, i paramenti liturgici, la croce missionaria, una serie di pannelli che illustrano la lunga storia missionaria della Famiglia Salesiana e altre testimonianze della grande amicizia tra San Giovanni Bosco e il capoluogo ligure. Altre due stanze ricordano il capo della prima spedizione missionaria, il cardinale salesiano Giovanni Cagliero e il primo direttore dell’Istituto don Bosco di Genova, don Paolo Albera. Ampio spazio viene dedicato alle attuali missioni in 136 nazioni con oltre 10.000 missionari. Il Museo, inaugurato dal Rettor maggiore dei salesiani Fabio Attard, undicesimo successore di don Bosco, si trova all’interno dell’Opera don Bosco a Sampierdarena e per visitarlo si può telefonare al numero 010-6402601
Filippo Re
nelle foto, Istituto don Bosco a Genova-Sampierdarena e missionari salesiani in partenza per l’Argentina