ilTorinese

I tesori dell’Accademia delle Scienze

Un’altra meraviglia nel cuore di Torino.

Nel pieno centro della nostra meravigliosa città si trova un bel palazzo seicentesco originariamente progettato per ospitare un collegio gesuitico e trasformato, in seguito, nella prestigiosa sede dell’Accademia delle Scienze.

Sebbene tra le carte ufficiali non ve ne sia traccia, la paternità di questo edificio è stata a lungo attribuita a Guarino Guarini. A supporto di questa tesi, o che Guarini ebbe un coinvolgimento nei lavori quantomeno parziale, vi è la certezza che l’architetto in quel periodo fu impegnato nel cantiere di Palazzo Carignano che si trova proprio a due passi dall’Accademia; sono visibili, inoltre, chiari influssi dello stile di cui Guarini era uno dei massimi esponenti, il barocco piemontese, che si possono osservare in diverse parti dell’edificio, ma soprattutto ammirando il magnifico scalone.La prima pietra fu posata nel 1679 da Maria Giovanna di Savoia di Nemours, l’idea di costruire il palazzo fu del gesuita Carlo Vota mentre l’urbanista Michele Garove diresse i lavori. Nel 1773 l’ordine dei gesuiti venne abolito e, dopo che la proprietà del palazzo diventò sabauda, il palazzo fu concesso alla neo costituita Accademia delle Scienze.

L’entrata è arricchita da due figure allegoriche femminili: Veritas, rappresentata da una donna appoggiata sul globo, e Utilitas, ritratta con cornucopia e il bastone alato con due serpenti, le statue sono divise tra loro dallo stemma coronato dei Savoia.

Sono diversi i tesori custoditi all’interno di questo luogo prezioso, ma certamente i più importanti e unici si trovano nel cuore dell’edificio, il piano nobile, nella Sala dei Mappamondi che prende il nome, appunto, dai due straordinari globi realizzati dal cartografo veneziano Vincenzo Maria Coronelli. Entrambi hanno un diametro di 110 cm e rappresentano, il primo, la cartografia terrestre e l’altro quella celeste. Le decorazioni della sala, realizzate nel 1787, sono di Giovannino Galliari.

I particolari da non lasciarsi sfuggire negli angoli della volta sono davvero molti tra cui una bussola, un astrolabio un compasso, un coccodrillo e un termometro, mentre il timpano riporta le iniziali di Re Vittorio Amedeo III che istituì l’Accademia. Sopra la porta che conduce alla Sala lettura troviamo i ritratti di Euclide e Pitagora mentre all’interno di questo spazio, colmo di edizioni prestigiose accolte all’interno di ricche librerie, spiccano immagini ornitologiche e tondi con suggestive figure di animali. L’ultima sala, dalla forma stretta e lunga, ospita gli schedari storici, le pubblicazioni periodiche dell’Accademia e i repertori bibliografici per agevolare la consultazione delle opere.

Un’altra ricchezza torinese, un altro pezzo di storia che conferma quanto il patrimonio culturale di questa città, sede di memorie ed eredità culturali, sia di straordinario valore.

MARIA LA BARBERA


Per richieste di informazioni generiche su eventi e iniziative: info@accademiadellescienze.it

Fonte:

Accademia delle Scienze di Torino

Approvato il nuovo calendario scolastico

La Giunta regionale ha approvato il calendario scolastico per l’anno 2025-2026.

Le lezioni nella scuola primaria e nella scuola secondaria di primo e di secondo grado in Piemonte si svolgeranno da mercoledì 10 settembre 2025 a mercoledì 10 giugno 2026, per un totale di 206 giorni negli istituti in cui le lezioni si tengono anche al sabato, mentre 174 sono i giorni per le scuole dove si resta in classe fino al venerdì. In considerazione del servizio svolto, le scuole dell’infanzia hanno facoltà di anticipare l’inizio dell’attività didattica, che terminerà martedì 30 giugno 2026.

Calendario anno scolastico 2025-2026

 

Le vacanze nell’anno scolastico 2025-2026

La proposta di calendario è stata condivisa nell’ambito della Conferenza per il diritto allo studio e la libera scelta educativa: i giorni di attività didattica si ridurranno di un giorno, nel caso in cui la ricorrenza del Santo Patrono coincida con un giorno di lezione.

– sabato 1° novembre festa di Ognissanti

– lunedì 8 dicembre Immacolata Concezione

–   da lunedì 22 dicembre a martedì 6 gennaio vacanze di Natale (le lezioni riprenderanno mercoledì 7 gennaio)

–   da sabato 14 febbraio a martedì 17 febbraio vacanze di Carnevale

–   da giovedì 2 aprile a martedì 7 aprile vacanze di Pasqua

–   sabato 25 aprile Festa della Liberazione

–   da venerdì 1° maggio a sabato 2 maggio ponte per la Festa dei Lavoratori

–   da lunedì 1 giugno a martedì 2 giugno ponte per la Festa della Repubblica

La solastalgia, il disagio creato dai cambiamenti ambientali

Coniato dal filosofo Glenn Albrecht dell’universita’ di Newcastle in Australia, “solastalgia” e’ un neologismo che deriva dalla fusione di “solace” e “nostalgia”, che insieme creano  la nostalgia della conforto. È un termine che indica il senso di malessere che si genera quando l’ambiente circostante viene maltrattato, danneggiato e deturpato.  A dar vita a questa “patologia del luogo” sono fenomeni climatici estremi come tempeste e alluvioni, ma anche fuoriuscite di petrolio e altri disastri causati dall’uomo. Quando i territori a cui apparteniamo, quelli delle nostre radici, non sono piu’ riconoscibili ai nostri occhi e alla nostra memoria questo puo’ causare stress, ansia e malessere.

Ci si sente come se quei luoghi, che rappresentano la nostra identita’ ci fossero stati portati via, si crea un senso di smarrimento dovuto alla trasformazione della nostra casa, di quello spazio che ha la funzione di rifugio e di sicurezza sia fisica che psico-sociale. Albrecht comincio’ a parlare di solastalgiariferendosi alle vicende dell’ Upper Hunter Valley che vennemodificata, meglio dire stravolta, a causa delle  operazioni di estrazione mineraria  che avevano causato nei suoi abitanti importanti problemi di umore, rabbia e senso di frustrazione.


Gli interventi dell’uomo sull’ambiente naturale, sempre piu’spesso, hanno risvolti funesti non solo sul sistema ecologico, ma anche sugli esseri umani che lo vivono e che non lo riconoscono piu’ come loro habitat originario. Questo fenomeno nostalgico, sfortunatamente, non e’ piu’ ricollegabile unicamente a singoli eventi, ma  lo si puo’ trattare a livello globale a causa della massiccia attivita’ di antropizzazione che incede inarrestabile e di frequente in maniera irrispettosa. Quest’anno siamo rimasti tutti sorpresi dal caldo record e innaturalmente protratto al sud e dai violenti temporali al nord che hanno avuto il potere di distruggere paesaggi naturali e urbani; ognuno di noi guarda a questi fenomeni estremi con preoccupazione perche’ compromettono la possibilita’di previsione, di poter pianificare  molte attivita’, ma soprattutto creano la  sensazione di non essere al sicuro nel proprio ambiente.Si da’ origine cosi’ alla “ecoansia” che produce molti dubbi sul futuro, impedisce di progettare soprattutto ai giovani che gia’ da tempo hanno cominciano a ribellarsi. Diversi sono, infatti, gli interventi attivi di ragazzi, conosciuti e non, che alle conferenze dell’Onu o  alle manifestazioni in piazza con determinazionedenunciano lo sfruttamento del pianeta,  urlano la loro  paura per il futuro  chiedendo uno stop all’utilizzo indiscriminato e dannosodel nostro pianeta. Da una parte il progresso dall’altra la necessita’che questo sia sostenibile e riguardoso, generazioni a confronto sull’avvenire, ma di sicuro un malessere ecologico sempre piu’diffuso nel presente.

MARIA LA BARBERA

Dopo l’omicidio un nuovo violento pestaggio in Barriera di Milano

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Ieri nel tardo pomeriggio sempre nel solito tratto fuori controllo di Corso Giulio Cesare tra il Ponte Mosca e Corso Emilia una ennesima rissa violenta tra immigrati.
Il tutto a poche centinaia di metri dal luogo dell’omicidio del 19enne ivoriano dell’altro giorno in corso Novara/Monterosa e da altri due accoltellamenti avvenuti nei giorni scorsi.
“Quotidianamente nel quartiere si vive un clima di violenza e aggressività sotto gli occhi sempre più spaventati dei cittadini. Oggi stesso chiederò un incontro col Prefetto perché la situazione di alcune zone dei quartieri Aurora e Barriera di Milano, continua a essere inaccettabile“. Così Patrizia Alessi, capogruppo di FdI alla Circoscrizione 7 che diffonde il nuovo video girato da residenti.

Il Sabato del Vignaiolo ai Balmetti di Borgofranco d’Ivrea

La Delegazione FIVI NORD PIEMONTE ha organizzato una degustazione SABATO 10 MAGGIO 2025 ai Balmetti di Borgofranco d’Ivrea in via del Buonumore 145, ai confini con la Valle d’Aosta

Le degustazioni dalle ore 11 alle ore 19 con oltre alle 12 aziende piemontesi che rappresentano il Canavese e l’Alto Piemonte, saranno presenti due aziende ospiti della Delegazione della Valpolicella! 
I 14 produttori FIVI NORD PIEMONTE e l’ l’associazione AMISDIJBALMIT saranno presenti con i loro vini in degustazione e apriranno le porte delle 220 storiche e affascinanti cantine attaccate alla roccia per visitarle e sentire il naturale e fresco respiro della montagna.
Durante la giornata sarà possibile accompagnare la degustazione con dei piatti cucinati dal Balmetto Terre Sparse.
Riassumendo:
Sabato 10 maggio 2025
AI BALMETTI
Via del Buonumore 145
10013 BorgoFranco d’Ivrea ( To)
ORARIO 10.00- 19.00
Costo: 25€ (20€ prevendita)
Pagamento: Ecco il link della prevendita
Ecco le Aziende Presenti:
Delegazione NORD PIEMONTE
• Az. Agr. Alberand
• Barbaglia Silvia
• Benito Favaro
• Cantina Terre Sparse
• Castaldi Francesca
• Cieck
• Dei Cavallini
• Ilaria Salvetti
• La Smeralda
• Mazzoni
• Massimo Clerico
• Podere ai Valloni
DELEGAZIONE OSPITE
Delegazione VALPOLICELLA
• Colle Cerè
• Tenute Fasoli
@vignaiolifivi @fivi_nordpiemonte @fivi_valpolicella @j_amis_dij_balmit
#fivi #fivi_nordpiemonte #amisdijbalmit balmit
Aziende FIVI NORD PIEMONTE:
@azienda_agricola_alberand
@vinibarbaglia @silviabarbagliavinoboca
@camillofavaro
@azienda_terre_sparse
@francastaldi
@cieckwinery
@deicavallini_wines
@aziendaagricolailariasalvetti
@cantinalasmeralda
@mazzonitiziano
@massimoclerico
@podere_ai_valloni
Aziende FIVI VALPOLICELLA
@collecerevini
@tenutefasolilorena
Alla prossima !!!!
LUCA GANDIN

 Leinì, apre uno sportello pubblico per il lavoro

Operativo tutti i mercoledì, lo gestirà il Centro per l’impiego di Settimo Torinese
Da oggi mercoledì 7 maggio le persone e le aziende del territorio di Leinì e dei comuni limitrofi di San Benigno Canavese e Volpiano possono contare su uno sportello pubblico per il lavoro.
Questa nuova, utile opportunità è frutto della collaborazione fra Comune di Leinì, che concede i locali, Unione dei Comuni Nord Est Torino (Unione NET), che gestisce il Punto unico di opportunità e inclusione (PUOI) dove lo sportello è ospitato, e Agenzia Piemonte Lavoro, l’ente strumentale di Regione Piemonte per le politiche attive del lavoro che gestirà il servizio grazie alle professionalità del personale del Centro per l’impiego di Settimo Torinese.
Lo sportello, in via Volpiano 38, sarà aperto tutti i mercoledì: al mattino, dalle 9.30 alle 12.30, con accesso libero per chi vuole chiedere informazioni e documenti, il pomeriggio invece solo su appuntamento.
L’iniziativa è nata per rispondere con ancora maggiore capillarità e concretezza ai bisogni occupazionali delle comunità e alle richieste di competenze professionali da parte del tessuto economico locale. Lo sportello offrirà infatti un’articolata proposta di servizi gratuiti. Fra questi, la possibilità di consultare le opportunità occupazionali del territorio, essere accompagnati nella ricerca attiva di un impiego o del percorso di orientamento professionale più adatto, con modalità specifiche per le persone con disabilità, ottenere certificati o attestazioni. A loro volta, le aziende potranno ricevere aiuto nel selezionare le candidature più idonee, consulenza su sgravi e incentivi e nell’adempimento della normativa sull’assunzione di persone con disabilità (legge 68/1999), accompagnamento per attivare tirocini e percorsi di apprendistato.
Chi desidera informazioni sui servizi offerti e su come accedervi può contattare il Centro per l’impiego di Settimo Torinese: info.cpi.settimotorinese@agenziapiemontelavoro.it, 3312352822.

Al Museo MIIT triplice mostra degli artisti Forgione, Vitale e Rinaldi

“A quasi quindici anni dalla mia prima personale – spiega il maestro Enzo Forgione – sento la necessità di documentare il mio percorso artistico e l’evoluzione della ricerca pittorica che si è sviluppata negli anni. Il mio lavoro è articolato su diverse serie ed è essenzialmente incentrato su oggetti botanici e floreali. Le serie ne mostrano chiaramente l’evoluzione sia nella padronanza delle tecniche pittoriche, sia nel mettere a fuoco e trattare tematiche e interessi a me cari, come la botanica e la percezione visiva, che sono riuscito a coniugare e esprimere a pieno nella serie che ho chiamato ‘Narciso’. Sono sempre stato affascinato dagli aspetti della percezione visiva focalizzati sui ‘pattern’: insieme di linee, forme e strutture, che sono ovunque intorno a noi, sia nelle geometrie del nostro urbano quotidiano, sia soprattutto nell’apparente disordine della natura.

Definisco la mia pittura di oggi figurativa di stile ‘realista’; durante gli anni ho voluto fortemente allontanarmi dagli stilemi del ‘freddo’ iperrealismo, che caratterizzavano le mie prime opere, per avvicinarmi a una pittura più calda e coinvolgente e credo di essere riuscito nel mio intento. Lavoro prevalentemente a olio su tela, lino o su carta. La tecnica che uso ricorda quella detta ‘alla prima’, un approccio pittorico consistente nell’ottenere tutti gli effetti tonali e cromatici quando il colore è ancora fresco, con la differenza che il dipinto non viene completato in una singola sessione di lavoro”.

Il tempo, lo spazio, la natura, il progresso, la società, il dinamismo dell’esistenza e tutta l’esperienza della vita vibra nelle opere di Tommaso Vitale, maestro eclettico che, nel corso della sua carriera, ha sperimentato tecniche, materiali, stili, in una coerenza di linguaggio ed espressione mirabile e affascinante. Pittura, scultura, fotografia, installazioni rappresentano la sua palestra creativa in cui allenare genialità e personalità, raggiungendo risultati importanti nel mondo dell’arte contemporanea internazionale. Il Museo MIIT è quindi orgoglioso di presentare questa sua personale dal titolo ‘Remake’, una sorta d rivisitazione del suo percorso, quasi un riassunto essenziale, esistenziale ed estetico dell’anima dell’artista. Maurizio Vitale trascorre gran parte della sua giovinezza con Tommaso, nonno paterno, il quale gli trasmette la passione per l’arte e l’architettura. Altra figura sempre presente e fondamentale per la crescita artistica del giovane è nonno Pietro, tipografo amante dell’arte e collezionista. La sua passione artistica è sempre stata molto forte anche negli anni di studi all’istituto tecnico; a conferma di questo, gli ottimi voti e la volontà di seguire nel pomeriggio lezioni di storia dell’arte. Molto forte anche l’amore per i viaggi: spesso viaggia insieme a papà Benito per lavoro, sostando a Roma, il cui fervore storico-artistico ha sempre affascinato molto il giovane Tommaso. Negli anni ’80 si iscrive alla facoltà di Agraria dell’Università degli studi di Bari (che abbandona dopo non molto tempo), frequentando autonomamente lezioni in lingua inglese. Informato sul panorama artistico locale, partecipa a numerosi vernissage di mostre d’arte, dove conosce Graziella, insegnante calabrese che sposa nel 1991. Insieme adottano Alexandra, una bimba bielorussa. Lavorando nel settore della viabilità come geometra statale, non ha mai abbandonato il suo amore per l’arte e per i viaggi. Dalla fine degli anni ’90 partecipa attivamente a mostre d’arte, concorsi e fiere, vendendo opere e vincendo premi.

La mostra di Luigia Rinaldi si articola su varie serie pittoriche e fotografiche. Dalla serie dei Capperai ai dipinti ispirati ai muretti a secco della Liguria e agli ulivi secolari, fino ai vari personaggi politici e della società contemporanea che sono saliti alla ribalta delle cronache per le loro vicende spesso drammatiche. Volti di isolani e maltrattati dalla storia costituiscono  il tema di questa esposizione che unisce le varie anime di Luigia Rinaldi. Il lavoro dell’artista è caratterizzato da una pittura di intensa espressività e ritmo tonale, dopo aver iniziato, negli anni Settanta, dalla sperimentazione fotografica, a sottolineare una volta di più il rapporto stretto, complice, e talvolta oppositivo tra due tecniche che nascono con l’obiettivo di rappresentare la realtà. In un’epoca di ridefinizione dei generi la pittura mantiene la sua centralità riuscendo, nei casi migliori, a rinnovarsi da un punto di vista iconografico, quindi conservando quella caratteristica che le è propria, implicita nel concetto di “teknè”, di tirocinio artigianale visto in una dimensione di sublimazione dell’agire artistico, con modalità attente e riflessive, abbinando a questa antica vocazione la capacità di osservare con occhio partecipe, e disincantato al tempo stesso, l’esistente, decontestualizzandolo dalla sua effimera contingenza materiale, per dargli forma nella dimensione del simbolo.

Museo MIIT Italia Arte di Guido Folco – Corso Cairoli 4, Torino

Telefono: 011 8129776

Mara Martellotta

Un Paese diviso tra Guelfi e Ghibellini

Ora siamo più sereni. Giorgia Meloni ha detto che si ricandidera’. Del resto non avevamo dubbi in proposito. I suoi adepti continuano a dire che Lei impersona la perfezione. E che il nostro Paese è fortunato nell’averle dato i natali. Una cosa è certa: siamo un paese diviso a metà.  Un paese diviso tra Guelfi e Ghibellini ed un Paese sfiduciato dove, oramai, un italiano su due non vota. Ora vedremo cosa succederà ai referendum. Qualche scetticismo lo nutro sul numero dei votanti. Se avverrà ciò, tanto rumore per nulla con i meloniani che inneggeranno, un’altra volta alla loro perfezione. Ho scelto il silenzio per il 25 Aprile ed il primo Maggio tanto mi sarei, inutilmente ripetuto.  Molto partecipate le manifestazioni con i soliti idioti che bruciavano le bandiere di Israele. Oramai è un classico per la sinistra essere accompagnati da questi pusillanimi. In testa i centri sociali come Askatasuna. Loro in barba al divieto di accedere ai piani alti di corso Regina fanno quello che vogliono.  Rimane un mistero come un uomo intelligente come il sindaco Lo Russo si sia infognato in questa operazione di possibile integrazione. Unico risultato pratico dare fiato alle destre torinesi storicamente parlando sempre un po’ asfittiche. Ma il sindaco Lo Russo va avanti e, da quello che capiamo, vuole affrancarsi dal PD riesumando un vecchio ”marchio politico”: Alleanza per Torino.  Per capirci, quelli che trent’anni fa avevano sponsorizzato la candidatura del prof Castellani a sindaco di Torino.  Perché? Staremo a vedere, nel mentre il nostro amato Sindaco fa, in solitaria, nuove nomine nelle partecipate. Del resto è sulla bocca di tutti. A sinistra qualcuno vorrebbe candidare il Prof Alessandro Barbero a sindaco. Personalmente la vedo dura. Rinunciare a suoi vari appuntamenti storico letterali? Sia ben chiaro che tutto è possibile ma fare il sindaco non è come fare, ad esempio il Ministro. Ma una cosa è certa: i rapporti tra Lo Russo e la sua coalizione non sono più quelli di una volta. Ma la nostra Città è così importante? Sicuramente lo era, ma oggi? È proprio una nobile decaduta, Inutile girarci intorno. E come si dice, piove sul bagnato.Classe operaia (antico vanto) praticamente estinta. Aumentano le ore di cassa integrazione, dunque si produce meno e male. Poi la vicenda dei dazi  Trunpiani nel mettere in crisi l’esportazione anche del nostro agroalimentare, vino in testa.
***
È proprio un personaggio il Presidente Trump. Ovviamente detto con tutto sottinteso del caso.  Ha già fatto sapere d’ essere disponibile nel fare il Papa. Ogni 10 minuti cambia idea, non sbaglia mai e se c è una colpa è sicuramente di qualcun altro. Sarebbe comico se non fosse che ci andiamo di mezzo noi. Non contento rincara la dose. Dopo aver sostenuto che in 24 ore, grazie alla sua anicizia con Putin si sarebbe fatta la pace, ammette candidamente che la pace tra Ucraini e  Putin è impossibile. C’è una sola possibile definizione: mitomane.
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Ma finiamo con una nota positiva. 120mila visitatori in 2 settimane al museo egizio. In una città decisamente asfittica una boccata d’ossigeno. Con un ricordo. 60 fa anni mi ci portò, per la prima volta mia madre.  Era stufa di vedermi passare le domeniche in casa. Prendemmo il pulman 57 e passammo il pomeriggio lì. Si entrava sulla destra e ricordo non più di 4 o 5 sale. Poi sulla destra 2 sale dedicate agli Etruschi. Nacque allora la mia passione per la Storia ed in particolare l’archeologia. Allora mi gasavo facilmente e per anni volevo diventare archeologo. Ed i miei mi “cissavano” comprendomi libri per ragazzi sull antico Egitto o Mesoponania. Dai diciamocelo ancora : altro che telefonini o internet. Faceva tutto la lettura e la fantasia.
Mitici ricordi… Dunque, forse c è ancora speranza. Non dico che le cose cambino. Ma che almeno le cose abbiano un senso.
PATRIZIO TOSETTO

Più famiglie torinesi in difficoltà: spendono meno per il cibo

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Con 2.609 euro si registra un moderato incremento della spesa mensile, ma aumentano le famiglie torinesi  in fascia di debolezza, costrette a scelte più sobrie.

In crescita la spesa non alimentare, per viaggi e vacanze, ma anche per visite mediche e attività sportive. In netto calo la spesa per vestiario e calzature. In lieve aumento la capacità di risparmio, ma solo per alcune famiglie.

Presentati a Palazzo Birago i nuovi dati dell’Osservatorio sulle spese delle famiglie torinesi, l’indagine realizzata dalla Camera di commercio di Torino che, in linea con l’analisi nazionale Istat, monitora i consumi e le abitudini di acquisto di 240 nuclei residenti a Torino, attraverso la compilazione di due diversi questionari per le spese a maggiore o minore frequenza.
“Dopo un anno di aumento deciso, rallenta nel 2024 la crescita dei consumi delle famiglie torinesi, registrando un calo nell’ambito delle spese alimentari e, nel non alimentare, un incremento limitato solo ad alcune voci, come pasti fuori casa, vacanze e visite mediche – spiega Dario Gallina, Presidente della Camera di commercio di Torino. – Crescono le famiglie in fascia di debolezza e diminuiscono quelle di fascia agiata, ma soprattutto si amplia il divario tra loro in termini di possibilità di spesa e risparmio”.

Le spese delle famiglie nel 2024
A fine 2024 la spesa media mensile delle famiglie torinesi si è attestata a 2.609 euro. Sebbene si tratti del valore più elevato registrato negli ultimi dieci anni (al lordo dell’inflazione), la crescita dell’ultimo anno è stata moderata (+0,5% rispetto al 2023; +12 euro).

A frenare i consumi delle famiglie torinesi, sono state le spese alimentari che, dopo un 2023 di forte recupero, tornano ai livelli del 2022, attestandosi a 407 euro (-2,9%; -12 euro). Al contrario, continua la crescita delle spese non alimentari che, nel 2024, raggiungono quota 2.202 euro (+1,1%, +24 euro).

La condizione economica delle famiglie torinesi
Elaborando i risultati è possibile classificare ex post i nuclei famigliari torinesi in quattro gruppi in base alla condizione economica familiare (debolezza, autosufficienza, livello medio, benessere/agiatezza). Nel 2024 si assiste a un generale peggioramento: rispetto al 2023 sono più che raddoppiate le famiglie in fascia di “debolezza”, passate dal 12,9% al 29,2%; si ridimensiona la classe “autosufficienza” (dal 29,6% al 18,8%). Stabili le famiglie in condizione economica “media”, ma in diminuzione quelle “agiate” (dal 21,7% al 14,5%). In particolare, difficoltà si trovano le persone sole: il 66% si colloca nella fascia di debolezza; se si aggiungono anche i single della fascia di autosufficienza (il 23,4%), quasi 9 persone sole su 10 nel 2024 vivono in una condizione economica sotto la media.

Le spese alimentari
La spesa alimentare nel 2024 è stata pari a 407 euro (-2,9% rispetto al 2023; -12 euro). I cali più significativi hanno riguardato le carni e salumi (il 20,3%; -3 euro), il latte e i formaggi (il 13,2%; -3 euro), il pesce (il 5,5%; -2 euro) e le bevande (il 6,6%; -2 euro). Diminuiscono i cibi pronti da asporto o a domicilio (il 5,2%), dove la flessione ha riguardato, per il secondo anno consecutivo, le spese in cibi “take away” (-1 euro), stabili i cibi da banco/gastronomia. Crescono lievemente tutte le altre categorie (+1 euro), compresa la voce “pane e cereali” (il 13,5%).

Le spese non alimentari
La spesa non alimentare nel 2024 è stata pari a 2.202 euro, in crescita del +1,1% (+24 euro) rispetto a fine 2023. Tra le varie voci, quella dell’abitazione (a cui si sommano anche le utenze domestiche) continua ad essere la componente principale: nel 2024 rappresenta il 48,1% delle spese non alimentari, pressoché stabile rispetto allo stesso periodo del 2023.