ilTorinese

“Il potenziale delle cargo bike, tra ciclologistica e mobilità per le famiglie”

FIAB Torino Bike Pride organizza il convegno  previsto per lunedì 5 maggio alle ore 18.

Lunedì 5  maggio, alle 18, presso Open Incet, in piazza Teresa Noce 17, a Torino, FIAB Torino Bike Pride organizza il convegno “Il potenziale delle cargo bike, tra ciclologistica e mobilità per le famiglie”, inserito all’interno di un programma di eventi per avvicinare sempre più persone all’uso della bicicletta come mezzo di trasporto e sensibilizzare sull’importanza dell’uso delle cargo bike come mezzo per la logistica e il trasporto merci e per la mobilità attiva delle famiglie.

Questo convegno dedicato proprio all’uso delle cargo bike è, insieme ai corsi di ciclomeccanica e alle pedalate, propedeutico allo sviluppo del bike sharing di Portineria, che sarà presentato a fine maggio, ideato e attivato dalla Rete delle Portinerie di comunità® e potenziato con il contributo di FIAB Torino Bike Pride, in partenariato con Rete italiana di cultura popolare, all’interno del progetto finanziato da SEFIT (Social Ecosystem and Inclusive Transition, FSE+) con il supporto di Fondazione Brodolini e co-finanziamento dall’Unione Europea.

Parteciperanno al convegno Giulia Kakovic, di Open Incet – Fondazione Brodolini; Martina Tonarelli di FIAB Torino Bike Pride; Cinzia Bonaria Baralla, pianificatrice urbana e territoriale; Francesca Tagariello, business developer nextbike; Camilla Munno, responsabile Rete delle Portinerie di comunità, Rete italiana di cultura popolare; Giorgia Cervini e Friedmar Deller di FIAB Torino Bike Pride; Federica Cudini, country marketing communication manager – Bosch eBike system; Andrea Scalogna, Ceo Mercato Itinerante; Claudio Magliulo, direttore Clean Cities Compaign.

L’evento sarà moderato dalla giornalista e consigliera FIAB Elisa Gallo.

Dalle ore 19.30 è previsto un aperitivo, offerto da Panacea, durante il quale si potranno assaggiare i nuovi prodotti circolari, realizzati nell’ambito del progetto “Il sostenibile sapore del pane”.

Mara Martellotta

Lotta alla criminalità in Barriera, “giro di vite” delle forze dell’ordine

All’indomani dell’omicidio del diciannovenne DIANE Mamoud, accoltellato mortalmente nella notte tra il 2 ed il 3 maggio in via Monte Rosa nel quartiere di Barriera Milano, prende corpo il giro di vite disposto dal Prefetto di Torino Donato CAFAGNA contro i gruppi criminali.
Sin da ieri sera e per tutta la notte, un centinaio di operatori delle forze dell’ordine appartenenti alla Polizia di Stato, all’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza ha setacciato il territorio eseguendo perquisizioni, ispezioni, rastrellamenti in aree abbandonate, posti di blocco su strada e controlli ad esercizi commerciali.
In particolare, è stato attuato un articolato dispositivo di prevenzione, reso particolarmente efficace e visibile, grazie all’impiego di forze territoriali nonché all’utilizzo di numerosi reparti speciali e di rinforzo posti a disposizione dal Ministro dell’Interno per i servizi di controllo del territorio e di contrasto al crimine.
L’attività è stata esperita con l’impiego di unità cinofile antidroga, di operatori specialisti in indagini scientifiche e di reparti specializzati nei controlli su strada.
Nel corso della vasta operazione la Polizia di Stato ha fermato, in via Martorelli, un cittadino marocchino 48enne e regolare sul territorio nazionale, colto sul fatto subito dopo avere accoltellato e derubato di una consistente somma di denaro un connazionale, in concorso con un’altra persona. L’uomo è stato tratto in arresto e la sua posizione è al vaglio della Procura della Repubblica di Torino.
Altri tre arresti per tentata rapina, furto e maltrattamenti sono stati eseguiti dai Carabinieri. In particolare, i militari dell’Arma, inizialmente, nel quartiere Aurora – Barriera di Milano, hanno bloccato un uomo che si era indebitamente appropriato di bevande in supermercato del posto e aveva ingaggiato una colluttazione col vigilante presente, in altra circostanza, in zona Barriera di Milano, hanno rintracciato e fermato l’autore del furto precedentemente consumato all’interno di un’autovettura, rinvenendo parte di quanto sottratto, infine, in area Aurora, hanno arrestato il responsabile dell’aggressione consumata contro la convivente durante un litigio insorto tra i due. Naturalmente, le loro posizioni sono tutte al vaglio della Procura della Repubblica di Torino.
La Guardia di Finanza ha eseguito numerosi controlli antidroga con l’impiego di unità specializzate e unità cinofile, soprattutto avuto riguardo alle piazze di spaccio e ai luoghi maggiormente frequentati

dai pregiudicati dediti a tale attività delittuosa. Le attività svolte dalle Fiamme Gialle hanno determinato alcuni sequestri di natura amministrativa sia nel settore degli stupefacenti, sia in quello della circolazione stradale.
Nel conseguimento dei suddetti risultati, è stato decisivo il contributo della cittadinanza che ha segnalato con tempestività il verificarsi di alcuni dei suddetti episodi delittuosi, consentendo un pronto intervento delle forze dell’ordine.
L’azione di contrasto alle variegate forme di criminalità gravitanti nel quartiere di Barriera Milano proseguirà anche nei prossimi giorni con l’impiego di forze territoriali e di reparti speciali della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, nonché con il supporto dei militari dell’Esercito dell’operazione Strade Sicure e della Polizia Locale.
Va precisato che la posizione delle persone arrestate è al vaglio dell’Autorità Giudiziaria e che le stesse, sebbene siano attinte da gravi indizi di colpevolezza in relazione ai reati per i quali si procede, non possono essere considerate colpevoli sino alla condanna definitiva.

Quattordicenne muore in ospedale a Torino dopo una serata tra amici

Un quattordicenne di Bricherasio  è morto dopo una serata trascorsa con gli amici a Settimo. È deceduto  all’ospedale San Giovanni Bosco di Torino. Giunto all’ospedale, le sue condizioni erano critiche. Forse il giovane aveva assunto psicofarmaci e alcol nel corso della serata.

Granata in marcia per il futuro del Toro

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Questa mattina migliaia di tifosi granata si sono dati appuntamento al Bar Norman di piazza Solferino, dove nel 1906 nacque il Toro. Un raduno anche in polemica con la gestione del presidente Urbano Cairo, con l’auspicio di un futuro migliore per la squadra di calcio. Poi il corteo si sposterà verso Superga, per onorare gli Invincibili caduti nella tragedia aerea del 4 maggio 1949.

Foto Sergio Pacchiotti

Isola pedonale della Crocetta, da lunedì 5 maggio attiva la telecamera per il controllo degli accessi

Diventa effettiva la pedonalizzazione dell’area del Fante nel cuore della Crocetta.  Da lunedì prossimo, 5 maggio, per un mese, sarà attiva la telecamera installata in corso Govone per il controllo degli accessi all’interno dell’isola pedonale, chiusa alle auto da tempo, pur senza accertare ancora le infrazioni.

Un arco di tempo che costituisce il cosiddetto periodo di ‘pre-esercizio’, che consentirà di effettuare le prove generali dei controlli e rilasciare i permessi agli aventi diritto.

“Con questo passo completiamo il percorso di una pedonalizzazione fortemente voluta dai cittadini – sottolinea l’assessore alla Viabilità del Comune di Torino, Chiara Foglietta -. L’ attivazione del sistema d’accesso è un passo decisivo per garantire la sicurezza e la vivibilità salvaguardando non solo i diritti dei residenti, ma di tutti coloro che la frequentano, bambini e ragazzi in primis”.

Residenti, dimoranti e proprietari di posti auto che ancora non l’avessero fatto possono richiedere il rilascio del permesso Lilla sia attraverso la procedura telematica sia, dopo aver richiesto un appuntamento, presentandosi in un Centro Servizi di Gtt, mentre ai mezzi di carico e scarico merci l’accesso all’area pedonale sarà consentito dalle 10.30 alle 12.30.

Il sistema di rilevazione entrerà a regime a partire da lunedì 9 giugno quando scatteranno le sanzioni per i trasgressori.

L’avvio dei controlli elettronici alla Crocetta è parte di un piano d’azione che vedrà nei prossimi mesi estendere il monitoraggio degli accessi anche ad altre aree – via Vibò, la salita CAI Monte dei Cappuccini, Campidoglio e via Di Nanni – con l’obiettivo di garantire l’utilizzo pedonale di spazi cittadini di particolare pregio e/o interesse pubblico.

TORINO CLICK

Rubava all’Esselunga, arrestata trentenne

È stata sorpresa mentre usciva dall’Esselunga di corso della Vittoria a Novara, con articoli non pagati. Poi ha tentato un nuovo furto all’Esselunga di corso Vercelli. La polizia ha così arrestato una trentenne residente in città. Il giudice ha stabilito l’obbligo di firma e il divieto di uscire di notte. La direttissima è stata fissata il prossimo 7 maggio.

NOTIZIE DAL PIEMONTE

Cassa integrazione record in Piemonte: + 127% nel primo trimestre

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È  il peggior dato dal 2021
Nel primo trimestre del 2025 la cassa integrazione in Piemonte ha segnato un balzo preoccupante, facendo registrare un incremento del 127% rispetto allo stesso periodo del 2024. A fornire i dati è l’INPS, tramite il suo Osservatorio, che segnala oltre 8 milioni di ore autorizzate ogni mese. Una situazione definita allarmante dalla CGIL, che sottolinea come non si registrasse un livello simile dal 2021, in piena pandemia.

Secondo il sindacato, è urgente un piano straordinario per rilanciare la manifattura, attrarre investimenti e rafforzare gli strumenti di protezione del lavoro. “Il precariato non può essere la base per far ripartire il Paese. Il referendum dell’8 e 9 giugno deve riportare al centro il tema del lavoro e del salario”, osserva il segretario Giorgio Airaudo.

La crescita del ricorso agli ammortizzatori sociali interessa sei province su otto. Stabili solo Biella, mentre gli aumenti più marcati si registrano ad Asti (+432%), Vercelli (+287%) e Torino (+152%). Anche Cuneo segna un’impennata (+135%).

Proprio Torino è la provincia che traina l’intera regione: da sola ha totalizzato 17 milioni di ore autorizzate nei primi tre mesi del 2025, superando l’intero monte ore concesso nel corso del 2023. Il settore più colpito è quello manifatturiero, con un incremento di 13 milioni di ore, di cui 9,5 milioni solo nell’automotive e nel suo indotto. Questo comparto rappresenta oltre il 90% delle ore autorizzate a livello regionale. Al secondo posto, il commercio.

Una città regale, le grandi famiglie e le preziose collezioni

Nelle Sale delle Arti della Reggia di Venaria, sino al 7 settembre

Vedrai una città regale, addossata ad una collina alpestre, superba per uomini e per mura, il cui solo aspetto la indica signora del mare”, affermava nel 1352 Francesco Petrarca, mentre Montesquieu, al termine del secondo decennio del XVIII secolo, emetteva il proprio giudizio pesante come un macigno: “I Genovesi non si raffinano in nessun modo, sono pietre massicce che non si lasciano tagliare. Quelli che sono stati invitati nelle corti straniere, ne son tornati Genovesi come prima.” E non sai bene, ancora oggi, se il giudizio suoni lodevole caparbietà o presunzione. Due scrittori, due osservatori a guardare con occhi acuti ad una città che, con la sua maestosità, con l’eleganza, con la storia, con il suo stesso mare, dal 10 aprile – e fino al 7 settembre – occupa le Sale delle Arti al secondo piano della Reggia di Venaria con la mostra “Magnifiche collezioni. Arte e potere nella Genova dei Dogi”, a cura di Gianluca Zanelli, Marie Luce Repetto, Andrea Merlotti e Clara Goria, Genova città di patriziato ma una Repubblica con a capo un doge che, dal 1528, rimarrà in carica due anni, famiglie che si contendevano l’elezione, che mettevano in campo sfarzo e prestigio, prestigiose alleanze e protezioni, che allineavano saloni e ospitalità, servitù e carrozze, quelle collezioni che sono l’anima della mostra. Per secoli, i medesimi nomi, i Pallavicino, i Doria, gli Spinola, i Balbi, le collezioni oggi conservate a Palazzo Spinola della Pellicceria, qui un centinaio e oltre di opere tra dipinti, sculture, argenti e arredi, tra Sei e Settecento, la ricchezza delle raccolte ma soprattutto il racconto (e gli esempi splendidi) dell’affermazione di sé, dogi e cardinali – a ostentare la lucentezza dell’abito e della berretta, come Giovan Battista Spinola affida il proprio successo al pennello del Baciccio alla fine del Seicento -, politici, monache e nobildonne, ogni immagine rivolta al culto della persona, ogni tela o tavola pensata “ad maiorem domini gloriam”.

Suddiviso in sei sezioni e tredici sale – per apprezzare veramente quel che significhi “Superba” il visitatore non dimentichi e non si perda per un lungo attimo la bellezza delle grandi tele, i nomi sono quelli di Rubens, di Guidobono, di De Ferrari, e l’allestimento che Loredana Iacopino ha inventato e che nella ampia sala finale raggiunge l’apice della bellezza e della magnificenza, tra pareti e un pavimento riflettente che riporta alle porte di Torino la calma del mare genovese -, un percorso artistico in cui svettano Antoon van Dick (il pittore era giunto, appena ventiduenne, in città nel 1621: uno dei suoi capolavori è il “Ritratto di Caterina Balbi Durazzo”, eseguito in occasione delle nozze della fiera ed elegante signora) e Rubens (in città dal 1604, a lui si deve la redazione del volume “I palazzi di Genova”, uno studio illustrato delle più grandi e aristocratiche dimore): il suo “Ritratto di Giovan Carlo Doria a cavallo”, opera che s’inserisce tra gli anni 1607 e 1608, vero “manifesto di potenza”, apre il percorso della mostra, ricco di riferimenti simbolici, il cane come segno di fedeltà, l’aquila a immagine della casata, la foga del cavallo a contrasto della calma del cavaliere ovvero “l’uomo che con le sue virtù riesce a vincere sull’istinto”, la rossa croce dell’Ordine di San Giacomo aggiunta pochi anni più tardi; e con loro Orazio Gentileschi, Guido Reni, Luca Giordano, Carlo Maratti e poi ancora Angelica Kauffman e Hyacinthe Rigaud e quanti furono i maestri della grande scuola figurativa genovese come Bernardo Strozzi, Domenico Piola, il Grechetto, al secolo Giovanni Benedetto Castiglione, e Gregorio De Ferrari, sino allo spegnersi della grande Gloria in un infelice tramonto con le tele di Anton von Marton, morto a Roma nel 1808, davvero autentico canto del cigno.

Di luci e ombre tutte caravaggesche è costruito “Qui vult venire post me” (conservato nel Rettorato dell’Università degli Studi torinese) di Giovanni Battista Caracciolo, detto Battistello, uno dei primi seguaci del pittore a Napoli, proveniente dalla quadreria genovese di Marcantonio Doria, fratello maggiore di Giovan Carlo, acquistato nel 1614 tramite il procuratore della famiglia nel capoluogo campano. Poco oltre, ancora Van Dick a darci l’immagine – seppur oggi frammentaria – del piccolo Ansaldo Pallavicino, figlio del doge Agostino, che trentenne acquisterà il palazzo di piazza Pellicceria dando vita a una quadreria che sarà il vanto della casata, prediligendo l’artista nato nelle Fiandre e il fantasioso Grechetto (qui presente, tra l’altro, con “L’entrata degli animali nell’arca”, un incredibile quanto variopinto insieme di cani e pappagalli, di capre e gatti, di oche e tacchini e vettovaglie). Le sale d’esposizione ci fanno sempre più immergere in quel desiderio di essere ritratti, di tramandare la propria immagine, una celebrazione che coinvolgeva una pittura non per il tempo presente ma per il futuro. S’allineano il “Ritratto del doge Pietro Durazzo” del Mulinaretto, una scenografia ad effetto, il prorompente color porpora, i segni del potere posti in bella vista, quello di Anton Giulio II Brignole-Sale, il proprietario di Palazzo Rosso, ambasciatore alla corte di Parigi, tramandato da Hyacinthe Rigaud, la nobildonna in veste d’Astrea (di Nicolas da Largillière, dal prestigioso prestito del Sovrano Ordine Militare di Malta) e il “Ritratto di monaca”, dovuto al grande Bernardo Strozzi, mirabile ritrattista, in quei tocchi di bianco che la mano del pittore deposita vistosamente corposi: gli ultimi due appartenenti – capolavori della sala 8 – alla raccolta della famiglia Balbi (banchieri, che all’inizio del Seicento fondarono una strada che porta il loro nome), Francesco Maria prima e Costantino (questo passato all’immortalità con il ritratto di Pellegro Parodi), con cui si scavalca il secolo d’oro per arrivare al Settecento, poi, compositori di una raffinata quadreria, patrimonio diviso due generazioni dopo e per una serie di vicende ereditarie confluito in parte – nel 1824 – nelle raccolte di Palazzo Spinola di Pellicceria.

Molto ancora andrebbe citato di questa mostra, che l’appassionato d’arte non dovrà lasciarsi sfuggire, e del carico di Storia che la contiene (esemplarmente formulate le targhe esplicative a corredo), genovese ed europea in un abbraccio più largo. Certamente “L’ultima cena” del Procaccini, bozzetto preparatorio per la monumentale tela commissionata da un anonimo nobile milanese per il refettorio del convento genovese della Santissima Annunziata – uno dei tanti esempi della predilezione che i Doria ebbero per il pittore bolognese, la proprietà invidiata di settanta e più dipinti -, le grandi tele del Grechetto, “L’aria e il fuoco”, “La terra e l’acqua”, “L’adorazione dei Magi” del Baciccio, la luce con cui Orazio Gentileschi ci trasmette il “Sacrificio d’Isacco” (appartenuto un tempo al nobile Pietro Gentile, grande estimatore di Orazio come della figlia Artemisia).

Le ultime sale ci danno la presa di coscienza da parte degli ultimi rappresentanti di un grande passato dello sconquasso che s’aggirerà per l’Europa sul finire del Settecento, nel dipinto della Kauffman a rappresentare Paolo Francesco Spinola c’è la calma ma la eguale consapevolezza del cambiamento di governo, della fine dei privilegi, dell’avvento dell’impero napoleonico. L’ultimo sguardo è, attraverso l’incisione di Antonio Giolfi del 1769, sulla prospettiva della Strada Nuova, oggi via Garibaldi, sui suoi palazzi, sui suoi signori e le ricchezze, il passeggio dei signori e il lavoro dei servi, sulle tante collezioni che hanno fatto importante e preziosa una intera epoca.

Elio Rabbione

Nelle immagini di Giuliano Berti alcuni allestimenti della mostra; Peter Paul Rubens, “Ritratto di Giovan Carlo Doria a cavallo”, olio su tela, 1607 – 1608, Galleria Nazionale della Liguria; Orazio Gentileschi, “Sacrificio di Isacco”, olio su tela, 1612 ca., Galleria Nazionale della Liguria; Antoon va Dick, “Ritratto di Caterina Balbi Durazzo, olio su tela, 1624, Palazzo Reale di Genova.

Ironia e autoironia: una risata ci salverà / 2

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In fondo l’ironia è saper prendere un po’ in giro senza essere offensivi, è riuscire a sdrammatizzare quanto la vita inevitabilmente ci propone, è cercare di alleggerire le situazioni, senza aggiungere reazioni pesanti a momenti difficili, è saper ridere di noi stessi senza perdere il rispetto e la considerazione che per noi abbiamo.

Ed è una delle armi più preziose e potenti a nostra disposizione per affrontare la vita, nonché una delle migliori e più raffinate forme di intelligenza. Stempera l’aggressività, sia nostra che quella dei nostri interlocutori, e rappresenta, a mio avviso, un raggio di elegante civiltà in un mondo che si va imbarbarendo.

È una barriera, morbida e flessibile, nei confronti della moltitudine di invidiosi, arroganti e permalosi che incontriamo pressoché quotidianamente sul nostro cammino. Anche l’ironica capacità di sorridere e ridere sulle nostre difficoltà, sui nostri limiti e sulle nostre disavventure è in grado di aiutarci a vivere nel modo migliore anche gli aspetti meno gradevoli della nostra esistenza.

Per quanto possa a tutta prima sembrare contraddittorio, l’ironia che rivolgiamo a noi stessi rappresenta una forma di amore verso di noi, e finisce con lo spiazzare chi non ci ama più di tanto… Raccontare in modo ironico i nostri limiti e i nostri difetti ci rende più amabili e simpatici e “smonta” chi, per i più svariati motivi, vorrebbe attaccarci.

L’ironia ci permette di essere leggeri in un contesto di persone spesso pesanti, che tendono a prendersi eccessivamente sul serio, e a sentire sulle proprie spalle i problemi del mondo. Possederne l’attitudine può funzionare come un vero e proprio “vaccino” contro il grigiore di queste persone, che fanno fatica a togliersi dal palcoscenico.

Se siamo capaci di dosarla adeguatamente, senza esagerare nell’utilizzarla e senza rischiare che trascenda in sarcasmo, l’ironia ci aiuta ad avere empatia verso le persone, ci avvicina agli altri, genera relazioni e affetti. Finendo così per migliorare lo stare insieme e, di conseguenza, la comunità. La vera ironia è patrimonio delle persone capaci di amare se stesse e il prossimo.

Roberto Tentoni
Coach AICP e Counsellor formatore e supervisore CNCP.
www.tentoni.it
Autore della rubrica settimanale de Il Torinese “STARE BENE CON NOI STESSI”.

(Fine della seconda parte)

Potete trovare questi e altri argomenti dello stesso autore legati al benessere personale sulla Pagina Facebook Consapevolezza e Valore.

Lavori in corso Unione Sovietica: linea 4 tram deviata

Continuano i lavori di rinnovo dei binari in corso Unione Sovietica che nella fase precedente hanno determinato la limitazione dei tram della linea 4 all’altezza di via Filadefia .

La nuova fase dei lavori prevede il rinnovo della sede binari con ripristino della sede tranviaria e delle fermate di corso Unione Sovietica, nel tratto compreso tra piazza San Gabriele da Gorizia e corso Tazzoli, e il rinnovo dei binari della rotatoria del Drosso.

A seguito di questi lavori, a partire da lunedì 5 maggio 2025 fino a nuove comunicazioni la linea 4 tram sarà in servizio da Falchera a piazzale Caio Mario. Nel tratto piazzale Caio Mario e corso Tazzoli i tram percorreranno corso Agnelli anziché corso Unione Sovietica.

Sul tratto strada del Drosso – piazzale Caio Mario saranno in servizio i bus sostitutivi della linea 4N.

  • Linea 4 TRAM.
    Direzione strada Drosso: da corso Unione Sovietica deviata in corso Tazzoli, corso Agnelli, piazzale Caio Mario, dove è limitata e effettua capolinea provvisorio presso la fermata n. 3373 – “Caio Mario”(normalmente fermata di transito della linea 4, a lato del chiosco).
    Direzione via delle Querce (Falchera): dal capolinea provvisorio presso la fermata n. 3373 di piazzale Caio Mario prosegue per corso Agnelli, corso Tazzoli, corso Unione Sovietica, percorso normale. Sarà istituita una fermata provvisoria in corso Unione Sovietica dopo corso Tazzoli.
  • Linea 4N (servizio bus sostitutivo).
    Direzione strada del Drosso: dal capolinea in piazzale Caio Mario (area terminal GTT) presso la fermata – “Caio Mario Cap.” (a lato del chiosco bar) prosegue per corso Unione Sovietica, inversione di marcia alla rotatoria all’altezza di strada del Drosso, quindi riprende corso Unione Sovietica dove effettua capolinea dopo strada Castello di Mirafiori presso la fermata – “Castello di Mirafiori” .
    Direzione piazzale Caio Mario: dal capolinea presso la fermata n. 1073 – “Castello di Mirafiori” prosegue per corso Unione Sovietica, piazzale Caio Mario, corso Agnelli, terminal GTT di piazzale Caio Mario dove effettua capolinea presso la fermata n. 149 – “Caio Mario Cap.” (lato chiosco bar).