In occasione della Giornata Internazionale del Volontariato del 5 dicembre, Vol.To ETS promuove anche quest’anno il “Dono del Volontariato”, il grande villaggio del Dono che trasforma piazza Bodoni in uno spazio legato alla solidarietà e all’incontro tra cittadini e associazioni. Dal 6 all’8 dicembre, dalle 10 alle 18, oltre 200 Enti del Terzo Settore presenteranno le proprie attività, le storie di impegno quotidiano e i prodotti realizzati per sostenereni progetti culturali, sociali e ambientali. L’inaugurazione ufficiale del Dono del Volontariato si terrà sabato 6 dicembre alle ore 11, in piazza Bodoni, e vedrà la partecipazione amichevole del comico e illusionista Enrico Balsamo. Dal 2023 Vol.To celebra la ricorrenza internazionale dando voce agli ETS che operano ogni giorno per il bene comune. Il Dono del Volontariato è un luogo di incontro dove la generosità si traduce in gesti concreti, un percorso tra stand colorati in cui sarà possibile scegliere tra regali solidali, decorazioni per la casa, candele, dolci artigianali, profumi, panettoni, quadri e oggetti unici, sostenendo direttamente l’attività delle associazioni. La partecipazione è gratuita per gli ETS, che potranno farsi conoscere attraverso il dialogo con la cittadinanza. Per tre giornate, la piazza sarà animata da spettacoli, musica, laboratori e attività per adulti e bambini, con la presenza speciale di Babbo Natale. Il Dono del Volontariato rappresenta un’occasione per riscoprire la forza del dono come valore condiviso, capace di unire persone e comunità, rafforzandone il senso di appartenenza al territorio. L’edizione 2024 ha registrato ben 168 espositori, 9 mila visitatori e 1823 donatori: numeri che raccontano la crescita di un evento ormai riconosciuto come uno dei momenti più rappresentativi della vita cittadina. Sono dati che testimoniano non solo il successo dell’iniziativa, ma anche la vitalità di un tessuto associativo sempre più partecipe e radicato.
“Il Dono del Volontariato rappresenta la dimostrazione concreta di quanto il mondo del volontariato torinese sia vivo e presente – ha dichiarato il Presidente di Vol.To ETS, Stefano Meneghello – dietro ogni stand, ogni sorriso, ogni incontro in piazza c’è una comunità che si riconosce nei valori della solidarietà e del Dono. I numeri, in costante crescita, indicano che la cittadinanza continua a credere nel valore dell’impegno e del tempo gratuiti, elementi che rendono più forte e coesa la nostra società”.
Mara Martellotta



Di natura ci parla anche Gianalberto Righetti – ingegnere e fotografo genovese, dagli anni Novanta espone le sue opere in varie gallerie d’arte contemporanea, opere “di razionalità e logica tipiche di un ingegnere. laddove Righetti “fotografa esponendo per le luci, ottenendo immagini sottoesposte e con colori saturi, grazie anche al frequente uso del filtro polarizzatore” -, sotto altra forma, attraverso la fotografia coniugata sotto sguardi diversi. Attraverso una “foglia” (2020), quasi rinsecchita nei suoi colori autunnali, imprigionata tra due robuste colonne, attraverso l’immagine lattiginosa di un angolo di deserto in Namibia, “Presenza invisibile 8” del 2023, attraverso il tronco contorto e spigoloso di un albero (“Frammenti ricomposti 6”), colto lo scorso anno nella campagna della ligure Bogliasco. Estetismi che non sono superflui esercizi di tecnica, quelli di Righetti, quelli che guardano e coniugano l’essenza e la concretezza allo stesso tempo dell’”albero”, che rimane il protagonista di questo spazio di galleria dedicato all’autore: davanti a ogni opera ci imbattiamo in un risultato profondo, nella trasformazione del “linguaggio visivo in un’esperienza naturalistica” (scrive Malinpensa nella sua presentazione), nel ritrovarci spinti a sentirci far parte, inglobati nel soggetto che abbiamo davanti a noi. Quella di Righetti è poi una natura non statica ma in movimento, parte di un ambiente che vive e che respira, Righetti vivendola dall’interno pare giocarci insieme: “Frammenti Ricomposti 4” nel suo incessante sfuggire verticale, come uno specchio deformato, ne è la prova, come i chiaroscuri, rubati alle Cinqueterre, di “Presenza invisibile 1” (un’opera del 2008), come quelle immagini che sembrano quasi soltanto impressioni e accenni, riprese dai panorami di States del nord americano, come tutto quanto emblematicamente diventa macchia, rossastra o verde, nelle tante ricercate tonalità, tra le campagne di Chaumont, soltanto pochi mesi fa. Opere che sono respiro, immersioni, lirismi, coloriture, “poesie visive”, ragnatela di accordi e di rapporti a mano a mano più stretti e compatti, dove la presenza umana è saggiamente bandita.
Graziano Rey – torinese, classe 1953, membro della “Soffitta macabra di Alessandri, dentro il mondo della pittura e della musica (sua la sigla di “Buona Domenica”, suo il premio “Rino Gaetano” 1991/92 come il premio Viareggio come cantautore: nonché opinionista per numerose puntate del “Maurizio Costanzo Show”) – poggia in maniera assai personale sulle proprie tele “un mondo di colori”, per estrema astrazione, di grande movimento e di forte impatto visivo, simpaticamente strambo e dinamico, variante e ritmato, grumi di colore che sono note posate in vario disordine su un frastagliato e scomposto rigo musicale; gioca in “frammenti di tela” con quelle che paiono coreografie costruite sulla tenuità dei colori, i rosati gli azzurri i grigi, insetti sconosciuti o gemme preziose ; o piccoli mondi in movimento; sogna e ondeggia con deboli profondità attraverso “Frammenti di blu” (2024), ovvero impercettibili sagome che paiono guardare ad accenni umani, piccoli e ormai cresciuti, oggetti che spetta a noi decifrare, in pieno sfondo di un giallo acceso, mentre tutt’intorno è calmo silenzio, un invito a considerare, a trattenersi un attimo, tra quanto può essere realtà e quanto diventa immediatamente sogno.