Immagini, documenti storici e testimonianze di e per le donne che hanno lottato, con coraggio e determinazione, per il diritto all’istruzione, alla libertà di espressione e alla dignità, in Italia e nel mondo. Si è svolto ieri l’evento «Leggere e scrivere, una via per la qualità dell’esistere», che ha visto – tra le altre – la partecipazione toccante dell’attivista iraniana Ladan Kianikhansary. Visibilmente emozionata, ha raccontato le difficili condizioni delle donne in Iran, Paese del Medio Oriente.
Durante l’incontro sono stati citati libri, poesie e documenti legati al tema. In particolare, il pubblico si è alzato in piedi durante l’interpretazione di «In piedi, signori, davanti a una donna» tratto da Chisciotte di William Jean Bertozzo. L’incontro è stato introdotto dall’assessora alla Cultura e alle Pari Opportunità Marina Chiarelli, con gli interventi della storica Silvana Bartoli e della formatrice contro la violenza di genere Deborah Di Donna. I testi sono stati letti da Raffaella Landini, Elia Ricci e Beppe Ruga. A moderare il dibattito, il giornalista Massimiliano Cannata.
«La donna assume un ruolo sempre più centrale nella società – ha dichiarato l’assessora Chiarelli –. La testimonianza di Ladan Kianikhansary, che mi ha profondamente colpita, arriva da un contesto lontano, ma ci ricorda che anche in Italia il percorso verso il pieno riconoscimento dei diritti delle donne è ancora incompiuto. È fondamentale superare la paura, e in questo rientra anche la difesa coerente della libertà in ogni sua forma. A questo proposito, è importante riflettere anche sul significato simbolico del velo imposto alle donne».




RUBRICA SETTIMANALE A CURA DI LAURA GORIA
La morte su cui si trova ad indagare è particolarmente inquietante, in particolare, proprio per lei. Una dirigente di banca sembra essere caduta in circostanze poco limpide dal balcone di un palazzo. In un primo tempo si potrebbe pensare a un suicidio, poi invece si parlerà di delitto. Il punto è che la donna morta, tal Margherita Colonna, assomiglia in modo impressionante a Lolita, che rimane -a dir poco- sconcertata.
Beatrice Bernabò, detta Miss Bee, è una brillante 20enne, da poco trasferita dall’Italia a Londra, insieme alle due sorelle, tutte al seguito del padre Leonida, professore di Italianistica.
Le avventure di Miss Bee proseguono e si spostano nel Derbyshire dove si rifugia per allontanarsi da Londra e dallo scandalo di essere stata quasi incolpata di un delitto (quello del cadavere rinvenuto nella biblioteca al centro del mistero del libro precedente).
Siamo di nuovo a Londra nel 1925 e il padre di Beatrice le ha procurato un impiego in qualità di segretaria all’ambasciata italiana, nella speranza che finalmente si tenga lontana da guai e misteri.




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