ilTorinese

2° Motoraduno Lions della Solidarietà e Screening Sanitari

Domenica 19 ottobre 2025 tra Pianezza e Galliate campus medici e una giornata su due ruote per scoprire il patrimonio del territorio

Domenica 19 ottobre con inizio dalle 8.30 a Pianezza, il Distretto Lions 108 Ia1 organizza il 2° Motoraduno Lions della Solidarietà con “Campus Medici”.

Un’iniziativa aperta a tutti tipi di moto, che abbina la voglia di condivisione delle 2 ruote e visite al nostro patrimonio storico con la solidarietà e la prevenzione sanitaria gratuita. Una giornata tra motociclette e medici volontari, tra passione per le due ruote e impegno per il bene comune. Il ricavato del Motoraduno, infatti, dedotte le spese, verrà devoluto per un service a favore di un progetto di educativa specialistica per i bambini autistici gestito dal Comune di Pianezza e per un service in favore dei bambini autistici gestito dall’Associazione NOICOMEVOI di Galliate.

Il programma della giornata:

  • Ritrovo alle ore 8.30 e verifica iscrizioni a Pianezza in Piazza Napoleone Leuman fino alla partenza verso l’esposizione delle moto in via Giolitti

  • Alle ore 10 partenza del Run in moto fino al Castello Visconteo-Sforzesco di Galliate, a seguire pranzo allestito nel quadriportico del Castello Visconteo-Sforzesco di Galliate.

  • Fiera a Pianezza dalle 9 alle 17 Fiera Antichi Mestieri, Fattoria Didattica e Trucca Bimbi nel Parco del Municipio

Screening sanitari gratuiti:

A Pianezza Campus Medico dalle 9 alle 13 e dalle 14.30 alle 17, effettuazione screening sanitari gratuiti a cura della storica Villa Leumann sede del Municipio di Pianezza: ecocolordoppler carotide; visita cardiologica; visita optometrica e controllo visivo; prevenzione disturbi uditivi; consulenza nutrizionale; elettrocardiogramma; screening glicemia; misurazione saturazione; misurazione pressione; dimostrazione tecniche di primo soccorso (manovre di disostruzione o utilizzo del Dae) e solamente alla mattina dalle 9 alle 13: screening benessere mentale e visita dermatologica.

A Galliate screening sanitari gratuiti dalle 11 alle 13 e dalle 14 alle 16, presso Castello Visconteo-Sforzesco di Galliate: attività di educazione sanitaria nella prevenzione dei tumori (LILT); accertamenti per ambliopia; accertamenti per osteoporosi; informativa cardiologica; benessere e salute mentale (solo al pomeriggio).

L’iniziativa, promossa dal Distretto Lions 108 Ia1, è in partnership con l’Amministrazione Comunale di Pianezza ed in collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Galliate, con l’Avgvsta Tavrinorvm Chapter Italy – Harley Davidson, le Pro Loco di Pianezza e Galliate, con i Giovanniti, la Croce Rossa Italiana Comitato di Rivoli ed altre numerose Associazioni di volontariato e con l’aiuto ed il contributo dei medici e dei volontari Lions,

Con i patrocini del Consiglio Regionale del Piemonte, del Comune di Pianezza, del Comune di Galliate e dell’Azienda Ospedaliera Ordine Mauriziano di Torino.

Intitolate tre nuove vie limitrofe all’Urban District To Dream 

Sabato 18 ottobre 2025, alle ore 11, si terrà la cerimonia di intitolazione delle vie limitrofe all’Urban District To Dream (già corso Giulio Cesare 424/51). Tra i nuovi toponimi figura quello dedicato a Florence Nightingale, fondatrice dell’infermieristica moderna e simbolo universale di dedizione, competenza e umanità nella cura.

Contestualmente, saranno intitolate nello stesso comprensorio di To Dream due altre vie, alle artiste Evangelina Gemma Alciati Jessie Boswell, figure femminili che hanno segnato il mondo culturale torinese.

Nel corso della cerimonia prenderanno la parola, prima dello scoprimento delle nuove targhe viarie, la presidente del Consiglio comunale Maria Grazia Grippo, il Coordinatore della II Commissione della Circoscrizione 6 Maurizio Anastasia, il presidente dell’Ordine delle professioni infermieristiche di Torino Ivan Bufalo e Guglielmo Marciano, presidente della Commissione d’albo Infermieri pediatrici.

«Sono lieta di avere portato a buon fine la proposta di intitolazione di un sedime cittadino a Florence Nightingale, che era stata caldeggiata dall’Ordine delle Professioni Infermieristiche e poi unanimemente approvata dalla Commissione comunale per la Toponomastica» commenta la presidente del Consiglio comunale Maria Grazia Grippo. «Con il suo coraggio e la sua determinazione, non comuni ai tempi nostri e ancor di più nel XIX secolo, Florence Nightingale seppe non solo alleviare le sofferenze di feriti e malati, ma anche e soprattutto promuovere un cambiamento complessivo nell’idea stessa dei servizi sanitari, aprendo la strada alla moderna concezione delle professioni infermieristiche».

«La cerimonia di sabato» – ha concluso Grippo – «rappresenterà un passo in avanti importante nel percorso di riequilibrio di genere nella toponomastica torinese, che ho perseguito sin dall’inizio del mio mandato. Sarà inoltre l’occasione per rendere un ideale e meritato omaggio a tre donne di eccezionale valore e di grandi capacità di innovare e rompere gli schemi, svolgendo un ruolo pionieristico nei rispettivi campi di attività.

«Ringraziamo il Comune di Torino per questa scelta di valore, che riconosce e istituzionalizza il ruolo della professione infermieristica, e in particolare la presidente Grippo, da anni sempre vicina alla nostra categoria e alle nostre attività, sino ad essere ormai come una nostra iscritta honoris causa» dichiara Ivan Bufalo, presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Torino, aggiungendo: «Questo percorso comune rende la giornata dell’intitolazione il riconoscimento di un cammini condiviso che la Città di Torino, attraverso la sua presidente, ha intrapreso con il mondo infermieristico.

Dedicare una via a Florence Nightingale – conclude Bufalo – significa ricordare non solo la fondatrice dell’infermieristica moderna, ma anche l’impegno quotidiano, spesso silenzioso, di migliaia di professionisti che operano nel nostro territorio».

Il presidente Cirio in visita alla Biraghi

Giovedì 9 ottobre, l’azienda Biraghi – storica realtà del settore lattiero-caseario con sede a Cavallermaggiore (CN) – ha ospitato il Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, accompagnato dal Sindaco di Cavallermaggiore Davide Sannazzaro.

Accolti dal Presidente Bruno Biraghi e da alcuni rappresentanti del Consiglio d’Amministrazione, gli ospiti hanno preso parte a una visita approfondita dello stabilimento, durante la quale hanno potuto osservare da vicino le linee produttiveconoscere il lavoro quotidiano degli operatori e apprezzare l’impegno dell’azienda per la qualità, la sicurezza alimentare e l’innovazione, sempre nel rispetto della tradizione.

Fondata nel 1934, Biraghi è oggi una delle realtà d’eccellenza dell’agroalimentare piemontese, riconosciuta in Italia e all’estero per la produzione di formaggi di alta qualità – come il Gran Biraghi e il Gorgonzola DOP – e per la valorizzazione delle materie prime locali. L’azienda si distingue per il forte radicamento nel territorio, il sostegno alla filiera corta e l’attenzione costante ai temi della sostenibilità ambientale e della responsabilità sociale.

“Accogliere il Presidente Cirio è stato per noi un grande onore” ha dichiarato Bruno Biraghi, Presidente dell’azienda“Abbiamo avuto l’opportunità di condividere con lui i nostri progetti futuri e ribadire il nostro impegno a investire sul territorio. La sua visita rappresenta un riconoscimento importante per il lavoro svolto ogni giorno da tutte le persone che fanno parte del team Biraghi.”

Anche il Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio ha sottolineato il valore dell’incontro: “Biraghi è un’eccellenza piemontese conosciuta in tutto il mondo per la qualità dei suoi prodotti e il forte legame con il territorio. Una realtà che unisce tradizione, innovazione e passione, valorizzando ogni giorno la filiera locale. Un grande esempio di come si può crescere facendo della qualità e del legame con la comunità la propria forza.”

Gravel: si corre sull’altopiano delle Rocche

Da Rocca di Mezzo a Rocca di Cambio: circa 50 km il percorso all’interno del Parco naturale del Sirente-Velino. Un centinaio i corridori attesi al via in Abruzzo. Iscritti 13 Comitati rappresentativi di 7 regioni italiane per contendersi le maglie tricolori

Il ciclismo del CSI fa 13! Tanti sono i traguardi nazionali dei campionati in bicicletta, organizzati nel 2025 dall’ente arancioblu. Il penultimo appuntamento stagionale valido per la conquista delle maglie tricolori è fissato in Abruzzo sull’altopiano delle Rocche, all’interno del paesaggistico Parco naturale regionale Sirente-Velino.

Domenica 19 ottobre, con partenza da Rocca di Mezzo e arrivo a Rocca di Cambio, si svolgerà il Campionato nazionale di Gravel, organizzato dalla Polisportiva Icaro, in collaborazione con il CSI L’Aquila e il CSI Lazio, con il patrocinio dei due Comuni di Rocca di Mezzo e Rocca di Cambio. Il percorso di gara pianeggiante è costituito da un circuito di 13 km da ripetere tre volte che prevede tratti asfaltati, bosco e sterrato. Un tratto turistico e 3 giri agonistici per circa 50 km complessivi. Partenza da Via delle Pezzelle, a Rocca di Mezzo ed arrivo a Rocca di Cambio, dove dopo il pasta-party ci saranno le premiazioni. Velocità ed efficienza su strada sono le caratteristiche delle bici “gravel”, robuste nel telaio ed assai stabili, con gli pneumatici più larghi, adatti a percorrere terreni misti. Al via sono attesi un centinaio di corridori da 7 regioni CSI (Lazio, Abruzzo, Marche, Umbria, Toscana, Puglia, Campania). A contendersi il podio saranno le due ruote di 13 Comitati (Bari, Napoli, Roma, Livorno, Perugia, Viterbo, Latina, Frosinone, Fermo, Chieti, Ascoli Piceno, Macerata, Foligno).

Sicurezza dei presidi sanitari, firmato protocollo tra Prefettura,  Asl Città di Torino e Regione

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«L’iniziativa che oggi sottoscriviamo realizza un programma di interventi volti a venire sempre più incontro alle esigenze di sicurezza e serenità di chi quotidianamente è impegnato in prima linea per la salute dei cittadini».  
Lo ha sottolineato il Prefetto Donato Cafagna, firmando  insieme al Direttore Generale dell’ASL Città di Torino Carlo Picco e agli Assessori Regionali alla Sanità e alle Politiche Sociali e all’Integrazione Socio-Sanitaria, Federico Riboldi e Maurizio Marrone, il Protocollo di Intesa per la sicurezza dei presidi sanitari che prevede percorsi condivisi, con modalità d’azione prestabilite, concordate ed efficaci, per affrontare, e possibilmente prevenire, un’aggressione o atteggiamenti violenti all’interno delle strutture sanitarie e dei servizi sanitari.
L’attenzione sarà maggiormente rivolta alle strutture ritenute ad alto rischio, come i Pronto Soccorso, i punti di primo intervento – i Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura, i Centri di Salute Mentale, i Servizi Dipendenze Patologiche e gli altri servizi delle strutture sanitarie. Sarà implementato l’utilizzo di strumenti di videosorveglianza, e/o dei sistemi di teleallarme e di vigilanza diurna/notturna.
«C’è una richiesta di maggiore presenza delle Forze dell’Ordine da parte degli Ordini, delle Organizzazioni sindacali, delle Asl – ha spiegato il Prefetto ­- e l’obiettivo è quello di corrispondere a questa richiesta in maniera dinamica e coordinata, potenziando la presenza all’interno dei presidi e implementando i sistemi di videosorveglianza, ma anche consolidando quelle forme di collaborazione tra mondo sanitario e mondo della sicurezza in modo da rendere più incisivi possibili gli interventi. Grazie a questo protocollo, inoltre, alla prevenzione e alla deterrenza, si affiancheranno iniziative di formazione e comunicazione, volte a rinsaldare il dialogo e il rapporto di fiducia che deve intercorrere tra sanitari e pazienti.  
«Al fine di contrastare le aggressioni  – ha spiegato il Direttore Carlo Picco – l’ASL Città di Torino ha messo in atto una serie di azioni, tra cui la vigilanza armata, i pulsanti antipanico, le telecamere e i video collegamenti, la collaborazione con la Prefettura e la Questura, le convenzioni con il “Nucleo Associazione Nazionale Carabinieri di Protezione Civile della Provincia di Torino” e “Capitano Ultimo Volontari di Protezione Civile Piemonte” nei Pronto Soccorso degli Ospedali Maria Vittoria e San Giovanni Bosco. Con la firma del Protocollo siglato oggi, per il quale ringrazio il Prefetto, le Forze dell’Ordine e gli Assessori Regionali alla Sanità e alle Politiche Sociali e all’Integrazione Socio-Sanitaria, si intende rafforzare la collaborazione tra l’ASL Città di Torino e le Forze dell’Ordine per tutelare gli operatori sanitari da aggressioni o atti di violenza, definendo le modalità di attivazione delle Forze dell’Ordine per garantire il loro tempestivo intervento in caso di episodi di violenza che coinvolgano il personale sanitario».
L’Assessore Regionale Federico Riboldi ha tenuto a sottolineare che: «Il protocollo per la sicurezza nei Pronto Soccorso firmato oggi a Torino è il secondo in Piemonte dopo quello sottoscritto ad Asti nel mese di aprile. Ringrazio il Prefetto di Torino Donato Cafagna, il Direttore Generale ASL Città di Torino Carlo Picco e tutti coloro che si sono impegnati per raggiungere questo obiettivo che è una priorità assoluta per l’assessorato alla Sanità. La Regione Piemonte continuerà ad investire nella sicurezza per garantire agli operatori la serenità di poter svolgere il proprio lavoro senza dover temere per la propria incolumità personale e ai pazienti e alle famiglie di essere curati in ambienti dove non si verificano fatti incresciosi. È in svolgimento una gara d’appalto per la presenza di guardie armate in tutti i Pronto Soccorso aziendali, con prevista aggiudicazione entro la fine dell’anno. Fino a pochi anni fa il personale del Pronto Soccorso era rispettato e anche ringraziato: si vede che alcuni schemi nella società sono saltati. Per questo motivo, la Regione ha avviato quest’anno un monitoraggio in tutte le aziende sanitarie sulla presenza di misure di sicurezza e la prevenzione della violenza a danno degli operatori sanitari. Infine, un ringraziamento alle Forze dell’Ordine che ogni giorno lavorano per la nostra sicurezza e che sono certo daranno il loro fondamentale contributo anche in questo ambito».
Per l’Assessore regionale alle Politiche sociali Maurizio Marrone: «La vera sicurezza in luoghi sempre aperti e accessibili come gli ospedali la si garantisce solo rafforzando la presenza delle Forze dell’Ordine e questo stanno facendo le Istituzioni unendo le energie. Grazie anche alle associazioni d’Arma, come l’Associazione Nazionale Carabinieri, per la loro disponibilità a garantire la loro presenza rassicurante. Siamo orgogliosi di sostenerli con le risorse regionali per l’Invecchiamento Attivo».
Alla firma del documento erano presenti i vertici provinciali delle Forze dell’Ordine e i presidenti dell’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri della provincia di Torino, dell’Ordine delle Professioni infermieristiche e dell’Ordine delle Professioni Sanitarie tecniche.

Il pellerossa e il day-glo

CALEIDOSCOPIO ROCK USA ANNI 60

 

Citazione letteraria d’obbligo in apertura di articolo, oggi che parliamo dell’etichetta di Los Angeles “Chattahoochee Records”, attiva tra 1962 e 1966 e saltuariamente tra 1972 e 1979. La cromia piuttosto ricorrente sui 45 giri in questione vedeva l’accostamento viola chiaro e arancio, che nella mia mente rimanda subito ai colori “DayGlo” tanto cari a quei pionieri del movimento psichedelico che furono i “Merry Pranksters”, le cui vicissitudini e il cui viaggio “coast to coast” vennero narrati e storicizzati nel celebre libro del 1968 di Tom Wolfe “The Electric Kool-Aid Acid Test”, vero manifesto della “Psychedelia” a stelle e strisce. Colori che avevano la tipica pigmentazione rilucente e autoriflettente alla luce solare (“glowing in daylight”) dei primi psichedelici della “West Coast” tra San Francisco e Los Angeles, che pareva accendersi ulteriormente sulla pelle abbronzata di quei liberi vagabondi sognatori; quei colori saranno poi ben visibili per esempio nei successivi celeberrimi manifesti rock di Victor Moscoso e di innumerevoli locandine ed annunci di eventi della “Summer of Love” del 1967. Ecco che “Chattahoochee Records”, proprio negli anni 1963-1964 delle scorribande “Pranksters”, iniziava a proporre quella cromia suggestiva e iconica, accompagnata da un logo in cui campeggiava un pellerossa con copricapo e tamburi. Possiamo segnalare inoltre che, sebbene la discografia “Chattahoochee Records” non fosse incentrata sul garage e sul surf rock, tuttavia nelle “compilations” attuali si rileva un interessante ritorno di questa etichetta, così come nei cataloghi di settore e tra i cultori del genere. Qui di seguito si elencano esclusivamente i 45 giri di surf, garage e psychedelic rock del periodo 1963-1966:

– THE MURMAIDS “Wild And Wonderful / Bull Talk” (CH 641-1) [1964];

– THE CONTENDERS “The Dune Buggy / Go Ahead” (CH-644) [1964];

– THE CONTENDERS “Johnny B. Goode / Rise ‘n’ Shine” (CH 656) [1964];

– THEE MIDNITERS “Land Of A Thousand Dances (Part 1 – 2)” (CH-666) [1964];

– THE CONTENDERS “The Toughest Band Around / Drag Slot” (CH-671) [1965];

– DANNY WARNER & THE SESSIONS “Big Boss Man / Tramway” (CH 675) [1965];

– THEE MIDNITERS “Whittier Blvd. / Evil Love” (CH-684) [1965];

– THE BOSTWEEDS “Simple Man / Little Bad News” (CH-689) [1965];

– THEE MIDNITERS “Empty Heart / I Need Someone” (CH-693) [1965];

– THEE MIDNITERS “That’s All / It’s Not Unusual” (CH-694) [1965];

– THE PASTEL SIX “I Can’t Dance / Red River Valley” (CH 696) [1965];

– TY WAGNER & THE SCOTCHMEN / TY WAGNER & THE ONES “I’m A No-Count / Walking Down Lonely Street” (699) [1965];

– THE BOSTWEEDS “She Belongs To Me / Lisa” (CH-701) [1965];

– THEE MIDNITERS “Land Of A Thousand Dances / Ball O’Twine” (CH 666; RE-1) [1965];

– BOB LINKLETTER “The Out Crowd / The Final Season” (CH 702) [1966];

– MOSS & THE ROCKS “There She Goes / Please Come Back” (CH-703) [1966];

– THE ANGLO-AMERICANS “The Music Never Stops / Are You Ready For This?” (705) [1966];

– THEE MIDNITERS “I Found A Peanut / Are You Angry” (CH-706) [1966];

– DEE CEE CORD “Ya Know / Kind Words” (CH-707) [1966];

– DOW JONES AND THE AVERAGES “Bring It On Home / Chim Chim Cher-ee” (CH-709) [1966];

– THE CHYMES “Quite A Reputation / He’s Not There Anymore” (CH-715) [1966];

– THE END RESULT “A Bird In The Hand / Never Ask Again” (CH-717) [1966];

– THE SURVIVORS “Midnight Mines / Quoth The Raven” (CH-718) [1966].

Gian Marchisio

Dal comunismo al consumismo

A grandi linee tutti sappiamo cosa sia o, per meglio dire, sia stato il comunismo. Ispirato al “Manifesto del partito comunista” di Marx e Hengels, ha portato avanti tesi che hanno permesso la nascita ed il governo per 70 anni dell’Unione Sovietica, con annessi Paesi del Patto di Varsavia, di governare Stati come Jugoslavia, Laos, Vietnam, Cuba e Cina, per citarne solo alcuni, e che hanno giustificato interventi armati degli USA in Paesi come il Vietnam.

In Italia, dopo anni di monocolore democristiano e qualche Governo pentapartito, si giunse al famoso “compromesso storico” che avrebbe dovuto portare i comunisti al Governo; l’idea, nata all’indomani del Golpe Pinochet in Cile ad opera di Berlinguer, di fatto non si realizzò mai.  Quegli anni, successivi all’ autunno caldo, in concomitanza con la stagione del terrorismo (Italicus, 1974 per dirne una) video da un lato l’affermarsi dell’ideologia comunista e dall’altro, ipso facto, molti cittadini prenderne le distanze.

A distanza di 50 anni circa, se vogliamo fare un bilancio, possiamo dire che tale dottrina sia stata completamente soppiantata da altre due altrettanto incisive: il qualunquismo ed il capitalismo, con la sua emanazione peggiore: il consumismo.

Mentre per il primo avevamo manifestazioni già ottant’anni fa, e la rivista “L’uomo qualunque” ne era portavoce, il secondo è nato con la complicità di tutti noi, vuoi per aderire alle smanie di progresso esterofile, vuoi per pigrizia, assecondando decisioni prese ad alti livelli.

Si assiste, quindi, alla nascita degli ipermercati a cavallo tra anni ’70 ed ’80 che permettono di comprare anche ciò che non ti serve(vedi il mio articolo https://iltorinese.it/2023/08/19/usa-e-getta-no-grazie/), convinti di risparmiare e non accorgendosi che, per una serie di implicazioni, veniamo a spendere molto di più.

I presunti sconti, le promozioni, i saldi, le fidelizzazioni consentono di ottenere merce scontata che, presumibilmente, va ad integrare, anziché sostituire, analoga merce che già possediamo: quanti di noi hanno fatto riparare un TV o un lettore di CD negli ultimi anni? Meglio prenderne uno in più, così è sempre nuovo ed in garanzia, tanto sull’altro qualcosa funziona ancora. Ovviamente, al momento di riparare l’oggetto, preferiamo gettarlo in discarica contribuendo, in misura minima, all’aumento della TARI, al problema dello smaltimento dei rifiuti speciali ma contenti di aver contribuito all’occupazione (quella cinese).

Io stesso, dovessi cercare un radioriparatore, così come un ciabattino, avrei difficoltà non vedendone uno in strada da anni.

La maggior parte di noi ha una TV in camera da letto, non potendo fare a meno della puntata 6000 della fiction preferita; se sei a letto è per dormire, magari leggere, soddisfare i doveri coniugali e, eventualmente, riprodurti; non puoi mantenere separate le due cose, ritornando a ritmi umani?

Quanti di noi hanno almeno un doppione negli elettrodomestici (due taglia barba, due tostapane di modello diverso, vestiti che hanno le piaghe da decubito a forza di stare chiusi nell’armadio perché usiamo sempre gli stessi 4 o 5) e magari otto tra eau de toilette e dopobarba che diventeranno modernariato perché non li usiamo mai?  Certo, forse ci sono stati regalati, ma ciò sposta solo il problema: qualcuno effettua regali non pensando se sia utile a chi lo riceverà o aumenterà solo i profitti del venditore.

Non parliamo delle autovetture: lo spauracchio dell’”Euro qualcosa”, che ogni tot anni renderà le vetture di quel tipo non-ecologiche, fa si che molti, quasi tutti, cambino le auto dopo 5-6 anni, a meno della metà del chilometraggio percorribile, perché “così ho sempre un’auto ecologica”.

Naturalmente fa parte del pacchetto consumistico anche la non refusione del danno da grandine da parte di alcuni assicuratori, che obbliga i possessori di auto costose ad acquistare un box o, quantomeno, pagare l’affitto in un’autorimessa.

Se ci addentiamo nella sanità, poi, ne usciamo sconfitti: siamo tutti malati, molti di ignoranza. Su un tema importante qual è la salute, ci si aspetterebbe che un soggetto consulti almeno 3-4 medici per avere pareri diversi, a volte discordanti tra di loro, si documenti su testi di provata affidabilità scientifica per giungere alla determinazione che Big Pharma abbia un ruolo nelle modifiche continue ai valori massimi degli esami ematochimici o, al contrario, si adatti ai mutati parametri della sanità.

Quanti lo fanno?

Diventa, dunque, evidente che le dittature non si manifestino più con proclami dal balcone, attraverso l’organo di stampa giornale ufficiale del partito ma, semplicemente, ti convincano che stanno lavorando per te, per risolvere i problemi che non sapevi di avere, soprattutto che non hai ancora o non avresti mai.

Il lockdown?  Consideriamola una prova generale.

Sergio Motta

“Territori d’autore 2025”, Simona Vogliano: “Il canto del torrente”

 

Proseguirà il 26 ottobre, alle 17.30, presso i locali del Ricetto di piazza della Fontana, in frazione Muriaglio di Castellamonte, “Territori d’autore”, la rassegna organizzata dalla Società di Mutuo Soccorso Agricola e Operaia. Proprio il 26 ottobre Simona Vogliano presenterà il suo romanzo “Il canto del torrente”, pluripremiata pubblicazione che, negli ultimi mesi, sta regalando molte soddisfazioni all’autrice. Nella cornice selvaggia e affascinante della Valchiusella, Giorgio Invaro, scultore e chimico, lotta per difendere la sua terra da chi vuole sfruttarla senza scrupoli. Dopo anni trascorsi a Londra, è tornato tra le montagne per scolpire la pietra della sua valle e riscoprire se stesso. Il passato lo raggiunge quando Elisabeth, l’amore che ha lasciato dietro di sé, riappare con un progetto rivoluzionario: trasformare la vecchia cartiera in una scuola di mestieri artigiani. Tra battaglie legali, sabotaggi e segreti mai sopiti, l’esistenza della valle si scontra con l’avidità di Cosimo Valli, deciso ad impadronirsi della cava.

Un piccolo momento conviviale concluderà l’incontro. Chiuderà la rassegna “Territori d’autore” Oliviero Cima, con “Due soldi di benessere” (Baima Ronchetti & C. Edizioni), inserito nella biblioteca degli scrittori piemontesi.

Mara Martellotta

Ruffino (Az): “Folle finanziare disabilità con tassa soggiorno”

Commneta l’on. Daniela Ruffino (Azione): “Fa bene il ministro Giorgetti a tenere stretta la borsa della spesa e mettere in sicurezza la finanza pubblica. Fa male – e molto – se pensa di scaricare sui Comuni il peso di finanziare il fondo comune per il sostegno ai minori e ai disabili imponendo di fatto un incremento della tassa di soggiorno. L’idea presenta profili rilevanti di incostituzionalità. Lede, infatti, l’autonomia dei Comuni, già sotto pressione per i tagli dei trasferimenti. Scorpora il finanziamento del fondo dalla fiscalità generale mentre è ad essa che la Costituzione assegna l’onere di sostenere i soggetti più deboli (artt. 3 e 38). Con una nota a margine: che succede quell’anno che dovesse rallentare il flusso turistico e diminuiscono le entrate della tassa di soggiorno? Altra riflessione: città altamente turistiche dovrebbero finanziare la disabilità dei Comuni senza attrazione turistica? Trattandosi di entrate aleatorie e non prevedibili, ai Comuni verrebbe impedito di fare la benché minima programmazione. Non voglio credere che le politiche sociali di sostegno siano considerate uno sperpero da questo governo”.

Sotto la Mole: la Torino segreta che non tutti conoscono

SCOPRI – TO ALLA SCOPERTA DI TORINO

Torino è una città che si concede lentamente, come se custodisse gelosamente la propria anima dietro una facciata di eleganza discreta. Chi la osserva solo in superficie ne coglie l’ordine sabaudo, i portici, la monumentalità della Mole Antonelliana. Ma basta deviare di poco dai percorsi turistici per accorgersi che esiste un’altra Torino, fatta di sotterranei, passaggi dimenticati e leggende che si intrecciano alla quotidianità. È la Torino segreta, quella che vive sotto la Mole e che continua a esercitare un fascino silenzioso e persistente.
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Le gallerie sotto la città
Pochi sanno che sotto le vie del centro storico corre una rete di gallerie e cunicoli che risalgono all’epoca barocca. Scavati a partire dal Seicento per motivi militari, questi passaggi collegavano le caserme e le fortificazioni che circondavano la città. Oggi alcuni tratti sono visitabili e offrono una prospettiva del tutto diversa: una Torino sotterranea, dove l’umidità delle pareti e il profumo della terra raccontano storie di soldati, di fughe e di segreti.
Le visite guidate, organizzate da associazioni locali, conducono i visitatori attraverso percorsi che alternano storia e suggestione. Si entra da una botola anonima e ci si ritrova immersi in un silenzio antico, lontano dal traffico e dalle luci. È un viaggio nel tempo, ma anche una metafora perfetta della città stessa: un luogo che conserva sotto la superficie i segni di ciò che è stata, e che non ha mai smesso di trasformarsi.
Alcuni dei cunicoli più antichi si trovano nei pressi di Palazzo Madama e del Mastio della Cittadella, dove secondo alcune cronache si rifugiarono i soldati durante l’assedio del 1706. Lì la storia ha lasciato impronte visibili: graffi sui mattoni, incisioni, simboli che testimoniano un passato di resistenza e di ingegno militare.
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Tra esoterismo e curiosità
Torino è da sempre considerata una delle capitali mondiali dell’esoterismo. La leggenda vuole che la città sia uno dei vertici sia del triangolo della magia bianca, insieme a Lione e Praga, sia di quello della magia nera, con Londra e San Francisco. Un doppio volto che ha alimentato racconti, superstizioni e curiosità.
Passeggiando per Piazza Statuto, ad esempio, si incontra la statua dell’“Angelo caduto”, un monumento dedicato ai caduti del Frejus ma che molti torinesi identificano con Lucifero stesso. Il punto, dicono, coincide con il “cuore oscuro” della città, dove si concentrerebbero energie negative. All’opposto, in Piazza Castello e lungo Via Garibaldi, si troverebbero invece i luoghi della “magia bianca”, custodi di armonia e protezione.
Al di là delle credenze, resta il dato più affascinante: Torino ha sempre convissuto con il mistero senza mai farsene travolgere. Forse è proprio questo equilibrio tra razionalità e simbolismo, tra fede e leggenda, a renderla così unica nel panorama europeo. Non a caso, la città è stata spesso scelta come ambientazione per film e romanzi noir, dove le sue luci e le sue ombre diventano parte della narrazione. Camminare di notte per le vie del Quadrilatero Romano, tra i lampioni fiocamente illuminati e i palazzi barocchi, significa immergersi in una scenografia che sembra costruita per il racconto del mistero.
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Cortili nascosti e memorie quotidiane
Ma la Torino segreta non è fatta solo di mistero. È anche quella che si nasconde dietro i portoni dei palazzi ottocenteschi, dove cortili interni e scalinate in pietra raccontano un passato domestico e borghese. In via Po, in via della Consolata, o nei vicoli di Vanchiglia, capita spesso di intravedere, tra un portone socchiuso e l’altro, piccoli giardini nascosti, fontane, vecchie botteghe artigiane sopravvissute al tempo.
Sono luoghi che non finiscono mai sulle guide turistiche, ma che custodiscono il ritmo autentico della città. È lì che il torinese autentico beve il caffè, scambia due parole con il vicino o si ferma a leggere il giornale seduto su una panchina. È una quotidianità che resiste, anche in un contesto sempre più internazionale, e che rappresenta forse la vera anima di Torino: quella di una città che sa rinnovarsi senza perdere il contatto con le proprie radici.
Chi arriva da fuori spesso rimane colpito dal contrasto tra la compostezza delle facciate e la vivacità che si scopre all’interno. È una caratteristica che i torinesi portano anche nel carattere: riservati all’apparenza, ma capaci di grande accoglienza una volta varcata la soglia.
Oggi, mentre Torino si presenta come città dell’innovazione e del design, la sua identità profonda rimane legata proprio a questa duplicità. Da un lato la modernità delle architetture post-industriali, dall’altro la memoria silenziosa dei cortili, delle strade acciottolate, dei racconti tramandati di generazione in generazione. È un equilibrio fragile ma vitale, che contribuisce a rendere Torino diversa da qualsiasi altra città italiana: più riservata, forse, ma anche più autentica.
Sotto la Mole, insomma, non c’è solo la storia dei re e delle fabbriche, ma un intreccio di luoghi e voci che continuano a parlare a chi sa ascoltare. Una città che si lascia scoprire piano, con la stessa eleganza con cui nasconde i suoi segreti.
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NOEMI GARIANO