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Arriva Forza Italia e in una settimana (dopo anni) si sgombera il parcheggio della vergogna

Il degrado era tollerato da anni con accampamenti abusivi e proteste ignorate, illegalità diffusa e degrado. Così si presentava fino a oggi  il parcheggio Caio Mario, proprio di fronte allo storico stabilimento di Mirafiori, a Torino. Nonostante le richieste di intervento dei cittadini il Comune era inerte. Fino al sit in di una settimana fa organizzato da Forza Italia: nelle scorse ore il parcheggio è stato “sgomberato” e ripulito.

«Quello che la Giunta Lo Russo non è stata capace di fare in anni di governo, Forza Italia lo ha ottenuto in sette giorni. Ci voleva il sit-in di Forza Italia di lunedì scorso per smuovere l’immobilismo colpevole del Comune. Oggi il parcheggio Caio Mario è stato sgomberato: una vittoria dei cittadini, una sconfitta clamorosa per chi ha fatto finta di non vedere. Torino non ha bisogno di amministratori che chiudono gli occhi, ma di chi ha il coraggio di intervenire», dichiarano il senatore Roberto Rosso, vicecapogruppo di Forza Italia al Senato e vicesegretario regionale del partito, e Marco Fontana, segretario cittadino di Forza Italia, insieme a Domenico Garcea, vicepresidente del Consiglio comunale, Veronica Pratis, capogruppo in Circoscrizione 8, e Davide Balena, capogruppo in Circoscrizione 2.

«Il sindaco Lo Russo e la sua Giunta – affonda Rosso – sono il simbolo di un’Amministrazione pavida, che ha scelto di non governare. Ha lasciato che una struttura pubblica diventasse una zona franca per l’illegalità. Ha preferito il silenzio, l’inazione, l’abbandono. Noi invece siamo andati in mezzo ai cittadini, ci siamo presi la responsabilità di risolvere la situazione e oggi raccogliamo il frutto di quell’impegno in soli sette giorni. Le leggi ci sono, bastava applicarle. Ora chiediamo un presidio fisso delle Forze dell’ordine e interventi in tutte le zone dimenticate dal Comune. Forza Italia continuerà a fare ciò che la Giunta Lo Russo non fa: stare accanto ai cittadini e difendere chi rispetta le regole”.

Finto tecnico del gas truffava anziani: arrestato

Personale della Polizia di Stato, nell’ambito di un’attività di indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Torino, ha dato esecuzione ad un’Ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari a carico di un soggetto italiano, gravemente indiziato di aver commesso, in concorso con un suo familiare, cinque furti aggravati in abitazione (quattro consumati ed uno tentato), a Torino ed in provincia, in danno di persone anziane.

L’attività investigativa, condotta dalla Squadra Mobile, aveva l’anno scorso analizzando la dinamica di alcuni furti ad anziani effettuati con il medesimo modus operandi: finti tecnici dell’impianto di riscaldamento, asserendo di dover effettuare un controllo delle tubature, riuscivano ad accedere all’interno delle abitazioni delle vittime e a depredarle dei loro averi.

Gli operatori della polizia individuavano, grazie alle telecamere presenti nei pressi degli stabili di residenza delle persone offese, i veicoli in uso ai malviventi così riuscendo ad identificare i presunti responsabili e a contestare loro cinque furti, con valore dei beni sottratti quantificabile in circa 20.000 euro tra gioielli e contanti, oggetti aventi un rilevante valore affettivo per le vittime. Il Tribunale di Torino, stante i gravi indizi di colpevolezza, emetteva la misura degli arresti domiciliari.

Nei giorni scorsi veniva, inoltre, eseguita, a carico dei due soggetti, una perquisizione delegata nell’ambito del medesimo procedimento penale, che permetteva il sequestro di due veicoli, di alcune targhe clonate, di una pistola a salve c.d. “scacciacani” dotata di tappo rosso e completa di caricatore monofilare e sei cartucce inesplose, di indumenti atti al travisamento, di radio ricetrasmittenti, nonché la somma in contanti pari a circa 25.000 euro ed alcuni monili, sui quali sono in corso accertamenti per verificare la provenienza illecita di tali beni.

FootConnect ha superato i mille iscritti. Da Torino parte la rivoluzione digitale del calcio

Sono già  più  di 1000 gli iscritti  al social network FootConnect, la piattaforma digitale nata per mettere in contatto calciatori, allenatori e club. Si tratta di un risultato che conferma l’interesse crescente verso un progetto che ambisce a cambiare il modo di vivere il calcio dilettantistico e giovanile.
Nata e sviluppata a Torino, FootConnect si propone come un vero e proprio Linkedin del calcio, consentendo agli utenti di lavorare creando un proprio profilo professionale, raccontare le proprie esperienze, caricare video e certificazioni, e offrendo altresì strumenti di ricerca avanzata al club per individuare profili in linea con i propri progetti.
“Siamo partiti dal Piemonte – spiegano i due giovani cofounder Simone Sorgente e Ivan Riscaldino – per un motivo preciso. Qui viviamo e lavoriamo ogni giorno sul campo, conosciamo da vicino le difficoltà dei calciatori, allenatori e società nel farsi conoscere e nel fare scouting”.
“FootConnect – continuano- nasce per dare a tutti la possibilità di emergere e trovare nuove opportunità,  indipendetemente dalla categoria o dalla zona in cui si gioca, da un lato giocatori e allenatori possono presentarsi e proporsi sul mercato , dall’altro le società possono cercare i profili più  adatti alle proprie esigenze, senza mai dimenticare il primo obiettivo che è  quello di divertirsi, conoscersi, creare una comunità di persone che amano il calcio giovanile e dilettantistico”.

“Il nostro obiettivo- concludono Simone Sorgente e Ivan Riscaldino – è  chiaro, è quello di consolidarci in Piemonte, dove abbiamo già superato le 100 società registrate e i mille utenti e portare Footconnect in tutta Italia entro i prossimi mesi. Siamo solo all’inizio di un percorso che vuole unire tecnologia e meritocrazia, rimanendo sempre più  vicini alle persone”.
Footconnect guarda al futuro con ambizioni importanti, l’arrivo di nuove funzionalità , il lancio dell’app mobile e l’ampliamento del network a livello nazionale. Si tratta di un progetto che mette al centro storie e sogni di chi vive il calcio ogni giorno, con la convinzione che insieme si possano costruire occasioni concrete per il presente e il futuro di questo sport.

Mara  Martellotta

Dazi Usa / 2: Agricoltura, i coltivatori torinesi hanno bisogno di compensazioni

L’agricoltura torinese si trova in un momento cruciale: mentre inizia la stagione dei raccolti, con vino, frutta, nocciole, formaggi DOP e carne di Razza piemontese pronti per l’export, l’incertezza legata ai dazi statunitensi sul comparto agroalimentare minaccia di compromettere seriamente le esportazioni.

«Non sappiamo ancora quali prodotti agricoli beneficeranno dei “dazi zero” ma già l’accordo sul 15% desta non poche preoccupazioni» afferma Bruno Mecca Cici, presidente di Coldiretti Torino.

Il recente accordo che prevede tariffe al 15% rappresenta un miglioramento rispetto all’ipotesi iniziale del 30%, che avrebbe inflitto danni gravissimi all’agroalimentare torinese. Tuttavia, le difficoltà non mancano. Il settore agricolo è già sotto pressione a causa degli effetti del cambiamento climatico, del meteo instabile, della diffusione di nuovi parassiti e malattie. A questo si aggiungono fenomeni come il “land grabbing” da parte della speculazione energetica, che sottrae terreni fertili per installazioni fotovoltaiche, il consumo di suolo, la crescente demonizzazione degli allevamenti e gli attacchi alla cultura del vino.

«L’accordo con tariffe al 15% è sicuramente migliorativo rispetto all’ipotesi iniziale del 30% che avrebbe causato danni enormi per l’agroalimentare torinese. L’agricoltura torinese sta vivendo un momento difficilissimo a causa del cambiamento climatico, con gli effetti di un meteo impazzito e di nuovi parassiti e malattie. Sta subendo il “land grabbing” da parte della speculazione energetica che fa incetta di terre fertili per il fotovoltaico, sta facendo i conti con il consumo di suolo, con la demonizzazione degli allevamenti, con gli attacchi alla cultura del vino. Ora per i comparti che saranno gravati dai dazi è necessario lavorare per compensazioni europee ma anche compensazioni locali. Quando si dichiara che si vuole difendere la nostra agricoltura lo si deve fare all’interno di ogni provvedimento anche per settori apparentemente distanti come un “Piano della qualità dell’aria” dove si chiedono alle nostre stalle investimenti ingenti per strutture di copertura delle platee del letame di dubbia efficacia».

Negli Stati Uniti, il mercato assorbe oltre il 30% dei vini DOCG prodotti a Torino. I vini più richiesti includono il Freisa, il Carema e l’Erbaluce spumante, ma anche i vini eroici del Pinerolese e della valle di Susa trovano spazio sugli scaffali americani. Anche una parte della frutta pinerolese – mele, pere, pesche – è destinata all’export USA, così come le nocciole e il latte da filiera, utilizzati dall’industria dolciaria che esporta oltreoceano. In totale, si stima che il valore dell’export torinese verso gli USA si aggiri attorno ai 300 milioni di euro.

Estendendo lo sguardo all’intero Piemonte, la quota dell’export agroalimentare destinata agli Stati Uniti rappresenta il 13% del totale. Nel 2024, questa quota ha registrato una crescita superiore al 3,5%, raggiungendo un valore di oltre 4,1 miliardi di euro.

«Quello che non dobbiamo assolutamente perdere – aggiunge il direttore di Coldiretti Torino Carlo Loffreda – è questa consolidata propensione dei nostri produttori ad avere uno sguardo internazionale. Non dobbiamo assolutamente richiuderci in noi stessi e guardare solo alle vendite in Italia. Diversificare i mercati è diventato vitale, così come è sempre più importante che sia favorita la vendita diretta da parte delle aziende agricole utilizzando gli strumenti più moderni. I nostri uffici sono a disposizione per indirizzare le aziende agricole verso uno sguardo sempre più internazionale».

 

Gino Paoli, Mussolini e le pagine nere della Resistenza

IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni

Ricordo che al famoso  Collegio “Filippin“ di Paderno del Grappa venivamo svegliati dalla canzone di Gino Paoli “Sapore di mare“. Era un collegio con le stanze singole gestito dai Fratelli delle Scuole Cristiane, dove c’era la piscina olimpionica e la possibilità di fare equitazione. Non so chi avesse scelto quella canzone estiva ascoltata tutte le mattine. Mi è tornato in mente questo episodio leggendo una interessante intervista di Paoli per i suoi prossimi 91 anni portati, sembrerebbe, egregiamente, malgrado la vita dissipat .  E ‘ quasi impossibile non apprezzare gran parte delle canzoni di Paoli, mentre detesto De Andre ‘ per una serie di ragioni che ci porterebbe distanti. Paoli fu deputato eletto nel Pci, a onor del vero per una sola legislatura ed è sempre stato uomo di sinistra anche quando ebbe qualche problema con la SIAE di cui fu presidente e venne accusato di aver sottratto  al fisco  2 milioni di euro , frutto delle sue esibizioni alle feste dell ‘“Unità”, trasferiti illegalmente in Svizzera. Nell’intervista ha dichiarato,  parlando dei repubblichini Tognazzi, Chari e Fo in modo sorprendente: “Il fascismo è stato anche un ideale come lo è stato l’anarchia. Non possiamo accanirci contro vent’anni di storia italiana perché Mussolini è  nella storia italiana. Il Duce era capace e furbo (…)”. Ed ancora: ” Sono consapevole delle pagine nere della Resistenza. Quando i partigiani aprirono le carceri, uscirono anche i criminali. Ci furono vendette private e delitti. A Genova la mia maestra fu additata come collaborazionista: le raparono i capelli, la portarono in giro con il cappio al collo, poi le spararono in testa e la gettarono nel laghetto di Villa Doria “. D’ora in poi ascolterò le canzoni di Paoli con più piacere, dimenticando  il fastidio  giovanile di dovermi svegliare quasi all’alba, ascoltando “ Sapore di sale “ a tutto volume.

Riaperta la provinciale 4 tra Baldissero e Pavarolo, chiusa per caduta alberi

Grazie all’intervento del Comune di Baldissero Torinese, che ha rimosso gli alberi caduti al suolo, e altri pericolanti su terreni privati confinanti con la sede stradale, è stata riaperta oggi la strada provinciale 4, nel tratto compreso tra il km 6+000 e il km 6+500, nei Comuni di Baldissero Torinese e Pavarolo, che era stato chiuso per i danni causati dai forti temporali accaduti nei giorni scorsi (foto in allegato).

A Lauriano, per un intervento urgente dovuto alla perdita di una condotta di gas sull’attraversamento del ponte, la strada provinciale 100 di Moriondo è chiusa dal km 5+520 al km 5+540 fino alle 24 di sabato 2 agosto.

A Casalborgone, la chiusura della strada provinciale 71 di Aramengo, dal km 0+200 al km 2+050, è prorogata fino a giovedì 14 agosto. Il divieto riguarda tutti i veicoli, ad esclusione dei mezzi di soccorso, ed è motivato da lavori di sostituzione di una condotta idrica realizzati dalla Smat spa.

Frecce Tricolori, pilota non colpevole della morte di una bimba

È stata chiesta l’archiviazione per il maggiore dell’Aeronautica militare Oscar Del Dò. Lo scrive il quotidiano La Stampa. Il militare non è colpevole della morte della bambina Laura Origliasso, che morì nell’incidente delle Frecce Tricolori quando  il 16 settembre del 2023 un aereo aveva perso quota, cadendo su una famiglia che passava in auto tra Caselle e San Francesco al Campo.  È caduta l’accusa di omicidio colposo per l’ufficiale-pilota.

 

Sempre grave unica superstite incidente sulla Torino – Milano

I medici del Niguarda di Milano, dove è ricoverata,  non hanno sciolto la prognosi di Silvia Moramarco, di 37 anni, l’unica sopravvissuta nell’incidente stradale avvenuto domenica sull’A4 al confine fra Piemonte e Lombardia, in cui sono morte quattro persone fra cui il marito della donna. Questa presentava numerose fratture e traumi ed è stato sottoposta a intervento chirurgico.

Frejus, la Regione: “Giornata importante per i collegamenti”

“Quella di oggi è stata un’altra giornata importante per i collegamenti tra il Piemonte e il resto d’Europa, perché un’ulteriore opera che aspettavamo da anni è diventata realtà per le nostre comunità e il nostro territorio”: è quanto ha dichiarato il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio nell’intervento svolto durante la cerimonia di inaugurazione della seconda canna del tunnel del Frejus, tenutasi questa mattina alla presenza di numerose autorità tra le quali Matteo Salvini, vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti del Governo italiano, e Philippe Tabarot, ministro dei Trasporti del Governo francese.

Il presidente Cirio ha quindi sottolineato che “è un momento storico perché continua la riapertura del Piemonte al contesto internazionale, per la quale abbiamo lavorato per risolvere i momenti difficili che abbiamo ereditato. Il vicepremier Salvini non ci ha mai fatto mancare il supporto e il coraggio necessario. I valichi sono strumento di sviluppo e crescita per le vallate e per l’intero territorio. Continua quindi oggi – ha proseguito – la stagione dello sblocco e dell’apertura di diverse infrastrutture di importanza strategica per la nostra economia: ad aprile abbiamo riattivato la ferrovia del Frejus, chiusa per un anno e mezzo a causa di una frana in territorio francese, un mese fa è toccato ad un intervento atteso da tantissimi anni come il tunnel del Tenda, che ha già registrato oltre 30.000 passaggi e provocato un aumento del 10% del turismo, la variante di Demonte ha avuto il via libera di Bruxelles, con i francesi è stato avviato un tavolo di lavoro per il raddoppio del traforo del Monte Bianco, e a fine anno sarà finalmente completata l’Asti-Cuneo. È anche la prova che le opere si fanno, anche in questo territorio: perché il dissenso è sempre legittimo purché avvenga nel rispetto delle regole e della democrazia, ma non sono accettabili le violenze ad opera di un manipolo di delinquenti che attaccano operai e forze dell’ordine”.

“Un’altra tappa importante per il potenziamento della viabilità internazionale che collega il Piemonte con la Francia e l’Europa. Un intervento strategico che migliora la fluidità del traffico e garantisce standard di sicurezza sempre più elevati. Si tratta di un investimento rilevante che rafforza il ruolo del nostro territorio nei grandi corridoi europei del trasporto e della logistica”, ha sostenuto l’assessore alle Infrastrutture strategiche Enrico Bussalino.

Aperto al traffico dalle ore 20 del 29 luglio, il nuovo tunnel è stato realizzato dalle due concessionarie, la francese Sftrf e l’italiana Sitaf. Lungo 12,9 km e con 8 metri di diametro, si affianca a quello esistente, rendendo il traforo del Frejus la più lunga galleria stradale europea a doppia canna. Sono garantiti i più elevati standard di sicurezza, con 34 rifugi, 9 by-pass carrabili e un posto di controllo centralizzato di ultima generazione.

La separazione dei flussi di traffico ne rafforza ulteriormente il ruolo strategico e consolida il suo ruolo centrale nella mobilità europea e nel corridoio TEN-T Mediterraneo.

cs