Il C40 World Mayors Summit 2025 è parte del Bloomberg Philanthropies COP30 Local Leaders Forum, che si svolgerà successivamente a Belém, e rappresenta un importante momento in cui la leadership delle città e delle comunità locali viene valorizzata come elemento fondamentale nei negoziati globali per l’emergenza climatica, garantendo che le priorità locali determinino i risultati della COP30.
L’impegno comune dei sindaci e delle loro comunità, che al vertice presenteranno le migliori e più innovative buone pratiche messe in campo, è quello di proteggere i propri cittadini dai pericoli dell’emergenza climatica, sfruttando al contempo i progressi in tema di transizione ecologica per migliorare la qualità della vita urbana, creare società più eque e rilanciare le economie locali.
A Rio oggi a dare il via ai lavori sono il sindaco di Londra Sadiq Khan, co-presidente del C40 (insieme alla sindaca di Freetown Yvonne Aki-Sawyerr), e il sindaco di Rio de Janeiro Eduardo Paes, con un messaggio chiaro: è tempo di passare dall’era dei negoziati sul clima al decennio dei risultati concreti, con le città e le comunità locali in prima linea.
“Fin dal nostro insediamento – spiega il sindaco Stefano Lo Russo – abbiamo impostato una linea strategica chiara: fare di Torino una città più sostenibile, innovativa e capace di guidare la transizione ecologica in modo concreto e inclusivo. Torino sta vivendo una profonda trasformazione e vuole essere parte attiva della risposta globale alla crisi climatica. È nei quartieri, nelle scuole, nei trasporti, negli edifici, nei comportamenti quotidiani delle persone che la transizione energetica prende forma reale. Stiamo lavorando con decisione sul ricondizionamento energetico di centinaia di edifici comunali attraverso il programma EfficienTo, sviluppato con Iren, che consente di ridurre consumi ed emissioni migliorando l’efficienza e la qualità degli spazi pubblici. Stiamo inoltre rinnovando profondamente il trasporto pubblico locale, con l’arrivo di centinaia di nuovi autobus ecologici, la realizzazione di nuove linee tranviarie e l’avvio della linea 2 della metropolitana, investimenti che rappresentano il cuore della mobilità sostenibile del futuro. Promuoviamo la mobilità dolce e sostenibile con più piste ciclabili e spazi pedonali sicuri. Investiamo nel verde urbano per mitigare le ondate di calore e restituire spazi di socialità, e sosteniamo comunità energetiche e iniziative di solare diffuso. Utilizziamo dati e strumenti digitali per monitorare i consumi energetici e pianificare in modo più preciso. Sappiamo che abbiamo ancora molto da fare, ma non siamo soli e guardiamo con convinzione al dialogo tra città e comunità locali, perché solo insieme possiamo raggiungere la neutralità energetica globale per città più efficienti, eque e sostenibili”.


Davvero il duo Galimberti – A u g i a s in televisione si può considerare come un vero diffusore di allarme sociale. La loro asma ideologica li porta a non capire la realtà. Siamo in una fase difficile, legata a problemi economici di smisurata dimensione che generano paure. Ma leggere la complessità della situazione dei primi 25 anni del nuovo secolo, citando Platone e Freud, equivale a cercare di ruminare il passato nell’ impossibilità di capire il presente. I citazionisti del passato dimostrano di non riuscire ad analizzare l’oggi, rifugiandosi nelle vecchie vulgate. Sembrano due cavalieri dell’Apocalisse lanciati al galoppo, con un intento polemico che travalica la necessità di un’analisi almeno in parte distaccata della realtà. Capire prima di giudicare al duo risulta impossibile perché esso è quasi inebetito dal fatto che la storia ha preso strade per loro impensabili ed abominevoli. Non sono in ogni caso difensori della democrazia liberale che non conoscono e hanno sempre osteggiato. Gente che continua ad essere orfana del marxismo, che ha generato mostri terribili, non può oggi giudicare la transizione da una egemonia di sinistra verso modelli di società sicuramente non ideali (che non esistono mai) che reagiscono, magari in modo confuso, alla morte di ideologie che hanno dilaniato il Novecento con guerre e dittature. Ma soprattutto non hanno il diritto di creare un allarmismo che può fare breccia sugli incolti privi di conoscenza storica. Chi ha avallato il comunismo non ha diritto a giudicare il presente. I toni apocalittici usati sono segni evidenti di uno stato confusionale da parte di molti intellettuali che cercavano di imporre le loro idee e i loro slogan fino a quando la dura lezione dei fatti non li ha zittiti. Vogliono continuare a guidarci, ma la loro demagogia non può più attecchire. Non so quale sia il futuro della società in cui viviamo, ma sono certo che Galimberti e A u g i a s non possano essere i profeti di un nuovo mondo. Anch’io ho tante paure e molte remore di fronte ad uno slittamento a destra senza riflessioni adeguate. Ma chi ha fallito una volta, deve stare zitto ed astenersi dal dare giudizi catastrofisti.



