L’autista Gtt del tram 4 spiega che un uomo ha tentato di salire a bordo con la bicicletta tra corso Regina e Ponte a Mosca. Ricevuto il rifiuto ha iniziato a inseguire il mezzo lungo corso Regina, fino a ponte Mosca. Ha lanciato contro il tram una bottiglia vuota, poi ha gettato a terra la bici simulando un investimento. Insomma, uno dei tanti “disagiati” con cui hanno a che fare, a loro rischio e pericolo, i conducenti dei mezzi pubblici.
Si è probabilmente lasciata cadere volontariamente nel cortile interno di un palazzo di piazza Vittorio Veneto, a Torino. La ragazza di trent’anni, residente all’ultimo piano dell’edificio dove viveva con il fidanzato è morta. Il compagno stesso ha avvisato i soccorsi spiegando di non essere riuscito a fermare la giovane. Il gesto disperato della donna sarebbe nato dalla scoperta di una relazione del convivente con un’altra donna.
E’ iniziata la “Salida Oficial” della Vuelta a España 2025: la partenza di una delle corse più prestigiose e impegnative del ciclismo mondiale avviene quest’anno dal Piemonte, che è il palcoscenico delle prime quattro tappe.

Dopo quelle del Tour de France e del Giro d’Italia, il Piemonte diventa così l’unica regione italiana ad aver ospitato tutte e tre le partenze dei Grandi Giri. Un risultato di grande rilievo che ne conferma il ruolo quale polo internazionale dello sport e del turismo, capace di attrarre milioni di visitatori e spettatori, offrendo loro l’occasione di scoprire le bellezze e le eccellenze del territorio. Il percorso attraverserà le province di Torino, Biella, Vercelli, Novara e Cuneo, offrendo uno spettacolo unico fatto di paesaggi alpini, colline vitate, laghi e borghi storici. Ogni frazione della corsa per la conquista della maglia rossa è seguita mediamente da milioni di telespettatori in oltre 190 Paesi del mondo.
«Accogliere la Vuelta a España 25 e i suoi numerosi appuntamenti rappresenta un motivo di profondo orgoglio e un’occasione unica per mostrare le bellezze di Torino e del Piemonte sotto i riflettori internazionali – dichiarano Alberto Cirio, presidente della Regione Piemonte, e Paolo Bongioanni, assessore regionale al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo e Sport – La Vuelta è una vetrina prestigiosa per raccontare le nostre eccellenze, da quelle sportive a quelle artistiche, storiche, paesaggistiche ed enogastronomiche. Per la prima volta nella storia la corsa parte dall’Italia, e il fatto che inizi proprio dal Piemonte conferma una volta di più la capacità del nostro territorio di accogliere grandi eventi e di valorizzarsi con visione e passione. Sarà una festa aperta a tutti, gratuita e coinvolgente, dove cittadini e turisti potranno vivere un’esperienza autentica tra sport, musica, sapori e spettacolo: il ciclismo sarà il filo conduttore di un momento collettivo di orgoglio e condivisione».
«La Vuelta mostra ancora una volta il suo carattere internazionale con la grande partenza in Piemonte – commenta Javier Guillén, direttore de La Vuelta -. Siamo certi che questi primi giorni de La Vuelta 25 saranno una vera e propria festa. Da quando abbiamo annunciato la partenza ufficiale dal Piemonte, abbiamo ricevuto un’accoglienza straordinaria e confidiamo che il pubblico piemontese riempirà di colore e allegria la corsa. Questa partenza rappresenta anche un’opportunità unica per rafforzare i legami tra Spagna e Italia attraverso lo sport e per permettere agli appassionati di scoprire tutto ciò che unisce le nostre culture attraverso la passione per il ciclismo».
La presentazione delle squadre
Si è tenuta giovedì 21 agosto a Torino: sul palco allestito nella piazzetta Reale hanno sfilato le 22 squadre partecipanti per salutare il pubblico e i media mondiali.
La manifestazione è iniziata con una lezione collettiva di spinning ed è proseguita con un dj set. Il momento clou la presentazione dei corridori in divisa ufficiale. Ad arricchire la serata il celebre cantante spagnolo Antonio Orozco, che firma la colonna sonora ufficiale con il brano “Te estaba esperando”.
LE TAPPE
Qui il video ufficiale
Il 23 agosto ha preso il via dalla Reggia di Venaria Reale la prima tappa della “Salida Oficial”, mentre il Km 0 era fissato al Motovelodromo di Torino, proprio davanti al monumento intitolato a Fausto Coppi. Poi l’Eporediese, Biella, il Vercellese, il Lago Maggiore per arrivare a Novara. Lunga 189 km, è prevalentemente pianeggiante e adatta ai velocisti.
Il 24 agosto la seconda tappa, lunga 160 km, parte da Alba e attraversa le dolci colline del Roero e del Cuneese per concludersi con la salita verso Limone Piemonte, a 1.881 metri di altitudine.
Il 25 agosto la terza tappa, 135 km da San Maurizio Canavese a Ceres con alcuni saliscendi, un Gran premio della montagna a Castelnuovo Nigra e un passaggio nelle Valli di Lanzo.
Il 26 agosto la quarta e ultima tappa, di 207 km, parte da Susa e dopo aver attraversato Exilles, Cesana e Claviere accompagna la corsa oltre le Alpi e propone altre montagne, affrontando per primo il Monginevro e poi entrare in Francia.
Da questo link è possibile scaricare il Libro de Ruta, il documento ufficiale che raccoglie tutte le informazioni operative e logistiche relative alla corsa: dettagli su ciascuna tappa, altimetrie e mappe, orari indicativi di passaggio, informazioni tecniche e organizzative.
In totale sono 136 le città e i paesi del Piemonte attraversati dalla corsa (l’elenco).
Il quartier generale al Grattacielo Piemonte
Il Grattacielo Piemonte è diventato il quartier generale ufficiale della corsa, accogliendo tutte le attività logistiche, operative, istituzionali e mediatiche legate alla “Salida Oficial”.
Dal 20 al 22 agosto ha ospitato riunioni tecniche, briefing operativi e incontri ufficiali. In un’unica sede si sono riuniti organizzatori spagnoli, referenti regionali, autorità locali, squadre partecipanti e operatori del settore. Sport, istituzioni e territorio hanno collaborato fianco a fianco per garantire il buon svolgimento della manifestazione.
Come hanno sottolineato il presidente Cirio e l’assessore Bongioanni, “Il Grattacielo Piemonte è la casa di tutto i piemontesi e in questi giorni è diventato anche la casa della Vuelta 25. Trasformare il cuore istituzionale del nostro territorio nel quartier generale della corsa ciclistica spagnola più importante è stata una scelta che va oltre la logistica: un segnale chiaro dell’apertura del Piemonte all’Europa, alla collaborazione tra istituzioni, alla valorizzazione dello sport come strumento di promozione territoriale. Abbiamo voluto che l’intera macchina organizzativa trovasse spazio qui, per sottolineare quanto si crede in questo evento e nel suo potenziale. È un segnale concreto dell’impegno con cui stiamo lavorando per fare della nostra Regione un punto di riferimento per i grandi eventi.”
La macchina comunicativa della Vuelta si è concentrata nella Sala Trasparenza, uno spazio ampio e luminoso al piano terra che per l’occasione è diventata la Sala Stampa ufficiale. Fondamentale anche il Centro Servizi, struttura autonoma ma integrata, collegata alla torre principale che ha ospitato riunioni operative, conferenze tecniche e incontri istituzionali. Dotato di auditorium da 300 posti, sale eventi e spazi multifunzionali, il Centro Servizi ha gestito inoltre gli accrediti per squadre, stampa e staff tecnico, garantendo un’organizzazione conforme agli standard internazionali.
POLITICA
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Nuovo incidente tra auto e monopattino
Venerdì si sono verificati due incidenti stradali a Novara. Il primo, poco dopo le 16, ha visto coinvolto un monopattino elettrico della Bit Mobility e un’auto, nel controviale di via XX Settembre. Il conducente del monopattino, sbalzato a terra dopo l’impatto, è stato soccorso dal 118 e trasferito al pronto soccorso dell’ospedale Maggiore. La polizia locale si è occupata dei rilievi e della gestione della viabilità. Sempre intorno alle 16, un altro sinistro è avvenuto all’incrocio tra via Boggiani e via Argenti, dove due vetture si sono scontrate. Nessun ferito, ma il traffico è rimasto congestionato per circa un’ora.
Un piano in due fasi per far rinascere il Mercato Coperto “Le Verbene” di via delle Verbene 11. L’amministrazione comunale traccia il percorso che porterà a un ammodernamento complessivo dello storico polo commerciale del quartiere Vallette.
La giunta comunale, su proposta dall’assessore al Commercio Paolo Chiavarino, ha approvato il progetto esecutivo ed il piano economico per dare il via all’intervento.
Con uno stanziamento complessivo di 1 milione e 497 mila euro di fondi del Dipartimento Commercio della Città vincolati alla rivitalizzazione e alla riqualificazione del tessuto commerciale esistente sarà finanziato un intervento di efficientamento energetico complessivo della struttura, affidato a IREN Smart Solution per 1.397.000 euro. La seconda fase del progetto di rinascita del mercato prevede un ulteriore stanziamento comunale di 100mila euro, per la realizzazione di opere edilizie volte a migliorare la struttura che ospita gli esercizi commerciali, rendendola più attrattiva per la popolazione, più funzionale per i commercianti e capace di ospitare, oltre ai punti vendita, anche spazi dedicati ai servizi.
Nel suo complesso l’intervento è volto a trasformare il mercato coperto – affidato in concessione alla cooperativa di Gestione del Mercato Coperto Verbene fino al 2029 – dal punto di vista della sostenibilità e del confort e rendendolo più accessibile e attrattivo. Gli interventi prevedranno una complessiva riqualificazione architettonica e impiantistica volta a migliorare la fruizione degli spazi – con il rifacimento delle pavimentazioni e dei servizi igienici, l’ottimizzazione dell’involucro edilizio, il miglioramento del comfort interno – e saranno indirizzati alla riduzione dei consumi energetici e delle emissioni.
L’obiettivo è quello di dar vita ad una rivitalizzazione urbana, sociale e commerciale della struttura, volta a trasformarla nuovamente in un nodo strategico di aggregazione e spazio di relazione per gli abitanti del quartiere e non solo.
“Finalmente diamo il via ad un progetto di riqualificazione atteso da tempo – spiega l’assessore al Commercio Paolo Chiavarino– e su cui stiamo lavorando dall’inizio del nostro mandato. Il progetto nasce dal dialogo con i cittadini del quartiere, i commercianti e la Circoscrizione. Questa struttura ha rappresentato nel corso del tempo un punto di aggregazione importante e l’unico presidio commerciale di prossimità per molti abitanti della zona. Per questo, all’interno di un più ampio progetto di riqualificazione dell’intero quartiere Vallette, abbiamo voluto fortemente puntare sul suo rilancio ritenendolo fondamentale sia per i residenti che per gli operatori commerciali”.
L’intervento si inserisce all’interno di un più ampio piano di rigenerazione urbana del quartiere Vallette, che prevede ben 9 interventi nell’area finanziati con i fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) destinati ad attuare il Programma Innovativo Nazionale per la Qualità dell’Abitare PINQuA per un investimento complessivo di oltre 17milioni di euro. Tra essi ci sono ad esempio i lavori di rifacimento dell’ex edificio delle Poste di piazza Montale 8, la rigenerazione del giardino pubblico di via delle Verbene e opere di manutenzione straordinaria del suolo su tutto il quartiere.
TORINO CLICK
30 e 31 agosto
Città di Susa – Ufficio Segreteria: e-mail segreteria@comune.susa.to.it; tel. 0122/648303;
Piantagione di cannabis in casa, arrestata una donna
Nella serra del giardino della sua abitazione di Ala di Stura (Torino) coltivava una piccola piantagione di cannabis sativa. La donna di 55 anni è stata arrestata dalla guardia di finanza del comando provinciale di Torino. È accusata di coltivazione e detenzione per la cessione a terzi di sostanze stupefacenti.
Il cortometraggio “Restare” del torinese Fabio Bobbio apre la 10 SIC@SIC, alla 40esima Settimana Internazionale della Critica di Venezia
Sarà protagonista della 10 SIC@SIC e aprirà il programma di cortometraggi della 40esima Settimana Internazionale della Critica di Venezia il film dal titolo “Restare” del torinese Fabio Bobbio.
Il film breve diretto da Bobbio e scritto insieme a Zelia Zbogar sarà presentato in anteprima fuori concorso giovedì 28 agosto alle 13.45 al palazzo del Casinò e replicato il 29 agosto alle 19.15, in occasione della apertura ufficiale della SIC@SIC, Settimana Internazionale della Critica, sezione autonoma e parallela della Mostra Internazionale d’arte cinematografica di Venezia, organizzata dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici italiani, incentrata su talenti nascenti e sulla sperimentazione indispensabile per continuare a mantenere vitale un’arte sempre giovane come il cinema.
“Restare” racconta la storia dei due protagonisti, Sara e Denis, due ventenni alla prese con la ricerca della propria identità e del proprio ruolo nel mondo, in un paesaggio rurale che diventa lo specchio delle loro inquietudini, insicurezze, fragilità e contraddizioni, tipiche di un’età caratterizzata dalla spinta alla fuga e dal bisogno di appartenenza, accentuato dal binomio tra confini reali e mondo digitale nel quale sono cresciuti.
Il film è stato girato nel Canavese, in provincia di Torino, e i due protagonisti scelti sono Yile Yara Vianello, (già interprete di “Corpo Celeste”, “La bella estate” e “La chimera”) e Zackari Delmas ( “Una sterminata domenica” , “Il mio compleanno”) scelti per la forte somiglianza fisica e per la complementarietà recitativa che li contraddistingue. Il film è diretto con uno stile che fonde gli stilemi del cinema d’autore europeo con le suggestioni del nuovo cinema rurale americano. La narrazione nel film è essenziale e visiva e l’emotività si esprime attraverso gesti, corpi e silenzi.
Fabio Bobbio, autore, regista e montatore torinese, ha esordito nel lungometraggio nel 2016 con “I cormorani” e con questo nuovo lavoro ritorna a raccontare storie di provincia e le nuove generazioni. Attualmente è impegnato nello sviluppo di due progetti di lungometraggi di finzione come regista e co- sceneggiatore, ne “I fuochi” con Zelia Zbogar, e ne “Le cose vicine”, scritto con Damiano Garofalo e Pietro Masciullo.
Il film “Restare”, girato nel Canavese, è prodotto da Ginko Film di Venezia con Filmine di Torino e Malfé Film sempre di Torino, con il sostegno della Film Commission Torino Piemonte- Short Film Fund.
Mara Martellotta
I Toret: le voci d’acqua di Torino
C’è un suono che accompagna Torino in silenzio, giorno e notte, estate e inverno: quello dell’acqua che scorre senza sosta dai Turet, o Toret, le fontanelle verdi che punteggiano strade e piazze (e che sono anche il simbolo del nostro giornale, il Trinese). Sono piccoli totem urbani, semplici e discreti, ma per chi li conosce raccontano più di un secolo e mezzo di storia cittadina.
Il loro nome, turet, in piemontese significa “toretto”: un vezzeggiativo che richiama la testina di toro in bronzo da cui l’acqua sgorga. È lo stesso animale che compare nello stemma della città, ma qui diventa amico benevolo che offre ristoro a chi passa.
Un incontro tra modernità e tradizione
La loro storia comincia nel 1862, quando Torino, prima in Italia, si dota di un acquedotto moderno. Per celebrare quel traguardo e garantire a tutti un accesso all’acqua potabile, il Comune installa la prima fontanella in piazza Carlo Felice. Da allora il modello non è quasi cambiato: un cilindro in ghisa, dipinto di verde, con la testa taurina come firma inconfondibile.
Nel tempo i Turet sono diventati centinaia – oggi circa 700 – disseminati tra vie, parchi e cortili. Sempre uguali, eppure sempre diversi: chi è cresciuto a Torino ne ha uno del cuore, quello vicino a scuola, al mercato, o lungo il tragitto verso il lavoro.
Piccoli custodi di memoria
Bere a un Turet non è soltanto dissetarsi. È compiere un gesto antico, condiviso da generazioni: la mano che si piega sotto il getto, l’acqua fresca che sorprende, la pausa che riconcilia col cammino. È un rito quotidiano, gratuito, democratico, che lega chi vive la città da sempre e chi la attraversa solo per un giorno.
Torinesi e turisti li fotografano, li raccontano, li trasformano in simboli: souvenir, opere d’arte, persino mappe digitali che guidano alla scoperta di queste fontanelle come fossero tappe di un itinerario poetico.
L’acqua come promessa
L’acqua che sgorga dai Turet non si ferma mai, nemmeno nelle notti d’inverno, quando il gelo avvolge le strade. È acqua buona, la stessa che arriva ai rubinetti delle case, custodita e garantita dalla rete dell’acquedotto. E quella generosità incessante è forse la loro magia: ricordano a chiunque che l’acqua è un bene comune, da condividere e proteggere.
Un simbolo che vive
Così i Turet, con la loro modestia, sono entrati nell’anima della città. Non hanno la grandiosità della Mole né la dolcezza dei gianduiotti, ma sono l’emblema più autentico di una Torino che sa unire funzionalità e poesia. Piccole fontanelle che, da più di 150 anni, offrono a tutti lo stesso dono: un sorso di freschezza e un attimo di intimità con la città.