Hanno 20 anni i due giovani a processo in tribunale a Torino accusati di avere ricattato sessualmente una compagna di scuola minacciandola di diffondere una sua foto osé. I ragazzi l’avrebbero costretta a fare alcuni favori, come compiti e il pagamento di pizze. Nel giugno del 2017 durante i corsi di recupero, uno dei due giovani ebbe un rapporto sessuale con la compagna nei bagni di un istituto di Torino e le scattò la foto. Una docente che era stata avvisata da altri ragazzi ha sporto denuncia. La ragazza oggi ha 21 anni ed aveva avuto difficoltà nel rendimento scolastico. Era anche stata bocciata prima dell’esame di maturità. La famiglia è parte civile nel processo.
Dalla Liguria
DA IERI MATTINA LA GUARDIA COSTIERA LIGURE E’ IMPEGNATA IN UNA INTENSA E DELICATA ATTIVITA’ ANTINQUINAMENTO CON INGENTE DISPIEGAMENTO DI UOMINI E MEZZI AERONAVALI.
LA COMUNICAZIONE E’ GIUNTA ALLA CAPITANERIA DI PORTO DI SAVONA DA PARTE DI UN BAGNINO DI UNO STABILIMENTO DI FINALE LIGURE, CHE SEGNALAVA LA PRESENZA SULLA SPIAGGIA DELLA CITTADINA DEL SAVONESE DI GRUMI DI MATERIALE INQUINANTE DI COLORE BIANCASTRO.
IMMEDIATAMENTE LA CAPITANERIA DI PORTO DI SAVONA, IN COORDINAMENTO CON LA DIREZIONE MARITTIMA – 1° M.R.S.C. DI GENOVA, PROCEDEVA A INVIARE IN ZONA PERSONALE DELL’UFFICIO CIRCONDARIALE MARITTIMO DI LOANO-ALBENGA CHE PERLUSTRAVA ACCURATAMENTE LA ZONA OGGETTO DELLA SEGNALAZIONE, RISCONTRANDO L’EFFETTIVO SPIAGGIAMENTO DELLA CITATA SOSTANZA.
NELLA SERATA DI IERI UN ELICOTTERO DELLA GUARDIA COSTIERA, DECOLLATO DALLA BASE ELICOTTERI DI SARZANA, EFFETTUAVA UN SORVOLO NEL LITORALE FINALESE RISCONTRANDO LA PRESENZA DI UNA ULTERIORE MACCHIA NELLE ADIACENZE DELLA COSTA.
NELLA MATTINATA ODIERNA LE ATTIVITA’ ANTINQUINAMENTO SONO PROSEGUITE RISCONTRANDO CHE IL MATERIALE SPIAGGIATO HA INTERESSATO CIRCA DUE CHILOMETRI DI SPIAGGIA A FINALE LIGURE. I CONCESSIONARI DEGLI STABILIMENTIO BALNEARI DANNEGGIATI DALL’EVENTO, ALL’UOPO PRONTAMENTE INTERESSATI, SONO IMMEDIATAMENTE INTERVENUTI, UNITAMENTE ALLA DITTA “FINALE AMBIENTE” COINVOLTA DAL COMUNE PER LA BONIFICA DELL’AREA INQUINATA.
PER LA PARTE DI MATERIALE INQUINANTE INTERESSANTE LA PARTE A MARE, E’ STATA ATTIVATA LA CONVENZIONE CON IL MINISTERO DELL’AMBIENTE CHE PREVEDE L’IMPIEGO DI UN MEZZO NAUTICO ANTINQUINAMENTO, SPECIALIZZATO IN BONIFICHE (R/RE UGO CASA), DI STANZA NEL PORTO DI IMPERIA.
IL PERSONALE DELL’ARPAL HA EFFETTUATO GLI OPPORTUNI CAMPIONAMENTI SUL MATERIALE SPIAGGIATO PER ACCERTARNE LA NATURA E PER AGEVOLARE LE INDAGINI DELLA GUARDIA COSTIERA CIRCA L’INDIVIDUAZIONE DELLE CAUSE E DEI RESPONSABILI DELL’AZIONE CRIMINOSA
Riceviamo e pubblichiamo
Lo scorso 30 settembre, in consiglio comunale a Rivoli, è stata discussa la mozione in cui veniva richiesta la “DICHIARAZIONE DELL’EMERGENZA CLIMATICA ED AMBIENTALE”. All’incontro erano presenti anche una rappresentanza dei ragazzi di «Fridays For Future», che proprio qualche giorno prima, il 27 settembre (giorno del “Global Strike for Climate”), hanno invaso con cortei e striscioni, vie e piazze di Torino insieme ad altri moltissimi studenti, per chiedere alla politica azioni concrete contro i cambiamenti climatici e in generale riguardo ai temi dell’ambiente.Nessuna richiesta è stata approvata e presa a cuore dalla neo giunta rivolese, A TRAZIONE LEGHISTA. La prova la si ha avuta soprattutto quando il Sindaco, ad un certo punto, ha pensato bene di ‘lasciare l’aula’ mentre i giovani attivisti esprimevano le loro richieste, senza dimenticare la più totale indifferenza di diversi esponenti della giunta durante tutta la seduta, ad eccezione degli assessori Montanari e Reinero, visibilmente interessati. La maggioranza, dunque, ha deciso di ‘rinviare’ la mozione nell’opportuna commissione per “riscrivere una mozione fatta come si deve” tutti insieme. Secondo noi VERDI, è un RINVIO gravissimo di cui non si ‘comprende la reale necessità’, visto che questa stessa mozione è stata presentata in centinaia di altri comuni italiani, senza alcun problema e dimostra, ancora una volta, quanto i partiti di destra siano lontani anni luce dai temi verdi. Come Europa Verde Piemonte, ci saremmo aspettati un’altra accoglienza, un nutrito interesse verso i temi dell’ambiente, oltre ad una buona educazione nei confronti di un’istanza che, seppur declamata con voce di ragazzi, ha un timbro adulto che ci dice chiaramente: “FATE PRESTO, E’ IL MOMENTO DI AGIRE!”
I co- Portavoce Regionali dei Verdi del Piemonte Mossa Tiziana e Pizzi Alessandro
Il responsabile dei Verdi di Rivoli Vito Rosiello.
Arles 23 gennaio 1889 “Caro Theo, […] Hai ragione che la partenza di Gauguin è terribile, e ci fa ricominciare da capo proprio quando abbiamo creato e ammobiliato una casa per ospitare gli amici nei giorni cattivi. Ma intanto teniamoci i mobili lo stesso. E anche se oggi tutti avranno paura di me, col tempo ciò scomparirà. Tutti siamo mortali e soggetti a tutte le malattie possibili. Che ci possiamo noi se queste ultime non sono sempre di tipo piacevole. La miglior cosa è cercare di guarirle. Io pure ho dei rimorsi pensando alla pena che da parte mia ho causato, seppure involontariamente, a Gauguin”.
All’inizio del 1888 Vincent Van Gogh si era trasferito in Provenza per cercare quella luce e quei colori del Sud che avrebbero prima ripulito dalle tinte scure e cupe della nativa Olanda e, poi, incendiato la sua tavolozza negli ultimi due anni della sua esistenza e gli avrebbero consentito di creare capolavori immortali.

La ricerca ossessiva del colore e della luce era accompagnata dal desiderio, quasi un bisogno, una necessità profondamente radicata dentro di sé, di creare ad Arles una comunità di pittori che si sostenessero e si aiutassero, condividendo il difficile percorso artistico, un gruppo costituito da anime che facevano dell’arte la propria ragione di vita.
Gauguin avrebbe dovuto essere il primo adepto di quella comunità, il primo ospite, l’artista al quale Vincent guardava e che, in una sorta di esaltazione, aveva idealizzato, collocandolo su un piedistallo, come del resto, in passato, aveva già fatto con altri personaggi che, per brevi periodi, aveva considerato suoi maestri, sue guide lungo il difficile cammino della vita.
Per Gauguin Van Gogh aveva preparato una casa, la “Maison jaune” un rifugio, una stanza, per lui aveva cercato i mobili migliori e in lui aveva riposto le proprie speranze di condividere un percorso artistico in quella Provenza che tanto lo affascinava e che con il suo calore, la sua luce abbacinante, il mistral violento e frequente sollecitava i suoi nervi già fragili.
Gauguin giunse in Provenza il 29 ottobre 1888, spinto più dal sostegno economico assegnatogli dal fratello di Vincent, Theo, che da un effettivo desiderio di diventare il primo membro della comunità di artisti, e definì Arles “il luogo più sporco del Mezzogiorno”, mal adattandosi fin dall’inizio alla vita disordinata dell’inquilino.
Altri desideri si stavano, infatti, facendo strada nella mente di Gauguin, quelli di luoghi lontani e misteriosi dove creare una pittura nuova e primitiva.
Nel 1891 annuncerà all’amico Odillon Redon di avere “deciso di andare a Tahiti per finire là la mia esistenza. Credo che la mia arte, che voi ammirate tanto, non sia che un germoglio, e spero di poterla coltivare laggiù per me stesso allo stato primitivo e selvaggio. Per far questo mi occorre la calma: che me ne importa della gloria di fronte agli altri! Per questo mondo Gauguin sarà finito, non si vedrà più niente di lui”.
Già nel dicembre 1889 il sogno di Van Gogh naufragava: iniziavano i primi scontri tra i due artisti, si susseguivano litigi violenti e furibondi che culminarono nell’episodio del taglio dell’orecchio.
Il 23 dicembre, dopo un violentissimo scontro Vincent rincorse per strada Gauguin con un rasoio e, successivamente, si tagliò il lobo dell’orecchio sinistro, portandolo, poi, in dono a Rachel, la prostituta di un bordello che i due artisti frequentavano.
Gauguin lasciò la Provenza e Van Gogh, dopo una breve degenza nell’ospedale di Arles, tornò a casa, pieno di energia creativa e di desiderio di riprendere a dipingere.
Tuttavia, trenta abitanti di Arles, per paura e pregiudizi nei confronti dell’artista strano, eccentrico, sicuramente “diverso”, firmarono una petizione per chiederne l’allontanamento.
La petizione non andò a buon fine, ma fu Vincent stesso a chiedere di essere ricoverato e l’8 maggio 1889 entrò volontariamente nella Maison de Santé di Saint-Rémy-de-Provence.
In 53 settimane di ricovero a Saint-Rémy Van Gogh realizzò circa 140 tele, continuando a domandare incessantemente al fratello Theo il materiale per dipingere.
“Mandami, ti prego, trentatré tubetti di colore, bianco, rosso lacca, verde smeraldo, arancione, cobalto, malachite, cromo e blu oltremare”: i colori violenti, quelli degli ultimi capitoli della sua vita.
L’arte continuava a rappresentare per l’artista olandese, prigioniero nel manicomio, uno strumento di evasione, il modo per impossessarsi delle ali della libertà e superare le pareti, i muri dell’orto conclusus, i viali del luogo nel quale volontariamente si era rinchiuso per sfuggire ai pregiudizi della gente, alle malignità di una società prevenuta e bigotta, in un ultimo estremo tentativo di guarire, circa un anno prima di diventare quello che Antonin Artaud, nel suo bellissimo saggio, definirà il “suicidato dalla società”.
Le opere del periodo di Saint-Rémy sono di dolorosa e sconvolgente bellezza e preludono ai capolavori-testamento degli ultimi mesi ad Auvers sur Oise, a quel “Campo di grano con volo di corvi” nel quale ogni luce è scomparsa per lasciare il posto all’oscurità definitiva.
La realtà inizia a piegarsi a deformarsi, in un visionario anticipo di quelle che saranno le opere di Chaim Soutine, di Edvard Munch, di Oskar Kokoschka, di Egon Schiele e dei grandi maestri dell’Espressionismo.
Gli alberi si protendono, enormi, nodosi, cupi e terrificanti verso cieli blu cobalto, la pittura si fa materica, risultato di un colore schiacciato dal tubetto direttamente sulla tela, diventa viva, avvolge, cattura, imprigiona lo sguardo.
A Saint-Rémy le stelle, punti luminosi e benigni nella “Notte Stellata sul Rodano” di pochi mesi prima, si trasformano in spirali travolgenti, vortici e controvortici che lacerano il cielo e che sembrano avvolgere l’albero in primo piano, un cipresso, la pianta dei cimiteri, un simbolo forse della morte imminente, come simbolo della morte è la luna, una falce fredda e lontana.
Il 9 maggio 1889 da Saint-Remy Vicent scriveva al fratello Theo “Quando sono colto dal mio “terribile bisogno di religione”, vado fuori di notte a dipingere le stelle… e sogno sempre un quadro così, come con un gruppo di amici vivi”.
Nel maggio 1890, ad Auvers sur Oise, Van Gogh dipingeva un’altra notte stellata, una variazione del dipinto di Saint-Rémy “Cipresso su un cielo stellato” e ne inviava una descrizione, accompagnata da uno schizzo a Gauguin: “Un cipresso con una stella, un’ultima prova – un cielo notturno con una luna che non emana luce: nient’altro che una piccola mezza luna che sorge dall’ombra scura della terra. Una stella esageratamente luminosa – se vuoi – un barlume di rosa pallido e di verde nel cielo blu oltremare percorso da nubi. In basso una strada fiancheggiata da alte canne gialle che si stagliano contro il blu chiaro delle Alpilles; un vecchio casolare con le finestre illuminate arancione e un altissimo cipresso molto diritto e molto cupo. Sulla strada una carretta gialla tirata da un cavallo bianco e infine due persone che camminano”.
Le stelle che ad Arles erano punti luminosi, inaccessibili, a Saint-Rémy e ad Auvers sur Oise si trasformano in stelle comete, più vicine, più semplici da afferrare e da raggiungere perché quella morte che consente di andare in una stella è ormai dietro l’angolo.
Barbara Castellaro
L’ASSESSORE REGIONALE ALLA SANITA’, ICARDI: «GARANTIREMO LA MASSIMA TRASPARENZA, NON CI SARANNO RITARDI»
IL PRESIDENTE DELLA REGIONE, CIRIO: «OTTIMO RISULTATO, SALVAGUARDATE LE PROCEDURE DI GARA IN CORSO»
«La giornata di oggi (ieri, ndr) è stata estremamente positiva per la Sanità piemontese. Ringrazio il ministro della Salute Roberto Speranza, il presidente di Anac Raffaele Cantone, i tecnici ministeriali e di Anac per la fattiva collaborazione. Sono state concordate le modalità per il proseguimento delle opere di edilizia sanitaria indispensabili che la Città di Torino attende da anni.
In particolare, è stato definitivamente appurato come, nella fase attuale della gara in corso, non sia più possibile procedere all’attivazione del dibattito pubblico pena ripartire daccapo con il progetto e la gara.
I contenuti della parte conclusiva dell’ultima nota Anac circa il Parco della Salute e della Scienza di Torino sono stati ribaditi dal presidente Raffaele Cantone nella giornata di approfondimento sui temi della Trasparenza, tenutasi a Torino il giorno 1 ottobre 2019.
Oggi è stata quindi concordata una procedura tecnica di assoluta trasparenza, che non inficia la gara in corso e non comporterà ulteriori ritardi nella costruzione di un’opera così importante per la Sanità Piemontese e la Città di Torino.
Le attuali eccellenze sanitarie presenti non saranno disperse, come numerosi operatori della sanità ormai temevano, ma rilanciate attraverso il superamento delle attuali strutture ormai obsolete dal punto di vista impiantistico strutturale.
Ho assicurato che l’attività della Regione e dell’Ospedale proseguirà nella massima trasparenza e celerità».
Il Governatore della Regione Alberto Cirio dichiara: «Ringrazio le autorità per la disponibilità al dialogo e mi complimento con l’assessore per essere riuscito ad individuare la soluzione tecnica percorribile per salvare le procedure di gara in corso, nel rispetto di tutte le norme e salvaguardare, al tempo stesso, la trasparenza che è uno dei punti chiave della nostra attività di Governo».
Così l’assessore regionale alla Sanità del Piemonte, Luigi Genesio Icardi, al termine dell’incontro oggi a Roma con i funzionari dell’Autorità nazionale anticorruzione, in merito ai nodi procedurali sull’appalto del Parco della Salute di Torino.
Dalla Liguria
La Guardia di Finanza di Genova, nell’ambito dell’attività a tutela della spesa pubblica, ha
individuato due amministratori di un gruppo di imprese operanti nel campo dei servizi che,
mediante artifizi documentali, avevano permesso ad una di queste di aggiudicarsi un appalto del
valore di oltre 160.000 euro bandito dall’ASL 3 genovese.
Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica del capoluogo, hanno portato gli
investigatori del Nucleo di Polizia Economico – Finanziaria a disvelare anche un conclamato stato
di insolvenza dell’impresa appaltatrice nei confronti dell’Erario, di altre aziende e dipendenti, per
oltre tre milioni di euro.
Attraverso un’attenta ricostruzione documentale è stata fatta luce su una serie di artifizi a cui
hanno fatto ricorso i due imprenditori per sottrarre l’impresa, appositamente “svuotata”, dalle
giuste pretese dei creditori. Nei fatti, i due indagati avevano solo formalmente venduto il
patrimonio aziendale con lo scopo di non onorare i debiti contratti, sostanzialmente attraverso il
dirottamento verso un altro soggetto dei crediti vantati per appalti pubblici ed il trasferimento fittizio
di beni in favore di altre società agli stessi riconducibili.
Il concorso di creditori compiacenti, che avevano falsamente dichiarato di non vantare crediti
verso l’impresa, consentiva agli indagati di vanificare, inoltre, l’azione dell’Erario che, a fronte di
debiti di oltre 2 milioni di Euro, chiudeva negativamente il tentativo di pignoramento presso terzi.
Con la dichiarazione di fallimento della società da parte del Tribunale di Genova, i due imprenditori
sono stati indagati per il reato di bancarotta fraudolenta.
Gli stessi sono stati, altresì, denunciati per il reato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle
imposte per oltre due milioni di euro e autoriciclaggio, poiché avrebbero trasferito in altre attività
imprenditoriali denaro e beni provenienti dalla commissione del delitto di bancarotta.
Infine, l’Autorità Giudiziaria genovese ha disposto il sequestro per equivalente, finalizzato alla
confisca dei beni nella disponibilità degli indagati, che è stato eseguito dalla stessa Guardia di
Finanza e che ha riguardato 24 autocarri ad uso speciale, 4 autovetture, 1 ciclomotore ed 1
rimorchio, per un valore complessivo di € 150.050,00.
L’operazione si inserisce in un ampio contesto operativo che vede la Guardia di Finanza
impegnata in prima linea nella tutela dei mercati, della libera concorrenza, nonché delle imprese e
dei professionisti onesti che operano nella piena e consapevole osservanza delle leggi, oltreché
garante del perseguimento degli obiettivi di aggressione patrimoniale nei confronti dei soggetti
dediti ad attività criminose, al fine di assicurare l’effettivo recupero delle somme frutto, oggetto o
provento di condotte illecite.
Universiadi a Torino? Tutti d’accordo
E’ stata manifestata piena sintonia tra Governo, Regione e Comune di Torino, in occasione dell’incontro informale, tenutosi a margine della cerimonia dei 157 anni della Corte dei Conti, a proposito della candidatura di Torino e delle sue valli ad ospitare le Universiadi invernali e gli Special Olympics nel 2025. Una nota di Palazzo Civico evidenzia che il viceministro all’Economia e Finanze Laura Castelli, il presidente della Regione Alberto Cirio, e la sindaca Chiara Appendino, hanno confermato l’impegno “a sostenere tale candidatura attraverso i passi formali che si renderanno necessari. E da parte del viceministro Castelli sarebbe giunta una rassicurazione a nome del Governo.
A Torino arriva il Digital Ethics Forum
E’ il primo evento interamente dedicato all’etica digitale
Il 3, 4 e 5 ottobre si terrà a Torino il Digital Ethics Forum, un evento completamente dedicato ai temi dell’etica nella produzione e nell’uso delle tecnologie digitali.
Il Forum, rivolto sia ai professionisti dei settori dell’innovazione e delle comunicazioni, sia a studenti e appassionati di tecnologia, nasce con l’obiettivo di generare una discussione sulle implicazioni etiche che il mondo digitale ci presenta.
Il giorno 3 ottobre è dedicato interamente ai workshop che si terranno al Centro per l’innovazione sociale – SocialFare. I workshop, condotti da professionisti del settore, tratteranno di sviluppo di App ad alto impatto sociale, compliance, eredità e patrimonio digitale, e arte digitale.
Il 4 e 5 ottobre sono dedicati a panel di conferenze gratuite su argomenti riguardanti rispettivamente l’innovazione sociale e il mondo web e mobile. Le conferenze si svolgeranno al Talent Garden – Fondazione Agnelli. Ogni panel di conferenze prevede la partecipazione di più speaker: intellettuali, innovatori, tecnici ed esperti di legislazione, che discuteranno dei vari temi per offrire una visione a tutto tondo delle problematiche e delle opportunità di ciascun tema. Il format innovativo vede quattro speaker intervenire con le proprie riflessioni sul digitale, a partire da una “domanda etica”. Si parlerà di modelli di business, dati personali, cybersecurity, salute, copyright, sistemi open source, app, algoritmi, informazione ed educazione.
“Abbiamo pensato che organizzare un evento di questo tipo a Torino potesse essere un’occasione per scambiare e connettere i punti di vista di tecnici, umanisti e decision maker, al fine di perseguire tutti insieme un’innovazione equa e sostenibile” afferma Federico Bottino, ideatore del Digital Ethics Forum.
Il Digital Ethics Forum è organizzato da Sloweb, associazione no-profit torinese che promuove un uso consapevole del web, con il sostegno di Alan Advantage, eLegacy, ICCOM, GBS, M.G. Lorenzatto, SocialFare, Synesthesia e TAG – Fondazione Agnelli. L’evento si svolge con il patrocinio della Città di Torino, del Politecnico di Torino e del Dipartimento di Informatica dell’Università degli Studi di Torino.
Sito:
Social:
https://www.facebook.com/DigitalEthicsForum
Riceviamo e pubblichiamo
Quel Simbolo non parla solo a chi ha fede, ma ha un significato profondo per tutta la nostra cultura. L’idea del Ministro Fioramonti non è né nuova né originale: è solo assurda. Davvero pensiamo che sia questo il problema della scuola italiana?

Siamo alle solite, Ciclicamente, qualcuno in cerca di un quarto d’ora di visibilità ipotizza di togliere il Crocifisso dalle aule scolastiche (o da qualche Aula istituzionale). L’ultimo a provarci è stato il neo Ministro Fioramonti.
L’idea è, semplicemente, senza senso e contraria a ogni logica. Quel Simbolo ha un significato profondo all’interno della cultura occidentale e italiana. I problemi della scuola italiana sono tanti e gravi: di certo, nel loro elenco non compare la presenza del Crocifisso nelle aule.
È assurdo pensare che la presenza di quel Simbolo possa offendere qualcuno, in una classe scolastica o altrove. La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, con una sentenza definitiva, nel 2011 ha sancito che il Crocifisso può comparire nelle aule delle scuole pubbliche italiane.
Difficile non considerare la proposta e la relativa polemica come sterile, capziosa, strumentale e oziosa.
Il Crocifisso, per chi crede, è un elemento fondante della propria fede; per chi non crede è comunque immagine di tanto bene fatto nella storia, e in questo paese in particolare, da parte di persone che in quel valore credevano e credono.
A maggior ragione in un momento come questo, nel quale lo scontro ideologico è aspro e doloroso, un paese che dimentica le proprie origini religiose e culturali rischia di essere più permeabile al radicalismo e all’estremismo. Cancellare le nostre tradizioni, anche religiose, non ci renderà più forti né più capaci di confronto.
Silvio Magliano – Presidente Gruppo Consiliare Moderati, Consiglio Regionale del Piemonte.