ilTorinese

“Ma quale Lapietra, a lasciare sia Appendino”

Riceviamo e pubblichiamo

“Monopattini elettrici, già si alzano le prime voci che chiedono le dimissioni dell’Assessora. Ma la sola responsabile di questo e di tutti gli altri disastri di questa Amministrazione è la Sindaca”

Sento già qualcuno invocare le dimissioni dell’Assessora Lapietra dopo la brutta figura dei monopattini elettrici, ma è una logica che non accetto. L’unica responsabile del disastro è la Sindaca. Una Sindaca ormai in completo stato confusionale.

Il pesce puzza dalla testa. È evidente che un’Amministrazione che non sa gestire una questione banale come quella dei monopattini non saprà gestire partite molto più complesse e strategiche. Una tra tutte: la Metro 2.

Stucchevole il balletto dei rimpalli di responsabilità tra Lapietra e Bezzon: stucchevole perché quest’ultimo risponde, nel suo ruolo, proprio alla Sindaca. Ma dov’era Appendino quando il tema era all’ordine del giorno in Giunta? A presenziare a inaugurazioni? A stringere mani? A tagliare nastri?

E l’Assessore Finardi, mai citato da nessuno ma fino a prova contraria titolare della delega alla Polizia Municipale? A che cosa punta la Sindaca? A liberarsi di due Assessori non più graditi?

La Giunta è un organo collegiale e come tale agisce e pianifica (o per lo meno prova a farlo). Di questo organo la Sindaca dovrebbe essere il vertice e la guida. Invece ormai in questa Città ogni membro della Giunta fa quello che gli pare e la Sindaca è del tutto incapace di gestire e guidare la collegialità della Giunta.

Basta scaricare Assessori solo perché Appendino è in imbarazzo, dovendo districarsi tra ideologia e governo.

Sia lei a lasciare, per il bene di Torino.

 

Silvio Magliano – Capogruppo Moderati, Consiglio Comunale Torino.

L’isola del libro

Rubrica settimanale a cura di Laura Goria

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Janet Hobhouse  “Le furie“   -Neri Pozza-  euro 18,00

Questo non è un libro che scivola via facile, perché dietro ogni frase si celano pensieri ed emozioni complesse che spingono il lettore a soffermarsi e meditare. E’ opera della scrittrice e biografa Janet Hobhouse, nata nel 1948 e morta giovane nel 1991, a soli 42 anni, stroncata dal cancro. Pubblicato postumo, “Le furie” è una sorta di memoriale. Protagonista e voce narrante è Helen e la storia è autobiografica, scritta con lacrime e sangue. Ci sono i bellissimi ritratti delle antenate, “le furie” appunto: donne incredibili che hanno attraversato la vita lasciando il segno. L’autrice rintraccia tasselli della vita familiare, a partire dalle origini ebraiche tedesche per arrivare all’avamposto dell’impero economico negli Stati Uniti. Nel 1877 il trisavolo Samuel ha fondato con successo “La Compagnia del ventaglio giapponese” e con la moglie Elisabeth ha generato una numerosa discendenza dall’impronta sempre più americana. Nell’arco degli anni le vite si susseguono e la chiave di volta sono soprattutto i rapporti con le madri: buone o cattive che siano, in ogni caso sempre determinanti. Ci sono anche destini maschili multipli, ma più che altro relegati sullo sfondo come pallidi corollari.

Ecco allora personaggi affascinanti come la bisnonna Mirabel (Angel): non bella ma dotata di saggezza e intelligenza. Sposa un noioso vedovo del Tennessee controvoglia e solo per compiacere la madre….”…E probabile che sia passata dallo stato di figlia amatissima a quello di madre altrettanto amata senza interessarsi troppo alla fase intermedia, quella di moglie” . Così la Hobhouse sintetizza il suo percorso. Poi le sue figlie Emma ed Elisabeth (detta Shrimp) nate a inizi 900, diversissime tra loro e con traiettorie di vita divergenti. Emma è la ribelle bohèmienne fuggita col suo professore di arte e madre di due figlie prima dei 20 anni. Invece Shrimp è severa con se stessa, timida, si sente inferiore alla sorella e compensa con un comportamento rigoroso e il successo negli studi. Il testimone passa alle figlie di Emma, Bette e Constance. Condividono sentimenti ostili verso il padre, l’amore per la madre che le respinge e appena adolescenti scelgono di vivere con nonna Angel. Come le sorelle della generazione precedente maturano in opposizione. Constance è “la più bella ragazza di New York” -assomiglia a Grace Kelly senza trucco- va e viene conducendo un’intraprendente vita da single. Bett invece è la mamma di Helen (voce narrante). E’ bellissima ma inconcludente, incantatrice di uomini ma incapace di tenerseli stretti; così come non riesce a conservare un lavoro. Lei e la figlia sono sempre alle prese con mancanza di soldi, bollette in rosso e sfratti. Il loro rapporto è complicato, a tratti devastante, come quando Bett sprofonda nella depressione fino al suicidio. Il resto è la vita di Helen, il difficile rapporto col padre lontano e poi i suoi amori, il fallimento del matrimonio, la liaison con un famoso scrittore che ama la solitudine  più di ogni altra cosa. Tutto raccontato  con coraggio e senza mezzi termini… fino al triste epilogo.

 

 

Charles Willeford  “Come si muore oggi”   -Feltrinelli-  euro 17,00

La vita stessa dell’autore è di per sé un intrigante romanzo. Willeford, nato in Arkansas nel 1919 e morto a Miami nel 1988, rimase orfano a 8 anni e andò a vivere con la nonna a Los Angeles. Ma ben presto, nell’adolescenza, intraprende una vita di vagabondaggio sui treni merci e diventa uno dei tanti Hobo che imperversano da un angolo all’altro degli States. A 16 anni si finge 18enne e si arruola nei corpi a terra dell’Aeronautica. La vita militare, lunga 20 anni, lo porta a combattere anche nelle Filippine e nella 2° Guerra Mondiale. Fu un soldato coraggioso e le sue prodezze gli valsero alcune onorificenze. Lasciato l’esercito si arrabatta come può, passando da un mestiere all’altro: allenatore di cavalli da corsa, speaker radiofonico, pugile, scrittore…Poi decide di mollare tutto e  buttarsi nella scrittura. Inizia scrivendo una soap opera per un’emittente radio. Poi inanella poesie e romanzi e diventa famoso con la sua quadrilogia di Miami: un ciclo di romanzi noir con protagonista il sergente Hoke Moseley. Beffa del destino: all’apice della fama, lo scrittore muore  improvvisamente per attacco cardiaco, proprio il giorno in cui uscì l’ultimo capitolo della fortunata serie “Come si muore oggi”.

Nel libro, centrale è sempre il detective della squadra omicidi di Miamy Hoke Moseley. Antieroe per eccellenza che si barcamena per vivere: fragile, un po’ sovrappeso, già con la dentiera che  pulisce religiosamente ogni sera e una vita amorosa pari a zero. Vive con le due figlie adolescenti in una casa in affitto che condivide con l’ex partner di pattuglia, Ellita Sanchez e il suo piccolo Pepe nato da poco. Sono un team collaudato ed affiatato, si aiutano a vicenda e la loro vita procede su un binario più o meno tranquillo. Hoke è bravissimo a risolvere vecchi casi insoluti e sta indagando sull’omicidio di un chirurgo datato 3 anni prima. Però il suo capo gli ordina di farsi crescere la barba per  infiltrarsi sotto copertura in un’organizzazione sospettata di reclutare, sfruttare ed uccidere poveri immigrati clandestini. Per questa missione, irta di pericoli, deve allontanarsi da Miami e finire in un ranch nelle Everglades dove branchi di alligatori fanno scorpacciate di cadaveri. A movimentare ulteriormente la sua esistenza c’è anche l’arrivo di un ex detenuto che gli aveva giurato vendetta al momento dell’arresto, che finisce per entrare nella vita sua, delle figlie e soprattutto di Ellita……

 

Alex North   “L’uomo dei sussurri”   -Mondadori-  euro 20,00

E’ il primo romanzo dello scrittore  inglese, che vanta una formazione filosofica e di sociologia. Imbastisce  un thriller con tutti gli elementi tipici del genere e ambienta la vicenda in una cittadina tranquilla solo in apparenza, Featherbank. E’ li che si trasferisce Tom Kennedy col figlio Jake, dopo la morte della moglie Rebecca. Cerca faticosamente di elaborare il lutto e ricominciare da capo. Ma, ovviamente, le cose non sono semplici. Il piccolo Jake stenta a inserirsi nella scuola e vive  un mondo parallelo interiore, popolato da amici immaginari con i quali riesce a dialogare e trovare conforto, molto più che nel rapporto con il padre. Poi a Featherbank irrompe la tragedia. Scompare nel nulla un ragazzino di 6 anni; Neil, trascurato dai genitori divorziati, entrambi alcolisti che affrontano la vita con disperazione ed egoismo. A indagare è il detective Pete Willis che anni prima si era occupato di un caso analogo ed era riuscito a mettere dietro le sbarre il colpevole. Insieme alla collega Beck porta avanti le indagini e… sempre più gli sembra di rivivere un déjà vu. 20 anni prima un misterioso uomo era solito sussurrare frasi alle finestre di bambini che poi scomparivano.  All’epoca, il serial killer Frank Carter aveva rapito e ucciso ben 5 bambini. Ora è rinchiuso in carcere, e sembra che in azione ci sia un suo pericoloso emulo. Willis è a lui che si rivolge per strappargli indicazioni utili alle indagini. Ma è un buco nell’acqua che conduce solo su false piste. Intanto Jake dà sempre più segnali di squilibrio: si isola dai compagni, si rifugia nell’amicizia con una non meglio precisata amica immaginaria e, soprattutto, racconta di sentire una voce che sussurra il suo nome nel buio. A complicare la vicenda si aggiungono case stregate, bimbi che parlano con i morti, rapporti padri-figli e indagini sempre più tortuose.

 

 

Ladri di biciclette

Agenti del Commissariato Barriera Milano hanno effettuato un
controllo straordinario del territorio nella zona di competenza, che ha interessato, in
modo particolare, alcune abitazioni e relative pertinenze di uno stabile di via Calvi.
All’interno di un appartamento al quarto piano dello stabile i poliziotti hanno
identificato 2 cittadini gambiani, di 27 e 22 anni. Hanno inoltre rinvenuto, grazie
all’ausilio dell’unità cinofila, alcuni grammi di marijuana nascosti in camera da letto,
di cui uno dei due uomini si è dichiarato proprietario. L’uomo è stato sanzionato
amministrativamente.
Al termine del controllo, però, quasi fuori dallo stabile ormai, il cane polizotto si è
diretto con decisione verso le scale di accesso alle cantine, segnalando l’ingresso di
una in particolare. Convinti di rinvenire al suo interno sostanza stupefacente, gli
agenti si sono invece imbattuti in ben 20 biciclette di diverse tipologie e valore,
allineate con cura all’interno del locale. Il forte odore di droga, invece, proveniva da
un borsone contenente solo materiale atto al suo confezionamento, tra cui diversi
involucri di plastica ed un bilancino di precisione.
Risaliti al proprietario della cantina, un cittadino gambiano di 28 anni, regolarmente
residente sul territorio nazionale, gli agenti lo hanno denunciato per ricettazione.
Ancora il Commissariato Barriera Milano, in servizio di volante, ha riconosciuto oggi
un latitante di nazionalità albanese, condannato alla reclusione di anni cinque per
delitti connessi allo spaccio di stupefacenti. L’uomo si era reso irreperibile studiando
una strategia per sottrarsi all’ordine di carcerazione: dopo aver portato i figli a scuola,
si allontanava dalla sua abitazione per tutto il giorno, per farvi rientro a notte fonda.
Questa volta, però, non è riuscito a sfuggire agli occhi attenti degli agenti.
T

Note di Classica: Ivo Pogorelich, Vadim Repin e Michail Pletnev, le “stelle” di novembre

Mercoledì 6 alle 21 al Conservatorio, per la stagione dell’Unione Musicale, l’Orchestra Antonio Vivaldi di Venezia, con Domenico Nordio nel doppio ruolo di direttore e violino, eseguirà musiche di Puccini, Rossini, Vivaldi, Paganini-Kreisler, Vitali-Nordio, Rota.

Sempre mercoledì 6 alle 20, al Teatro Regio, debutto de “La Bisbetica Domata”. Balletto in 2 atti. Musica di Sostakovic  eseguito da“Les Ballets De Monte-Carlo”.Repliche fino a domenica 10. L’Orchestra del Teatro Regio sarà diretta da Igor Dronov. Giovedì 7alle 20.30 e venerdì 8 alle 20, all’Auditorium Toscanini, l’Orchestra Rai diretta da Juraj Valcuha e con Emanuele Arciuli  e Andrea Rebaudengo al pianoforte, eseguirà musiche di Francesconi, Prokofev, Stravinskij. Sabato 9 alle 20 al Teatro Vittoria, il Quintetto del Verdi raccontato da Antonio Valentino, eseguirà musiche di Mozart. Domenica 10 alle 16.30 al Teatro Vittoria, per l’Unione Musicale, Tommaso Lonquich clarinetto,  Umberto Clerici violoncello, Claudio Martinez  pianoforte, eseguiranno musiche di Mozart, Beethoven, Brahms. Mercoledì 13 alle 21 al conservatorio, Marco Rizzi violino e Roberto Arosio pianoforte e clavicembalo, eseguiranno musiche di Veracini, Respighi, Messiaen, Part, Bach-Mendelssohn-Schumann. Giovedì14 alle 20, debutto al Teatro Regio di “Fuego” balletto della Compania Antonio Gades. Musica di Manuel De Falla. L’Orchestra del Teatro sarà diretta da Miquel Ortega. Repliche fino a domenica 17. Sabato 16 alle 20 al Teatro Vittoria, per la stagione dell’Unione Musicale Maddalena Giacopuzzi al pianoforte, eseguirà musiche di Bach, Schumann, Debussy, Chopin. Lunedì 18 alle 20 sempre al Teatro Vittoria, recital degli Odhecaton, diretti da Paolo Dal Col.

Mercoledì 20 alle 21 al conservatorio, il Coro da camera di Torino diretto da Dario Tabbia, eseguirà musiche di Byrd, Tallis, Morley, Pearsall, Willan, Mealor, Elder, Tavener. Giovedì 21 alle 20.30 e venerdì 22 alle 20, all’Auditorium Toscanini l’Orchestra Rai diretta da Kazuki Yamada  e con Vadim Repin  al violino, eseguirà musiche di Prokofev, Saint-Saens, Mendelssohn. Mercoledì 27 alle 21 al conservatorio, per l’Unione Musicale Ivo Pogorelich  al pianoforte, eseguirà musiche di Bach, Beethoven, Chopin, Ravel. Domenica 24 alle 20.30, all’Auditorium del Lingotto la Russian National Orchestra diretta da Kirill Karabits  e con Michail Pletnev al pianoforte, eseguirà musiche di Cajkovskij, Korsakov. Giovedì 21 alle 20.30 e venerdì 22 alle 20 all’Auditorium Toscanini, l’Orchestra Rai diretta da Michele Mariotti  eseguirà musiche di Schubert e Strauss.

 

Pier Luigi Fuggetta

Artissima, edizione da record

Artissima chiude la ventiseiesima edizione e si riconferma tra i grandi appuntamenti internazionali dell’arte contemporanea. 55.000 visitatori, 43 Paesi rappresentati in fiera, più di 5.500 collezionisti da tutto il mondo, 6 premi, 1.500 giornalisti, 46 partner e sponsor.


Si è chiusa oggi la ventiseiesima edizione di Artissima, Internazionale d’Arte Contemporanea, l’unica fiera italiana dedicata esclusivamente al contemporaneo, diretta per il terzo anno da Ilaria Bonacossa e sostenuta per il diciassettesimo anno da UniCredit. Come sempre, a partire dal padiglione fieristico, Artissima ha coinvolto l’intero territorio torinese in una grande kermesse internazionale sull’arte del nostro tempo.
Nelle quattro giornate di apertura, dal 31 ottobre al 3 novembre (la prima riservata agli addetti ai lavori, le tre successive aperte al pubblico), Artissima ha totalizzato 55.000 visitatori riconfermando il dato dello scorso anno. La fiera riafferma la propria centralità tra gli appuntamenti d’arte contemporanea imprescindibili a livello mondiale e il ruolo di trampolino di lancio per i talenti emergenti e le gallerie di ricerca. Nei prossimi mesi Artissima proseguirà il suo cammino digitale con #ArtissimaRewind, un ricco calendario di appuntamenti virtuali che ripercorrendo i momenti più significativi dell’edizione 2019 farà vivere l’esperienza della fiera, proseguendo il dialogo con un ancora più ampio pubblico di appassionati.
Sul tema scelto per il 2019, desiderio-censura, la fiera Artissima ha stimolato una riflessione aggiornata ed eterogenea sulle ambizioni e sulle utopie contemporanee, sugli impulsi che plasmano i tempi e sulle prospettive e le narrazioni che li attraversano, sul complesso rapporto tra le immagini e il loro controllo.
A conclusione della manifestazione Ilaria Bonacossa ha detto:
“Artissima, alla sua ventiseiesima edizione, si riconferma un appuntamento di qualità e ricerca, l’unico in Italia dedicato esclusivamente al contemporaneo. Sono particolarmente soddisfatta per l’alto livello delle proposte e per essere riuscita a portare a Torino gallerie, alcune delle quali assenti da tempo, di cui rispetto il lavoro. I commenti positivi dei collezionisti e degli addetti ai lavori me lo confermano: alla fiera sono stati riconosciuti un’energia creativa senza precedenti e un’attenzione particolare verso le pratiche sperimentali. Molti l’hanno definita la migliore edizione degli ultimi anni!”
“Abbiamo lavorato – prosegue Bonacossa – in una duplice direzione, affiancando a una proposta di mercato di alto livello un’offerta culturale in grado di indagare sempre nuove e diverse modalità di proporre arte, con grande voglia di scambiare idee ed esperienze in un contesto aperto e ricettivo. Senza mai dimenticare la solidità della ricerca e la qualità degli espositori presenti nel padiglione fieristico, in sinergia con i nostri partner abbiamo offerto al pubblico progetti cross- disciplinari in grado di informare, stupire e divertire al tempo stesso, contaminando in maniera interdisciplinare. Mai come quest’anno Artissima è -issima in tutti i sensi!”.

“Leonardo e il foglio perduto”, prima mondiale al Regio

Lunedì 4 novembre – ore 21.00

 

LEONARDO E IL FOGLIO PERDUTO

Unico Concerto/Evento

Teatro Regio Torino

Piazza Castello, 215 – Torino

Filarmonica Teatro Regio Torino

Musiche Composte, Orchestrate e Dirette da

Stefano Fonzi

 

Solisti:

 

Paolo Fresu (tromba)

Albert Hera (voce)

 

 

Torino Jazz Orchestra

Fulvio Albano – leader (sax tenore)

 

Valerio Signetto – Gianni Virone (sax contralto)

Nicola Tonso (sax tenore) – Helga Plankensteiner (sax baritono)

Martin Ohrwalder – Mirco Rubegni – Sergio Bongiovanni – Felice Reggio  (trombe)

Luca Begonia – Stefano Calcagno – (tromboni) Aldo Caramellino – (tromboni)

Gianfranco Marchesi – (trombone basso)

Gianluca Tagliazzucchi (pianoforte)

Aldo Zunino (contrabbasso)

Marco Tolotti (batteria)

 

con la partecipazione straordinaria dell’attore

Pino Insegno (voce narrante)

 

Testi e adattamenti di

Giommaria Monti

 

Conduce la serata:

Marco Basso – critico musicale de ”La Stampa”

In anteprima internazionale, per il Moncalieri Jazz Festival, un’opera musicale moderna composta e diretta da Stefano Fonzi con un cast di eccezione. Lunedì 4 novembre alle ore 21:00 al Teatro Regio di Torino andrà in scena “Leonardo e il foglio perduto”, una composizione che prende spunto da due grandi opere di Leonardo conservate nei Musei Reali di Torino, “Il Codice del Volo” e “L’Autoritratto”. L’opera interpreta il grande sogno di Leonardo, quello del Volo, che per tutta la vita ha caratterizzato i suoi studi. Il concerto proprio per rendere omaggio al genio sperimentale vinciano, si avvale anche di tecnologie all’avanguardia, che vedranno la proiezione di fotografie, concesse grazie alla collaborazione dei Musei Reali di Torino, rappresentanti l’Autoritratto e Il Codice del Volo, messe in relazione con altrettante foto e video del Pop.Up Next (Drone come mezzo di trasporto volante senza conducente) e la nuova auto gran turismo elettrica “Da Vinci”, disegnata e realizzata nel 2019 dalla Italdesign, il cui prototipo è stato ideato, disegnato, progettato e costruito negli stabilimenti di Moncalieri. Per l’ingegneristica del genio italiano, la “Da Vinci” è realizzata con una particolare apertura delle portiere ad “ali di gabbiano” collegandola ancora una volta al sogno del volo leonardesco. Gli interpreti d’eccezione a livello internazionale coinvolti in questo meraviglioso progetto sono la Filarmonica Teatro Regio Torino, la Torino Jazz Orchestra e due grandi solisti Jazz quali Paolo Fresu e il vocalist Albert Hera; i testi sono scritti da Giommaria Monti e saranno letti ed interpretati sul palco dall’attore e doppiatore Pino Insegno.

TRAMA:

L’autoritratto di Leonardo, conservato nel caveau della biblioteca Reale di Torino, ritrae un uomo solo e stanco, ormai anziano. Sembra essere disinteressato al mondo che lo circonda, consapevole che la vita volge al termine. In ogni linea del suo viso, negli occhi che non sembrano guardare più lontano come un tempo, Leonardo ha rappresentato se stesso nell’intimo: ogni ruga è un pensiero, un’idea, un progetto, un qualcosa che ha realizzato o che avrebbe voluto realizzare. È il sogno che lo ha accompagnato per tutta la sua vita di artista, scienziato, inventore: volare. Sin da quando era bambino, infatti, era il suo sogno e per tutta la vita studierà la meccanica del volo, progetterà macchine volanti, riempirà di calcoli e appunti i suoi quaderni e soprattutto il Codice del volo degli uccelli custodito a Torino: 18 fogli fronte-retro, un quaderno di appunti come ne aveva scritti a decine negli anni. Annotazioni, schizzi, disegni completi e altri solo abbozzati. Come molte delle opere che Leonardo non ha mai finito. E proprio lì, in quel codice, qualcosa sembra mancare: la macchina del Grande Nibbio, disseminata in quelle pagine, non ha una sua compiutezza. Il suo sogno Leonardo non riuscirà a realizzarlo, ci vorranno quattro secoli prima che una macchina volante più pesante dell’aria si sollevi da terra con un uomo a governarla. Proprio come aveva immaginato il genio da Vinci, proprio come quei disegni abbozzati e non realizzati. Proprio come Il Grande Nibbio che nel Codice manca completo. C’era? Leonardo lo ha mai ultimato? È andato forse perduto nei mille viaggi che il Codice farà da Parigi, dove Leonardo lo porta e lascerà morendo al suo assistente Francesco Melzi? Era magari tra i moltissimi fogli persi o nascosti oggi chissà dove? Qualcuno se lo chiede osservando il ritratto di Leonardo nella sala della biblioteca Reale di Torino e leggendo il codice conservato lì. Rivede la vita di Leonardo alla luce di quel sogno, della scoperta che cambierà la storia dell’umanità. Qualcuno che segue il cammino interiore, le opere e la vita di Leonardo tra eventi storici realmente accaduti, tra I Medici a Firenze e Ludovico il Moro a Milano, tra Cesare Borgia e Michelangelo. Qualcuno che è legato al genio di Vinci, figlio di un notaio e di una cameriera di un’osteria di Anchiano. Un figlio illegittimo, in un’epoca straordinaria e crudele. Una storia che comincia nel famoso autoritratto, dentro le pagine del Codice del volo e diventa immaginazione in quel foglio che forse manca, forse non è esistito mai.  È il grande sogno che Leonardo ha inseguito per tutta la vita: permettere all’uomo di volare.

Sito ufficiale: http://www.moncalierijazz.com/

 

Informazioni: 011/6813130 – info@moncalierijazz.com

Associazione C.D.M.I. Strada Privata Nasi, 47 – Moncalieri (TO) –

 

Responsabile della comunicazione: Giorgio Cremona

Tel/Fax + 39 011 6813130- Cell + 39 338 8903789

giorgio.cremona@moncalierijazz.com

I 40 mila di Paratissima

Paratissima Art Fair chiude la 15esima edizione, che ha aperto per la prima volta al pubblico le porte dell’ex Accademia Artiglieria di Torino, vicino a piazza Castello, uno spazio architettonico imponente di proprietà di CDP Investimenti SGR, società del Gruppo Cassa depositi e prestiti.

I NUMERI

A poche ore dalla chiusura erano  previsti tra 40mila e 45mila ingressi totali, con il maggior afflusso nelle giornate di venerdì, sabato e domenica. Sono state più di 150 le trattative concluse per l’acquisto di opere d’arte della Paratissima Art Gallery, di valore compreso tra 50 e 13.500 euro. Sold out le visite guidate organizzate (4 al giorno con punte di 20 e più persone) e numeri da record anche per i laboratori (21 totali) che hanno coinvolto circa 900 bambini. Cinquanta, invece, le classi delle scuole (tra materne, elementari, medie e superiori) che hanno partecipato alle visite guidate e ai laboratori organizzati prima dell’apertura ufficiale della manifestazione.

I PREMI

La fiera internazionale degli artisti indipendenti ha inoltre assegnato a più di 30 artisti oltre 10 premi tra riconoscimenti, premi in denaro, acquisizioni o opportunità espositive realizzate in collaborazione con vari partner o all’interno del circuito della manifestazione stessa.

Il PRS TALENT PRIZE consiste nell’acquisizione da parte di PRS Impresa Sociale di una o più opere per un ammontare massimo di 1.500 euro (l’opera o le opere entreranno a far parte della collezione PRS Impresa Sociale). L’opera premiata è “Un.limited” di Ilaria Franza.

Il PARATISSIMA TALENT PRIZE, invece, è decretato dalla direzione artistica e ha premiato l’artista più talentuoso della manifestazione che avrà la possibilità di allestire una mostra personale in occasione di Paratissima 2020 a Torino. Il premio è stato assegnato a Eleonora Gugliotta (Capo d’Orlando ME, 1989), specializzata all’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano in Decorazione Contemporanea, Arti Visive.

BEST 15 PRIZE è la selezione da parte della direzione artistica dei 15 artisti più meritevoli che esporranno le proprie opere nella mostra collettiva “HitParade” nel 2020: Ilaria Franza, Carlotta Marchigiano, Grazia Inserillo, Salvatore Alibrio, Gabriella Gastaldi Ferragatta, Luigi Leto, Eleonora Gugliotta, Margherita Levo Rosemberg, Marcello Silvestre, Diego Oro, Deborah Graziano, Giuseppe Mascheroni, Valerio Figuccio, Valeria Secchi, Oscar Brum.

Paratissima è organizzata da PRS. La direzione artistica è di Francesca Canfora. È realizzata con il supporto di CDP Investimenti SGR, società del Gruppo Cassa depositi e prestiti, il contributo di Compagnia di San Paolo e Regione Piemonte e il patrocinio della Città di Torino.

 

Il 4 Novembre alzabandiera in piazza Castello

“Giorno dell’Unità nazionale e Giornata delle Forze Armate”

 

Lunedì 4 novembre, in occasione delle celebrazioni del “Giorno dell’Unita Nazionale e Giornata delle Forze Armate”, il Comando Militare Esercito Piemonte, in coordinamento con la Prefettura e il Comune di Torino, ha organizzato a Torino una serie di eventi per commemorare e ricordare un momento particolare della storia nazionale.

Alle ore 10.00 in Piazza Castello, alla presenza delle più alte Autorità civili e militari della città, si svolgerà la cerimonia dell’alzabandiera che intende confermare l’incontro tra il Paese e le Forze Armate.

Il servizio d’onore sarà svolto, alla presenza della Bandiera della Scuola di Applicazione dell’Esercito, del Gonfalone della Città di Torino e del Gonfalone della Città Metropolitana, da un Reparto di formazione costituito da Ufficiali frequentatori della stessa Scuola, Alpini della Brigata “Taurinense”, Carabinieri del Comando Regione “Piemonte e Valle d’Aosta”, Finanzieri del Comando Regionale “Piemonte” Le note dell’Inno Nazionale saranno intonate dalla Banda Musicale del Corpo di Polizia Municipale della Città di Torino.

A seguire, alle ore 11.00, sarà celebrata una santa messa presso il Tempio della Gran Madre di Dio al termine della quale verrà deposta una corona d’alloro al sacrario militare.

I momenti istituzionali termineranno alle ore 18.00 con la cerimonia dell’ammainabandiera che avrà luogo sempre in Piazza Castello.

Analogamente a quanto avvenuto negli anni scorsi, anche quest’anno l’Esercito aprirà al pubblico alcune delle sue caserme secondo il seguente calendario:

3 novembre:

–        Pinerolo (TO) – Caserma FENULLI (Museo di Cavalleria) – 10.00 – 12.00/15.00 – 18.00

 

4 novembre:

–            Torino – Palazzo Arsenale (Scuola di Applicazione dell’Esercito) – 09.00 – 12.00/14.30 – 17.00

–            Torino – Caserma “Monte Grappa” (Comando Brigata Alpina “Taurinense”) 09.00 – 12.00

–            Torino – Caserma “Pietro Micca” (Comando Provinciale Carabinieri) – 10.00 – 13.00/16.00 – 19.00

–            Rivoli (TO) – Caserma “Ceccaroni” (Comando Reggimento Logistico “Taurinense”) – 09.00 – 13.00

–            Venaria Reale (TO) – Aeroporto (34° AVES) – 10.00 – 12.00/14.00 – 16.00

–            Torino Caserma “Emanuele Filiberto Di Savoia Duca d’Aosta” (Comando Regionale Piemonte e Comando Provinciale Torino Guardia di Finanza) – 09.00 – 12.00

5 novembre:

–            Vercelli – Caserma SCALISE (Artiglieria a cavallo) – 09.00 – 12.30

A premessa delle celebrazioni del “4 novembre”, in occasione della ricorrenza dei “Defunti”, il giorno 2 novembre, alle ore 11.30, alla presenza delle Autorità locali e delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma, sarà celebrata la ricorrenza con la deposizione di una corona d’alloro al monumento dedicato ai Caduti di Nassiriya, sito in corso IV Novembre, lato piazza d’Armi.

Derby della Mole, decide De Ligt

Bello questo Derby, sanguigno, vissuto da entrambe le squadre con grande intensità dal primo minuto all’ultimo. Vince la Juve per l’unico errore commesso dai granata, ovvero lasciare libero Higuain in area, che ha potuto così servire l’assist vincente per la zampata di De Ligt.
Per il resto, le due squadre si sono affrontate sin dall’inizio a muso duro, spazi stretti da una parte e dall’altra, continui cambi di fronte, il duello Cuadrado-Belotti che ha fatto da leitmotiv per tutta la partita, a braccetto con le parate di Sirigu, il migliore dei granata con parate decisive.
Nella Juve, da segnalare la prestazione dell’olandese De Ligt, non solo per il goal nel suo primo Derby, ma anche – e soprattutto – per le ottime chiusure, per una sempre maggior autorevolezza dimostrata con buone iniziative, tipo il lancio lungo per Cuadrado all’8‘ e il tiro in porta su cross di Ronaldo al 45’, che ha impegnato Sirigu non poco.
Tra i migliori dei bianconeri anche Cuadrado – entrato ottimamente nel ruolo di terzino destro – e Pjanic, autore di alcune deliziose aperture per CR7, con il quale ormai si trova a memoria; peccato che la serata di grazia di Sirigu abbia impedito a Ronaldo di girare in rete un rasoterra al 42′ e poi al 56′ st, su contropiede ben innescato da Dybala.
Serata da gregario dunque per il portoghese, che comunque si dà da fare con sponde per i compagni da cui nascono interessanti triangolazioni con Pjanic, Dybala e Cuadrado.
All’11‘ l’episodio contestato: sul corner per il Toro, la palla finisce sul braccio di De Ligt, ma il VAR dice che non è rigore perchè dalle immagini si vede chiaramente che il difensore olandese prova ad evitare il contatto con la palla, ritraendo il braccio all’indietro. Con il nuovo regolamento non si guarda più all’intenzionalità, ma si valuta se l’aumento dell’ingombro determinato dal braccio avvenga in modo innaturale o meno: e qui è invece evidente che è stato naturale.
Al 36′ grandissima occasione per il Toro per passare in vantaggio, su bella iniziativa di Belotti, ma la palla arriva a Meitè, che da due passi la manda alta sulla traversa.
A questo punto la Juve preme sull’acceleratore, ed il finale del primo tempo è tutto dei bianconeri, con tentativi a rete di CR7, Bonucci di testa al 43′ sugli sviluppi di una punzione e De Ligt allo scadere, ma Sirigu para tutto il parabile e si va negli spogliatoi sullo 0-0.
La ripresa vede le squadre meno arrembanti, si allungano e si gioca su spazi un pochino più larghi; al 52′ st viene fischiato un fuorigioco di Bernardeschi, rimane il dubbio.
Sarri capisce che c’è bisogno di forze fresche e inizia le sostituzioni: al 58′ st dentro Higuain e fuori Dybala (comunque buona prestazione), ed al 66′ st fa entrare Ramsey per Bernardeschi, purtroppo ancora in ombra; ottimo impatto sulla partita per l’argentino e il gallese, che danno subito una scossa alla gara: il gioco della Juve si velocizza ed al 69′ il Pipita impegna Sirigu in una gran parata sulla sua girata al volo.
Subito dopo arriva il vantaggio bianconero: lasciato solo in area di rigore, Higuain serve una palla d’oro a De Ligt, che di destro insacca, stavolta nulla può il portiere granata.
Il Toro però non ci sta, e appena un minuto dopo impegna Szczesny con un bel tiro di Ansaldi dalla destra; dalla parte opposta, l’asse Ramsey-Higuain produce una ghiotta occasione al 72′ st, ma Sirigu sventa ancora una volta.
Ai tentativi del Toro di sfondare – Belotti e Zaza pressano i difensori bianconeri – , la Juve oppone scambi Cuadrado-Ronaldo-Higuain, che fruttano calci d’angolo e azioni prolungate in avanti, con buon palleggio.
All’84’ occasionissima per Ramsey, che si trova solo davanti a Sirigu ma il portiere granata esce di piedi, negandogli il goal.
Il finale di partita è tutto del Torino, alla disperata ricerca del pari, ma De Ligt e Bonucci chiudono ogni varco; al 93′ st i granata segnano, ma è fuorigioco netto, e il risultato non cambia più.
Ovunqueecomunque #finoallafine
Rugiada Gambaudo

Ragazza 18enne muore impiccata al cancello

Ore 10  odierne, in Loranzè (TO), i carabinieri, su segnalazione dei familiari , hanno trovato il cadavere di una ragazza 18enne, studentessa che, rientrando in casa dopo serata in discoteca, per non svegliare la sorella convivente, ha scavalcato la recinzione metallica abitazione, ed è rimasta impigliata al collo con il maglioncino. Sorella vittima se ne è accorta al risveglio, trovandola impiccata al cancello. Rilievi in corso da parte Carabinieri attesa medico legale.