Riceviamo e pubblichiamo
Al presidente del Consiglio dei Ministri
Al Dipartimento di Protezione Civile
Al ministero della Salute
Al ministro dell’Interno
Art 2 e art 32 Costituzione: “le cure sanitarie (profilassi) sono garantite per tutti”. Ma è proprio così?
L’esame diagnostico del corona virus è fortemente razionalizzato per la nostra Regione (e non
solo), che conta meno di tre tamponi eseguiti per ogni contagio, contro gli undici del Lazio, i dieci
della Toscana e gli otto della Puglia (dati aggiornati al 30 marzo).
È una possibilità negata soprattutto al personale della prima linea costretto a lavorare allo stremo
perché la chiusura dei servizi di emergenza sarebbe una catastrofe di proporzioni immani.
In questo momento drammatico ci inchiniamo tutti i giorni di fronte a un sistema sanitario
nazionale che tenta ancora di garantire l’equità delle cure nonostante sia stato spolpato per anni
da torme di avvoltoi. È anche per questo che salgono rabbia e indignazione quando leggiamo di
corsie preferenziali riservate a personaggi famosi, Vip, calciatori professionisti, politici o affini che
hanno avuto la possibilità di eseguire uno, due o più tamponi per poi sbandierarne l’esito a favore
di telecamere o di interviste (nel mentre operatori della sicurezza e dell’emergenza, quand’anche
sintomatici, attendono di essere sottoposti al tampone). Il divario sociale non si misura più con le
auto di lusso o con i Rolex esibiti al polso, ma con il numero di tamponi che ci si può permettere di
comprare. La salute per quanto ci riguarda deve essere tutelata allo stesso modo e a tutti; a noi
pare evidente che stia diventando una mera è insopportabile questione economica e di Status, tra
l’altro ostentato senza ritegno. Se ci sbagliassimo saremo felici di essere smentiti.
#Insiemevinciamo.
LE RAPPRESENTANZE SINDACALI DEI LAVORATORI – REGIONE PIEMONTE
POLIZIA DI STATO PROFESSIONI INFERMIERISTICHE VIGILI DEL FUOCO
SIULP: E. Bravo NURSIND: F. Coppolella CONAPO: A. Maglione
SAP: A. Perna CONFSAL: S. Astrella
FNS – CISL: A. Mazzitelli
UIL – PA: R. Molino
Se in Cina la produzione industriale, nei primi due mesi dell’anno, ha registrato una contrazione del 13.5%, rispetto allo stesso periodo del 2019, dovuta all’emergenza Covid 19, l’agenzia di rating Moody’s avverte che l’economia italiana è, er la medesima emergenza, in recessione e stima una contrazione per l’economia del -0,7%. La Commissione europea avanza previsioni più negative, aspettandosi per l’anno in corso una contrazione dell’1%. Risultano, così, assolutamente, indispensabili iniziative atte a facilitare la ripresa economica soprattutto a livello locale, a favore dei soggetti di piccole e medie dimensioni.

