ilTorinese

Una nuova casa per le scuole tecniche San Carlo

La Città di Torino affiderà i mille metri quadrati dello stabile di via Castelgomberto 75 all’Associazione Scuole Tecniche San Carlo. Obiettivo è far nascere un nuovo polo del lavoro destinato alla formazione e all’inclusione occupazionale.

La decisione è stata deliberata dalla giunta su indicazione della vicesindaca con delega al Patrimonio e al Lavoro Michela Favaro.

I locali di via Castelgomberto, di proprietà del Comune e ampi 850 metri quadrati sui livelli interni e 324 nei cortili esterni, saranno affidati all’ente di formazione per 10 anni. L’edificio verrà inoltre interessato da lavori di ristrutturazione e ammodernamento eseguiti dell’Associazione Scuole Tecniche San Carlo attraverso un investimento pari a 173mila euro.

“Favorire la sinergia tra enti che si occupano di formazione professionale e agenzie per la ricerca attiva del lavoro può essere una formula vincente su cui scommettere – spiega Michela Favaro, vicesindaca con delega al Patrimonio e al Lavoro -. La concessione dei locali di via Castelgomberto 75 all’Associazione Scuole Tecniche San Carlo vuole provare a incidere su un tema centrale come quello dell’inserimento qualificato in un mondo del lavoro sempre più complesso”.

Lo storico ente di formazione, specializzato nella preparazione di donne e uomini da avviare al mondo del lavoro grazie a corsi di falegnameria, restauro ligneo e dei dipinti, abbigliamento e moda e costruzioni scenografiche, collabora già da tempo con la Città svolgendo i suoi corsi in un’altra sede concessa dal Comune, quella di via Pergolesi 119, zona nord della città. L’intenzione, vista anche la presenza dell’Agenzia Piemonte Lavoro ospitata sempre nel complesso di via Castelgomberto, è di agevolare la nascita di un polo che unisca formazione a strumenti utili per una ricerca attiva dell’impiego.

“Siamo profondamente onorati e grati alla Città di Torino per la fiducia che ci ha accordato – dichiara il presidente dell’AssociazioneScuole Tecniche San Carlo Stefano Alotto -. Questo nuovo spazio in via Castelgomberto rappresenta per noi molto più di una semplice sede: è un’opportunità straordinaria per rafforzare il nostro impegno nel campo della formazione professionale. Lavoreremo per creare un polo del lavoro inclusivo, dove ciascuno, indipendentemente dal proprio punto di partenza, possa trovare percorsi di crescita e occupazione. La possibilità di collaborare a stretto contatto con l’Agenzia Piemonte Lavoro, già presente nel complesso, ci permetterà di offrire ai nostri studenti e studentesse un percorso completo, dalla formazione teorica e pratica fino all’incontro diretto con le opportunità lavorative”.

TORINO CLICK

foto archivio

Davide Malizia vince la “Nocciola” d’oro

ALLA FIERA NAZIONALE DI CORTEMILIA

In occasione della ‘Fiera Nazionale della Nocciola’ di Cortemilia – giunta quest’anno alla sua 71esima edizione – evento che celebra la ‘Tonda Gentile, ovvero la regina dell’Alta Langa varietà di nocciola tipica di questa zona, il campione del mondo di Pasticceria e Gelateria Davide Malizia è stato premiato con la ‘Nocciola d’Oro’. Si tratta di un riconoscimento prestigioso che inserisce nell’impegno più ampio degli organizzatori e del Comune di Cortemilia di valorizzare una delle eccellenze del Piemonte, dalle qualità uniche come appunto la forma tonda, il guscio sottile che permette un’ottima pelabilità, un sapore fruttato, aromatico, poco legnoso e un profumo intenso, ma al tempo stesso delicato che la differenzia dalle altre nocciole del mondo.

“Un onore per Cortemilia avere il Campione del Mondo di Pasticceria alla Fiera Nazionale della Nocciola” – dichiarano il sindaco di Cortemilia Roberto Bodrito ed il consigliere comunale con delega al Turismo Marco Zunino, che aggiunge: “consegnare al Maestro Malizia la Nocciola d’oro, simbolo di Cortemilia, conferma ancora una volta il nostro obiettivo, che è quello di riuscire a promuovere l’immagine della Nocciola Piemonte Igp delle Langhe agli occhi del grande pubblico, soprattutto delle gelaterie e pasticcerie, in Italia e all’estero”.

Del resto il Maestro Davide Malizia, pluripremiato per le sue specialità già 8 volte Campione del Mondo di Pasticceria e di Gelateria – una da campione e sette come allenatore – Maestro Apei l’Associazione degli Ambasciatori Pasticceri dell’Eccellenza Italiana presieduta da Iginio Massari e vincitore nel 2020 del prestigioso premio Sucre d’Or come Miglior Artista al Mondo dello Zucchero per i prossimi 10 anni, da sempre è stato ispirato dalla pasticceria piemontese e dalle eccellenze agroalimentari dell’Alta Langa. “Dal tartufo alla tradizione dolciaria rappresentata dai cuneesi, i bonet, le paste di meliga e gianduiotti, questo territorio esprime materie prime di grande fascino e importanza. In particolare, la nocciola è stata al centro di alcune mie realizzazioni, penso ai biscotti delle Langhe, alla crostata segreto al pralinato di nocciole e al cake nocciolino. Ricevere questo premio conferma la grande cultura italiana della produzione delle nocciole” – spiega il campione del mondo di Pasticceria e Gelateria.

Anche per l’utilizzo della nocciola ha prevalso sperimentazione, ricerca e formazione, punti cardine per Malizia ed elementi che contraddistinguono la sua Aromacademy di Roma unica scuola specializzata di pasticceria, entrata nel 2024 anche nel club esclusivo del Relais Desserts la prestigiosissima associazione francese che riunisce i più grandi pasticceri e cioccolatieri del mondo.

cs

Segnaletica turistica da rifare

Le paline “turistiche” che  lungo il fiume a Torino riportano informazioni utili su flora e fauna del Po sono illeggibili, sporche e ricoperte di scritte. Meglio toglierle: così sono un simbolo di degrado. Oppure perché non  sostituirle con nuove strutture? La foto riguarda il Lungo Po all’altezza delle Molinette.

Auto finisce nei campi, estratti in quattro dalle lamiere

Nella notte sulla statale 32 a Cameri nel Novarese un’auto con quattro persone a bordo è finita fuori strada per ragioni in via di accertamento. I quattro sono stati estratti dalle lamiere dai vigili del fuoco e portati in ospedale. Non sono ancora note le loro condizioni. La vettura è finita nei campi.

Il TorinoFilmLab al Locarno Film Festival 2025

 

Il 78esimo Locarno Film Festival si è appena concluso con la vittoria di un film targato TorinoFilmLab. Il premio speciale della giuria del concorso internazionale  è stato assegnato, infatti, a White Snail di Elsa Kremser, (Austria), e Levin Peter ( Germania).

White Snail è il primo lungo di finzione del duo, che insieme ha già diretto altri titoli e che, nel 2021, ha partecipato al FeatureLab. Per i due registi il film racconta un punto di svolta nella vita di due giovani bielorussi, un atto di sfida verso lo stigma e l’esclusione, una fragile storia d’amore tra due outsider che mettono in crisi l’uno il mondo dell’altra, scoprendo così di non essere soli.
Per la competizione Cineasti del presente, il nuovo film dell’alumnus Minh Quy Truong, dal titolo “Hair, Paper, Water…” e diretto insieme a Nicolas Graux , è stato premiato con il Pardo d’Oro concorso Cineasti del Presente. Il film ha ricevuto anche la menzione per il Premio Pardo Verde, riservato alle opere  che meglio riflettono temi come l’ecologia e la sostenibilità.

Nel 2022 il TorinoFilmLab ha scelto Minh Quy Truong del Vietnam con il suo film ‘Viet and Nam’ come vincitore del TFL Co Production Fund di 50 mila euro, che ha poi esordito al Festival di Cannes 2024, nella sezione Un Certain Regard.

Mara Martellotta

Prime crepe nella morsa del caldo a Torino? Temperature in calo nelle prossime ore

La giornata di domenica 17 agosto si presenta soleggiata ma velata, con temperature massime elevate fino a circa 35 Le minime notturne attorno ai 22 °C .

Per lunedì 18 agosto, si prevede un calo netto delle temperature: massime attorno ai 30 °C, accompagnate da possibili temporali in alcune zone della regione . Martedì 19 agosto dovrebbe continuare questa tendenza di attenuazione del caldo, con cieli parzialmente nuvolosi e temperature stabili intorno ai 30 °C, minime in calo verso i 19 °C .

Nella giornata di ieri, sabato 16 agosto, Torino rientrava tra le città con bollino rosso, indicatore del massimo livello di allerta caldo emesso dal Ministero della Salute.

Il bollettino dell’Arpa Piemonte conferma che domenica 17 non è prevista allerta sanitaria (bollino rosso): il livello di disagio è classificato come basso, seppur con temperature massime intorno ai 34 °C, percepite fino a 36 °C, e temperature minime sulla soglia dei 21–22 °. 

In sintesi, l’ondata di calore estrema sembra esaurirsial 16 agosto, mentre per il 17 agosto si intravede una prima attenuazione del caldo intenso, senza più allerta estrema.

Un quadro dell’estate torrida a Torino

  • Fase critica a Ferragosto: il 15 agosto Torino è tra le 14 città da bollino rosso, situazione che prosegue anche il 16 agosto, con ancora alta allerta per ondata di calore

  • Prime crepe nella morsa del caldo: già da domenica 17 agosto si nota un rallentamento significativo dell’ondata di calore, sintomo dell’arrivo di condizioni più miti — almeno temporaneamente

  • L’estate 2025 a Torino è stata segnata da varie giornate da bollino rosso, in particolare nei giorni subito precedenti al Ferragosto e durante il picco della morsa africana.

Il 17 agosto 2025 segna un punto di svolta nella calura torinese: la giornata sarà ancora rovente (massime fino a 35 °C, minime notturne sui 22 °C), ma senza la certificazione di emergenza, offrendo un primo sollievo rispetto ai giorni gravati da bollino rosso.

Lunedì e martedì confermano questa tendenza di temperatura in discesa e instabilità atmosferica, preludio a un probabile cambiamento più consistente nelle condizioni climatiche.

Botulismo alimentare: i consigli della Regione

Che cos’è e come prevenirlo con alcuni esempi pratici. 

A cura di REGIONE PIEMONTE

Le notizie di questi giorni hanno portato alla luce un rischio legato agli alimenti, il botulismo alimentare, spesso trascurato, ma che ha portato purtroppo alla morte di diverse persone.

Che cosa è il botulismo

Il botulismo è un rara, ma a volte letale, sindrome neuroparalitica provocata dall’azione di una tossina prodotta dal batterio Clostridium botulinum.

Il primo focolaio documentato di botulismo avvenne in Germania nel 1820 in seguito al consumo di salsicce. Il microrganismo venne identificato alcune decadi più tardi su un prosciutto che aveva causato una tossinfezione in Belgio e fu chiamato Bacillus botulinus dalla parola botulus che voleva dire salsiccia in Latino.

Malgrado l’origine della sindrome sia batterica, le vere responsabili della sintomatologia sono le tossine prodotte dai batteri. Il botulismo non è quindi un’infezione strettamente alimentare, ma un’intossicazione. È sufficiente una quantità minima di tossina (pari a 1*10-8/g) a determinare la morte: questo fa della tossina botulinica uno dei veleni più potenti conosciuti dall’uomo.

Per svilupparsi e produrre la tossina Clostridium botulinum ha bisogno di condizioni ambientali particolari, che devono verificarsi contemporaneamente: questo spiega la scarsa incidenza di questa intossicazione. Il rischio a livello di produzioni industriali è pressoché nullo se vengono adottate le precauzioni igieniche adeguate; più pericolose sono invece le preparazioni casalinghe (soprattutto le conserve poco acide).

Condizioni ambientali necessarie per lo sviluppo di Clostridium botulinum

Assenza di aria (condizioni di anaerobiosi)

  • Temperatura > 10°C

  • Attività dell’acqua (Aw) > 94%

  • pH > 4.5

  • Concentrazione di sale (NaCl) < 7-8%

  • Assenza di nitrati

  • Presenza di altre forme microbiche che, attraverso la loro attività metabolica, possono realizzare condizioni idonee alla crescita e moltiplicazione del patogeno anche in ambienti originariamente inadatti (conserve acide).

Alcuni ceppi, parallelamente alla moltiplicazione del microrganismo, determinano una modificazione del sapore, del colore, dell’odore e della consistenza dell’alimento fino a dargli un aspetto repellente; altri ceppi, invece, non determinano alcuna modificazione evidente del cibo, nonostante la moltiplicazione e la produzione di tossine da parte del batterio. Sono quest’ultimi, quindi, i più pericolosi.

Forme cliniche del botulismo

Il botulismo si presenta in 3 forme principali:

Botulismo alimentare: dovuto all’ingestione di cibo contaminato con la tossina botulinica;

Botulismo infantile: è una forma dovuta all’ingestione di spore di Clostridium botulinum e colpisce i bambini sotto i 12 mesi di età. Uno dei veicoli di questa patologia è il miele, che va quindi sconsigliato ai bambini di pochi mesi;

Botulismo da lesione: dovuto all’infezione di ferite da parte di Clostridium botulinum, con conseguente produzione di tossine. Questa forma è in crescita tra le persone tossicodipendenti, per iniezione di droghe preparate in condizioni non igieniche e contaminate con il botulino.

Sintomatologia

La sintomatologia si manifesta 18 – 48 ore dopo l’ingestione dell’alimento contaminato, ma in casi eccezionali il tempo di incubazione può essere anche di 8 giorni.

I primi sintomi consistono generalmente in disturbi gastroenterici (nausea, vomito e diarrea), disturbi della vista, difficoltà di deglutizione, secchezza delle fauci, difficoltà di parola e deambulazione. A questi, nelle forme più gravi, seguono difficoltà respiratoria e morte, in assenza di trattamento, anche nel 70% dei casi. Esiste un siero antibotulinico specifico, tuttavia la sua somministrazione deve essere estremamente tempestiva.

I diversi ceppi di botulino isolati dagli alimenti

tipo A – conserve di carne e verdure

tipo B – prodotti a base di carne

tipo E – prodotti ittici

tipo F – conserve a base di carne e pesce

La tossina è facilmente distrutta dal calore (80°C per 15 minuti, per i tipi A e B), mentre le spore possono resistere fino a 120°C.

Dati

Oggi negli Stati Uniti secondo il CDC (Center for Disease Control and Prevention) vengono segnalati in media 110 casi di botulismo ogni anno. Di questi, il 25% è riconducibile a botulismo alimentare, il 72% a botulismo pediatrico e una minima percentuale (circa il 3%) a quello da ferita.

In Italia il botulismo alimentare è relativamente diffuso. Oltre ai recenti casi registrati in Calabria e in Sardegna, nel periodo 2001-2020, al sistema di sorveglianza nazionale del botulismo sono stati segnalati 1.039 casi clinici sospetti e ne sono stati confermati in laboratorio 452. Di questi, 412 (91%) erano casi di botulismo alimentare, 36 (8%) si riferivano a casi di botulismo infantile e 4 (1%) a casi di botulismo da ferita. Il numero di decessi è stato di 14 e il tasso medio di letalità della malattia pari al 3,1%; tale tasso di letalità è diminuito passando dal 3,8% del periodo 2001-2011 al 2,6% del 2012-2020.

Consigli pratici

  • Gli alimenti destinati alla produzione di conserve devono essere di prima qualità, privi di ammaccature, muffe o parti marce;

  • conservare le materie prime (es. verdure) ben coperte in frigo solo per brevissimi periodi;

  • lavarsi bene le mani (anche sotto le unghie) prima di procedere alla lavorazione;

  • lavare bene i prodotti in acqua abbondante strofinandoli con spazzolini utilizzati solo per alimenti, vanno eliminate completamente tutte le tracce di terra;

  • asciugarli con panni puliti e non lasciarli sul piano di lavoro, esposti a polveri e insetti, né prima né dopo la cottura;

  • pulire accuratamente il piano di lavoro durante e dopo la preparazione delle conserve;

  • utilizzare contenitori piccoli (massimo 300-500 ml) che devono essere sterilizzati facendoli bollire per almeno 10 minuti;

  • nella preparazione delle marmellate utilizzare almeno una quantità di zucchero para al 50% del peso della frutta;

  • cuocere nella pentola a pressione per almeno 3 minuti i vegetali da conservare sottolio o al naturale (sono infatti necessari 120° C per distruggere le spore, temperatura che non si raggiunge con la semplice ebollizione in pentola);

  • l’aggiunta di aceto e la conservazione dei barattoli al di sotto dei 10° C riducono il rischio di sviluppo del microrganismo;

  • I cibi preparati senza seguire le corrette precauzioni (cottura, acidità, concentrazione salina, ecc…) vanno refrigerati;

  • scartare le conserve che all’apertura lascino uscire del gas, presentino bollicine o cattivo odore; controllare che i coperchi dei barattoli non siano bombati. Se ci sono queste condizioni, i prodotti non devono essere mangiati o anche assaggiati (anche l’assaggio può essere molto pericoloso). Va comunque ricordato che il botulino, non porta necessariamente ad odori strani;

  • negli insaccati prestare attenzione alla presenza di zone verdastre (fenomeni di proteolisi), talvolta associata anche a fenomeni di rammollimento e a cattivi odori, che rappresentano un campanello di allarme della presenza del botulino; ricordarsi che i prodotti industriali sono generalmente sicuri per la presenza di nitrati e nitriti, additivi in grado di inattivare il botulino;

  • nella preparazione delle conserve ittiche (tonno, sgombro, ecc.) è consigliabile eviscerare i pesci appena pescati o acquistati;

  • se si sospetta una contaminazione da botulino, ricordarsi di disinfettare (bollire o trattare con ipoclorito di sodio) gli utensili da cucina.

Link

https://www.ceirsa.org/leggitutto.php?idrif=171

https://www.epicentro.iss.it/ben/2022/3/sistema-nazionale-botulismo-2001-2020

Le classi dirigenti. Di ieri e di oggi

LO SCENARIO POLITICO  di Giorgio Merlo

Ogniqualvolta si traccia un confronto tra le classi dirigenti del passato – cioè quando esistevano la
politica, i partiti, le culture politiche e i programmi di governo studiati ed elaborati – e quella
decollata dopo l’irruzione del populismo grillino e l’avvento dei partiti personali, crescono la
rassegnazione e lo sconforto. Una rassegnazione dovuta ad un fatto specifico che supera tutte le
altre valutazioni. Ovvero, e senza alcuna regressione nostalgica, ieri c’era una classe dirigente
radicata, espressiva, rappresentativa e, soprattutto, aveva una personalità politica. Cioè, tanto sul
versante nazionale quanto su quello locale, si trattava di una classe dirigente riconosciuta e
riconoscibile. Sia a livello politico e sia sul versante culturale. Oggi, e dopo il contagio trasversale
del virus populista, demagogico e anti politico, le classi dirigenti – se così le vogliamo definire – si
sono ridotte a portavoce degli istinti più triviali della pubblica opinione o a messaggeri della
propaganda più sfacciata e qualunquista. Certo, esistono delle eccezioni che confermano però, e
come sempre, la regola. Basti pensare alla personalità riconosciuta a livello internazionale di
Giorgia Meloni nel campo della maggioranza di governo o ad alcuni esponenti del Pd che, guarda
caso, si sono formati politicamente durante gli anni della prima repubblica. Uno su tutti, Dario
Franceschini. Dopodiché, e soprattutto nei partiti populisti e personali, si conta una serie
interminabile di pseudo dirigenti che si caratterizzano o per la fedeltà acritica nei confronti del
capo di turno o per la radicale inconsistenza politica, culturale e progettuale. Recuperando
un’antica battuta di Carlo Donat-Cattin, si tratta di persone che “sono capaci, capacissimi, capaci
di tutto”. E la domanda di fondo, al netto delle profondi differenze storiche, politiche, culturali e
sociali, è sempre una. Ovvero, ma la cosiddetta classe digerente che oggi alberga tranquillamente
nei partiti e nelle istituzioni, che ruolo politico avrebbe ricoperto nella prima repubblica? Cosa
avrebbero fatto nei partiti del tempo? Per fare un esempio concreto, l’attuale classe dirigente
nazionale dei populisti dei 5 stelle avrebbero occupato lo scranno di segretari comunali o
provinciali della Democrazia Cristiana, o del Partito Comunista italiano o del Partito Socialista
italiano? Oppure, come è molto probabile, sarebbero stati semplici iscritti e militanti di base che
avrebbero allestito le Feste dell’Amicizia e dell’Unità o dell’Avanti e poco più? La domanda sorge
spontanea perchè è tale la differenza di qualità, di autorevolezza e di peso della classe dirigente
dei partiti della prima repubblica rispetto a quella contemporanea che non si può non tracciare un
confronto e un paragone. Certo, il passato, e quel passato, è definitivamente ed irreversibilmente
archiviato. Ma è altrettanto indubbio che la qualità e l’autorevolezza delle classi dirigenti non
hanno scadenza temporale. E quando si è alle prese con un ceto dirigente che, appunto, qualche
lustro fa avrebbe allestito i gazebo e le feste di partito – con tutto il rispetto dovuto per quei
militanti e per quei volontari – e oggi è al governo del paese o aspira a diventarlo, è abbastanza
evidente trarre la conclusione che la politica si è drasticamente impoverita, che non riscuote più
consenso e che, soprattutto, non riesce più a dettare l’agenda di ciò che serve ad un paese
complesso ed articolato come il ostro. Per questi motivi, e lo ripetiamo ancora una volta, la qualità
della classe dirigente è quasi la precondizione affinché la politica ritorni ad essere protagonista. A
livello nazionale come a livello locale.

La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni

SOMMARIO: Aldo Cazzullo ad Alassio – Alaska -Lettere

Aldo Cazzullo ad Alassio
Cazzullo riceve il premio per l’informazione culturale ad Alassio . Con tutti i libri pubblicati sui temi più disparati, gli editoriali e le interviste (non settarie) che pubblica, credo sarebbe diventato difficile non conferirgli il premio alassino 2025. Anche la sua presenza televisiva sulla  7  è stata massiccia. Nessun giornalista, neppure Mieli, ha oggi la notorietà di Cazzullo che da giovane andava in vacanza a Loano, ma avrebbe aspirato ad Alassio. Poi la famiglia comprò una casa ad Andora e il sindaco Mauro  Demichelis  gli diede qualche anno fa le chiavi della città con notevole  preveggenza. Conosco Cazzullo da molti anni e anch’io in tempi lontani l’ho premiato nel suggestivo studio del pittore Enrico Paulucci a Torino. Ci affacciammo insieme sul balcone da cui si vede piazza Vittorio, il Po, il monte dei Cappuccini all’imbrunire: una suggestione indimenticabile.
Cazzullo ha le sue idee, ma sa anche rispettare quelle degli altri. Un fanatico   di un paesino ligure  ha suggerito ad un pronipote di Mussolini di chiedere a Cazzullo un contraddittorio  sui temi del fascismo allo scopo di creare un po’ di confusione. Da storico ho una visione del fascismo e di Mussolini diversa da quella di Cazzullo, ma quella del pronipote del duce mi appare priva totalmente di cultura storica e di attendibilità. Un libro scritto o fatto scrivere da altri che non merita di essere letto e neppure considerato. Approfittare del premio a Cazzullo per qualche minuto di visibilità mi  appare molto meschino.
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Alaska
Ogni passo verso la pace in un mondo in guerra che rischia un conflitto nucleare devastante da cui il mondo intero non si salverebbe, è sempre importante. Trump ha tentato senza successo di smuovere le cose, avviando un dialogo. Non credo che il vertice abbia dato risultati, ma va neppure considerato a priori un fallimento.
La storia è sempre imprevedibile e non bisogna cessare di sperare in altri passi successivi.  Parlarsi fa sempre bene. Certo il dignitario russo alla corte dello Zar con la maglietta dell’URSS appare un elemento che ha dell’ incredibile e forse è stata una provocazione per farsi notar e Ma sotto tanti punti di vista la Russia è tornata sovietica o è nostalgica dell’impero sovietico. Quell’impero dopo Yalta e la divisione delle sfere di influenza ha contribuito,  magari forzatamente e non certo per amore della pace, un equilibrio che ha evitato una terza guerra mondiale. E’ un ricordo lontano che ci indica come non sempre sono stati i pacifisti ad evitare le guerre. Proviamo a crederci anche noi. Non perdiamo nulla e troviamo una via magari illusoria per evitare a noi  le  troppe ansie ed alleviare  ai tanti attivisti in inutile e e mobilitazione  la fatica delle loro continue esibizioni in piazza.
LETTERE  scrivere a quaglieni@gmail.com
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Erba in piazza San Carlo
Sono stata  a fare una passeggiata in piazza San Carlo anche per vedere i cantieri della nuova via Roma che sembrano quasi quelli del Ventennio che rifece l’ intera via.
Vi mando due fotografie dalle quali, malgrado la siccità, appare come l’erba cresca  abbondantemente tra il porfido di piazza San Carlo. Torino città più verde d’Italia o incuria  anche nel salotto di Torino? Forse occorrerebbero due capre per brucare l’erba. Io vengo da Saluzzo, ma  la manutenzione della  mia città è ben diversa.
 Giorgina Bocca
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Io mi limito a transitare sotto i portici e non cammino mai nella piazza. Passo sotto i portici per vedere le vetrine e magari prendere un aperitivo da Stratta.  Gli artisti di strada mi infastidiscono come i vecchietti sulle panchine in piazza mi intristiscono. Non mi ero quindi  mai accorto dell’erba. Un fatto marginale perché l’incuria, da quando è stato istituito un apposito  assessorato alla cura della città ,è un  problema del centro e della  periferia . Sono lontani i tempi quando bastava un sms al sindaco Fassino per ottenere un intervento veloce. Oggi Torino – al di là dell’impegno del sindaco che apprezzo – ha alcuni assessori che andrebbero mandati a casa , ma gli equilibri politici precari impongono di non toccare nulla.
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La storia non si può attualizzare  
Ho assistito ad una recente presentazione ligure del suo libro su Pannunzio. Mi ha stupito  il tentativo di una presentatrice di “attualizzare Pannunzio“. Lei ha dissentito, ma è stato generoso, forse troppo generoso. È  stato  perfino troppo cavaliere. Lo dico da donna. Con un uomo avrebbe reagito diversamente. Buon Ferragosto!   Maria  Aicardi
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E ‘ stata una serata non positiva. Ometto il nome della signora in questione, ma preciso che  non è stata  ovviamente la presentazione della prof. Jaqueline Visconti che si è rivelata ancora una volta intellettualmente straordinaria .La storia è storia e attualizzarla è  un errore. Semmai essa va contestualizzata. Prevedere da che parte starebbe oggi  Pannunzio o chiunque altro  è una sciocchezza in cui cadono anche le persone acculturate. Se poi si vuole portarlo dalla propria parte per avvalorare le proprie ragioni politiche, è  operazione intellettualmente scorretta. Sono vecchi discorsi che chi è ideologizzato non può capire.

Tutte le news di Cesana Torinese sul nuovo ledwall di piazza Vittorio Amedeo

CESANA TORINESE – Nuovo servizio informativo per la cittadinanza ed i turisti a Cesana. 

Presso l’Ufficio del Turismo di piazza Vittorio Amedeo è in funzione un nuovo ledwall informativo.

Si tratta di un maxischermo che fornisce informazioni turistiche ai visitatori, ma anche informazioni utili alla cittadinanza. 

Il Sindaco Daniele Mazzoleni presenta la novità: “Dopo alcuni giorni di test tecnico, ora è pienamente operativo il nuovo ledwall che abbiamo voluto installare sulla facciata dell’Ufficio del Turismo per offrire un ulteriore strumento di comunicazione con la cittadinanza e con i turisti. Il ledwall è attivo tutti i giorni e proietta schermate di benvenuto a Cesana e schermate con i principali eventi in calendario per la settimana in corso. Tra le info che vengono proposte ci sono anche gli aggiornamenti meteo quanto mai utili per programmare escursioni e passeggiate. Ovviamente è in costante aggiornamento e di questo ringraziamo le addette dell’Ufficio del Turismo per la preziosa collaborazione. Oltre a promuovere eventi e manifestazioni, il ledwall sarà arricchito di video di valorizzazione territoriale e servirà anche per dare informazioni utili alla cittadinanza e pubblicare in tempo reale avvisi alla popolazione. Uno strumento che riteniamo alquanto utile perché ci permetterà di raggiungere tutti coloro che si trovano a passare in questo punto strategico del nostro Comune”.