Ultima settimana ricca di appuntamenti per Summerland 2021, la rassegna di spettacolo dal vivo di Corte Palestro, in via Palestro 5 a Moncalieri, organizzata da Santibriganti Teatro in collaborazione con Eclectica e Teatrulla e con il sostegno della Città di Moncalieri.
Mercoledì 8 settembre alle 10.00 e giovedì 9 settembre alle 21.30 andrà in scena “AhiAhia! Pirati in Corsia!”, con Luca Serra Busnengo e Fulvia Romeo. Lo spettacolo, prodotto da Santibriganti in collaborazione con Casa UGI, fa parte della “Piccola Trilogia degli Altri Bambini” e racconta la storia di Nina, una storia di malattia, di guarigione, di fiducia e di amicizia fortissima.
Venerdì 10 settembre, alle 21.30 è il turno di Luca Occelli e “Porcherie” un reading teatrale tratto dai testi di Charles Bukowski: una giornata alle corse, un papà e la sua bimba, un disperato allo sbando, un dialogo con la Giustizia suprema: quattro situazioni per quattro racconti, in bilico tra il sudiciume e l’alcool, il sesso e lo squallore, la tenerezza e la disperazione: uomini e donne, come vuoti a perdere, attraverso “America la Bella”. Lo spettacolo è circoscritto in uno spazio angusto, minuto, occupato da pochi oggetti essenziali: birre, sigarette, accendino, un libro, carta igienica. È lo spazio d’esecuzione necessario, minimo, vitale, notturno, silenzioso. Luca Occelli, utilizzando l’espediente del monologo e del dialogo, doppiandosi con voci registrate fuori campo, sciorina parole e racconti in perfetta solitudine. L’unico lusso sarà la presenza di un tecnico luci-suono che, a segnali convenuti, disporrà di alcuni frammenti dalle “Variazioni Goldberg” di J. S. Bach, le cui note interverranno sui, o tra, i racconti, come angeli svolazzanti sopra una discarica.
Infine, sabato 11 settembre “Ti lascio perché ho finito l’ossitocina” chiuderà in bellezza Summerland 2021, ultimo di 28 spettacoli che hanno animato l’estate di Moncalieri. Con la sua stand-up, Giulia Pont racconta la fine di una storia d’amore, uno degli eventi più comuni e traumatici della vita di ognuno. Un dramma che spesso si riempie di risvolti comici, talvolta assurdi. Giulia tenterà̀ di guarire il suo mal d’amore sperimentando in maniera folle il potere terapeutico del teatro: il pubblico stesso diventerà̀ il suo terapeuta. Una chiacchierata spassosa e coinvolgente dove pensieri, emozioni, disastrose manovre di riavvicinamento e improbabili consigli di parenti e amici s’intrecciano in un gioco divertente, commovente e catartico.
È consigliata la prenotazione, che è possibile effettuare chiamando la segreteria di Santibriganti Teatro allo 011-645740, dal lunedì al venerdì dalle 12.30 alle 16.30, o scrivendo a organizzazione@santibriganti.it
“Corte Palestro – Summerland 2021” è organizzata da Santibriganti Teatro in collaborazione con Teatrulla, Eclectica e la Proloco di Moncalieri, e con il sostegno e il patrocinio della Città di Moncalieri.


Ci eravamo conosciuti al Gruppo d‘Unione “Camillo di Cavour” con Vittorio Prunas Tola e Metello Rossi di Montelera. Fondammo insieme il centro studi “Gimmy Curreno“, il quindicenne patriota medaglia d’Oro al Valor Militare agli ordini di Mauri, eroicamente caduto per mano dei tedeschi. Eravamo ambedue impegnati per ricordare una Resistenza tricolore, volta a superare le vulgate ideologizzate. Un comune amico fu Domenico Giglio Presidente del circolo “Rex” di Roma, mancato in luglio. Pich aveva una cultura liberal-democratica e vide con simpatia la nascita del Centro Pannunzio , prendendo parte a qualche iniziativa. Fu lui a farmi conoscere ij Brande’, la poesia di Pinin Pacot e di Nino Costa. Un altro comune amico fu Tavo Burat che arrivò a dialettizzare anche il cognome. Fu uno dei fiori all’occhiello del centro studi piemontesi. Il suo identificarsi con la cultura e con la lingua piemontese contribuì ad allentare il nostro rapporto. Qualche volta tramite mio Mario Soldati gli chiedeva la corretta scrittura di parole piemontesi e la sua risposta era sempre pronta e dotta. Molto lontana, ad esempio, da Camillo Brero un maestro elementare sopravvalutato che Soldati non considerava affatto. Negli ultimi decenni ci eravamo persi perché da quando la Lega voleva salvaguardare a modo suo il patrimonio linguistico piemontese, inserendolo nell’insegnamento scolastico , io mi schierai nettamente contro e per una scuola nazionale uguale dalle Alpi alla Sicilia . Le idee di Farassino erano per me non degne della benché minima considerazione. Lui invece si rinchiuse sempre di più in difesa della piccola patria e della sua lingua. Un discorso che in verità non mi ha mai convinto e da cui anzi sono lontano. Detto con un esempio, io amo il Burzio scienziato della politica, molto meno il piemontese d’antan. Ritengo che funzione della scuola sia quella di insegnare un buon uso dell’Italiano , cosa che non fa come invece dovrebbe. Ma Censin era di un’altra idea e le nostre strade si allontanarono progressivamente. Pich ha messo una vera passione nel culto del vecchio Piemonte che per noi era anche il Piemonte sabaudo. Con lui scompare una razza piemontese , per dirla con Costa, in via di estinzione. Oggi abbiamo troppa gente che cita parole inglesi per moda e non sa l’italiano. Pich, pur sapendo benissimo l’Italiano, preferiva il piemontese, un piemontese letterario che non coincide con quello parlato ad Asti, a Cuneo o Vercelli. Di questo ed altro parlammo molte volte e mi addolora che una figura come lui non ci sia più. Era il simbolo di un vecchio Piemonte che resta parte della nostra storia migliore.


