Importante raccolta per il 10° Natale Solidale della Associazione SILAVORO fondata da Mino Giachino, la associazione che ha organizzato la grande Piazza SITAV del 2018. Il raccolto verrà consegnato a una delle 12 Mense dei Poveri che opera a Torino a testimoniare l’aumento della povertà e del bisogno nella nostra Città. In giornata alcune famiglie bisognose sono venute a ritirare personalmente una borsa settimanale con pasta olio tonno e pandoro. “Sono molto commosso e ancora più determinato a portare avanti l’impegno per rilanciare economia lavoro e benessere a Torino” conclude Mino Giachino.
Il nuovo asilo comunale di Piobesi
Venerdì 12 dicembre, è stato inaugurato ufficialmente il nuovo asilo nido comunale, un servizio pienamente operativo da settembre 2025 e pensato per offrire, per la prima volta, un nido pubblico strutturato, stabile e di alta qualità. Un risultato che risponde ai bisogni educativi dei bambini e a quelli organizzativi delle famiglie, evitando spostamenti fuori paese.
Il traguardo è il frutto di un percorso avviato negli anni scorsi con la riqualificazione dell’edificio dell’ex scuola elementare: tra 2021 e 2022 sono stati eseguiti interventi di adeguamento sismico e funzionale per circa 400.000 euro, in larga parte finanziati dallo Stato tramite il programma “Scuole sicure”. Successivamente, tra 2023 e 2024, grazie a fondi PNRR, è stato ristrutturato il primo piano, ricavando gli spazi del nido e quelli destinati a UNITRE. Al piano terra si trova la scuola dell’infanzia, già rinnovata: un vero polo dell’educazione nel cuore del paese, dai 3 mesi all’età adulta.
Per la gestione del nido, il Comune ha scelto una procedura pubblica aperta, non su inviti, per valorizzare le migliori progettualità. La gara, condotta dalla Città Metropolitana di Torino, si è conclusa con l’affidamento a Frasi S.r.l., realtà nazionale specializzata nei servizi per l’infanzia. Il progetto educativo proposto si ispira all’approccio “Reggio Children”, con il bambino al centro come soggetto attivo, grande attenzione agli ambienti e numerosi laboratori. Tra gli elementi qualificanti anche il bilinguismo, con italiano e inglese che convivono in modo naturale attraverso il “Giving Approach”.
Il nido può accogliere fino a 24 bambini (dai 3 mesi ai 3 anni) con frequenza part-time o full-time e, in presenza di un numero sufficiente di richieste, è prevista la possibilità di prolungamento fino alle 18.00. I pasti, preparati esternamente, seguono un menù equilibrato elaborato con il supporto di nutrizionisti. Grazie alla piattaforma digitale KidsApp, le famiglie possono seguire la giornata dei bambini, ricevere aggiornamenti e gestire in modo semplice comunicazioni e documenti.
Le tariffe per i residenti sono calcolate in base all’ISEE, con l’obiettivo di garantire equità e accessibilità. Per i non residenti sono previste rette mensili definite: 388 euro per il part-time e 630,50 euro per il full-time. Nel primo anno educativo, le iscrizioni sono state riservate con priorità ai bambini residenti fino al 30 giugno, per poi aprirsi anche ai comuni limitrofi fino al raggiungimento dei 24 posti disponibili.
«Con questo nuovo asilo nido – dichiara l’assessore all’istruzione Stefania Arnaudo – compiamo una scelta concreta sul futuro: offriamo un servizio pubblico moderno e di qualità, sosteniamo le famiglie e valorizziamo un edificio storico trasformandolo in un luogo vivo, aperto e utile alla comunità. Nido comunale, scuola dell’infanzia e UNITRE nello stesso stabile raccontano una visione: un paese che investe nella crescita, nell’educazione e nelle relazioni tra generazioni».
Il Polo Le Rosine di Torino presenta Un passo in più, l’evento culturale in programma domenica 14 dicembre alle ore 16 e dedicato alla valorizzazione del genio femminile piemontese attraverso il racconto di tre figure straordinarie: Rosa Govone, Anna Maria Vietti e Olivia Caramello.
Tre epoche diverse, tre secoli di storia femminile piemontese, tre ambiti distinti accomunati da un’unica traiettoria: l’impegno civile, umano e scientifico che ha contribuito in modo determinante alla crescita del territorio piemontese.
Il racconto è curato dall’attrice e drammaturga Sara D’Amario e dal regista François-Xavier Frantz, autore della mise en espace, e attraversa tre secoli di storia, intrecciando le biografie delle protagoniste con i luoghi che le hanno viste nascere e operare: Mondovì, Lanzo Torinese e Torino.
•Rosa Govone (1706–1776)
Fondatrice dell’Istituto delle Rosine, anima illuminata del Settecento piemontese, dedicò la sua vita all’educazione e al sostegno delle donne. La sua Opera, nata nel 1742, è viva ancora oggi nel cuore di Torino: una testimonianza unica di quanto il suo esempio sia ancora attuale e concreto.
•Anna Maria Vietti (1923–2017)
Nata a Lanzo Torinese, tre volte sindaco della sua città. Pioniera della politica sociale, impegnata nella sanità e nella salute mentale, unì rigore e umanità, radicamento e visione, lasciando un segno profondo nella vita democratica piemontese e nazionale.
•Olivia Caramello (1984)
Matematica e scienziata di rilievo internazionale, nata a Mondovì, fondatrice dell’Istituto Grothendieck e titolare di cattedra all’Università dell’Insubria. La sua ricerca esplora connessioni inedite tra diverse aree della matematica, aprendo prospettive che potrebbero influenzare l’informatica del futuro, l’intelligenza artificiale e le teorie della mente.
Il pubblico presente all’appuntamento del 14 dicembre potrà ascoltare non solo il racconto delle loro vite ma anche la testimonianza diretta di Olivia Caramello, che condividerà con i presenti la propria esperienza umana e professionale, il legame profondo con il territorio piemontese e la visione di una scienza capace di connettere discipline diverse e immaginare nuovi futuri.
Anche la scelta del Polo Le Rosine come sede dell’iniziativa non è casuale: è qui che, quasi tre secoli fa, Rosa Govone diede vita alla sua Opera Sociale ed è qui che ancora oggi si custodisce e rinnova la sua missione.
“Un passo in più” nasce con l’intento di riportare alla luce figure femminili di eccellenza spesso poco note, restituendo al Piemonte un’immagine attuale e inclusiva della propria storia” dichiara Massimo Striglia, direttore generale dell’Istituto delle Rosine.
“L’evento vuole parlare a tutti, donne, giovani, famiglie, educatori, studiosi, offrendo un’occasione di riflessione collettiva sull’emancipazione, sull’educazione e sul contributo fondamentale delle donne alla costruzione della comunità” sottolinea l’attrice e drammaturga Sara D’Amario.
“Anna Maria Vietti ci lascia un’eredità preziosa: la sua umanità autentica, la sua integrità e la sua vocazione al servizio pubblico, radicata nella Dottrina sociale della Chiesa. È stata una donna democratica e cristiana nel senso più profondo e ha percorso con coraggio e dedizione tutte le tappe della vita politica, dal Comune, alla Regione, al Parlamento. Iniziative culturali come queste contribuiscono a mantenere viva la memoria delle donne che hanno segnato la storia del nostro territorio e del Paese, offrendo modelli indispensabili per le generazioni future” conclude Michele Vietti, nipote di Anna Maria.
L’appuntamento ha anche un valore solidale: l’ingresso è a offerta libera per sostenere il Punto di Ascolto per Donne in Difficoltà, una delle Opere Sociali avviate dall’Istituto delle Rosine, che consiste in cicli di colloqui individuali gratuiti con una psicoterapeuta.
L’evento del 14 dicembre è prenotabile via mail all’indirizzo: eventi@lerosine.it.
Si parte con Vertigo (La donna che visse due volte, 1958) di Alfred Hitchcock e con le musiche di Bernard Herrmann, un autore che ha trasformato la colonna sonora in un vero linguaggio psicologico. Herrmann, nato nel 1911, direttore d’orchestra prestato alla radio e scoperto da Orson Welles, debutta al cinema con Citizen Kane e trova in Hitchcock il suo alleato ideale. In Vertigo, film costruito come una spirale di desiderio e ossessione, la musica non si limita a seguire le immagini: le precede, le spinge, le interpreta. Fin dai titoli di testa, la spirale grafica di Saul Bass trova un equivalente perfetto nella spirale sonora: archi ipnotici, cromatismi in continua rotazione, armonie che sembrano sempre sul punto di cedere. La Suite proposta dall’OSN raccoglie i momenti più intensi: il Prelude vorticoso, l’aura sospesa dei temi legati a Madeleine, il crescendo quasi wagneriano di Scène d’Amour, le sezioni finali dove i motivi dell’inseguimento ritornano come un’ossessione ricorrente. Valčuha, che di Herrmann coglie la forza drammatica e la sorprendente autonomia sinfonica, guida l’orchestra con gesto chiaro e senso narrativo.
Cambio d’atmosfera con Le baiser de la fée, il balletto composto nel 1928 da Igor Stravinskij per i Ballets Russes e rielaborato prima in una suite (1934), poi in una seconda versione nel 1949. Una storia semplice e inquietante: una fata bianca e glaciale bacia un bambino, lo “segna” per la vita e torna a riprenderlo il giorno delle nozze. Un racconto di Hans Christian Andersen che Stravinskij trasforma in un omaggio al balletto romantico e soprattutto a Čajkovskij, suo nume tutelare. Non a caso, l’archetipo è quello classico dell’artista-poeta, figura sospesa tra realtà e fantasia, tra la quiete domestica e l’irresistibile richiamo dell’altrove. È il mondo delle Willi di Giselle, delle creature eteree che seducono e annientano, delle figure in bilico tra bellezza e morte. Qua e là affiora persino un’eco lontana di Petruška: sberleffi ormai filtrati, quasi un ricordo di gioventù. Valčuha mette in rilievo la brillantezza della scrittura orchestrale, ricchissima di colori, e l’orchestra risponde con morbidezza e slancio.
Dopo l’intervallo, la scena cambia nuovamente. L’orchestra torna in formato romantico, minime le percussioni e assenti le tastiere richieste nella prima parte del programma: è il segno che si entra nel territorio della Sesta Sinfonia Patetica di Čajkovskij, la più celebre e la più enigmatica del compositore russo. Valčuha sceglie un approccio che scava nella partitura senza indulgere al melodramma. L’incipit del primo movimento, tenue e cupo, appare particolarmente desolato, con dinamiche trattenute e una tavolozza sonora di grande sobrietà. Il successivo Allegro non troppo, con i suoi continui cambi di tempo, crea una sensazione di instabilità emotiva quasi patologica che il direttore rende con grande lucidità.
I due movimenti centrali, un valzer apparentemente rasserenante e un terzo tempo costruito su un tema di marcia sempre capace di strappare applausi anticipati (puntuali anche questa volta), non dissolvono del tutto la tensione sotterranea. E quando arriva il finale, l’Adagio lamentoso, la sinfonia rivela tutta la sua radicalità: un lento conclusivo che è quasi un addio al mondo, scritto da Čajkovskij appena nove giorni prima di morire. Valčuha evita i toni tragici estremi e sceglie una linea più moderna, fatta di trasparenze, dinamiche sottili, colori pastello e un’attenzione particolare alle pulsazioni ritmiche. Ottima la prova del timpanista Biagio Zoli, essenziale nel dare corpo alla drammaturgia interna del pezzo.
SCOPRI – TO ALLA SCOPERTA DI TORINO




A Palazzo Civico la delegazione di Nagoya
In occasione del ventesimo anniversario del gemellaggio tra Torino e Nagoya, ieri il sindaco Stefano Lo Russo ha accolto in Sala Colonne una delegazione proveniente dalla città giapponese.
La delegazione, guidata dal sindaco Ichiro Hirosawa e dal presidente del Consiglio Comunale Hisashi Nishikawa, ha così ricambiato la visita istituzionale compiuta dal Sindaco di Torino lo scorso settembre in apertura della sua missione in Giappone, che aveva dato il via alle celebrazioni dell’anniversario.
La visita consolida ulteriormente il forte legame tra le due città, unite da radici industriali comuni e da un rapporto di lunga durata, avviato e suggellato in occasione dell’Expo Aichi 2005. Vent’anni di amicizia che hanno dato vita, nel tempo, a numerosi scambi, progetti e collaborazioni in diversi settori.
“Festeggiare i primi vent’anni di questo gemellaggio con il sindaco Ichiro Hirosawa – ha dichiarato il sindaco Lo Russo – è un momento che va oltre la semplice ricorrenza. Significa riaffermare il ruolo decisivo che le relazioni tra città hanno oggi, in un contesto internazionale caratterizzato da tensioni e complessità. I legami tra comunità urbane come Torino e Nagoya diventano ponti concreti di cooperazione, amicizia e sviluppo condiviso che consentono di immaginare insieme il futuro”.
“Desidero esprimere la mia sincera gratitudine per il vostro costante sostegno e per la preziosa collaborazione nello scambio tra le nostre due città gemellate – ha dichiarato il sindaco Hirosawa -. La città di Nagoya ha instaurato scambi in molti settori con la città di Torino, e desidero che il nostro legame continui ad approfondirsi negli anni futuri. Esprimo l’augurio che il vostro prezioso sostegno e la vostra collaborazione possano proseguire nel tempo”.
Nel quadro del programma europeo IURC per la cooperazione internazionale tra città e regioni, Torino e Nagoya stanno portando avanti un progetto biennale che prevede scambi, visite studio e condivisione di buone pratiche sui temi dell’innovazione urbana, con particolare attenzione alla ricerca e al trasferimento tecnologico.
Nel gennaio 2027 il Teatro Regio ospiterà un concerto dell’Orchestra Filarmonica di Nagoya, impegnata in un tour europeo. Nel febbraio 2027 al Museo Civico di Nagoya si terrà una mostra itinerante delle opere di Antonio Fontanesi, appartenenti alle collezioni della Gam di Torino; il 2026 segnerà infatti i 150 anni dall’arrivo nel Paese del Sol Levante del grande paesaggista dell’Ottocento italiano.
Curiosa testimonianza dello scambio tra le due città è la presenza, a Nagoya, di un piccolo parco giochi per bambini donato nel 2010 dalla Città di Torino; mentre nel Parco del Valentino si possono ammirare trenta ciliegi Sakura, tipici della città giapponese, donati da una delegazione in visita nel 2011, in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia.
Prima dell’incontro in sala Colonne, la delegazione giapponese ha visitato al Punto Informativo Unificato della Città – PIU la mostra di disegni realizzati dai bambini di Nagoya, realizzata nell’ambito dell’attività di scambio pluriennale con gli studenti della scuola primaria Leone Sinigaglia e della scuola Ada Negri di Torino.
In questi giorni la delegazione giapponese ha fatto visita ad luoghi torinesi legati alla città di Nagoya, come il Teatro Regio, il convitto nazionale Umberto I (che dal 2023 accoglie con continuità gli studenti della città giapponese), il Politecnico di Torino. Nei prossimi giorni visiterà il Museo Egizio e la GAM. Per far conoscere ai giapponesi il fascino della città giapponese sono previsti anche due eventi aperti al pubblico: questa sera alle 18.30 “Degustando Washoku” a Green Pea, e domani alle ore 16 al Polo del ‘900 “MUSUBI Torino e Nagoya: legami tra città e culture”.
TorinoClick
A Natale Porta Palazzo brilla!
A Natale Porta Palazzo brilla!” – un’iniziativa del Comune di Torino che si svolgerà al Mercato Centrale domenica 14 dicembre
Porta Palazzo brilla, e non soltanto a Natale. Porta Palazzo vive, racconta, si anima, grida, gioisce e cresce: Mercato Centrale Torino ha sempre fatto parte di tutto questo, costruendo insieme al luogo in cui si trova un presente e un futuro tutto nuovo, in parte ancora da scrivere e da immaginare.
Non poteva quindi Mercato Centrale Torino non partecipare all’evento di Natale organizzato dal Comune di Torino per celebrare le diverse location di Porta Palazzo, con una giornata di festa domenica 14 dicembre che vedrà questa piazza storica e piena di significati illuminarsi a festa.
Si partirà alle 15.30 dalla Tettoia dell’Orologio, per poi proseguire alle 16 alla Tettoia dei Contadini e ritrovarsi, alle 17.30, alle Antiche Ghiacciaie all’interno di Mercato Centrale Torino, che si trasformeranno per l’occasione, ancora una volta, in un palcoscenico di musica e cultura.
La serata avrà inizio con l’esibizione dei sassofonisti del Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino, con un quartetto composto dal sax soprano di Emma Rotatori, il sax contralto di Stefano Denaro, il sax tenore di Fabian Gherca e il sax baritono di Valeria Bussacchini.
Successivamente, prenderanno la parola gli scrittori Giuseppe Culicchia, Margherita Oggero e Dario Voltolini insieme alla poetessa Elena Varvello per leggere le lettere di Natale in collaborazione con il Circolo dei Lettori.
Una dichiarazione d’amore per Porta Palazzo che, non a caso, si intitola “Porta Palazzo mon amour. Lettere al cuore pulsante di Torino”. E dal cuore di Torino si accende ufficialmente il Natale, con l’allestimento dell’Albero, che prosegue con la presentazione del Calendario di Porta Palazzo 2026 intitolato “In palmo di mano”, nato dalla collaborazione tra la Fondazione Torino Musei -Museo d’Arte Orientale (MAO), Museo del Cinema – Film Commission Torino Piemonte e gli studenti e studentesse del Liceo Passoni di Torino.
Le Ghiacciaie ospiteranno anche laboratori e animazione per bambini a cura dell’Associazione Giovani Genitori, che intratterranno i più piccoli tra letture animate e giochi con le bolle di sapone. L’evento e le attività sono completamente gratuiti.
La serata si concluderà con un Brindisi di Auguri offerto da Mercato Centrale.
Mara Martellotta
Per “Iperspazi”, stagione 2025-2026 di Fertili Terreni Teatro, a San Pietro in Vincoli, da martedì 16 a domenica 21 dicembre alle 19.30, andrà in scena “Il Codice del Dáimon”, liberamente ispirato a “Il codice dell’anima” di James Hillman, diretto da Domenico Castaldo. Interpreti lo stesso Domenico Castaldo, Marta Laneri, Zi Long Yng, Marianna Rebellato, con la partecipazione di Camilla Bernardi, Mattia Gimigliano, Shuya Lu Gua, Meike Müller, e Alessandro Galeano per la drammaturgia. Le scene e i costumi sono di LabPerm Light, il designer Davide Rigodanza.
Le repliche dello spettacolo si inseriscono all’interno del programma “ORA” di Ama Factory e LabPerm, vincitore dell’avviso pubblico “Circoscrizioni, che spettacolo….dal vivo! 2025”.
La nuova produzione del collettivo torinese LabPerm, diretto da Domenico Castaldo, prende forma da un prolungato lavoro di studio teatrale attorno alla psiche, o vocazione umana, ghianda o dáimon che, per gli ideatori del progetto, si afferma attraverso una straordinaria forza emotiva, direttamente sprigionata dall’interpretazione dei performer. Ne “Il Codice del Dáimon”, in maniera neanche troppo velata, il testo dello psicanalista James Hillman accompagna lo spettacolo con le sue Auguste riflessioni sulla necessità della psiche di manifestarsi nella vita di ognuno di noi. Nel saggio si utilizzano diverse biografie straordinarie per esemplificare come il Dáimon abbia influenzato la loro esistenza e quella delle persone che ne vennero in contatto. Che cos’è realmente il Dáimon? La risposta a questa domanda si potrebbe definire come “forza istintuale”, che muove l’uomo oltre le influenze sociali e genitoriali”.
Da queste premesse, LabPerm ha costruito uno spettacolo che, a partire dai momenti eccezionali delle biografie dei performer, permette di incarnare il Dáimon personale in una figura archetipica. Davanti allo spettatore prenderanno forma Arianna di Creta, un principe decaduto, una santa folle e altri personaggi. Epifanie che aiuteranno il pubblico a immergersi nella narrazione e riconoscere il proprio Dáimon, strumento essenziale e potente alleato nel coltivare l’anima, la psiche, l’invisibile, parte imprescindibile della nostra vita quotidiana.
Biglietti: intero 13 euro se acquistato online / 15 euro in cassa la sera dell’evento. È possibile lasciare il biglietto sospeso tramite donazione online o satispay, e di entrare gratuitamente per gli under 35 grazie ai biglietti messi a disposizione grazie alla collaborazione con Torino Giovani.
www.fertiliterreniteatro.com
Mara Martellotta