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Piemonte, viaggio nella ricerca in sanità

 l’ASL di Alessandria. Un modello integrato per migliorare la qualità di vita delle persone con disabilità motoria

Si chiama MARSHALL (Model of pAtient take chaRge for Subjects with motoR diSabilities through the integration of HeALth and sociaL services) lo studio osservazionale prospettico che punta a migliorare la presa in carico delle persone con disabilità motoria grave, grazie a un’integrazione strutturata dei servizi sanitari a casa del paziente.

Uno studio promosso dal Dipartimento Attività Integrate Ricerca Innovazione (DAIRI) dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria SS. Antonio e Biagio e Cesare Arrigo di Alessandria e dall’ASL AL, con il coinvolgimento di medici, infermieri, fisioterapisti, assistenti sociali e delle associazioni di pazienti del territorio e che vede come area di sperimentazione quella delle Cure Domiciliari del Distretto di Alessandria – Valenza.

In Italia sono oltre 3 milioni le persone con disabilità, di cui circa 1,2 milioni con forme gravi. Solo nel territorio dell’ASL AL si stimano quasi 3.800 persone con disabilità motoria, di cui più di 1.200 in condizioni severe. Sulla base delle richieste delle associazioni dei pazienti e con il loro diretto coinvolgimento nella fase di definizione e arruolamento, ASL AL ha sviluppato un progetto di presa in carico che è anche oggetto dello studio osservazionale volto a valutarne l’impatto.

Il progetto mira a rispondere ai bisogni complessi di questi pazienti, riducendo le ospedalizzazioni e migliorando la qualità di vita, grazie a un modello di presa in carico che parte dalla segnalazione del caso e prosegue con valutazioni multiprofessionali, elaborazione di Progetti di Assistenza Individuale (PAI) o Piani Riabilitativi Individuali (PRI), monitoraggi periodici e misurazione degli esiti attraverso strumenti validati. Tra i principali obiettivi vi sono la prevenzione e la gestione di quattro complicanze ricorrenti nelle disabilità motorie: vescica neurologica, problemi respiratori, disturbi dell’evacuazione e lesioni da pressione.

Il modello si propone come esempio di buona pratica che potrebbe essere replicato in altri territori. Il suo punto di forza è l’integrazione reale tra sanità e servizi sociali, resa possibile da un lavoro congiunto tra professionisti e associazioni, con il paziente e il caregiver sempre al centro del percorso. Come sottolineano i ricercatori coinvolti, «non si tratta solo di curare una patologia, ma di costruire un sistema che accompagni la persona nella quotidianità, prevenendo complicanze e migliorando concretamente la qualità di vita».

Attualmente il progetto di presa in carico ha previsto il coinvolgimento di un centinaio di pazienti delle Cure Domiciliari del Distretto di Alessandria – Valenza.

ll Principal Investigator dello studio è Guglielmo Pacileo, Direttore della Struttura Complessa Governo Clinico, Qualità e Ricerca dell’ASL di Alessandria, che coordina il progetto nell’ambito delle attività del Centro Studi Management Sanitario (CeSIM). Strutturato all’interno del DAIRI, è dedicato allo sviluppo, alla sperimentazione e alla diffusione di modelli innovativi di organizzazione e gestione dei servizi sanitari. Le sue attività includono la ricerca applicata, la formazione professionale, il supporto alla governance e l’analisi dei dati per il miglioramento continuo della qualità e della sicurezza delle cure.

CURARSI CON LA RICERCA IN PIEMONTE

La rubrica della Regione Piemonte, in collaborazione con il DAIRI Regionale (DAIRI-R), che racconta la ricerca all’interno delle singole Aziende Sanitarie Regionali. Dopo aver raccontato l’importanza di fare ricerca e di avere Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) sul territorio al fine di migliorare sempre di più le cure e i servizi offerti, nonché il ruolo del DAIRI – R nella governance della ricerca sanitaria del Piemonte, ogni settimana verrà approfondita un’esperienza diversa, per valorizzare il lavoro svolto nelle diverse ASR e le buone pratiche che contribuiscono a costruire un sistema sanitario innovativo e fondato sull’evidenza scientifica.

Il boom della passione per gli orologi antichi in Italia

Informazione promozionale

Negli ultimi anni, in Italia, si sta registrando un vero e proprio boom di interesse per gli orologi antichi. 

Oggetti affascinanti, ricchi di storia e carichi di valore simbolico, stanno tornando protagonisti nelle case di collezionisti, appassionati, ma anche di semplici curiosi. A rendere questo fenomeno ancora più significativo è l’approccio sempre più consapevole delle persone: oggi, chi acquista o vende orologi d’epoca lo fa con attenzione, cercando solo rivenditori affidabili, seri e professionali.

A raccontare bene questo approccio è Il Mecenate, realtà nata oltre trent’anni fa dalla passione di Oscar Pasqualone, che nel tempo è diventata punto di riferimento per la valutazione e la compravendita di orologi antichi.

L’azienda si è distinta per competenza, etica e discrezione, elementi oggi più che mai ricercati da chi possiede o desidera acquistare oggetti tanto affascinanti quanto delicati.

Cosa acquistano oggi gli italiani

Il collezionismo di orologi antichi in Italia è tornato in auge con una forza sorprendente. A spingere questo interesse non è solo l’estetica – peraltro spesso straordinaria – di questi oggetti, ma anche il desiderio di possedere un pezzo di storia, qualcosa di autentico e costruito per durare. In un’epoca di consumo veloce e prodotti “usa e getta”, un orologio d’epoca rappresenta esattamente l’opposto: cura artigianale, precisione, materiali pregiati, e un fascino che non invecchia mai.

Gli italiani, in particolare, sono attratti da:

  • Orologi da tasca del XIX e XX secolo, con cassa in argento o in oro, spesso con incisioni personalizzate e meccanismi finemente lavorati.

  • Orologi da polso vintage firmati da grandi maison come Rolex, Omega, Patek Philippe, Vacheron Constantin, oppure da marchi italiani storici.

  • Orologi a pendolo e da tavolo di epoca settecentesca e ottocentesca, spesso con casse in legno intagliato, meccanismi a carica settimanale, quadranti smaltati e decori floreali.

  • Modelli militari o di produzione limitata, spesso legati a momenti storici specifici o alla tradizione industriale italiana.

Un altro settore che sta emergendo è quello del restauro: molte persone scelgono di recuperare orologi antichi di famiglia per riportarli alla bellezza originaria, sia per affetto, sia per dar loro nuova vita e magari trasmetterli ad altri.

Perché ci si affida solo a venditori seri

Se da un lato cresce la voglia di possedere orologi antichi, dall’altro si consolida una consapevolezza molto importante: questi oggetti non possono essere acquistati o venduti con superficialità.

Si tratta di beni delicati, il cui valore non è solo economico, ma anche storico e affettivo. Per questo motivo, chi decide di vendere o acquistare un orologio antico si affida esclusivamente a professionisti seri, preparati e trasparenti.

Chi si rivolge a questi canali lo fa anche per un’esigenza di serenità: sapere di essere tutelati contro truffe, valutazioni errate o rischi fiscali dà fiducia e contribuisce a far crescere il mercato in modo sano e duraturo.

Il valore della riservatezza per chi possiede orologi antichi

Molti dei proprietari di orologi antichi, soprattutto di valore, sono persone molto attente alla riservatezza. Per motivi di sicurezza, ma anche per discrezione, scelgono di affidarsi solo a rivenditori che garantiscano non solo competenza, ma anche totale confidenzialità. È una forma di tutela, ma anche di rispetto per la storia personale che questi oggetti rappresentano.

Possedere un orologio antico significa spesso custodire un ricordo di famiglia, un’eredità preziosa, o un acquisto fatto in un momento speciale della vita. È naturale, quindi, che si desideri trattare queste vendite o acquisti con la massima cura. I professionisti del settore lo sanno bene e offrono ambienti protetti, consulenze su appuntamento, modalità di pagamento tracciate e sicure, evitando ogni rischio di esposizione.

In molti casi, inoltre, non si tratta di vendite immediate, ma di consulenze per comprendere se, quando e come vendere o acquistare. Anche questo servizio, fatto con professionalità e rispetto, è oggi richiesto e apprezzato da chi vuole muoversi con intelligenza nel mondo dell’antiquariato.

Il mercato degli orologi antichi in Italia è in grande fermento. La passione degli italiani per questi oggetti eleganti, affascinanti e unici è in continua crescita, ma non è una passione sprovveduta: è consapevole, informata, esigente.

Chi compra, oggi, lo fa con attenzione, cercando modelli autentici, con storia, prestigio e qualità. Chi vende, invece, desidera farlo in sicurezza, con discrezione, e soprattutto con il supporto di professionisti capaci di valorizzare ogni singolo pezzo.

La compravendita di orologi antichi è diventata così un vero atto culturale, che coniuga gusto, memoria e intelligenza. E proprio per questo, richiede serietà, competenza e una rete di fiducia solida, costruita nel tempo. Un po’ come gli orologi stessi.

Dopo il grande caldo arriva la pioggia e calano le temperature

A partire da martedì 19 agosto 2025 il tempo in Piemonte e a Torino cambierà bruscamente dopo la lunga fase di caldo intenso. La giornata inizierà con sole e temperature ancora elevate, attorno ai 30 gradi, ma dal pomeriggio si svilupperanno rovesci e temporali che dalle Alpi si estenderanno verso le pianure e le colline. Su diverse zone della regione, tra cui il Torinese e le aree settentrionali, è stata diramata un’allerta gialla per possibili fenomeni temporaleschi di moderata intensità, con rischi di disagi localizzati. Mercoledì 20 agosto l’instabilità si accentuerà ulteriormente: l’arrivo di una perturbazione atlantica porterà precipitazioni molto più diffuse e intense, con possibilità di nubifragi, grandinate e forti raffiche di vento. In poche ore potranno cadere anche oltre 50-100 millimetri di pioggia, con conseguente rischio di allagamenti, smottamenti e difficoltà nella viabilità. Le temperature caleranno sensibilmente, riportandosi su valori inferiori alle medie stagionali e segnando la fine dell’ondata di caldo che aveva colpito la regione nei giorni precedenti. La Protezione Civile e l’Arpa Piemonte invitano a seguire con attenzione gli aggiornamenti, a limitare le attività all’aperto nelle ore più a rischio e a prestare cautela in prossimità di corsi d’acqua, sottopassi e aree potenzialmente soggette ad accumuli rapidi. Dopo settimane di afa, il Piemonte si prepara dunque a un repentino cambio di scenario, con piogge tanto attese ma che potrebbero anche generare criticità.

De Gasperi, un modello ancora oggi per rilanciare economia e lavoro

Caro direttore,

sono venuto alla Messa in ricordo di Alcide DE GASPERI a perché ha molto da dire , insegnare e ispirare a chi si impegna oggi per il bene comune o interesse nazionale. I Governi guidati da lui e che gli sono succeduti hanno dato al nostro Paese il periodo di maggiore crescita economica e di sviluppo sociale. Perché negli anni del Boom economico oltre al lavoro gli italiani si avviarono al benessere nelle case con gli elettrodomestici nella società con l’aumento dei servizi .
In quel periodo il ceto medio e i ceti popolari ebbero un grande miglioramento delle condizioni sociali. Paradossalmente nel boom economico diminuirono le diseguaglianze che invece sono cresciute tantissimo negli ultimi venti anni di bassa crescita economica. Importante la omelia del Cardinale Reina vicario del Papa che ha sottolineato la importanza di riferirsi come Degasperi alla dottrina sociale della Chiesa e alla giustizia sociale .
Sono convinto che I cattolici hanno molto da dare al governo del Paese mentre nel PD i cattolici non han voce come ha detto lo stesso Pierluigi Castagnetti e vi prevalgono i diritti civili . Certo che i tanti che si dichiarano eredi della esperienza degasperiana non possono dimenticare che quella storia ebbe successo perché le diverse sensibilità stavano insieme. Mentre La divisione porta alla irrilevanza e al  prevalere dell’egoismo laicista.

Mino GIACHINO già sottosegretario ai Trasporti

“Detenuto murato vivo nel carcere di Torino”. Il caso finisce in Parlamento

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L’onorevole Riccardo Magi, Segretario di Più Europa, presenterà un’interrogazione parlamentare al Ministro della Giustizia Carlo Nordio sulle gravissime condizioni di un detenuto di 73 anni rinchiuso presso la Casa circondariale Lorusso e Cotugno di Torino riscontrate da una delegazione di Radicali Italiani, guidata dal Segretario Filippo Blengino, in occasione della visita all’istituto di 18 agosto.
“Durante una visita ispettiva compiuta nei giorni scorsi – dichiarano Magi e Blengino -, una delegazione di Radicali Italiani ha riscontrato che l’uomo vive letteralmente murato vivo: ha sigillato la cella dall’interno con carta stagnola e colla, compresi gli infissi, e l’aria entra soltanto da una piccola fessura del blindo. Secondo le testimonianze raccolte, il detenuto non esce dalla cella da anni se non per un TSO, non ha accesso alla doccia e versa in uno stato psichiatrico evidentemente incompatibile con la detenzione. La situazione che abbiamo visto a Torino è indegna, disumana e degradante. Un uomo murato vivo non è un problema del carcere: è uno scandalo per la Repubblica. Per questo abbiamo deciso di portare il caso direttamente in Parlamento. Chiediamo al Ministro Nordio di riferire con urgenza e di intervenire subito per garantire la dignità e la salute di questa persona, e di tutte le persone con gravi patologie psichiatriche abbandonate nelle carceri italiane” – concludono.

Messori Iori da settembre direttore di struttura complessa all’Asl TO5

«Entro fine mese sarà nominato il nuovo commissario dell’AO OIRM, l’Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino, dando continuità all’ottimo lavoro svolto fino ad oggi da Giovanni Messori Ioli».

Queste le parole dell’assessore alla Sanità della Regione Piemonte, Federico Riboldi, dopo l’annuncio del nuovo incarico di Messori Iori. Vincitore di un concorso da direttore di struttura complessa all’Asl TO5, l’ex commissario dell’OIRM esprime tutta la sua gratitudine per la fiducia avuta: «È stata un’esperienza unica e irripetibile, sia per l’eccezionale competenza ed empatia di tutti i professionisti incontrati all’interno del Regina Margherita, sia per il privilegio di aver tracciato il complesso inizio di un percorso sperimentale all’interno del panorama regionale e nazionale. È stata quindi per me una decisione difficile, condivisa con i vertici della Regione, ma vissuta con emozioni contrastanti: è opportuno che d’ora in avanti il percorso prosegua sotto la guida di competenze amministrative e legali, per potersi concludere rapidamente con successo. Passo quindi serenamente la “nobile staffetta”, prendendo servizio dal 1° settembre in Asl TO5, dove mi impegnerò con rinnovato entusiasmo e determinazione, restando sempre disponibile e interessato a partecipare agli sviluppi del progetto di scorporo».

«Vorrei ringraziare pubblicamente Giovanni Messori Ioli per la disponibilità, la professionalità e la disponibilità dimostrate fin da subito – ha proseguito l’assessore Riboldi -, qualità che, ne sono certo, torneranno utili nella direzione della nuova azienda che, lo ricordo, vedrà al suo interno anche il Presidio Sant’Anna, andando così verso la creazione di un polo materno – infantile di eccellenza e, in un secondo tempo, di un IRCCS OIRM-Sant’Anna, di riferimento nazionale. Sfide che Messori Ioli ha accolto da subito e che saranno ora affrontate dal nuovo commissario con il supporto del suo predecessore. A Giovanni Messori Ioli, quindi va la mia gratitudine e l’augurio di un buon lavoro in questa nuova avventura lavorativa e professionale».

Scoperto un biomarcatore per la diagnosi precoce della SLA alle Molinette di Torino

Un importante passo avanti nella diagnosi precoce della Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA) arriva da uno studio internazionale coordinato dal professor Adriano Chiò, Direttore della Neurologia 1 universitaria della Città della Salute e della Scienza di Torino – ospedale Molinette, e dal professor Andrea Calvo, neurologo della medesima struttura, in collaborazione con il National Institutes of Health (NIH) degli Stati Uniti. I risultati della ricerca sono stati appena pubblicati sulla prestigiosa rivista scientifica internazionale Nature Medicine.
I ricercatori hanno individuato nel sangue un insieme di proteine che potrebbe rappresentare un biomarcatore affidabile per identificare la SLA nelle sue fasi iniziali. La scoperta si basa su una tecnologia di avanguardia nel campo della proteomica, chiamata Olink Explore 3072, che consente di misurare con estrema precisione la concentrazione di oltre 3.000 proteine circolanti nel plasma.
Lo studio ha coinvolto una coorte iniziale di 183 pazienti con SLA e 309 persone sane. Utilizzando la piattaforma Olink – che sfrutta un sistema basato su anticorpi abbinati a sonde a DNA per rilevare variazioni anche minime nella presenza delle proteine – i ricercatori hanno identificato 33 proteine i cui livelli sono significativamente alterati nel sangue dei pazienti rispetto alle persone sane.
La validità del risultato è stata confermata attraverso un’analisi di replicazione in una seconda coorte indipendente, rafforzando la solidità del dato scientifico.
Successivamente, grazie all’impiego di modelli avanzati di Intelligenza Artificiale (machine learning), è stato sviluppato un algoritmo capace di distinguere tra soggetti sani e pazienti affetti da SLA con un’accuratezza del 98,3%.
Un dato importante emerso dallo studio riguarda la possibilità di rilevare segnali della malattia anche diversi anni prima della comparsa dei sintomi clinici. Analizzando campioni di sangue prelevati da persone che, in seguito, avrebbero sviluppato la SLA, i ricercatori hanno osservato alterazioni proteiche indicative di un processo patologico già in corso anche se in fase molto iniziale. Questo processo coinvolge principalmente muscoli, motoneuroni e metabolismo energetico, suggerendo che la malattia ha una fase preclinica lunga e silente, durante la quale potrebbe diventare possibile intervenire prima del danno irreversibile.
“Questi risultati – spiega il professor Adriano Chiò – rappresentano una vera svolta: per la prima volta disponiamo di uno strumento potenziale non solo per migliorare ed accelerare la diagnosi di SLA, ma anche per identificarla in una fase molto precoce, permettendo di intervenire in modo più immediato e più mirato”.
Questa ricerca apre scenari completamente nuovi nel campo della SLA: dalla diagnosi preclinica, che potrebbe permettere una presa in carico più tempestiva, alla utilizzazione di terapie farmacologiche e non farmacologiche esistenti, la cui efficacia è certamente maggiore qualora vengano iniziate più precocemente all’inizio della malattia, allo sviluppo di nuovi trattamenti, orientati a rallentare o addirittura prevenire la progressione della malattia.
«Innovazione, ricerca, intelligenza artificiale sono alla base della sanità del futuro – sottolinea Federico Riboldi (Assessore alla Sanità della Regione Piemonte) – Per avere cure e assistenza sempre più all’avanguardia, è ormai imprescindibile investire in questi aspetti della ricerca e della medicina e nel caso specifico, l’Azienda ospedaliero – universitaria Città della Salute e della Scienza si conferma ancora una volta come eccellenza non solo piemontese, ma anche nazionale ed internazionale».
“Questo studio internazionale con la Città della Salute e della Scienza (CDSS) capofila conferma quelle che sono le enormi potenzialità dei nostri ospedali e dei nostri professionisti riconosciute a livello mondiale sono solo dal punto di vista clinico assistenziale, ma anche dal punto di vista della ricerca. Questo deve essere un motivo di orgoglio per la sanità piemontese ed un punto di partenza di quello che sarà il futuro Parco della Salute, della Ricerca e dell’Innovazione” dichiara Thomas Schael (Commissario CDSS).

L’estate a Torino: giochi, allegria e servizi a misura di bambine e bambini

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In estate a Torino l’attenzione verso le famiglie e i più piccoli si traduce in un’offerta articolata e concreta di servizi dedicati ai bambini e alle bambine da 0 a 11 anni, pensata per accompagnarli durante tutto il periodo delle vacanze scolastiche.

Con un sistema integrato di nidi estivi, scuole dell’infanzia aperte e centri ricreativi, la Città di Torino conferma, attraverso le iniziative di Estate Ragazzi, Bimbi Estate e Nidi d’Estate, il proprio impegno nel garantire occasioni di svago, socializzazione e crescita educativa ai più piccoli, sostenendo concretamente il benessere delle famiglie sul territorio.

L’edizione 2025 di Estate Ragazzi, rivolta ai bambini e bambine dai 6 agli 11 anni, si è conclusa a fine luglio, registrando una partecipazione molto significativa: 4.091 partecipanti, di cui 445 con disabilità, che per sette settimane, a partire dal 9 giugno, hanno animato i 46 centri estivi distribuiti su tutto il territorio cittadino, dove hanno avuto la possibilità di partecipare a un ricco programma di attività sportive, laboratori artistici e scientifici, gite sul territorio, visite ai musei e momenti di contatto con la natura.

L’iniziativa, coordinata da ITER con il sostegno di importanti realtà come la Fondazione Compagnia di San Paolo e la Fondazione Ufficio Pio, ha anche visto quest’anno una novità molto apprezzata: la collaborazione con AIESEC in PoliTO, che ha portato 45 giovani volontari internazionali a collaborare in dieci centri estivi. Questi giovani, provenienti da paesi come Serbia, Hong Kong, Messico, Turchia e Colombia, hanno arricchito il programma con attività in lingua inglese e laboratori culturali, offrendo così ai giovani un’esperienza di scambio interculturale e apertura verso il mondo.

Oltre a Estate Ragazzi, la Città ha proposto un ampio ventaglio di iniziative culturali e sportive, realizzate in collaborazione con partner locali come UISP e altre realtà del territorio. Ne rappresenta un esempio il palinsesto de La Bella Stagione 2025, progetto promosso dalla Fondazione Compagnia di San Paolo, in collaborazione con il Consorzio Xké? ZeroTredici e l’Associazione Abbonamento Musei. Queste attività hanno contribuito a creare un’offerta educativa multidisciplinare, con giochi innovativi e momenti di socialità per bambini e famiglie.

La grande festa conclusiva, che si è svolta a luglio al Parco Rignon, tra giochi tradizionali e multiculturali, musica e momenti di socializzazione, ha così rappresentato il coronamento di un’estate dedicata al gioco, alla crescita e alla condivisione.

L’impegno verso l’inclusione di tutte le attività estive si è concretizzato anche con un’altra iniziativa, ovvero quella di una formazione specifica dedicata ai giovani operatori, attraverso un corso sulle tematiche della disabilità che, organizzato da ITER in collaborazione con diversi enti specializzati, ha coinvolto 37 partecipanti, dando loro l’opportunità di acquisire le prime competenze per un supporto qualificato e attento a tutti i bambini e bambine, oltre all’opportunità di poter svolgere un tirocinio di 40 ore direttamente sul campo.

Per i più piccoli, dagli 0 ai 3 anni, la proposta estiva della Città è rappresentata dall’iniziativa Nidi d’Estate, strutturata in quattro turni distribuiti tra luglio e agosto. Nel mese di luglio sono state attive 36 sedi di nidi estivi, tra gestione diretta e in appalto, mentre per agosto sono stati organizzati 4 nidi in appalto in diverse zone della città. Sono complessivamente 2.015 i bambini, per i quali proprio oggi è iniziato l’ultimo turno previsto per questa fascia d’età, che il 29 agosto chiuderà l’offerta estiva dedicata ai più piccoli per il 2025, assicurando alle famiglie un servizio fondamentale durante il periodo estivo.

Anche per i bambini dai 3 ai 6 anni è in corso un’iniziativa dedicata attraverso il programma Bimbi Estate, il servizio a disposizione di bambini e bambine delle scuole dell’infanzia comunali, statali e convenzionate. Nel mese di luglio sono state attive 30 sedi, mentre ad agosto le scuole aperte sono 4, con un totale di iscritti che supera i 3000. L’ultimo turno, appena iniziato, offre continuità educativa e momenti di gioco stimolanti in spazi sicuri, fino alla conclusione delle attività estive, anche qui prevista per il 29 agosto.

TORINO CLICK

Azione in visita al Carcere Lorusso Cutugno di Torino

Prandi: “Necessarie riforme strutturali, continueremo a vigilare la precaria situazione visitando anche le altre carceri del Piemonte.”
Insieme a Giacomo Prandi presente una delegazione di Radicali Italiani e la Segretaria Provinciale di Azione Torino Cristina Peddis
Come Azione siamo stati in visita insieme a Radicali Italiani al Carcere Lorusso Cutugno di Torino, – dichiara Giacomo Prandi, Vice Segretario Regionale di Azione – dove solo pochi giorni fa, un detenuto si è tolto la vita all’interno della struttura torinese, segnando il 55° suicidio nelle carceri italiane nel 2025. Questa tragedia evidenzia le gravi carenze del sistema penitenziario, tra cui sovraffollamento, carenza di personale qualificato e condizioni igienico-sanitarie precarie.
Azione ribadisce l’urgenza di riforme strutturali per garantire dignità e diritti fondamentali ai detenuti, – continua Prandi – come sancito dalla Costituzione. È essenziale investire in misure alternative alla detenzione, supporto psicologico e programmi di reinserimento sociale. Lo Stato deve dimostrare la sua civiltà anche attraverso il trattamento dei più vulnerabili. Non possiamo più ignorare queste emergenze, continueremo a vigilare la precaria situazione delle carceri, visitando anche le altre carceri del Piemonte.
Presidiare questi luoghi è fondamentale per vigilare sulle condizioni di vivibilità in cui queste strutture versano – aggiunge Cristina Peddis, Segretaria Provinciale di Azione Torino – perché uno stato libero e democratico si dimostra tale anche per le condizioni delle Sue carceri e di come tratta i detenuti. Oggi abbiamo visto con i nostri occhi le celle e gli spazi comuni che questa struttura offre, e purtroppo denunciamo con forza l’assenza strutturale di personale adeguatamente formato, in particolare psicologi e operatori sociali; il sovraffollamento cronico, che annienta ogni possibilità di percorsi individualizzati e umanizzanti; la carenza di misure alternative alla detenzione, soprattutto per le persone più fragili e la carenza assoluta di misure volte a reintrodurre il detenuto nel mondo del lavoro una volta terminata la pena. La questione delle carceri è troppo spesso dimenticata dai più. Azione si batterà sempre per garantire agli ultimi le condizioni minime di dignità umana garantite dalla Costituzione.
Torino, 19 agosto 2025

Uncem: bene il Governo sulle strategie del territorio

“I territori che nei giorni scorsi hanno trasmesso Strategie di Green Community al Ministero degli Affari regionali, a valere sul bando PNRR, hanno grande fiducia negli uffici che stanno analizzando le proposte. Quelle Strategie sono futuro, non sono insieme di progetti, non sono atto burocratico, mera questione di spesa. Vanno oltre il PNRR stesso. Sono strumenti per affrontare le crisi ecologica e demografica delle zone montane. Alpi e Appennini hanno nella Strategia nazionale delle Green Community, come Uncem racconta nel Rapporto Montagne Italia 2025, la risposta alle urgenze del presente e del domani. Con nuovi abitanti e nuove opportunità. Vanno colte queste sfide e il bando PNRR dotato di 12 milioni di euro è importantissimo. Altre risorse economiche andranno trovate. Confidiamo nel lavoro che il Ministro Calderoli, con il Ministro Foti, faranno per dare forza alla Strategia delle Green Community, insieme con Strategia delle Aree interne, delle foreste, delle Montagne italiane. Servono visioni politiche d’insieme per dire come i territori si trasformano”.

Così Marco Bussone, Presidente nazionale Uncem, a pochi giorni dalla chiusura del bando PNRR per le Green Community. Si tratta del secondo Avvisol, dopo quello del 2021 al quale hanno partecipato 200 territori italiani.