Nella sede dell’Ucid torinese riprendono gli incontri in presenza, lunedì 4 ottobre prossimo, con la conferenza dal titolo “Capire la città, seguendone le vicende storiche e artistiche”
Ritornano gli incontri in presenza all’Ucid nella sua sede torinese di corso Palestro 14, lunedì 4 ottobre prossimo, con la conferenza dal titolo “Capire la città, seguendone le vicende storiche e artistiche”. Il socio e past President Gian Carlo Picco accompagnerà i presenti, attraverso le immagini, nella conoscenza delle curiosità artistiche e storiche della città di Torino.
La sezione torinese dell’Ucid si propone, infatti, di avviare un percorso di approfondimento sulla città, nella convinzione che, per guardare con fiducia al futuro, sia necessario conoscere e capire il passato del territorio, nei suoi vari ambiti, artistico, culturale e industriale. Il primo passaggio sarà costituito dall’aspetto storico artistico, al quale seguirà quello relativo allo sguardo sulla rigenerazione urbana, sull’impatto sociale e le trasformazioni del settore industriale.
L’UCID, Unione Dirigenti Cattolici, è socio aderente della Fondazione Casa di Carità e Mestieri e partner dell’Opera Torinese del Murialdo. I principi ispiratori dell’Ucid pongono al centro, nel mondo imprenditoriale, la persona umana e, seppur non negando la necessità di introduzione di nuovi modelli imprenditoriali e di tecnologie avanzate, promuovono la creazione di un lavoro dignitoso per tutti, sostenendo e consolidando i diritti sociali e proteggendo l’ambiente.
Mara Martellotta

Spostando l’ambientazione – con la collaborazione di Federica Pontremoli e Velia Santella – dall’originale Tel Aviv del romanzo dello scrittore israeliano Eshkol Nevo (edito in Italia da Neri Pozza) ad un lungotevere romano, Nanni Moretti affronta in “Tre piani” (presentato all’ultimo festival di Cannes, undici minuti d’applausi ampiamente reclamizzati ma non preso in considerazione dalla giuria guidata dal “gaffeur” Spike Lee) per la prima volta un soggetto non suo. Una storia corale, non centralizzata, una microsocietà che con difficoltà tenta di affrontare la quotidianità piena di ombre, gli affetti di poco conto, le asprezze che nascono con chi ti sta accanto, le scelte che possono aiutare o scalfire enormemente il corso di una vita, il senso della colpa e la sua maturazione come il superamento atteso da sempre, le perdite e la scoperta delle parole che non si sono mai dette, l’educazione dei figli e l’impossibilità ad una altruistica comprensione, la giustizia che giudica o che assolve. “Tre piani” è tutto questo attraverso gli occhi di Moretti e molto altro ancora.