IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni Il Presidente della Repubblica Mattarella ha ritenuto di ribadire una netta condanna ad ogni discriminazione e intolleranza nella giornata internazionale contro l’omofobia.
Un giusto richiamo a tutti i cittadini in nome di quell’articolo 3 che è un cardine della nostra Costituzione. Potrebbe apparire persino un discorso scontato che, in un paese civile e democratico, non dovrebbe costituire oggetto di un intervento da parte del Capo dello Stato, ma certamente, al di là dell’omofobia, il discorso del presidente può evocare anche la condanna verso tante altre forme di intolleranza che stanno imbarbarendo il Paese. Il richiamo al rispetto personalmente lo ritengo doveroso e necessario, vedendo e toccando con mano la carica di odio che sta montando in Italia nei confronti di chi è considerato diverso non solo per le sue scelte sessuali. Il dibattito politico è avvelenato e il richiamo alla violenza verbale è una pratica sempre più abituale che va condannata con fermezza. Il lavoro prezioso del Governo Draghi non può essere disturbato dalle polemiche astiose che si leggono sui giornali e si sentono in televisione.
In quella stessa sede ha poi rivolto un caloroso saluto al Prefetto, ai Procuratori Generale e Capo della Repubblica, al Questore, al Comandante per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito e al Comandante Regionale della Guardia di Finanza.