L’OSCAR EUROPEO DEI MATERIALI EDUCATIVI PREMIA UN LIBRO DI TESTO ITALIANO
Lattes Editori si aggiudica il prestigioso Premio BELMA 2021, con il suo “Cittadini con Dante”: un classico come punto di riferimento per discutere temi e sfide di oggi
Anche i libri di testo scolastici hanno il loro premio internazionale. Si chiama BELMA (Best European Learning Materials Awards), viene assegnato in collaborazione con la Fiera del Libro di Francoforte e celebra ogni anno i migliori materiali educativi d’Europa. Quest’anno tra i premiati c’è anche l’Italia, con il Premio Speciale della Giuria assegnato alla Casa Editrice Lattes per il suo Cittadini con Dante, un testo per la scuola media scritto dalle professoresse Enrica Lavazza, Maria Acanfora, Silvia Fraboni e Anna Jacod.
Il Premio è stato assegnato nel tardo pomeriggio di ieri e il libro, scelto tra materiali educativi di alta qualità provenienti da tutta Europa, ha vinto poiché “offre una prospettiva originale su temi contemporanei di educazione civica, usando la Divina Commedia di Dante come base per stimolare alla riflessione e affrontare questioni attuali”; e ancora “mette in relazione i testi con temi e sfide odierne, ricorrendo spesso a fonti originali e offre proposte concrete di riflessione e dibattito”.
Questo Premio arriva durante la Settimana della Lingua Italiana nel Mondo, l’iniziativa nata nel 2001 e giunta quest’anno alla XXI edizione, in programma dal 18 al 24 ottobre, che quest’anno ha come tema “Dante, l’italiano”.
L’idea alla base di Cittadini con Dante è quella di svolgere con la classe dei percorsi interdisciplinari di educazione civica tra letteratura, storia e arte, a partire dalla vita e dalle opere di Dante Alighieri, di cui quest’anno ricorre il 700° anniversario della morte. Così, ad esempio, l’esilio del Poeta da Firenze apre un percorso che conduce fino al confino fascista e alla vicenda di Altiero Spinelli a Ventotene, dove prese forma l’idea dell’Europa unita. La figura di Francesca da Rimini, che compare nel Canto V dell’Inferno, permette di affrontare il delicato tema del femminicidio. Partendo poi da Costanza d’Altavilla, regina di Sicilia, che troviamo nel Canto III del Paradiso, si sviluppa il tema delle donne in politica, arrivando alle suffragette e alle Madri della Costituzione italiana.
La pubblicazione del libro era stata accompagnata in primavera da una serie di webinar su questi temi, tenuti dalle autrici del testo e seguiti da migliaia di insegnanti. L’entusiasmo mostrato in quell’occasione dai docenti ha suggerito a Lattes l’idea di candidare il libro di testo ai BELMA.
“Può sembrare sorprendente che a ottenere questo riconoscimento sia un libro di testo tutto sommato tradizionale nella forma” racconta Simone Lattes, amministratore delegato della Casa editrice. “Cittadini con Dante non ha effetti speciali; niente percorsi multimediali, esercizi interattivi o tecnologie d’avanguardia. Ci sono solo l’originalità della proposta e la chiarezza espositiva. Un lavoro congiunto tra le nostre ottime autrici e la nostra redazione. A dimostrazione del fatto che, anche nell’età del digitale, la qualità dei materiali didattici è data prima di tutto dal contenuto.”
I BELMA Awards sono assegnati in collaborazione con la Fiera del Libro di Francoforte, IARTEM (International Association for Research on Textbooks and Educational Media) e European Educational Publishers Group.
La Casa Editrice Lattes è stata fondata a Torino nel 1893, quando Simone, allora impiegato dell’odierna Libreria Luxemburg, aprì la Libreria Lattes di via Garibaldi 3. Nella seconda metà del Novecento si è progressivamente concentrata sulla scuola secondaria di primo e secondo grado pubblicando libri di testo che hanno accompagnato milioni di studenti. Oggi la Casa Editrice è guidata dalla quinta generazione della famiglia.


Pare esserci un settimo personaggio in questa ibseniana “Casa di bambola”, modernamente intesa e messa in scena (l’autore la scrisse durante un soggiorno ad Amalfi, nel 1879), diretta da Filippo Dini, con cui il Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale ha inaugurato – con autentico e meritato successo – la propria stagione. Un simbolismo di troppo, quell’albero che viene a sostituirsi ad un più comune albero di Natale, il pino delle nostre infanzie, colorato di addobbi, e che affonda le proprie radici nel salotto di casa Helmer per alzarsi verso il cielo. È al centro della bella scena che il regista ha richiesto a Laura Benzi, bella e piena di tonalità bianche, di luci pronte ad accendersi per le feste, di una felicità senza pensieri che sarà presto appannata. Ma è un albero che per l’intera rappresentazione finisce col rivelarsi ingombrante, superfluo, con la pretesa di rispecchiarsi nelle parole veterotestamentarie (“dell’albero della conoscenza del bene e del male non devi mangiare”), recitate all’inizio dai coniugi travestiti a mo’ di marionette, parole che gettano un velo scuro tra l’uomo e la donna. Insuperabile: e quanto lo sia, senza tentativi di ravvicinamenti, Dini ce lo mostra chiaramente, nella posizione distanziata in cui pone Nora e Torvald nella confessione di lei del finale.
Il ritratto di Dorian Grey è un romanzo del 1890 scritto da Oscar Wilde dove il personaggio Dorian Grey, temendo la vecchiaia, vende la sua anima al diavolo pur di rimanere giovane per l’eternità.