ilTorinese

Lo Russo e Cirio: “Nosiglia uomo del dialogo”

LA SCOMPARSA DELL’ARCIVESCOVO EMERITO DI TORINO

“Desidero esprimere il cordoglio e la vicinanza della Città di Torino alla Diocesi torinese, a quella di Susa e ai suoi cari per la scomparsa dell’arcivescovo Cesare Nosiglia – ha affermato il Sindaco di Torino Stefano Lo Russo -. La Città ed il territorio torinese perdono un interlocutore attento ai problemi sociali, alle difficoltà delle lavoratrici e dei lavoratori e impegnato nel costruire una comunità inclusiva e accogliente, soprattutto per i più giovani. Come istituzioni cercheremo di fare tesoro del suo prezioso insegnamento”.

“Con la scomparsa dell’Arcivescovo emerito Cesare Nosiglia, Torino e il Piemonte perdono un grande uomo di fede, innamorato di Dio, della Chiesa e degli uomini. Una voce preziosa, sempre attenta alla dignità della persona, come conferma la sua costante attenzione alla tutela del lavoro, dei lavoratori e delle lavoratrici delle aziende in crisi del nostro territorio negli anni in cui ha guidato con determinazione, amore e spirito di servizio la chiesa torinese.
Non dimenticherò mai la sua vicinanza nei lunghi e drammatici mesi del Covid, e in particolare quando abbiamo pregato insieme di fronte alla Sindone, alla vigilia di una Pasqua difficile che, ancora di più in quell’occasione, doveva essere occasione di speranza e rinascita. Ai suoi cari e a tutta la comunità ecclesiastica il cordoglio mio e della Regione Piemonte”, commenta il governatore  Alberto Cirio.
“La scomparsa di monsignor Cesare Nosiglia è una perdita dolorosa per la città di Torino e per tutto il Piemonte. Ha saputo essere guida spirituale e punto di riferimento anche nella vita civile, sempre vicino ai lavoratori, ai poveri e a chi viveva situazioni di fragilità. A nome del Consiglio regionale esprimo cordoglio e vicinanza alla diocesi, alla comunità cristiana e a tutti coloro che lo hanno conosciuto e apprezzato per il suo stile semplice, umile e autentico”, dichiara il presidente del Consiglio regionale, Davide Nicco.

Action apre in corso Spezia a Torino

La catena di distribuzione Action si espande sul territorio piemontese. Il gruppo olandese inaugura infatti domani un nuovo punto vendita a Torino, in corso Spezia 20, che rappresenta il terzo negozio in città  e il dodicesimo in provincia. Ora il marchio è a quota 174 store in Italia, a soli sei anni dal debutto nel nostro Paese nel 2019.
Il nuovo punto vendita si sviluppa su oltre 900 metri quadrati e impiega 20 persone. Disponibili articoli per la casa, bricolage, giardinaggio, fai da te e prodotti alimentari confezionati a prezzi competitivi.
(foto il Torinese)

Degrado continuo al giardino Madre Teresa

ALESSI (CAPOGRUPPO FDI CIRCOSCRIZIONE 7): SITUAZIONE INACCETTABILE COME SEMPRE. CITTA’ E SINDACO NON PERVENUTI. SEGNALAZIONE ALL’ASL

Come negli anni passati, come nei mesi passati, come nei giorni passati, ieri e questa mattina la situazione del Giardino MTC è INACCETTABILE sia dal punto di vista del decoro, sia dal punto dell’igiene pubblica.
Finora di progetti ce ne sono stati tanti e non hanno dato risultati. Noi come Fratelli d’Italia avevamo proposto il daspo urbano, il divieto di vendita e consumo di alcolici h 24, un bagno pubblico: tutto bocciato dalla maggioranza di sinistra.
Ora insieme ai colleghi di FdI in Circoscrizione 7 Francesco Caria e Domenico Giovannini faremo anche una segnalazione all’Asl perché vi sono wc a cielo aperto, e non solo, che sono un problema igienico-sanitario.
Alcuni cittadini, non tutti, vogliono chiudere il Giardino di notte pensando di risolvere parte dei problemi, allora perché come provocazione non chiuderlo h24 per 3 mesi? Anche se così non si risolverebbero le criticità ma magari si sposterebbero al vicino e nuovo Giardino di Via Saint Bon ….che già inizia avere delle criticità….


LE CRITICITA’ VANNO AFFRONTATE IN TEMPO, PURTROPPO IN CERTI TRATTI DI QUARTIERE LA CITTA’ E’ “NON PERVENUTA”…..AL MASSIMO “MONITORA”….
Un grazie come sempre alle FdO che ogni tanto intervengono ma senza la “volontà politica” di chi Amministra la Città e la Circoscrizione 7 non si affrontano i problemi esistenti nel modo giusto.
Anni fa ho chiesto personalmente di dotare l’area di videosorveglianza, credendo fosse un passo concreto verso una maggiore sicurezza urbana. Oggi mi trovo a constatare che quelle telecamere (ben 6) sembrano servire solo a posteriori, se avviene qualcosa di molto grave come un omicidio, e non a prevenire il disagio quotidiano di chi vive o attraversa il Giardino.
Dove hanno la residenza le persone che bivaccano, spacciano, vendono alimenti, svolgono il mestiere dei parrucchieri, e altro a MTC? Hanno regolari contratti di affitto? I controlli devono essere a 360° sennò tutto rimane come sempre e può solo peggiorare
Le parole non bastano più. Servono interventi veri, misurabili, con tempi certi.

PATRIZIA ALESSI

L’ultimo romanzo di Cesare Pavese

Il 27 agosto del 1950, Cesare Pavese si toglieva la vita nella stanza 346 dell’hotel Roma in piazza Carlo Felice, di fronte alla stazione di Porta Nuova a Torino. Il suo ultimo romanzo La luna e i falò, uno dei capolavori della letteratura del ‘900 e libro di formazione per intere generazioni, rappresentò per più versi il viaggio dello scrittore alla ricerca di se stesso e delle proprie origini. Fu il suo testamento letterario, composto in meno di due mesi, tra il 18 settembre e il 9 novembre del 1949, e dato alle stampe nell’aprile del 1950. Pavese scrisse in proposito: “È il libro che mi portavo dentro da più tempo e che ho più goduto a scrivere. Tanto che credo che per un pezzo – forse sempre – non farò più altro. Non conviene tentare troppo gli dèì”. E non solo gli dei, se Pavese scelse di terminare la propria esistenza “nella stanza d’un albergo nei pressi della stazione; volendo morire nella città che gli apparteneva come un forestiero”, come scrisse Natalia Ginzburg. Sul comodino della stanza era posata una copia dei Dialoghi con Leucò su cui lo scrittore aveva lasciato una raccomandazione: “Non fate troppi pettegolezzi”.
Un epitaffio che invitava il mondo a rispettare la sua scelta di andarsene prematuramente e di farlo in silenzio, in punta dei piedi, con quel riserbo tutto piemontese che ha sempre contraddistinto la sua vita. Settantaquattro anni dopo la sua scomparsa i messaggi e i valori che le pagine dei romanzi e dei racconti di Pavese ci trasmettono continuano a essere attuali nella loro straordinaria semplicità e immediatezza, a partire da quello del profondo legame con la terra dove si nasce, quel legame che non si spezza mai e che ciascuno di noi porta dentro di sé perché “avere un paese vuol dire non essere soli sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti”. Perché avere un paese, avere delle radici, un luogo al quale aggrappare i propri pensieri, nel quale rifugiarsi anche nei momenti più difficili come quello che abbiamo vissuto, come quello che stiamo vivendo, significa sapere di appartenere a una comunità con la quale potremo continuare a lottare. Cesare Pavese ha amato molto il Piemonte, le Langhe, le grosse colline nelle quali ambientò i suoi romanzi più belli, trasportando il lettore tra borghi e vigneti, falò e sentieri, tra la sua gente. La lapide posta sulla tomba che custodisce i resti mortali del poeta, trasferiti dal cimitero monumentale di Torino al camposanto di Santo Stefano Belbo nel settembre del 2002, riporta queste parole “Ho dato poesia agli uomini”, una frase struggente che testimonia la forza e l’immortalità dell’arte.

Marco Travaglini

Nosiglia, Giachino: “la metà della Torino che non ce la fa ha perso un grande difensore”

IL RICORDO

Sono in lutto e molto triste, l’Arcivescovo emerito Cesare Nosiglia non c’è più. Da lassù ne sono convinto continuerà a difendere la metà della Torino in difficoltà e che non ce la fa. Porterò con me il bel sorriso che mi ha regalato al termine di una bella Messa che aveva celebrato qualche mese fa al SERMIG.
Lo avevo accolto a nome del Governo quando, nel 2010, era arrivato da Vicenza. A Agosto 2012 aveva sferzato la Città quando disse che a Torino la metà della Città che sta bene non si accorge dell’altra metà della Città che sta male.  Chi amministrava la Città si offese senza capire che aveva sacrosante ragioni.
Le cose non sono cambiate purtroppo. Nella metà della Città che sta male ci si ammala di più e si muore di più come ha detto l ‘ISTAT. Così che il Suo successore, il giovane Arcivescovo Roberto Repole, ora Cardinale, ha dovuto constatare che a Torino c’è molto lavoro povero sino a denunciare più recentemente che i grandi capitali torinesi non vengono investiti in Città ma nel circolo della finanza mondiale.  Ero in piazza Castello all’angolo con via Garibaldi quando a Novembre del 2015 mons. Nosiglia lesse di fronte a pochi persone un forte Appello per il Lavoro. Mi fece una tenerezza grande, lui il Pastore  della Diocesi torinese che cercava di difendere il lavoro dalle crisi aziendali e dal disinteresse della Città che conta, il Sistema Torino, refrattario al bene comune , cieco nel portare avanti una strategia che ci consegna una Città che in vent’anni ha perso 20 punti di PIL rispetto a Bologna. La sensibilità umana nel sentire le difficoltà degli altri purtroppo non si compera al supermercato ma sembra dominare le ultime amministrazioni torinesi , tutt’altra cosa dai Sindaci torinesi degli  anni 50 e 60 che fecero di tutto perché la Città accogliesse nuovi fratelli in cerca di lavoro e di futuro. Nel 2022 porto’ dal Prefetto le istanze sulla sicurezza sollevate da Barriera di Milano e dalla Parrocchia della Pace. Noi non lo dimenticheremo Monsignor Nosiglia e anzi ci sarà di stimolo per ridare un’anima alla politica e perché i cattolici impegnati nella politica riescano a dare di nuovo il loro Valore aggiunto. Lo ricorderemo nel nostro Convegno di Bardonecchia che terremo a settembre. Riposa in pace caro Arcivescovo Nosiglia.
Mino GIACHINO 
Già sottosegretario alle Infrastrutture

Insulti omofobi all’ex portavoce di Lo Russo

Ivan Notarangelo, giornalista torinese e noto comunicatore del Pd, che  ha seguito politici come Davide Gariglio, Mercedes Bresso, Piero Fassino e  Stefano Lo Russo, denuncia che  a Capalbio l’autista di un bus ha iniziato a inveire insultandolo “ripetutamente e a voce alta ‘frocio di merda”. Notarangelo aveva in braccio il suo cane ignorando il divieto di portare animali a bordo.
“L’omofobia non è mai un incidente verbale, ma un atto politico che colpisce la persona nella sua identità più profonda”, dice Notarangelo. “Ho scelto di non sporgere denuncia ma non ho avuto alcun dubbio sul rendere pubblico l’accaduto . Non è un insulto qualsiasi, è un tentativo di ridurre l’altro al silenzio, di riportarlo dentro i confini decisi dalla maggioranza. Servono responsabilità collettiva e coraggio istituzionale perché la libertà non può essere concessa ‘a condizione che’ o entro limiti non scritti”.

 

È morto il bimbo di 3 anni caduto in piscina

È deceduto il bambino di tre anni che nei giorni scorsi era caduto in una piscina di un B&B di Omegna mentre era in vacanza con i genitori. Il papà si è accorto che il piccolo era in fondo alla piscina e ha tentato di salvarlo. Trasportato in elisoccorso al Regina Margherita di Torino (nella foto) è purtroppo morto ieri.

Torna l’Esposizione Felina ad Acqui Terme

Torna ad Acqui Terme (AL) la grande Esposizione Internazionale Felina, sabato 13 e domenica 14 settembre 2025 al Centro Congressi di Viale Antiche Terme.
Gatti di tutte le razze provenienti da tutta Europa sfileranno in gara per il Best in Show, con razze pregiate come Maine Coon, Bengala, Siamesi e molti altri. Sabato pomeriggio spazio speciale per i maestosi Maine Coon.
Evento organizzato da Gatti in Festa con l’ANFI, aperto al pubblico con orario 10:00–18:30.

Info pratiche:
🎟 Biglietti: €8 intero / €6 ridotto / gratis under 10
Dove: Centro Congressi, Acqui Terme
🔗 Info: gattinfesta.com – anfitalia.it

Un weekend imperdibile per chi ama i gatti e tutti gli animali!

Enzo Grassano

 

 

 

Santa Rita, nuova vita per il mercato di corso Sebastopoli

Nuovi impianti elettrici e idrici, una pavimentazione completamente rinnovata, interventi per migliorare l’accessibilità alle persone non vedenti, l’installazione di servizi igienici e un arredo urbano aggiornato con nuova segnaletica. Sono questi i principali lavori di riqualificazione che da  lunedì 25 agosto, interessano il mercato di Santa Rita lungo corso Sebastopoli.

“Negli ultimi anni – sottolinea l’assessore al Commercio Paolo Chiavarino – la Città ha avviato un piano strategico di riqualificazione dei mercati, con l’obiettivo di renderli più moderni, funzionali e accessibili, rafforzando al tempo stesso il loro ruolo di luoghi di incontro e socialità. Investire sui mercati significa investire sulla vita dei quartieri e sulla qualità dei servizi per i cittadini. L’intervento su Santa Rita è un passaggio fondamentale che renderà il mercato più inclusivo e confortevole, a beneficio sia degli operatori sia della comunità”.

I lavori si svilupperanno in due fasi e riguarderanno il tratto compreso tra corso Orbassano e via Tripoli. La prima fase, che si concluderà il 14 settembre, prevede la completa modernizzazione degli impianti e la posa della nuova pavimentazione, con la tracciatura delle postazioni per i commercianti. Per garantire continuità alle attività, i banchi coinvolti dal cantiere verranno temporaneamente spostati in aree adiacenti, così che il mercato resti sempre attivo e accessibile.

La seconda fase, con termine a metà ottobre, sarà dedicata soprattutto all’accessibilità e ai servizi: rifacimento degli attraversamenti pedonali, installazione di percorsi tattili e semafori acustici per i non vedenti, oltre alla realizzazione di nuovi servizi igienici.

Al termine dei lavori, l’area avrà un volto più moderno, funzionale e inclusivo, confermando il mercato di Santa Rita come uno dei principali poli commerciali e sociali della città.

L’intervento si inserisce in un più ampio programma di riqualificazione delle aree mercatali, che negli ultimi anni ha già interessato Porta Palazzo, Racconigi, Brunelleschi, Porpora e Madama Cristina, e che nei prossimi mesi vedrà l’avvio dei cantieri anche in piazza Benefica e al mercato coperto di via delle Verbene, nel quartiere Vallette.

A Torino da tutto il mondo per lo studio delle biomolecole antiche 

Dal 26 al 29 agosto oltre 550 studiosi  per l’11° International Symposium on Biomolecular Archaeology (ISBA11)

Dal 26 al 29 agosto 2025, Torino ospiterà l’11° International Symposium on Biomolecular Archaeology (ISBA11), il principale appuntamento scientifico internazionale dedicato allo studio delle biomolecole antiche. Il congresso è promosso dall’Università di Torino, con il Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi (DBIOS) come capofila, in collaborazione con i Musei Reali di Torino.

 

L’iniziativa porterà in città oltre 550 partecipanti da più di 30 Paesi, tra ricercatrici, ricercatori e professionisti del settore. Il programma del convegno, che si svilupperà presso il Complesso Aldo Moro dell’Università di Torino e la Corte d’Onore dei Musei Reali, prevede un ricco calendario di sessioni dedicate alle più recenti ricerche sull’evoluzione biologica di esseri umani, animali e micro organismi, sui cambiamenti ambientali nel passato, sull’evoluzione culturale, sull’alimentazione e le pratiche agricole delle società antiche, così come sulle implicazioni etiche e museali delle ricerche di archeologia biomolecolare anche in ambito museale (“museomica”).

 

“Siamo entusiasti di poter ospitare a Torino una comunità scientifica internazionale così ampia e interdisciplinare” – commenta la prof.ssa Beatrice Demarchi, professoressa ordinaria di Metodologie della Ricerca Archeologica all’Università di Torino e presidente del comitato organizzatore – e di costruire un ponte tra ricerca, divulgazione e istituzioni culturali del territorio”.

 

Grazie alla collaborazione con i Musei Reali di Torino, l’area poster sarà allestita per l’intera durata del convegno nella suggestiva Corte d’Onore di Palazzo Reale: studenti e studentesse volontari guideranno i visitatori dei Musei e i cittadini alla scoperta dei contenuti scientifici in modo accessibile e coinvolgente.

 

“ISBA11 – dichiara Mario Turetta, Direttore delegato dei Musei Reali di Torino – è un esempio virtuoso di come la collaborazione tra enti scientifici e museali possa dare vita a percorsi di conoscenza condivisa”.

“Siamo felici di accogliere questa iniziativa negli spazi del museo – aggiunge Elisa Panero, Direttrice responsabile del Museo di Antichità – offrendo al pubblico un’occasione concreta per entrare in contatto con la ricerca più avanzata e con chi la conduce ogni giorno, scoprendone l’importanza anche nella narrazione museale”.

 

Il programma completo è disponibile su www.isba11.com, l’iniziativa sarà raccontata anche attraverso i canali social ufficiali dell’evento, dell’Università di Torino e dei Musei Reali.