Sino al 16 gennaio al Carignano, per la stagione dello Stabile torinese
Credo che abbia avuto davvero ragione Valerio Binasco a varare, nel cuore di un gelido inverno, il suo personalissimo “Midsummer Night’s Dream” shakespeariano, per la stagione dello Stabile di Torino – Teatro Nazionale (in scena al Carignano sino al 16 gennaio). Un “Sogno di mezza estate” per tutte le stagioni. Perché questo “Sogno” è il giusto desiderio di un teatrante di tornare alla normalità e di recuperare gli spazi e il proprio pubblico con un bel sorriso stampato in faccia, di agire con l’invenzione e con l’intelligenza e con il cuore, con un testo che porta in sé tutto il divertimento possibile, con uno spettacolo pieno di colore che gioca con una scenografia a due piani capace di stupire e di catturare, con una compagnia numerosa che diverte e si diverte. Non soltanto una pretesa normalità, non soltanto una gran festa: questa festa facciamola subito, in fretta, visti i chiari di luna che ci attendono e che preannunciano nulla di buono, con un incubo che “è sempre dietro l’angolo”. È un ritorno al Bello, alla finzione come rifugio protettivo, al piacere di entrare tra i velluti rossi di una sala teatrale, di accomodarsi in poltrona e di assaporare un gusto da troppo tempo dimenticato, un meccanismo che gira a meraviglia e non delude mai. Cioè, ce ne fossero di serate come questa in una intera stagione.
Scriveva un critico del secolo scorso: “Il ‘Sogno’ è una grande poetica sbornia piena delle dissonanze, degli stridori, del veder doppio, dei contrattempi e malintesi che sono propri delle grandi sbornie e delle grandi farse”. Non resta che buttarcisi dentro, via alla commedia degli equivoci. Preparare la reggia, dalle bianche sale, il luogo dell’ordine e della freddezza, dove Egeo impone irremovibile alla figlia Ermia di sposare Demetrio anche se la ragazza gli preferisce Lisandro, antico innamorato di Elena: quando Ermia e Lisandro fuggiranno per unirsi lontano in matrimonio, ecco che Elena rivelerà ogni loro progetto a Demetrio, nella speranza che ritorni a lei. Preparare il bosco incantato, il luogo della fantasia e della libertà non soltanto creativa, affondare nell’Eros, che attraversa l’intera commedia, l’Eros dei sentimenti e quello altresì fisico, pervaso dalla più sfacciata sensualità e dalle gelosie più acute e distruttrici, nel suggestivo cambiamento escogitato da Nicolas Bovey (cui si devono anche i raffinati giochi di luci), una landa selvaggia e azzurrina tutta anfratti e luoghi petrosi, entro cui convogliare i sovrani Oberon e Titania, le magie e gli scherzi di Puck, le illusioni e le disillusioni, i falsi risvegli, gli inseguimenti e le baruffe di innamorati, coppie che si formano per poi esplodere all’improvviso, lo zigzagare di innamoramenti e di disinnamoramenti pronti a tramutarsi ancora una volta in innamoramenti, con i matrimoni che ne seguono, per quel mal d’amore che tutti cattura, umani e creature fiabesche. Sino alla recita finale, il dramma di Piramo e Tisbe, allo spettacolo nello spettacolo che mette tutto e tutti d’accordo: i comici e le maschere, un isolotto tutto arancio di pace, sul fondo e di lato, una farsa che tira i
remi in barca, un angolo conclusivo di teatro, di atmosfere, di colori, di magico che può riportare alla memoria certi attimi delle messinscene strehleriane.
Binasco – qui, oltre che regista, anche adattatore e traduttore con la collaborazione di Antonio Calenda e tra gli interpreti, nel doppio ruolo di Teseo e di Oberon: un factotum che sa che cosa è un palcoscenico – padroneggia a meraviglia, senza facili soluzioni e con gran divertimento, la materia non facile da sistemare, considerando le tante sottotrame che vi circolano, la scrittura tutta giravolte, lo scomporsi continuo delle situazioni. Lo fa con occhio moderno, a cominciare dal guardaroba degli attori (i costumi sono di Alessio Rosati), risparmiandoci trascrizioni e riletture forzate o assurde quali ormai infestano i nostri palcoscenici, rendendoci pacificamente il plot in un susseguirsi amabilissimo di fuochi d’artificio. Che il pubblico sottolinea in un susseguirsi (in una delle repliche cui ho assistito, ma nulla ha potuto negare il grande successo nelle serate successive: se ancora non s’è capito, uno spettacolo da vedere) di chiamate e applausi. Della compagnia in scena, tutti giocano a costruire il proprio personaggio, nella piena consapevolezza che ognuno per un piccolo istante diventa protagonista, dal Quincey di Nicola Pannelli all’imperdibile Puck di Francesco Russo al Bottom di Michele Di Mauro che, nella voce e nei gesti, dopo l’exploit delle “Sedie”, si guadagna un bello spazio all’interno del nostro Stabile; certamente, le due coppie di innamorati, Giordana Faggiano e Fabrizio Costella come Ermia e Lisandro e Lorenzo Frediani e Dalila Reas nelle vesti di Demetrio ed Elena (forse i giovanotti più a proprio agio, le attrici un po’ troppo vocianti: ma sarebbe voler cercare il pelo nell’uovo), e ancora Olivia Maniscalchi e Franco Ravera.
Elio Rabbione
Le immagini dello spettacolo sono di Luigi De Palma
Vaccini, Pd: “penalizzati gli studenti”
Con l’entrata in vigore dell’obbligo per gli over 50, considerato l’aumento della richiesta, la Regione ha deciso il blocco dell’accesso libero per la prima dose, riservandolo ad alcune categorie.
Si tratta di un errore grave che ricadrà soprattutto sugli studenti, proprio nei giorni in cui arriva anche l’allarme dei pediatri, sui danni fisici e psicologici per i più giovani.
L’accesso diretto per i non vaccinati, con la comodità e l’immediatezza che comporta, è uno strumento molto allettante per rivolgersi alla platea di coloro che ancora non si sono vaccinati.
Il Piemonte con il 72,9% della popolazione completamente vaccinata nella fascia tra i 12 e i 19 anni è 14mo tra le regioni italiane, sotto la media nazionale (75,3%). Sopra la media italiana, purtroppo, per la percentuale di chi deve ancora ricevere la prima dose nella stessa fascia di età: ben il 18,6% contro il 17,7%. Decimo per la somministrazione della terza dose.
Basta guardare alle dosi giornaliere per capire il ritardo piemontese. Tra il 7 e il 10 gennaio il Piemonte ha somministrato 7346 dosi in questa fascia contro le 11.698 del Veneto, le 10632 dell’Emilia e le 14.745 del Lazio.
Da un lato il Governo chiede il super-green pass per tutta una serie di attività, modifica le regole per la didattica in presenza incentivando la vaccinazione e dall’altro il Piemonte blocca l’accesso libero per la prima dose, scaricando proprio su questa fascia le difficoltà di organizzazione.
Ma le cose vanno tragicamente peggio per la fascia 5-11. Da terzultimi ora siamo penultimi in Italia con ben il 91,1% di popolazione che deve ricevere la prima dose. Solo le Marche stanno facendo peggio di noi.
Indicativi i numeri assoluti degli ultimi giorni: il Piemonte ne fa circa la metà di Toscana, Emilia, Veneto, Lazio.
Serve una forte accelerazione sulla fascia 5-11 anni, sulla terza dose per la fascia di 12-19, ma soprattutto va ripristinato immediatamente l’accesso libero per le prime dosi di tutti, a partire dagli studenti che hanno il diritto di continuare a svolgere le attività per cui è richiesto il super-green pass e di frequentare la scuola in presenza.
Finalmente la Regione, dopo le nostre sollecitazioni, ha previsto la possibilità di caricare i tamponi positivi fatti in casa per i vaccinati e si è caricata il costo dei tamponi fatti in farmacia per liberarsi dalla quarantena. Assurdo, però, che ancora non ci sia la possibilità di prenotare direttamente l’appuntamento per il vaccino come in tutte le altre regioni. Solo in Piemonte ci si iscrive e poi si aspetta un sms, col risultato che un terzo degli appuntamenti va deserto, con una gravissima inefficienza del servizio, perché nel frattempo le persone fanno il Covid, accedono a un accesso diretto o non prendono visione del messaggio.
Domenico Rossi – Vicepresidente Commissione sanità
Daniele Valle – Consigliere regionale Pd
PROSPETTIVE
Dal 15 gennaio al 4 giugno 2022
Anche quest’anno, per il quarto anno consecutivo, Fondazione Torino Musei, OFT – Orchestra Filarmonica di Torino e Abbonamento Musei propongono il progetto di collaborazione che avvicina il pubblico dell’arte a quello della musica e viceversa.
Per chi ama esplorare l’arte nelle sue mille sfumature, i tre grandi musei della Città di Torino – GAM Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, MAO Museo d’Arte Orientale e Palazzo Madama Museo Civico d’Arte Antica – ogni sabato precedente il concerto propongono una visita guidata, a rotazione, al proprio patrimonio museale, traendo ispirazione dalla stagione concertistica dell’Orchestra Filarmonica di Torino.
L’iniziativa è a cura dei Dipartimenti Educazione della Fondazione Torino Musei e di Abbonamento Musei.
Le visite sono condotte da Theatrum Sabaudiae.
Visite guidate a pagamento. Costo: 6 euro per il percorso guidato + biglietto di ingresso al museo secondo tariffe (gratuito con Abbonamento Musei e Torino Piemonte Card).
Info e prenotazioni: t. 011 5211788 (lun-dom 9-17.30); prenotazioniftm@arteintorino.com • è possibile effettuare l’acquisto on-line
Maggiori info su
www.oft.it www.fondazionetorinomusei.it www.abbonamentomusei.it https://www.arteintorino.com/
ARRIVATE 154.440 DOSI DI PFIZER ADULTI E 60.000 DOSI DI PFIZER PEDIATRIC
Sono arrivate in queste ore e sono in via di distribuzione le 154.440 dosi di Pfizer adulti e le 60.000 dosi di Pfizer pediatrico.
VACCINAZIONI IN FARMACIA ANCHE PER LA FASCIA 12-17 ANNI
La Regione Piemonte ha autorizzato la vaccinazione in farmacia anche per i minorenni nella fascia d’età 12-17 anni, previo modulo di consenso dei genitori.
La Regione Piemonte ha autorizzato la vaccinazione in farmacia anche per i minorenni nella fascia d’età 12-17 anni, previo modulo di consenso dei genitori.
“In merito al dibattito sulla possibilità di distinguere quanti dei ricoveri totali comunicati quotidianamente riguardano soggetti ricoverati “con Covid” ma non “per Covid” (cioè positivi al coronavirus ma ospedalizzati per ragioni che non riguardano il Covid) – sottolineano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore alla Sanità Luigi Genesio Icardi – su questo tema la Conferenza delle Regioni ha inviato una richiesta al Ministero il 4 gennaio a firma del presidente Fedriga. La Regione Piemonte naturalmente continuerà a trasmettere i dati sulla occupazione ospedaliera in base alle norme ministeriali vigenti, tuttavia l’Unità di crisi ha chiesto alla aziende sanitarie del territorio una ricognizione settimanale al fine di fornire al Ministero una fotografia periodica su quanti dei ricoveri totali comunicati riguardano appunto soggetti ricoverati “con Covid” ma non “per Covid”, per le sue possibili valutazioni”.
COVID-19: SEMPLIFICATE IN PIEMONTE LE PROCEDURE DI ISOLAMENTO E QUARANTENA
Da lunedì 17 gennaio un sms della Regione avviserà dell’inizio o fine del provvedimento contumaciale per i positivi e i loro contatti stretti.
A partire dalla prossima settimana saranno operative le nuove misure per semplificare le procedure per le quarantene e l’isolamento: verranno approvate con una delibera nella prossima seduta della Giunta regionale, su proposta dell’assessore alla Sanità, Luigi Icardi.
Il provvedimento è stato messo a punto dal settore regionale Prevenzione della Direzione Sanità, in raccordo con l’Unità di Crisi e con il Dirmei, tenendo conto dell’aumento esponenziale dei casi che si è registrato nelle ultime settimane e sulla base delle indicazioni previste dalle normative nazionali.
“L’obiettivo è snellire la parte burocratica, evitando lungaggini ed inutili attese ai cittadini. Abbiamo definito un protocollo operativo che, nel rispetto della normativa nazionale, consente al cittadino di ricevere le comunicazioni in modo più rapido, direttamente sul proprio telefono, con un messaggio che ha, a tutti gli effetti, il valore di un provvedimento amministrativo. Semplificando le procedure, garantiamo anche maggiore tempestività ed efficacia nelle attività di tracciamento.”- dichiarano il presidente Alberto Cirio e l’assessore Luigi Icardi.
IL PROTOCOLLO OPERATIVO: I PUNTI PRINCIPALI
ISOLAMENTO PER I POSITIVI
All’inserimento in piattaforma dell’esito positivo del tampone antigenico o molecolare, il cittadino riceverà automaticamente un sms che conferma l’avvio del periodo di isolamento con il link ad una pagina informativa sugli obblighi previsti dalla normativa per il periodo di isolamento.
QUARANTENA PER I CONTATTI DI CASO
Anche i soggetti interessati dalla quarantena, perché contatti stretti di un caso positivo, saranno avvisati mediante messaggio “sms” che conferma l’avvio del periodo di quarantena.
TAMPONE DI USCITA DA ISOLAMENTO/QUARANTENA
Al termine del periodo contumaciale, in assenza di sintomi, il soggetto potrà effettuare un tampone molecolare o antigenico sulla base delle prenotazioni del medico di medicina generale o del pediatra per l’uscita dall’isolamento o anche presso una farmacia o struttura privata accreditata o autorizzata dalla Regione, presentando l’sms di comunicazione del periodo contumaciale e compilando l’apposita autocertificazione, laddove il soggetto dichiari di essere in quarantena.
GENERAZIONE GREEN PASS
L’inserimento in piattaforma del tampone molecolare o antigenico negativo comporterà l’automatica notifica ai dipartimenti di prevenzione delle ASL e ai medici di famiglia e pediatri che, previa verifica del rispetto dei termini di legge, attesteranno sulla piattaforma, entro 24 ore, l’avvenuta guarigione per consentire l’immediato invio dell’sms di fine isolamento e la notifica al Ministero di emissione del green pass da guarigione.
Anche per la quarantena, sulla base delle nuove indicazioni normative il soggetto che effettua il tampone con esito negativo, sempre previa verifica del rispetto dei termini di legge, riceverà un sms di fine quarantena e potrà verificare sul portale Salute Piemonte l’avvenuta chiusura del periodo contumaciale.
PROCEDURA INPS
Il numero progressivo, univoco, emanato dalla piattaforma, rappresenta il riferimento del procedimento amministrativo e sarà utilizzato dal MMG/PLS per la procedura INPS.
Inoltre, nel caso in cui non sia possibile disporre di un numero di cellulare o, sulla base della procedura informatica, venga segnalato il mancato recapito del sms, l’ASL provvederà ad utilizzare un diverso canale di comunicazione al cittadino (mail, ecc.).
Tutte le informazioni sull’isolamento, sulla quarantena o sull’autosorveglianza, comprese le misure da rispettare, saranno disponibili per l’interessato sul portale “Salute Piemonte”.
AMBIENTE E RIFIUTI: ‘MARAZZATO’ CRESCE E MODIFICA IL SUO ‘MODELLO DI PREVENZIONE 231’
Il Board: “Etica d’impresa e trasparenza i valori assoluti per incrementare lavoro, solidità e sviluppo”.
La crescita sostenibile del Gruppo Marazzato, che quest’anno celebra i 70 anni di attività, richiede l’adeguamento costante di procedure di gestione e di controllo, in linea con nuovi obiettivi e altrettante necessità.
La storica impresa vercellese oggi leader italiano nelle bonifiche ambientali e soluzioni per il pianeta ha infatti, in linea con le modalità e gli orientamenti delle migliori aziende italiane, ha corretto e aggiornato il cosiddetto ‘Modello di prevenzione 231’: un ulteriore passo verso l’obiettivo di ricercare condizioni di correttezza e trasparenza nella gestione delle attività aziendali.
Il tutto perfettamente in linea con quanto disposto dal nuovo ‘Codice della crisi e della insolvenza’, che impone proprio di costruire adeguati assetti organizzativi ai big large account attivi nei vari settori del mercato.
Uno strumento funzionale a rilevare tempestivamente eventuali crepe nella gestione delle operations di prassi e la perdita della continuità aziendale, prevenendo al contempo la commissione di reati e il rischio di fallimento.
In questo modo, è possibile assicurarsi una corretta gestione organizzativa, di controllo gestionale e amministrativo, atta a far emergere i segnali insorgenti dell’eventuale crisi d’impresa prima che la stessa diventi irreversibile, rimuovendone per tempo le cause e attuando interventi immediati ed effettivi tesi al recupero della normale e serena continuità.
“Marazzato Soluzioni Ambientali S.r.l., società del Gruppo, ha adottato il modello 231 ormai dieci anni fa. Nel corso di questi anni abbiamo provveduto a numerose modifiche e implementazioni, a seguito di alcune modifiche organizzative e di struttura societaria o per recepimento di novità normative.
Oggi, questo aggiornamento integrale del Modello interviene in maniera ancora più significativa. Sebbene l’adesione al modello sia facoltativa, il CdA ha deciso di predisporre una mappa delle attività aziendali e ha individuato al suo interno le cosiddette attività “a rischio” ovvero quelle che, per loro natura, rientrano tra le attività da sottoporre ad analisi e monitoraggio alla luce delle prescrizioni del Decreto”
introduce Alberto Marazzato, General Manager del Gruppo che porta il suo cognome e che guida insieme ai fratelli Luca e Davide, terza generazione di imprenditori alla guida dell’azienda familiare fondata dal nonno Lucillo e implementata dal padre Carlo.
Per poi chiosare: “L’adesione sempre più convinta ai protocolli correnti in grado di assicurare benefici alle imprese e a chi vi opera in termini di correttezza amministrativa, fiscale, gestionale e procedurale costituisce uno degli obiettivi più ambiziosi sul quale fondare il nostro business quotidiano, specialmente in un anno così importante quale quello del nostro primo settantesimo anniversario”.
Le Ferrovie (Rfi) hanno programmato l’eliminazione delle barriere architettoniche dalle stazioni piemontesi. La competenza, infatti, spetta a loro”.
Questa la risposta fornita in videoconferenza dall’assessore regionale Marco Gabusi, all’interrogazione presentata da Maurizio Marello (Pd) dove si chiedeva quale sia in Piemonte la situazione dell’accessibilità delle stazioni ferroviarie e treni e che cosa la Regione intenda fare per rispondere alla necessità di assistenza sollevata da pendolari che si spostano in sedia a rotelle dalla stazione ferroviaria di Alba, così come in altre stazioni.
Gabusi ha precisato che la società si è attivata attraverso una specifica programmazione finalizzata al miglioramento dell’accessibilità alle stazioni per le persone diversamente abili. Ma anche attraverso un piano di investimenti per l’eliminazione di tutte le barriere architettoniche non solo per la stazione albese ma per l’intero comparto regionale.
Tali miglioramenti prevedono l’innalzamento dei marciapiedi tanto da consentire ai passeggeri con ridotta mobilità la possibilità di salire in carrozza in modo autonomo, oltre al varo di una passerella munita di ascensori per l’attraversamento dei binari. Il termine dei lavori è stato fissato per il mese di giugno di quest’anno.
Nel corso della seduta consiliare è stata fornita risposta alle interrogazioni di Marello (Pd) su: “Settore forestale della Regione Piemonte”; “Autostrada A33 Cuneo – Asti Lotto II.6”, di Alberto Avetta (Pd) su “Continuano i disagi e i disservizi sulla Torino – Ceres” e di Domenico Rossi (Pd) “Attuazione mozione 113 – “Adozione di un Piano regionale per la bioeconomia e l’economia circolare”.
(foto V. Solano)
È di poche settimane fa la notizia che il carcere di Asti abbia tra i propri ospiti detenuti una percentuale di positivi al Covid19 del 35%, oltre a 12 positivi tra personale amministrativo e agenti di custodia.
Il problema non riguarda solo l’istituto di pena piemontese, ma è esteso su tutto il territorio nazionale.
Quest’ultima ondata di diffusione del contagio da Covid19, dunque, ha nuovamente portato alla luce il problema della corsa del virus nelle carceri italiane, strutture ormai organicamente sovraffollate di detenuti, nelle quali, oltre a carenze igieniche, di strumenti e programmi educativi, un ruolo preponderante gioca la mancanza di spazio dovuta ad un numero di detenuti eccedente la ordinaria capienza.
Nell’attuale situazione pandemica, pragmaticamente, ciò rende molto difficile, se non impossibile, garantire l’applicazione quantomeno della più elementare misura precauzionale, il distanziamento personale tra i detenuti.
Secondo i dati forniti nella propria Relazione annuale 2021 al Parlamento dal Garante Nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale l’inizio del 2020 era stato drammatico in termini numerici con 60.971 presenze nazionali a fronte di una capacità di meno di 50.000 unità.
Il 2021 ha visto una riduzione del numero dei detenuti, dovuta soprattutto ai legittimi interventi della magistratura di sorveglianza che, verso la metà dell’anno, ha consentito un assestamento a 53.661 unità, rispetto ad una capacità ospitativa limitata a 47.445.
Purtroppo quello del sovraffollamento carcerario è un problema annoso, ormai organico e strutturale, che ha visto l’Italia in più occasioni anche sottoposta al giudizio della Corte Europea dei Diritti Umani, che l’ha riconosciuta colpevole di una violazione sistematica e continuativa del diritto dei detenuti a non subire trattamenti contrari al senso di umanità e di dignità (art. 3 CEDU), con gravi incidenze e ripercussioni pregiudizievoli sul principio rieducativo della pena, previsto dall’art. 27 della nostra Costituzione.
La pena deve certamente avere un carattere sanzionatorio e retributivo, deve essere “un castigo” per chi si è reso colpevole di un reato e un monito per la collettività, ma al contempo deve essere funzionale alla rieducazione e al reinserimento sociale del reo.
Quest’ultimo aspetto molto spesso viene sottovalutato ovvero declamato in termini di principio, ma poco compreso ed ancora meno attuato.
Eppure è un dato fondamentale, quello più rispondente all’interesse comune.
Sempre secondo la Relazione 2021 del Garante al Parlamento il maggior numero di detenuti è ristretto per pene detentive inferiori ai tre anni, decorsi i quali il soggetto sarà nuovamente in stato di libertà.
Obiettivo di rilevanza sociale dovrebbe essere quello, dunque, di ridurre potenzialmente il rischio di ricaduta nel reato, rispondendo ciò a quell’esigenza di sicurezza avvertita come priorità dai consociati.
La visione della detenzione meramente punitiva ha carattere miope, soddisfacendo un bisogno di sicurezza immediato, ma privo di lungimiranza e previsione a medio lungo termine.
Ecco allora che quello del sovraffollamento carcerario con tutte le criticità che da esso conseguono, violazione dei diritti umani, impossibilità di organizzare progetti rieducativi e di reintegro sociale, difficoltà di garantire supporto educativo e psicologico a tutti i detenuti, non solo svilisce in astratto principi costituzionali che sembrano distanti ed avulsi dalla realtà, ma ricade concretamente sul tessuto sociale, restituendogli soggetti che,dopo aver scontato la loro pena, potenzialmente potranno ancora e nuovamente rappresentare un pericolo per la collettività, non essendo stata soppressa o depotenziata la loro capacità delinquenziale.
La creazione di un sistema penitenziario che consenta di proporre risposte alla commissione di reati tese a responsabilizzare in vista del futuro, piuttosto che a porre rimedio al passato, dovrebbe, pertanto, rientrare tra gli obiettivi primari non solo dell’agenda politica, ma dell’intera società.
L’auspicio è che sul punto possa davvero, e finalmente, esservi unità di intenti, capacità di coordinamento e interesse comune, da parte di tutti coloro che possono intervenire sul sistema, a partire dalla semplice sensibilizzazione, almeno tramite una più puntuale e realistica conoscenza del fenomeno, dell’opinione pubblica.
A cura di Carmen Bonsignore (www.carmenbonsignore.it)
Stefano Della Casa è il nuovo direttore artistico della 40° edizione “straordinaria” del Torino Film Festival. Succede a Stefano Francia di Celle che, al termine del suo mandato, ha scelto di non prorogare il suo contratto decidendo di tornare in Rai dopo due anni di aspettativa.
Il Presidente Enzo Ghigo, il direttore Domenico De Gaetano e il Comitato di Gestione del Museo Nazionale del Cinema ringraziano Stefano Francia di Celle per l’ottimo lavoro svolto, per l’impegno e la passione che ha dedicato al TFF in questi anni non facili e gli fanno i migliori auguri per il ritorno in Rai in un momento di grande trasformazione per l’azienda.
Steve Della Casa è tra i fondatori del Festival Cinema Giovani – poi Torino Film Festival – di cui è stato direttore dal 1998 al 2002. Della Casa si appresta a dirigere l’edizione che celebrerà i 40 anni del Torino Film Festival, un anniversario importante che oltre a ribadire la sua identità, ancora attuale a distanza di anni, dovrà anche segnare un momento di passaggio, nel solco della tradizione e innovazione che da sempre caratterizzano il TFF. A lui e alla sua squadra i migliori auguri di buon lavoro.
Nato a Torino il 25 maggio 1953. Laureato in storia del cinema con il prof. Rondolino con una tesi sul western americano. Nel 1974 è tra i fondatori del Movie Club di Torino, uno dei più importanti club cinema italiani. Nel 1982 è tra i fondatori del Festival Cinema Giovani, poi Torino Film Festival, di cui sarà direttore dal 1998 al 2002. È presidente della Film Commission Torino Piemonte tra il 2006 e il 2013 e direttore del Roma Fiction Fest fino al 2014. Dal 1994 è autore e conduttore del programma Hollywood Party su Radio Rai3. È dicente di storia del cinema all’Accademia d’Arte Drammatica. Ha pubblicato saggi sul cinema in Italia e all’estero (Centre Pompidou, Museum of Modern Arts di New York, George Lincoln Center). Ha diretto documentari presentati ai festival di Venezia, di Roma, di Locarno, vincendo nel 2016 un Nastro d’Argento. È tifoso del Toro.
E’ un ventenne, considerato “elemento di spicco” della baby gang che negli ultimi mesi ha imperversato nel centro di Torino, derubando e spaventando i passanti. Finalmente è stato arrestato dalla polizia.
Il giovane e’ un italo-marocchino, residente nel Canavese. E’ accusato di due rapine e rischia fino a vent’anni di carcere.
La banda di teppisti – rapinatori agiva soprattutto nei dintorni di Palazzo Nuovo, tanto è vero che i suoi componenti si fanno chiamare “la gang di via Sant’Ottavio”.