ilTorinese

Quell’atroce “voce della fame” che divide il mondo

In mostra al valdostano “Forte di Bard”, oltre 80 scatti fotografici di “Agence France – Press” documentano la piaga della fame per milioni di esseri umani

Dal 14 marzo al 19 luglio

Bard (Aosta)

Ben scriveva nel suo romanzo – reportage del ’49 “La pelle” (riferendosi agli anni di miseria vissuti dalla Napoli del dopoguerra) il gran pratese Curzio Malaparte“Non v’è nulla di umano nella voce della fame”. Quanta verità! E nulla di umano, per l’appunto, ma solo abbruttimento e disperazione, documentano le grida e gli occhi e i volti stravolti di uomini e bambini (quanti bambini!) impegnati nell’ingarbugliato primitivo assalto alle razioni alimentari nel “Centro di distribuzione” a Beit Lahia, nella Striscia di Gaza, cristallizzato nel 2025, in immagini fotografiche che hanno fatto il giro del mondo, dal fotoreporter palestinese Bashar Taleb per “AFP – Agence France Presse”, fra le più antiche e autorevoli agenzie di stampa internazionali. Una fotografia di denuncia realisticamente drammatica. Una delle oltre 80 esposte (sotto il titolo di: “Nutrire il mondo. La sfida globale dell’alimentazione”dal prossimo sabato 14 marzo a domenica 19 luglio presso il sabaudo “Complesso Fortificato” di Bard, a testimonianza di come, a tutt’oggi, in un Pianeta capace di produrre cibo sufficiente per 10miliardi di persone, la fame resti tuttora (proprio come nella Napoli di Malaparte) una “piaga” (“peste” avrebbe detto lo scrittore di Prato) per milioni di esseri umani. Specchio impietoso – questo l’obiettivo della mostra – di un sistema messo oggi a dura prova dall’aumento demografico, dai cambiamenti climatici, da un uso insostenibile delle risorse e dal tragico proliferare a livello inter-continentale di oltre 50 guerre, dall’Africa sub sahariana all’Asia Occidentale (Palestina – Gaza), al Medio Oriente (Iran) e all’Europa orientale (Russia – Ucraina). Un colpo mortale al Pianeta. Tanto che, nel 2026, dicono le cifre ufficiali, la fame nel mondo registra circa 300milioni di persone che soffrono di “insicurezza alimentare acuta” ed oltre 730milioni costretti ad “affrontare la fame”, allontanando l’obiettivo “Fame Zero” prefissato dall’“Agenda ONU 2030”. Il tutto alla luce, però, di un inaccettabile paradosso: mentre intere popolazioni soffrono la privazione, nei Paesi sviluppati l’abbondanza degenera in “spreco sistemico” e patologie legate all’eccesso. “Il cibo è dunque diventato – ci rivela la mostra al ‘Forte di Bard’ – un indicatore di disuguaglianza, passando da diritto fondamentale a esibizione di status sociale”.

La prova? Alcune fra le tante raccontate in rassegna. Che accanto alla miseria umana della succitata foto di Bashar Taleb ci mostra l’oceano spropositato dell’abbondanza alimentare nello scatto del fotoreporter francese Jeff Pachoud a documentazione del Concorso di cucina “Bocuse d’Or” (ideato nel 1987 da Paul Bocuse a Lione) o l’altrettanto lussuoso “di più” di quel principesco “servizio in camera” nello storico Hotel “Lutetia” di Parigi firmato da Stephane de Sakutin, per non dire del “piccante rosso mare” fissato con lucida concretezza durante una gara di “volonterose” mangiatrici di peperoncino all’interno di una sorgente termale nella città di Yichun, in Cina. Ignoto l’autore. Chissà, poveretto, non ci sia finito dentro?

“Questo progetto – commenta la Presidente del ‘Forte di Bard’, Ornella Badery – rinnova la missione del ‘Forte’ come luogo di riflessione sulle principali sfide del nostro tempo. Attraverso le immagini dei fotoreporter di ‘Agence France-Presse’, la mostra propone una testimonianza visiva e uno strumento per riflettere sul paradosso alimentare che vede coesistere la carestia e lo spreco sistematico, invitando a considerare un modello di sviluppo più equo e sostenibile”.

E a lei fa eco Sabrina Rossi Montegrandi, “Director of Business Development Agence France-Presse per Italia, Malta e Turchia”: “Il cibo è il cuore del nostro presente e la sfida del nostro futuro. Con i loro sguardi attenti e necessari, i fotografi dell’ ‘Agence France-Presse’ non si limitano a ritrarlo: lo interrogano, lo mettono in discussione, ci costringono a guardarlo. Attraverso le immagini, il cibo diventa coscienza e responsabilità”.

Dopo “Non c’è più tempo” (2024) e “Contrasti. Racconti di un mondo in bilico” (2025), con il Progetto “Nutrire il mondo”“Forte di Bard” e “Agence France-Presse” proseguono la collaborazione con l’obiettivo di sensibilizzare il pubblico su tematiche di carattere globale che valorizzano il quotidiano lavoro di inchiesta dei fotoreporter di una delle più importanti ed autorevoli “Agenzie di Stampa” al mondo.

Gianni Milani

“Nutrire il mondo”

Forte di Bard, via Vittorio Emanuele II, Bard (Aosta); tel. 0125/833811 o www.fortedibard.it

Dal 14 marzo al 19 luglio

Orari: feriali 10/18; sab. dom. e festivi 10/19; lun. chiuso

Nelle foto: Bashar Taleb /AFP “Consegna razioni alimentari a Gaza”; Jeff Pachoud/AFP “Chef da tutto il mondo per il Concorso di cucina ‘Bocuse d’Or’”; Anonimo/AFP Photo “Gara di mangiatori di peperoncino in Cina”

Barista di Trana: violenza da più persone?

Una vicenda avvenuta il 7 ottobre 2025 a Trana, nel Torinese, torna al centro dell’attenzione per nuovi sviluppi investigativi.

Una giovane barista era stata trovata in condizioni disperate dopo una violenta aggressione. In un primo momento era stato fermato un operaio, indagato per il pestaggio, ma gli approfondimenti successivi hanno portato a ipotesi più gravi.

Gli esami medico-legali più recenti avrebbero infatti evidenziato la presenza di materiale biologico riconducibile a più individui. Questo elemento ha spinto gli inquirenti a valutare anche la possibilità di una violenza sessuale commessa da più persone.

La donna è rimasta a lungo in condizioni critiche, mentre le indagini proseguono per ricostruire con precisione quanto accaduto e individuare eventuali altri responsabili.

Juve da Champions: colpo pesante a Bergamo

 

La Juventus passa a Bergamo con una vittoria di peso specifico enorme: 0-1 contro l’Atalanta e quarto posto momentaneo in tasca. Decide una zampata da grande squadra, firmata da Jérémie Boga, al suo quarto centro nel 2026.
I bianconeri mostrano solidità e spirito di sacrificio, resistendo nei momenti più complicati anche grazie a un ritrovato Michele Di Gregorio, decisivo tra i pali. Un successo costruito con resilienza, organizzazione e anche un pizzico di fortuna.
Con 60 punti, la Juve si porta a +2 sul Como e guarda con interesse sia alla sfida tra la squadra di Cesc Fàbregas e l’Inter, sia allo scontro diretto di San Siro tra due settimane. Nel mirino ora non c’è solo la Champions, ma anche il terzo posto del Milan.

Enzo Grassano

Dogliani, “Dialoghi coraggiosi”. Tra gli ospiti Gerry Scotti

Ci sono ritorni che hanno il sapore di casa, come quello di Dogliani, che annuncia il suo prossimo appuntamento dal 29 àprile al 31 maggio 2026 con un’edizione intitolata “Dialoghi coraggiosi”. Il primo ospite annunciato sarà Gerry Scotti che torna a Dogliani per aprire la tre giorni dedicata alla televisione e ai media.
Venerdì  29 maggio, in piazza Umberto I, Gerry Scotti salirà, infatti, sul palco del Festival della TV che porterà il segno del traguardo dei quindici anni in un piccolo paese delle Langhe che, attraverso incontri, ha saputo costruire un momento unico di coesione fra il mondo della televisione, dei new media e la comunicazione con il pubblico.
La scelta non  è casuale. In un momento in cui la televisione si interroga sul proprio ruolo e sulla propria forza Gerry Scotti rappresenta uno degli esempi più visibili di che cosa significhi costruire un rapporto autentico con il pubblico. Dal luglio 2025 con ‘La Ruota della Fortuna’ ha ricostruito le regole del prime time su Canale 5, raggiungendo 4 milioni di spettatori a puntata, con share superiore al 25% e nessuna intenzione di fermarsi. Un successo costruito sulla semplicità apparente di chi sa costruire un rapporto solido con il pubblico, che conosce le sue esigenze e sa come parlare a milioni di telespettatori.
Questa capacità  di trasformare ogni puntata in un appuntamento irrinunciabile rappresenta il fil rouge che lega Gerry Scotti al tema del Festival di quest’anno. “Dialoghi coraggiosi”, filo conduttore scelto per la quindicesima edizione del Festival.
Non si tratta solo di una dichiarazione d’intenti, ma della storia di quindici anni di incontri in cui la complessità non è stata ridotta, ma attraversata, in cui il confronto ha avuto il coraggio di essere vero. Gerry Scotti, con la sua ironia e naturalezza, incarna perfettamente lo spirito di un festival che ha sempre creduto nel valore della parola detta e condivisa.
Il festival della TV è  organizzato da LE IDEE AL LAVORO, in collaborazione con Dogliani Eventi, con la direzione artistica di Federica Mariani, quella organizzativa di Simona Arpellino e la direzione tecnica di Mauro Tunis. Gli ospiti della quindicesima edizione del Festival della TV di Dogliani saranno annunciati nelle prossime settimane, il prossimo 6 maggio.

Mara Martellotta

Salvezza raggiunta! Missione compiuta per il Torino

 

Missione compiuta per il Torino, che supera 2-1 l’Hellas Verona e si avvicina sensibilmente alla fatidica quota salvezza dei 40 punti.. I granata toccano i 39 punti in Serie A, mettendo ormai al sicuro la permanenza nella massima categoria anche dal punto di vista psicologico.
La squadra guidata da D’Aversa conferma il suo ottimo momento: quarta vittoria nelle ultime sei partite e una media di due punti a gara che racconta meglio di ogni altra cosa la svolta delle ultime settimane. A decidere la sfida sono le reti di Simeone e Casadei, intervallate dal momentaneo pareggio firmato da Bowie.
Per il Verona, invece, la situazione si fa sempre più complicata: a sei giornate dalla fine, la retrocessione appare ormai vicina. Il Torino può invece guardare con maggiore serenità al finale di stagione, con l’obiettivo di chiudere in crescita e magari togliersi ancora qualche soddisfazione.

Enzo Grassano

Nessun ricordo dell’agente Cutugno ucciso dai terroristi rossi

Nessuna iniziativa è stata organizzata per ricordare Lorenzo Cutugno, l’agente di custodia assassinato dalle Brigate Rosse l’11 aprile 1978? A lui, insieme al collega Giuseppe Lorusso – ucciso da Prima Linea nel 1979 – è dedicato il carcere di Torino. A segnalare la situazione è il sindacato della Polizia penitenziaria Osapp, che denuncia un la dimenticanza da parte dell’amministrazione penitenziaria e delle istituzioni locali e regionali. Secondo quanto riferito dal sindacato, a 48 anni dall’omicidio non sarebbe stata promossa alcuna cerimonia né espresso alcun ricordo ufficiale in onore di Cutugno.

Stellantis tra ripresa e incertezze: il futuro di Mirafiori e dell’automotive piemontese

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Segnali di recupero e rilancio produttivo

Dopo una fase molto complessa, Stellantis sta mostrando alcuni segnali di miglioramento, in particolare nello stabilimento di Mirafiori a Torino. Nel 2025 la fabbrica ha registrato una crescita produttiva in controtendenza rispetto al resto del Paese, superando le 30 mila vetture e segnando un aumento significativo rispetto all’anno precedente.

A trainare questa dinamica è stato soprattutto l’avvio della nuova Fiat 500 ibrida, che rappresenta un passaggio strategico nella fase di transizione tecnologica del gruppo. L’introduzione del modello ha portato a una progressiva riattivazione delle linee e alla prospettiva di nuove assunzioni, oltre al possibile aumento dei turni produttivi nel 2026.

Anche a livello globale il gruppo intravede margini di miglioramento, con una ripresa della domanda in alcuni mercati chiave e l’obiettivo di tornare a risultati economici più solidi nel breve periodo.

Un quadro nazionale ancora fragile

Nonostante questi segnali positivi, il contesto italiano resta critico. La produzione complessiva di Stellantis nel Paese è diminuita sensibilmente nel 2025, scendendo sotto le 400 mila unità e segnando un forte calo rispetto agli anni precedenti. Ancora più marcata è stata la contrazione nella produzione di autovetture, che evidenzia una difficoltà strutturale del sistema industriale nazionale.

Sul fronte occupazionale, il ridimensionamento è evidente: negli ultimi anni si è registrata una consistente riduzione della forza lavoro, accompagnata da numerose uscite volontarie e da un ampio ricorso agli ammortizzatori sociali. Anche negli stabilimenti più attivi, come Mirafiori, la continuità produttiva non è ancora garantita e resta legata a pochi modelli.

Questi elementi mostrano come la ripresa sia ancora parziale e non uniforme, inserita in un contesto di trasformazione profonda dell’intero settore.

Mirafiori e il Piemonte davanti a una svolta

Il futuro di Mirafiori rimane incerto e fortemente dipendente dalle scelte strategiche del gruppo. La produzione è oggi concentrata quasi esclusivamente sulla Fiat 500, rendendo lo stabilimento vulnerabile a eventuali variazioni della domanda o a cambiamenti nei piani industriali.

A questo si aggiungono altre criticità, come la riduzione di alcune produzioni di fascia alta e le difficoltà legate alla transizione verso l’elettrico, un mercato ancora instabile e caratterizzato da una domanda non sempre prevedibile.

Le conseguenze riguardano non solo lo stabilimento, ma l’intero ecosistema automotive piemontese, che comprende una vasta rete di fornitori e competenze specializzate. Il rischio è un progressivo ridimensionamento del ruolo industriale di Torino, storicamente cuore dell’auto italiana.

Al tempo stesso, però, esiste anche uno scenario alternativo: nuovi investimenti, diversificazione dei modelli e consolidamento produttivo potrebbero rilanciare il territorio, mantenendo vivo un patrimonio industriale unico.

In questo equilibrio tra opportunità e criticità si gioca il futuro dell’automotive piemontese, con Mirafiori ancora al centro di una trasformazione decisiva.

Foto Consiglio regionale del Piemonte

“Disegniamo l’arte”, alla Palazzina di Caccia di Stupinigi per adulti e bambini

Alla Palazzina di Caccia di Stupinigi, domenica 19 aprile, alle ore 15.45, il disegno torna ad essere al centro di un gesto diretto: guardare, scegliere, tracciare. “Disegniamo l’arte” rappresenta un invito rivolto ad adulti e bambini a sperimentare il disegno dal vero. Foglie, rami, scorci del giardino, ma anche dettagli architettonici della Palazzina diventano punti di partenza per costruire immagini essenziali, senza impostazioni rigide. Le postazioni, distribuite tra interno ed esterno, accompagnano i partecipanti in un percorso libero, dove il tempo della visita si dilata e si concentra sullo sguardo e il drawing style.
Non è richiesto un livello specifico: si lavora insieme, ciascuno con il proprio segno, alternando attenzione e pratica per soffermarsi su ciò che spesso resta sullo sfondo.

INFO
Palazzina di Caccia di Stupinigi Piazza Principe Amedeo 7, Stupinigi – Nichelino (TO)
Domenica 19 aprile, ore 15.45
Durata dell’evento: 1 ora e 30 minuti circa
Prezzo visita + laboratorio: 5 euro, oltre il prezzo del biglietto
Biglietti: intero 12 euro; ridotto 8 euro per ragazzi 6-17 anni e over 65. Gratuito: minori di 6 anni e possessori di Abbonamento Musei Torino Piemonte e Royal Card, accompagnatori disabili
Prenotazione obbligatoria entro il venerdì precedente
011 6200601 stupinigi@biglietteria.ordinemauriziano.it
www.ordinemauriziano.it

Mara Martellotta

«Si spogli», anteprima nazionale al Baretti

DI MARIANNA L’AMICO

SUL PALCO L’ESPERIENZA DEL CARCINOMA AL SENO 

 

Mercoledì 15 aprile alle 21 il Cineteatro Baretti, in via Baretti 4, ospita l’anteprima nazionale del monologo semiserio che trasforma l’esperienza del carcinoma al seno in un rito di cura, ironia e condivisione. Cosa accade quando la mente comprende la necessità di un intervento chirurgico, ma il corpo resta indietro, vibrante di emozioni indicibili? Da questa frattura, tra logica e sentire, nasce “Si spogli!”, il monologo teatrale di e con Marianna L’Amico, lucana di nascita e torinese d’adozione.

 

Lo spettacolo non è un semplice racconto di malattia, ma un’esperienza di “clown umano” applicata alla vita vera. Al centro della narrazione c’è il percorso oncologico legato a un carcinoma al seno: dalla diagnosi improvvisa all’operazione, scandita dal comando, tecnico e spersonalizzante, che dà il titolo alla pièce, «Si spogli». Se la sanità funziona e l’intervento riesce impeccabilmente, resta aperta la questione del vissuto emotivo. In scena, l’autrice esplora quel crinale sottile dove la fragilità diventa forza attraverso un linguaggio poetico, dissacrante e profondamente liberatorio.

 

«Tre giorni dopo l’intervento ero a letto, tra drenaggi e calze antitrombo – spiega Marianna L’Amico – Il mio corpo sembrava dirmi: finalmente mi ascolti. Ho iniziato a scrivere per non soffocare quel peso, ma solo quando ho ritrovato il filo rosso della mia carriera trentennale, la gioia, ho capito come raccontarlo. Il clown è stato il mio maestro: insegna a cadere, a giocare con i limiti e a trasformare il piombo in oro attraverso il sorriso».

 

Il monologo si sviluppa come un dialogo intimo e funambolico che racconta questa storia personale che diventa, a poco a poco, collettiva, incontrando vissuti ed esperienze del pubblico riguardanti la salute, ma anche il dolore e la capacità di rispondere alla vita. La protagonista si guarda allo specchio, parla a cuore aperto e usa il dialetto lucano per dare voce alla verità più viscerale, coinvolgendo gli spettatori in un rito di riconoscimento reciproco.
Non c’è accusa verso il sistema sanitario, né rassegnazione: c’è il darsi il permesso di esistere, con tutta la propria dignità, anche quando ci si ritrova letteralmente “in mutande” davanti agli eventi della vita o si è costretti a toglierle davanti a molte persone. Uno spettacolo che cerca anche di sensibilizzare sull’importanza dell’empatia in ambiente ospedaliero, sulla necessità di accompagnare con attenzione e maggiori informazioni il paziente.

 

Dopo il successo della versione breve presentata al festival Women & the City di Torino, lo spettacolo approda al Baretti in una veste ampliata, di circa 60 minuti: si tratta dell’anteprima nazionale. È un invito a stare nella presenza, a ridere di cuore (perché sì, si ride molto anche se si parla di carcinoma, ago aspirato, biopsie e operazione) e a riconoscersi umani e mortali, scoprendo che proprio in questa consapevolezza risiede la massima leggerezza.

 

«“Si spogli!” è un atto di gratitudine verso la vita, un momento di alchimia teatrale dove il dolore non ha l’ultima parola, lasciando spazio alla bellezza e alla scintilla della guarigione emotiva: racconta la mia trasformazione» conclude L’Amico.

 

Biglietti: 12 euro. Ridotto under25/ over65/ Aiace/ Anpi 10. In vendita su https://www.anyticket.it/anyticketprod/Web/SchedaEvento.aspx?partner=BATO&idSpettacolo=24373

 

Lo spettacolo

Di e con: Marianna L’Amico.

Regia: Fabrizio Barbiero e Marianna L’Amico.

Produzione: Circo Madera e Artinforma srls.

Musiche: Dino Viceconte.

Fotografie: Simona De Pascalis.

Costumi: Sandra Comas.

Assistente alla produzione: Monica Durigon.

Promozione e distribuzione: Manuela Romano 349 244 9600

 

Fb: si spogli, se-no

Insta: si spogli, se_no

 

La protagonista

Lucana doc, ma nata a Foggia il 20 febbraio 1974, Marianna abita a Torino. Sposata allegramente con Carlo (informatico) e benedetta dalla nascita di Enrico e Gaia, 11 anni fa, ha fondato Artinforma srls, una piccola società di servizi artistici e informatici con suo marito. Dopo 25 anni di esperienza teatrale (arte di strada, formazione e animazione) e 13 di costellazioni familiari, le sue proposte formative uniscono le arti teatrali e figurative, il gioco e la crescita personale, tenute insieme dalla gioia, come strumento di riconnessione con la leggerezza e la energia innata del proprio cuore.

«Per me il clown, con naso o senza, è il Virgilio semplice e onesto di questo mondo. Scrivo e mi diverto, con e senza rime: filastrocche, canzoni, testi teatrali, oracoli e presto un manuale di giochi ed esperienze artistiche per bambini – spiega – Adoro il tempo lento, la collaborazione e il buon cibo; anche le tre cose mescolate insieme. Lavoro con gruppi e in sessione individuale (privati, associazioni, scuole e chiunque ami mettersi in gioco)!

Per me l’arte in tutte le forme, se allineata in connessione col cuore, è guarigione; e chi è al servizio per aiutare, guarire, facilitare, educare o assistere le persone, è un artista».

Formazione teatrale principale: ATF di Philip Radice, ICRA di Michele Monetta, Paolo Nani, Jango Edwards, Comicoro/Circo Madera.

Pistone anima la scuola di cucina di Edit Place con “Frolla e Cioccolato”

Ora è arrivato il momento di rimediare, con l’aiuto di Jacopo Pistone, giovane panificatore torinese a capo di Cibrario Forno Contemporaneo. Sarà lui a insegnare i segreti di una buona frolla fragrante al pubblico di “Frolla e Cioccolato”, evento organizzato il 18 aprile prossimo, alle ore 10,  da ToBe Events. Si tratta di un appuntamento con cui si inaugura la nuova vita delle cucine condivise di Edit Place, Social Hub “for people and for having Fun”. Posizionate al primo piano della struttura nata per unire cibo, birra artigianale e cultura, le cucine condivise di Edit sono uno spazio moderno, attrezzato per realizzare workshop professionali o appuntamenti rivolti al grande pubblico come questo, che vede appunto protagonista Jacopo Pistone e il team di Cibrario Forno Contemporaneo.

Saranno loro a portare al pubblico di “Frolla e Cioccolato” il loro know how di giovani panificatori d’eccellenza, accompagnando il laboratorio con consigli pratici, suggerimenti e piccoli accorgimenti, rendendo la preparazione accessibile anche a chi non ha esperienza in cucina.
Durante il workshop – che si distribuirà su tre turni, alle ore 10, alle 15 e alle 17.30 – verrà realizzato dal vivo, passo dopo passo, un dolce a base di frolla e di cioccolato, sotto la guida di Jacopo Pistone, presente per aiutare tutti i partecipanti a portarsi a casa la ricetta perfetta.
La musica in sottofondo accompagnerà il tempo del lavoro, mentre si impasta, si taglia, si assembla e si condivide. A rendere il momento ancora più piacevole, una pausa con infusi e tisane, per chiacchierare insieme e socializzare.

All’arrivo a Edit il pubblico verrà accolto anche con un kit di benvenuto – composto da grembiule e cappello da chef – e ovviamente con gli ingredienti e i materiali utili per il laboratorio. I biglietti per l’evento sono in vendita al costo di 30 euro (10 euro per i bambini minori di 10 anni) sul sito ufficiale di To Be Events al link: https://shop.tobevents.it/event/frollaecioccolato/. I posti sono limitati e la prenotazione è obbligatoria.

Mara Martellotta