ilTorinese

Sanità, dalla digitalizzazione alla sostenibilità: a Torino gli Stati generali degli ospedali

Il 28 e 29 maggio, all’Iveco Industrial Village, torna l’appuntamento con Grandi Ospedali 2025, confronto tra strutture ospedaliere pubbliche e private

 

 Dalla digitalizzazione e dall’innovazione nella sanità alla sostenibilità dei percorsi assistenziali, dai centri di eccellenza al rapporto tra gli ospedali, il territorio ed il contesto sociale. Il 28-29 maggio, all’Iveco Industrial Village di Torino, torna la 4º edizione dell’“Open Meeting Grandi Ospedali”.
Un importante appuntamento per il panorama sanitario italiano, presentato oggi nel corso di una conferenza stampa al Collegio Carlo Alberto, alla quale hanno partecipato Federico Riboldi, assessore alla Sanità della Regione Piemonte, Thomas Schael, commissario dell’Aou Città della Salute e della Scienza di Torino, Paolo Petralia, direttore generale Asl 4 Liguria e coordinatore Community Ambassador della Sanità, Giuseppe Orzati, amministratore di Koncept Srl.
Si confronteranno i principali ospedali pubblici e privati, università, istituzioni e innovatori del settore. L’evento, organizzato da Koncept, è un laboratorio di idee e soluzioni per un sistema sanitario più integrato, equo e sostenibile.
Dopo il successo delle edizioni di Firenze, Roma e Napoli, questo quarto appuntamento punta ancora più in alto, coinvolgendo un numero crescente di attori e focalizzandosi sulle priorità della Regione Piemonte: medicina territoriale, tecnologie avanzate, ottimizzazione delle liste d’attesa.
Attraverso sessioni tematiche e laboratori mirati, l’Open Meeting 2025 si pone come catalizzatore di un cambiamento concreto e duraturo, in sinergia con progetti come il Parco della Salute di Torino. Un’occasione unica per costruire, insieme, la “Regione della Salute 2025” e tracciare la rotta verso un nuovo modello di sanità, centrato su innovazione, eccellenza e prossimità al cittadino.
“È con soddisfazione che ospiteremo in Piemonte la quarta edizione dell’Open Meeting del progetto Grandi Ospedali, dando la possibilità di mettere in collegamento e in condivisione le migliori pratiche nazionali e internazionali nel campo dell’innovazione e le eccellenze della sanità pubblica e privata. Un evento che farà a tappa a Torino e che, con la stretta collaborazione dell’AOU Città della Salute e della Scienza di Torino, potrà essere anche una finestra sulle esperienze della Mitteleuropa e del Mediterraneo e mettere a confronto in modo costruttivo le maggiori aziende ospedaliere italiane, istituzioni, università, rappresentanze di categoria, società scientifiche, imprese e altri stakeholder” dichiara Federico Riboldi (Assessore alla Sanità della Regione Piemonte).
“La Città della Salute e della Scienza partner di questo importante evento Grandi Ospedali 2025 dimostra per l’ennesima volta quanto la nostra Azienda sia un esempio di eccellenza a livello italiano ed internazionale” afferma Thomas Schael (Commissario della Città della Salute e della Scienza di Torino). “Tutto questo — sottolinea — grazie al grande lavoro di squadra dei nostri dipendenti e professionisti che ogni giorno permettono alla CDSS di essere protagonista della nostra sanità pubblica. Per noi un grande riconoscimento che a fine maggio ci vedrà protagonisti con rilevanti esponenti del mondo della sanità mitteleuropea, mediterranea e medio-orientale. Questo evento, che sarà un proficuo confronto di esperienze virtuose, per la CDSS non deve essere un punto di arrivo, ma un punto di partenza con uno sguardo lanciato alla sanità del futuro, che sarà caratterizzata da alta tecnologia, micrologistica e droni. Tutte componenti che saranno parte integrante del futuro Parco della Salute, della Scienza e dell’Innovazione.”
“La sempre maggior partecipazione ed il crescente interesse riscossi dalle tre edizioni passate del progetto Grandi Ospedali sono la premessa alla quarta edizione. La condivisione di esperienze ed idee tra management delle aziende sanitarie pubbliche e private, clinici e professionisti e mondo dell’industria consente quel percorso concreto di sviluppo di pensiero che muove anche motivazione al cambiamento aziendale e sviluppo di soluzioni innovative — commenta Paolo Petralia, Direttore Generale Asl 4 Liguria, Coordinatore Community Ambassador della Sanità — la comunità degli “Ambassador”, che promuove il progetto, sostiene proprio questa traiettoria di crescita culturale e di ricerca di idee innovative e sostenibili.”
“L’obiettivo del progetto Grandi Ospedali è quello di creare un ecosistema di condivisione nel settore sanitario, condividendo innovazioni strategiche e operative, promuovendo e sviluppando le eccellenze di cura e ricerca, dando visibilità alle migliori pratiche” — dice Giuseppe Orzati, Amministratore Koncept Srl.

Al MeBo Experience un confronto a tutto campo tra imprese ed istituzioni

Filiere produttive ed Made In sono sempre più il binomio indissolubile per la competitività dell’intero sistema manifatturiero italiano di cui le Piccole e Medie Imprese piemontesi sono protagoniste a livello globale. In questo quadro emerge sempre di più la necessità di aumentare il grado di coordinamento lungo le filiere, conferendo ai fornitori più strategici (e strutturati) il compito di farsi gestori di subsistemi, supportando le realtà più piccole nel raggiungere livelli di evoluzione organizzativa e finanziaria necessari alla sopravvivenza dell’intera filiera. Solo così si possono promuovere concretamente innovazione e sviluppo sostenibile, affrontare sfide complesse come quelle dettate dal cambiamento climatico, dalla rivoluzione digitale, dall’evoluzione dei mercati, dalle esigenze di sicurezza e di coesione sociale.

In questo quadro, tessile e agroalimentare piemontesi rappresentano una vera e propria avanguardia e sono state al centro dell’analisi svolta nel corso del convegno ‘Filiere, Made in e PMI: sinergie per un ecosistema strategico’ organizzato da Piccola Industria Confindustria e Piccola Industria di Confindustria Piemonte, in collaborazione con l’Unione Industriale Biellese, presso il MeBo Experience – Museo Menabrea Botalla di Biella.

In un momento di grandi sfide per il nostro tessuto industriale come quello attuale, è fondamentale puntare sul rafforzamento delle filiere produttive e sul valore del Made in Italy. Dobbiamo proteggere le nostre eccellenze, investire in innovazione e sostenibilità, e garantire alle imprese un ambiente favorevole alla crescita, con meno burocrazia e più accesso ai finanziamenti. Solo con uno sforzo collettivo potremo trasformare le difficoltà in opportunità e costruire un futuro solido per l’industria piemontese” ha detto in apertura lavori Alberto Biraghi, Presidente Piccola Industria di Confindustria Piemonte,

Paolo Barberis Canonico, Presidente dell’Unione Industriale Biellese, aggiunge: “Il made in Italy è un patrimonio soprattutto culturale, che genera conseguenze economiche: è un brand riconosciuto in tutto il mondo che rappresenta le capacità uniche del “saper fare” italiano in svariati settori. In questo senso, sarebbe forse opportuno affiancare al concetto di ‘made in Italy’ anche quello di ‘made by Italians’ perché sono le persone che fanno la differenza, a partire dagli imprenditori.  L’industria, infatti, è il cuore pulsante del Made in Italy e la forza della nostra filiera produttiva è la sinergia tra competenze, territori e passione. Una filiera che, nei diversi settori, va sostenuta, rafforzata e valorizzata per superare i limiti dimensionali della maggior parte del nostro tessuto imprenditoriale, a beneficio di un sistema più solido e competitivo”.

È stata poi la volta dei saluti introduttivi di Vincenzo Zezza, Direttore della Casa del Made in Italy Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta del Mimit, l’evento rientra infatti nelle iniziative promosse dal Ministero delle Imprese e del Made In e legate alla Giornata nazionale del Made in Italy. Successivamente ha preso la parola Alessandro Fontana, Direttore del Centro Studi Confindustria, con un intervento sull’evoluzione delle filiere, analizzandone le prospettive future. Uno dei momenti centrali dell’evento è stato il focus sulla collaborazione tra le Imprese all’interno delle Filiere, con l’approfondimento su due settori strategici per il territorio piemontese: l’Agroindustria e il Tessile. Per l’Agroalimentare sono intervenuti Giorgio Baldini ed Ercole Cigognini, entrambi della Direzione commerciale di Esselunga, Andrea Bonino, Vicepresidente di Piccola Industria Confindustria Piemonte, Marco Brugo Ceriotti, Presidente della Commissione Agroalimentare di Confindustria Piemonte, e Franco Thedy, Amministratore di Birra Menabrea.  Per il settore tessile sono intervenuti Marco Bardelle, Co-fondatore di Magnolab, Marco Bortolini, Vicepresidente per lo Sviluppo delle Filiere Industriali dell’Unione Industriale Biellese, Franco Ferraris, Responsabile Tessile del Gruppo Ermenegildo Zegna e Ettore Piacenza, Direttore Generale della divisione tessitura di Fratelli Piacenza.

Ha poi preso a parola Elena Chiorino, Vicepresidente della Regione Piemonte, che nel suo intervento ha sottolineato come “le istituzioni abbiano il dovere di essere al fianco delle imprese e delle filiere strategiche del nostro territorio, accompagnandole in un percorso di crescita e consolidamento che valorizzi il Made in Italy e le straordinarie competenze delle nostre Pmi, dei nostri imprenditori e lavoratori. Il Piemonte, con eccellenze come il tessile e l’agroalimentare, dimostra come tradizione e innovazione possano coniugarsi in un modello vincente, capace di affrontare le sfide della doppia transizione digitale ed ecologica. La politica regionale ha un obiettivo chiarissimo: supportare la capacità imprenditoriale. Tessile ed agroalimentare sono settori strategici di traino per la nostra regione, ma anche per l’Italia. Dalla formazione alla semplificazione, da finanziamenti che superino il ‘bando-centrismo’ al welfare aziendale: siamo in campo e sappiamo cosa dobbiamo fare per tradurre la volontà in azione”.

A chiudere i lavori Mirko Bragagnolo, Vicepresidente per le Filiere di Piccola Industria Confindustria, che ha messo l’accento sulla necessità che “le PMI passino da fornitrici a partner strategici delle filiere. Un obiettivo prioritario per le piccole imprese ma altrettanto strategico per i Capo-filiera: tanto più forte sarà l’anello debole, tanto più forte sarà la filiera stessa. Negli anni – ha spiegato il vicepresidente – abbiamo visto più volte intere filiere andare in crisi a causa di una sola impresa debole lungo la catena, per questo è quanto mai necessario che i capo-filiera mettano in campo iniziative a 360° per rendere le proprie filiere più resilienti, affidabili, efficienti. E devono svolgere un ruolo sempre più trainante per le PMI, condividendo benefici, sfruttando sinergie, cooperando in maniera sempre più integrata. Le sfide che ci aspettano nel futuro non sono semplici, ma se remiamo tutti dalla stessa parte ce la faremo. A partire dal Governo: la politica industriale deve tornare al centro del dibattito seriamente, con una visione strategica che abbia una programmazione almeno triennale e metta al centro pochi temi, ma essenziali: dall’energia alla demografia, dalla produttività alla semplificazione”.

 

Una cappella tra templari e cavalieri di Gerusalemme

Per vederla bisogna varcare i cancelli del cimitero. Si trova al centro del camposanto di Buttigliera d’Asti, a pochi chilometri da Castelnuovo don Bosco e da Riva di Chieri, è ricca di storia e di fascino.
Ci sono entrati crociati, cavalieri di Gerusalemme e forse templari. È la cappella romanica di San Martino, è lì da quasi mille anni. Dedicata a San Martino, vescovo di Tours, è la più antica chiesa del territorio e risale probabilmente all’epoca carolingia(774-887) quando i Franchi dominavano nell’Italia del nord. Nella prima metà del 1100 i conti di Biandrate, che di Crociate in Terra Santa ne hanno fatte tante, almeno le prime quattro, donarono la cappella di San Martino all’Ordine degli Ospitalieri di San Giovanni di Gerusalemme, il futuro Ordine di Malta, nato nell’XI secolo per assistere pellegrini e viandanti diretti oltremare, ai luoghi santi nel Levante crociato. Nelle vicinanze della chiesa fu aperto un “hospitale”, un piccolo ricovero che metteva a disposizione posti letto, forniva cibo e curava i poveri e i malati che passavano da quelle parti, tra Villanova e Buttigliera. Un tempo chiesa dell’Ordine Gerosolimitano e ora cappella del cimitero, conserva elementi romanici dei secoli XII e XIII con affreschi sull’abside del Quattrocento. La chiesa si fa risalire al X secolo ma in realtà sarebbe molto più antica. Nel 2013 durante alcuni restauri fu trovato il coperchio di un antico sarcofago con un’iscrizione risalente al V-VI secolo, nell’epoca in cui era molto diffuso il culto del vescovo di Tours nella Gallia e nel nord d’Italia. La cappella di San Martino restò proprietà della commenda. Alla fine del Settecento, con la soppressione dell’Ordine di San Giovanni, passò al Comune di Buttigliera che ricostruì la facciata e restaurò l’altare e gli affreschi dell’abside. Sulle pareti esterne della chiesa si vedono antiche scritte e graffiti lasciati dai fedeli e dai pellegrini nel corso dei secoli, oltre a molte iscrizioni in latino e in italiano risalenti ai secoli XVI-XIX che si riferiscono ad abitanti deceduti in paese. Il luogo conserva un mistero legato alla presenza dei Cavalieri del Tempio. I possedimenti templari in Piemonte erano molto numerosi e tra questi figuravano chiese, domus, terreni, tenute agricole, allevamenti e altro. Le fonti storiche sulle proprietà dei Templari nella nostra regione fanno riferimento anche a un presunto insediamento templare a Buttigliera d’Asti. Secondo la studiosa Bianca Capone, sulla commenda di Buttigliera non ci sono fonti certe: “la carta più antica risale al 1543 in cui viene citata la commenda con dedica a San Martino, nome più templare che gerosolimitano, e i beni della commenda erano cospicui come si rileva da numerosi inventari”.                             Filippo Re

Trasferta cinese dei sabaudi “Musei Reali”

In mostra per la prima volta in Cina su prestito dei torinesi “Musei Reali”

Fino al 22 giugno

Titolo e sottotitolo chiariscono subito i contenuti della grande rassegna organizzata in Cina, al “Nanshan Museum” (7mila metri quadrati espositivi) di Shenzhen (città meridionale sul delta del Fiume delle Perle, al confine con Hong Kong) dai nostri prestigiosi “Musei Reali”, costituitisi fra XVI e XX secolo, di pari passo con la storia dei Savoia, inglobando nei loro (a oggi) 30mila metri quadrati anche reperti ben più antichi all’interno delle proprie Collezioni, composte da più di 400mila opere, fra dipinti, sculture, reperti archeologici, tessuti, oreficerie, armi e armature, per finire con libri e disegni. Opere che oggi parlano di Torino e dell’Italia riuniti, fino a domenica 22 giugno, in ben 140 pezzi in un sito museale fra i più prestigiosi della Cina e in una città di 18milioni di abitanti, dichiarata negli anni Ottanta “Zona Economica Speciale” e oggi principale centro tecnologico della Repubblica Popolare, con sede di giganti come “Huawei” e “Tencent”, nonché della “Byd”, fra le maggiori industrie di automobili elettriche del Paese.

Titolo e sottotitolo, si diceva: “Steel of Glory” e “A Knight’s Life of Armor, Blade and Honor”. Come dire “Acciaio di Guerra” e “Una vita da cavaliere fatta di armature, lame e onore”. E’ infatti l’epopea degli antichi cavalieri, con le loro armature, i miti e le leggende a farla totalmente da protagonista della grande, sorprendente esposizione in trasferta dalla Mole a Shenzhen, che, offrendo al pubblico cinese la possibilità di ammirare preziose opere mai uscite dalla loro sede subalpina, “ripercorre la storia della cavalleria e la creazione del suo mito, dalle premesse tra l’VIII e il IX secolo, quando in Europa si verificano le condizioni economiche e sociali favorevoli alla nascita del sistema feudale, fino all’età dell’oro che coincide con il periodo dall’XI al XIII secolo quando la categoria dei cavalieri diventa un ceto sociale”.

Una nutrita selezione di capolavori provenienti dalle collezioni dei “Musei Reali”, in particolare dall’“Armeria Reale”, una delle più importanti al mondo (insieme a quella di Madrid, a quella imperiale di Vienna e a quella dei Cavalieri di Malta) darà la possibilità di ammirare la produzione europea di armi e armature da parata e da torneo tra il XVI e il XVII secolo. In esposizione, il pubblico potrà dunque ammirare pezzi di altissimo valore storico e artistico-artigianale. Fra i più pregevoli un’“armatura completa per cavallo e cavaliere” uscita dopo duecento anni e per la prima volta dall’“Armeria Reale”, insieme ad una rara “armatura da bambino” e a un “elmo modellato a forma di animali fantastici”, tutti risalenti al Rinascimento. Per non dire della “Spada” appartenuta al primo Re d’Italia, Vittorio Emanuele II, autentico capolavoro di cesellatura.

Sottolinea Mario Turetta, direttore delegato dei “Musei Reali” torinesi: “Collaborare con un’importante istituzione cinese come il Museo di Nanshan rientra tra le iniziative di valorizzazione volte a promuovere i rapporti tra la Cina e l’Italia attraverso l’organizzazione di attività espositive, straordinaria fonte di accrescimento culturale e di confronto metodologico sulla gestione e sulla conservazione delle collezioni”.

E a lui fa eco Valerio De Parolis, Console Generale d’Italia a Canton: “A Shenzhen presentiamo con orgoglio una pagina di storia italiana che mette in risalto il nostro inestimabile patrimonio di cultura e tradizioni, attraverso questa esposizione molto scenografica e di assoluto prestigio delle collezioni dei ‘Musei Reali’ di Torino. È una mostra che suggella l’incontro tra una delle maggiori istituzioni museali del nostro Paese con un polo museale di prim’ordine del Sud della Cina, e che consente di rafforzare ulteriormente lo scambio culturale e la conoscenza reciproca tra l’Italia e la Provincia del Guangdong”.

Curata dai “Musei Reali” di Torino e ideata e organizzata da “Arteficio”, la mostra resterà a Shenzhen fino a domenica 22 giugno per poi spostarsi in altri tre Musei della Repubblica Popolare Cinese.

Gianni Milani

Nelle foto: “Steel of Glory” Allestimento; “Armatura di ragazzo”, acciaio inciso, 1560/1570; “Armatura di uomo e cavallo” (Particolare), acciaio inciso a bulino e all’acquaforte, circa 1550; Eusebio Zuloaga “Spada d’onore di Vittorio EmanueleII”, acciaio damascato, oro e argento, 1852/1853

Parla con Me: Comunicazione digitale tra Slide, strategia e sostenibilità

📅 Giovedì 17 aprile 2025

🕕 Dalle 18:00 alle 19:00

 

Un nuovo appuntamento di Parla Con Me® ci aspetta giovedì 17 aprile, in diretta dalle ore 18:00, per parlare di comunicazione digitale, branding e contenuti visivi che lasciano il segno.

Un confronto energico e creativo su come si costruisce oggi un’identità di marca solida, riconoscibile e coerente attraverso tono di voce, storytelling e design.

 

🎤 Interverranno:
🔹 Simona Fiorentini – Marketing & Sales Manager presso Fiorentini Alimentari S.p.A.
🔹 Elena Bobbola – Co-Founder Slide Queen
🔹 Marie Louise Denti – Co-Founder Slide Queen

💬 I temi che verranno trattati durante la puntata sono:
1️) Slide che fanno branding: non semplici presentazioni, ma strumenti strategici per raccontare un’identità aziendale forte e riconoscibile.

 

2) Voce, stile, coerenza: come Fiorentini ha costruito un tono distintivo che parla alle persone e rende il brand immediatamente identificabile, su ogni canale.

 

3️) Maisy, una nuova voce per il brand: perché nasce una mascotte e quale ruolo può avere nella costruzione della relazione con il pubblico.

 

4️) Contenuti che lasciano il segno: quando la comunicazione non è solo creativa, ma capace di rafforzare posizionamento, valore percepito e relazione con il pubblico.

 

Una diretta da non perdere, pensata per chi lavora nel marketing e nella comunicazione ma anche per chi vuole capire come raccontare il proprio brand in modo autentico, efficace e contemporaneo.

 

📍 In diretta su:
• LinkedIn Top Voice Simona Riccio
• Facebook (Simona Riccio)
• YouTube → urly.it/3144rz

Città della Salute, Valle (Pd): “Condizioni di lavoro difficilissime”

 “ORARI INSOSTENIBILI PER I DIRIGENTI MEDICI”

14 aprile 2025 – “Mentre da giorni non si parla d’altro che di “dress code ospedaliero”, abbiamo pensato che fosse necessario rimettere al centro le difficilissime condizioni in cui quelli che erano i nostri angeli durante il COVID sono costretti ora a lavorare. Entrando nel dettaglio, da un’analisi dei dati che derivano da un accesso agli atti da me effettuato, emerge che i dirigenti medici di Città della Salute hanno accumulato 820.364 ore in eccedenza rispetto al normale orario di lavoro (1462 ore/anno), un numero mostruoso, che significa, diviso per i 1380 dirigenti medici in servizio a CdS, che ciascuno ha un surplus di 594 ore. Cioè ognuno ha lavorato quattro mesi in più” spiega il Vicepresidente della Commissione Sanità Daniele Valle.

“Per permettere a tutti di attestarsi esattamente al debito orario contrattualmente previsto e non ridurre le prestazioni, occorrerebbero 561 medici in più (l’eccedenza di 820.364 ore divisa per 1462 ore, cioè quanto dovrebbe lavorare un medico in un anno) – prosegue l’esponente dem – Questa eccedenza non è prodotta solo dalle ferie accumulate e non godute, che però sono comunque tantissime. In media si tratta di 19 giorni di ferie non godute ciascuno solo nel 2024, 36 giorni se si contano le ferie non godute anche dell’anno precedente”.

“Questi dati non mettono solo in luce la drammatica carenza di personale che affligge Città della salute e il sistema Sanitario piemontese, ma anche le condizioni di lavoro iper stressanti a cui i medici sono sottoposti, che spingono molti a lasciare il sistema pubblico e che pregiudicano anche la qualità e la sicurezza dell’assistenza sanitaria” conclude Daniele Valle.

Approvati 10 emendamenti del Consigliere Bartoli al Piano Gestione Rifiuti Speciali

“Meno rifiuti pericolosi, un controllo capillare, sostegno agli Enti Locali per una Regione che punta sull’ambiente”

Approvati gli emendamenti presentati dal Consigliere Sergio Bartoli al Piano Gestione Rifiuti Speciali, votato oggi dal Consiglio Regionale: “Gli emendamenti apportano alcuni profondi miglioramenti al testo sui temi della riduzione alla fonte, del monitoraggio e controllo, dell’informatizzazione del ciclo di gestione”.

 

Il Consiglio regionale approva il Piano Gestione Rifiuti Speciali della Regione Piemonte con 10 emendamenti del Consigliere Sergio Bartoli (Lista Civica Cirio Presidente Piemonte Moderato e Liberale), presidente della V Commissione – Ambiente del Consiglio regionale.

 

Gli emendamenti prevedono, tra l’altro: l’istituzione di un Tavolo Tecnico Permanente, costituito da Enti locali e stakeholder, per il monitoraggio dell’attuazione del Piano e l’individuazione di ulteriori iniziative; l’incentivazione di processi che prevedono il riuso degli scarti di produzione in altre aziende, anche attraverso l’individuazione di premialità nei bandi regionali per l’industria; la costruzione di un sistema informatizzato di localizzazione degli impianti in cui si producono rifiuti speciali e dei flussi di gestione, supportando gli enti locali, in particolare i piccoli comuni, nella gestione dei rifiuti e nella verifica dell’attività delle aziende; l’introduzione di linee guida condivise con Province e Città Metropolitana di Torino, nell’iter autorizzativo per le aziende, in modo da diffondere buone prassi per la riduzione della produzione e della pericolosità dei rifiuti speciali.

 

“Con questo Piano – spiega Bartoli – la Regione dimostra ancora una volta la priorità che viene data all’ambiente; gli emendamenti che ho presentato propongono iniziative a favore degli Enti locali, in modo da permettere un controllo più immediato della produzione di rifiuti speciali e una migliore condivisione dei dati, ma soprattutto informazioni e incentivi per le aziende che vogliono costruire progetti di simbiosi industriale e di riutilizzo delle scorie, per ridurre le necessità di stoccaggio e smaltimento. Una seria politica ambientale coinvolge tutti gli attori e mette a disposizione strumenti che consentano di collaborare per una finalità condivisa”.

Campionato nazionale di Padel delle ‘Polizie d’Italia’

 

102 partecipanti e 159 partite. Questi i numeri del primo Campionato Nazionale di Padel “Polizie d’Italia” che si è svolto dal 10 al 13 Aprile 2025.

Riservato a tutti gli appartenenti delle Forze di Polizia d’Italia, è stato organizzato In collaborazione con ACSI Lombardia e con il Dipartimento Sport ACSI Forze di Polizia a Settimo Torinese al centro sportivo “Padelife Settimo Cielo”.

Forte la presenza della Polizia Locale di Torino, con 26 partecipanti del Gruppo Sportivo Polizia Municipale Torino. Gli altri 76 atleti provenivano da Comandi di Polizia Locale di tutta Italia: Milano, Brescia, Venezia, Genova, Imperia, Roma, Anzio, Pomezia, Reggio Emilia, Pescara, Bari, Barletta, Altofonte, Moncalieri, Alpignano, con la partecipazione anche di Polizia di Stato (Stradale di Torino) e rappresentanze di Esercito Italiano e Guardia di Finanza.

Il torneo è stato vinto dalla squadra di Roma sia nel settore maschile sia in quello femminile. Per i torinesi, vinti due tabelloni di completamento nel settore femminile.

TORINO CLICK

Bartoli: “A Sumy un attacco vile, non è più guerra, è oltre l’umano. Onore all’Italia che tende la mano”

Pubblichiamo l’intervento di Sergio Bartoli, Consigliere Regionale del Piemonte, nei giorni scorsi nominato cittadino onorario del Comune di Krasnokutsk e di ritorno dall’Ucraina

Torino, 14 aprile 2025

Appena nominato cittadino onorario del Comune di Krasnokutsk e di ritorno dall’Ucraina – lasciando sul posto il rappresentante dell’associazione La Memoria Viva, Roberto Falletti, e il caro amico, storico ex Sindaco e attuale Vicesindaco Antonio Cresto – ho appreso con dolore e indignazione del vile attacco missilistico che ha colpito la città di Sumy durante le celebrazioni della Domenica delle Palme.


Un attacco che ha causato la morte di almeno 34 civili, tra cui due bambini, e oltre 100 feriti.
Un’azione codarda, che ha colpito chiese, abitazioni, ospedali: luoghi sacri, umani, simbolici. Gli stessi luoghi che ho visitato in questi giorni con profonda commozione: Irpin, con il Ponte Romaniv, simbolo dell’evacuazione dei civili; la Casa della Cultura bombardata; Bucha, segnata dal martirio civile; Hostomel, con il Liceo n.2 devastato; e infine Kyiv, con l’Ospedale Pediatrico Nazionale Ohmatdyt, dove si curano i bambini feriti dalla guerra.
Non si tratta di una questione politica. Non intendo cavalcare alcuna bandiera ideologica.

 


Qui siamo di fronte a qualcosa che va ben oltre: un’aggressione disumana, ingiustificabile, terroristica.
Anche in guerra esistono regole: limiti non scritti ma universalmente riconosciuti.
Quello che è accaduto a Sumy non è un’azione militare: è un crimine contro l’umanità.
Condanno con assoluta fermezza il regime di Vladimir Putin, perché questo ennesimo attacco non ha nulla a che fare con strategie belliche o obiettivi territoriali.
È un atto deliberato di terrore, che semina morte e disperazione dove dovrebbe esserci vita e cura.
In mezzo a questo scenario tragico, si staglia un gesto di luce e di dignità.
Desidero esprimere il mio più sincero ringraziamento all’associazione La Memoria Viva e al mio caro amico Antonio Cresto, attualmente presenti a Sumy.
Sono stati gli unici rappresentanti istituzionali italiani oggi nella cosiddetta “linea zero”. Con discrezione e grande umanità, hanno consegnato aiuti medici essenziali al reparto di ortopedia dell’ospedale cittadino.
Le autorità e il Sindaco di Sumy li hanno ringraziati personalmente per il contributo tangibile e umano offerto.
Desidero rassicurare le famiglie e i cittadini italiani: Roberto Falletti e Antonio Cresto stanno rientrando, in condizioni di massima sicurezza, e sono in costante contatto con me.


Mentre altrove si ergono barriere, noi abbiamo scelto di attraversarle, con gesti concreti e silenziosi.
Un ponte che unisce il Piemonte, l’Italia intera, a chi oggi soffre, lotta e spera.

La loro testimonianza è la prova che la diplomazia dei popoli e la solidarietà concreta sono le armi più potenti contro la barbarie.
Mi unisco all’appello delle autorità ucraine:
la comunità internazionale alzi la voce, agisca con urgenza, si assuma la responsabilità di fermare l’orrore.
È tempo di scegliere, con chiarezza, da che parte della storia vogliamo stare.

Sergio Bartoli
Consigliere Regionale del Piemonte