Mercoledì 15 ottobre a Torino

TORINO, 14 ottobre 2025 – In merito alle notizie di cronaca relative alle indagini che hanno interessato l’ASL TO4, l’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Torino precisa che, secondo le informazioni attualmente disponibili, nessun infermiere in servizio, a nessun livello di responsabilità, risulta coinvolto nelle inchieste coordinate dalla Procura di Ivrea.
«Si specifica che nessun infermiere attualmente in servizio a nessun livello di responsabilità risulta coinvolto nelle inchieste relative alla ASL TO4 che stanno in questi giorni catalizzando l’interesse dei media locali e nazionali» dichiara Ivan Bufalo, Presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Torino.
Le indagini, che coinvolgono complessivamente 38 persone tra dirigenti, medici e professionisti, riguardano ipotesi di reato quali turbativa d’asta, truffa, corruzione, abuso d’ufficio, esercizio abusivo della professione sanitaria e maltrattamenti. Al centro del procedimento vi sarebbero presunti concorsi pilotati, irregolarità negli appalti e condotte improprie da parte di singoli dirigenti e operatori.
Bufalo sottolinea come sia importante mantenere chiarezza e responsabilità nella comunicazione di queste vicende: «È necessario evitare generalizzazioni che rischiano di compromettere l’immagine e la credibilità di una categoria che, soprattutto negli ultimi anni, ha dimostrato competenza, etica e dedizione».
L’Ordine rinnova la piena fiducia nella magistratura e nel lavoro di accertamento in corso, ribadendo che ogni eventuale condotta illecita deve essere valutata singolarmente e che la responsabilità individuale non può mai essere estesa all’intera professione infermieristica.
«La fiducia dei cittadini nei confronti degli infermieri — conclude Bufalo — è un valore costruito nel tempo e va tutelata con trasparenza, rispetto e senso di giustizia».
In occasione della celebrazione in Consiglio regionale della 75ª Giornata nazionale delle vittime degli incidenti sul lavoro il vicepresidente della Regione con delega al Lavoro Elena Chiorino ha puntualizzato che «per il Piemonte la sicurezza non è uno slogan, ma un impegno quotidiano. Abbiamo scelto di trasformare il cordoglio in azione concreta, aderendo all’Accordo quadro nazionale INAIL-Conferenza delle Regioni per realizzare percorsi formativi aggiuntivi e mirati sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Al Piemonte sono stati assegnati 786.130 euro, risorse che non sono rimaste sulla carta: sono già operativi 17 corsi sviluppati dall’Accademia di Filiera per le Costruzioni, che coinvolge 33 agenzie formative diffuse in tutto il territorio».
Si tratta di percorsi innovativi, focalizzati sull’uso delle tecnologie digitali per la prevenzione dei rischi, sulla formazione esperienziale e sulla diffusione di una cultura della sicurezza nelle aziende, anche attraverso iniziative come il “Safety Day”, che coinvolge intere imprese in attività pratiche, simulazioni e momenti di sensibilizzazione collettiva.
![]()
![]()
«Ogni morte sul lavoro – ha concluso Chiorino – è una sconfitta per tutti. Il nostro compito è quello di costruire, con la formazione e la responsabilità condivisa, un Piemonte che non si rassegna alle morti bianche, ma che investe con determinazione sulla sicurezza, sulla prevenzione e sulla dignità del lavoro. Dietro ogni nome letto oggi in Aula c’è una storia spezzata, una famiglia che porta il peso di un dolore inaccettabile».
La Polizia di Stato ha arrestato a Torino un uomo di 42 anni per tentata rapina aggravata.
Una volante del Commissariato di P.S. “Mirafiori” è intervenuta, nei giorni scorsi, in Corso Traiano per la segnalazione di un’aggressione a mano armata ai danni della cassiera di un supermercato.
Gli operatori, giunti sul luogo, hanno individuato e fermato nel parcheggio antistante all’esercizio commerciale un cittadino italiano che stava cercando di darsi alla fuga; sottoposto a perquisizione, è stato rinvenuto parte del “bottino” ed uno scaldacollo, utilizzato per travisarsi durante la rapina.
A seguito di accurate ricerche, gli operatori sono, inoltre, riusciti a recuperare l’intera somma di denaro sottratta, nonchè il paio di forbici appuntite utilizzate per minacciare la cassiera, delle quali il quarantaduenne aveva tentato di disfarsi durante la fuga.
La Procura della Repubblica di Torino ha richiesto e ottenuto la convalida dell’arresto.
Informazione promozionale
.
Venezia, 1850. Dopo la sanguinosa rivoluzione del ’48, la città, sempre più insofferente all’occupazione, è di nuovo sotto il controllo degli austriaci. Teodoro Valier, ex funzionario della polizia asburgica, è compromesso agli occhi delle autorità per aver collaborato con i repubblicani e sopravvive lavorando come scrivano di strada. Un giorno viene avvicinato dalla vedova dell’uomo sulla cui morte aveva indagato un anno prima. La giovane donna gli chiede di aiutare un amico accusato di omicidio, della cui innocenza lei si dichiara certa. Non troppo convinto, Valier accetta l’incarico e inizia la sua indagine partendo dal circolo ricreativo Euterpe, frequentato sia dalla vittima che dall’accusato. Il suo è un incarico privato, ma anche gli austriaci sono interessati al circolo. L’Ufficio di Sicurezza è infatti convinto che si tratti della copertura di un gruppo di cospiratori mazziniani in possesso di un carico misterioso, forse di armi. La presenza di armi nascoste in città rappresenta un potenziale pericolo per le truppe d’occupazione. Dunque, saputo ciò che Valier si accinge a fare, gli affidano l’incarico di indagare per loro conto, sotto copertura, proponendogli come eventuale ricompensa la possibilità di essere riammesso in servizio.
Ormai Valier nutre sentimenti contrastanti, nei confronti del governo austriaco. Ma non può rifiutare. Inizia così un’indagine che lo porterà ad affrontare situazioni ambigue e pericolose, in equilibrio precario tra il giuramento fatto a suo tempo alla bandiera asburgica e i fermenti patriottici che sente fiorire, con sempre maggior forza, intorno a lui.
.
Paolo Lanzotti è nato a Venezia e si è laureato in filosofia all’università di Padova. Lettore onnivoro, con predilezione per la divulgazione storica e quella scientifica, ama la musica classica e il teatro di prosa. È autore di diversi romanzi gialli e libri per ragazzi.

Il “Circolo dei congiurati” è il suo nuovo romanzo. Ha pubblicato inoltre “L’enigma della maschera”, quinto romanzo della serie «Le indagini di Marco Leon», dopo “I guardiani della laguna”, “Le ragioni dell’ombra”, “Le carte segrete della Serenissima” e “L’alchimista della laguna”, già apparsi in queste edizioni.
Il romanzo si trova nelle librerie fisiche e on line.
Informazione promozionale
Ottobre è il mese in cui molti si accorgono dei piccoli “ricordi estivi” lasciati da mare, sabbia e caldo.
Tra questi, c’è chi nota che il proprio orologio si è appannato, si è fermato o presenta aloni sotto il vetro.
Anche un modello water resistant non è immune ai danni dell’acqua se non viene controllato regolarmente: l’impermeabilità, infatti, non è eterna e può ridursi nel tempo.
Un controllo tempestivo può davvero fare la differenza tra un piccolo intervento e un danno irreversibile al movimento.
Conoscere le cause è il primo passo per proteggere il proprio orologio. Ecco i motivi più frequenti:
Ogni dettaglio può incidere sull’impermeabilità e far entrare quella minima quantità d’acqua che, col tempo, corrode il cuore del movimento.
Riconoscere subito i sintomi ti aiuta a intervenire in tempo.
Ecco i più frequenti — e cosa indicano:
Se noti uno di questi sintomi, non aspettare: più passa il tempo, più l’umidità danneggia movimento e quadrante.
Non tentare soluzioni casalinghe — phon, riso o esposizione al sole possono peggiorare i danni.
Portalo immediatamente in laboratorio.
Prima si interviene, maggiori sono le possibilità di recuperarlo completamente.
Nel nostro laboratorio, ogni orologio viene trattato con la massima cura:
La miglior difesa è una buona manutenzione:
Se il tuo orologio mostra segni di umidità o non funziona più correttamente, non aspettare.
Intervenire subito può salvarlo da danni permanenti.
Passa in laboratorio per un controllo di impermeabilità: valuteremo insieme l’intervento più adatto per farlo tornare come nuovo
Watch Center Torino
Via Giambattista Bodoni 1/D
10123 – Torino
Contatti:
Tel.: +39 011 8170477
WhatsApp: +39 3513028010
mail: watchcentertorino@gmail.com
instagram: watchcenter.torino
Tik Tok: whatchcentertorino
facebook @watchcentertorino
Orari apertura pubblico:
dal Martedì al Sabato dalle 10:00 alle 13:00
dalle 15:00 alle 19:00
Domenica, Lunedì e festivi chiuso
E’ morto Giuseppe Lafabiano, 41 anni, di Novara. L’uomo era rimasto coinvolto in un grave incidente avvenuto Magenta, sull’ex statale 11. Il motociclista, noto deejay, era rimasto ferito in modo gravissimo dopo lo scontro con un’automobile. E’ stato trasportato in codice rosso all’ospedale di Legnano, e sottoposto a un delicato intervento chirurgico, ma è deceduto nelle scorse ore.
Prende il via, dal 15 al 19 ottobre, la XXI edizione del festival ideato dalla Fondazione Circolo dei Lettori, e curato da Armando Bonaiuto, dal titolo “Torino Spiritualità”. Quest’anno il titolo della rassegna sarà “Questo vuoto d’intorno. Smarrirsi//raggiungersi”, una riflessione profonda sul vuoto, una presenza pervasiva nelle nostre vite, una dimensione che inquieta e attrae al tempo stesso. Anche se la rassegna di Torino Spiritualità prenderà il via ufficialmente mercoledì 15 ottobre alle 18.30 nella chiesa di San Filippo Neri, in via Maria Vittoria 5, a Torino, e vedrà protagonisti Vito Mancuso e Guido Tonelli, vi sarà un’anticipazione in programma martedì sera alle 18.45 e alle 20.45, nella chiesa di San Filippo Neri, con il “Concerto al Buio”, di Theo Teardo, che ha rielaborato registrazioni ambientali realizzate di notte nella foresta del Tarvisio.
“In un’epoca in cui siamo travolti da notifiche, stimoli e prestazioni, interrogarsi sul vuoto è un atto controcorrente – ha dichiarato Giuseppe Culicchia, Direttore della Fondazione Circolo dei Lettori – perché il vuoto può far paura, ma anche restituirci a noi stessi. Torino Spiritualità è il luogo dove proviamo a sospendere il rumore di fondo per ascoltare ciò che ancora pulsa nel silenzio”.
Saranno il teologo laico Vito Mancuso e il fisico del CERN di Ginevra Guido Tonelli a inaugurare la cinque giorni di incontri, riflessioni e dialoghi. Nella giornata inaugurale è previsto, alle 21, al Circolo dei Lettori, l’incontro con lo psicanalista Claudio Widmann, che è sold out, e l’appuntamento al Cinema Romano, sempre alle 21, con l’astronauta Paolo Nespoli.
Tra gli appuntamenti in programma anche un trittico di lezioni dedicate a quelli che Paul Ricoeur definiva “i maestri del sospetto”; Matteo Saudino guiderà all’esplorazione di Marx, Maurizio Ferraris di Nietzsche, e Vittorio Lingiardi a quella di Freud. Venerdì 17 ottobre sono previsti diversi appuntamenti: al teatro San Giuseppe, di via Andrea Doria 18, il cantautore Brunori incontrerà il pubblico, e l’attore Saulo Lucci, all’Unione Culturale Franco Antonicelli, di via Cesare Battisti, proporrà la sua pièce “Hell’s o Dante”, che accompagnerà gli spettatori in un Canto dell’Inferno dantesco. Sabato 18, al teatro Gobetti, sarà la volta del maestro buddhista Lama Michel Tulcu Rimpoche, che esorterà a un andamento più riflessivo e tranquillo della vita. Un ospite d’eccezione è previsto per domenica 19 al Museo del Risorgimento, l’artista Michelangelo Pistoletto, con il Sottosegretario del Dicastero vaticano Antonio Spadaro, che spiegherà come arte e spiritualità siano un’immagine unica della fertilità inesauribile del vuoto.
Tra gli altri ospiti ricordiamo Amedeo Balbi, Fabio Geda, Enzo Bianchi, Sergio Givone, Bhikkhuni Dhammadinna. Quest’anno tornano anche i Death Cafè, che coniugano le bevande calde, i biscotti e la morte. Sold out anche la passeggiata di domenica al Cimitero Monumentale.
Circolo dei Lettori – palazzo Graneri della Roccia, via Bogino 9, Torino
Telefono: 011 8904401
Mara Martellotta
Sabato 18 ottobre prossimo la Fondazione Mirafiore di Serralunga d’Alba inaugura la stagione 2025/2026 con un doppio appuntamento che unisce pensiero, letteratura e partecipazione
Sabato 18 ottobre, alle 18.30, presso il teatro di Fontanafredda, Paola Farinetti presenterà la nuova stagione del laboratorio di Resistenza Permanente, ciclo di incontri che da 16 anni porta nel cuore delle Langhe, in partecipatissime occasioni gratuite, le voci più autorevoli della cultura, della scienza e della società civile. Un momento di incontro e festa per dare il via a un nuovo anno ricco di riflessioni, confronto e comunità nella cornice di Serralunga d’Alba, che segna l’apertura delle prenotazioni della prima parte degli incontri in programma. A seguire, il Presidente della Fondazione, Oscar Farinetti, tornerà sul palco di casa per presentare il suo nuovo libro intitolato “La regola del silenzio”, edito da Bompiani, in dialogo con l’editor Giulia Ichino. Dopo aver conquistato tantissimi lettori con i saggi “Seren dipidity”, “Never quite” e “Hai mangiato?”, Farinetti compie un passo nuovo e si misura con la narrativa, firmando il suo primo romanzo. Un’opera che intreccia introspezione, tensione e mistero. Il protagonista, Ugo Giramondi, è uomo fuori dal comune segnato da un trauma infantile: la morte improvvisa del nonno Chiodo, stroncato da un infarto davanti ai suoi occhi, evento che gli causa la difficoltà di parlare fluentemente. Quella che sembra una condanna diventa, invece, un dono: Ugo impara a decifrare il mondo attraverso altri sensi, trasformando il silenzio in una lente che amplifica la vita. La sua esistenza scorre apparentemente tranquilla, fino a quando un delitto inspiegabile lo travolge mettendo in discussione ogni certezza e trascinandosi in un percorso di dolore e consapevolezza.
“La regola del silenzio” è un romanzo che unisce il ritmo del thriller alla profondità di una parabola morale. Nei suoi tre atti: la giovinezza, il processo e il carcere, il lettore attraversa le zone d’ombra dell’animo umano, tra sensi di colpa, ricerca di giustizia e redazione. Farinetti costruisce un racconto denso di colpi di scena e riflessioni, in cui il silenzio non è assenza di parola, ma spazio d’ascolto, di memoria e verità.
Mara Martellotta