ilTorinese

Il Consiglio regionale celebra la prima Giornata dell’ascolto

Istituzioni e terzo settore insieme, contro la solitudine e l’emarginazione dei più fragili. Il 21 ottobre si è svolta a Palazzo Lascaris la presentazione della prima Giornata regionale dell’ascolto per la prevenzione e il contrasto alla solitudine e all’abbandono sociale, istituita con legge regionale n.14/2025 e celebrata in concomitanza con la Giornata mondiale dell’ascolto.

In questa occasione si è inteso sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema, dando attuazione a una delle finalità della legge approvata lo scorso luglio dal Consiglio regionale, ovvero quella di organizzare campagne informative istituzionali volte a far conoscere i servizi erogati dagli enti pubblici e dagli enti del terzo settore che operano nel campo dell’ascolto come strumento di contrasto alla solitudine e all’abbandono sociale.

“La Giornata dell’ascolto ci ricorda che, prima di ogni decisione, prima di ogni provvedimento, c’è sempre una persona da comprendere. L’ascolto è il primo atto di rispetto verso chi vive una fragilità e il punto di partenza di ogni percorso di cura e attenzione”, ha dichiarato Davide Nicco, presidente del Consiglio regionale. “È la più alta forma di servizio pubblico: richiede tempo, empatia e responsabilità. Con la legge, da poco approvata, il Piemonte compie un passo avanti importante nel riconoscere l’ascolto come strumento concreto per contrastare la solitudine e l’abbandono sociale. Il Consiglio regionale vuole essere la casa di tutte le voci, ma soprattutto di quelle che faticano a farsi sentire. Perché solo una politica che sa recepire può davvero essere rappresentativa”.

“Secondo il Rapporto globale della Commissione sulle Relazioni sociali dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, pubblicato a fine giugno, ci sono circa 871mila morti nel mondo dovuti alla solitudine e all’isolamento sociale, ben sei ogni ora”, ha affermato Silvio Magliano, consigliere regionale e primo firmatario della legge 14/2025. “Nel 2023 circa 7mila persone si sono rivolte a Telefono Amico Italia per gestire un pensiero suicida, con un aumento del 24% rispetto al 2022. Infine, uno studio dell’Università del Piemonte Orientale ha sottolineato il ruolo cruciale di solitudine e isolamento nei meccanismi di incidenza e progressione della malattia in soggetti affetti da disturbi cardiovascolari e, in alcuni casi, anche da patologie oncologiche. Alla luce della gravità di questi dati, ho voluto proporre una legge, approvata all’unanimità e frutto di un confronto con gli enti del terzo settore, che rende il Piemonte la prima regione ad accendere un faro sul tema dell’abbandono sociale”.

Hanno poi preso la parola i rappresentanti di tre realtà del terzo settore, attive in Piemonte per la prevenzione e il contrasto della solitudine e del disagio sociale che ne consegue, ovvero CaritasTelefono Amico e La Tazza Blu.

“L’esperienza della rete Caritas in Piemonte – 16 Caritas diocesane, circa 300 Caritas parrocchiali – evidenzia la centralità e l’urgenza dell’ascolto, base del percorso di accompagnamento delle persone fragili”, è intervenuto Pierluigi Dovis, referente Caritas Torino. “Oltre 3.000 volontari impostano la relazione di aiuto a partire dall’emersione dei vissuti, delle speranze, delle storie personali. Dall’ascolto empatico si genera l’indirizzo a servizi ed agenzie. Le migliaia di ore annuali negli oltre 200 centri di ascolto sul territorio e le altre azioni di servizio dicono come sia urgente favorire una mentalità diffusa di ascolto interpersonale, possibile ad ogni cittadino, fatto di reti relazionali corte. Senza queste l’ascolto ‘specialistico’ rischia di non raggiungere l’obiettivo inclusivo che ridona fiducia alle persone”.

“Da oltre 60 anni, siamo un punto di riferimento per chi attraversa momenti di solitudine e difficoltà emotiva. Offriamo un ascolto attento, sensibile e senza pregiudizi, in un contesto di anonimato e rispetto”, ha commentato Maria Assunta Fazio, presidente di Telefono Amico Torino. “Dal periodo del Covid in avanti, le richieste di aiuto sono aumentate, si tratta di persone di ogni età e condizione. Ci telefonano anzitutto uomini, mentre tramite chat si rivolgono a noi i più giovani, ma le risorse non bastano, riusciamo a rispondere solo a parte delle richieste. Per questo organizziamo di regola due corsi l’anno per formare nuovi volontari e a breve ne partirà uno. Il nostro obiettivo è semplice ma fondamentale: esserci, sempre, per chi ha bisogno di parlare. Anche un ascolto può salvare una vita”.

“L’associazione La Tazza Blu odv, nata nel 2019 in ricordo di Giulia, suicidatasi a 17 anni, si dedica alla prevenzione del suicidio giovanile combattendo il silenzio e lo stigma e promuovendo l’ascolto e il supporto”, ha spiegato Rocchina Stoppelli, presidente dell’associazione La Tazza blu odv. “Il suicidio non è una scelta: è la conseguenza di una sofferenza insopportabile. I dati Istat mostrano che in Italia il numero dei suicidi (15.196) ha superato quello delle vittime di incidenti stradali (11.600) fra il 2019 e il 2022. Dal 2003 al 2022 si sono registrati 2.667 suicidi fra i 20 e i 24 anni, 1.392 fra i 15 e i 19 anni, 174 fra i 10 e i 14 anni e anche 7 suicidi di bambini di 5-9 anni. Numeri che rappresentano un campanello d’allarme, un richiamo collettivo alla responsabilità. Occorre infatti costruire tutti insieme un piano nazionale di prevenzione del suicidio, efficace e tempestivo, capace di intercettare precocemente il disagio e offrire risposte concrete”.

Ufficio stampa CRP

Per la stagione di Fertili Terreni Teatro è di scena Tiger Dad

Per la stagione Iperspazi 2025-2026 di Fertili Terreni Teatro, in  San Pietro in Vincoli andrà in scena da giovedì 23 a sabato 25 ottobre prossimi, alle 21, la pièce teatrale ‘Tiger Dad’, produzione A.M.A. Factory  e Cattivi Maestri Teatro, con il contributo del Centro Studi sul Teatro Napoletano, Meridionale e Europeo, interpreti Salvatore Nocera su testo e regia di Rosario Palazzolo.

Come un moderno Giano bifronte, Tiger Dad rappresenta una creatura a due facce segnata da tratti lievemente ossessivi e da una pacatezza fuori del comune, un poco sorniona e un poco angustiata, simbolo vivente di una contraddizions atavica. Padre Tigre è  una sintesi perfetta in un solo individuo di una duplice natura dell’anima umana incarnata da altrettante icone pop, la trascendenza di San Pio di Pietralcina e l’irruenza dell’uomo Tigre. E se il primo è da considerarsi immagine concreta ed immodificabile, intangibile solo per chi non ci crede, il secondo incarna alla perfezione il combattente rivoluzionario, icona vivente della lotta contro ogni forma di ingiustizia. Sono fronte e retro di una stessa medaglia. Le opposte anime rivivono in uno spettacolo dai tratti ora crudi e feroci, ora più lievi e leggeri, sempre indirizzato verso un ideale di bontà.  Poco importa se alla fine Padre Tigre, o meglio Tiger Dad, come lo ha trasfigurato il popolo della rete, si troverà  a combattere una guerra destinata a vederlo soccombere.
La battaglia quotidiana contro il qualunquismo dei social, contro l’idiozia dell’intelligenza artificiale  e contro il successo ricercato a tutti i costi potrà soltanto prendere forma in un luogo immaginato per la disfatta, epilogo su cui aleggiano i fantasmi di una morte, che costituirà l’approdo finale del protagonista.
La pièce risulta impreziosita da una lingua ricca di musicalità e di vita, che diventa una vera e propria seconda pelle per l’interprete, lontana dai canoni ordinari e della quotidianità, segnata da sgrammaticate acrobazie di senso. Siamo di fronte a una ricchezza di mezzi espressivi pronta a risolversi in improvvisi non sense, all’interno di un originale, quanto inaspettato gramelot.

Il costo intero del biglietto è di 13 euro, per il biglietto ridotto 11 euro se acquistato online, 13 euro la sera dell’evento.
Resta la possibilità di lasciare il biglietto sospeso tramite donazione online o con satispay e di entrare gratuitamente per alcuni under 35, grazie ai biglietti messi a disposizione attraverso la collaborazione con Torino Giovani.

Mara Martellotta

Progetto Bandiera “Hydrogen Valley”, un’iniziativa strategica per la transizione ecologica del Piemonte

Su proposta dell’assessore all’Ambiente, Energia e Innovazione Matteo Marnati, la Giunta regionale ha approvato il Progetto Bandiera “Hydrogen Valley”, un’iniziativa strategica per la transizione ecologica del Piemonte che prevede la riqualificazione delle aree industriali dismesse e la realizzazione di impianti per la produzione di idrogeno da fonti rinnovabili.

Grazie ai fondi del Pnrr, Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, saranno finanziati impianti di produzione di idrogeno rinnovabile, stazioni di rifornimento e progetti di ricerca e innovazione. Il Progetto Bandiera “Hydrogen Valley”, con una dotazione di 10 milioni di euro, è finalizzato alla sostituzione dei combustibili fossili con idrogeno verde.

Una consultazione pubblica ha raccolto 37 contributi da parte di stakeholder territoriali, confermando un forte interesse per l’idrogeno nei settori industriali energivori, del trasporto pubblico locale e della logistica. Le agevolazioni, sotto forma di contributo a fondo perduto, saranno destinate a imprese di ogni dimensione, singole o in partenariato con organismi di ricerca e Pubbliche Amministrazioni, per progetti coerenti con la domanda territoriale di idrogeno. Gli interventi dovranno essere avviati dopo la presentazione della domanda e conclusi entro 36 mesi dal provvedimento di concessione. La gestione è affidata al Settore Sviluppo Energetico Sostenibile della Direzione Ambiente, Energia e Territorio della Regione Piemonte.

«Con l’approvazione della scheda tecnica di misura Progetto Bandiera Hydrogen Valley – dichiara l’assessore Marnati – il Piemonte consolida la propria posizione di avanguardia nella transizione energetica, promuovendo un modello industriale sostenibile e competitivo, fondato sull’innovazione e sulle energie pulite. Favorire investimenti considerevoli per produrre e distribuire l’idrogeno, è un passo fondamentale nel rispetto ambientale del nostro pianeta».

Il progetto, nel quadro del Pnrr, fa parte della Missione 2 “Rivoluzione verde e transizione ecologica”, componente 2 “Energia rinnovabile, idrogeno, rete e mobilità sostenibile”. Con il decreto del ministero dell’Economia e delle Finanze del 6 agosto 2021 vennero stanziati 500 milioni di euro per l’investimento 3.1 “Produzione in aree industriali dismesse”, destinato a promuovere la nascita delle Hydrogen Valleys in tutta Italia. A seguito del protocollo d’intesa del 13 aprile 2022 tra il Ministero per gli Affari regionali e l’allora Ministero della Transizione ecologica (oggi Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica), il Piemonte confermò la propria candidatura il 22 aprile 2022, con l’obiettivo di diventare una delle regioni italiane di riferimento nella produzione e nell’utilizzo dell’idrogeno verde.

La misura, definita dal decreto n. 235/2024, assegnò 10 milioni di euro alla Regione Piemonte per la realizzazione dei progetti bandiera e la definizione delle modalità attuative tramite avviso pubblico. Con la delibera n. 12-5285 del primo luglio 2022, infine, la Regione approvò la Strategia regionale per l’Idrogeno e istituito il Team Idrogeno, organismo dedicato alla governance del settore. La strategia promuove la decarbonizzazione energetica e industriale, valorizza le competenze del territorio e favorisce investimenti per la creazione di un sistema integrato di produzione, distribuzione e utilizzo dell’idrogeno.

cs

Giornata dell’Ascolto: AVS in visita al Ferrante Aporti

In occasione della prima giornata regionale dell’Ascolto, le consigliere di AVS Ravinale (nella foto), Cera e Marro si recheranno in visita all’IPM Ferrante Aporti di Torino.

“Cogliamo l’occasione della Giornata dell’Ascolto per ribadire che ai e alle più giovani serve attenzione, ascolto, coinvolgimento. La mera repressione non può essere la risposta per chi ha tutta la vita davanti. Al tempo del nostro ultimo sopralluogo, nell’istituto torinese circa l’80% dei ragazzi detenuti erano minori stranieri non accompagnati: è la cartina di tornasole dell’assenza di strutturali politiche sociali, educative e di accoglienza. Non solo, oltre il 70% dei ragazzi scontano in carcere misure cautelari perché non c’è alternativa: mancano del tutto le comunità educative e terapeutiche che dovrebbero accoglierli. La Regione con l’approvazione della legge che istituisce la giornata dell’ascolto vuole dare il segnale di consapevolezza della necessità di occuparsi delle persone sole, chiediamo che questi minori non vengano lasciati soli e indietro”

Pentenero e Ravetti (Pd): “Confusione sui sottosegretari”

“Ragioni di parte hanno impedito di scrivere un Regolamento migliore

«La maggioranza ha voluto piegare il Regolamento sui Sottosegretari a ragioni politiche, dimostrando, ancora una volta, di non essere all’altezza della situazione. Avremmo potuto scrivere questo Regolamento subito, insieme e bene, facendo prevalere l’autorevolezza dell’istituzione consiliare rispetto alle ragioni delle battaglie di parte. Questa discussione, invece, è durata fin troppo per ragioni squisitamente politiche, che riguardano i rapporti tra gli attuali Sottosegretari, la Giunta e la maggioranza. E qui non c’entrano niente i costi della politica. Il Piemonte sarà l’unica Regione che, attraverso un regolamento, esclude specifici incarichi affidabili ai Sottosegretari. La Toscana nel 2022 ha modificato lo Statuto, prevedendo una funzione specifica: i Sottosegretari coadiuvano il Presidente principalmente nel rapporto con il Consiglio regionale. In Lombardia la delega ai rapporti con il Consiglio regionale è affidata a uno dei 4 Sottosegretari. Qui non si è voluto seguire nessuna di quelle strade. Per uscire da questo pantano in cui la maggioranza si è infilata, sarebbe saggio decidere di considerare il Regolamento come “sperimentale” per un anno, al fine di poterci rimettere mano tra un anno e migliorarlo».

Gianna PENTENERO

Capogruppo PD  Consiglio regionale del Piemonte

Domenico RAVETTI

Vicepresidente Consiglio regionale del Piemonte

Moncalieri si candida: Capitale Italiana della Cultura 2028

Moncalieri, 21 ottobre 2025 – Oggi  è stato presentato ufficialmente il Dossier “Moncalieri
2028. La periferia al centro”, progetto di candidatura a Capitale Italiana della Cultura
2028. Un documento che racconta la visione di una città che ha scelto di fare della
rigenerazione culturale dei margini urbani il proprio orizzonte di sviluppo, capace di
tenere insieme produzione, educazione e cittadinanza attiva.
Non un “grande evento” ma un cantiere aperto, un percorso di lungo periodo in cui la
comunità si riconosce e si rinnova.
La città si presenta forte di una doppia identità. Da un lato il passato illustre: il Castello
sabaudo patrimonio UNESCO, le Fonderie Limone rinascimentate a polo di produzione e
ospitalità creativa, un tessuto di istituzioni e imprese culturali che dialoga con Torino e con
l’area metropolitana. Dall’altro un presente che ha imparato a mettere al centro quartieri,
frazioni, borgate e spazi di confine, intesi non come “estremi” ma come riserve di
possibilità. La candidatura nasce esattamente su questa soglia: dove finisce la retorica
della periferia e comincia il progetto condiviso.

Il dossier
La strada verso il dossier non è spuntata dal nulla. Dal 2022 Moncalieri ha avviato un lavoro
di city branding per dare una voce riconoscibile alla città, ma soprattutto per dotarsi di uno
strumento di coprogettazione, sotto un cappello che porta il nome di “Visit Moncalieri”: un
invito rivolto non solo ai visitatori, ma anche alla comunità residente e al territorio
circostante. Il brand, in questo senso, ha funzionato come una chiave inglese, sviluppando
un nuovo dialogo tra uffici, associazioni, scuole, operatori culturali, commercianti.
Su questa base si è innestato, dal 2024, il cantiere della candidatura: mappature dei luoghi
e delle pratiche, tavoli di ascolto con comunità e soggetti del terzo settore, incontri con il
sistema educativo e con il mondo produttivo, una stagione di progetti pilota che ha
sperimentato format diffusi (dal centro storico alle borgate), verificando accessibilità,
sostenibilità e impatto. La scrittura del dossier è arrivata dopo – non prima – ed è stata la
traduzione in obiettivi, azioni e governance di ciò che il territorio aveva già messo in moto.
Il documento, consegnato il 25 settembre 2025, racconta una città che ha scelto la
continuità: non un “grande evento” calato dall’alto ma un calendario evolutivo dove festival,
rassegne, residenze artistiche, pratiche di cittadinanza attiva e valorizzazione del commercio
di prossimità dialogano tra loro. È stato dato spazio alla dimensione educativa, alla
produzione (non solo alla programmazione) e alla cura dei beni comuni, con i Patti di
collaborazione come strumento per responsabilizzare chi vive i quartieri. Anche dati come
affluenze, partecipazione, accessi e indotto sono entrati nel racconto come bussola di
monitoraggio, perché la cultura conti anche quando si misura.

La candidatura organizza le proprie energie in cinque aree strategiche, concepite come
cerchi concentrici. Ogni area è necessaria alle altre, e tutte sono convergenti verso
l’obiettivo comune di dimostrare che la periferia può davvero fare centro:

– Design e Trasformazione
– Rigenerazione urbana e dei Beni Comuni
– Empowerment giovanile
– Inclusione e Parità di genere
– Cultura e Innovazione sociale.

Questa architettura concentrica consente a Moncalieri di operare su livelli diversi ma
integrati, generando un effetto moltiplicatore che fa della città un laboratorio di creatività
diffusa, coesione sociale e rigenerazione culturale.
Sul sostegno della Regione intervengono Alberto Cirio, Presidente della Regione
Piemonte, e Marina Chiarelli, Assessore alla Cultura della Regione Piemonte. “La
candidatura di Moncalieri a Capitale Italiana della Cultura 2028 è una splendida notizia e
dimostra, ancora una volta, quanto il Piemonte sia una terra viva, ricca di idee, progetti e
realtà culturali che sanno fare rete e guardare al futuro. Il dossier presentato dalla Città è di
grande qualità e mette al centro due temi fondamentali come l’inclusione e la parità di
genere: valori attuali e necessari, che ben rappresentano una visione della cultura aperta,
accessibile e capace di generare impatto positivo sul territorio. Moncalieri ha una storia
importante, un patrimonio artistico di grande valore e una vitalità culturale che la rende
protagonista, oggi, di un rinnovamento intelligente che unisce tradizione e innovazione. Il
Piemonte si conferma così come un sistema culturale diffuso, dove ogni territorio
contribuisce con le proprie specificità a un progetto comune. Come Regione, seguiremo da
vicino questa candidatura: crediamo che Moncalieri possa avere tutte le carte in regola per
concorrere per un titolo così prestigioso che renderà questo territorio ancora più conosciuto
e attrattivo”.

Perché Moncalieri si è candidata
La candidatura di Moncalieri a Capitale Italiana della Cultura 2028 è un passo naturale di un
percorso già avviato.
Negli ultimi anni la città ha investito in progetti di rigenerazione urbana e culturale che hanno
restituito spazi, risorse e opportunità alle persone. Dalle Fonderie Limone (oggi polo di
produzione e ospitalità creativa) al Castello Reale, patrimonio UNESCO e cuore del sistema
culturale, fino alle borgate e ai quartieri che hanno ritrovato centralità grazie a festival diffusi,
patti di collaborazione e percorsi di cittadinanza attiva.
“Moncalieri ha scelto di candidarsi perché ha imparato che la cultura può cambiare davvero
la geografia di una città” dichiara Paolo Montagna, Sindaco di Moncalieri. “Abbiamo
costruito un modello che mette insieme il centro e i margini, le istituzioni e le persone, la
memoria e l’innovazione. Questa candidatura è la tappa di un percorso collettivo, un invito a
guardare ai nostri luoghi con occhi nuovi.”
Nel 2028 Moncalieri celebrerà anche gli 800 anni dalla propria fondazione, avvenuta nel
1228 quando un gruppo di abitanti trovò rifugio sulla collina per difendersi da incursioni ostili.
Da borgo di confine a città metropolitana, Moncalieri ha costruito nei secoli una vocazione al
dialogo e alla trasformazione: il ponte sul Po, che per secoli fu l’unico accesso a Torino per
chi proveniva da sud, è diventato nel tempo una metafora della sua identità, quella di una
comunità che unisce e attraversa.
L’area metropolitana torinese sta ripensando il proprio modello culturale dopo anni di
innovazioni e crisi; la città di Moncalieri in questo contesto porta in dote una dimensione
“ponte”: sufficientemente grande per incidere, sufficientemente prossima per
sperimentare.

Un viaggio che continua
Il Dossier non è solo un progetto, ma la sintesi di una pratica già in corso.
Dal 2024 Moncalieri ha sperimentato nuovi format diffusi – festival, residenze artistiche,
laboratori, percorsi formativi e progetti di rigenerazione – che hanno unito produzione
culturale e partecipazione civica.
Le esperienze avviate hanno mostrato che la cultura può diventare motore di sviluppo
economico, sociale e territoriale, creando occupazione qualificata, valorizzando i saperi
artigiani e favorendo nuove alleanze tra pubblico e privato.
Il 2028 per Moncalieri non è un traguardo ma un orizzonte: un’occasione per consolidare
politiche, coordinare risorse e offrire alla città un’identità culturale riconoscibile e condivisa.
La candidatura rappresenta quindi un patto che la città intende rinnovare, con o senza titolo,
perché la credibilità di una candidatura si misura nella sua capacità di migliorare la vita
delle persone.

“La leva è la rigenerazione culturale delle periferie, intese non come estremi, ma come
soglie porose tra funzioni, generazioni e comunità” aggiunge Antonella Parigi, Assessora
alla Cultura. “Demarginalizzare significa rendere la cultura accessibile e generativa, creare
spazi di scambio dove la vita quotidiana incontra l’arte, l’impresa, la scuola, il volontariato.
Moncalieri è pronta a diventare un laboratorio nazionale di questa nuova idea di capitale.”
La candidatura di Moncalieri a Capitale Italiana della Cultura 2028 è dunque un progetto
corale, che nasce dall’amore per la città e dalla convinzione che i margini possano diventare
il centro rinnovato e ritrovato di una nuova geografia culturale italiana.

Piazza Benefica, ennesimo tentativo di furto

Ennesimo tentativo di furto al mercato di Piazza Benefica. Un uomo di origine nord africana ha rubato 2 giacche da un banco e poi è scappato. Intercettato da un collega del povero mercatista, il ladro ha gettato la refurtiva ed è scappato inseguito da altre persone. Sembra che non sia la prima volta che questa persona tenti di rubare. I venditori del mercato sono stanchi di dover affrontare così spesso queste situazioni, il lavoro non può essere vissuto così , urge una attenzione maggiore, una protezione maggiormente capillare.

MLB

Afghanistan, una tragedia dimenticata

GAZA MA NON SOLO 

Fra le iniziative di solidarietà e di richiesta di attenzione alle numerose tragedie dovute alle guerre, alle dittature, alle repressioni  una di particolare urgenza e gravità ha riguardato la realtà odierna all’Afghanistan. Una testimonianza intensa e commovente continua ad arrivarci dall’impegno della associazione International Help. I responsabili di questa benemerita realtà ci hanno ricordato recentemente che  

 Più di 40 milioni di  Afghani, sono ostaggi di una teocrazia medievale violenta e discriminante soprattutto nei confronti delle donne. La componente femminile  del popolo afghano è sottoposta a più di venti decreti che ne impediscono quasi ogni attività, a partire dal diritto allo studio. Incredibilmente un recente provvedimento impedisce anche la lettura di libri scritti da donne.

Purtroppo questa tragedia epocale non pare scaldare i cuori del mondo occidentale. Non si vedono cortei a favore delle donne afghane. Né striscioni o università occupate. Noi di International Help abbiamo cogestita per quindici anni una Clinica nel Distretto 13 di Kabul. Circa 500.000 persone ne hanno usufruito .Purtroppo il ritorno dei Talebani nel 2021 ne ha decretato la chiusura. La nostra associazione ha però deciso di non abbandonare lo scenario afghano. Da più di un anno sosteniamo una scuola nella città di Ghazni ove decine di studentesse riescono a studiare sfidando I divieti degli integralisti. In questa città siamo anche pronti a finanziare, se si potrà, la locale clinica. Ma soprattutto siamo determinati a proseguire, insieme a chi ci vuole sostenere, nella denuncia della situazione di tragica discriminazione delle donne afghane. Abbiamo iniziato a farlo lo scorso 9 ottobre presso il Centro Culturale Dar al Hikma, con un importante dibattito,  che – con nostro grande conforto e apprezzamento – ha visto la fondamentale partecipazione del Comitato dei Diritti Umani della Regione Piemonte, con un saluto del suo Presidente Davide Nicco e un intervento del suo vice presidente Giampiero Leo. Nell’occasione ci hanno comunicato che, proprio con l’intenzione di non fare cadere nel dimenticatoio situazioni terribili – anche se trascurate sia dai governi che dalle “piazze” – come quella del Afghanistan, del Sudan, della Nigeria, del Myanmar, del Venezuela ecc. – la Giornata mondiale del 10 dicembre sarà proprio dedicata alle “Resistenze dimenticate”.

Minacciano i controllori GTT con una pistola giocattolo

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Alcuni controllori  GTT sono stati aggrediti e minacciati da due passeggeri con una pistola, poi  rivelatasi un giocattolo. E’ accaduto in via XX Settembre, su un tram della linea 4. Gli addetti Gtt avevano chiesto  il biglietto ma i passeggeri hanno estratto la pistola, hanno minacciato i dipendenti e  sono scesi in via Bertola. I controllorihanno però avvisato una vigilessa e la Polizia, che ha arretato i malviventi  in un supermarket.

Schianto tra auto e moto: muore 57enne

Un uomo di 57 anni  è morto questa mattina  mentre viaggiava in sella sua motocicletta a Cambiano, nello scontro con una vettura. Sul posto ii Carabinieri della compagnia di Chieri e il  118. Si sta verificando la dinamica dell’incidente.