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‘Tennis in città’ al via da piazzale Grande Torino in vista delle Nitto ATP Finals

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Mancano meno di due mesi alla quinta edizione torinese delle Nitto ATP Finals, che si svolgeranno all’Inalpi Arena dal 9 al 16 novembre. Come da tradizione, il percorso di avvicinamento verso il “Torneo dei Campioni” propone una serie di appuntamenti che porteranno il tennis in alcune delle piazze e dei parchi più noti di Torino, con l’entusiasmo e l’energia delle Nitto ATP Finals.

La nuova edizione di ‘Tennis in Città’ ha preso il via venerdì 5 settembre dal piazzale Grande Torino, lo spazio che durante il torneo accoglie il pubblico diretto all’Inalpi Arena e al Fan Village. Qui, fino a domenica 7 settembre, sono allestiti un campo da minitennis e un’area per il tennistavolo, a disposizione di chiunque voglia cimentarsi con le discipline della racchetta, sotto la guida degli insegnanti dell’Istituto Superiore di Formazione ‘Roberto Lombardi’ della Federazione Italiana Tennis e Padel (FITP).

Organizzata dalla FITP, in collaborazione con la Città di Torino, Regione Piemonte e Ufficio Scolastico Regionale del Piemonte, l’iniziativa prevede otto tappe, che nei fine settimana accompagneranno l’attesa verso le Nitto ATP Finals.

Questo il calendario completo:

  • Piazzale Grande Torino (5-7 settembre);
  • Piazza Castello (12-14 settembre, insieme alla manifestazione benefica Tennis and Friends);
  • Piazza Arbarello (19-21 settembre);
  • Parco Peccei (26-28 settembre);
  • Piazza Vittorio Veneto (3-5 ottobre);
  • Parco Ruffini (10-12 ottobre);
  • Parco Dora (17-19 ottobre);
  • Piazzale Piemonte – Grattacielo Regione Piemonte (24-26 ottobre)
  • TORINO CLICK

Da fine settembre gli incontri della Regione con le Green communities

Inizierà a fine settembre la serie di incontri della Regione Piemonte con le 12 Green communities, realtà che hanno accesso a quasi 23 milioni di euro di finanziamenti del Fondo nazionale per le montagne e che rappresentano un importante e innovativo tassello della strategia per la montagna.

Nel corso di una riunione con i rappresentanti di ciascuna Green Community e i vertici di Uncem l’assessore allo Sviluppo e promozione della montagna Marco Gallo ha anticipato che le visite sui territori saranno l’occasione per un confronto diretto con gli amministratori locali per rafforzare il monitoraggio dei piani operativi, accompagnare l’attuazione delle strategie, valorizzare le sinergie con altri strumenti di finanziamento, dal Pnrr al Fesr, dai fondi Alcotra alla cooperazione transfrontaliera.

I partecipanti alla riunione

«Le Green Communities non sono un semplice piano di finanziamenti, ma cantieri di futuro – commenta l’assessore Gallo – Abbiamo scelto di andare direttamente sui territori per ascoltare e sostenere gli amministratori locali perché questo percorso funzioni senza ostacoli e porti risultati concreti. Il Piemonte è stato tra le prime Regioni a investire con decisione in questa strategia, riconosciuta anche a livello nazionale come modello virtuoso. Ora il nostro compito è non lasciare i territori soli a gestire fondi che ora più che mai sono importanti per le nostre montagne».

Il giro degli incontri comincerà con le Green communities Maira Grana e Terre Del Monviso per proseguire con Sesia Green, Valli dell’Ossola, Sinergie in Canavese, Valchiusella “Di Acqua e di Pietra”, Renewable Community, Stoicheia, Unione Montana Valle Susa “Risorse di Oggi per Domani” e infine Valle Tanaro.

Le Green Communities piemontesi

Queste realtà costituiscono una rete di esperienze e progettualità concrete, nonché modello virtuoso che fanno del Piemonte la prima Regione italiana per risultati e finanziamenti attuati sulle rispettive realtà.

Ad oggi sono nel pieno della fase attuativa dei programmi operativi approvati e finanziati, con azioni che spaziano dai piani per la gestione sostenibile delle risorse idriche ai progetti di riforestazione e tutela della biodiversità, dalla mobilità dolce all’accoglienza di giovani e nuove famiglie. Non “strategie astratte”, ma azioni tangibili che rispondono a bisogni reali della popolazione.

Le Green Communities sono state costituite per promuovere la gestione sostenibile e integrata delle risorse naturali e per trasformare la montagna in un laboratorio di economia circolare, turismo esperienziale, tutela ambientale e nuove opportunità di lavoro. Rappresentano dunque strumenti efficaci di sviluppo per costruire un equilibrio urbano-rurale-montano integrato che coinvolga le molteplici componenti del territorio, attraverso la progettazione e l’attuazione di piani di sviluppo sostenibili.

Inaugurata la scuola Levi Curie a Collegno

IL TORINESE WEB TV

Inaugurazione scuola Levi Curie a Collegno. La scuola è stata ricavata ristrutturando un edificio del manicomio ed ospiterà 15 classi di scuola media superiore. Ai nostri microfoni l’assessore regionale Andrea Tronzano e il vice sindaco della città metropolitana Jacopo suppo.

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Sport e salute, Regione e Asl in campo

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Il prossimo fine settimana la città di Torino ospita “Tennis and friends”, manifestazione giunta alla 5a edizione, sulla scia del grande successo delle Atp Finals.

Un evento sportivo di rilievo internazionale che ha il merito di ricordare l’importanza del binomio sport e salute, anche sul fronte della prevenzione.

La Regione Piemonte è uno dei partners dell’iniziativa, con il Ministero della Salute, il Ministero per lo Sport e i Giovani, la Federazione Italiana di Tennis e Padel e l’ASL Città di Torino.

La Regione con le Aziende sanitarie promuove da tempo numerose iniziative sul territorio, rivolte a tutte le fasce d’età, dai più giovani agli over 65.

Ormai tutti gli studi son concordi nell’indicare che l’attività fisica apporta benefici significativi alla salute fisica, mentale e cognitiva, e che la promozione di spazi verdi e attività all’aperto può migliorare il benessere generale e ridurre il rischio di malattie croniche. Anche livelli moderati di movimento possono portare a significativi benefici per la salute.

I dati

I dati per il Piemonte sono confortanti, perché la maggior parte degli adulti (18-69 anni) è fisicamente attiva (57%) o parzialmente attiva (27%), mentre 16 individui su 100 sono completamente sedentari (dati PASSI). Tra le persone ultra sessantacinquenni, la quota di sedentari sale al 27% (dati Passi D’Argento). Tra i bambini di 8-9 anni, il 15% è sedentario (dati OKkio alla Salute).

I benefici per la salute dell’attività fisica

A qualsiasi età, svolgere attività fisica con regolarità contribuisce a mantenere e migliorare il benessere psicofisico, a ridurre i sintomi di ansia, stress, depressione e solitudine, perché può essere svolta in compagnia, migliora il sonno, aiuta a smettere di fumare. Contribuisce inoltre alla riduzione della pressione arteriosa e al controllo del livello di glicemia e colesterolo nel sangue, a prevenire malattie metaboliche, cardiovascolari e neoplastiche e artrosi e a ridurre il tessuto adiposo in eccesso perché facilita il raggiungimento del bilancio energetico. Comporta benefici evidenti anche per l’apparato muscolo-scheletrico e riduce il rischio di cadute nella popolazione anziana. Migliora inoltre la qualità della vita delle persone affette da patologie croniche non trasmissibili.

Gli adulti dovrebbero fare durante la settimana almeno 150-300 minuti di attività fisica aerobica ad intensità moderata, o almeno 75-150 minuti di attività fisica aerobica a intensità vigorosa o una combinazione equivalente di intensità moderata e vigorosa, per ottenere evidenti benefici per la salute.

Le iniziative della Regione

La Regione Piemonte, con il Piano regionale di Prevenzione, è impegnata ad attivare un sistema per promuovere l’attività fisica individuale e di comunità costruendo reti intersettoriali tra Aziende sanitarie, amministrazioni locali e associazioni del territorio per valorizzare le opportunità di svolgere attività fisica e sportiva rendendole accessibili soprattutto ai gruppi di popolazione più svantaggiati.

A sostegno di questi obiettivi, i professionisti della sanità pubblica piemontese promuovono azioni di sensibilizzazione e di comunicazione per favorire stili di vita attivi nei diversi ambienti di vita e nei contesti locali, anche grazie all’Accordo di collaborazione tra ANCI Piemonte e Regione Piemonte per la promozione di “Comunità attive”.

Un’opportunità per mantenersi attivi è quella di partecipare a uno dei tanti gruppi di cammino presenti in Piemonte. Questa è la mappa dei gruppi:

https://www.google.com/maps/d/viewer?mid=1Snq9Yb8MgQN7nB0F5nOchl-GeF8VQYTJ&femb=1&ll=45.50326966313643%2C7.782173538629609&z=7

Il progetto Muovinsieme

Settembre è anche il mese della ripresa delle scuole su tutto il territorio regionale. Muovinsieme è un progetto che vede coinvolte le Regioni Friuli Venezia Giulia, Lazio, Piemonte e Puglia con l’obiettivo di proporre nella scuola primaria e nella scuola dell’infanzia un intervento di buona pratica sull’attività fisica e la didattica all’aperto.

Link

https://www.regione.piemonte.it/web/sites/default/files/media/documenti/2025-03/istantanea-comuni-attivi-2025_250325_uso-digitale.pdf

https://www.muovinsieme.dors.it/

Pro Pal in piazza per Gaza

Ieri a Torino diverse manifestazioni in piazza per Gaza: un raduno in piazza Carignano organizzato da Cgil a sostegno della Global Flotilla con la partecipazione della Città di Torino, dell’Anpi, e  alcune associazioni. Poi il corteo proPal  in centro città fino a Porta Nuova.

(Foto Lori Barozzino)

Vittorio Cavalleri, pittore torinese. Gli estatici colori di Luzzogno 

Vittorio Cavalleri (Torino 1860-Gerbido di Grugliasco 1938), artista nato da Gioacchino e Felicita Angelino dal portamento signorile e dal tratto cortese, si trasferiva a Luzzogno nella stagione estiva dalla regal Torino non per riposare ma per dipingere, trovando spunti pittoreschi nei paesaggi rurali e nelle scene campestri. Cassetta a tracolla e cavalletto sottobraccio, usciva incontro a madre natura, primogenita di Dio, impiegando il tempo in momenti di generosità e devozione con la sua arte piena di grazia, spontaneità e raffinatezza esecutiva.

L’ispirazione che il geniale pittore trasse da questo territorio costituisce l’orgoglio di Luzzogno, fiero di aver contribuito alla sua grandezza artistica. Una traccia importante del Cavalleri è costituita dall’Annunciazione, affresco del 1895 visibile sulla parete sinistra del Santuario della Madonna della Colletta dedicato alla Natività della Vergine, vincolo di fede e spiritualità per l’intera vallata edificato nel ‘600 da un componente della nobile famiglia Gozzano per ex voto suscepto.

L’affresco, alquanto originale, rappresenta la Vergine che riceve l’annuncio dell’Arcangelo Gabriele, in veste bianca con le ali ferme ed aperte con un giglio in mano. La Vergine, sorpresa, non è raccolta in preghiera come solitamente rappresentata ma è vestita con il tipico costume del paese, intenta a filare la lana con l’arcolaio (il Vindoûl) tra canestri, fusi e gomitoli.

L’apprezzato ritrattista e paesaggista torinese eseguì diverse opere durante il soggiorno nella piccola comunità montana, la “Pazzerella” (ai Laghìtt), l’ “Empirismo” (la Jeta), “Vecchio volpone” (l’Angilòn), “Idillio” (all’Alpe Ruscadlana), “Angelo custode” (la Mariin all’Alpe Ruscadlana), “Madre” nel campo dietro alla chiesa, “Il portico” di fronte alla chiesa, “San Rocco” quartiere sotto al circolo, “Il filo della vita” dalla valenza simbolica sull’emigrazione e “Il turbine”, il più famoso, attualmente esposto al Museo di San Francisco in California. I riconoscimenti e la notorietà giunsero dopo il trasferimento da Torino a Gerbido nella casa dell’allievo pittore paesaggista Mario Gachet nel 1885. Alcune opere furono premiate con medaglia d’oro ai Salons di Parigi nel 1894 mentre, durante un viaggio nella capitale francese, acquistò i migliori pastelli in commercio, introvabili in Italia. Altre opere furono esposte in Vaticano, alla Biennale di Venezia e alla Corte d’Inghilterra.

Nel 1892 fu premiato con medaglia d’argento dalla Società Promotrice di Genova durante le celebrazioni del quarto centenario della scoperta dell’America. Mantenne stretti rapporti con Torino esponendo al Circolo degli Artisti, alla GAM, alla Promotrice di Belle Arti, alla Sede della Stampa, alla Società degli Amici dell’Arte e nel 1908 alla quadriennale con il premio Bricherasio. Sue opere si trovano nelle chiese di Pietra Ligure e Frabosa Serro. Nel Santuario di Oropa eseguì due lunette, “La pace” e “La guerra”. Fu socio dell’Accademia Nazionale, Accademia di Brera e Accademia Albertina di Torino dove si diplomò e insegnò nei corsi serali. Inoltre fu proclamato “Maestro famoso” a livello internazionale.

Letterati ed artisti lo circondarono di grande affetto e stima definendolo “Il Pascoli della pittura” mentre fu descritto nelle opere principali dell’amico fedele Edmondo De Amicis. Nel 1963 il Circolo degli Artisti di Torino organizzò una grande mostra postuma a lui dedicata con 94 opere, “Vittorio Cavalleri nelle collezioni torinesi”. La capacità di rilevare psicologicamente i contorni umani dei personaggi, la luminosità e la freschezza delle dolci pennellate e l’uso della spatola creavano una festa di colori ai suoi dipinti di stampo naturalistico. Vittorio Cavalleri, unitamente a Giacomo Grosso e a Edoardo Calandra e Marco Calderini, fu tra gli illustri esponenti dell’arte pittorica torinese di fine ottocento.
Armano Luigi Gozzano

Frassati e Acutis oggi santi

Pier Giorgio Frassati e Carlo Acutis, i primi canonizzati da Papa Leone XIV, saranno Santi domenica 7 settembre. La solenne Messa si terrà alle ore 10.00 in piazza San Pietro in una grande celebrazione che richiamerà migliaia di fedeli tra cui moltissimi giovani e studenti. Era stato Papa Bergoglio ad annunciare la canonizzazione di Acutis e Frassati nell’udienza generale del 20 novembre 2024. Acutis e Frassati avranno i loro francobolli, illustrati con i ritratti dei due santi e validi per la posta ordinaria spedita in Europa. Al Politecnico di Torino è allestita una mostra su Frassati, figlio del fondatore de La Stampa, con documenti e immagini inedite. Laici e beati, morti entrambi giovanissimi, sono un punto di riferimento per migliaia di fedeli in tutto il mondo. Nato a Torino nel 1901 e morto ad appena 25 anni per una poliomielite fulminante, Pier Giorgio Frassati è stato un filantropo, studente, laico dell’Ordine domenicano, membro della Società San Vincenzo de’ Paoli e dell’Azione Cattolica. Di famiglia borghese e nobile Frassati si dedicò intensamente alla carità verso i poveri e gli emarginati. Il miracolo, riconosciuto dalla Chiesa, è la guarigione di Domenico Sellan, un friulano che aveva contratto negli anni Trenta la tubercolosi. Ancora più breve è stata la vita di Carlo Acutis, nato nel 1991 e morto nel 2006, a soli 15 anni, per leucemia. Appassionato di computer, Acutis ha usato il web per diffondere la sua mostra “Segni” dedicata ai miracoli eucaristici e diventata famosa in tutto il mondo. Dopo la riesumazione del corpo molti fedeli hanno gridato al miracolo ma le autorità cattoliche hanno spiegato che non si tratta assolutamente di miracolo e che sul volto di Carlo è stata applicata una maschera di silicone. Questo spiega perché il corpo di Acutis sembra non essere stato toccato dalla morte. Acutis è considerato santo per due miracoli riconosciuti dalla Chiesa cattolica e per la sua profonda fede in Gesù testimoniata attraverso l’utilizzo di internet. I miracoli attribuiti a Carlo Acutis sono la guarigione inspiegabile di Matheus, un bambino brasiliano di 6 anni gravemente malato, e quella di Valeria Valverde, una studentessa costaricana con un grave trauma cranico. Durante una benedizione con una reliquia di Carlo Acutis i sintomi della malattia di Matheus cessarono improvvisamente e gli esami medici confermarono la scomparsa completa della malformazione congenita.                                  Filippo Re

Auto contro scooter: muore un uomo

In un incidente sulla strada provinciale 3 che dalla frazione Sant’Antonino conduce a Saluggia (Vc) è morto un uomo di 84 anni.
Viaggiava a bordo di uno scooter elettrico a tre ruote quando è stato urtato da un’auto, su cui viaggiavano tre persone, rimaste illese. Sul posto due ambulanze, l’elisoccorso e le pattuglie dei carabinieri di Livorno Ferraris e Vercelli, che hanno ricostruito l’accaduto. La vittima era di Livorno Ferraris.

ERC Starting Grant: doppio successo del Politecnico di Torino in Europa

Invertire la crisi della risorsa idrica ed esplorare le radici storiche delle attuali emergenze ambientali e di biodiversità: i due progetti dell’ateneo torinese finanziati dall’Unione Europea

Nuovo riconoscimento alla qualità della ricerca del Politecnico di Torino: le ricercatrici Marta Tuninetti del Dipartimento di Ingegneria dell’Ambiente, del Territorio e delle Infrastrutture-DIATI e Sofia Nannini del Dipartimento di Architettura e Design-DAD condurranno ricerche altamente innovative grazie al finanziamento ERC – European Research Council, un’iniziativa istituita nel 2007 per supportare progetti d’eccellenza, “altamente ambiziosi, pionieristici e non convenzionali”.

È stato infatti annunciato oggi il risultato della selezione per gli ERC Starting Grant, riconoscimento che si rivolge a leader emergenti della ricerca, con 2-7 anni di esperienza maturata dopo il conseguimento del dottorato, ai quali viene garantito un finanziamento fino a 1,5 milioni di euro per un totale di 5 anni di attività. 478 sono i progetti premiati in tutta Europa, 30 in Italia: tra questi, due verranno sviluppati nell’ateneo torinese, il progetto TIP-FRESH (Social Tipping Points in the Food System for Freshwater Sustainability) coordinato da Marta Tuninetti – che si aggiudica un finanziamento di 1.470.000 euro – e il progetto Animal Farm (An Architectural History of Intensive Animal Farming, 1570-1992) guidato da Sofia Nannini – che si aggiudica un finanziamento di 1.485.000 euro.

Dalla ricerca di soluzioni rapide per invertire la crisi della risorsa idrica all’esplorazione delle radici storiche delle attuali emergenze ambientali e di biodiversità: si tratta nello specifico di due progetti che, con approcci e metodologie differenti, offrono nuove prospettive per comprendere e affrontare le sfide del nostro tempo, il cambiamento climatico e il suo impatto sull’ambiente. Al centro, l’attenzione verso forme più sostenibili di consumo e gestione delle risorse e l’indagine storica del rapporto uomo-animale, per immaginare una relazione più rispettosa tra il territorio e le specie che lo abitano.

E allora, il progetto TIP-FRESH sperimenterà un approccio innovativo per affrontare il problema della scarsità idrica, conseguenza oggi visibile del sovrasfruttamento dei bacini idrografici per esigenze agricole: la conversione dei terreni all’agricoltura e l’aumento della domanda di irrigazione stanno infatti aggravando lo stress idrico e l’esaurimento delle falde acquifere, alterando al contempo il riciclo dell’umidità atmosferica fondamentale per la regolazione del clima e la stabilità del sistema terrestre. La proposta di ricerca è quindi di puntare su un’accelerazione della transizione del sistema alimentare verso diete più sostenibili, diete a basso consumo idrico già adottate in specifiche nicchie di mercato; il concetto chiave qui è rapidità nell’adozione di azioni virtuose per stimolare un cambiamento alimentare – individuale e collettivo – capace di innescare effetti a catena sulle reti commerciali internazionali e sui sistemi di produzione.

Per raggiungere l’obiettivo, il progetto si avvarrà di discipline diverse, dall’idrologia – per una comprensione più approfondita dell’impatto delle diete sui regimi di precipitazioni – alla matematica – per analizzare la storia del sistema alimentare a partire dai dati, e per capire come sono avvenuti i cambi più repentini delle abitudini alimentari negli ultimi decenni – e ancora alla sociologia e psicologia comportamentale, per investigare il ruolo delle scelte individuali e delle dinamiche collettive nell’accelerare la transizione alimentare.

Il progetto Animal Farm si propone invece come un’esplorazione multidisciplinare della storia dell’architettura con protagonisti gli animali da reddito: l’analisi prenderà infatti in esame gli spazi, gli edifici e le tecnologie costruttive utilizzate nell’ambito degli allevamenti, dalle ville e stalle rinascimentali alle attuali strutture per gli allevamenti intensivi, passando attraverso le costruzioni della zootecnia del Settecento-Ottocento.

Il lavoro di Nannini, che si pone in dialogo con altre discipline come la Storia della Medicina Veterinaria, la Storia del Lavoro e i cosiddetti “Critical Animal Studies”, si svilupperà lungo tre linee di indagine storica: le tipologie architettoniche, le tecnologie e i materiali utilizzati nella costruzione, e le istituzioni e gli attori e attrici che hanno contribuito alla creazione di tali strutture. Due sono gli obiettivi della ricerca: storicizzare un fenomeno del passato che rappresenta una chiave per la lettura del presente, e offrire quindi nuove visioni utili alla storia dell’architettura per analizzare fenomeni complessi. Dal punto di vista geografico verranno considerati i contesti nordamericani – Canada e Stati Uniti dove è nato il concetto di allevamento intensivo – e vari contesti europei – includendo anche Norditalia, Francia, Danimarca, Germania e Regno Unito.

“TIP-FRESH affronta la crisi idrica con un nuovo approccio, partendo dalle scelte alimentari – commenta Marta TuninettiIl progetto punta ad accelerare l’adozione di diete a basso impatto idrico tramite punti di svolta sociali (social tipping points): partendo dalle nicchie di consumatori virtuosi e mercati innovativi capiremo quali meccanismi sociali, psicologici e comportamentali possano accelerare l’adozione a larga scala di diete a basso impatto idrico e ambientale. Le nuove metodologie che metteremo a punto in questo progetto avanzeranno la discussione scientifica nel campo della socio-idrologia, fornendo al tempo stesso alla comunità non accademica soluzioni innovative per accelerare la transizione alimentare”.

“L’allevamento intensivo è una realtà indiscussa del nostro presente, che lascia tracce architettoniche evidenti e al tempo stesso nascoste nelle pieghe del territorio industriale – spiega Sofia NanniniIndagando l’evoluzione degli spazi per l’allevamento dall’età moderna a oggi, Animal Farm intende raccontare una storia dell’architettura al cui centro stanno gli animali e lo sbilanciato rapporto di potere umano-animale. Sono convinta che solo mettendo a fuoco questo fenomeno attraverso un’accurata indagine storica sia possibile capirne lo stato attuale e immaginare un futuro diverso e più etico”.