Lunedì 5 gennaio 2026 GPADEL inaugurerà sei campi da padel presso UP Centro Abitato , in via Casteldelfino 64.
Si tratta di un’area abbandonata da anni che è tornata a vivere nel cuore di Borgo Vittoria, quartiere della periferia Nord della città. G PADEL è tra i protagonisti di questa riqualificazione, che avviene con l’inaugurazione di sei campi da padel presso UP Centro Abitato, nuova struttura sportiva che si colloca nell’ambito di un più ampio progetto di riqualificazione urbana e inclusione sociale promosso dalla Cooperativa Sociale Arcobaleno con il contributo di CH 4.
L’intervento restituisce ai torinesi gli oltre 15 mila metri quadrati dell’area ex Michelin , con il recupero di spazi degradati e inutilizzati per venti anni, trasformati in un centro sportivo polivalente pensato per il quartiere e per la città intera. Il complesso è progettato per essere un luogo sicuro, accessibile, sostenibile e capace di favorire l’incontro tra le persone. Nel luglio 2024 veniva compiuto il primo passo per la riqualificazione, con l’apertura dei quattro campi da tennis. Il primo lunedì del 2026 si comincerà con il padel. Nei prossimi mesi si prevedono ulteriori tappe, tra cui la realizzazione di tre campi da beach volley, l’inaugurazione di un quinto campo da tennis in sintetico, l’apertura di club house, caffetteria, spogliatoi e spazi polivalenti.
La nuova struttura intende diventare un presidio di comunità, una vera e propria casa di quartiere, inserita in un contesto urbano spesso considerato, a torto o a ragione, difficile o a rischio fragilità. L’apertura del centro rappresenta un passo concreto verso la rinascita di Borgo Vittoria, proponendo attività sportive e ricreative di qualità, normalmente associate a contesti più centrali e privilegiati.
Il progetto nasce dall’esperienza trentennale della Cooperativa sociale Arcobaleno, da sempre impegnata nell’inclusione lavorativa e nella sostenibilità ambientale, e dalla volontà di trasferire questo patrimonio di valori anche alla rigenerazione degli spazi urbani attigui. Lo sport diventa così strumento educativo, occasione di incontro tra culture e generazioni, alternativa concreta alla marginalità e alla strada, soprattutto per i più giovani.
“L’obiettivo è quello di costruire un luogo che cresca insieme al quartiere, capace di accogliere anziani, famiglie, donne e giovani di ogni provenienza, nel rispetto delle differenze e delle identità e che diventi motivo di orgoglio per i residenti – hanno dichiarato Lorenzo Veglia Founder e Ceo di GPADEL e Armando Calvetti , Founder- Con questa nuova apertura GPADEL rafforza la propria presenza a Torino e conferma il proprio impegno nel sostenere progetti in cui lo sport diventa motore di rigenerazione urbana, inclusione sociale e valorizzazione dei territori”.
Accanto alle attività sportive, la struttura si propone come luogo di aggregazione culturale e sociale. Tra le iniziative la partecipazione al circuito “Un’estate al cinema”, con le proiezioni gratuite di cinema all’aperto realizzate in collaborazione con l’Associazione Museo del Cinema” e l’Associazione Baretti.
Presso Up Centro Abitato è anche attiva una scuola di tennis, con lezioni individuali o di gruppo e si organizzano tornei sociali e Fitp sui quattro campi in terra rossa, coperti nella stagione invernale.
Indirizzo via Casteldelfino 64 G a Torino ( Borgo Vittoria)
Orari di apertura 8.00-00.30 in settimana
8.00- 22.30 nel weekend
Chiusura estiva dal 14 al 17 agosto
Contatti
3762294114 torinoborgovittoria@gpadel.it
011 0560302 info@upcentroabitato.it
Mara Martellotta
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Non si è arrivati ancora ai jeans del Regio di Torino dove si protestava per i funerali solenni di Berlusconi, ma basta attendere e ci arriveremo anche a Venezia. Ci sono luoghi che non possono essere lambiti dalla casualità del vestire. La musica proposta a Vienna resta la più adatta al Capodanno, mentre quella della Fenice è meno conforme alla festività: un Mascagni accompagnato da un balletto in mutande è il punto più basso a cui si è giunti. Per equilibrare la delusione, se fossi stato a Venezia, sarei andato a cenare al “ Bacareto“, vicinissimo alla “Fenice”, che non tradisce mai e non impone dress code. Io il 31 dicembre sono andato ad un ottimo cenone in un rinomato ristorante di Alassio dove il Sindaco ha organizzato un Capodanno con i fiocchi. Ho notato tra gli avventori molti senza cravatta e con pullover, mentre le signore erano eleganti. Due erano in jeans e maglietta. Solo il commendator Gravellone, grande impresario del Ponente e chi scrive avevano un abito scuro come sarebbe d’obbligo, dress code a parte. Vestirsi in modo elegante a Capodanno è infatti anche un piacere che è andato quasi totalmente perduto. Peccato. Io ricordo un grande e storico hotel di San Remo che imponeva ai clienti la giacca per entrare al ristorante anche in piena estate; nessuno, allora, aveva l’ardire di presentarsi in modo non conforme a quella che era considerata semplice educazione. Il 31 dicembre Gravellone ed io con il nostro gessato ci siamo sentiti fuori posto.


L’attacco, sia pure minacciato più volte, al Venezuela da parte di Trump non è accettabile agli occhi di un democratico liberale. Maduro è un dittatore che vive di narcottaffico. E’ un politico indifendibile e pericoloso. Ma il modo in cui l’attacco e’ stato realizzato non ha precedenti ed appare un qualcosa di estraneo alla storia degli USA, più putiniano che americano. Certamente in Venezuela vivono molti italiani emigrati e quindi la prudenza è d’obbligo per il governo italiano. Il diritto internazionale è stato violato da Trump, ma Maduro non è certo un esempio democratico, ma è un dittatore sanguinario. I modi usati sono censurabili, ma la rimozione di Maduro è una buona notizia. Il manicheismo non consente mai un giudizio equilibrato. L’esempio del Venezuela dimostra un clima internazionale tossico. Che Putin condanni Trump suscita gelida e drammatica ilarità. L’aggressore dell’Ucraina non può parlare con un minimo di credibilità. Resta il vecchio problema dell’impossibilità di esportare la democrazia. Già Guicciardini aveva colto che i sistemi politici non possono essere trasferiti da un paese all’altro. Solo le dittature possono essere imposte con la forza perché la violenza delle armi può imporre con il terrore un regime autoritario. L’intervento “chirurgico” di Trump ha deposto Maduro, ma il passaggio alla democrazia è un’ altra cosa.