Avanzano come da programma i lavori sulla Torino Ceres. A confermarlo l’assessore ai Trasporti e Infrastrutture della Regione Piemonte Marco Gabusi che ha incontrato lunedì, i sindaci dei territori coinvolti dall’opera, insieme ai referenti di RFI, GTT e SCR che fanno parte del Comitato di Monitoraggio Linea Ferroviaria Torino – Ceres.
L’Assessore durante l’incontro ha illustrato gli sviluppi dei lavori relativi al cantiere, ribadendo che l’implementazione dei lavori, per un totale di 140 milioni di euro, di cui 90 milioni relativi alla Torino-Ceres consentiranno l’effettiva interconnessione della tratta alla rete nazionale. Attualmente, ha proseguito l’Assessore, le attività ancora in corso sono la messa in funzione del SCMT, ovvero il sistema di controllo marcia treno e il punto di evacuazione sicura della stazione di Rigola. Queste opere si completeranno entro la fine di giugno 2023 per permettere ad ANSFISA di autorizzare la pratica per la messa in esercizio della linea che ha come tempi di istruttoria 5 mesi.
La linea Torino-Ceres rappresenta, infatti, un obiettivo strategico per l’Amministrazione regionale che è riuscita a reperire risorse aggiuntive grazie al PNRR e alla partecipazione a bandi europei. Sulla linea convoglieranno quattro linee del sistema ferroviario metropolitano: le linee SFM 6 e SFM 3 fino alla stazione di Caselle Aeroporto; la SFM 4 fino a Germagnano e la SFM 7 fino a Ceres. Inoltre con l’ottimizzazione della linea miglioreranno i collegamenti delle Valli di Lanzo e dell’aeroporto di Caselle con il centro di Torino e con l’alta velocità.
I tempi di realizzazione restano quelli preventivati: come ha confermato l’Assessore, infatti, Regione e RFI stanno riuscendo a rispettare le scadenze; l’attivazione del servizio sulla tratta Torino Germagnano è prevista per fine anno. Parallelamente RFI sta progettando l’eliminazione di alcuni passaggi a livello sulla tratta Germagnano – Ceres, che altrimenti non consentirebbero la certificazione della linea e il conseguente esercizio ferroviario; a breve inizieranno i confronti con i sindaci coinvolti da tali soppressioni.

Sono otto secoli che la popolazione del contado chierese celebra i Santi Giuliano e Basilissainvocando, attraverso la fede, la protezione per i campi e i raccolti con una processione che vede un carro trainato da buoi bianchi trasportare la teca con le reliquie dei Santi attraverso le vie del centro cittadino, accompagnato dal clero, dai membri della “Compagnia dei Santi Giuliano e Basilissa”, dalle autorità civili, dai massari e dalla popolazione. Un’antica tradizione, particolarmente cara ai chieresi che affonda le radici nel Medioevo (correva l’anno 1187 quando i contadini del luogo designarono i Santi come loro protettori) e che verrà rinnovata sabato 13 maggio con la processione che segnerà l’inizio di una settimana ricca di eventi (passeggiate e visite, conferenze, una mostra, momenti musicali e un concerto di campane) dedicati alla religiosità popolare sul territorio e realizzati grazie ad un progetto sostenuto dalla Città di Chieri e coordinato dall’associazione “La Compagnia della Chiocciola” e dal “Museo del Paesaggio Sonoro”, in collaborazione con i Comuni di Albugnano, Pralormo, Riva presso Chieri e Villanova d’Asti, le Parrocchie del Duomo e di San Giorgio, la “Compagnia di San Giuliano e Santa Basilissa”, le associazioni “Carreum Potemtia”, “Banca del Tempo” e la “Fondazione della Comunità Chierese”.

