Un ventisettenne di origini rumene è stato arrestato dagli agenti dell’UPGSP per rapina impropria.
I fatti sono accaduti nottetempo, quando il personale della Squadra Volante, transitando in via Santa Chiara, ha notato una jeep parcheggiata all’angolo con via Piave con le luci e l’allarme in funzione; il vetro deflettore della portiera posteriore destra del veicolo risultava infranto.
Fermata la Volante per effettuare un controllo, i poliziotti hanno notato all’interno dell’abitacolo della jeep la sagoma di un uomo seduto sui sedili posteriore ed intento a frugare nella parte anteriore dell’auto.
Al giungere degli agenti, il soggetto si sdraiava sui sedili nel tentativo di non farsi vedere ma, nel momento in cui capiva di essere ormai stato scorto, tentava di fuggire, ingaggiando una colluttazione coi poliziotti, i quali pur riportando lievi lesioni, riuscivano a renderlo inoffensivo.
L’uomo, trovato in possesso di uno zaino contenente un coltello a serramanico, 8 cacciaviti ed uno spray al peperoncino, aveva nelle tasche 10 € in moneta, che a seguito del sopraggiungere sul posto del proprietario dell’auto, venivano riconosciute come denaro da lui lasciato nel vano posacenere la sera precedente e pertanto sono state restituite allo stesso.
Il ventisettenne rumeno, già colpito da avviso orale del Questore di Torino, è stato tratto in arresto per rapina impropria.
L’intervista a Giordano Bruno Guerri su “La Stampa del 2 giugno rappresenta qualcosa di importante sia perché è un fatto davvero inusuale che il giornale di Giannini dia voce a personalità libere come Guerri, sia perché essa chiarisce in modo inequivocabile la posizione dello storico e dello scrittore, attuale presidente del Vittoriale. Guerri ha spiegato in modo ineccepibile che occuparsi in termini storici di fascismo , non significa affatto essere nostalgici. L’accusa di aver sdoganato il fascismo con la sua opera storica colpì in primis Renzo De Felice e venne rivolta a tutti coloro che con il necessario distacco storico si occuparono del Ventennio e vennero accusati di revisionismo.