Giovedì 6 luglio, alle ore 18.30, si terrà a Torino un evento promosso da Azione sul futuro del continente africano e sulle ricadute ad esso legate per il territorio torinese. L’appuntamento è fissato presso la Sala convegni di via Osasco 62. Interverranno, tra gli altri, Daniela Ruffino, deputata piemontese di Azione; Mario Raffaelli, responsabile Esteri di Azione; Anna Valesano, dell’Associazione Famiglie Accoglienti; Abdullahi Ahmed, Consigliere comunale di Torino e fondatore dell’associazione ‘Generazione Ponte’, e Moustapha Fall, Presidente Associazione Senegalesi di Torino. “Occuparci dell’Africa – dicono Ruffino e Raffaelli – è oggi più che mai nel nostro interesse, tanto più dopo l’aggressione russa all’Ucraina, con tutte le conseguenze che la guerra ha comportato a livello globale. Non possiamo andare in Africa a chiedere il gas e a cercare di stringere accordi sui migranti senza interessarci allo stesso tempo del futuro dei paesi africani, senza sforzarci di capire cosa accade oggi e cosa può accadere nei prossimi anni in un continente destinato ad essere sempre più strategico per l’Europa e per l’Italia in particolare. Quello che succede in Africa – concludono – ci riguarda da vicino, perché l’Africa sarà sempre più cruciale per i nuovi equilibri geopolitici mondiali”. Gli interventi saranno moderati da Beatrice Scavino e Federico Chiavazza, entrambi enfants prodiges della cooperazione per lo sviluppo dei Paesi del continente africano.
On. Daniela Ruffino
Deputata piemontese di Azione
Mario Raffaelli
Responsabile Esteri di Azione
Da EDIT si possono gustare (e produrre) eccellenti birre artigianali, ma è molto più di un pub. Si può scoprire cibo di qualità ma è molto più di un ristorante. Si possono ascoltare musica e comici di talento, ma è più di un club. Si può passare la notte in un EDIT loft quando si è in viaggio, ma è molto più di un bed&breakfast.
I suoi spazi ospiteranno sempre più forme diverse, nel contesto più informale e libero possibile.
Nel 1983, a Rio de Janeiro, dov’ero arrivato, trasferito d’ufficio per la chiusura dell’Istituto Italiano di Cultura di Brasilia, il direttore, che aveva già lavorato con me all’Istituto di Brasilia, era Salvatore Amedeo Zagone (La Spezia, 13.2.1931 – 25.10.2016), docente di materie letterarie nelle scuole superiori e giornalista che, sul dinamismo vivace della sua professione, aveva impostato tutta la vita, gestendo e promuovendo, anche in Brasile, ogni attività. con quel dire diretto, che era del suo carattere, mi chiese se non volevo scrivere un pezzo, per il centenario della nascita di Modì “naturalmente in portoghese” per la rivista che aveva iniziato a pubblicare proprio in quell’anno. Certamente l’invito era motivato dalla stima, soprattutto, perché sapeva della mia attività artistica, infatti aveva apprezzato le mie tavole a fumetti per la
Una delle ultime volte che incontrai il collega Gheduzzi, forse nel 2007, però, con quello sguardo accattivante che gli era proprio, porgendomi le fotocopie di due dattiloscritti (una lettera, su due facciate dalla quale era stata tolta la firma, e un biglietto affatto anonimo) e di alcune immagini, mi disse: “se vuoi dilettarti, fa un buon uso tu di queste cose!” … Non mi ricordai di avere pensato più a quelle carte, anche se, nel frattempo, c’è stato il centenario della nascita di quell’artista, ma so che finalmente è giunto il momento di prenderle in considerazione (almeno il biglietto e alcune delle immagini a cui esso allude), per ritornare nel tempo ai miei trent’anni, quando, con Modigliani, iniziavo a scrivere il mio primo saggio perché scriverne ancora, mi permette di ricordare alcune vivacità della mia gioventù e due amici che non sono più tra noi.