Gli spazi di “515” di Torino dedicano una ricca esposizione di opere al fotografo torinese Tullio Deorsola, a due anni dalla scomparsa
Fino a sabato 1° novembre
Una foto al giorno. Dai più banali soggetti della più semplice quotidianità al rigoroso soffermarsi su angoli urbani di particolare suggestione storica e culturale fino alla sacralità di immagini raccontate con intensa toccante compartecipazione emotiva. In tutto sono “365” (di qui il titolo della mostra), le foto scattate nel 2011 per la figlia lontana, residente allora negli Usa. 365 foto scattate, una al giorno, da Tullio Deorsola, scomparso prematuramente nel 2023 (quest’anno avrebbe compiuto 60 anni) raccolte ed esposte dalla sua Torino, nella “Settimana dell’arte contemporanea”, presso l’originale location degli spazi di “515”, l’“Agenzia Creativa” (in passato “fabbrica di flipper” e poi “galleria d’arte”) di via Mazzini, che alcuni torinesi avranno avuto modo di scoprire in questi anni in occasione di “Open House”, il “Format” internazionale nato nel 1992 a Londra dall’idea dell’architetto Victoria Thornton che permette di visitare case, palazzi e luoghi abitualmente non accessibili per scoprire la ricchezza dell’architettura e del paesaggio urbano e che a oggi conta più di quaranta città aderenti, distribuite in ogni continente.
Inauguratasi lunedì 27 ottobre, la retrospettiva, ad ingresso gratuito, si protrarrà per pochi giorni fino a sabato 1° novembre, aderendo alla “Notte delle Arti Contemporanee”, con apertura speciale dalle 17 alle 22.
Tra i 365 scatti, ci sono molti scorci di Torino, ma anche – per Deorsola attrattive quisquiglie! – un particolare delle caramelle “Grether’s Pastilles” o dettagli come un caffè espresso o una “metafisica” pera o i medicinali assunti quella mattina, ma anche paesaggi di montagna e una testa con aureola di una toccante Madonna.
“Tullio scattava ciò che catturava la sua attenzione quel giorno: questo è dunque un racconto di vita, una testimonianza” spiega Barbara Brondi, che gestisce l’“Archivio Deorsola”. Il titolo dalla mostra, “365”, è quello che Deorsola aveva scelto per salvare sul suo “pc” l’intero lavoro: ogni giorno scattava una foto, ogni sera la mandava alla figlia. Di “365”, nel 2012, aveva emotivamente scritto lui stesso: “È per ora l’unica cosa tangibile con la quale lascio un modo per essere interpretato e per cercare di penetrare l’interesse di una figlia alla quale voglio un bene immenso ma della quale sono all’oscuro di tutto”.
Negli spazi di “515”, la mostra, la seconda dedicata a Deorsola da Torino, dopo la sua morte (nel 2024 già “CAMERA” aveva infatti raccolto e presentato 24 sue fotografie appartenenti alla serie “Night Shift”) si prefigge anche uno scopo benefico: chiunque potrà infatti acquistare una copia di una delle immagini esposte, del giorno che preferisce, ed il ricavato servirà a valorizzare, organizzare e digitalizzare tutto l’immenso patrimonio dell’“Archivio Deorsola”.
La rassegna segna anche il varo del sito www.tullio-deorsola.com che sarà, poi, implementato nei prossimi mesi.
Torinese, classe ’65, Deorsola si trasferì, appena ventenne, in California, dove studiò fotografia e si diplomò all’ “Academy of Art” di San Francisco, definendo una personale grammatica espressiva e producendo diversi progetti originali, come la serie di scatti dedicata alle architetture urbane della “West Coast” statunitense, “originata da lunghe esposizioni notturne e distintiva del suo linguaggio d’autore, teso a privilegiare scorci non convenzionali resi mediante colori delicatamente poetici”. Ma Deorsola è degno di essere ricordato non solo come raffinato versatile fotografo nel senso più comune del termine, ma anche come operatore “specialista” nel mondo cinematografico. Quando, infatti, nel 2005, si trasferì in Italia per stabilirsi a Roma, ebbe modo di lavorare assiduamente per la “settima arte” come “fotografo di scena” per diversi produttori e registi italiani, tra i quali Carlo Verdone, Neri Parenti e Giovanni Veronesi. Dopo alcuni anni, fece ritorno a Torino, alternando i suoi impegni per il cinema alla realizzazione di diversi progetti fotografici originali.
Gianni Milani
“365”
Spazio “515”, via Mazzini, 40, Torino; tel. 011/0371483 o www.515.it
Fino al 1° novembre
Orario: da mart. 28 a ven. 31 ottobre 10,30/13,30 e 15/20. Sab. 1° novembre 17/22
Nelle foto: Tullio Deorsola, immagini da “365”


Ma durante la Settimana dell’Arte Torinese, in concomitanza con Paratissima, sarà possibile ammirare una vera e propria factory creativa: da giovedì 30 ottobre a domenica 2 novembre, l’artista Marison Ray apre le porte del suo studio, mostrando i frutti della sua produzione nel tempo. Non si tratta di una semplice mostra, ma di un’esplorazione del luogo in cui lavora, quasi una retrospettiva: dai barattoli di colore ai pennelli, fino alle opere prodotte nel tempo, tutto immerso in un ambiente nella zona industriale di Moncalieri, che riflette un tratto distintivo dell’artista.
L’Open Factory è l’occasione per vedere dal vivo un luogo che dall’esterno appare industriale, ma che, una volta varcato il cancello, immerge il visitatore in un turbinio di colori, luci e capolavori di grandi dimensioni: dalle tele di 2 metri per 2 a opere che superano i 10 metri di altezza. Tra queste spicca Le Nozze, che sarà svelata in anteprima proprio per questa occasione: un’opera di 10 metri di larghezza e 6 metri di altezza, probabilmente unica nel suo genere nel panorama contemporaneo.

