ilTorinese

Presi i giovani indiziati di una spedizione punitiva: avevano rapito e picchiato 17enne

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Personale della Polizia di Stato, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla locale Procura della Repubblica, ha eseguito un’Ordinanza dispositiva di misure cautelari emessa nei confronti di cinque indagati (quattro dei quali destinatari della custodia cautelare in carcere ed uno del divieto di avvicinamento alla parte offesa con applicazione del “braccialetto elettronico”), gravemente indiziati del reato di sequestro di persona aggravato, commesso a Torino lo scorso 9 marzo, in danno di un ragazzo diciassettenne.

Nello specifico, come ricostruito da personale della Squadra Mobile durante l’attività investigativa, nel corso della serata di quel giorno, uno degli indagati (classe 2006) invitava la vittima ad incontrarsi per chiarirsi, a seguito di una lite accorsa la notte precedente presso una discoteca torinese.

Dell’“incontro chiarificatore” il giovane informava il padre che, nelle ore successive, contattava alcuni parenti e amici. All’incontro il diciottenne unitamente agli indagati e ad altri soggetti parzialmente travisati allo stato non identificati, organizzando una vera e propria “spedizione punitiva”, colpivano ripetutamente con calci e pugni il minore, facendolo salire con forza dentro il bagagliaio di un SUV.

Il ragazzo veniva trattenuto rinchiuso nel baule della macchina per circa mezzora, per poi essere rilasciato in una strada del quartiere “Barriera di Milano”, con la minaccia che se avesse denunciato il fatto avrebbe subito delle ripercussioni. La parte lesa, a quel punto, richiedeva l’intervento delle FF.OO. e veniva trasportata presso un nosocomio cittadino per le cure del caso.

L’Ordinanza veniva emessa dal Tribunale a seguito di una complessa attività d’indagine, sviluppata grazie alla disamina dei filmati registrati dalle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona del sequestro, all’escussione di alcuni testimoni, all’analisi del tabulato delle celle telefoniche insistenti nel quartiere dove si sono verificati i fatti e dei tabulati telefonici delle utenze in uso ai soggetti a vario titolo interessati dalla vicenda.

In particolare, tre degli indagati sono stati rintracciati, in data 22 dicembre 2025, dagli investigatori presso il rispettivo domicilio; al quarto è stato notificato il provvedimento restrittivo in parola presso la locale casa circondariale “Lorusso e Cutugno”, ove era ristretto per altra causa. Il quinto destinatario di misura si è reso invece al momento irreperibile.

Il procedimento penale versa nella fase delle indagini preliminari e pertanto vige la presunzione di non colpevolezza a favore degli indagati, sino alla sentenza definitiva. Ciò nondimeno, il Giudice per le Indagini Preliminari, in seno all’Ordinanza applicativa delle misure cautelari a loro carico, ha ravvisato la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza.

Incidente mortale sulla SS26: travolto da ubriaco al volante, muore 51enne

Invadendo la corsia opposta, provoca l’incidente mortale: muore l’altro conducente, 51enne. È successo a Ivrea nella notte tra ieri e oggi, quando due veicoli si sono scontrati nella zona del Terzo Ponte lungo la strada statale 26.

L’uomo, 31enne, che aveva invaso la corsia, è stato arrestato per omicidio stradale poiché guidava in stato di ebbrezza dopo aver bevuto oltre il triplo del limite consentito (1,6 g/l, massimo 0,5). Sul posto sono giunti i carabinieri per ricostruire la dinamica. L’impatto è stato violentissimo: la vittima è morta sul colpo.

Sul luogo sono intervenuti anche i vigili del fuoco e i soccorsi del 118 Azienda Zero, che hanno trasportato in ospedale l’uomo arrestato e l’altro passeggero dell’auto della vittima. L’uomo, 51enne, viveva a Strambino e stava rientrando dopo il turno di lavoro al carcere di Ivrea, dove operava come assistente coordinatore della polizia penitenziaria.

VI.G

Marsala, il destriero di Giuseppe Garibaldi

L’isola di Caprera fa parte dell’arcipelago di La Maddalena a nord-est della Sardegna, al largo della costa Smeralda. L’isola, abitata da poche decine di persone (la maggior parte degli abitanti risiede nel borgo di Stagnali) è raggiungibile grazie a un ponte che la collega all’Isola Maddalena, e fa parte integrante da più di vent’anni dell’area protetta dell’Arcipelago della Maddalena. Caprera è famosa per essere stata il buen retiro di Giuseppe Garibaldi che giunse per la prima volta sull’isola il 25 settembre del 1849. Tra varie peripezie vi tornò spesso e vi visse a lungo fino alla morte. L’eroe dei due mondi si spense nel tardo pomeriggio del 2 giugno 1882 e nella sua casa l’orologio fu fermato mentre i fogli di un grande calendario non vennero più staccati segnando per sempre l’ora e il giorno della sua morte.

Le spoglie di Giuseppe Garibaldi riposano da allora in un’area dell’isola che prende il nome di compendio Garibaldino. Lì, nel piccolo cimitero di famiglia, il sepolcro del comandante dei Mille si trova sotto un grande masso di granito con delle grosse maniglie sui lati. A poca distanza dalla sua sepoltura c’è anche un cippo abbandonato, coperto dai rovi, dove si può leggere a malapena l’incisione voluta dallo stesso eroe: “Qui giace la Marsala che portò Garibaldi in Palermo, nel 1860. Morta il 5 settembre del 1876 all’età di 30 anni”. Marsala era l’inseparabile cavalla bianca di Garibaldi. Aveva 14 anni quando gli venne regalata dal marchese Sebastiano Giacalone Angileri che, raggiunto Garibaldi e i suoi Mille sulla spiaggia di Marsala, tenendola per le briglie, disse: “Generale, questo è un dono per voi”.

E così, in sella alla sua adorata cavalla, Garibaldi entrò a Palermo il 27 maggio 1860. E con lei affrontò l’intera campagna militare nel regno delle Due Sicilie, affezionandosi a tal punto da portarla con sé il 9 novembre 1860, quando salpò per Caprera. Sull’isola, la cavalla, rimase con lui fino alla morte, nel 1876, quando aveva ormai trent’anni, età avanzatissima per questi quadrupedi. Lo storico Giuseppe Marcenaro, nel suo libro Cimiteri. Storie di rimpianti e di follie, citandone la storia, scrive che a Marsala in via Cammareri Scurti una lapide collocata nel maggio del 2004 su iniziativa del Centro Internazionale di studi Risorgimentali Garibaldini ricorda il giorno del “regalo”. Recita, l’epigrafe: “Sebastiano Giacalone a Giuseppe Garibaldi donò l’anonima bianca giumenta che ribattezzata Marsala uscì da questo portone e corse le vie della gloria a Calatafimi, a Teano, a Caprera con l’invitto Generale unificatore della patria italiana”. Così, come Bucefalo, il cavallo di Alessandro Magno, Asturcone, il destriero di Giulio Cesare o Marengo, il piccolo stallone arabo di Napoleone, anche Marsala è giusto che abbia il suo posto nella storia.

Marco Travaglini

 

Askatasuna, rimosse le barriere in cemento su corso Regina

Nei pressi del centro sociale Askatasuna sono stati rimossi i jersey in cemento sormontati dalle maxi-transenne sul corso Regina Margherita consentendo al tram della linea 3 il consueto passaggio. Oggi riaprono anche le due scuole vicine, la materna e il nido di corso Regina Margherita e di via Cesare Balbo.

 

Sassuolo – Juventus 0-3: Juve in Palla!

La Juventus chiude il girone d’andata con una prestazione convincente e un 3-0 che mette in mostra la solidità e il gioco fluido della squadra di Luciano Spalletti. Al Mapei Stadium di Reggio Emilia, i bianconeri partono subito col piede giusto, approfittando di un autogol dell’ex Muharemovic, che indirizza la partita sul binario giusto già nel primo tempo.
Nel secondo tempo, la Juve non si ferma e continua a premere sull’acceleratore. Miretti, con un tiro preciso, raddoppia, mentre David sigla il tris, consolidando una vittoria che permette alla squadra di risalire al quarto posto in classifica, almeno per il momento. Una vittoria fondamentale per consolidare la posizione in zona Champions.

Enzo Grassano

Zanone il liberale corazzato di cultura

IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni

Il prof. Quaglieni

Dieci anni fa moriva Valerio Zanone leader della sinistra liberale, parlamentare, ministro, segretario del PLI, cofondatore con Rutelli della Margherita. Dieci anni sono pochi per dare un giudizio storico, ma sono sufficienti per non celebrare in coro delle Messe cantate come sembrerebbe accadere. Dieci anni fa io scrissi un ricordo di Zanone che ripercorre il nostro lungo rapporto e che costituisce la base per il capitolo su  di lui del mio libro ”Grand’Italia“ intitolato “Il politico corazzato di cultura”, riprendendo una definizione che Mario Soldati aveva riservato a Spadolini. Ho riletto quel capitolo e potrei confermare quasi tutto di quanto ho scritto, malgrado si possa cogliere qua e là una certa commozione per la sua morte avvenuta nel 2015 . In quel libro riportai una  sua lettera in cui tra l’altro scrisse quanto segue:  “C’è attorno a noi un mondo che muore: nelle persone, nelle formazioni sociali, nell’appartenenza di ceti e forse anche nelle idee. Ne nasce un altro”. Zanone era già gravemente ammalato e forse fu travolto dalla lucida tristezza che ci prende in certe occasioni della vita, anche se cercava di guardare ad un nuovo mondo che non ha visto e che appare totalmente devastato dalla violenza, dalla guerra, dalla brutalità e dall’uso della forza come alternativa alla politica. Per uno come Zanone che fece più volentieri il ministro dell’Ecologia che della Difesa, si troverebbe oggi quasi novantenne del tutto spaesato. Aveva colto la fine del mondo liberale dove era entrato nel 1955, l’anno in cui Pannunzio usciva dal Partito liberale. Un fatto che fu spesso motivo di amichevole discussione tra noi. Io non fui iscritto al Pli durante la sua segreteria e la sua leadership. Dal partito liberale uscii giovane universitario così come ero entrato quando ero ancora in liceo. E non rientrai più nel partito, malgrado gli inviti in più occasioni di Valerio a candidarmi alle elezioni.

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Mi bastò quell’esperienza che, se  non mi fossi dimesso, avrebbe potuto portare alla mia espulsione per aver scritto una lettera ad un giornale. Il PLI di Zanone era certo più liberale, ma non volli più sottopormi alla prova giovanile.  Collaborammo insieme in tante occasioni e votai anche spesso per lui, non fosse altro perché  Giorgio La Malfa era invotabile. Zanone partecipò come relatore a tante iniziative del Centro “Pannunzio” e scrisse anche articoli per la rivista del Centro. Tra di noi ci fu un’amicizia sincera che venne un po’ offuscata dal fatto che per il centenario di Pannunzio diede la sua adesione ad un comitato che naufragò miseramente e che era ad alta densità massonica.  Zanone aveva aderito alla Massoneria e mantenne dei rapporti con essa. Ma fu questione di pochi mesi. Quando morì il presidente Vittorio Chiusano fui tra i sostenitori della sua presidenza della Fondazione “Burzio” che con lui fu aperta a tutti salvo che ai liberali. Può sembrare un assurdo, ma lui era più aperto alla sinistra illiberale forse anche perché lontanissimo dal liberalismo conservatore di Burzio. Come Sindaco non ebbe modo di esercitare il suo mandato adeguatamente perché la maggioranza che lo sosteneva era inquieta. Preferì interrompere la sindacatura per tornare deputato: fu un errore politico che gli costò molto caro. Fu un fiero oppositore di Berlusconi, ma non aderì mai al PD che gli avrebbe forse garantito un altro mandato parlamentare. Era ben consapevole che ai laici e ai liberali la casa degli ex comunisti e degli ex cattolici di sinistra era inospitale. La passione politica ha impedito all’uomo di cultura di lasciare opere destinate a restare , la sua algida intellettualità non gli ha mai permesso di diventare un leader amato
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Zanone ha cercato di rianimare il liberalismo italiano , superando l’ ostilità verso i socialisti, ottenne il ritorno al governo, ma in realtà nessun ministro liberale riuscì a contare. Il Pri di Spadolini, forse anche per il prestigio di Ugo La Malfa e di Bruno Visentini, riuscì a contare di più. Poi arrivò Tangentopoli e il PLI crollò in modo ignominioso. Si racconta che l’archivio del partito rimase gran tempo abbandonato sui pavimenti di via Frattina perché i sequestri giudiziari avevano pignorato i mobili entro i quali era conservato. Zanone era una persona onesta e non venne lambito da accuse, come invece capitò ad Altissimo e ad altri. I dirigenti del PLI abbandonarono il bastimento che stava affondando prima ancora dei topi. Zanone che non era da tempo più segretario o ministro, ma semplice deputato cercò di tenere unito ciò che restava del PLI, ma il ciclone Tangentopoli e l’irruzione di Berlusconi nel ‘94 finirono di impedire una rinascita. Resta però una grande e nobile eredità che Zanone ha saputo difendere e mantenere, quella di un liberalismo piemontese a metà strada tra Giolitti, Einaudi e Soleri, che rappresenta, dopo Cavour, la  sua stagione migliore. Senza retorica e quasi senza passione, lucidamente e a volte freddamente, Valerio è stato un autentico liberale. Solo Piero Ostellino ha avuto orizzonti più aperti e coerenza più convincente. L’uomo di cultura e giornalista Ostellino ha in qualche modo superato il politico colto Zanone. Erano nati politicamente e cresciuti insieme a Torino.
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Zanone cercò anche di recuperare all’album liberale novecentesco Piero Gobetti che fu un liberale atipico, anzi eretico. Giustamente Zanone diceva che i liberali non hanno Bibbie e quindi tra i liberali non ci sono eretici. Giusta osservazione, a cui a volte opponevo, nelle nostre chiacchierate, il fatto che la “Rivoluzione liberale“ gobettiana era un ossimoro e che il rapporto con Gramsci fini’ di prevalere sul liberalismo del giovane intellettuale torinese che vide come liberale anche la rivoluzione bolscevica. Zanone desisteva dal sostenere il liberalismo di Gobetti, quando io gli obiettavo che l’ossimoro  era così confuso da venir ripreso anche da Berlusconi. Dopo di che conveniva con me che Gobetti sarebbe stato destinato a diventare un grande editore europeo, se la morte non l’avesse colto a Parigi venticinquenne. E la discussione cambiava argomento ,magari passando al Risorgimento, a Cavour e al laicismo. Valerio era un sostenitore del laicismo, io della laicità, poi in nome della tolleranza liberale, ricomponevamo il dissenso andando a bere qualcosa insieme.

Scontro fra due auto, muore 31enne

Questa sera un automobilista di 31 anni è morto dopo un incidente stradale avvenuto in corso Europa a Volpiano. Si sono scontrati violentemente un suv e una Fiat Panda.

A Rivoli la fiamma olimpica di Milano Cortina 2026

Rivoli si prepara a vivere una giornata destinata a entrare nella sua storia recente. Lunedì 12 gennaio 2026 la Fiamma Olimpica dei Giochi Invernali Milano Cortina 2026 attraverserà la città, portando con sé un carico di emozione, simboli e valori che da sempre accompagnano il viaggio della torcia olimpica. È un cammino di oltre 12.000 km attraverso tutta Italia, un viaggio che attraverserà 60 città e toccherà tutte le 110 province della penisola, portando lo spirito delle Olimpiadi nelle comunità di nord a sud.

Una tappa ufficiale del percorso nazionale, a cento giorni dall’avvio dei Giochi, che inserisce Rivoli nella mappa delle città protagoniste di un momento collettivo atteso in tutta Italia.

Il passaggio della fiaccola rappresenta per il territorio un’occasione di visibilità e partecipazione, resa possibile grazie a un lavoro condiviso tra Amministrazione comunale, Consulte cittadine, scuole, associazioni sportive e realtà del territorio. Un’intera comunità si sta muovendo all’unisono per trasformare il giorno della Fiamma in una festa diffusa fatta di sport, inclusione e senso di appartenenza.

La Fiamma entrerà a Rivoli da Piazzale Mafalda di Savoia e seguirà questo tracciato:

  • Piazzale Mafalda di Savoia, con passaggio all’interno del Castello di Rivoli – Museo d’Arte Contemporanea

  • Via al Castello

  • Piazza Matteotti

  • Via Fratelli Piol

  • Corso Francia (direzione Torino)

  • Arrivo all’intersezione Corso Francia / Corso IV Novembre

Lungo il percorso si alterneranno 15 tedofori e, in prossimità dell’edificio comunale, è previsto un breve rallentamento per un momento istituzionale.

La parte attraversata nel centro storico vedrà il tedoforo correre in solitaria, mentre da Piazza Martiri verso Corso Francia si aggiungerà la carovana ufficiale. L’intera gestione della sicurezza – comprensiva delle eventuali limitazioni o autorizzazioni agli accompagnamenti – sarà coordinata dalla Polizia Locale e dalla Polizia di Stato, nel rispetto della serrata timeline nazionale che nella stessa mattina accompagnerà la carovana da Rivoli verso Venaria e Aosta.

Intorno al passaggio della Fiamma, che non è soltanto un simbolo sportivo, ma un messaggero di unità, entusiasmo e inclusione, che coinvolge migliaia di persone e comunità nell’attesa della cerimonia di apertura, si sta costruendo un grande cantiere di partecipazione. Cinque Consulte cittadine, con oltre 150 partecipanti, stanno lavorando insieme per dare vita a un mosaico di iniziative compatibili con le regole di sicurezza e punti di informazione dislocati nei pressi del percorso. Le attività in programma saranno ulteriormente definite così da arrivare pronti al 12 gennaio, un appuntamento che sarà allo stesso tempo sportivo, culturale e profondamente identitario.

«Accogliere la Fiamma Olimpica significa molto più che ospitare un passaggio simbolico: significa sentire di far parte di una comunità più grande, nazionale e internazionale, che si riconosce nei valori dello sport, del rispetto e della partecipazione. – dichiara Alessandro Errigo, sindaco della città – Il 12 gennaio racconteremo tutto questo all’Italia intera, grazie al percorso condiviso con le Consulte, le scuole, le associazioni sportive, i commercianti e i cittadini. Ringraziamo tutti coloro che collaboreranno per organizzare questo momento storico per la città.”

In vista dell’evento, lunedì 12 gennaio 2026, nella fascia oraria indicativamente compresa tra le 9.00 e le 10.30, saranno previste temporanee limitazioni alla circolazione e alla sosta lungo il tracciato interessato dal passaggio della Fiamma Olimpica.
In particolare, la viabilità sarà interdetta in modo progressivo in Piazzale Mafalda di Savoia, Via al Castello, Piazza Matteotti, Via Fratelli Piol, Piazza Martiri e su Corso Francia (carreggiata sud, fino a via Tagliamento). Saranno inoltre istituiti divieti di sosta già a partire dalle ore 7.00 su Piazza Matteotti, Via Piol, Corso Francia, Piazzale Agenzia Entrate, Via Tagliamento (lato scuola Allevi).

Il trasporto pubblico locale subirà variazioni: le linee GTT dirette verso il centro storico saranno limitate a via Tagliamento e non raggiungeranno il centro cittadino durante la fascia oraria dell’evento.
L’intera gestione della sicurezza e della viabilità sarà coordinata dalla Polizia Locale, in collaborazione con la Polizia di Stato, nel rispetto delle tempistiche nazionali del viaggio della Fiamma. L’evento si svolgerà regolarmente anche in caso di maltempo.

Tutte le informazioni aggiornate su percorso, orari e modifiche alla circolazione saranno rese disponibili nei giorni precedenti attraverso il sito istituzionale del Comune e i canali di comunicazione ufficiali.

Gli appuntamenti della Fondazione Torino Musei


9 – 15 gennaio 2026

 

SABATO 10 GENNAIO

 

Sabato 10 gennaio ore 16

DOLCI CAREZZE

MAO – visita guidata in collaborazione con OFT

Musica e arte sono unite dalla bellezza. Si potrà scoprire il filo che le lega nel corso delle visite guidate organizzate presso i tre grandi musei della Città di Torino e ispirate dai concerti della Stagione concertistica Memories dell’Orchestra Filarmonica di Torino. Il sabato precedente il concerto GAM Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, MAO Museo d’Arte Orientale e Palazzo Madama Museo Civico d’Arte Antica propongono infatti, a rotazione, un ciclo di visite guidate al proprio patrimonio museale.

L’iniziativa è come sempre a cura dei Dipartimenti Educazione della Fondazione Torino Musei con la collaborazione di Coopculture.

 

Sabato 10 gennaio 2026, ore 16

Dolci carezze

Nelle sale che ospitano la collezione cinese, giapponese e himalayana e alcuni lavori dell’artista contemporanea Chiharu Shiota, la visita guidata si sofferma sull’arte funeraria, sulle rappresentazioni dei bodhisattva, figure del buddhismo caratterizzate dalla compassione, su diverse concezioni di Paradiso e Inferno e sul tema del viaggio, lungo il confine labile e frastagliato tra interiorità e mondo esterno, passato e futuro, dolore e conforto, realtà e memoria.

Costo: 7€ per il percorso guidato + biglietto di ingresso in mostra (ingresso gratuito al museo con Abbonamento Musei e Torino +Piemonte Card).

Prenotazione consigliata t. 011.19560449 oppure ftm.prenotazioni@coopculture.it

 

 

DOMENICA 11 GENNAIO

 

Domenica 11 gennaio ore 16

APPESI AD UN FILO

MAO – attività famiglie

La visita della mostra temporanea The Soul Trembles di Chiharu Shiota ispirerà l’attività di laboratorio dove i partecipanti saranno invitati a creare un mobile con fili di lana e piccoli oggetti appesi.
Prenotazione obbligatoria: tel 011 4436927 – maodidattica@fondazionetorinomusei.it

Costo: €7,00 a bambino per l’attività; adulti ingresso ridotto mostra, gratuito per i possessori dell’Abbonamento Musei

 

Domenica 11 gennaio ore 10:30

SONORA. Nel cuore profondo delle notti

GAM – Visita guidata speciale con percorso sonoro alla mostra Notti. Cinque secoli di stelle, sogni, pleniluni

A cura di CoopCulture

Visitare la mostra “NOTTI. Cinque secoli di stelle, sogni, pleniluni” significa immergersi in un viaggio tra buio e luce, silenzi e bagliori che hanno affascinato gli artisti nei secoli.

Il percorso attraversa osservazioni astronomiche, atmosfere lunari, sogni e inquietudini, dai notturni romantici alle visioni simboliste e contemporanee.

Con Sonora l’esperienza si amplifica: la guida e la selezione musicale del Maestro Giovanni Bietti evocano emozioni del notturno, fondendo arte e suono nella magia della notte.

Durata: 90 minuti

Costo: 10 € a partecipante

Costo aggiuntivo: biglietto di ingresso alla mostra. Gratuito per i possessori di Abbonamento Musei Torino Piemonte e Valle d’Aosta

Per prenotazioni e informazioni: 011 19560449 – ftm.prenotazioni@coopculture.it

Prenotazione e pagamento online

 

 

LUNEDI 12 GENNAIO

 

lunedì 12 gennaio ore 15:00 -17:00

CIRCLE CHANTING – Il Dipartimento Educazione GAM per L’Accademia della Luce

Circle chanting è un programma di laboratori aperti alla cittadinanza pensati per far dialogare l’opera Bouncing the Ball di Riccardo Previdi con l’azione e le voci di un gruppo di persone provenienti da diverse zone della città. Nell’ambito del Public Program di Luci d’Artista 28° edizione, rivolto alla cittadinanza e avente scopo di rafforzare l’inclusività e allargare la platea dei fruitori, la proposta si sviluppa in laboratori pratici di yoga del suono alla portata di ogni tipo di pubblico. Il punto di partenza è una lettura dell’opera luminosa che traduca il movimento e le forme circolari di cui è composta in esperienza corporea e sonora per i partecipanti. Quattro gruppi di persone saranno condotti in sessioni pratiche a fare esperienza diretta del proprio respiro e del canto, secondo un percorso che prende spunto dalla rappresentazione tradizionale del corpo yogico.

Appuntamento gratuito aperto a tutti su prenotazione: infogamdidattica@fondazionetorinomusei.it

Evento di chiusura in piazza San Carlo, alla presenza di Riccardo Previdi, Venerdì 23 gennaio dalle ore 17:00 maggiori info

 

GIOVEDI 15 GENNAIO

 

Giovedì 15 gennaio ore 18

INCONTRO CON JOSEPH KOSUTH
Luci d’Artista – conferenza alla GAM per Accademia della Luce
Intervengono:
Joseph Kosuth
Chiara Bertola
, Direttrice GAM – Torino
Modera: Antonio Grulli, curatore Luci d’Artista

In occasione del Public Program di Luci d’Artista 28 la GAM ospita la conferenza dedicata al Maestro Joseph Kosuth e a Doppio passaggio, la Luce d’Artista da lui ideata nel 2001 e installata sul ponte Vittorio Emanuele I, tra Piazza Vittorio Veneto e la Gran Madre. Sarà una preziosa occasione per approfondire il lavoro di uno dei più influenti e riconosciuti artisti a livello internazionale, nonché tra i più significativi esponenti e teorici dell’arte concettuale, nel cui lavoro la luce e l’utilizzo del neon hanno avuto un ruolo fondamentale che ha permesso di rendere questo mezzo espressivo centrale nell’evoluzione dei linguaggi dell’arte dell’ultimo decennio. Un tributo attraverso il quale verrà anche ripercorsa la storia e la genesi dell’opera Doppio Passaggio, uno dei capolavori più amati e conosciuti di Luci d’Artista. La Luce del Maestro Joseph Kosuth è stata completamente restaurata in occasione della 28° edizione di Luci d’Artista (2025-2026) grazie a Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di Torino, Unione Industriali Torino e NeonLauro oltre al sostegno Gruppo IREN. Grazie al restauro l’opera è oggi ancora più visibile e maggiormente sostenibile da un punto di vista energetico. Il Maestro Joseph Kosuth dialogherà con la direttrice della GAM Chiara Bertola, che nel corso della sua carriera ha seguito assiduamente il lavoro dell’artista con il quale ha realizzato ambiziosi progetti, e con Antonio Grulli, curatore di Luci d’Artista dal 2023.

Joseph Kosuth (Toledo, Ohio, 1945) è uno dei pionieri dell’arte concettuale e ha focalizzato la propria ricerca sul linguaggio, interrogando la natura stessa dell’arte. L’opera che per prima gli è valsa la notorietà e ha messo in discussione le consuetudini espositive legate alla percezione dell’arte è One and Three Chairs, del 1965, in cui una sedia vera e propria è affiancata da una fotografia della stessa e dalla definizione della parola “sedia” tratta da un dizionario. Maggiori info: https://www.lucidartistatorino.org/

 

 

Giovedì 15 gennaio ore 18

IL GIARDINO IN UNA PIETRA. GLI SMERALDI DAL NUOVO MONDO ALLE CORTI MUGHAL

MAO – conferenza nell’ambito del ciclo di conferenze Bagliori d’Oriente

A cura di Sherif El Sebaie.

Secondo appuntamento del ciclo di conferenze Bagliori d’Oriente, a cura di Sherif El Sebaie, già Consulente Scientifico per la Galleria dei Paesi Islamici dell’Asia del MAO Museo d’Arte Orientale. Il percorso, pensato come un viaggio attraverso culture e simboli, esplorerà l’uso, il valore rituale e il significato culturale delle pietre preziose e semipreziose, mettendo a confronto le tradizioni artistiche e religiose dell’Oriente e dell’Occidente.

L’appuntamento di gennaio sarà dedicato agli smeraldi.

Utilizzato nei talismani islamici e nei gioielli Mughal, lo smeraldo simboleggia saggezza e rivelazione. L’incontro esplorerà i traffici tra il Nuovo Mondo e l’Asia, le incisioni persiane e i magnifici gioielli indiani.

Ingresso: 5€. Biglietto acquistabile in museo. Non è richiesta la prenotazione

 

 

 
   
Visite guidate in museo alle collezioni e alle mostre
 di Palazzo Madama, GAM e MAO
a cura di CoopCulture.
Per informazioni e prenotazioni: t. 011 19560449 (lunedì-domenica ore 10-17)

ftm.prenotazioni@coopculture.it

 

https://www.coopculture.it/it/poi/gam-galleria-darte-moderna/
https://www.coopculture.it/it/poi/mao-museo-darte-orientale/
https://www.coopculture.it/it/poi/palazzo-madama-museo-civico-darte-antica/