Si allarga ulteriormente il Polo calcistico nato dal Cit Turin LDE. Nella tarda mattinata di martedì 23 gennaio sono state infatti consegnate le chiavi dell’impianto sportivo di via Tirreno 303 a Torino al Presidente dei rossoverdi Angelo Frau. I campi sportivi in zona Santa Rita entrano così a far parte di una grande famiglia sociale e calcistica che comprende anche gli impianti del Rapid Torino (via Osoppo 3 – Quartiere Santa Rita) e del Borgo Vittoria Cit Turin (via Paolo Veronese 173/A – Quartiere Borgo Vittoria). Il Cit Turin LDE ha ottenuto ufficialmente la concessione in gestione sociale dell’impianto sportivo comunale per i prossimi 20 anni. In questa operazione c’è anche la gradita collaborazione dell’ASD San Paolo Torino, presieduta da Andrea Chinnici, che potrà usufruire della struttura con le proprie squadre. Angelo Frau, Presidente del Cit Turin LDE – “Siamo molto felici di accogliere nel nostro polo sportivo un impianto importante come quello di via Tirreno 303. Rimane un po’ di dispiacere nel constatare come in un solo anno e mezzo di inattività, la struttura abbia subito un così tale stato di abbandono da parte del Comune. Fondamentalmente qui da oggi bisogna ripartire da zero”. Andrea Chinnici, Presidente ASD San Paolo Torino: “C’è tanto lavoro da fare, questo è innegabile, ma da oggi abbiamo le chiavi della struttura. Sono contento di continuare la sinergia con Angelo Frau che dura ormai da tantissimi anni, dall’esperienze al Cit Turin alla presidenza del Borgata Cit Turin. Siamo pronti a partire con questa nuova avventura”.
Inserito tra gli atti da discutere in Consiglio Regionale del Piemonte il mio Ordine del Giorno che chiede alla Giunta di interloquire con il Governo per il ripristino dei fondi e la garanzia della continuità delle cure per i pazienti piemontesi.
Per celebrare il “Giorno della Memoria” arriva dall’Aquila a Monteu da Po la Compagnia “Teatro Zeta”
Sabato 27 gennaio, ore 21
Monteu da Po (Torino)
Un’esecuzione polifonica, un “canto recitato”a più voci e a più personaggi: “Cronache dalla Shoah. Filastrocche della nera luce”, su testo di Giuseppe Manfridi (autore romano, fra i massimi drammaturghi italiani), arriva, nell’ambito delle celebrazioni dedicate al “Giorno della Memoria”, sabato 27 gennaio, alle ore 21, al “Teatro Comunale” (via Municipio, 3) di Monteu da Po (40 chilometri da Torino), messo in scena dal “Teatro Zeta dell’Aquila”, per la regia di Livio Galassi. A selezionare e a proporre lo spettacolo è la Compagnia torinese “Onda Larsen”, con il contributo del Comune montuese, di Regione Piemonte ed “Eppela Crowdfunding”.

Sul palco, unico attore – e fondatore del “Teatro Zeta” – Manuele Morgese si cala nei panni di più personaggi, testimoni e narratori dei terribili episodi legati alla “Shoah” e la sua voce, attraverso le “filastrocche di nera luce”, si fonde alla musica dal vivo della tromba e del pianoforte di Giulio Spinozzi e Pablo Corradini. Lo spettacolo, in forma di “breve lettura” ha debuttato nel “Giorno della Memoria 2019” proprio ad Auschwitz e, sempre nel 2019, è diventato anche un libro(edito da “La Mongolfiera”), con prefazione dello scrittore romano Claudio Giovanardi, che, a proposito della narrazione in termini di “filastrocca”, ebbe a scrivere: “Ma come? Una materia così grave accomodata in una forma che si usa per le fiabe dei bambini? Esattamente. Di fronte agli abissi del male siamo tutti bambini e ci mettiamo in ascolto pieni di speranza e di paura”. D’altronde, è lo stesso attore Manuele Morgese a raccontare: “Se non fossi stato ad Auschwitz, a vedere coi miei occhi i resti di quell’orrore, non sarei mai riuscito a immedesimarmi nei personaggi che interpreto”. E aggiunge: “Porto avanti questo spettacolo dedicandolo a Sergio, un bambino napoletano deportato. Le SS arrivarono e chiesero ai più piccoli del lager ‘Chi di voi vuole vedere la mamma?’. Sergio, fidandosi dei soldati, alzò la manina rispondendo ‘io!’ E così fu selezionato come cavia per atroci esperimenti che lo condussero alla morte”. E, come il piccolo Sergio, sul palco (dove il monologo dell’attore è legato a filmati in bianco e nero proiettati su uno schermo laterale) si muovono e riprendono corpo le vite di diversi testimoni e vittime della crudeltà nazista: dalla bambina ebrea scampata alla morte (a differenza di Anna Frank, che appare in un filmato realizzato prima della deportazione) all’operatore di ripresa ariano, costretto a filmare il falso in favore della propaganda hitleriana. Il tutto accompagnato da celebri brani musicali che vanno da “A night in Tunisia” di Gillespie a “La vita è bella” di Piovani, fino a “Schindler’s List” di Williams, a “Pure Immagination” di Bricusse e a “The Shaadow of Your Smile” di Mandel: note immortali che “legano le memorie, l’intervallarsi delle scene, restituiscono i sentimenti e le atmosfere di uno dei momenti più bui della storia dell’Umanità”. Doloroso e difficile anche da mettere in scena, poiché più che “descrivere” deve assumersi il compito di “suggerire”: una sorta di “non scena”, sottolinea ancora Morgese “che disegna percorsi mentali, che imprigionano o si schiudono alla speranza; una recitazione prosciugata che non cerca compiacimenti né virtuosismi; una musica eletta che non cerca melodie; un tentativo di coinvolgerci tutti in un ineludibile senso di colpa”.
Per info: “Onda Larsen – Spazio Kairòs”, via Mottalciata 7, Torino; tel. 339/3881949 o www.ondalarsen.org
g.m.
Nelle foto di Federica Di Benedetto: Manuele Morgese in alcune scene dello spettacolo
Lunedì si sono svolti i controlli interforze, nel quartiere Barriera di Milano, ad opera della Polizia di Stato insieme a personale dell’Esercito Italiano.
Durante l’attività è stato arrestato un giovane marocchino di trent’anni gravemente indiziato di furto con strappo e denunciato un coetaneo di origini ecuadoriane per resistenza a pubblico ufficiale.
Nel primo caso gli operatori, giunti all’intersezione tra Corso Palermo e Largo Giulio Cesare, notano l’atteggiamento sospetto di un giovane di origine magrebina che, dopo essersi avvicinato ad una donna cinese, le strappa con un movimento repentino lo zaino che la stessa aveva posizionato sulla propria valigia.
Gli uomini della Polizia di Stato riescono a intercettarlo bloccandogli le vie di fuga, potendo così procedere al suo arresto per furto con strappo e alla successiva traduzione in carcere. Il giovane, infatti, è risultato avere precedenti specifici.
In Via Sesia, invece, un’altra pattuglia ha denunciato per resistenza a pubblico ufficiale un giovane ecuadoriano che, in evidente stato di alterazione psicofisica, si opponeva attivamente al controllo degli operatori.
Il folk elettronico di YA TOSIBA
Performance nell’ambito del public program della mostra Trad u/i zioni d’Eurasia
a cura di Chiara Lee e freddie Murphy
Giovedì 25 gennaio 2024 ore 18.30
MAO Museo d’Arte Orientale, Torino
Folk elettronico che riscrive e si riappropria delle tradizioni poetiche orali del Caucaso per il quarto appuntamento del public program di Trad u/i zioni d’Eurasia.
Nato dalla collaborazione tra la musicista e cantante azera Zuzu Zakaria e il produttore finlandese Tatu Metsätähti, Ya Tosiba unisce elettronica, strumenti suonati dal vivo e la tradizione poetica orale del Caucaso in un suono moderno e accattivante.
L’ultimo album di Ya Tosiba ASAP Inşallah (Huge Bass, 2023) trasporta l’ascoltatore in un viaggio globale, con influenze che vanno dai norvegesi Center of the Universe, al francese Poborsk, dall’ucraina Zavoloka, agli svedesi Pavan e Daniel Savio fino ad arrivare all’azero Rahman Memmedli.
Quattro dei brani dell’album attingono al generemeykhana, uno stile di musica nuziale improvvisata azera, con “battaglie di poesie” accompagnate da una chitarra elettrica microtonale. Bandito durante il periodo comunista, il meykhana ha visto una rinascita dopo la caduta dell’Unione Sovietica nei talent show televisivi, sebbene sia ancora considerato una forma di cultura bassa. Zakaria presenta un approccio molto personale al genere, sovvertendone sia le tradizioni di genere che quelle musicali. “Le donne non sono invitate a questo rituale, fatto da uomini per uomini, e questo rende senza dubbio ancora più importante per me continuare a farlo” dice.
Mentre Zakari canta in azero, la narrazione diASAP Inşallah prende vita. Tutti i testi dell’album riprendono poesie e testi tradizionali con racconti che narrano della tensione tra romanticismo e guerra, sesso e genere, natura e tecnologia, politica e società. Sebbene le storie siano varie e alcune abbiano una base storica, tutte attingono a questa tensione; è il peso della storia contro la promessa del domani.
Il calendario completo degli eventi sul sito.
Tariffe: 15 € intero e 10 € ridotto studenti acquistabili presso la biglietteria del Museo il giorno del concerto.
16 € intero con prevendita sul sito.
All’Auditorium Rai di Torino l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI e Dmitry Matvienko
Giovedì 25 e venerdì 26 gennaio l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI dedica al Giorno della Memoria il suo programma musicale, con il debutto sul podio dell’OSN RAI di Dmitry Matvienko. Classe 1990, si è aggiudicato nel 2021 il primo premio e il premio del pubblico alla Malko Competition di Copenaghen, uno dei più prestigiosi concorsi per direttore d’orchestra. Il concerto di giovedì 25 gennaio, in programma alle 20:30, sarà trasmesso in diretta su Radio 3. La replica di venerdì 26 gennaio, alle ore 20:00, è proposta in prima serata su Rai 5 alle 21:15.
La serata si apre con i versi della poesia di Wislawa Szymborska, Nobel per la Letteratura 1996, interpretati dall’attrice Marta Cortellazzo Wiel. La Szymborska getta uno sguardo profondo su ciò che accade dopo una guerra, la ricostruzione, perché “dopo ogni guerra c’è chi deve ripulire”. In fondo, un po’ di ordine, da solo non si fa. Si prosegue con due movimenti: dal “Quatuor pour la fin du temp” che Oliver Messiaen scrisse alla fine del 1940 in campo di concentramento. Il terzo, “Abimes des oiseaux”, e il secondo, “Vocalise, pour l’Ange qui annonce la fin du temps”. A eseguirli sono chiamate le prime parti dell’Orchestra RAI Roberto Ranfaldi, violino di spalla; Enrico Maria Baroni, clarinetto; Pier Paolo Toso, violoncello, a cui si aggiunge Andrea Rebaudendo al pianoforte. Messiaen fu chiamato alle armi nel 1939 con l’entrata in guerra del suo Paese, la Francia. Catturato dai tedeschi, fu trasferito a Görlitz, in Slesia, al confine con la Polonia, dove trascorse un anno e dove scrisse il Quatuor, che fu eseguito il 15 gennaio 1941 davanti a 5000 prigionieri del lager Stalag VIII – A.
In chiusura il direttore Matvienko proporrà la Sinfonia n. 8 in Do minore op. 65 di Dmitry Šostakovič, composta nell’estate del 1942, quando i tedeschi stavano abbandonando l’Unione Sovietica dopo una guerra di logoramento che aveva lasciato sul terreno ghiacciato dell’inverno russo un enorme numero di vittime. Il regime si attendeva dal compositore un’opera celebrativa della vittoria bellica, ma Šostakovič era troppo provato, come il suo popolo, per approdare a toni trionfalistici. La Sinfonia tenta di guardare oltre, di celebrare il coraggio della resistenza, ma lascia trasparire un profondo senso di catastrofe che pone in ombra i valori positivi, e che non fu particolarmente apprezzata alla prima esecuzione avvenuta a Mosca il 4 novembre 1943 sotto la direzione di Evgenij Mravinskij.
La Sinfonia n.8 fu scritta in un momento particolarmente drammatico per la storia dell’URSS, impegnata in una guerra massacrante e spaventosa contro la Germania nazista. Anche se il musicista non fa riferimenti specifici ad un programma, è evidente come il pesante clima di quell’anno si accumuli gravemente su tutta la Sinfonia, concepita come una dolorosa e accorata riflessione sull’esperienza bellica, nel frangente temporale in cui l’armata del generale Von Paulus veniva disintegrata a Stalingrado. In modo più netto rispetto alla Sinfonia n. 7, la celebre ‘Sinfonia di Leningrado’, Šostakovič nell’Ottava si riallacciava alla tradizione romantica di Berlioz, Liszt, Mahler, Borodin e soprattutto Cajkovskij, realizzando un ampio quadro musicale sull’idea dell’uomo costretto a vivere la tragedia della guerra. Non mancano reclamazioni e strappi retorici pur nel rispetto, in linea di massima, di un equilibrio tra forma e invenzione, degno della tempra di sinfonista quale lui è stato, e che gli doveva apertamente riconoscere lo stesso Schoenberg.
I biglietti del concerto sono in vendita sul sito dell’OSN RAI e presso la biglietteria dell’Auditorium RAI “Arturo Toscanini”
Info: 011 8104653
Mara Martellotta
|
|
Proseguono le iniziative collegate alla grande mostra dedicata a Tim Burton, aperta fino al 7 aprile prossimo al museo Nazionale del cinema di Torino. In occasione del Carnevale il Museo alla Mole Antonelliana propone un concorso dedicato ai fan di Tim Burton.
Dal 7 al 13 febbraio i visitatori troveranno all’interno del percorso di mostra una postazione allestita come un ‘Dance corner’ con faretti e fondale dedicati. Chi lo desidera potrà sfruttare lo spazio per ricreare, con un video, la celebre coreografia di ballo di mercoledì Addams, diventata virale sui social con la canzone dei The Cramps- Goo to muck.
Il concorso avrà luogo sulle pagine social del Museo Nazionale del Cinema e le cinque performance che avranno più like verranno premiate con una box esclusiva contenente una selezione del merchandising della mostra e il più votato riceverà una vip card della durata di un anno che darà accesso gratuito agli spazi del museo e al Cinema Massimo.
“Carnevale è l’occasione perfetta per dare ai nostri visitatori la possibilità di cimentarsi con il ballo di mercoledì, diventato uno dei trend più famosi sui social- sottolineano Enzo Ghigo e Domenico De Gaetano, rispettivamente presidente e direttore del Museo Nazionale del cinema. In questi mesi molte delle oltre 280 mila persone che hanno visitato la mostra di Tim Burton erano vestite come i suoi personaggi. Abbiamo quindi pensato alla possibilità di ricreare questo Dance corner che avrebbe dato l’opportunità a tutti di sentirsi per un minuto Mercoledì Addams. Questa è anche la magia del mondo di Tim Burton!”.
Mara Martellotta
Oggi sciopero del trasporto pubblico locale
IL SERVIZIO DI TRASPORTO PUBBLICO LOCALE SARÀ COMUNQUE GARANTITO NELLE SEGUENTI FASCE ORARIE:
- Servizio URBANO-SUBURBANO, METROPOLITANA, CENTRI DI SERVIZI AL CLIENTE: dalle ore 6.00 alle ore 9.00 e dalle ore 12.00 alle ore 15.00.
- Servizio EXTRAURBANO, Servizio bus sostitutivo ferrovia SfmA Torino – Aeroporto – Germagnano – Ceres: da inizio servizio alle ore 8.00 e dalle ore 14.30 alle ore 17.30
Sarà assicurato il completamento delle corse in partenza entro il termine delle fasce di servizio garantito.
Lo sciopero potrà avere ripercussioni anche sui diversi servizi gestiti da GTT, con conseguenti possibili disagi per la clientela.
Per maggiori dettagli sulle motivazioni dello sciopero, clicca qui.
