
Si è chiuso l’iter economico legato alla costruzione del Palazzo della Regione Piemonte con un accordo bonario tombale equivalente a 3,1 milioni di euro a fronte di una richiesta da parte dei soggetti che avevano realizzato parte dell’opera pari a 17 milioni di euro.
La controparte ha infatti accettato la transazione proposta dall’assessore al Patrimonio Gian Luca Vignale approvata dalla Giunta lo scorso 22 settembre che, ad accordo raggiunto e cadute le clausole di riservatezza, è stata pubblicata oggi sul Bollettino Ufficiale.
“Grazie a questa proposta si mette fine alle vicende legate alla realizzazione dell’edificio di Piazza Piemonte. Come è noto sul grattacielo abbiamo ereditato una situazione difficile e siamo riusciti, con determinazione, a concludere i lavori e trasferire tutto il personale nella nuova sede che è pienamente operativa dal 2023. Con questa transazione concludiamo anche le questioni legali garantendo all’ente un importante risparmio rispetto alle richieste avanzate. Degli oltre 17 milioni di rilievo si chiude con un accordo bonario di 3 milioni, come certificato anche dai tecnici e dall’avvocatura regionale. Questo rappresenta una soluzione vantaggiosa per l’ente e consente di mettere fine alle controversie e pendenze non ancora affrontate o definite con le aziende costruttrici”, affermano il presidente Alberto Cirio e l’assessore Gian Luca Vignale.
La Capogruppo del Gruppo consiliare di Forza Italia, Federica Scanderebech, è intervenuta in Consiglio Comunale per denunciare la situazione ormai insostenibile del parcheggio sotterraneo GTT di piazza Sofia, da anni teatro di vandalismi, furti e danneggiamenti che colpiscono decine di cittadini. L’interpellanza ha riportato al centro del dibattito una ferita aperta della mobilità torinese, un nodo strategico quotidianamente utilizzato da pendolari, lavoratori e famiglie.
“Tra il 30 e il 31 maggio, e poi ancora a fine luglio 2025, decine di auto sono state devastate e saccheggiate. È solo l’ennesima replica di una situazione che va avanti da anni e che riguarda non solo piazza Sofia, ma anche altri parcheggi GTT come piazza Abba e l’area Stura. Non parliamo di episodi isolati: è un fenomeno ricorrente, conosciuto e mai affrontato con decisione. I cittadini pagano un servizio pubblico, ma vengono lasciati in balìa dei vandali.”
“La discussione di oggi ha riportato risposte non del tutto soddisfacenti. L’Amministrazione deve finalmente assumersi la responsabilità di una scelta chiara: considerare piazza Sofia un parcheggio di interscambio strategico – e quindi garantirgli misure adeguate di sicurezza, monitoraggio e manutenzione – oppure dichiarare apertamente che non è una priorità.”
Conclude SCANDEREBECH : “Accogliamo positivamente l’ipotesi di un presidio di sicurezza fisso: è un primo passo, un risultato che chiediamo da tempo. Ma non deve diventare un alibi per fermarsi. La città vive un’escalation di vandalismi che colpisce troppi parcheggi e zone sensibili. Questo dimostra che l’attuale gestione non è più sufficiente. Servono investimenti veri, tecnologie efficaci e controlli costanti. Le istituzioni devono prendere in mano la situazione con coraggio e determinazione, restituendo ai torinesi il diritto di muoversi, vivere e lavorare senza paura. Basta interventi tampone: è il momento delle soluzioni strutturali.”
“La pre-intesa tra Stato e Regione Piemonte che sarà firmata mercoledì dal Ministro Calderoli e dal Governatore Cirio rappresenta un tassello fondamentale nel percorso verso la concreta applicazione dell’Autonomia differenziata, risultato fortemente perseguito dalla Lega a supporto dello sviluppo dei nostri territori e, ricordiamolo, previsto dalla nostra Costituzione. Protezione civile, Previdenza complementare integrativa, Professioni, Coordinamento della finanza pubblica in ambito sanitario sono le prime quattro materie (le prime tre non Lep, la quarta Lep) su cui il Piemonte è al lavoro da tempo, in parallelo a Veneto, Lombardia e Liguria. Autonomia e sussidiarietà sono un vantaggio per tutti, e una forma di riequilibrio importante per una Regione come il Piemonte, che vanta nei confronti dello Stato un residuo fiscale annuo di circa 10 miliardi di euro.
Non solo: una volta ottenuta l’Autonomia, l’obiettivo deve essere trasformare l’Italia in uno Stato federale, con un numero maggiore di competenze legislative esclusive per le Regioni e uno Stato sempre più snello. Avvicinare le decisioni sempre di più ai cittadini e ai territori è la nostra missione. Questo è un passaggio che arriva dopo anni di battaglie parlamentari del nostro Gruppo, dopo due referendum in Lombardia e Veneto, dopo svariati tentativi sempre bloccati dallo Stato centrale. Grazie al Ministro Calderoli e al Segretario Salvini per averci portato fin qui. E un pensiero a Umberto Bossi, a cui tutti noi ci ispiriamo nella nostra battaglia autonomista”.
Così l’on. Riccardo Molinari, capogruppo della Lega alla Camera e segretario della Lega in Piemonte, commenta la firma della pre-intesa tra Ministro per gli Affari regionali e le Autonomie e Regione Piemonte.
Scoppia un incendio in una carrozzeria: tre auto distrutte dalle fiamme. È accaduto nella serata di ieri in via De Sanctis, presso la carrozzeria Mondial, nel quartiere Pozzo Strada. In un post condiviso su Facebook si vede una colonna di fumo molto alta che si alza dal capannone, visibile anche a chilometri di distanza. Le fiamme si sono propagate all’interno dell’officina coinvolgendo tre vetture parcheggiate.
Gli interventi di spegnimento sono proseguiti per diverse ore e hanno richiesto l’intervento di più squadre dei vigili del fuoco. I danni alla struttura sono significativi ma fortunatamente non risultano feriti.
Sono ancora in corso gli accertamenti sulla ricostruzione dei fatti e sull’origine del rogo, affidati ai carabinieri del Nucleo Radiomobile.
VI.G
Poirino, Cia Agricoltori: “No ai mega-impianti”
Cia Agricoltori delle Alpi lancia l’allarme contro il progetto di installazione di due nuovi lotti agrivoltaici da 75 e 69 ettari, previsti nel territorio comunale di Poirino, in area limitrofa a un impianto fotovoltaico già operativo di 20 ettari.
Il presidente provinciale Stefano Rossotto parla di “dimensioni insostenibili e incompatibili con la vocazione agricola del territorio”, sottolineando come la superficie complessiva “superi ogni criterio di buon senso e rappresenti un consumo di suolo senza precedenti”.
«Non siamo davanti a impianti pensati per supportare l’agricoltura – osserva Rossotto -, ma a operazioni speculative che sottraggono terreno fertile alle aziende agricole, alterano il mercato fondiario e mettono gli agricoltori in una posizione di totale svantaggio. A queste condizioni, il rischio è che i terreni diventino strumenti finanziari e non più risorse produttive, con un impatto devastante sui prezzi e sulla stessa sopravvivenza delle imprese agricole».
Rossotto richiama un precedente diventato simbolico: «A Carmagnola, un paio d’anni fa, abbiamo condotto una battaglia analoga e alla fine il progetto venne bloccato. È la dimostrazione che quando ci sono criticità evidenti, è possibile intervenire e riportare equilibrio tra esigenze energetiche e tutela dell’agricoltura».
Cia Agricoltori delle Alpi ribadisce che la sua non si tratta di una posizione pregiudizialmente contraria alle energie rinnovabili: «Siamo favorevoli agli impianti che integrano e potenziano l’attività agricola, come il fotovoltaico su capannoni, tettoie e stalle – puntualizza Rossotto -, che permette alle aziende di ridurre i costi energetici senza sottrarre terreno produttivo. Quello che contestiamo sono i mega-impianti calati dall’alto, che compromettono l’ambiente, riducono la disponibilità di suolo agricolo e contrastano con le finalità dell’imprenditoria agricola stessa».
Rossotto rilancia la necessità di una “transizione energetica che sia davvero sostenibile, non di un modello che sacrifica l’agricoltura per logiche speculative mascherate da innovazione”: «L’energia rinnovabile è un’opportunità – ribadisce Rossotto -, ma va governata con responsabilità etica, ambientale e territoriale».
Le leggende aurifere della Bessa
La Riserva Naturale della Bessa, situata tra Biella e Ivrea, copre i comuni di Borriana, Cerrione, Mongrando e Zubiena, e si caratterizza per il suo paesaggio unico, fatto di morene e formazioni rocciose che ricordano un deserto lunare. La riserva ha un grande valore naturalistico, grazie alla presenza di rocce trasportate dai ghiacciai e alla colonizzazione di licheni, muschi e piante locali.
Leggi l’articolo su piemonteitalia.eu: https://www.piemonteitalia.eu/it/esperienze/le-leggende-aurifere-della-bessa
Credito fotografico: Foto di Gianni Innocenti e Maria Chiara Sibille
Debutta al teatro Gobetti, martedì 18 novembre prossimo, alle ore 19.30, la pièce teatrale “Eretici – il fuoco degli spiriti liberi”, scritto, diretto e interpretato da Matthias Martelli. Lo spettacolo intreccia le vite di donne e uomini che nei secoli hanno percorso strade diverse da quelle indicate. Si tratta di scienziati, filosofi, artisti, pittori, giornalisti e liberi pensatori che hanno scelto di essere dissidenti, rischiando la loro stessa esistenza. Martelli intreccia le vite di questi spiriti liberi e narra come il loro pensiero ardente abbia oltrepassato il tempo. Esempi ne sono Giordano Bruno, Galileo, Caravaggio e Pasolini, passando per streghe e papesse rivoluzionarie, fino a giungere ai nostri tempi. Sulla scena lo stesso Matthias Martelli e tre cantanti: Laura Capretti, Flavia Chiacchella e Roberta Penta, che disegnano con voce e corpo personaggi, epoche, luoghi e storie, unendo il tragico al comico, il grottesco alla poesia, per scoprire che gli eretici sono ancora fra noi. Le musiche originali sono di Matteo Castellan, i costumi di Roberta Spegne.
“Ho scritto ‘Eretici’ – dichiara Matthias Martelli parlando della drammaturgia – tenendo presente quello che sarebbe accaduto sul palco. Uno spettacolo giullaresco non è mai una narrazione lineare, vigono le leggi di un linguaggio fisico e letterario. Questo tipo di testo teatrale è un esempio di letteratura corporea, e risulta tanto più ricco, tanto più sensi tiene l’occhio rivolto sulla scena. ‘Eretici’ è il soggetto ideale per questo tipo di scrittura, data la varietà rei luoghi e dei personaggi. Con un tema così vasto nel tempo e nello spazio, le atmosfere e i protagonisti si moltiplicano, ampliando le loro possibilità creative. Contemporaneamente ho cercato di mantenere un costante umorismo presente in ogni storia tragica. Basta un cerchio di luce, un cambio di intenzione per passare dall’ironia al dramma, dallo sghignazzo alla poesia. Mentre la tragedia travolge ed emoziona, la comicità aiuta lo spettatore a illuminare il racconto con spirito distaccato. L’ironia emerge dalla Storia, spesso involontariamente paradossale, e poi al gioco scenico, corporeo e vocale, dai cambi di ritmo e dai grammelot. In ‘Eretici’ lo spettatore non deve mai stare comodo sulla sedia; è spinto a partecipare, ad alzare l’anima dalla poltrona, pèrche gli eretici ci stimolano continuamente ad agire. Lo spettacolo è stato scritto tenendo a mente un concetto allargato di eresia. L’eretico non è solo il ribelle religioso, ma chi sceglie di percorrere la strada meno battuta, attraversando il suo tempo in direzione ostinata e contraria”.
Info: teatro Gobetti, via Rossini 8, Torino – orari: martedi, giovedi 19.30/ mercoledi e venerdi 20.45 / sabato ore 16 e 19.30 / domenica ore 16
Biglietteria: teatro Carignano, piazza Carignano 6, tel: 011 5169555
Mara Martellotta
E’ accaduto la notte dello scorso 5 novembre, intorno alle 2.30, in una strada non molto
distante dal centro di Cirié . Un venticinquenne del posto, già conosciuto ai militari della
Tenenza, aveva chiamato un taxi che da Torino lo riportasse a casa.
Una volta però arrivato nei pressi del suo domicilio, ha obbligato il tassista ad accostare e a farlo
scendere, ingaggiando una colluttazione e minacciandolo con un oggetto appuntito – poi scoperto
dai carabinieri essere probabilmente una penna smontata – facendosi consegnare 200 euro in
contanti. La chiamata al 112 ha fatto scattare l’immediato intervento di una pattuglia dei carabinieri,
che nel giro di poco meno di mezz’ora è riuscita a rintracciare l’uomo. Addosso, perquisendolo, i
militari gli hanno trovato quello che probabilmente è stato l’oggetto utilizzato per minacciare il
tassista: una penna in metallo spesso che smontata sembrava in un primo momento essere un
cacciavite.
Tutte le fasi della rapina sono state riprese da una telecamera di videosorveglianza di zona, le quali,
insieme alla preziosa testimonianza della vittima, hanno consentito di individuare l’autore del fatto
e a sottoporlo a fermo. In sede di convalida della misura precautelare, il Giudice per le Indagini
Preliminari , come richiesto dal Pubblico Ministero della Procura di Ivrea, ha applicato la misura
della custodia cautelare in carcere, ritenendo sussistenti i gravi indizi emersi a carico del
venticinquenne, attualmente ristretto presso il carcere di Ivrea (TO).
