POLITICA
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Elezioni regionali, astensionismo e carenza di classe dirigente
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Un libro in cui l’avvocato Annalisa Libré si interroga sulle motivazioni profonde che riguardano le libere professioni
È stato pubblicato, per i tipi di Mind Edizioni, il libro dell’avvocato Annalisa Libré dal titolo “ECCO – 4 leve strategiche per la tua professione”. Si tratta di un’opera che è anche un manuale tascabile ricco di spunti motivazionali per chiunque voglia sviluppare competenze trasversali, la gestione delle emozioni, di una comunicazione efficace, della leadership, della negoziazione in contesti complessi e l’ottimizzazione efficace del tempo, arricchito con esercizi pratici e pensato per essere modulato su misura per ciascun professionista.
In sostanza questo libro aiuta ad andare in profondità, ponendosi domande spesso scomode e controcorrente al fine di trasformare le difficoltà in opportunità.
“In effetti, a volte, può succedere di scalare una montagna con tanta fatica e poi, arrivati in cima, scoprire che quello che stiamo vedendo non è il panorama che ci saremmo aspettati – ha dichiarato l’autrice Annalisa Libré – È quindi importante ripartire da sé, dai propri valori e dallo scopo più grande che ci muove per ricreare una armonia tra la nostra identità e quelli che sono gli obiettivi, in modo che le nostre azioni diventino leve strategiche di valore”.
“ Questo libro è nato nel marzo 2023, alle Canarie, frequentando il MICAP- Master Internazionale in Coaching ad Alte prestazioni – ha proseguito Annalisa Libré – dove in tre anni di percorso ho allenato la tenacia, la costanza e la resilienza, superando alcune prove che inizialmente pensavo impossibili per me. La certificazione che ho conseguito in PNL coaching, negoziazioni complesse e leadership in azione, è un simbolo che mi ricorda le esperienze che ho vissuto e le abilità che ho allenato per raggiungere la consapevolezza che il successo è rappresentato da una serie di piccole vittorie quotidiane”
“Spinta dalla solitudine che ho provato nel compiere scelte cruciali nell’ambito della mia professione, quelle scelte strategiche che fanno la differenza tra un risultato nefasto e uno auspicato – prosegue l’autrice – ho scritto questo libro in una dimensione di ricerca del sottile equilibrio tra la paura di sbagliare e l’ambizione di dare sempre il meglio di me, interiorizzando man mano la consapevolezza del coraggio e della responsabilità che caratterizzano la libera professione”.
“Ad un certo punto mi sono fermata e mi sono chiesta: per chi e per che cosa faccio ciò che faccio? Qual è il mio scopo più grande? Sto andando nella giusta direzione? I miei obiettivi sono coerenti con i miei lavori? Nel rispondere a queste domande ho ribaltato il paradigma del “fare” con quello dell’”essere”. Nel libro sono partita dalla mia storia, dalle mie cadute e conseguenti rinascite, dai miei momenti di difficoltà e di ispirazione, consapevole che ogni professionista è nudo, solo con se stesso, nelle decisioni che contano”.
“ECCO” non è solo un libro, è un metodo pratico, applicabile fin da subito, che veste il professionista con le sue migliori esperienze, competenze e capacità, per permettergli di cogliere e creare le opportunità che merita.
Mara Martellotta
Ogni anno il Black Friday porta con sé un’ondata di acquisti spinti da sconti e promozioni che ci fanno sentire obbligati a comprare. Il risultato? Milioni di prodotti destinati a un utilizzo minimo o nullo, spesso abbandonati nei cassetti o trasformati rapidamente in rifiuti, molti dei quali in plastica. Una plastica che, troppo spesso, finisce a inquinare i nostri fiumi, le nostre spiagge, il nostro mare. In questo scenario, Plastic Free Onlus propone una riflessione e una scelta alternativa: fare scelte consapevoli, sostenendo cause realmente utili.
“Durante il Black Friday – spiega Luca De Gaetano, Presidente di Plastic Free – ci facciamo spesso sedurre dall’idea di risparmiare, ma finiamo per acquistare oggetti inutili, alimentando sprechi e inquinamento. Con le nostre idee solidali, invece, l’utilità è concreta: ogni prodotto sostiene progetti contro l’inquinamento da plastica”.
I prodotti solidali di Plastic Free Onlus permettono infatti di finanziare iniziative ambientali in tutta Italia: raccolte di rifiuti, giornate di sensibilizzazione nelle scuole, azioni di tutela del territorio e progetti di ricerca scientifica.
“Il Black Friday passa – conclude De Gaetano – ma le scelte utili restano. Puoi fare la differenza anche con un piccolo gesto, che diventa un contributo reale per l’ambiente”.
Sul sito dell’organizzazione sono disponibili “torroni per la ricerca”, decorazioni natalizie, bottiglie in vetro, felpe, t-shirt, borracce, shopper, posaceneri tascabili e tazze in ceramica a marchio Plastic Free: un regalo che vale doppio, per chi lo riceve e per il pianeta.
Ulteriori info su www.plasticfreeonlus.it/regali-solidali
Mara Martellotta
Torino, 26 novembre 2025 – Un’altra delle richieste presentate dalle Associazioni delle Aziende agricole piemontesi trova riscontro nella normativa grazie a un emendamento al Piano stralcio Agricoltura presentato dal Consigliere Sergio Bartoli (Lista Civica Cirio Presidente Piemonte Moderato e Liberale), Presidente della V Commissione Ambiente del Consiglio regionale, approvato oggi dall’Assemblea di Palazzo Lascaris. Le coperture alle concimaie realizzate entro i cinque anni precedenti all’adozione del Piano regionale della Qualità dell’Aria andranno adeguate affinché vengano rispettati i nuovi limiti alle emissioni inquinanti entro il 2030 e non più entro i cinque anni dall’approvazione del Piano Stralcio, cioè il 2028.
“L’emendamento che ho presentato e che è stato approvato dal Consiglio regionale con l’avallo della Giunta – commenta Sergio Bartoli –, permette di allineare tutte le scadenze previste nel Piano, evitando una data intermedia, quella del 2028, che non appare in nessuna altra previsione del Piano Regionale della Qualità dell’Aria. Il PRQA, infatti, prevede una serie di misure volte rientro delle emissioni entro gli attuali limiti con scadenza 2025 e una seconda serie di prescrizioni, volte ad una ulteriore riduzione degli inquinanti presenti in aria ambiente, con scadenza al 2030, finalizzate al rispetto dei valori, non vincolanti, previsti nell’ambito della Organizzazione Mondiale della Sanità. Le Aziende potranno così pianificare, anche economicamente, gli interventi necessari per il nuovo adeguamento entro una scadenza già indicata nella normativa”.
Casa distrutta a causa di un incendio. È successo questa mattina in frazione Sant’Anna di Novalesa. Le fiamme, partite da un locale usato come magazzino, hanno richiesto l’intervento di sei squadre dei vigili del fuoco provenienti da Susa, Borgone e Torino Centrale. Sul posto anche i carabinieri della compagnia di Susa. L’incendio è stato domato dopo un lungo lavoro e sono poi iniziate le operazioni di messa in sicurezza dell’area. Nessun ferito, ma l’agibilità dell’edificio dovrà essere valutata. Le cause sono ancora da accertare, anche se al momento sembrano accidentali.
VI.G
La donna è stata bloccata dai sanitari che hanno salvato la piccola: ora è sotto inchiesta, risponde di tentato omicidio.
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Partorisce in casa e tenta di gettare la figlia nel water: fermata
La presentazione ufficiale del progetto del nuovo ospedale di Torino Nord arriva dopo la conclusione positiva della conferenza dei servizi e il parere favorevole espresso dal Consiglio superiore dei Lavori pubblici. Un passaggio che non rappresenta soltanto un avanzamento tecnico, ma anche un segnale forte sul piano politico e sanitario.
A illustrare i dettagli dell’intervento, nel corso di un incontro presso l’ospedale Maria Vittoria, sono stati il presidente della Regione Alberto Cirio, il sindaco di Torino Stefano Lo Russo, il direttore generale dell’Asl Città di Torino Carlo Picco e il gruppo di progettazione incaricato.
Il presidente Cirio ha ricordato che «Regione, Asl e Comune hanno promosso un ampio confronto e dialogo con tutti i portatori di interessi in tutte le fasi, dalla localizzazione dell’ospedale allo sviluppo del progetto stesso […] Un piano che sta vedendo la realizzazione di 91 case di comunità, 30 ospedali di comunità e 43 centrali operative territoriali in Piemonte, a cui si aggiungono 11 nuovi ospedali e 4 rigenerazioni o ampliamenti», insieme all’assessore alla Sanità Federico Riboldi.
Sulla stessa linea il sindaco Lo Russo, che ha ribadito come «La salute delle torinesi e dei torinesi […] è per noi una priorità assoluta. […] Oggi abbiamo la conferma di aver intrapreso la direzione giusta con il via libera al progetto e tempi definiti, per dotare la città di una struttura strategica per migliorare la qualità di vita dei suoi abitanti».
Per il direttore generale Picco questo passaggio segna un momento decisivo: «per l’Asl Città di Torino questo momento è storico […] Il nuovo ospedale non sarà una semplice struttura sanitaria, ma un polo moderno e innovativo, capace di rispondere concretamente ai bisogni della comunità e, soprattutto, di superare gli attuali e ormai insuperabili limiti di Maria Vittoria e Amedeo di Savoia».
Da qui il percorso avanza verso le fasi operative: entro fine anno il progetto sarà trasmesso all’Inail per la validazione e, successivamente, si procederà con la gara d’appalto che permetterà l’avvio dei lavori.
La struttura sorgerà su circa 60.000 metri quadrati nell’area compresa tra corso Regina Margherita, corso Lecce e corso Appio Claudio, attualmente destinata a luna park. Una posizione ritenuta ideale perché vicina agli ospedali esistenti ma sufficiente ad accogliere un presidio più ampio, con 503 posti letto, 156 in più rispetto agli attuali 347. Sono previste inoltre 8 sale operatorie, 4 sale ibride, 13 sale diagnostiche, il pronto soccorso, il blocco interventistico e la sede del Dipartimento Materno-Infantile dell’Asl.
Il concept architettonico, sviluppato da ATI Project, prevede una piastra centrale con sei torri collegate da un asse principale, integrata da spazi verdi, terrazze, parcheggi e percorsi pedonali. Il progetto punta sulla sostenibilità energetica e sull’uso di materiali a basso impatto, combinando vetrate e muratura per armonizzarsi con il tessuto urbano.
Disponibili 768 posti auto e moto, con stalli anche elettrici e aree dedicate a taxi, biciclette e mezzi sostenibili. Non verrà intaccato il Parco della Pellerina: anzi, a intervento concluso saranno messi a dimora 151 nuovi alberi.
Dal punto di vista della sicurezza idrogeologica, i reparti sanitari saranno collocati oltre 6 metri sopra il livello massimo di esondazione registrato dalla Dora Riparia nella piena del 2000.
Il costo complessivo previsto è di 347,76 milioni di euro, interamente finanziati da Inail. L’entrata in funzione è stimata entro il 2031.
La Stella alla Mole consegnata a una grande attrice
Un monumento. Quando Dame Vanessa Redgrave appare nella sala del Romano, dove l’ha preceduta Franco Nero, sono quasi le 22. È lì per ricevere la “Stella della Mole” che sarà il direttore del Festival Giulio Base a consegnarle e ad assistere al film “The Estate” (proposto al TFF nel segmento “Zibaldone”) che lei ha coprodotto e interpretato e che il figlio Carlo Gabriel Nero ha diretto, in un consorzio familiare di figli e padri, elegante nel suo lungo abito nero, i capelli bianchi raccolti in coda, tutti ci sentiamo davvero insignificanti. Guardiamo soltanto a lei, mentre un rapido filmato ci ricorda le tappe più prestigiose di una strada piena di successi. Con i suoi circa 89 anni e con tutti gli acciacchi dell’età, con i dolori che hanno attraversato la sua vita, Vanessa è ancora lì a cercare dei sorrisi da restituire, a muovere quegli occhi ancora vivissimi, a trovare parole che riempiono la sala di consensi, di affetto, di ammirazione. Una donna che ha fatto e amato il cinema, che lo ha occupato per la intera seconda metà del secolo scorso e oltre ancora – come il teatro, grande interprete shakespeariana, ma anche di Ibsen e di Cechov (nel 2000 fu Ljubov al National Theatre di Londra), di Tennessee Williams e di Eugene O’Neill -, che può contare su circa una novantina di interpretazioni (saltiamo a pie’ pari le prove televisive), che nel ’78 ricevette l’Oscar come migliore attrice non protagonista per “Giulia” di Fred Zinnemann e per l’ambita statuetta ebbe cinque candidature, che riunì due Golden Globe con una decina di candidature, e premi a Venezia (il Leone d’oro alla carriera arrivò nel 2018) e a Cannes. Incontrò registi come Antonioni e Karel Reisz, Tony Richardson che divenne suo marito ed Elio Petri e Sidney Lumet, Tinto Brass e Ken Russell e Michael Apted che la diresse (1979) nel “Segreto di Agatha Christie”, una grande interpretazione forse mai avvalorata in piena giustizia, sui giorni in cui la famosa giallista decise di scomparire dopo i dissapori con il marito, Joseph Losey e James Ivory (“I bostoniani” e “Casa Howard”) e il nostro Zeffirelli, Billie August e Joe Wright (“Espiazione”) e Ralph Fiennes (“Coriolanus”), per citare i più celebri, ma l’elenco non faticherebbe a continuare. Una lunga lunghissima carriera, in cui trovò spazio anche l’impegno politico e la riappacificazione con l’attore italiano – conosciuto sul set di “Camelot” nel ’67, giovanissimi Lancillotto e Ginevra – dei tanti western e del tanto cinema impegnato, il capitano Bellodi del “Giorno della civetta” e “Il delitto Matteotti” per tutti.
Tra loro due, oggi, il figlio Carlo Gabriel a presentare “The Estate”, guardando da vicino – ma non denunciando – al “Giardino dei ciliegi” cecoviano, alterati i nomi ma non l’impianto, mentre lo pone sotto una luce e problematiche e messaggi contemporanei, mentre continua a seguire le vicende di una famiglia di aristocratici (qui trasportati nel verde della vecchia Inghilterra), alle prese con ricordi e debiti, in procinto di perdere la proprietà che da secoli posseggono e l’ampio giardino, mentre si mettono a confronto con le ingiustizie che essi e i precedenti proprietari hanno compiuto: là dove nell’autore russo, alle prime ombre della rivoluzione d’ottobre, tutto resta in filigrana, attraverso le parole sopratutto del giovane ed eterno studente Trofimov, qui da lontane visioni si materializza nei diseredati della terra che premono nel finale alle porte della casa – non è più il vecchio servo Firs a rimanere dimenticato e sepolto al suo interno -, quelli di un tempo e gli immigrati di oggi. A un personaggio, quello della vecchia nonna spinta in carrozzina dal vecchio cameriere, il regista affida questa nuova visione. Mentre continua a raccontarci di Ljubov e della sua svagatezza, della remissività di suo fratello Gaev, dei raggiri e dell’acquisto di Lopachin, l’antico servo maltrattato che ora diventa proprietario, di Anja che si apre a una nuova vita e di Varja che la speranza l’ha ormai persa, delle governanti e del contabile e degli amici. Delle danze che s’accendono e che presto si spengono, mentre la casa si svuota. Nero, il figlio regista, aggiorna, ambienta con impegno seppur troppo verbosamente – con qualche attualità di comodo? -, sorvegliando attentamente azioni e dialoghi, interni ed esterni, potendo contare su un ragguardevole gruppo d’attori, supponiamo di estrazione teatrale, che fa il proprio compito con diligenza: “È più di una semplice storia di famiglia di aristocratici inglesi che cerca di salvare la propria casa ancestrale. Va oltre, affrontando le ingiustizie socioeconomiche profondamente radicate che il nostro mondo intero si trova ad affrontare, e offre una soluzione che non si conforma agli attuali modelli convenzionali. Questo è un argomento che ho studiato ed esplorato per anni, ispirato sia dal grande scienziato sociale americano del XIX secolo, Henry George, sia dal rinomato economista contemporaneo Fred Harrison, produttore associato del nostro film.” Diligente anch’egli ma inevitabilmente il ricordo di chi qui scrive queste note va “anche soltanto” all’edizione magica di Strehler, all’ombrellino di Valentina che si riempiva di foglie, di Santuccio che faceva sbuffare quel piccolo treno di legno messo in scena a ricordargli amaramente l’infanzia.
Elio Rabbione
Nelle immagini, Dame Vanessa Redgrave e un momento del film “The Estate” diretto da Carlo Gabriel Nero




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