Quinto spettacolo della diciassettesima stagione di teatro dialettale sabato 17 febbraio con la compagnia Carla S.
Sabato 17 febbraio prossimo, alle 21, e domenica 18 febbraio prossimo, alle 15.30 presso l’Auditorium Mozart di Ivrea si terrà il quinto spettacolo della diciassettesima stagione di teatro dialettale promossa dalla Cittadella della musica e della cultura di Ivrea e del Canavese.
Salirà sul palco la compagnia teatrale “Carla S”, specializzata nel teatro dialettale piemontese, già ospite delle passate edizioni della rassegna, con lo spettacolo “Robe da Mat” due atti unici di TreMaGi, regia di TreMaGi.
Due atti unici della tradizione del teatro comico popolare piemontese, rivisti e riadattati per trascorrere una serata tutta da ridere, in serena e spensierata allegria.
Ne ‘ Lj ciorgn’ lo spettatore vedrà come si deve adattare alla realtà più stravaganti per carpire la benevolenza altrui, con scarsi, ma esilaranti risultati. In “Ciò per broca” un giovane pretendente, timido e molto imbranato, prende lucciole per lanterne e rischia di vedere il suo fidanzamento andare in fumo.
La compagnia teatrale ‘Carla S.’ viene fondata nel 1975 da alcuni giovani del circolo Michele Rua. Nel 1979 muore Carla Suino, che aveva partecipato fin dall’inizio all’attività della compagnia teatrale e l’associazione acquisisce il suo nome. La compagnia è guidata dai “TreMaGI”, che svolgono insieme il lavoro che precede la realizzazione tecnica del copione, la scelta e l’adattamento del testo, la preparazione delle scene e la regia.
Dal 1994 il gruppo cura la direzione artistica della rassegna di teatro comico piemontese “Tut da rije” presso il teatro Monterosa di Torino.
Cittadella della Musica e della Cultura di Ivrea e del Canavese, corso Massimo D’Azeglio 69
Tel 0125425123.
MARA MARTELLOTTA

Rubrica settimanale a cura di Laura Goria
E’ forse una delle eredità meno note del conflitto: i “figli della polvere”, termine dispregiativo nella lingua vietnamita che sottolineava la consanguineità col nemico. Erano piccoli allo sbando, che il più delle volte le madri-bambine non potevano crescere e sfamare. Diventavano una minoranza etnica segnata dal disonore e sospesa tra due mondi opposti, sempre in bilico su un precipizio fatto di miseria e abbandono.
E’ semplicemente struggente il breve e intensissimo libro che il compagno di Marguerite Duras dedica al suo amore per la grande scrittrice.
Questo prezioso volume è anche il catalogo della mostra “Julia Margaret Cameron. Capturer la beauté” allestita al Jeu De Paume (1 Place de la Concorde) a Parigi fino al 28 gennaio 2024.
Questo libro aggiunge ulteriori notizie sul carattere e l’epoca della fotografa. Ed è corredato da altre splendide immagini. Una carrellata di foto e aneddoti che ci trasmettono in modo più esaustivo e approfondito alcuni aspetti dell’Inghilterra degli anni 60 e 70 dell’Ottocento; una fase improntata ad un forte individualismo che le foto della Cameron esprimono molto bene.