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ESCP e Fondazione Collegio Carlo Alberto per la ricerca manageriale

ESCP Business School e Fondazione Collegio Carlo Alberto celebrano oggi la loro partnership strategica con un evento che segna l’inizio di una fruttuosa collaborazione accademica e di ricerca.

 

“Attraverso la sinergia tra le nostre istituzioni, creiamo un ecosistema fertile per lo sviluppo di idee e progetti che possano affrontare con approcci nuovi le sfide del mondo accademico e manageriale. La collaborazione con il Collegio Carlo Alberto rappresenta un esempio tangibile di come la creazione di una massa critica di ricercatori altamente qualificati sia fondamentale per generare innovazione,” – afferma la Prof.ssa Alberta Di Giuli, Direttrice di ESCP Business School Torino Campus.

“Siamo molto fieri di questa collaborazione con ESCP, una delle migliori business school europee, che rafforza le attività del Collegio rivolte alla formazione manageriale e al mondo delle imprese, favorendo la costruzione di programmi per il nostro territorio alla frontiera internazionale della didattica e della ricerca” afferma il Prof. Giorgio Barba Navaretti, Presidente della Fondazione Collegio Carlo Alberto.

L’evento coinvolge rappresentanti delle due istituzioni, membri del corpo docente e studenti della prima edizione della specializzazione in “Managerial Economics and Business Strategy” del Master in Management, erogata a partire da gennaio 2025. Questo percorso altamente innovativo mira a fornire agli studenti strumenti avanzati di analisi economica e strategica per affrontare le sfide sempre più complesse del mondo degli affari. Il programma, caratterizzato da un curriculum rigoroso e un approccio pratico, integra lezioni teoriche con casi studio e progetti applicati. Tra le tematiche trattate, spiccano Firm Strategic Behaviour, Behavioural Economics and Strategy, Business Analytics for Strategic Decisions, Empirical Methods, e Macroeconomics for Managerial Decisions, con l’obiettivo di formare leader capaci di prendere decisioni strategiche basate su dati e modelli analitici.

Questa collaborazione sancisce un importante passo avanti nella promozione di programmi accademici di alto livello e nello sviluppo di competenze innovative nel campo della strategia manageriale e dell’economia aziendale. Le attività congiunte previste riflettono una visione comune basata sull’eccellenza nella formazione e sulla produzione di conoscenze all’avanguardia, con ricadute significative per gli studenti, i ricercatori e il mondo delle imprese.

 

Un altro importante asse di collaborazione è rappresentato dai seminari di ricerca congiunti, un ciclo di oltre dieci incontri accademici che vedrà protagonisti studiosi di fama internazionale. Questi seminari rappresentano una piattaforma di dialogo di eccellenza, in cui i ricercatori presenteranno e discuteranno progetti innovativi, con particolare attenzione a nuove prospettive teoriche e metodologiche. Alcuni seminari si svolgeranno presso la sede torinese di ESCP, altri presso il Collegio Carlo Alberto, favorendo un’interazione continua tra le due istituzioni. Oltre a promuovere lo scambio di idee, i seminari puntano a consolidare una comunità accademica dinamica e a stimolare il networking tra esperti e studenti.

Infine, un workshop di ricerca annuale, la cui prima edizione è prevista per il 5 e il 6 giugno 2025, rappresenterà un momento chiave per il consolidamento della collaborazione. Questo evento di alto profilo vedrà la partecipazione di accademici e professionisti da tutto il mondo che illustreranno le ultime tendenze e risultati nel campo degli intermediari finanziari e della finanza aziendale.

 

Il Collegio Carlo Alberto, riconosciuto per il suo prestigio nell’ambito della ricerca economica e sociale, rappresenta quindi un partner di grande valore per ESCP Business School. La collaborazione si inserisce in un contesto di eccellenza condivisa, con l’obiettivo di contribuire in modo significativo al progresso della conoscenza e alla formazione di una nuova generazione di leader capaci di innovare e competere a livello globale.

Sopralluoghi al Giolitti e al Galilei Ferrari di Torino

Proseguono le visite della Città metropolitana di Torino negli istituti scolastici superiori per monitorare gli interventi di manutenzione già effettuati e programmare quelli futuri. Il direttore generale della Città metropolitana, accompagnato dai tecnici dell’edilizia scolastica, venerdì 24 gennaioha effettuato sopralluoghi all’Istituto di Istruzione Superiore Giolitti in via Alassio 20 e all’Istituto Professionale Galilei Ferrari in via Lavagna 8 di Torino.

Istituto Giolitti di via Alassio 
La dirigente scolastica Franca Zampollo ha presentato le principali priorità dell’Istituto Giolitti, che accoglie circa 800 studenti nei corsi di Tecnico per il Turismo, Enogastronomia e Ospitalità Alberghiera. Grazie ai fondi del PNRR, la Città metropolitana ha già effettuato interventi significativi, tra cui la sostituzione di serramenti, infissi, controsoffitti e l’installazione di un impianto di illuminazione LED. Sono stati completati anche i lavori sull’impiantistica del laboratorio di cucina e sugli spogliatoi.
Tra le necessità emerse, è stata evidenziata l’urgenza di intervenire sulla protezione dei termoprotettori delle palestre per migliorarne la sicurezza e la funzionalità che è già stata presa in carico.
Istituto Galilei Ferrari di via Lavagna
L’Istituto professionale Galilei Ferrari accoglie circa 450 studenti, offre un corso serale e dispone di una succursale in via Gaidano 126.
Durante la visita con la dirigente scolastica Antonella Capitanio, sono stati evidenziati i miglioramenti già apportati, come la sistemazione delle facciate, la sostituzione degli infissi, gli interventi nell’auditorium e le operazioni di manutenzione ordinaria. Tra le priorità ancora da affrontare, il rifacimento della copertura della palestra e la revisione dell’impianto elettrico sono già stati inseriti in programma, con un costo stimato di circa 200 mila euro. Si valuta anche il passaggio ad un impianto di illuminazione LED per aumentare l’efficienza energetica.

Sistema Montagna, una speranza

Il Testo unico Enti locali deve contenere la specificità dei Comuni montani. Che lavorano insieme. Con il modello della Regione Piemonte, che rafforza le Unioni montane per renderle solide e capaci di investire 23 milioni di euro nel 2025. Con Strategie delle Green Community e delle Aree interne. Anche la Città di Torino potrà lavorare in questa direzione, riprendendo il progetto “Torino Capitale delle Alpi”, abbandonato 20 anni esatti fa. Il punto di arrivo, in otto anni di lavoro, è la Candidatura della Città a Capitale della Cultura, destinazione 2033: la cultura della montagna è peculiare. Non senza una azione della Città Metropolitana che costruisce nuova sinergia tra le Alpi, con tutti i capoluoghi alpini piemontesi – a partire da Cuneo e Biella – in una dimensione europea, per dare sostanza alla Strategia macroregionale Alpina e alla Marcoregione Alp-Med. In una fase di contrazione degli investimenti – i Sindaci chiedono a Governo e Parlamento di reintrodurre finanziamenti per i piccoli Comuni, per opere e manutenzioni – Uncem rilancia: le autostrade, tutti coloro che estraggono terre rare, chi utilizza beni pubblici, devono riconoscere percentuali dei loro guadagni ai territori montani. Autostrade in prima battuta: penetrano le valli e lasciano niente. Si deve intervenire politicamente, invertendo il processo. Anche sul divario digitale: il 5G, la banda ultralarga, i segnali tv e telefonici, devono arrivare ovunque, e non fermarsi a fondovalle.

È il piano di lavoro che Uncem ha presentato  nel convegno “Speranza Montagna”, Green Pea, Torino. 150 Amministratori locali, Sindaci, Professori Universitari, l’Assessore Francesco Tresso della Città di Torino, il Vicesindaco della Città Metropolitana Jacopo Suppo, gli Assessori regionali Enrico Bussalino e Marco Gallo, il Segretario di Unioncamere Paolo Bertolino, il Presidente di Assoleader Franco Girardi. “Non c’è nuova economia dei territori – precisa Roberto Colombero, Presidente Uncem Piemonte – senza riorganizzazione istituzionale. Le Unioni montane in Piemonte devono essere consolidate con una legge efficace. E a livello nazionale, lavoriamo da subito con Anci, Upi, Ali su una proposta solida per il nuovo Testo unico degli Enti locali. Nella quale sia chiara la specificità dei territori montani. Del Governo della Montagna”.

“Torniamo a insistere sulla rappresentanza dei territori. Nelle Regioni, in Parlamento – aggiunge Marco Bussone, Presidente nazionale Uncem – un tema complesso ma urgente. I territori finiscono per essere non rappresentati. Ma nuove leggi elettorali sono urgenti. E non chiudiamoci. Piemonte, Lombardia, Veneto insieme lavorino sul TUEL nuovo, impegnando Governo e Parlamento. I livelli essenziali delle prestazioni dei servizi alle comunità si accompagnino a riconoscimento del governo della montagna. Ne parleremo presto anche in Sala Rossa a Torino. È decisivo il patto valli con le Città-Alpine. Torino apre la via. Buona l’idea lanciata stamani di un lavoro stretto con Museo Montagna del CAI e verso un Salone della Montagna 4.0, lanciata da Gallo, assessore del Piemonte. Pronti a lavorarci. Ma alla base ci sono riforme che rendano stabili governance e impegno dei Comuni insieme”.

Giorno della Memoria nella Rsa Dalmasso

Nella RSA “Alberto Dalmasso” di Vinovo, gestita da Sereni Orizzonti, per il 27 gennaio 2025 Giornata della Memoria, gli anziani ospiti della struttura hanno preso parte ad un laboratorio espressivo, finalizzato a onorare il senso del giorno.

In questa occasione gli ospiti hanno avuto la possibilità di raccontare ciò che ricordano degli anni della guerra, colorando insieme alcuni disegni a tema. Successivamente è stato proiettato il cartone “La stella di Andra e Tati”, un cortometraggio che narra la tragica storia delle sorelle Bucci, deportate ad Auschwitz nel 1944. Il film, commentato con l’aiuto dell’animatrice Maria Grazia, è stato spunto di riflessioni e scambio di ricordi tra gli anziani e gli operatori.

«La Giornata della Memoria rappresenta un momento importante, ancor più in questo periodo storico, proprio per non dimenticare» – dichiara Sara Reano, direttrice della struttura Sereni Orizzonti – «Una giornata di cui volevamo onorare il senso, dal momento che ogni giorno assistiamo persone che spesso hanno un ricordo ancora molto vivo degli anni della guerra. Abbiamo parlato molto di quel periodo insieme a loro: quasi tutti hanno impresso nella mente la paura delle bombe e la fame. Questo ci aiuta a mantenere viva la memoria, non per rattristare gli animi, ma per trasmettere alle generazioni successive, e a noi stessi, la consapevolezza che questi fatti sono accaduti. Perché non accadano più», conclude la direttrice.

 

La chiesa Maramures

La deliziosa cappella scolpita in legno che  viaggiò dalla Transilvania a Moncalieri.

Costruita nell’omonima regione rumena del Maramures, al confine tra Ungheria e Ucraina, è  un raro gioiello realizzato in legno, uno dei pochi  e preziosi esempi di chiesa ortodossa cristiana del suo genere, in Italia ne esiste solo uno: a Moncalieri. Nessun chiodo, solamente incastri, hanno tramutato questo edificio in una struttura portatile e, a parte la Romania, dove questi luoghi di culto costruiti perlopiù tra il XVII e il XVIII secolo sono inseriti nella lista del Patrimonio Unesco, nel mondo se ne contano solo altri 5: in Venezuela, Cipro, Svizzera, Francia e Svizzera.

Arrivata nella cittadina piemontese pezzo per pezzo e ricostruita come si farebbe con i moderni Lego, la speciale tecnica con cui è stata costruita è statasviluppata in conseguenza ad una regola emanata dalla Corona Ungherese che proibiva l’edificazione delle chiese in pietra, ma probabilmente anche per la necessità di far sparire gli edifici  di culto cristiani a causa delle persecuzioni religiose.

Dedicata ai Quaranta Martiri di Sebaste e inaugurata nel 2016, la chiesa Maramures  è a pianta rettangolare e affaccia sul sagrato esterno attraverso un sistema di portici che creano una “C”. La casa parrocchiale ospita l’appartamento del sacerdote, una sala polivalente e una foresteria, l’edificio è circondato da un bel giardino curato e piante di rose.

Arrivando a via Papa Giovanni XXIII a Moncalieri si nota subito il suo bel campanile alto 25 metri, il colore caldo  del legno, la forma tipica di queste impiantiarchitetturali vernacolari che utilizzano i materiali tipici secondo le tradizioni del luogo, in questo caso la Transilvania. Entrando dal cancello è naturale ammirare l’imponente portale ricco di intarsi, le arcate e le catene create da un pezzo unico di legno. L’interno invece, meno lavorato rispetto all’esterno, è delicatamente decorato con icone e immagini sacre su un fondo bianco e incorniciate dalle travi lignee.

Visitando questo luogo sacro si avrà la sensazione di fare un viaggio temporale, ci si sentirà in un’altra dimensione geografica, immersi in tradizioni etno-religiose diverse dalle nostre ma perfettamente integrate nel territorio.

MARIA LA BARBERA

Sky Calciomercato – L’Originale a Prato Nevoso

Un evento unico che ha celebrato il grande calcio e la bellezza della stazione sciistica e del territorio

Dal 20 al 24 gennaio 2025 la magia di “Sky Calciomercato – L’Originale” ha trasformato Prato Nevoso in un palcoscenico di grandi emozioni, unendo il fascino dello sport a quello imperituro delle vette alpine. Cinque puntate indimenticabili, ricche di collegamenti in diretta, analisi e cartoline video, hanno reso questa tappa un’occasione straordinaria per valorizzare l’intero territorio, calamitando l’attenzione degli appassionati di calcio e degli amanti della montagna.

La trasmissione, condotta dal carismatico Alessandro Bonan e condita dalle bombe di mercato di Gianluca Di Marzio e Luca Marchetti, dall’occhio social sempre vigile di Fayna, dalla chitarra di Leo Lagorio e dal contributo di talent e ospiti di spicco come Fabio Quagliarella, Valeri Bojinov, Walter Zenga, Massimo Gobbi, Giancarlo Marocchi, Federico Zancan, Stefano Degrandis, Lorenzo Minotti, Marco Bucciantini e Veronica Baldaccini, ha saputo combinare sport e approfondimenti con energia travolgente.

Non è stato, però, solo calcio: durante la settimana, tutta la squadra di “Sky Calciomercato – L’Originale” ha potuto vivere esperienze emozionanti, impreziosite dalla bellezza delle Alpi Liguri. Dalle sciate in libertà sulle piste perfettamente innevate alla divertente gara di snowtubing al Prato Nevoso Village vinta da Giancarlo Marocchi, dai suggestivi tour in motoslitta e gatto delle nevi alla cena stellata allo Chalet Il Rosso in collaborazione con “La Ciau del Tornavento”.

Non vanno poi dimenticati le meraviglie del Borgo Stalle Lunghe, la visita guidata alla città di Mondovì e – non ultimi – i cinque personaggi illustri del territorio, presentati ogni sera durante le dirette: Luigi Einaudi (eletto “Illustrissimo” nella puntata finale), Michele Ferrero, Giovanni Giolitti, Gianluca Rulfi e Stefania Belmondo.

“La presenza di Sky Calciomercato  L’Originale a Prato Nevoso ha rappresentato un’opportunità straordinaria per il nostro territorio – sottolinea Alberto Oliva, amministratore della Prato Nevoso SpA –Questa settimana entusiasmante ha messo in risalto il fascino unico delle nostre montagne, rendendole protagoniste su un palcoscenico nazionale. È stata un’occasione unica per valorizzare Prato Nevoso e il territorio, grazie anche al contributo di partner istituzionali e sponsor”.

L’amaro gusto dell’acqua

Era sempre la stessa storia. Ogni volta che un gerarca veniva sul lago, in visita alle isole Borromee,  a Stresa o in un’altra località nelle vicinanze, Gino e Lucio finivano ammanettati nella rimessa delle barche, proprio  sotto la passeggiata del  lungolago di Baveno.

Le disposizioni, del resto, erano chiare: tutti coloro sui quali si nutriva anche solo il sospetto d’essere dei  sovversivi andavano controllati e, se necessario, messi a tacere. I due, pur avendo schivato il confino non potevano evitare quella restrizione della loro libertà. E quindi, giù sotto, in riva al lago, al riparo da sguardi indiscreti. Incatenati ai grandi anelli di ferro dove venivano assicurate le cime da ormeggio delle imbarcazioni, non erano in condizione di nuocere. “Anche se si lamentassero, là sotto, nessuno potrà udirli”, sentenziò il maresciallo Rustici. Fascista antemarcia, il graduato dei carabinieri evadeva così la spinosa “pratica” di “quelle due teste calde”. “Oh, Carmelo – disse, rivolgendosi al carabiniere scelto Esposito -; ma ti pare che dovevano proprio capitare tra i piedi a noi questi rompiballe?”. Carmelo, buono come un pezzo di pane, annuì per far piacere al suo superiore ma in cuor suo non li avrebbe costretti a star lì, quasi a mollo nel lago, in quell’antro umido e inospitale. Già l’ultima volta, per un  soffio, non c’era scappato il morto. I due –  ai quali era stato aggregato anche Olimpo Bronzelli – erano finiti ammanettati agli anelli d’ormeggio perché era stata annunciata la visita di un pezzo grosso all’hotel Beau Rivage. L’Hotel era proprio lì, dall’altra parte della strada che attraversava il paese. Olimpo, scalpellino nella cava di granito rosa, era finito ai ferri perché reo di aver canticchiato in un’osteria un motivetto che il Podestà aveva giudicato offensivo nei confronti del regime e del Regno. In realtà, il povero tagliapietre – un po’ brillo – aveva improvvisato un’innocua e vecchia tiritera che più o meno suonava così: “Viva il Re, viva la regina e viva la capra della Bettina”, animale reso famoso dall’eccellente e copiosa produzione di latte. Uno scioglilingua che però era stato mal interpretato e così, ai soliti due reprobi si aggiunse pure il terzo. Il problema derivò dal maltempo. Una forte perturbazione stava imperversando tra il lago e le alture del Mottarone e, in poco tempo, le onde s’ingrossarono trasformandosi in schiumosi cavalloni che s’infrangevano sulla massicciata ricavata dalla passeggiata del lungolago. Immaginarsi che inferno anche là sotto, per i tre prigionieri. A tratti le onde li sommergevano per poi ritirarsi, lasciandoli infreddoliti e in balia di altri, gelidi, schiaffi d’acqua. Tutti e tre furono costretti, loro malgrado, a bere quell’acqua dal cattivo sapore. Soprattutto Lucio che, una volta liberato, giurò di non toccar più una goccia di quel liquido tremendo, limitandosi – pur nelle restrizioni dell’epoca – a sorseggiare soltanto vino, compreso quello aspro e ruvido, che legava in bocca, spillato dalla botte dell’osteria della Miniera, su in  Tranquilla.

Marco Travaglini

I primi custodi della memoria al Rettorato dell’Università

La sepoltura della Dama del Caviglione, rinvenuta ai Balzi Rossi a Ventimiglia, famosa per i suoi ornamenti funerari in ocra e conchiglie e quella del “Giovane Principe” della Grotta preistorica di fama mondiale a Finale Ligure che con il suo ricco corredo rappresenta uno dei più straordinari esempi di sepolture paleolitiche europee si possono visitare in questi giorni sino al 14 marzo presso la sala Principe d’Acaia al Rettorato dell’Università di Torino di via Po.

La vasta collezione torinese di calchi di sepolture preistoriche che riproducono con precisione la situazione venuta alla luce durante vari scavi è la più importante a livello internazionale. Tutti questi tesori compresa la sepoltura doppia del Riparo del Romito, un esempio di cura ed inclusione con un individuo affetto da nanismo protetto dalla comunità del comune di Papasidero, in provincia di Cosenza, sono esposti nell’ambito della mostra “I primi custodi della memoria. Le sepolture nel Paleolitico”. Un percorso presentato dall’Università di Torino e curato da Giacomo Giacobini, Cristina Cilli e Giancarla Malerba che attraversa millenni analizzando i riti funerari, le evoluzioni sociali e le prime manifestazioni artistiche legate al culto dei morti.

Si tratta di un primo passo verso la realizzazione del futuro Museo dell’Evoluzione che avrà sede nel Palazzo degli Istituti Anatomici che oltre ad essere sede universitaria già ospita il Museo di Anatomia umana “Luigi Rolando”, il Museo di Antropologia criminale “Cesare Lombroso” ed il Museo della Frutta “Francesco Garnier Valletti”, nell’isolato compreso fra corso Massimo D’Azeglio e le vie Gaetano Donizetti, Pietro Giuria e Michelangelo. Grazie alle sepolture paleolitiche che hanno protetto i resti umani dalla distruzione da parte di agenti esterni sono arrivati sino a noi scheletri completi o quasi di cui i calchi restituiscono lo stato nel momento stesso della scoperta. Un calco realizzato durante uno scavo non è difatti una semplice copia ma riproduce un contesto di rinvenimento che non esiste oramai più e che diventa testimonianza di una straordinaria importanza. Da visitare. Ecco l’orario di apertura: dal lunedì al sabato, dalle ore 10 alle18, e l’ingresso è gratuito.

Igino Macagno

A Chieri il “Giorno della Memoria”

Come sempre, Chieri è fra i Comuni torinesi in prima fila a fare memoria e ad onorare le vittime della “Shoah”, contro la “vergogna delle leggi razziali”

Lunedì 27 gennaio, dalle ore 10,30

Chieri (Torino)

Il 27 gennaio, il ‘Giorno della Memoria’, è una delle date fondamentali del nostro calendario civile. È il Giorno in cui ricordiamo la ‘Shoah’, la vergogna delle leggi razziali, le colpe e le complicità del nostro Paese che si alleò con i nazisti. È il Giorno in cui commemoriamo e onoriamo le vittime dei lager, scomparse a milioni nel buco nero più profondo della Storia. Ma il 27 gennaio è anche il Giorno in cui ricordiamo quali sono le nostre radici, perché l’Europa è nata dal ripudio dell’antisemitismo, del razzismo, del fascismo, del nazismo e di tutte le autocrazie”. Con queste parole, Alessandro Sicchiero e Antonella Giordano, rispettivamente sindaco e assessore alla “Cultura” di Chieri, motivano le varie iniziative organizzate, come da tradizione, in vista della cerimonia commemorativa istituzionale, in programma il prossimo lunedì 27 gennaioa partire dalle ore 10,30, per ricordare la ricorrenza internazionale del “Giorno della Memoria”. Ricorrenza internazionale, come definito dalla “risoluzione” dell’“Assemblea Generale delle Nazioni Unite” del 1° novembre 2005, in base alla quale venne stabilito quale “Giorno” dedicato alle vittime dei lager nazisti, proprio il 27 gennaio di ogni anno, poiché in quel giorno del 1945 le truppe dell’“Armata Rossa” (impegnate nell’operazione Vistola – Oder in direzione della Germania) liberarono il campo di concentramento di Auschwitz, vasto complesso di oltre 40 lager, dove, si calcola, trovarono la morte 1,1milioni di persone su 1,3 milioni di prigionieri totali, rendendolo il principale luogo simbolo della “Shoah”, del “Porrajmos” (genocidio di rom e sinti), dello sterminio degli oppositori politici e di altre categorie considerate ostili o di razza inferiore ai nazisti, oltre che dell’ “Olocausto” in generale.

Quali, dunque, le iniziative  già in agenda per le celebrazioni chieresi?

Lunedì 27 gennaioalle 10,30, si terrà la commemorazione ufficiale presso la “Stele”, al civico 43 di via Nostra Signora della Scala, alla presenza del sindaco Alessandro Sicchiero e del vice presidente  del “Consiglio Comunale”, Livio Vezzoso.

La “Stele”, opera dell’artista chierese Silvio Vigliaturo, vuole ricordare il secondo “cimitero ebraico” di Chieri, che restò in funzione dal 1830 al 1878 circa.

Sempre lunedì 27 gennaio, ma alle ore 17,30, la Biblioteca Civica “Nicolò e Paola Francone” (Via Vittorio Emanuele II, 1), ospiterà la presentazione del libro “Storie di Lucette” (“Neos Edizioni”, 2024) di Franca Rizzi Martini. A moderare l’incontro, la giornalista de “La Stampa”, Antonella Torra. L’ingresso è libero.

Il libro racconta l’avventurosa storia di Lucette Golberg, oggi novantenne, che riuscì a salvarsi dalla deportazione, vivendo sotto mentite spoglie insieme al fratello Alex in un paesino delle Ardenne, mentre ben diciassette persone della sua famiglia vennero deportate ad Auschwitz, da dove non fecero più ritorno.

Suzanne e Albert Didier, i coniugi che li accolsero nella loro “caffè-pensione”, sono stati riconosciuti, nel 2012, “Giusti fra le Nazioni” da “Yad Vashem”, l’“Ente nazionale per la Memoria della Shoah” di Gerusalemme, che fino al 1° gennaio 2022 ha riconosciuto nel mondo 28.217 persone, fra cui 776 italiani, come “Giusti fra le Nazioni”, ovvero non ebrei che, durante l’Olocausto, si sono impegnati a rischio della loro vita a soccorrere gli Ebrei perseguitati. E anche per loro è stata pensata dal “Parlamento di Strasburgo” una “Giornata Europea” di ringraziamento e memoria, identificata dal “Gariwo la Foresta dei Giusti” (“Garden of the Righteous Worldwide”), “Onlus” fondata a Milano nel 1999, nel 6 marzo di ogni anno, anniversario della morte di Moshe Bejski, che per 25 anni è stato presidente della “Commissione dei Giusti” di “Yad Vashem”.

Le iniziative chieresi si concluderanno mercoledì 29 gennaio, alle 21, presso la Biblioteca Civica “Nicolò e Paola Francone” (Via Vittorio Emanuele II, 1), che ospiterà la conferenza di Alberto Cavaglion, storico e saggista, dal titolo “Come astri spenti. Scrivere dopo Auschwitz”. L’incontro, organizzato da “Istoreto”, affronterà il tema di come raccontare l’esperienza dei campi di sterminio dopo il 1945: “si deve scrivere, ma non si può più scrivere come prima”.

Partendo da “La tregua” di Primo Levi, l’evento si propone di esplorare le diverse vie che la “letteratura concentrazionaria” ha percorso in Italia e in Europa. Ingresso libero.

Da segnalare inoltre che domenica 26 gennaio, alle ore 15,30, l’Organizzazione di volontariato culturale “Carreum Potentia” (nata nel ’93, con l’obiettivo di favorire la conoscenza, la valorizzazione e la salvaguardia del patrimonio artistico-culturale di Chieri e del Chierese) organizza la “Visita alla Chieri Ebraica”,  con partenza dalla piazza Umberto I.

Gianni Milani

Nelle foto: Locandina “Giorno della Memoria”; la “Stele” chierese; Cover “Storie di Lucette” di Franca Rizzi Martini

Al Regio i Carota Boys in festa per Sinner

Il Watch Party organizzato dai Carota Boys e dedicato alla finale degli Australian Open 2025, con la storica vittoria di Jannik Sinner, è stato un vero successo. Oltre mille persone hanno affollato il Teatro Regio di Torino per assistere alla proiezione della partita e celebrare insieme il trionfo del tennista numero uno al mondo.

Sinner ha conquistato il titolo per la seconda volta, con una vittoria schiacciante che ha emozionato tutti i presenti. L’iniziativa ha unito la città di Torino in un’occasione unica, trasformando il Teatro Regio in un simbolico tempio del tennis.

I Carota Boys hanno condiviso il loro entusiasmo per questa straordinaria iniziativa, che ha coinvolto tifosi e appassionati in un clima di festa e passione per il tennis.