LO SCENARIO POLITICO di Giorgio Merlo
In ogni democrazia la formazione delle liste è sempre stato un compito difficile e complesso. Da sempre e per qualsiasi livello istituzionale. Certo, è decisamente più difficile e complesso quando si tratta di sistemi elettorali dove è richiesta anche e soprattutto la decisione e la scelta attiva da parte dei cittadini. Mentre è meno difficile quando si tratta di semplici ‘nomine’, come avviene per la composizione dell’attuale Camera e Senato causa un sistema elettorale che inibisce al cittadino la possibilità di scegliersi i propri rappresentanti.
Ma, per tornare ad oggi, le liste che saranno consegnate da parte dei partiti in vista del rinnovo del Parlamento Europeo rivestono particolare importanza non solo per misurare il profilo dei vari candidati nelle circoscrizioni ma anche, e soprattutto, per verificare il tasso di pluralismo politico e culturale presente nelle stesse liste. Sotto questo versante c’è un aspetto che non può e non deve essere sottovalutato. Almeno per chi ritiene che il Centro e le forze centriste avranno, ancora una volta, un ruolo politico decisivo nella vita pubblica italiana. Ed è proprio partendo da questa considerazione che assume una particolare importanza il profilo politico e culturale dei candidati delle prossime liste centriste. E, al riguardo, anche la presenza di esponenti di area Popolare, cattolico democratico, cattolico sociale e di matrice ex democristiana possono indubbiamente rappresentare un significativo “valore aggiunto”. E questo per la semplice ragione che non può esistere nè il Centro e nè una credibile e spendibile “politica di centro” se manca la presenza e il ruolo politico di questa componente politica e culturale nelle liste.
Ora, dato per scontata questa riflessione che riflette anche le dinamiche concrete del nostro sistema politico, è altrettanto evidente che si deve parlare di candidature espressive di questo storico filone di pensiero. Questo, forse, è anche l’unico modo per marcare la presenza di un ritrovato Centro nel nostro paese facendolo coincidere anche, e soprattutto, con una elezione del Parlamento Europeo. Cioè all’interno di un contesto dove proprio l’ideale democratico cristiano, cattolico popolare e cattolico sociale sono stati decisivi ai fini della costruzione della comune casa europea. Del resto, sarebbe quantomai curioso, nonchè singolare, se la riproposizione di un progetto centrista a livello europeo non registrasse la presenza attiva e protagonista del filone democratico cristiano.
Una iniziativa, questa, che adesso però necessita di un salto di qualità. E questo sarà anche un termometro per misurare, al di là delle singole auto investiture, chi ambisce realmente a dispiegare un progetto politico centrista, riformista e plurale e chi, invece, si limita ad evocarlo ma poi, di fatto, rinuncia all’apporto e al contributo determinanti della tradizione e del pensiero cattolico popolare e democratico cristiano nelle proprie liste.
Ecco perchè, mai come adesso, la formazione delle liste per il rinnovo del Parlamento Europeo riveste particolare importanza. A partire proprio dalle formazioni politiche centriste.

L’economia italiana, certo nel contesto di quella europea, sta andando verso il disastro? I prezzi sono sempre più alti , le merci nei magazzini scarseggiano, nelle nostre strade molti negozi hanno tirato giù le saracinesche e i prezzi vertiginosi non ci danno neppure più la garanzia della qualità .I supermercati hanno di fatto il monopolio del commercio. Un’economia cinese fondata sul disconoscimento della qualità imperversa dappertutto. Lo stesso euro non ha svolto la funzione prevista ottimisticamente da Ciampi. Questa è una verità su cui riflettere. Le grandi aziende licenziano e delocalizzano. La grande industria italiana è ormai in mano straniera. Si parla di nuovi poveri, mentre parte di chi studia pensa alla Palestina invece che ai libri e alle lezioni. Il Governo attuale non si sta purtroppo rivelando all’altezza, formato da donne e uomini spesso non in grado di governare neppure un Comune, se si eccettuano pochissimi ministri/e . L’eredità nefasta dei Governi Conte, Renzi, Gentiloni, Letta appare oggi in tutta la sua drammatica realtà. Anche i conati di violenza che si stanno manifestando in modo preoccupante sono indice di un clima allarmante per la democrazia. Pasqua, al di là del tempo meteorologico, rivela la perdita della serenità di molte famiglie che hanno dovuto rinunciare a qualche giorno di vacanza per ragioni economiche. Il pranzo in un ristorante ha raggiunto prezzi proibitivi con menù spesso banali. La politica in vista del voto si rivela particolarmente cieca e induce con i suoi comportamenti a disertare in giugno le urne. L’Italia sta precipitando? Forse si’ e risulta difficile reagire, anche perché impelagati da due guerre in atto e dal ritorno del pericolo terroristico di matrice islamica. Parola di storico: sono molto pessimista su un presente sempre più squallido e pericoloso anche per mancanza di lungimiranza e per un eccesso di faziosità. Le condizioni difficili comporterebbero una coesione nazionale oggi davvero impossibile.
di essere una “neo nazista nell’animo”. Si tratta di un insulto oggettivo, se poi prodotto dalla cultura raffinata del filologo della scuola “barisienne”, esso appare il massimo degli insulti possibili perché intende offendere anche nell’animo non solo nella polemica politica contingente a cui un accademico dovrebbe restare estraneo. Dovrebbe infatti essere il professore a scusarsi per aver detto qualcosa di privo di senno, ma vedremo come si esprimerà un giudice in merito. Sono curioso di sapere come andrà a finire e attendo qualche battuta infelice del solito Emiliano. Uno che si sente “contentissimo” di essere definito “stalinista” dovrebbe lasciare ad altri il compito di difendere la democrazia repubblicana. Non ho mai stimato il professore di Bari, adesso lo ritengo un semplice e invecchiato propagandista. La faziosità politica non salva nessuno e devasta anche le menti degli studiosi fino a renderli ridicoli.
Lettere
pace che significasse la fine di Israele avrebbe conseguenze politiche immense che quattro ragazzini non sanno neppure pensare . Condivido molto l’operato della ministra Bernini, una donna colta e capace. Anche Anna Foa è stata chiara nel condannare la rinascita di un movimento studentesco succubo dei centri sociali. Ha fatto bene il rettore dell’”Alma Mater” bolognese a staccare gentilmente il microfono alla studentessa fanatica che vomitava insulti in aula magna. Il ’68 non deve tornare! La protesta civile e democratica è sempre bene accetta, ma la violenza infarcita di insulti va colpita. I cattivi maestri alla Canfora vanno smascherati per quello che sono: agitatori stalinisti orgogliosi di esserlo anche oggi!







