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La squadra mobile arresta altri cinque spacciatori a Torino

Continua a Torino l’attività della Polizia di Stato volta al contrasto dello spaccio di stupefacente; gli investigatori della Squadra Mobile torinese, sotto le direttive della Procura della Repubblica di Torino, hanno proceduto ad altri 5 arresti, in diversi quartieri cittadini, portando a 8 il bilancio complessivo delle ultime due settimane.

In particolare, gli investigatori della Sezione Falchi, nel corso di un servizio in borghese di pattugliamento in via Livorno, hanno arrestato un cittadino marocchino di trentaquattro anni che, prima di essere sottoposto a controllo, ha cercato di allontanarsi a bordo di un monopattino per eludere il controllo, ma è stato fermato dai poliziotti. All’atto della perquisizione, l’uomo ha cercato di disfarsi di un involucro, risultato poi contenere cocaina. Il cittadino straniero è stato anche trovato in possesso di 350 euro in contanti.

Stessa sorte è toccata ad un cittadino gabonese di 30 anni. L’uomo spacciava sostanze stupefacenti nel Parco Sempione. Fermato per strada, il cittadino straniero è stato trovato in possesso, dagli agenti della Squadra Mobile, di numerosi involucri e frammenti di droga tra eroina, cocaina e crack; a casa dell’uomo poi, sono stati trovati 334 grammi di cocaina, 240 di eroina e altro crack, oltre a 420 euro in denaro contante. Complessivamente sono stati sequestrati oltre 300 grammi di eroina, 350 di cocaina e più di una cinquantina di crack.

Sempre nel quartiere “Barriera di Milano”, i poliziotti hanno arrestato un cittadino ghanese (classe 1990), nel corso di un servizio mirato, tra via Livorno e corso Umbria. L’uomo, all’altezza di una fermata dell’autobus, effettuava una cessione di droga ad una donna. La perquisizione ha permesso di trovare, in possesso della donna, del crack già pronto per l’uso, motivo per cui l’uomo è arrestato.

Due gli arresti nel quartiere San Donato: un cittadino senegalese fermato in corso Inghilterra dopo che aveva ceduto sostanza stupefacente a una donna, in cambio di una banconota. Al termine dello scambio il cittadino senegalese veniva fermato dai poliziotti, mentre stava cercando di allontanarsi in bici.

E, infine, un cittadino italiano di 20 anni: è stato arrestato sempre in zona San Donato. Il giovane, fermato per un controllo nei pressi della propria abitazione, è stato trovato in possesso di un panetto di hashish superiore ad un etto e di 250 euro in denaro contante. Altri 750 euro sono stati poi rinvenuti nel corso della perquisizione domiciliare insieme a tutto il materiale necessario al confezionamento delle dosi.

Che storia i caffè di Torino!

C’è un primato poco noto che Torino condivide con Vienna. È quello dei caffè storici, che nel capoluogo piemontese eccellono per numero, bellezza e storia: sono veri e propri salotti cittadini, anzi crocevia, ai cui tavolini si incontravano (e talvolta si incontrano ancora) intellettuali, giornalisti, aristocratici. Proprio a questo intreccio di cultura e sapori sarà dedicato l’appuntamento in programma lunedì 24 novembre alle 18.30 allo storico Caffè Pepino, in piazza Carignano 8 a Torino. L’occasione è la presentazione della monografia “Caffè & Locali storici di Torino”, ottavo volume della collana “Bellezze di Torino, blësse ‘d Turin” (edizioni Inspire Communication). L’incontro è promosso dall’Associazione Monginevro Cultura insieme all’Associazione Caffè Storici di Torino e del Piemonte, presieduta da Edoardo Cavagnino. Il libro, bilingue in italiano e piemontese, racconta in immagini e parole i caffè simbolo dell’eleganza sabauda: locali ancora in attività o scomparsi, ma rimasti impressi nella memoria cittadina. A condurre la serata sarà Sergio Donna, coordinatore del progetto editoriale, affiancato da alcuni coautori e dai fotografi Carla Colombo, Beppe Lachello e Vittorio Greco. Ad accompagnare il pubblico nel viaggio tra passato e presente ci saranno letture, aneddoti e poesie, impreziosite dalla presenza di figuranti in abiti d’inizio Novecento. Protagonista dell’aperitivo sarà naturalmente il vermouth di Torino, il vino aromatizzato che è diventato, negli anni, il simbolo dei caffè storici torinesi. La degustazione, al costo di 15 euro, è su prenotazione: segreteria@monginevrocultura.net, 011 0437207.

Nitto ATP Finals, non solo tennis. Un ricco calendario di talk, degustazioni, mostre, eventi speciali

Torino e il Piemonte accolgono per il quinto anno consecutivo le Nitto ATP Finals di tennis con un ricco calendario di appuntamenti fatto di talk, degustazioni, mostre, eventi speciali, visite guidate e molto altro.

Tutti gli eventi

Regione Piemonte, Città e Camera di commercio di Torino, in collaborazione con Turismo Torino e Provincia e Visit Piemonte, hanno infatti organizzato una serie di iniziative per valorizzare le eccellenze turistiche, culturali ed enogastronomiche del territorio e rendere ancora più coinvolgente l’esperienza del pubblico che partecipa a questa grande festa di sport.

“Le Nitto ATP Finals confermano il Piemonte come punto di riferimento internazionale per il tennis e, allo stesso tempo, come laboratorio di opportunità per sport, cultura, turismo e sviluppo del territorio – commentano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore allo Sport Paolo Bongioanni – Come accade da diversi anni, il territorio si anima con una settimana di iniziative diffuse e grazie a questo lavoro comune diventano molto più di una competizione sportiva: sono un’occasione unica per scoprire e vivere le eccellenze del territorio, tra tradizioni enogastronomiche, innovazioni culturali

e tecnologiche, percorsi storici e attività pensate per i giovani. Torino si trasforma così in un palcoscenico dove sport, cultura e divertimento si incontrano, coinvolgendo cittadini e visitatori in esperienze indimenticabili. Lo sport diventa strumento di promozione e crescita: racconta la passione e l’eccellenza dei campioni e allo stesso tempo si trasforma in motore per l’economia, il turismo e l’immagine internazionale del Piemonte. Gli eventi Off offrono a tutti la possibilità di vivere la manifestazione in modo originale, creando momenti di incontro e socialità che accompagnano il pubblico per tutta la durata del torneo che riunisce gli otto migliori tennisti del mondo. Vogliamo che ogni visitatore percepisca la nostra regione come un territorio vivo, accogliente e innovativo, dove lo sport diventa occasione di scoperta e di esperienza. Questa visione rappresenta la nostra forza. Insieme trasformiamo un grande evento sportivo in una piattaforma capace di raccontare al mondo l’identità e le potenzialità del Piemonte”.

Casa Tennis

Il cuore pulsante è piazza Castello, dove Casa Tennis si sdoppia in due cupole geodetiche, una destinata all’accoglienza di cittadini e turisti e l’altra, con una capienza ampliata a 199 posti, per incontri e talk con i protagonisti dello sport, della cultura, dello spettacolo e del giornalismo, tutti a ingresso gratuito.

Tra i numerosi ospiti il personaggio televisivo, imprenditore e cantante Joe Bastianich, gli stand up comedian Michela Giraud e Luca Ravenna, la campionessa olimpica Michela Palmisano, gli ex campioni di sci Deborah Compagnoni e Giorgio Rocca, il cantautore e performer Lodo Guenzi, i cantanti Willie Peyote e Sarah Toscano, la coppia più celebre del tennis azzurro, Adriano Panatta e Paolo Bertolucci.

La Regione Piemonte organizza i seguenti appuntamenti:

– sabato 8 ore 19.30 “Per i veri tennisti e antennisti del web con gli Open Talks”

– lunedì 10 ore 18.30 “Tu, come passi la palla?”, dialogo con Barbara Bonansea (Juventus Women) e Alice Degradi (Volley Nations League)

– mercoledì 12 ore 18.30 “Fabio Aru: dai campi da tennis alle salite del ciclismo”

– giovedì 13 ore 14.30 “Rugby e Futuro: lezioni di squadra per gli studenti” (riservato agli iscritti a IoLavoro) e ore 15.30 “Eccellenze piemontesi 2025: celebrazione dei Campioni”, durante il quale atleti di diverse discipline salgono sul palco per ricevere riconoscimenti e testimoniare storie di sacrificio, dedizione e successi conquistati con determinazione.

Elenco completo con prenotazione obbligatoria e ingresso gratuito su www.visitpiemonte.com

Casa Gusto

All’Archivio di Stato, in piazzetta Mollino, è nuovamente allestita Casa Gusto, lo spazio curato da Camera di commercio di Torino e Regione Piemonte dedicato alle degustazioni guidate delle eccellenze enogastronomiche del territorio. Non semplici assaggi veloci, ma presentazioni accurate per raccontare prodotti, abbinamenti, tradizioni, luoghi e storie di imprenditrici e imprenditori.

Le degustazioni hanno un costo simbolico di 5 euro e il ricavato che verrà devoluto alla Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro di Candiolo.

Elenco completo e prenotazioni (obbligatorie) su www.visitpiemonte.com

A Casa Gusto sono inoltre ospitate, con ingresso gratuito, due mostre dedicate al mondo del tennis, a cura del MOR – Museo della Racchetta e del MuPIn-Museo Piemontese dell’Informatica.

Gli altri eventi

L’atmosfera di festa avvolge tutta la città: dal centro storico fino a piazzale Grande Torino, sede dell’Inalpi Arena e del Fan Village, che offre un’esperienza ancora più immersiva.

Tra i momenti più attesi, dopo il Grand Opening Show all’Inalpi Arena (giovedì 6 novembre con i Pinguini Tattici Nucleari e Max Pezzali), la sfilata dei campioni sul Blu Carpet (venerdì 7 novembre) in piazza Castello e al Teatro Regio, il nuovissimo Tennis Take Over (sabato 15 novembre) giornata completamente dedicata al tennis, con eventi speciali, ospiti e tante sorprese alla vigilia della finale. La chiusura, domenica 16 novembre, sarà affidata al The Final set Closing Party alle OGR Torino.

I campioni delle Nitto ATP Finals sono anche protagonisti delle tre mostre fotografiche allestite sotto i portici di piazza Palazzo di Città, in piazza San Carlo e in via Po.

Infine, novità di quest’anno una nuova Luce d’Artista in piazza San Carlo ispirata al tennis, che entra stabilmente nel catalogo di opere della Città, e due nuovi murales a tema tennis e sostenibilità.

 

Non è Vannacci a poter riscrivere la storia del fascismo

IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni
Il generale Vannacci, in cerca di facile pubblicità,  annuncia sui social una riscrittura della storia del fascismo, tema sul quale non ha la ben minima competenza. La tendenza degli ex militari a scrivere di storia non è così rara. Ma Vannacci ha superato tutti.
Forse dimentica che è diventato anche un politico e che quindi in quanto tale non può invadere il campo degli studiosi o utilizzare i medesimi con citazioni parziali che ne stravolgono il pensiero. Una lettura difficile come l’immensa opera di Renzo de Felice non è pane per i suoi denti. Farne a sua volta una vulgata significa tradire il grande storico che rifiutò sempre le semplificazioni manichee di Tranfaglia ed associati.
Vannacci riduce l’elemento eversivo della Marcia su Roma, dimenticando che il ministro della Guerra Marcello Soleri stilò lo Stato d’assedio per impedire la marcia manu militari, documento che il re non firmò.
Vannacci dimentica che il parlamento del 1938 si era trasformato in Camera dei fasci e delle corporazioni: la parola stessa  dovrebbe evocargli di cosa si trattasse, certo non di  un libero parlamento eletto.  Errore in cui era incorso lo storico ottuagenario di Saluzzo che non merita neppure una citazione. La verità è che la dittatura aveva tradito la lettera e lo spirito dello Statuto Albertino. E’  fuor di dubbio la complicità della monarchia che non fu un “capro espiatorio” perché ebbe evidenti responsabilità. Con il 25 luglio il Re mandò  a casa Mussolini, un merito indiscusso,  ma tardivo. Si può anche vedere dopo l’8 settembre il trasferimento al Sud del Re non come una semplice fuga perché quel trasferimento consentì la continuità dello Stato ma su questo tema  il generale si astiene.
Vannacci ignora  anche un altro fatto importante: la guerra civile fu provocata da Mussolini con la creazione della RSI al servizio dei tedeschi. E’ un fatto di non poco conto. Alla fine c’è una unica conclusione: la storia non può essere riscritta dai militari e dai politici. Certe faziosità del passato vanno superate, ma non da Vannacci che fa scadere il tutto in “caciara”.

E’ morto l’imprenditore Alberto Bertone

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Acqua Sant’Anna, la famiglia Bertone, i suoi dipendenti e collaboratori, annunciano «con immenso dolore» la scomparsa di Alberto Bertone. L’imprenditore torinese era presidente e amministratore delegato della società. Fondatore dell’azienda nel 1996, Alberto Bertone, 59 anni, «imprenditore visionario e coraggioso, ha saputo coniugare visione imprenditoriale, capacità d’innovazione e una profonda attenzione per le persone, diventando nel tempo un punto di riferimento non solo per il suo settore, ma per l’intero tessuto economico e sociale del Paese» sottolinea la società.

Vi riproponiamo un’intervista a Bertone pubblicata alcuni anni fa dal “Torinese”.

Chi è Alberto Bertone, presidente e ad di Acqua Sant’Anna

Affidamento in House GTT, FILT CGIL: ponte tra Torino e Regione per TPL potenziato e unificato

La Segreteria della FILT CGIL Torino e Piemonte interviene nel dibattito sull’affidamento in house del servizio di Trasporto Pubblico Locale urbano e periurbano alla GTT, proponendo un pianoconcreto per superare le attuali distanze politiche tra il Comune di Torino/GTT e la Regione Piemonte/Agenzia della Mobilità Piemontese.

Pur riconoscendo che le recenti gare bandite da Regione e Agenzia, se gestite con attenzione, potrebbero soddisfare il criterio promosso da anni dal sindacato di riduzione del numero di aziende operanti sul territorio – condizione essenziale per maggiore controllo e standardizzazione – e che le clausole sociali in discussione potrebbero mettere in sicurezza il personale, la FILT CGIL ritienenecessario un atto di coraggio politico per potenziare il sistema.

Giuseppe Santomauro e Ivano Esposto, della FILT CGIL Torino e Piemonte, dichiarano: “Non possiamo accontentarci. La mobilità è la chiave di volta dello sviluppo e non può essere ostaggio di contrapposizioni politiche. La FILT CGIL lancia una proposta a due punti che è la chiave di volta per avvicinare la politica, garantire un TPL di qualità ed estendere le tutele per i lavoratori della GTT e dell’intera Città Metropolitana.”

La Proposta:

Due Punti per un TPL Integrato
La proposta sindacale mira a sbloccare l’impasse finanziario e operativo, garantendo al contempo stabilità e sviluppo:

1. Potenziamento Strutturale della Metropolitana (Linea 1 e Estensioni): Si chiede un ulteriore e specifico finanziamento del servizio di trasporto, finalizzato a garantire un uso più efficace ed esteso della Linea 1 della Metropolitana di Torino e della sua estensione verso Cascine Vica.

Impegno Finanziario: A partire dall’anno 2028, le risorse per il contratto di servizio (che include la Linea 1) dovranno essere adeguatamente incrementate. Si propone l’aumento del Fondo Regionale Trasporti per il finanziamento dei servizi minimi con un incremento di 7,5 milioni di euro l’anno per l’esercizio della metropolitana e di ulteriori 7,5 milioni di euro l’anno per il connesso canone di infrastruttura.

2. Apertura alla Gara del Servizio Extraurbano: Si richiede l’apertura alla possibilità per GTT di partecipare alle gare per l’affidamento del servizio extraurbano di Torino.

Obiettivo: Questa partecipazione garantirebbe una maggiore integrazione tra i servizi urbani e quelli extraurbani gestiti dalla stessa Azienda, portando a benefici in termini di efficienza operativa, economie di scala e maggiore sicurezza per il personale GTT, che potrebbe diversificare le proprie attività.

Appello all’Unità Istituzionale

“Raccogliamo con favore le aperture al confronto e all’estensione dei finanziamenti relative al servizio di trasporto pubblico già manifestate dall’Assessore Regionale Marco Gabusi,”

proseguono Santomauro ed Esposto. “Avendo ben chiari i problemi sollevati dalle Assessore comunali Chiara Foglietta e Gabriella Nardelli, crediamo fermamente che questi due spunti siano

l’unica chiave per superare le frizioni politiche, mettere definitivamente in sicurezza il personale di GTT e potenziare il servizio per l’intera provincia e la regione. La politica faccia ora la sua parte,

auspichiamo che dopo l’incontro convocato per il 24 p.v. ne venga convocato un altro con tutti i soggetti istituzionali interessati”

La FILT CGIL Torino e Piemonte

Diventa Property Manager BnB di successo

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La guida torinese per trasformare gli affitti brevi in un’attività redditizia

Nasce da un’esperienza tutta torinese il nuovo libro di Magda Pettinà, architetto d’interni e consulente immobiliare che, dopo anni di lavoro nel settore, ha deciso di mettere nero su bianco il suo percorso e condividere con i lettori una guida completa dedicata al mondo degli affitti brevi e del property management.

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Il ratto del serraglio: rapiti dall’orchestra, non dalla regia

Di Renato Verga

Mozart, il più inafferrabile tra i genî, torna al Regio di Torino con Il ratto dal serraglio, opera che incarna perfettamente la sua doppia natura: musica che ride mentre riflette, scherza mentre sonda gli abissi dell’animo, si pavoneggia con le percussioni “turche” mentre cesella affetti d’alta scuola. La definizione di “inafferrabile” è quanto mai appropriata per un Singspiel che vive di contrasti,
praticando un funambolismo stilistico che mescola virtuosismo vocale, comicità tagliente e introspezione psicologica. La vicenda, tratta dal libretto di Gottlieb Stephanie il Giovane, fiorisce nel pieno della moda delle turcherie. Nel 1782 Mozart, appena liberatosi dal giogo dell’arcivescovo Colloredo, approda a Vienna e si concede tutti i piaceri dell’esotismo musicale: fanfare di giannizzeri, tamburi, triangoli, campanelli e un imperatore che borbotta «Troppe note», ricevendo la più lapidaria delle risposte: «Giusto quanto basta». Dopo un periodo di fortuna, l’opera quasi scompare dai radar italiani: troppa leggerezza per il nuovo gusto romantico, troppo audace quel gioco di sentimenti a doppia faccia. Bisogna attendere il Novecento perché Il ratto torni a mostrarsi in scena, e lentamente anche Torino accumula i suoi ricordi: Luigi Alva Belmont negli anni ’70, William Matteuzzi Pedrillo negli ’80, Livermore regista nel 2006. E ora, l’allestimento che arriva da Versailles, dove Michel Fau aveva creato uno spettacolo filologicamente barocco nel contesto dell’Opéra Royal. Il castello francese, però, tollera meglio certe voluttà scenografiche rispetto alla “molliniana” sala torinese. A Versailles la scenografia di Antoine Fontaine – moresca, coloratissima, tutta false prospettive – respirava in simbiosi con il luogo; a Torino diventa un po’ museale: graziosa ma staccata dal contesto. Anche la regia, ripresa da Tristan Gouaillier, appare più che sobria, incapace di imporsi su un’opera che invece richiede vivacità, gioco, ma anche introspezione. Gli esempi virtuosi non sono mancati: Christof Loy a Barcellona, McVicar a Glyndebourne. Qui, purtroppo, dopo un primo tempo piatto e un secondo un po’ più vivace, si arriva al tappeto volante di Selim senza un’idea di fondo. E gli interpreti non sono sempre a loro agio nelle lunghe parti recitate in tedesco; persino l’unico vero attore non riesce a dare spessore al personaggio del pascià. Sul fronte vocale la situazione è altalenante. Alasdair Kent, raffinato haute-contre e Paolino di classe nel Matrimonio segreto torinese, inciampa su Belmonte, ruolo che richiede smalto e sicurezza: l’aria d’ingresso traballa, la proiezione è modesta, le agilità faticano. Olga Pudova, gloriosa Regina della Notte ma meno convincente altrove, affronta Konstanze con disciplina, ma senza vera penetrazione emotiva e con prudenza eccessiva nelle arie virtuosistiche. Osmin di Wilhelm Schwinghammer possiede le note gravi, ma non il corpo sonoro per farle vibrare. Splendono invece i servitori: Leonor Bonilla è una Blonde irresistibile, luminosa e frizzante; Manuel Günther un Pedrillo vivace, spiritoso, tecnicamente solido. E poi c’è la vera stella della serata: Gianluca Capuano, che dal podio reinventa Mozart come un orologiaio del colore. L’ouverture brilla fin dalle prime note, con quella scrittura marziale che dà il tono esotico e il tema lirico che ammalia. Le “turcherie” diventano nella sua lettura un motore ritmico, non un soprammobile. Le dinamiche sono scolpite, i dettagli rifiniti, la teatralità palpabile: Capuano dà vita a un Mozart vibrante, duttile, mobile, coerente. Inafferrabile, sì – ma magnificamente vivo.

Nitto ATP Finals 2025, buona la prima per Sinner. Esordio con sconfitta per Musetti

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Buona la prima per Jannik Sinner alle Nitto ATP Finals di Torino. L’altoatesimo ha inaugurato nel migliore dei modi la sua avventura all’Inalpi Arena, superando con il punteggio di 7-5 6-1 il canadese Felix Auger-Aliassime, frenato da un problema fisico dopo un primo set molto combattuto.

“Sono molto contento di giocare nuovamente a Torino – ha detto Sinner al termine dell’incontro -. Per me è un torneo e un posto davvero speciale. Oggi mi sono sentito bene: il primo set è stato molto tosto, con un livello di gioco molto alto, sono contento di come sono partito. Quest’anno è davvero bello avere due italiani alle Finals, oltre alla coppia nel doppio con Simone e Andrea: c’è tanta Italia qui in casa, e siamo davvero contenti”.

Il campione in carica ha dunque ripreso da dove aveva lasciato: un anno fa, proprio a Torino, Sinner aveva conquistato il suo primo titolo Master al termine di una cavalcata perfetta con cinque vittorie.

Prima della partita, sul campo dell’Inalpi Arena si sono esibiti i The Kolors, che hanno “scaldato” il pubblico con il Music Break, una delle novità delle Finals 2025.

Esordio amaro invece per Lorenzo Musetti, alla sua prima assoluta nel torneo. L’azzurro ha ceduto contro Taylor Fritz con il punteggio di 6-3, 6-4 in un’ora e 42 minuti di gioco, pagando qualche errore di troppo nei momenti decisivi.

TORINO CLICK

A processo 16 ex manager delle Molinette

Sono stati rinviati a giudizio 16 ex manager delle Molinette di Torino, che avevano gestito l’azienda ospedaliera tra il 2013 e il 2023. Tra le accuse  a seconda dei ruoli, truffa e falso ideologico in atto pubblico nell’inchiesta relativa ai bilanci in rosso con buchi nei conti per crediti non incassati e falsi in bilancio. Il danno erariale, secondo l’accusa, si aggirerebbe intorno ai 10 milioni di euro,  riguardanti in particolare la  libera professione.