Nemmeno il tempo di metabolizzare la conclusione delle Olimpiadi di Milano-Cortina che la stagione del ghiaccio corre via veloce verso il suo rush finale. E l’attenzione si sposta rapidamente su Torino e sul Palaghiaccio Tazzoli, laddove nel fine settimana a cavallo tra febbraio e marzo si disputeranno i Campionati Italiani Assoluti di short track, organizzati in collaborazione tra FISG e Velocisti Ghiaccio Torino.
Un evento ad alto tasso di adrenalina che permetterà al pubblico sabaudo di osservare da vicino i migliori interpreti del panorama nazionale, nel contesto di una manifestazione nella quale verranno assegnate medaglie su ciascuna distanza singola (500-1000-1500 metri), oltre al titolo assoluto overall che incoronerà i vincitori al maschile e al femminile nella sommatoria delle classifiche, succedendo nell’albo d’oro a Pietro Sighel ed Elisa Confortola. All’interno della due giorni di competizione, con inizio fissato sempre alle ore 9, si svolgerà anche la tappa del circuito giovanile Coppa Italia Junior categorie C e D.
A fare gli onori di casa nella manifestazione torinese è Angela Barbera, presidente della VGT: «Ospitare i Campionati Italiani Assoluti di Short Track è per la Velocisti Ghiaccio Torino un grande onore e una responsabilità verso il movimento sportivo e la nostra città. Accoglieremo i migliori atleti italiani e le nostre stelle olimpiche, da Elisa Confortola a Pietro Sighel e Thomas Nadalini, offrendo uno spettacolo di altissimo livello. Sarà inoltre un momento significativo per rendere omaggio ad Andrea Cassinelli, torinese doc, che ha chiuso la carriera con il bronzo olimpico in staffetta maschile: un esempio di dedizione e appartenenza per i nostri giovani. Ringraziamo la Federazione Italiana Sport del Ghiaccio per la fiducia e il costante impegno nello sviluppo della disciplina. Ci auguriamo che l’energia olimpica contribuisca a valorizzare ulteriormente uno sport ancora di nicchia, ma capace di regalare emozioni straordinarie».



d’ormeggio perché era stata annunciata la visita di un pezzo grosso all’hotel Beau Rivage. L’Hotel era proprio lì, dall’altra parte della strada che attraversava il paese. Olimpo, scalpellino nella cava di granito rosa, era finito ai ferri perché reo di aver canticchiato in un’osteria un motivetto che il Podestà aveva giudicato offensivo nei confronti del regime e del Regno. In realtà, il povero tagliapietre – un po’ brillo – aveva improvvisato un’innocua e vecchia tiritera che più o meno suonava così: “Viva il Re, viva la regina e viva la capra della Bettina”, animale reso famoso dall’eccellente e copiosa produzione di latte. Uno scioglilingua che però era stato mal interpretato e così, ai soliti due reprobi si aggiunse pure il terzo. Il problema derivò dal maltempo. Una forte perturbazione stava imperversando tra il lago e le alture del Mottarone e, in poco tempo, le onde s’ingrossarono trasformandosi in schiumosi cavalloni che s’infrangevano sulla massicciata ricavata dalla passeggiata del lungolago. Immaginarsi che inferno anche là sotto, per i tre prigionieri. A tratti le onde li sommergevano per poi ritirarsi, lasciandoli infreddoliti e in balia di altri, gelidi, schiaffi d’acqua. Tutti e tre furono costretti, loro malgrado, a bere quell’acqua dal cattivo sapore. Soprattutto Lucio che, una volta liberato, giurò di non toccar più una goccia di quel liquido tremendo, limitandosi – pur nelle restrizioni dell’epoca – a sorseggiare soltanto vino, compreso quello aspro e ruvido, che legava in bocca, spillato dalla botte dell’osteria della Miniera, su in Tranquilla.

