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McDonald’s apre un nuovo ristorante a Borgaro Torinese

Il ristorante ha assunto 53 persone

Borgaro Torinese, 30 dicembre 2025 – Aprirà venerdì 2 gennaio il nuovo ristorante McDonald’s di Borgaro Torinese, situato in via Stati Uniti, 1. Trentatreesimo McDonald’s in provincia ha portato a 53 nuove assunzioni; un team di lavoro che proviene dal Comune di Borgaro Torinese e dall’area limitrofa.

Sabato 10 gennaio, alle ore 16:00 ci sarà la cerimonia di inaugurazione con le istituzioni locali e una festa aperta a tutti con tante attività e intrattenimento.

«Sono entusiasta di annunciare l’apertura di un nuovo ristorante McDonald’s proprio qui a Borgaro Torinese», commenta Pamela Zanelli, Licenziataria McDonald’s. «Il mio obiettivo, insieme con tutto il mio team, è quello di offrire momenti unici di convivialità e il nostro pieno supporto al territorio locale, generando non solo occupazione, ma anche valore sociale. Sono sicura che, con i nostri servizi e la nostra nuova offerta di ristorazione in questa parte della città, potremo diventare un punto di riferimento per tutta la comunità locale».  

Il nuovo McDonald’s conta un totale di 274 posti a sedere ed è dotato di kiosk digitali che permettono di ordinare in totale autonomia, personalizzando alcune ricette e modificando alcuni ingredienti. Un’innovazione che consente ai clienti di attendere il proprio ordine comodamente seduti al tavolo del ristorante.

Il locale mette a disposizione dei suoi clienti il McCafé: un luogo di ritrovo ideale per condividere con gli amici o in famiglia la colazione mattutina, per fare una pausa caffè veloce o per ritagliarsi un momento di gusto nel corso della giornata. Qui i clienti possono, infatti, non solo gustare un caffè di qualità ma anche scegliere tra la varietà di bevande calde, fresche spremute e gustosi prodotti da forno, tutti provenienti da aziende italiane.

Il ristorante ha una doppia corsia McDrive grazie alla quale è possibile ordinare, pagare e ricevere il proprio ordine direttamente dalla propria auto.

Il ristorante ha pensato anche ai più piccoli. All’interno della sala si trova infatti uno spazio interamente dedicato ai bambini, con una serie di servizi che regalano alle famiglie momenti di spensieratezza e divertimento; all’esterno del locale, possono intrattenersi nell’area giochi a loro dedicata. Sempre alle famiglie è dedicato anche il servizio che permette ai più piccoli di celebrare il proprio compleanno, organizzando una festa a tema proprio all’interno del ristorante.

Il nuovo McDonald’s sarà aperto da domenica a giovedì dalle 7:00 alle 24, venerdì e sabato fino alle 2:00; la doppia corsia McDrive sarà disponibile da domenica a giovedì dalle 7:00 alla 1:00, venerdì e sabato fino alle 3:00. Nel locale sarà attivo anche il servizio McDelivery.

cs

Pentenero (PD): “RSA, aumenti fino al 10%: chiesti chiarimenti alla Giunta”

“Ho presentato un’interrogazione in Consiglio regionale per chiedere alla Giunta chiarimenti urgenti in merito agli annunciati aumenti delle rette nelle RSA a partire dal 1° gennaio 2026. Secondo numerose segnalazioni raccolte da famiglie piemontesi e da associazioni del settore, infatti, diverse strutture residenziali avrebbero comunicato incrementi unilaterali delle tariffe fino al 10%, riguardanti i posti non convenzionati con il Servizio Sanitario Regionale” afferma la Presidente del Gruppo Pd in Consiglio regionale Gianna Pentenero.

“L’aumento appare ancora più ingiustificato se si considera che il Patto per un Welfare innovativo e sostenibile, firmato nel 2024, garantiva il mantenimento delle tariffe per i posti privati. Mentre le famiglie piemontesi affrontano già costi elevatissimi per garantire ai propri cari non autosufficienti un’assistenza dignitosa, i gestori continuano a beneficiare delle deroghe assunzionali introdotte in pandemia, senza che ciò si traduca in un miglioramento dei servizi. È inaccettabile che, a fronte di condizioni agevolate e di impegni formali presi con la Regione, si proceda con aumenti che rischiano di mettere in ginocchio migliaia di cittadini che stanno già affrontando una crisi economica e sociale che dura ormai da anni” aggiunge la Presidente Pd.

“Chiedo alla Giunta di far rispettare le proprie delibere e di impedire rincari ingiustificati che tradiscono la fiducia delle famiglie e minano la credibilità delle politiche regionali sul welfare” conclude la Presidente Pentenero.

Da Torino a Parigi: le leggende del rally della Fondazione Macaluso a Rétromobile

La Fondazione è stata scelta dal salone più prestigioso al mondo per il motorismo storico al fine di curare la retrospettiva ufficiale del suo 50° anniversario.‌ Il 2026 della Fondazione Gino Macaluso per l’Auto Storica si aprirà sul palcoscenico più prestigioso al mondo. Dopo aver registrato un’affluenza record al Museo Nazionale dell’Automobile di Torino e aver conquistato il pubblico asiatico con il tour al Fuji Motorsports Museum, la mostra “The Golden Age of Rally” approda a Parigi, a Rétromobile, la fiera internazionale più importante dedicata alle auto d’epoca e al motorismo storico.
In occasione della 50ª edizione di questo evento iconico, dal 28 gennaio al 1° febbraio 2026, la Fondazione sarà nel Padiglione 7.2 di Paris Expo Porte de Versailles, che ospiterà “L’Âge d’Or du Rallye”: una narrazione culturale che, attraverso le vetture simbolo della collezione come la Lancia Stratos, l’Audi Quattro, la Renault R5 Turbo e la Toyota Celica, racconterà l’evoluzione del costume e della tecnica automobilistica tra gli anni ’60 e gli anni ’90.

“Dopo l’incredibile affetto ricevuto a Torino e la collaborazione con Toyota in Giappone, approdare a Rétromobile ha per noi un significato speciale – ha dichiarato Monica Mailander Macaluso, Presidente della Fondazione – essere presenti in quella che è considerata la vetrina più autorevole e importante a livello globale per il motorismo storico è un riconoscimento inestimabile al valore della nostra collezione. Celebrare i 50 anni del salone con questa mostra è un onore che premia la nostra visione: l’auto storica come veicolo di cultura capace di unire il mondo”.

Mara Martellotta­‌   ­‌   ­‌

Quasi 200 pastiglie di droga sequestrate nei Giardini Madre Teresa

La Polizia di Stato ha arrestato a Torino un uomo di ventinove anni originario del Ghana per detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio.

Durante i controlli effettuati nei “Giardini Madre Teresa di Calcutta” di Torino, gli investigatori della Squadra Mobile hanno notato un gruppo di persone che bivaccavano, notando che una di queste stava contando del denaro. A quel punto due persone hanno iniziato a fischiare, con lo scopo di avvisare l’uomo della presenza dei poliziotti. Nonostante il tentativo di fuga, il ventinovenne è stato bloccato dagli agenti.

Perquisito, gli sono stati trovati indosso mille euro in contanti, oltre a 191 pastiglie di MDMA, 3 panetti di hashish e vari involucri di cocaina e marjuana oltre a un coltello ancora sporco di sostanza stupefacente.

La Procura della Repubblica ha richiesto e ottenuto la convalida dell’arresto.

Grimaldi (Avs): Quereleremo chi ci accosta ad Hamas 

La destra ha aperto safari umano contro chi indossa kefiah per coprire loro complicità con crimini di guerra
Non abbiamo nulla di cui scusarci. Quereleremo chiunque continui a diffondere menzogne e ad accostarci ad Hamas. A differenza di chi oggi ci attacca, noi non finanziamo il terrorismo, non vendiamo armi a regimi che commettono crimini di guerra, non chiudiamo gli occhi di fronte a un genocidio.
Lo afferma Marco Grimaldi di Avs.
Il 7 ottobre – prosegue il vicecapogruppo rossoverde alla Camera – è stato un crimine orribile che abbiamo condannato senza ambiguità. Ma non accettiamo che venga usato per giustificare 70.000 morti a Gaza, la distruzione sistematica di un popolo, e il silenzio complice di chi si proclama difensore del diritto internazionale “fino ad un certo punto”.
È in corso una vera e propria caccia al movimento che vuole riconoscere lo stato palestinese e formare occupazione e apartheid, a chi come noi indossa una kefiah anche in aula. E mentre si costruiscono dossier finti e si alimentano sospetti, si tenta di criminalizzare l’opposizione politica. Ma noi non abbiamo paura. Non ci faremo intimidire. Continueremo a stare dalla parte della legalità internazionale e della dignità umana. E a chi ci vuole zittire, rispondiamo con la forza della verità e della democrazia. Sarà la nostra gente e la costituzione a fermare – conclude Grimaldi – questo safari umano.

Asti–Cuneo, completata l’autostrada dopo oltre vent’anni di lavori

A33 Asti–Cuneo, da domani l’autostrada è percorribile su tutto il tracciato

Cherasco (CN), 29 dicembre 2025 – Da domani, 30 dicembre, l’autostrada A33 Asti–Cuneo sarà interamente percorribile da Asti a Cuneo. Nella fase iniziale il tratto tra lo svincolo di Alba Ovest e Cherasco sarà transitabile gratuitamente, in attesa dell’entrata in esercizio a piena capacità dell’infrastruttura. In prossimità di Cherasco è previsto un breve tratto a carreggiata unica, con traffico in entrambe le direzioni.

L’A33 si sviluppa per circa 90 chilometri ed è suddivisa in due tronchi principali collegati all’autostrada A6 Torino–Savona. L’arteria consente il collegamento tra la A21 Torino–Piacenza–Brescia e il territorio cuneese, fornendo un collegamento diretto tra l’area di Cuneo e le principali direttrici autostradali del Nord Ovest.

I lavori dell’autostrada sono iniziati alla fine degli anni Novanta e sono proseguiti per lotti successivi, con l’apertura progressiva dei vari tratti tra il 2005 e il 2012. L’ultimo segmento, compreso tra Alba Ovest e Cherasco, ha richiesto un investimento di circa 220 milioni di euro ed è stato realizzato in 15 mesi. Secondo i dati della società concessionaria, al cantiere hanno partecipato circa 400 addetti, 15 imprese e 130 fornitori.

Sul completamento dell’opera sono intervenuti rappresentanti delle istituzioni nazionali e regionali, che hanno sottolineato gli effetti attesi sul sistema dei trasporti, sui collegamenti con i porti liguri e sull’organizzazione della logistica nell’area cuneese e più in generale in Piemonte.

Nel corso dei lavori sono state adottate soluzioni a ridotto impatto ambientale, tra cui l’impiego di materiali riciclati per il manto stradale e la realizzazione di un’area umida in prossimità del torrente Talloria. È stato inoltre installato un passaggio sopraelevato per la fauna, progettato per favorire gli spostamenti di una colonia di pipistrelli presente nell’area.

Durante gli scavi, seguiti dalla Soprintendenza competente, sono emersi reperti archeologici su un tratto di circa 150 metri nei pressi del Ponte Tanaro 4: un insediamento risalente tra la tarda Età del Bronzo e l’inizio dell’Età del Ferro e una necropoli romana del I secolo d.C.

Parallelamente all’apertura dell’autostrada sono previste opere di raccordo con la viabilità locale. Un Protocollo d’Intesa tra Regione Piemonte, Provincia di Cuneo, Comuni interessati e concessionaria definirà una serie di interventi per migliorare i collegamenti con i caselli di Alba Ovest e Cherasco. Tra le opere programmate figurano adeguamenti della rete provinciale, nuove interconnessioni, varianti stradali, un nuovo ponte sul Tanaro, percorsi ciclopedonali e interventi di messa in sicurezza idraulica.

Incidente sul lavoro: 73enne muore schiacciato dal muletto

Stava lavorando quando è rimasto schiacciato dal muletto che stava guidando: morto un 73enne. Si tratta dell’ennesima tragedia sul lavoro, questa volta avvenuta nell’Astigiano, nel comune di Mongardino, dove l’uomo si trovava in un’area privata e stava trasportando del materiale da un punto all’altro.

Secondo una prima ricostruzione dell’accaduto, l’anziano avrebbe improvvisamente perso il controllo del mezzo durante una manovra, finendo per rimanere schiacciato sotto. Sul posto sono intervenuti tempestivamente i soccorsi e l’elisoccorso del 118, che hanno tentato di rianimarlo, ma non c’è stato nulla da fare.

Presenti anche i carabinieri della caserma di Castello d’Annone e gli ispettori del servizio di prevenzione dell’Asl, che hanno effettuato i rilievi e gli accertamenti per chiarire la dinamica dell’incidente.

VI.G

Sventato colpo al bancomat di UniCredit, ladri in fuga

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Nuovo tentativo di furto in un bancomat del Torinese. Il colpo non è andato a segno, a Bruino in piazza Municipio alla filiale di UniCredit. Alle 3 di notte si è sentito un forte scoppio, ma sono intervenuti i Carabinieri. Tre malviventi a volto coperto sono fuggiti su un Suv scuro e sono riusciti a sfuggire all’inseguimento dei militari.

“Il vicolo e altri racconti”, l’uomo e il cambiamento nel nuovo libro di Alessandro Valabrega

Dopo il romanzo “Tra i denti dello squalo” e la raccolta di poesie “Andante con moto”, la Paola Caramella Editrice ha pubblicato la nuova fatica letteraria del giornalista e fotografo Alessandro Valabrega, intitolata “Il vicolo e altri racconti”.
Un vicolo dove si incrociano i destini di quattro personaggi agli antipodi: una pornostar alle soglie della pensione, una giornalista alla ricerca di fumo, un’appassionata di musica balcanica in una sera d’estate e una misteriosa segretaria indiana. Questi, e molti altri, i protagonisti de “Il vicolo e altri racconti”, storie diverse con il tema centrale della realtà a fare da fil rouge, una realtà che, per essere compresa, chiede di abbattere le barriere dell’ipocrisia e del conformismo.

Se la realtà è il tema centrale e sfondo dell’opera, vi è una sua conseguenza, abbastanza evidente, che ancora meglio può descrivere quell’inquietudine, quella necessità di movimento, di cui Valabrega scrive e descrive con dovizia di particolari senza perdere l’incedere della narrazione, che ben rappresenta una sorta di malinconia novecentesca e le domande, terribili poiché primordiali, dell’uomo contemporaneo: la dimensione del cambiamento. I personaggi di Valabrega sembrano tutti un po’ in ritardo sull’orologio del cambiamento: un po’ clichè e opprimente nel cuore di chi lo incarna, una sorta di ombra per chi, incantato da una realtà più soggettiva che oggettiva, deve cambiare prospettiva, abitudini e riti, modellare un nuovo modo di essere anche attraverso il cambiamento dell’altro. Temi certamente contemporanei, ma che provengono da lontano, da quei prodromi mai del tutto interiorizzati, ma letterariamente molto amati, che giungono dalle opere di Kafka, se pensiamo al suo racconto più noto, “La metamorfosi”, in cui neppure la famiglia del povero, sventurato Gregor Samsa, può sopportare la mutazione in grosso insetto dell’incolpevole protagonista, o ancora Pirandello in “Uno, nessuno e centomila”, in cui il protagonista più intenso e vero è rappresentato dall’impotenza verso la propria identità, e poi Pessoa, il poeta della “sola moltitudine, e ancora i più moderni Tabucchi e Cortazar.

L’incedere della narrazione di Alessandro Valabrega sembra ripercorrere lo stile e le volontà delle opere e degli autori sopracitati. Una sorta di Imitatio, quel genere letterario incentrato sull’imitazione dei maestri, alla base della continuità della letteratura, mai visionaria, e paradossalmente attuale, come ai giorni nostri. Emergono fortemente, in quest’opera, le fasi che il cambiamento deve attraversare per evolvere in una realtà che tutti noi siamo abituati a indicare come “normalità”. Fasi e dimensioni che sembrano dover passare attraverso ciclici scandali e brutalità emotive, torture e aberrazioni visive, ma la realtà più scabrosa, e qui Valabrega ha evidenziato intensamente il vero fine della sua narrazione, è la nostra incapacità di affrontare veramente il cambiamento.

Mara Martellotta

Il Re ed IA

IL PUNTASPILLI di Luca Martina

La rivista statunitense Time dedica sin dal 1927 l’ultima copertina di dicembre alla “Persona dell’anno”.

Nel 2024 era stata riservata al neoeletto presidente Trump, il quale non ha certo deluso le aspettative, diventando nell’anno appena trascorso il re delle cronache politiche, economiche e di costume (lo stesso Time aveva definito quella che stava iniziando “L’era di Trump”).

Le critiche nei confronti della sua gestione del potere sono sfociate nel “No Kings day”, celebrato il 14 giugno 2025, giorno del compleanno del POTUS, un’imponente manifestazione di protesta, organizzata dai movimenti progressisti Indivisible 50501, nata proprio per affermare che “in America non ci sono re” e per denunciare ciò che i promotori considerano derive autoritarie del governo federale.

Per il 2025 la scelta del Time è ricaduta sull’intelligenza artificiale e sui suoi architetti, raffigurati plasticamente seduti, in una rielaborazione della celebre fotografia del 1932, su di una trave dell’  RCA building di New York: “Per aver inaugurato l’era delle macchine pensanti, per aver stupito e inquietato l’umanità allo stesso tempo, e per aver trasformato il presente ampliando i confini del possibile”.

Non a caso, molti di questi “architetti” avevano presenziato alla fine dello scorso anno alla cerimonia di insediamento del presidente statunitense, dal quale raccolgono, così, idealmente il testimone.

La scelta, sebbene irrituale (la “persona” è sostituita, per la prima volta, da una realtà astratta) sembra cogliere perfettamente lo spirito dei tempi; siamo, infatti, nel pieno di una trasformazione paragonabile alla rivoluzione industriale o all’avvento di Internet, ma molto più rapida e pervasiva.

Nel 2025 non abbiamo semplicemente assistito all’ennesimo balzo tecnologico. Abbiamo varcato una soglia. L’intelligenza artificiale, per anni confinata nei laboratori, nei test pilota e nelle promesse futuristiche, è uscita dalla teoria ed è entrata con forza nell’ingranaggio quotidiano dell’economia globale.

Secondo il World Economic Forum, è stato l’anno in cui l’IA è diventata un’infrastruttura, non più un esperimento: ormai è presente in ogni settore, dalle fabbriche ai servizi, dalla sanità alla sicurezza digitale, ridisegnando l’idea stessa di tecnologia e il nostro rapporto con essa.

Ma la rivoluzione non è soltanto industriale: è cognitiva, culturale e geopolitica.

A gennaio, la startup cinese DeepSeek ha lanciato il suo modello R1, capace di ragionare quasi quanto i sistemi più avanzati ma sviluppato ad una frazione del costo. Quel rilascio, definito da TIME un “wake-up call”  (una sveglia, un campanello di allarme) per gli Stati Uniti, ha scosso il mercato globale e infranto l’idea che l’avanguardia dell’IA fosse un monopolio americano.

L’IA ha anche smesso di essere un bene d’élite: è diventata un’arma competitiva alla portata di molti e, anche per questo, tanto potente quanto pericolosa (per il suo utilizzo a fini criminali, per fare circolare notizie false e falsificare identità).

E non è più solo nei libri di fantascienza ma nella realtà quotidiana che possiamo trovare un’IA in grado di “pensare”, non certo nel senso umano del termine ma in quello tecnologico, con sistemi capaci di ragionare, pianificare, discutere, lavorare in autonomia ed interagire con il mondo attraverso molteplici modalità, linguaggio, immagini, suoni ed azioni.

Google, nel suo bilancio annuale, ha sottolineato come i nuovi modelli siano passati da strumenti a veri e propri “compagni cognitivi”, in grado di esplorare e collaborare con gli esseri umani in contesti sempre più complessi. Proprio Google ha lanciato a settembre Gemini 3, eletto, superando concorrenti come ChatGPT e Claude (sviluppata da Anthropic), miglior modello al mondo di intelligenza artificiale da LMArena, piattaforma pubblica, creata da ricercatori dell’Università di Berkeley e dell’organizzazione no profit LMSYS, per valutare e confrontare i modelli di intelligenza artificiale tramite votazioni umane in tempo reale.

Stiamo assistendo anche alla rivoluzione industriale 2.0, che utilizza massivamente robot più agili, sistemi autonomi più affidabili e processi automatizzati che hanno trasformato il lavoro fisico e intellettuale. Tesla, Amazon e decine di altri colossi hanno già introdotto robot antropomorfi capaci di manipolare oggetti delicati o svolgere compiti logistici avanzati.

Ciò che fino al 2024 sembrava sperimentale, nel 2025 è diventato routine: non si parla più di fabbriche intelligenti, ma di fabbriche sostenute dall’IA.

La rivoluzione, però, non è solo tecnologica ma anche economica e geopolitica.

Secondo uno studio di Jason Furman (economista di Harvard ed ex capo del Council of Economic Advisers) negli Stati Uniti gli investimenti in infrastrutture legate all’IA (data center, software, attrezzature informatiche) hanno rappresentato il 4% del PIL e hanno generato quasi il 92% della crescita del PIL nella prima metà del 2025.

L’IA ha trainato il mercato, ridefinito la concorrenza globale e costretto interi Paesi a ripensare la propria strategia industriale. L’India ha lanciato un piano da 500 miliardi di dollari per diventare una superpotenza dell’IA, mentre Stati Uniti e Cina si sono trovati a ridefinire ruoli e priorità in una competizione sempre più serrata. La posta in gioco non è più solo l’innovazione: è la leadership sul futuro.

Infine, c’è la rivoluzione sociale. L’IA ha cambiato il modo in cui pensiamo, scriviamo, creiamo, ci informiamo. Ha riscritto il concetto di lavoro, costringendo milioni di professionisti a reinventarsi, introdotto interrogativi etici urgenti e ridefinito la frontiera tra autonomia umana ed automazione.

Per molti tutto ciò è fonte di fascinazione; per altri, di inquietudine ma per tutti è ormai impossibile da ignorare.

L’impatto si è sentito anche nei mercati finanziari, trainati dalle società tecnologiche legate all’esplosione degli investimenti nell’intelligenza artificiale (in particolare negli Stati Uniti).

Per gli investitori europei, però, buona parte del rendimento generato dal mercato statunitense è stato vanificato dalla debolezza del dollaro e ci si interroga se il 2026 sarà dominato dagli stessi temi o se emergeranno nuove tendenze.

La crescita economica mondiale rimarrà probabilmente sostenuta, intorno al 2,5%, in leggero rallentamento rispetto al 2025, ma rimangono ancora tutti da scoprire gli impatti positivi, sulla produttività delle imprese, o negativi, sulla creazione di nuovi posti di lavoro, che deriveranno dagli enormi investimenti fin qui realizzati.

Per quanto riguarda i mercati finanziari, gli analisti finanziari prevedono, così come avveniva l’anno scorso, dei ritorni moderatamente positivi (tra il 5 e il 10%) che sono, per la verità, piuttosto rari: nella storia, infatti, prevalgono largamente le forti salite (la pace in Ucraina sarebbe di aiuto) o, molto più raramente, discese (la ripartenza dell’inflazione, a causa dei dazi, potrebbe innescare una forte correzione) …

Prepariamoci, dunque, ad essere nuovamente sorpresi e che il nuovo anno superi di gran lunga le vostre più rosee aspettative!