ilTorinese

Il libro della giungla a teatro

Teatro Concordia

Domenica 22 febbraio, ore 16

 

 

Il linguaggio del teatro danza e del teatro di narrazione nello spettacolo tratto dai racconti di Kipling

 

 

Il piccolo Mowgli, trovato da un branco di lupi, impara a vivere nella giungla e rispettarne le leggi. I suoi mentori, Baloo l’orso e Bagheera la pantera, lo conducono attraverso le insidie e i pericoli che un cucciolo d’uomo deve affrontare nella foresta tropicale.

Lo spettacolo è tratto dai racconti de Il libro della giungla del premio Nobel per la letteratura Rudyard Kipling, un’opera narrativa di formazione dove emergono valori universali di rispetto dell’altro e di relazione con le leggi della natura. La compagnia Fantateatro mette in scena questo capolavoro attraverso i linguaggi del teatrodanza e del teatro di narrazione. Abili ballerini danno vita agli animali danzando su musiche eseguite dal vivo, mentre un narratore racconta la storia, aiutato da piccole riproduzioni dei protagonisti. A rendere lo spettacolo ancora più speciale sono i costumi creati da Federico Zuntini: spettacolari teste scolpite nel polistirolo che trasformano gli interpreti negli abitanti della giungla.

Info

Teatro della Concordia, corso Puccini, Venaria Reale (TO)

Domenica 22 febbraio 2026, ore 16

Il libro della giungla

Favole a Merenda

Da Rudyard Kipling

Adattamento e regia di Sandra Bertuzzi

Allestimento scenografico di Federico Zuntini

Musiche eseguite dal vivo da Marco Zanotti (percussioni)

Costumi Atelier Fantateatro

Produzione Fantateatro

Dai 3 anni

Biglietti: adulto 10 euro, bambino 7 euro

www.teatrodellaconcordia.it

011 4241124 – info@teatrodellaconcordia.it

 

Chieri, sala gremita per il bestseller ‘Sveglia!” di Pietro Senaldi

A dialogare con il Condirettore di Libero anche Luca Pantanella di ‘FMPI’ e Maurizio Scandurra de ‘La Zanzara’ di ‘Radio24’.

Si è tenuta venerdì 13 febbraio scorso alle ore 21.00 presso la Sala Conferenze della ‘Biblioteca Civica’ di Chieri, nel Torinese, la presentazione dell’ultimo bestseller “Sveglia!” di Pietro Senaldi, Condirettore del quotidiano ‘Libero’ e apprezzato saggista, scritto a quattro mani con Giorgio Merli ed edito da ‘Marsilio’.

A introdurre i lavori innanzi a un pubblico ampio e partecipativo, il commercialista Roberto Pezzini, Presidente del locale Comitato Centro Storico, che ha poi dato la parola a Maurizio Scandurra, giornalista radiotelevisivo nonché opinionista del programma ‘La Zanzara’ di ‘Radio24’ e a Luca Pantanella, Vice Presidente Nazionale di ‘FMPI – Federazione Medie e Piccole Imprese’.

Economia, politica, ambiente, Europa, tutti temi d’attualità stringente passati al setaccio con onestà intellettuale e dovizia di argomentazioni da Pietro Senaldi, anche ricorrente opinionista tv nei maggiori talk-show generalisti, e riletti secondo il criterio verità-bugia con cui, nel corso del libro, ha contribuito, dati alla mano, a sfatare miti ricorrenti.

Sala gremita, che ha visto la partecipazione, in prima fila, anche dell’imprenditore edile Rosario Tuccio, vittima di un’interdittiva antimafia ingiusta annullata e dichiarata infondata dal Tar della Lombardia, a testimonianza di un caso di buona giustizia risoltosi felicemente, sul fil rouge invece di un commento generale di disappunto dei relatori alle infelici parole del Procuratore Capo di Napoli Nicola Gratteri rivolte nei giorni scorsi ai cittadini italiani che voteranno ‘SI’ al prossimo referendum sulla Giustizia.

Al termine dell’incontro-dibattito pubblico, Pietro Senaldi si è concesso ai presenti con l’umiltà e la cortesia che da sempre lo contraddistinguono, tra firmacopie e selfie presso lo stand della Libreria Mondadori Centro Storico che ha organizzato e promosso l’evento.

Ferramenta e Casalinghi, è tempo di “Expo Machieraldo 2026”

L’atteso evento di riferimento di settore protagonista sabato 21 e domenica 22 Febbraio presso l’area espositiva “Malpensa Fiere” di Busto Arsizio (Va).

Nuova partenza d’anno col botto per la ‘Machieraldo Gustavo Spa’, dal 1910 azienda leader in Italia nel settore ferramenta, casalinghi e sicurezza.

Nata in Piemonte, a Cavaglià, ha conosciuto in oltre un secolo uno sviluppo crescente che ne ha fatto un’impresa fiorente e in continua espansione.

Torna infatti “Expo Machieraldo”, atteso evento di riferimento per quanti operano nel comparto, che quest’anno festeggia 9 candeline dal suo debutto. Una kermesse che ha visto sfilare i migliori marchi legati alla grande distribuzione e al commercio al dettaglio per tutto quanto concerne il mondo dei beni e prodotti di largo consumo tanto per casa, bottega, ufficio o impresa.

Una rassegna che, per l’edizione in corso pronta ad andare in scena i prossimi 21 e 22 febbraio, conta di richiamare su invito un pubblico specializzato ancora più ampio pronto a scoprire tutte le novità che attendono quanti operano in ambito professionale in tale contesto.

Grande attenzione, come sempre, da parte del Board ‘Machieraldo Spa’ in termini di attenzione, accoglienza e stimolo ai partecipanti, con promotion benefit dedicati a sorpresa per quanti si tufferanno a piè pari in una full immersion di un intero weekend riservato, per l’appunto, a ferramenta, casalinghi, sicurezza e dintorni.

Per l’occasione, un parterre di ospiti speciali individuati fra nomi di punta e volti noti legati ad attualità, cronaca e showbusiness.

Tra essi, ospite d’eccezione sarà Diletta Leotta, Ambassador ospite di ‘Upower’, figura amatissima dal grande pubblico. Mentre il giorno prima, a precederla, sarà un trio di giornalisti e anchorman d’attacco dell’informazione italiana: Giuseppe Cruciani, ideatore e altrettanto iconico conduttore e voce de ‘La Zanzara’ di ‘Radio24’, il programma radiofonico e podcast più seguiti d’Italia. Con lui anche Pietro Senaldi, Condirettore di ‘Libero’.

A moderarli entrambi, in un originale talk-show tra il serio e il faceto promosso in collaborazione con ‘Libreria Mondadori’ di Chieri (TO), Maurizio Scandurra, anch’egli opinionista radiotelevisivo dell’arena quotidiana in FM e in streaming firmata proprio da Cruciani: che presenterà al pubblico ‘Ipocriti!’, suo ultimo bestseller per ‘Cairo Editore’, con Senaldi pronto invece a raccontare ‘Sveglia!’, libro di altrettanto successo appena pubblicato sotto l’insegna di ‘Marsilio Editore’. Al termine dello show, i protagonisti saranno disponibili per foto e firmacopie con i presenti in sala.

“Expo Machieraldo 2026” è un evento prodotto da ‘Ma.Mu Marketing Multimediale Srl’, con la supervisione artistica e l’ottimizzazione di Sebastian Galimberti. Così Michele Raselli, Ceo di ‘Machieraldo Gustavo Spa”: “La nostra è una realtà che ha fatto delle relazioni dirette e dell’interazione spontanea il mood ricorrente alla base della propria crescita. La rassegna in oggetto costituisce al contempo un punto di partenza e un traguardo con cui ringraziare coloro che ci permettono, anno dopo anno, di continuare a fare il mestiere che amiamo. Crediamo fortemente nella sintesi famiglia, lavoro, coraggio e successo: l’equazione sempre verificata su cui poggia il nostro modo di essere e fare azienda. Siamo lieti di condividere il nostro successo con quanti ogni giorno ci consentono di scriverlo, secondo quelle linee guida di impegno, operosità e principio di redistribuzione della ricchezza che animano il nostro mondo dal Fondatore a oggi”.

Maggiori informazioni sul sito www.machieraldo.it.

Ritorna pian piano a camminare… l’“Anatra Zoppa”

Nello storico “Circolo” di Barriera di Milano, “Arci Torino” inaugurerà un nuovo “hub” tra welfare, cultura e sostenibilità

Calate le serrande nel 2020, dopo anni di onorata e solidale attività a supporto (sociale e culturale) della comunità locale, nella storica sede di via Courmayeur 5, sono alle battute finali i lavori di ristrutturazione del “nuovo” Circolo Arci “Anatra Zoppa”, uno dei luoghi simbolo della “Barriera di Milano”.anatra

Nato negli anni Settanta come scuola elementare, dal 1987 “Anatra Zoppa” (strano nome ispirato alla metafora politica “lame duck”, richiamante per l’appunto l’idea di “solidarietà”) è uno dei principali “Circoli Arci” di Torino,  costante punto di riferimento per il quartiere e per tutta la città, nonché presidio di cittadinanza attiva e sperimentazione culturale. Dopo la pandemia, l’Associazione si è tuttavia vista costretta a cedere il testimone al “Comitato Arci” cittadino che, dal 2020, ha trasferito in quella sede numerose attività di sostegno alla popolazione. L’edificio necessitava, in ogni caso, di importanti interventi di riqualificazione, di messa a norma e di potenziamento, alla luce delle nuove, previste funzionalità.

Spiega in proposito Daniele Mandarano, presidente di ‘Arci Torino’: “L’investimento è stato oneroso come non mai: abbiamo scelto il quartiere più popoloso, più giovane e al contempo più fragile della Città, perché crediamo che sia a Barriera che si può costruire un pezzo della Torino del futuro, transculturale, pubblica, innovativa e popolare. E perché questo avvenga quel territorio va vissuto, raccontato, presidiato, e questo è il nostro modo di farlo. Daremo nuovo corso a un circolo che ha fatto la storia della nostra Associazione, con inedite funzioni sociali e culturali. E’ un risultato possibile solo grazie al contributo delle 80mila persone che ogni anno si iscrivono all’‘Arci’ a Torino, tramite le nostre Associazioni. Così, il cantiere all’“Anatra Zoppa” – che ha ricevuto 230mila euro di contributi “PNRR” e 70mila euro di finanziamento grazie al “Piano inclusione sociale”,  mentre 350mila sono d’“investimento diretto” di “Arci Torino” – è oggi alle battute finali. “La ristrutturazione dell’edificio – ancora Mandarano – è stata pensata per potenziare le funzioni già svolte dallo snodo di ‘Torino Solidale’, con l’ampliamento e la riorganizzazione dello spazio di ‘distribuzione alimentare’ e la creazione di spazi per gli ‘sportelli di segretariato sociale, facilitazione digitale, ascolto psicologico e consulenza legale’.

Non solo. L’obiettivo, infatti, è ancora più ampio e ha guardato anche alla storica funzione culturale e sociale dell’“Anatra”: ovvero “creare un ‘hub aperto al quartiere’ dotato anche di un ‘ristorante sociale’, una ‘sala multifunzionale’ per spettacoli dal vivo e un ‘vasto ‘spazio aperto’”. Detto in soldoni, si parla di ben 800 metri quadrati di “spazi interni”, adibiti all’“Emporio” e al “Ristorante Sociale” e ad una Sala per “Spettacoli dal vivo”. Previsti anche 3mila metri quadrati di “area esterna”, con un “giardino biodiverso”, l’“arena spettacoli” e l’“orto di comunità”.

“Anima sociale” resta lo “Snodo Torino Solidale” (per la distribuzione dei beni di prima necessità, soprattutto alimentari), ma “Anima Zoppa” sarà anche la sede dell’“InformaGiovani Diffuso” del Quadrante Nord Est (Circoscrizioni 6 – 7), che porterà avanti “attività di sportello” e “organizzazione di incontri formativi” rivolti ai giovani.

A quando dunque la riapertura? Sottolineano i responsabili: Per prima cosa, nel mese di marzo, lo spazio tornerà ad ospitare le attività dello ‘Snodo di Torino Solidale’ e del progetto ‘fooding’. Sempre dal mese di marzo partiranno le attività previste dal Bando “Bella Storia” della Città di Torino, che porteranno all’‘Anatra’, nel prossimo biennio, laboratori di ‘film making’, ‘podcasting’, ‘eventi e corsi musicali’, ‘orientamento al volontariato’, percorsi sull’‘innovazione tecnologica’ ed un public program sui temi dell’‘attivismo giovanile’, il tutto con una particolare attenzione alla cifra transculturale del territorio”.

In primavera, inoltre, “Arci Torino” aprirà un percorso, una “call for ideas”, che si prevede porterà, per l’autunno del 2026, al coinvolgimento di uno o più enti nella gestione del “Circolo”.

g.m.

Nelle foto: Immagini del “cantiere” all’“Anatra Zoppa”

Sette donne, un secolo di storia e una ricetta segreta: Nino Haratischwili al Circolo dei Lettori

Nel pomeriggio di ieri, al Circolo dei Lettori, nell’ambito di Cioccolatò, si è tornati a parlare di L’ottava vita (per Brilka), il grande romanzo di Nino Haratischwilipubblicato in Italia nel 2020 da Marsilio.

Non una presentazione di un libro nuovo, dunque, ma una riproposizione fortemente voluta all’interno del programma del festival, perché L’ottava vita intreccia uno dei suoi fili narrativi più simbolici proprio al cioccolato: una ricetta segreta, tramandata di generazione in generazione, capace di racchiudere memoria, potere e destino. L’incontro è stato un’immersione nella scrittura, nella memoria e nella storia, un’occasione per ascoltare l’autrice raccontare la genesi del romanzo, il lavoro di ricerca, la costruzione dei personaggi e il rapporto con la propria lingua e il teatro.

L’ottava vita racconta la saga di una famiglia georgiana attraverso le vite di sette donne, generazione dopo generazione. Al centro della storia c’è un segreto prezioso: una ricetta per una cioccolata calda speciale, simbolo di resistenza, promessa di felicità nei momenti bui. La storia intreccia la dimensione intima dei personaggi con la Storia con la S maiuscola, mostrando come le vicende individuali siano legate ai grandi eventi della Georgia e della Russia nel Novecento.

Haratischwili ha raccontato in dialogo con Francesca Mancini come la scrittura sia nata da una necessità profonda. “Quando ho scritto il libro vivevo in Germania da circa sette anni e mi sono resa conto che conoscevo la storia del Novecento quasi esclusivamente dal punto di vista occidentale. È assurdo pensare che provassi più emozioni e conoscenze riguardo al nazismo e al fascismo rispetto a tutto ciò che era successo nella mia parte di mondo. Raccontarla era per me fondamentale. Mi rendevo conto anche che, parlando con i miei amici, con persone della mia età che avevano vissuto gli anni Novanta, loro raccontavano spesso esperienze molto belle, mentre io mi trovavo sempre in difficoltà a spiegare com’era stata la mia esperienza. Raccontandola, mi sono resa conto che non era possibile iniziare dalla fine: dovevo tornare all’inizio.”

Per l’autrice era anche importante dare voce alle donne, spesso invisibili nella narrazione storica. “Quando pensiamo alla guerra, pensiamo agli uomini, agli eroi, ai soldati. Le donne restano sullo sfondo, eppure anche loro hanno subito sofferenze enormi. Raccontare la storia dal punto di vista femminile era un atto necessario”.

La memoria è stata un tema centrale. Haratischwili ha spiegato come i traumi e i ricordi cambino nel tempo: “Anche quando si subisce un trauma, quel trauma può trasformarsi. Per questo ho scelto Brilka come narratrice: attraverso di lei avevo la possibilità di unire fatti e immaginazione. La memoria non è mai del tutto affidabile: cambia con il tempo e con il punto di vista di chi ricorda. La letteratura permette di percepire l’esperienza umana in modo più profondo delle statistiche: ci fa sentire i personaggi, ci fa vivere ciò che è successo, crea empatia”.

La scrittura del libro è stata un percorso di scoperta continua. Haratischwili ha parlato delle sue ricerche: letture di storia sociale, approfondimenti sullo stalinismo, viaggi in Russia, consultazioni di archivi e numerose interviste. “Non avevo un’immagine completa di tutto ciò che avrei scoperto — ha detto — e forse sarebbe stato spaventoso se l’avessi avuta. Ho imparato strada facendo, scoprendo sempre cose nuove”.

L’autrice ha riflettuto sul ruolo delle donne e sul patriarcato ancora presente: “Quando il libro è uscito, molti hanno sottolineato il fatto che raccontassi donne forti. All’inizio ero felice, orgogliosa, ma poi ho iniziato a chiedermi perché fosse necessario evidenziarlo. Perché dovrei sottolineare che le donne sono forti, come se normalmente fossero deboli? È come se avessi scritto di alieni. Sfortunatamente, nonostante il lavoro incredibile fatto da moltissime scrittrici, tutto questo viene ancora percepito come speciale. E invece dovrebbe essere normale”.

Haratischwili ha ricordato la nonna, donna forte e scienziata, come modello di forza femminile. “Lei diceva che l’uomo è la testa e la donna è il collo. E il collo può portare la testa dove vuole, semplicemente girandola. Io non voglio essere il collo di nessuno. Voglio fare le cose per me”. L’autrice ha sottolineato come ancora oggi ci sia molto lavoro da fare in una società patriarcale.

Haratischwili ha parlato anche del suo percorso artistico: cresciuta in Georgia, ha vissuto il primo periodo della sua adolescenza durante il periodo sovietico, un tempo di guerre civili, violenze e crisi economica. In quel contesto, teatro e letteratura l’hanno aiutata: “L’arte parla alle persone. Non impedisce che succedano cose terribili, ma dà significato alla vita e aiuta a capire ciò che sta succedendo intorno a noi”. Si è formata nel teatro, e una volta trasferitasi in Germania ha potuto dedicarsi sia al teatro sia alla scrittura. 

“La scrittura del romanzo è un lavoro molto solitario. È importante isolarsi, concentrarsi su quello che si sta facendo. Quando ho scritto questo libro, ci ho lavorato per quattro anni: per quattro anni mi sono dedicata completamente a quest’opera. Ed è stato anche difficile, perché rimanere da soli per così tanto tempo, è faticoso. Dopo quattro anni hai bisogno delle persone, del contatto umano. La mia fortuna, però, è stata poter combinare questa scrittura con il teatro. Il teatro è l’esatto opposto, perché è fondamentale il lavoro collettivo, il fare le cose insieme. Devo dire che la cosa migliore che ho scoperto è proprio questa combinazione. Io sono una persona abbastanza irrequieta e nella mia vita ho bisogno di questa doppia anima in modo da gestire energie diverse”.

Fin dall’inizio, Haratischwili ha scelto di scrivere in tedesco, lingua che aveva imparato da giovane in Georgia e che le ha permesso di avere distanza e prospettiva. “Il tedesco mi ha dato libertà e la possibilità di portare elementi della mia cultura nella scrittura. All’inizio pensavo di scrivere in georgiano e poi tradurre, ma alla fine ho sempre scritto direttamente in tedesco. Ormai è diventata la mia lingua letteraria”. Ha aggiunto che la lingua tedesca le permette di creare legami tra culture, di inserire elementi georgiani nella narrazione, e che la distanza offerta dalla lingua è fondamentale per lo stile e la prospettiva dei suoi romanzi.

Una parte affascinante della conversazione ha riguardato i personaggi. Haratischwili ama sfidarsi con figure lontane da sé: “Kitty è positiva e amata dai lettori, ma mi interessa esplorare l’ambivalenza. Giorgi Alania, per esempio, è complesso, ambiguo, fa cose terribili ma è anche custode di Kitty. Nella vita reale nulla è bianco o nero, e io voglio riflettere questa complessità nella scrittura”.

L’autrice ha poi ricordato i dubbi iniziali sulla lunghezza e sul tema del libro: “Tutti dicevano: ‘Oddio, chi lo leggerà?’. Un libro di mille pagine su una famiglia georgiana sembrava un azzardo. Invece il romanzo ha avuto successo, e mi ritengo fortunata”. Haratischwili ha ribadito il concetto che la scrittura nasce sempre da una necessità: doveva raccontare quella storia, scoprire le radici della sua famiglia, tornare indietro nel tempo. “Tutto ciò che scrivo è in qualche modo parte della mia esperienza, ma non nel senso diretto. Sono cresciuta in un periodo difficile e credo che siamo riusciti a superarlo grazie alle donne. Gli uomini erano in guerra o erano tornati devastati e avevano problemi di depressione, alcolismo, droga. Le donne invece dovevano reagire, continuare a vivere, improvvisare. Credo che l’improvvisazione sia una caratteristica femminile, non perché si nasce così, ma perché la vita ci ha obbligate a impararla”.

Anche i fatti reali hanno ispirato la scrittura. Il personaggio di Kitty, spesso giudicato troppo crudo, è basato su eventi realmente accaduti: “Non ho inventato nulla — ha detto —. Mi sono ispirata a fatti realmente avvenuti e alle ricerche negli archivi”.

L’incontro al Circolo dei Lettori è stato così un pomeriggio intenso, tra storia, memoria, letteratura e cioccolato, in cui il pubblico ha potuto ascoltare una voce autentica e appassionata, scoprire come una scrittura attenta e personale possa trasformare eventi storici e leggende familiari in un’opera intensa e memorabile.

GIULIANA PRESTIPINO

Servizi sanitari più vicini ai cittadini: Piemonte e Liguria rilanciano la cooperazione

A Ceva si è svolto un incontro tra l’assessore alla Sanità della Regione Liguria Massimo Nicolò, l’assessore alla Sanità della Regione Piemonte Federico Riboldi e la Direzione Generale dell’Asl CN1 sullo stato di attuazione e sulle prospettive di sviluppo delle convenzioni sanitarie attive tra i territori di confine di Piemonte e Liguria.

Le convenzioni attualmente in essere hanno consentito ai residenti nei Comuni di confine di accedere ai servizi di assistenza primaria, Medici di Medicina Generale e Pediatri di libera scelta, secondo il criterio della maggiore prossimità territoriale, indipendentemente dalla Regione di appartenenza del professionista sanitario. Il modello ha interessato in particolare i Comuni di Massimino per la Liguria e di Alto e Caprauna per il Piemonte. Gli accordi sono stati aggiornati alla luce del nuovo assetto istituzionale entrato in vigore il 1° gennaio 2026, che ha previsto il passaggio dell’ASL2 alla nuova configurazione di Area Sociosanitaria Locale 2 nell’ambito di ATS Liguria.

Nel corso dell’incontro Massimo Nicolò ha evidenziato come il percorso rappresenti un esempio concreto di collaborazione istituzionale finalizzata a fornire risposte pragmatiche ai cittadini delle aree montane e di confine, sottolineando la necessità che la sanità superi i confini amministrativi quando questi rischiano di creare disagi e ribadendo la volontà condivisa con il Piemonte di rafforzare un modello organizzativo moderno, sostenibile e in grado di garantire pienamente i Livelli Essenziali di Assistenza, valorizzando le sinergie tra territori e professionisti.

Durante la riunione sono stati analizzati i risultati conseguiti nel periodo di vigenza delle convenzioni ed è stata approfondita la possibilità di rinnovare e potenziare tali accordi, valutando l’eventuale estensione del modello collaborativo ad altri territori di confine. L’obiettivo condiviso dai partecipanti è garantire continuità assistenziale, prossimità dei servizi e pieno rispetto dei Livelli Essenziali di Assistenza attraverso un modello organizzativo capace di rispondere alle specificità geografiche delle aree montane, interne e di confine. Al termine dell’incontro è stata condivisa una Dichiarazione di Intenti tra ATS Liguria e ASL CN1 finalizzata a strutturare e rafforzare la cooperazione interregionale nei principali ambiti dell’assistenza territoriale e ospedaliera.

Federico Riboldi, intervenuto all’incontro, ha illustrato il lavoro svolto negli ultimi mesi per il rilancio dell’ospedale di Ceva, citando il potenziamento tecnologico, il rafforzamento della rete territoriale, il piano di sicurezza antisismica, lo sviluppo della chirurgia ambulatoriale complessa e della Day Surgery. Nello stesso contesto ha evidenziato come l’accordo con la Liguria preveda un rafforzamento della cooperazione tra le due Regioni per migliorare i servizi nelle aree di confine, con interventi finalizzati a garantire una migliore copertura dei Medici di Medicina Generale e dei Pediatri di libera scelta, la collaborazione in ambito radiologico, anche attraverso convenzioni per la lettura dei referti dello screening mammografico, il rafforzamento dell’Emergenza-Urgenza e della sicurezza sanitaria mediante lo sviluppo della rete 118, lo sviluppo di setting assistenziali condivisi legati alle Case di Comunità e agli Ospedali di Comunità di Cairo Montenotte e Ceva, oltre alla collaborazione per l’utilizzo congiunto di personale sanitario per affrontare le criticità di organico medico e migliorare le liste di attesa. Riboldi ha inoltre espresso la convinzione che l’accordo potrà migliorare il livello di erogazione dei servizi sanitari nelle zone di confine tra le due Regioni con benefici rilevanti per il territorio.

Tra gli ambiti prioritari di collaborazione individuati nella Dichiarazione rientrano l’erogazione di prestazioni sanitarie di assistenza primaria e pediatrica di libera scelta, la collaborazione in ambito radiologico anche attraverso convenzioni per la lettura dei referti di screening mammografico, il rafforzamento dell’area dell’Emergenza-Urgenza e della sicurezza sanitaria mediante lo sviluppo della rete 118, lo sviluppo di setting assistenziali condivisi in relazione alle Case di Comunità e agli Ospedali di Comunità di Cairo Montenotte e Ceva e forme di utilizzo congiunto del personale per superare le criticità di organico medico e migliorare i tempi di attesa.

La collaborazione sarà attuata attraverso l’istituzione di un Gruppo Tecnico Congiunto, la definizione di un Piano di Lavoro Annuale e l’organizzazione di incontri periodici di monitoraggio. L’iniziativa si inserisce nel più ampio quadro della cooperazione istituzionale tra le Regioni Liguria e Piemonte e rappresenta un ulteriore passo verso un modello di integrazione interregionale orientato all’efficienza, alla sostenibilità e alla qualità dei servizi sanitari a favore delle comunità locali.

Valle d’Aosta, cuore verde con un patrimonio naturale vivo

Il patrimonio vivo valdostano, quello silenzioso, forte e verticale, quello radicato, protettore naturale e infrastruttura dell’ossigeno. Dal pioppo tremulo all’abete bianco, coerente sempre, saliamo in quota nella regione più alta d’Italia, dove il verde dei boschi è delle foreste smette di dominare il paesaggio.

Una passeggiata nel bosco, lo scricchiolio dei rami secchi ad ogni passo, tutto intorno timide primule, il viola della fioritura dell’erba trinità, in compagni delle violette. Spiccano nel verde profumato del sottobosco, potente e vivace, fieramente protetto dall’ombra di chiome e cime avide di raggi solari: è subito primavera, ci riempiamo il petto d’ossigeno e l’energia pervade il tutto. Si, perché c’è chi associa la montagna alla neve, alle sciate su e giù per i pendii, e chi invece la riscopra all’annuncio della primavera, e non vede l’ora di apprezzarla tra passeggiate nei boschi ed immergersi nella potenza silenziosa degli alberi.

La Valle d’Aosta ha davvero molto da raccontare in quanto flora e specie arboree. Circa duemila specie diverse di piante e alberi su un totale di 5.600 varietà catalogate per l’intera flora italiana, e il 33% della superficie è ricoperta da boschi, circa 1080 km² su 3261 totali. La quasi totalità dei boschi si trova nei piccoli Comuni, la vera anima della Regione, dove natura e comunità convivono in equilibrio. Il Parco Nazionale del Gran Paradiso, fondato nel 1922, offre un affresco completo alla flora alpina: nel fondo valle crescono betulle, frassini, pioppi tremolio e sorbi degli uccellatori, mentre sopra i 1200 metri dominano pini cembri e abeti bianchi. Particolarmente suggestiva la visita al giardino alpino “Paradisia”, situato a oltre 1700 metri di quota, a Val Non Tey, dove centinaia di specie alpine, tra cui il fiore che dà il nome al giardino stesso, offrono una biodiversità che rendo omaggio alla ricchezza vegetale del parco. A Cogne, il bosco di Sylvenoire è un altopiano boscoso che sembra uscito da un racconto di montagna. Tra abeti bianchi e maestosi larici, il sentiero serpeggia come un nastro nel verde, invitando a un passeggiata lenta e rigenerante attraverso atmosfere che cambiano con la luce del giorno.

La varietà vegetale crea habitat ideali per stambecchi, camosci e marmotte, e per il ritorno dei lupi. Oltre ai parchi molti boschi hanno funzione di protezione: difendono piccoli villaggi da valanghe e frane. Esempi millenari sono il bosco di larici di Artalle a Rhêmes-Notre Dame, che protegge il paese dalle valanghe da oltre quattro secoli, e la flotta di Bien in Balsavarenche, che custodisce esemplari secolari in un equilibrio perfetto tra natura e uomo. Se il Gran Paradiso è il cuore della tutela alpina, il Parco Naturale del Mont Avic è la sua anima più segreta e intatta, il primo parco naturale della  Valle d’Aosta e si stende su 7300 ettari tra Champ de Praz, Champorcher e Fénis, abbracciando paesaggi che paiono scolpiti da mani antiche e silenziose. Mont Avic non è solo un nome, ma una promessa di spazi aperti, acqua che racconta il tempo. Qui i boschi dominano i pendii, dando vita alla più estesa foresta di pino uncinat9 della Valle d’Aosta, una formazione che non ha eguali per estensione e suggestione. L’elemento caratteristico del parco sono le zone umide alpine: un equilibrio raro e delicato tra selvatico e domestico, dove la natura mantiene il suo respiro più autentico, e dove il visitatore è chiamato a sentire, e non solo vedere, le storie che il paesaggio vuole raccontare.  Molto note sono anche le riserve naturali del Mont Mars, alla testata del Vallone del torrente Pacoula, nei dintorni di Fontainemore; a Bressan la riserva naturale Côte de Gargantua, piccolo scrigno di natura steppica, in pieno cuore valdostano.

Per chiunque voglia alloggiare in Valle d’Aosta, il portale Booking Valle d’Aosta rappressnta lo strumento di prenotazione dei soggiorni, gestiti direttamente dall’ufficio regionale del turismo, e offre l’elenco delle strutture ricettive della Valle d’Aosta ( alberghi, rta,  B&B, agriturismi, appartamenti), con la possibilità di prenotare direttamente online senza intermediari e senza alcun costo di prenotazione, selezionando in base al comprensorio o al tipo di esperienza desiderata.

Mara Martellotta

I leader dell’economia sociale arrivano a Torino

BUSINESS, SOCIAL, ONE VISION

Social Economy for Competitiveness and Social Justice

20 febbraio 2026 – dalle ore 9,30 alle ore 13,00

Aula Magna Cavallerizza Reale | Università degli Studi di Torino | Via Verdi 9

Sarà la Cavallerizza Reale a fare da cornice al forum Business, Social, One Vision – Social Economy for Competitiveness and Social Justice, organizzato da Torino Social Impact, dal Centro Internazionale di Formazione dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ITCILO) e dalla Camera di commercio di Torino in occasione della Giornata Mondiale della Giustizia Sociale. L’appuntamento si configura come un evento di respiro europeo e globale, dedicato al ruolo strategico dell’economia sociale come leva per la competitività e la giustizia sociale.

Il forum si inserisce in una fase decisiva per lo sviluppo dell’economia sociale in Italia, oggi rafforzata dall’elaborazione del Piano d’Azione Nazionale per l’Economia Sociale e dal consolidamento delle politiche europee e globali, ma al tempo stesso segnata da nuove incertezze legate ai cambiamenti dell’agenda strategica e geopolitica dell’Unione Europea. Al centro della riflessione, il contributo delle imprese sociali e dei modelli a impatto nella promozione di una transizione giusta verso un’economia più sostenibile, inclusiva e resiliente.

L’incontro punta ad approfondire la comprensione dell’economia sociale come motore strategico capace di integrare la competitività, mettendo in luce anche il recente lavoro della Coalizione globale per la giustizia sociale sul ruolo dell’economia sociale e solidale nella promozione di un’economia dei diritti umani. Sarà inoltre l’occasione per analizzare come, in una fase in cui l’identità democratica e i valori fondamentali sono sotto pressione e i sistemi politici risultano sempre più polarizzati dal predominio del potere rispetto agli approcci cooperativi, l’economia sociale possa offrire principi e modelli in grado di rafforzare, praticare e promuovere i valori civici e democratici.

A confrontarsi sul futuro dell’economia sociale saranno alcune delle voci più autorevoli a livello istituzionale, europeo e accademico:

Lucia Albano, Sottosegretaria di Stato al Ministero dell’Economia e delle Finanze
Irene Tinagli, Europarlamentare e Presidente dell’Intergruppo su Economia Sociale e Servizi di Interesse Generale (in collegamento da remoto)
Silvia Roggiani, Deputata
Mario Nava, Direttore Generale della DG Employment della Commissione Europea
Juan Antonio Pedreño, Presidente di Social Economy Europe
Simel Esim, Responsabile dell’Unità Social Economy dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro e Presidente della Task Force interagenzia delle Nazioni Unite sull’economia sociale e solidale
Lamia Kamal-Chaoui, Direttrice del Centre for Entrepreneurship, SMEs, Regions and Cities, OECD
Olivier De Schutter, Relatore speciale delle Nazioni Unite sulla povertà estrema e i diritti umani
Mario Calderini, Professore al Politecnico di Milano e Portavoce di Torino Social Impact
Gianluca Salvatori, Segretario Generale di EURICSE

Stefano Granata, Presidente di Social Impact Agenda per l’Italia e Confcooperative Solidarietà
Aicha Belassir, Direttrice Generale per l’Economia sociale e la Responsabilità sociale d’impresa, Ministero del Lavoro e dell’Economia sociale, Governo della Spagna

Dimitri Buzio, Presidente di Legacoop Piemonte

Sarah de Heusch, Direttrice di Social Economy Europe
Paola Babos, Direttrice aggiunta ITCILO

Torino promuove l’evento nella convinzione che i territori rappresentino un elemento chiave per valorizzare il potenziale dell’imprenditoria a impatto sociale. Infatti, la città si distingue per un ecosistema dell’economia sociale dinamico e innovativo, sostenuto da istituzioni finanziarie e filantropiche orientate all’impatto e da politiche pubbliche attente alla rigenerazione urbana e allo sviluppo sostenibile.

È in questo scenario che opera Torino Social Impact, piattaforma aperta nata nel 2017 nell’ambito del Comitato Imprenditorialità Sociale della Camera di commercio e oggi composta da oltre 400 partner tra attori pubblici e privati, profit e non profit, finanza, filantropia e ricerca. Un ecosistema che ha dato impulso a progetti innovativi come la Borsa dell’Impatto Sociale e ha contribuito all’adozione del Piano Metropolitano per l’Economia Sociale Torino 2030.

Il livello estremamente qualificato dei relatori internazionali previsti all’evento è anche un riconoscimento del lavoro svolto per posizionare l’ecosistema come modello virtuoso di promozione dell’impact economy a livello territoriale.

Dal 1964 la città ospita inoltre il Centro Internazionale di Formazione dell’OIL (ITCILO). In quanto parte integrante dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro, il Centro è impegnato nella promozione del lavoro dignitoso e nella ridefinizione del futuro dell’apprendimento e dello sviluppo delle competenze al servizio della giustizia sociale e dello sviluppo sostenibile.

Nel 2025 Torino Social Impact ha lanciato la campagna di comunicazione Business, Social, One Vision per promuovere l’economia sociale, da cui prende il titolo anche l’evento del 20 febbraio. La campagna intende esprimere la visione di impatto e di economia di TSI attraverso un’azione sinergica capace di unire il mondo profit e non profit, creando un ponte tra i due ambiti. Il concept creativo nasce dal ritratto di una persona del “domani”, idealmente una potenziale imprenditrice di un futuro già presente: un occhio è truccato in chiave più classica, “business”, mentre l’altro richiama la diversità e l’impegno “social”. Due dimensioni che possono coesistere armonicamente, proprio come sul suo volto.

Il programma aggiornato e il form di registrazione si trovano a questo link

Per informazioni: www.torinosocialimpact.it

Grande successo di pubblico per il Carnevale di Rivoli

Il sole e una grande partecipazione di pubblico hanno accompagnato domenica 15 febbraio scorso la sfilata della 72esima edizione del Carnevale di Rivoli, trasformando corso Susa e corso Francia in un lungo percorso di festa, colori e tradizioni. Fin dal mattino, famiglie, bambini e cittadini hanno riempito le vie della città per assistere a carri allegorici e gruppi partecipanti, confermando il Carnevale come uno degli appuntamenti più sentiti della comunità.

La sfilata si è svolta all’interno dell’ottava edizione del Carnevale delle Due Province, realizzato grazie alla collaborazione della Fondazione Amleto Bertoni di Saluzzo e la partecipazione di cinque carri allegorici provenienti dal territorio. A conquistare il primo posto è stato il carro di Cavour, con “La foresta delle illusioni”, seguito dai gruppi di Nichelino, Carmagnola, Piobesi e Pinerolo. Creatività, impegno e passione hanno caratterizzato tutte le parti del concorso, contribuendo al successo della manifestazione. Determinante il lavoro organizzativo della Pro Loco di Rivoli, affiancata dalla Polizia Locale di Rivoli, dalle Forze dell’Ordine, dai gruppi locali, dalle associazioni cittadine e dai numerosi volontari che hanno garantito lo svolgimento in sicurezza e con grande attenzione al pubblico. Un impegno condiviso che rende ogni anno possibile la realizzazione  di una manifestazione capace di unire tradizione, collaborazione tra i territori e partecipazione popolare.

“Il Carnevale di Rivoli è una tradizione che continua a rinnovarsi grazie alla partecipazione della comunità e al lavoro prezioso di associazioni e volontari – dichiara il Sindaco di Rivoli Alessandro Errigo – la grande presenza di famiglie lungo il percorso della sfilata dimostra quanto questi momenti siano importanti per la città. Ringrazio la Pro Loco, le Forze dell’Ordine, la Polizia Locale e tutte le realtà coinvolte per l’impegno e la collaborazione che hanno reso possibile questa giornata di festa”.

Anche quest’anno il Carnevale si conferma un’occasione importante di socialità e identità collettiva, capace di coinvolgere cittadini, associazioni e realtà del territorio in un lavoro comune che valorizza la città e le sue tradizioni.

Mara Martellotta

Koelliker: HPV e prevenzione

UN INCONTRO PER INFORMARE E PROTEGGERE LA SALUTE

Giovedì 19 febbraio | ore 18 Ospedale Koelliker | Corso Galileo Ferraris, 247-255 |

Prosegue il ciclo di incontri “Giovedì della Prevenzione” dell’Ospedale Koelliker di Torino, il format dedicato all’informazione e alla prevenzione sanitaria aperto al pubblico. Il prossimo appuntamento è in programma giovedì 19 febbraio e sarà dedicato a un tema di grande attualità e rilevanza per la salute di donne, uomini, ragazzi e ragazze: HPV e prevenzione. L’HPV – Papilloma Virus Umano è una delle infezioni sessualmente trasmesse più diffuse al mondo. Si stima che la maggior parte delle persone sessualmente attive entri in contatto con il virus almeno una volta nella vita. Nella maggior parte dei casi l’infezione è transitoria e si risolve spontaneamente, ma alcuni ceppi ad alto rischio possono persistere e causare patologie anche gravi. Contrariamente a un’opinione ancora diffusa, l’HPV non riguarda solo le donne. Se infatti è noto soprattutto per la sua correlazione con il tumore del collo dell’utero, negli uomini può provocare condilomi genitali, lesioni precancerose e tumori dell’ano, del pene e dell’orofaringe. Uomini e donne, inoltre, possono trasmettere il virus anche in assenza di sintomi, rendendo la prevenzione una responsabilità condivisa. Proprio perché spesso l’infezione è asintomatica, la prevenzione e i controlli periodici rivestono un ruolo fondamentale. Durante l’incontro verranno illustrati in modo semplice e accessibile i principali strumenti di prevenzione: • vaccinazione, raccomandata sia per le donne sia per gli uomini; • screening regolari, come Pap test e HPV test; • informazione e consapevolezza, per ridurre il rischio di trasmissione e riconoscere l’importanza dei controlli. Come per tutti i Giovedì della Prevenzione, l’appuntamento del 19 febbraio rappresenterà un momento di informazione e confronto aperto al pubblico, con la possibilità di ascoltare l’équipe di ginecologia dell’Ospedale Koelliker, chiarire dubbi e porre domande in un contesto informale e divulgativo. La partecipazione è gratuita, con iscrizione obbligatoria. Giovedì 19 febbraio – HPV: la prevenzione-I giovedì della prevenzione – Ospedale Koelliker Informarsi è il primo passo per proteggere la propria salute e quella degli altri. Calendario appuntamenti • 19 febbraio – HPV e prevenzione • 19 marzo – Disturbi del comportamento alimentare • 16 aprile – Asma nei bambini • 21 maggio – I pericoli del fumo e della sigaretta elettronica • 11 giugno – I pericoli dei social network