ilTorinese

Truffe, al via un ciclo di incontri per riconoscerle ed evitarle

 

Le truffe, conoscerle per evitarle. Si è aperto al Centro Incontri di corso Casale 212 il ciclo di incontri della campagna “La truffa si camuffa”(https://www.comune.torino.it/novita/notizie/truffa-si-camuffa), messa in campo dalla Città di Torino con la collaborazione della Polizia Locale con l’obiettivo di prevenire e contrastare i fenomeni di truffe e raggiri. Accolti dal presidente della Circoscrizione Sette Luca Deri, sono intervenuti l’assessore alla Sicurezza e Polizia Locale Marco Porcedda e i commissari capo Gennaro Amato, responsabile del Comando Aurora e Rosalba Fiando, responsabile del Reparto Prossimità. Sarà il primo di una serie di incontri sul territorio per aiutare i partecipanti a riflettere sui meccanismi di questo fenomeno, invitandoli a proteggersi e a chiedere aiuto.

“Come amministrazione abbiamo voluto fortemente questo progetto – ha spiegato l’assessore Porcedda – che ha un valore particolarmente importante: tutelare chi è più vulnerabile dalle truffe. Parliamo di raggiri che colpiscono spesso proprio le persone che meritano più protezione. Negli ultimi anni, in molte realtà italiane, i tentativi di truffa ai danni degli over 65 sono aumentati di circa un quarto, un segnale evidente che dobbiamo continuare a investire nella prevenzione e nell’informazione. L’obiettivo è fornire strumenti semplici e immediati per riconoscere, evitare e segnalare possibili truffe, sia a domicilio che online o al telefono. Oggi – ha sottolineato l’assessore – ribadiamo un messaggio chiaro: nessuno è solo. La Città e la Polizia Locale sono presenti, per ascoltare e prevenire, perché la sicurezza è un bene comune che si costruisce insieme”.

A questo primo incontro seguiranno, nei prossimi mesi, altri appuntamenti in tutte le circoscrizioni cittadine. Ma i “civich” faranno di più, raggiungendo con un mezzo dedicato i luoghi più frequentati come mercati, uffici postali, giardini, centri di aggregazione dove distribuiranno materiale informativo e dispenseranno consigli per aumentare la consapevolezza rispetto ai meccanismi di imbroglio più frequenti e pericolosi.

Il progetto si inserisce nel programma di prevenzione “Più informati, più sicuri”, nato nel 2023 e si avvale per il 2025 di un contributo del Fondo per la prevenzione e il contrasto delle truffe agli anziani del Ministero degli Interni per acquisto di materiali e attrezzature.

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Più sicurezza urbana: Torino approva il progetto europeo per la formazione della Polizia Locale 

Grazie all’approvazione  in giunta, del documento che permette l’adesione della Città al progetto Digipol Academy per la Polizia Locale, Torino entra a pieno titolo tra le città europee che investono, insieme, in sicurezza.

Il progetto a cui ha aderito la Città, si inserisce nel contesto più ampio della trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione e della sicurezza urbana, con un forte focus sulla formazione innovativa, la realtà virtuale e la collaborazione europea.

Torino, diventa così il fulcro di una rete europea (con Nizza, Madrid e Liegi) che si occupa della formazione per la sicurezza urbana, della trasformazione digitale dei processi interni del Comando di Polizia Locale, introducendo strumenti per l’analisi dei dati e l’intelligenza artificiale (IA) per la gestione della sicurezza.

Il progetto mira a migliorare la gestione dei grandi eventi, in particolare, nell’area transfrontaliera Italia-Francia, attraverso l’uso di tecnologie di realtà virtuale e protocolli di condivisione dei dati conformi agli standard europei. Gli obiettivi principali includono il potenziamento della risposta alle criticità, il rafforzamento della cooperazione tra le protezioni civili dei due Paesi, la formazione congiunta dei professionisti e il coinvolgimento della comunità

nello sviluppo di strategie ICT.

«Si tratta di un vero e proprio partenariato transfrontaliero – afferma l’assessore alla Sicurezza e alla Polizia Locale di Torino, Marco Porcedda – che prevede iniziative concrete sul territorio come corsi di formazione specializzati, la condivisione di buone pratiche e il potenziamento della collaborazione tra le forze dell’ordine in occasione di grandi eventi, per una risposta più efficace alle minacce alla sicurezza urbana».

Il progetto non comporta oneri per la Città, avrà una durata di 36 mesi e si svilupperà tra quest’anno e il 2027.

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Koelliker, prima riabilitazione cardiologica ambulatoriale

IN PIEMONTE UN NUOVO MODELLO DI CURA POST-CARDIOCHIRURGICA

Niente ricovero, ma riabilitazione specialistica e monitorata vicino a casa: il Koelliker diventa il primo ospedale del Piemonte a offrire la riabilitazione cardiologica ambulatoriale, anche in convenzione SSN. Un servizio con cardiologi, fisioterapisti e dietologi dedicati che accompagna il paziente nel recupero fisico, funzionale e psicologico, con benefici documentati su autonomia, sicurezza clinica, qualità di vita e socialità. La riabilitazione cardiologica non è un passaggio accessorio del percorso di cura, ma l’ultimo miglio – e spesso il più decisivo – dopo un evento cardiaco o un intervento cardiochirurgico. È il momento in cui il paziente, superata la fase acuta, deve tornare a fidarsi del proprio corpo, recuperare autonomia, resistenza e serenità psicologica. Per rispondere a questa esigenza, l’Ospedale Koelliker di Torino attiva la riabilitazione cardiologica ambulatoriale, diventando il primo ospedale del Piemonte a offrire questo servizio strutturato, anche in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale. Si tratta di un programma terapeutico personalizzato rivolto a persone che hanno affrontato infarto miocardico, interventi cardiochirurgici, impianto di tavi, impianto di stent coronarici, scompenso cardiaco o altre patologie cardiovascolari che richiedono un recupero funzionale guidato. Un percorso che integra esercizio fisico controllato, monitoraggio clinico e supporto psicologico, con l’obiettivo di ridurre il rischio di nuovi eventi, migliorare la capacità funzionale e favorire un ritorno rapido e sicuro alla vita quotidiana. Negli ultimi anni la cardiochirurgia si è orientata verso un approccio sempre più mini-invasivo sotto ogni punto di vista: anestesie più leggere, risvegli precoci, terapie farmacologiche meno impattanti, degenze brevi, riduzione delle trasfusioni. In questo scenario, la riabilitazione rappresenta il naturale completamento del percorso di cura. Il post-operatorio, infatti, resta una fase delicata, segnata da stanchezza, incertezza e fragilità emotiva: poter recuperare in un contesto dinamico, mantenendo i propri ritmi di vita e la dimensione sociale, incide positivamente sia sulla ripresa fisica sia sul benessere psicologico. «L’obiettivo di questo nuovo servizio – spiega il prof. Sebastiano Marra, Primario Emerito di Cardiologia della Città della Salute e della Scienza di Torino e responsabile dell’unità cardiologia dell’Ospedale Koelliker – è permettere al paziente che presenta un quadro clinico compatibile di vivere la riabilitazione fuori da un ricovero ospedaliero, senza allontanarsi dal proprio ambiente familiare e sociale. Le evidenze scientifiche e le raccomandazioni della Società Europea di Cardiologia indicano, ove possibile, la riabilitazione ambulatoriale, applicabile in quasi il 50% dei casi». Il programma viene definito sulla base della classe funzionale del paziente e delle sue condizioni cliniche, garantendo sicurezza ed efficacia in ogni fase. Le attività comprendono ginnastica a corpo libero, marcia su tappeto rotante con velocità e pendenza variabili, cyclette ed esercizi di ricondizionamento cardiovascolare, sempre con monitoraggio costante di ECG e pressione arteriosa. Ogni seduta si svolge sotto la supervisione di fisioterapisti specializzati e cardiologi, con la possibilità di un supporto psicologico dedicato e di consulenze dietologiche. Il servizio è reso possibile dal lavoro integrato di un’équipe multidisciplinare del Koelliker e dall’utilizzo di una palestra attrezzata con strumentazioni avanzate per il controllo continuo dei parametri vitali. I benefici sono concreti e documentati: miglioramento della resistenza allo sforzo, recupero dell’autonomia nelle attività quotidiane, maggiore aderenza alle terapie e agli stili di vita corretti, riduzione delle riospedalizzazioni e della probabilità di nuovi eventi cardiovascolari, oltre a un significativo incremento della qualità di vita. Nei primi mesi di attivazione, una decina di pazienti ha già completato con successo il percorso riabilitativo, confermando l’efficacia del modello ambulatoriale. La riabilitazione cardiologica ambulatoriale del Koelliker si propone così come una risposta moderna e sostenibile ai bisogni dei pazienti cardiologici: una cura vicina alla vita reale, capace di accompagnare la persona non solo a guarire, ma a tornare pienamente a vivere.

Per informazioni e prenotazioni: riab.cardio@ospedalekoelliker.it

Cresci Piemonte, Conticelli – Valle (PD):”Faremo la nostra parte in Aula”

ANCE e Comune di Torino in II Commissione Urbanistica
Ieri la II Commissione (Urbanistica), presieduta dalla Vicepresidente Nadia Conticelli, ha audito i rappresentanti dell’Ance  e l’assessore all’urbanistica del Comune di Torino Paolo Mazzoleni in merito al cosiddetto “Cresci Piemonte”.
Il provvedimento, che prevede ‘disposizioni temporanee in materia urbanistica per l’accelerazione dello sviluppo economico regionale’ attraverso i fondi del PNRR, ha già avuto il via libera in Commissione e deve approdare in Consiglio regionale.
“Costruttori e Comune sono tornati a chiedere tempi certi per varianti e nuovi PRG, anche nell’ottica di sperimentare procedure più snelle in vista della nuova legge urbanistica, uno degli obbiettivi che la Regione si è data. Ridurre al minimo il cosiddetto “periodo di salvaguardia”, cioè il tempo in cui coesistono le norme del vecchio piano con quelle del nuovo piano, che richiede un investimento notevole in termini di lavoro e di tempo e rischia di paralizzare l’attività, è una richiesta che viene da più fronti, che non si può trascurare e che abbiamo raccolto e rappresentato più volte.
“Per questo siamo pronti a fare la nostra parte, in termini propositivi,  affinché con la giunta regionale si possa rispondere alle richieste dei Comuni e delle categorie produttive. Sono passati 8 mesi da quando la Giunta ha annunciato il provvedimento, è ora di chiudere questo percorso e dare finalmente risposte a amministrazioni locali e categorie produttive”
Lo dichiarano Nadia Conticelli, vicepresidente della II commissione e consigliera regionale PD
Daniele Valle, consigliere regionale PD

Elena, la piccola torinese che morì sola ad Auschwitz

 

Martedì 17 febbraio, alle ore 18, lo spazio incontri del Polo del ‘900 di Torino ospiterà la presentazione del libro di Fabrizio Rondolino “Elena. Storia di Elena Colombo. Una bambina sola nella Shoah”. L’evento è promosso dalla sezione Anpi “Giambone” di Torino Centro in collaborazione con Istoreto e Unione Culturale Antonicelli. Nell’occasione dialogherà con l’autore la direttrice dell’Istoreto, Barbara Berruti. La storia narrata nel libro rappresenta un caso particolare che ebbe inizio il 9 dicembre 1943 con l’arresto della famiglia Colombo a Forno Canavese dove si era rifugiata in seguito all’8 settembre e alla spietata caccia all’ebreo messa in atto da nazisti e fascisti. Ma mentre i genitori, Sandro e Wanda, vengono immediatamente trasferiti in carcere a Torino, la figlia Elena, una bambina di dieci anni ( ne avrebbe compiuti undici a giugno) venne affidata dalle SS a una famiglia di amici, i De Munari. “Un caso pressoché unico nella storia della deportazione italiana – come sottolinea Rondolino – poiché le famiglie erano sempre arrestate e deportate in blocco, dai nonni ai neonati. Quel giorno a Torino accadde qualcosa di incredibile. Elena si separa dai genitori convinta di rivederli presto, Sandro e Wanda la salutano convinti di averla messa in salvo”. Ma il destino sarà ben diverso: i genitori vengono infatti inviati ad Auschwitz dove arrivano il 6 febbraio 1944. Wanda è fra le quasi trecento donne che, caricate sui camion, sono subito condotte alle camere a gas di Birkenau. Sandro invece muore il 25 marzo 1944, cinquanta giorni dopo l’arrivo ad Auschwitz: era stato portato a Birkenau per essere ucciso il giorno stesso nelle camere a gas. La piccola Elena rimase invece a Torino e visse per tre mesi e mezzo con quella famiglia. Il 9 marzo i tedeschi la prelevarono, portandola all’Istituto Charitas dove venne arrestata dalle SS il 25 marzo 1944, esattamente lo stesso giorno in cui suo padre veniva spinto nella camera a gas. Il giorno successivo venne caricata su un treno e portata nel campo di concentramento di Fossoli (Modena) dove rimase fino al 5 aprile 1944 quando partì per il suo ultimo viaggio verso Auschwitz. Morì sola, “sostenuta dalla speranza, alimentata dai suoi carnefici, di rivedere la mamma e il papà”. Molti anni dopo, Fabrizio Rondolino ricevette una e-mail dal Museo Diffuso della Resistenza di Torino: stavano preparando la posa di alcune pietre d’inciampo e avevano ritrovato, tra le carte della Delegazione per l’Assistenza degli Emigranti Ebrei, una lettera scritta nel maggio 1946 da Marcella Colombo. Era una richiesta di aiuto per avere informazioni sulla sorte di suo fratello Sandro, di sua moglie Wanda e della loro figlia perché, scriveva, che non avevano mai più avuto notizie della bambina. Fabrizio Rondolino è partito da lì per ricostruire la breve vita di Elena, cugina prima di suo padre, l’unica bambina ebrea italiana che – come apprese durante le indagini – ha affrontato da sola l’arresto, la detenzione e la deportazione. È un percorso che attraversa archivi, testimonianze, vecchie foto, nomi quasi dimenticati. Un viaggio dentro la propria storia familiare alla ricerca di ciò che del passato continua a vivere, fosse anche solo un nome da ricordare. Oltre al libro, la memoria di Elena è impressa nel selciato al numero tre di via Piazzi a Torino dove sono state poste tre pietre d’inciampo per lei e i genitori; a Forno Canavese, dove le è stata intitolata la scuola primaria, e a Rivarolo Canavese dove è un’ area giochi a portare il suo nome.

Marco Travaglini

Spreco alimentare: in Piemonte e’ nata “Una Buona Occasione”

Un problema globale con responsabilità quotidiane

Ogni anno, nel mondo, circa un terzo della produzione alimentare finisce nella spazzatura. Oltre un miliardo di tonnellate di cibo sprecato, con conseguenze pesantissime sul piano ambientale, climatico ed economico. Secondo le stime internazionali, questo fenomeno è responsabile fino al 10 per cento delle emissioni globali di gas serra, oltre a comportare un enorme consumo inutile di risorse naturali come acqua, suolo ed energia. Anche l’Italia non è immune da questo fenomeno. I dati più recenti indicano che ogni cittadino getta mediamente oltre mezzo chilo di cibo alla settimana, pari a circa 29 chilogrammi all’anno. Un dato in lieve diminuzione rispetto al passato, ma ancora lontano dagli obiettivi fissati dalla Strategia europea “Farm to Fork” e dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, che prevedono di dimezzare lo spreco alimentare pro capite entro il 2030. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, lo spreco non riguarda soltanto la fase di produzione agricola, la quota maggiore si concentra, infatti, nella distribuzione e, soprattutto, nel consumo domestico. Nelle case si buttano alimenti ancora commestibili per una pianificazione imprecisa della spesa, per la confusione tra data di scadenza e termine minimo di conservazione, per una cattiva conservazione o per porzioni eccessive che restano inutilizzate.

Eppure, ridurre lo spreco è possibile a partire da gesti semplici per esempio pianificare i pasti e la spesa in base alle reali abitudini familiari, leggere con attenzione le etichette, conservare correttamente gli alimenti rispettando le temperature adeguate del frigorifero e della dispensa. Importante è anche imparare a valorizzare gli avanzi: bucce, scarti commestibili e cibo non consumato possono trasformarsi in nuove ricette, dalle zuppe ai dolci, recuperando gusto e valore. Un ruolo significativo è giocato anche dalle scelte di acquisto: privilegiare prodotti locali e di stagione, oltre a sostenere le filiere del territorio, può ridurre fino al 70 per cento lo spreco come evidenziato da Coldiretti Piemonte. Proprio il Piemonte sta affrontando il tema attraverso strategie integrate di prevenzione, educazione e sensibilizzazione. La Regione ha avviato iniziative come il progetto “Una Buona Occasione”, che coinvolge cittadini, scuole, enti pubblici e imprese nel contrasto allo spreco e nel recupero delle eccedenze alimentari, in coerenza con gli obiettivi dell’Agenda 2030. Sebbene manchino dati ufficiali aggiornati sul totale delle tonnellate sprecate annualmente, in passato si stimava una produzione di circa 450 mila tonnellate di spreco alimentare all’anno, con solo una quota limitata recuperata attraverso le donazioni. Oggi, tuttavia, il territorio mostra segnali di crescente impegno: scuole, centri di ricerca e imprese locali promuovono formazione specifica, innovazione tecnologica e nuove strategie di valorizzazione dei residui agroalimentari. Ridurre lo spreco alimentare non è soltanto una necessità ambientale, ma una responsabilità etica e sociale. Significa rispettare il cibo, le risorse naturali e il lavoro di chi lo produce, ma anche rispondere a una disuguaglianza ancora troppo diffusa nell’accesso a un’alimentazione adeguata. Spesso basta un piccolo cambiamento nelle abitudini quotidiane per generare benefici concreti, per la comunità e per il pianeta.

 Maria La Barbera

Al teatro di Bosconero Neil Simon: “Un giardino di aranci fatti in casa”

Al teatro di Bosconero, in provincia di Torino, venerdì 13 febbraio prossimo andrà in scena la commedia “Un giardino di aranci fatti in casa”, tratta da un testo di Neil Simon, uno dei più amati rappresentanti del teatro contemporaneo. Si tratterà di una serata all’insegna del sorriso intelligente e della comicità agrodolce, che da sempre contraddistingue la penna del celebre drammaturgo americano.

Ambientato in un contesto familiare, apparentemente ordinario, la commedia mette in scena personaggi vividi e profondamente umani, alle prese con fragilità, speranze, incomprensioni e slanci d’affetto. I dialoghi sono serrati, le situazioni paradossali e la comicità non è mai fine a se stessa. Neil Simon accompagna il pubblico in uno spettacolo divertente e toccante, capace di far ridere e riflettere al tempo stesso. “Un giardino di aranci fatti in casa” tratta i  temi dei legami, della crescita e di quella sottile linea che separano il disincanto dalla tenerezza. Si tratta di una storia in cui l’ironia diventa strumento di racconto dei difficili legami umani, e la necessità universale di sentirsi accolti. Tra gli interpreti, Marco Costantini, Antonella Calderola e Martina D’Antoni.

Teatro Civico di Bosconero – via Villafranca 5, Bosconero – Officina dell’arte – biglietti: 10 euro – info: 389 3126525 – 328 2198601

Mara Martellotta

Padel, a Torino fino al 15 febbraio il Torneo FIP Promises

 AL CENTRO DEL PADEL GIOVANILE MONDIALE:

Dal 9 al 15 febbraio, oltre 200 giovani talenti per la tappa italiana del circuito FIP Promises

 

Torino ospita uno degli appuntamenti più prestigiosi del padel giovanile internazionale con la seconda tappa italiana del Torneo Internazionale FIP Promises, in programma al Palavillage dal 9 al 15 febbraio. L’evento fa parte di un circuito mondiale promosso dalla Federazione Internazionale Padel (FIP), che tocca solo alcune città selezionate nel mondo e pochissime in Italia, a conferma del ruolo centrale che Torino riveste oggi nello sviluppo e nella promozione del padel a livello globale.

La tappa piemontese rappresenta dunque non solo un momento di grande sport, ma anche un riconoscimento importante per la città e per il lavoro svolto dalla FITP, che continua a investire con decisione sui giovani, considerati il vero patrimonio e il futuro di questa disciplina in continua espansione. Essere inseriti nel calendario mondiale FIP Promises significa entrare in un circuito di eccellenza, dove organizzazione, qualità degli impianti e visione sportiva devono rispondere a standard internazionali elevatissimi.

 

Sono presenti oltre 200 ragazzi e ragazze, provenienti da tutta Europa ma anche da Paesi extraeuropei come Egitto e Doha, a testimonianza della dimensione realmente globale del torneo. Giovani atleti delle categorie giovanili si confronteranno in un contesto altamente competitivo, pensato per favorire la crescita tecnica, mentale e sportiva, offrendo loro l’opportunità di misurarsi con coetanei provenienti da culture e scuole di padel diverse.

Il valore tecnico dell’evento sarà ulteriormente impreziosito dalla presenza dell’allenatore Mariano Amat, figura di riferimento nel panorama internazionale del padel, il cui contributo rappresenta un’occasione di crescita e ispirazione per atleti e staff tecnici. La filosofia del circuito FIP Promises va infatti oltre il risultato sportivo: l’obiettivo è formare atleti completi, consapevoli, pronti ad affrontare il percorso verso il professionismo.

 

Il Palavillage, già protagonista di grandi eventi sportivi internazionali, consolida così la propria posizione come punto di riferimento per la FITP e per la FIP, diventando una piattaforma privilegiata per lo sviluppo del padel giovanile mondiale. La scelta di Torino come una delle sedi italiane del circuito FIP Promises conferma la capacità della città di attrarre manifestazioni di alto profilo e di offrire un contesto organizzativo, logistico e culturale di primissimo livello.

Accanto all’attività agonistica, il torneo offrirà ai giovani partecipanti anche la possibilità di vivere e scoprire la città, con momenti dedicati alla visita di Torino e al suo patrimonio storico e culturale. Un’esperienza che arricchisce il valore umano e formativo dell’evento, trasformando la competizione sportiva in un’occasione di scambio, crescita personale e apertura internazionale.

La tappa torinese del FIP Promises è un evento di grande rilevanza sportiva e simbolica: un investimento concreto sui ragazzi, una vetrina mondiale per il padel giovanile e un’ulteriore conferma di Torino come città chiave nel panorama sportivo internazionale.

 

“Il sistema padel italiano – dichiara Simone Licciardi di Palavillage – continua nel suo percorso di creare delle basi solide tra i giovani, per poter garantire un costante ricambio generazionale e costruire i nuovi talenti del futuro. Essere, per il terzo anno di fila, una delle pochissime sedi italiane inserite in un circuito internazionale di questo livello è motivo di grande orgoglio e conferma la qualità del lavoro svolto sul territorio. Investire sui giovani significa costruire il futuro di questo sport, non solo dal punto di vista agonistico ma anche educativo e valoriale».

 

Luciano Lopedote, Assessore alle politiche dello sport di Grugliasco ha dichiarato: “Siamo molto orgogliosi di ospitare questo evento sul nostro territorio . Questo evento dimostra ancora una volontá di Palavillage di investire sui giovani . La sinergia tra amministrazione e Palavillage è solida e lo dimostra anche la loro presenza all’evento “made in Grugliasco” del 13 febbraio. Un evento questo che è un ‘opportunitá di scoprire il Padel anche come opportunitá lavorativa“.

 

https://www.palavillage.com/

GiovedìScienza: appuntamento con Nerina Dirindin 

In un momento storico in cui il diritto alla salute è sempre più al centro del dibattito pubblico, GiovedìScienza dedica un nuovo appuntamento, previsto per giovedì 12 febbraio  alle 17.45, presso la Sala dei Mappamondi dell’Accademia delle Scienze Albertine, a uno dei temi più urgenti e decisivi per il futuro del Paese: la tenuta del sistema sanitario pubblico.

Riuscireste a vivere in uno Stato in cui se vostro figlio avesse bisogno di un trapianto di cuore potreste non riuscire a garantirgli le cure, nonostante la medicina possa salvarlo?

È uno scenario che sembra lontano ma che in alcune realtà è già concreto. Eppure la sanità non è solo una voce di spesa: è un investimento sociale, economico e civile. Parlare oggi di sanità
significa parlare di equità, di diritti e di futuro.
A guidare i partecipanti in questa riflessione sarà Nerina Dirindin, una delle voci più autorevoli del panorama italiano sui temi della sanità pubblica e del welfare. Economista pubblica, già docente all’Università di Torino, Dirindin ha unito ricerca accademica e responsabilità istituzionali di primo piano: è stata direttrice generale del Ministero della Salute, Assessore alla sanità della Regione Sardegna e Senatrice della Repubblica. Da anni è inoltre in prima linea nella difesa del Servizio sanitario nazionale come promotrice e coordinatrice della rete “Non possiamo restare in silenzio. La società civile per la sanità pubblica”.

Attraverso dati, esempi e una profonda conoscenza dei meccanismi decisionali, la relatrice offrirà al pubblico gli strumenti per comprendere cosa sta cambiando nel nostro sistema sanitario e perché difenderne i principi fondativi di universalità, equità, solidarietà è una responsabilità collettiva.

Ingresso libero fino a esaurimento posti.

La conferenza si svolge in presenza e sarà disponibile online sul canale YouTube di GiovedìScienza a partire dalle ore 17:45 di venerdì 13 febbraio 2026.

Info: gs@centroscienza.it – 0118394913

Mara Martellotta