ilTorinese

Dietro alle quinte del cinema: al via gli Open Day di Film Commission 

La Film Commission Torino Piemonte compie 25 anni di attività e, nell’ambito degli eventi di celebrazione, organizza un ciclo di 5 giornate riservate a studenti delle scuole superiori, universitari (8 e 22 maggio), alla cittadinanza e agli appassionati ( 9 e 23 maggio), con l’intento di mostrare il “dietro le quinte” della produzione audiovisiva. La sede di via Cagliari 42 sarà aperta al pubblico con eventi e attività speciali per raccontare la storia della Fondazione, e valorizzare le numerose professionalità del comparto, dal casting al trucco, dalla scenografia alla produzione.

Prenderanno parte agli Open Day oltre venti professionisti e capireparto tra i più attivi sulle produzioni nazionali e internazionali realizzate sul territorio: per il casting, Elena Aime, Leucotea Monti, Sara Patti, Eluana Velliscig racconteranno la scelta di figurazioni e comparse, oltre alle modalità di svolgimento dei provini e i criteri di selezione. Nel reparto costumi, attraverso la viva voce di chi li sceglie e confeziona, Cristina Audisio, Francesca Cibischino, Sara Giovene e Silvia Nebiolo approfondiranno le dinamiche di utilizzo degli abiti di scena per attori e comparse. La scelta dei luoghi dove si realizza il film e la serie televisiva è affidata al location manager: a spiegare il lavoro svolto in stretta sinergia con il reparto di regia e scenografia saranno Federico Fusco, Luca Garzigliato e Sara Montironi. Per la scenografia interverranno Elisabetta Ajani, Mario Scarzella e Ascianio Viarigi, insieme alle arredatrice Carola Benedetti e Morena Trevisiol, presentando le varie fasi di costruzione di ambienti, fondali, oggetti di scena che portano alla creazione e di interni e strutture scenografiche. Nello spazio trucco e acconciature saranno presenti le truccatrici Paola Fracchia, Vanessa Ferrauto, Noemi Litrico, Ilaria Dixyna Spadaro, insieme alle air stylist Rosa Calì, Antonella Capomolla e Giorgia Martinetti, che mostreranno dal vivo le tecniche di preparazioni del cast.

Venerdì 8 e 22 maggio, dedicati alle scuole superiori e agli studenti universitari, e sabato 9 e 23 maggio al pubblico, presenteranno un orario che andrà dalle ore 10 alle ore 16.30. La visita ha una durata di un’ora e mezza su prenotazione.

Gli Open Day daranno la possibilità di visitare la sede di Film Commission Torino Piemonte con un percorso che narra, attraverso una mostra e gli allestimenti realizzati per l’occasione, la storia della Fondazione, dalla sua costituzione a oggi, attraverso titoli, presenze ai maggiori festival, appuntamenti industry e fonte di sostegno alla produzione. Tutta l’iniziativa si concluderà sabato 13 giugno con un summer party, un’ultima giornata di Open Day diffusi nella città e altre occasioni di confronto e condivisione. Viene rinnovata la collaborazione di FCTP di Alberto Marchetti, partner delle cinque giornate. Per ogni giornata è previsto un accesso ogni mezz’ora, dalle ore 10 alle 16.30, di 30 persone per turno.

L’ingresso è gratuito ed è possibile prenotarsi al sito https://www.fctp.it/open-day.php

Mara Martellotta

Scanderebech (FI): “Bene definizione fisco agevolato”

“SODDISFAZIONE PER L’INIZIATIVA DELLA GIUNTA, ORA RAPIDA APPROVAZIONE IN CONSIGLIO”

«A distanza di due mesi dall’approvazione della mia mozione in Consiglio comunale, apprendiamo con soddisfazione l’iniziativa dell’Assessora al Bilancio Gabriella Nardelli per l’introduzione del regolamento sulla definizione agevolata delle entrate.

Si tratta di un segnale concreto nella direzione che avevamo indicato: aiutare i cittadini in difficoltà a regolarizzare la propria posizione debitoria, eliminando sanzioni e interessi e prevedendo modalità di pagamento più sostenibili.

È positivo che la Giunta abbia recepito questo indirizzo politico, dando seguito a un impegno assunto in aula. Ora è fondamentale procedere rapidamente con l’approvazione definitiva in Consiglio comunale, per rendere operativa la misura nel più breve tempo possibile.

Continueremo a vigilare affinché questo provvedimento venga attuato in modo efficace, garantendo reale sostegno ai cittadini e maggiore capacità di riscossione per il Comune, con risorse da reinvestire per le priorità del territorio».

FEDERICA SCANDEREBECH

 

La pieve di San Pietro a Pianezza. Uno dei tesori oltre la cintura di Torino

 

Eretta sulla sponda del Dora Riparia nel XII secolo in stile romanico lombardo, con il tetto a capanna, e dedicata a San Pietro, la pieve di Pianezza, a pochi chilometri da Torino, offre uno spettacolo unico e, probabilmente, inaspettato grazie ai suoi affreschi, un ciclo dipinto, quasi interamente, da Giacomo Jaquerio e altri artisti della sua scuola. Il pittore fu il rappresentante della pittura tardo-gotica in Piemonte e le sue opere, grazie al duca Amedeo VIII, arrivarono fino a Ginevra.

Sconsacrata oramai da molto, un tempo fu luogo di preghiera di pellegrini e viandanti, e venne costruita, con molta probabilita’, al posto di un tempio pagano; in origine era costituita da una sola navata, ma in epoca gotica (tra il 300 e il 400) ne furono aggiunte altra due piu’ piccole. La facciata, in un primo tempo poco curata, fu riqualificata a fine ‘300 con mattoni rossi romanici e materiali di recupero mentre l’entrata fu collocata nella parte laterale da dove si accede anche al presbiterio. Durante l’ultima fase dei lavori sono stati dipinti il Cristo in Croce, una santa non identificata sul pilastro di entrata ed un’altra vicina all’immagine di Santa Margherita. Molto belle anche le vetrate colorate, copie create nell’800, i cui originali di Antoine de Lonhy sono conservati al Museo Civico Torinese di Palazzo Madama.

I Provana, una tra le cinque famiglie feudali piu’ importanti del Piemonte, volle fortemente le decorazioni della Pieve di San Pietro, tra queste, oltre a quelle gia’ citate, abbiamo la raffigurazione degli Apostoli, l’Annunciazione e il dipinto dedicato a Santa Caterina; nella cappella che porta il loro nome, invece, troviamo il dipinto sulla vita di San Giovanni in cui si riconoscono anche i simboli della famiglia: il liocorno e i tralci di vite.

La Pieve di San Pietro si aggiunge alle moltissime opere in stile romanico del Piemonte (chiese, castelli, abbazie) che venivano edificate perlopiu’ sulle strade devozionali, come la via Francigena che portava i pellegrini dall’Inghilterra fino a Roma.

Normalmente non e’ aperta al pubblico, ma si può visitare contattando gli uffici comunali o i gruppi di volontari dedicati. In questa chiesa, inoltre, e’ possibile celebrare matrimoni civili assecondando cosi’ la volonta’ di valorizzare ancora di piu’ il patrimonio architettonico della citta’.

MARIA LA BARBERA

Apertura su richiesta; prenotazioni presso l’ufficio URP 011/9670211 oppure
presso UNECON: 3333903669 – 3394620103 – 3356171376
unecon2019@gmail.com

Calci, pugni e una ferita con coccio di bottiglia, poi gli rubano il monopattino

E’ accaduto sabato 2 maggio, alle 17.30 del pomeriggio, nella centrale Piazza Cesare Augusto

di Torino, nei pressi delle “Porte Palatine”: una banda composta da quattro giovani ha

bloccato un venticinquenne di origine egiziane che, con un’amica, stava transitando a bordo

di un monopattino. L’aggressione è stata immediata e violenta: una raffica di calci e pugni

nonché una ferita con un collo di bottiglia, poi rapida fuga con il monopattino e lo zaino

della vittima.

Il tutto non è passato inosservato ad una pattuglia del Nucleo Radiomobile del Comando

Provinciale Carabinieri di Torino, in servizio in zona, che ha inseguito e raggiunto due dei

quattro presunti rapinatori: ne è sorta una colluttazione durante la quale i due hanno tentato

di colpire con calci e pugni i militari dell’Arma ma non è bastato a evitargli l’arresto. Per i

due, un venticinquenne ed un trentatreenne, entrambi di origine nordafricana e già noti alle

forze di polizia, si sono aperte le porte della casa circondariale “Lorusso – Cutugno”:  le accuse

sono di “rapina e resistenza a pubblico ufficiale”

 

La refurtiva è stata recuperata e restituita alla vittima.

Percorsi di legalità… in scena con la Polizia di Stato

Questa mattina ha fatto tappa a Torino lo spettacolo itinerante “Percorsi di legalità… in scena con la Polizia di Stato” durante il quale, nella splendida cornice del Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Torino, 500 studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado di Torino e provincia si sono confrontati con le diverse Specialità della Polizia di Stato su temi di attualità.

L’iniziativa, promossa dall’Ufficio Comunicazione Istituzionale della Polizia di Stato, è stata realizzata dalla Questura di Torino in collaborazione con la Polizia Stradale, la Polizia Ferroviaria, il Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica del Piemonte e Valle d’Aosta, i Gruppi Sportivi Fiamme Oro e l’Osservatorio per la Sicurezza contro gli Atti Discriminatori (OSCAD).

Attraverso un vero e proprio spettacolo teatrale — presentato da Elia Tedesco, attore di teatro, cinema e tv, e arricchito dall’esibizione degli studenti del liceo coreutico “Germana Erba” di Torino — è stata offerta ai ragazzi un’esperienza formativa e coinvolgente. Nel corso dell’evento sono stati affrontati temi di grande attualità: dal contrasto alla violenza di genere alla sicurezza stradale e ferroviaria, dalla cybersicurezza al bullismo e ai pericoli della rete, fino al rispetto delle diversità e al valore educativo dello sport.

La legalità, raccontata attraverso il linguaggio universale dell’arte, diventa così una vera e propria scelta di vita, contribuendo ad avvicinare il mondo dei giovani alle istituzioni e a rafforzare il dialogo tra la Polizia di Stato e le nuove generazioni.

La manifestazione si è conclusa con la premiazione dei ragazzi che si sono classificati ai primi 3 posti nel gioco Kahoot della Polizia Ferroviaria e Stradale; i premi sono stati gentilmente donati dal Consiglio Regionale del Piemonte, mentre tutti i ragazzi intervenuti hanno ricevuto un cappellino della Polizia di Stato.

Un evento significativo, in cui legalità ed educazione civica sono salite sul palco anche grazie al coinvolgimento del MIUR e con il patrocinio della Città di Torino.

Ragazza di vent’anni trovata in strada ferita al torace forse scavalcando un cancello

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AGGIORNAMENTO: secondo le indagini della Polizia la ferita non sarebbe stata causata da un’arma da taglio durante un’aggressione, contrariamente a quanto emerso in mattinata. La ragazza  si sarebbe invece ferita da sola, scavalcando un cancello dopo  una festa  tenutasi in un appartamento della zona.

 

Ore 7,30:

una chiamata d’emergenza ha avvisato i soccorsi di Azienda Zero. I soccorritori sono giunti in via Borsi a Lucento all’altezza del civico 87. A terra una ragazza  vent’anni, colpita al torace da una coltellata. È ricoverata al Maria Vittoria in codice giallo. I carabinieri stanno cercando di verificare la dinamica dell’accaduto. Tra le ipotesi un litigio durante una festa.

Pentenero – Valle (PD): “Sulla sanità la Giunta cambia i numeri ogni settimana”

 “Servono trasparenza, rispetto per l’Aula e cittadini e dati certi, non slogan”

5 maggio 2026 – “Non si può governare la sanità piemontese con documenti che cambiano da un giorno all’altro. A inizio marzo la Giunta aveva portato in Commissione una variazione di bilancio da 209 milioni di euro per sanare il disavanzo delle Aziende sanitarie: una cifra importante, pur restando sotto la soglia del piano di rientro. In quella sede avevamo chiesto chiarezza sul reale stato di salute delle nostre Asl e sulle ragioni di un disavanzo così elevato, ma è calato il silenzio. Oggi, in Consiglio regionale, l’assessore Riboldi ha evitato del tutto la discussione sui bilanci delle ASR per infliggere all’Aula la consueta dose di propaganda sulle magnifiche sorti progressive della sanità piemontese” affermano la Presidente del Gruppo Pd in Consiglio regionale Gianna Pentenero e il Vicepresidente della Commissione Sanità Daniele Valle.

“Purtroppo, la realtà è ben diversa: la prima visita neurologica è disponibile a gennaio 2027 al S. Luigi, la prima risonanza magnetica del rachide è disponibile al Mauriziano nel febbraio 2027, stessa cosa per la prima visita gastroenterologica, al S. Luigi. La prima visita cardiologica con ECG a marzo 2027, la prima ecografia dei tronchi sovraortici a ottobre 2027 alle Molinette. Non parliamo poi del personale: Riboldi ci ha detto che nel 2025 si è registrata una crescita occupazionale del 3% rispetto alla media nazionale, peccato che, secondo Agenas, dal 2019 al 2023, il Piemonte ha visto un -3,44% sui medici impegnati e un – 2,14% infermieri impiegati. Anche nel 2024, il Piemonte ha conosciuto un passivo in crescita sulla mobilità sanitaria” precisa Valle.

“L’emendamento presentato dall’Assessore Tronzano al ddl 132 non è un semplice aggiornamento tecnico: è una riscrittura sostanziale della copertura del disavanzo sanitario 2025, che peggiora il quadro su ogni fronte e scarica il costo della crisi sanitaria piemontese su istruzione, trasporti, politiche sociali e ambiente. Partiamo dai numeri. Il disavanzo sanitario certificato sale da 203 a quasi 210 milioni di euro: quasi 7 milioni in più. Ma è sulla struttura delle coperture che l’emendamento rivela la sua vera natura. Nel testo originale del ddl, la copertura si reggeva su tre gambe: eccedenze IRPEF, rimborsi da amministrazioni pubbliche e tagli di spesa. Con questo emendamento, le prime due gambe vengono quasi integralmente rimosse. Gli 11,8 milioni di eccedenze IRPEF spariscono senza traccia. I rimborsi da PA crollano da 96,6 a 16,4 milioni: oltre 80 milioni in meno, con zero giustificazioni. Dove sono finite quelle risorse? Erano già incassate o solo attese? La Giunta deve rispondere” proseguono Pentenero e Valle.

“Il vuoto viene colmato interamente con tagli ad altri capitoli di bilancio, che passano da circa 94 a 193 milioni di euro: quasi il doppio. E l’Allegato 1 dice chiaramente dove si taglia: 44 milioni sull’istruzione universitaria, 22 milioni sul trasporto ferroviario, 17,6 milioni sulla tutela delle risorse idriche, 32 milioni sugli interventi per i soggetti a rischio di esclusione sociale. A cui si aggiungono 76,5 milioni di sospensione delle quote capitale sui mutui — un debito che non scompare, si rinvia. Questa non è una manovra di risanamento sanitario: è una manovra che paga la sanità, impoverendo tutto il resto. Il Piemonte non può permettersi di affrontare una crisi sanitaria strutturale — con un deficit 2026 già proiettato vicino agli 879 milioni — scaricando i costi su famiglie che dipendono dal trasporto pubblico, su studenti universitari, su persone in condizione di fragilità sociale” aggiungono i Consiglieri Pd.

“Questo modo di procedere è inaccettabile: serve rispetto per l’Aula e per i cittadini. Non possiamo discutere di sanità con slogan o annunci ottimistici su nuovi ospedali, meno liste d’attesa e più personale, quando non esiste alcun fondamento numerico che li sostenga. Parliamo di un disegno di legge che era stato sottoposto alla Commissione, poi è sparito e ora riappare modificato e dichiarato urgente. A che gioco si sta giocando? Chiediamo numeri certi, tabelle chiare, dati verificabili, non continue riscritture. E chiediamo che il provvedimento torni in Commissione, con un confronto vero anche con l’Assessore al Bilancio. La sanità non può essere gestita con documenti precari e coperture che evaporano e cambiano a seconda del momento. Manca un confronto serio sulle cause strutturali del disavanzo, dell’anno passato e di quello previsto per l’anno in corso” concludono Pentenero e Valle.

Carcere Torino: “rafforzare il supporto psicologico per detenuti e operatori”

Depositata in Senato una legge di iniziativa popolare

Accogliamo e rilanciamo le parole della garante regionale delle persone detenute del Piemonte, Manica Formaiano, a seguito del caso di suicidio all’interno del carcere “ Lorusso e Cotugno” di Torino sulla necessità urgente di rafforzare i protocolli di monitoraggio delle situazioni di vulnerabilità, con particolare attenzione ai soggetti più fragili all’interno degli istituti penitenziari.

L’ennesimo suicidio avvenuto in carcere rappresenta una sconfitta per lo Stato e richiama con forza l’urgenza di interventi strutturali e non più rinviabili.

“Diritto a stare bene” ha depositato in Senato una legge di iniziativa popolare che propone l’istituzione di un servizio psicologico specifico all’interno del Servizio di Psicologia di territorio.

Il servizio previsto dalla proposta di legge garantisce: assistenza e supporto psicologico alle persone detenute, ai soggetti in esecuzione penale esterna e al personale dell’amministrazione penitenziaria; percorsi di rieducazione, reinserimento sociale e promozione del benessere psicologico, anche a favore degli operatori carcerari; erogazione delle prestazioni psicologiche previste dai Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) e dai Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali (LEPS), a partire dall’accoglienza dei nuovi giunti, lungo tutto il periodo di detenzione, fino alla dimissione e al reinserimento nella società; valutazione e gestione dello stress lavoro-correlato tra il personale penitenziario.

La proposta stabilisce inoltre uno standard minimo di 3 psicologi ogni 100 detenuti, che sale a 6 in caso di sovraffollamento carcerario.

Rafforzare la presenza di figure professionali qualificate e garantire un supporto psicologico continuativo significa intervenire concretamente sulla prevenzione del disagio, sulla tutela della dignità delle persone e sulla sicurezza complessiva del sistema penitenziario. Azioni non più rinviabili.

Diritto a stare bene

La Cina che non c’era: donne e immaginario nel Settecento europeo

Il nuovo libro di Serena Vinci

C’è una Cina che non coincide con mappe né con cronache di viaggio, ma che prende forma tra palcoscenici, libretti d’opera e pagine letterarie. Una Cina immaginata, costruita, a tratti idealizzata. È questa la protagonista del volume di Serena Vinci“La Cina (è donna) nel Settecento. Sguardi di genere ed esotismo nella cultura letteraria e teatrale italiana, che sarà presentato sabato 9 maggio alle ore 18.30 presso la Libreria Chat Noir (Via Oddino Morgari, 17- Torino). L’incontro torinese si inserisce nel solco di una riflessione sempre più attuale: quella sul modo in cui l’Occidente ha storicamente costruito l’immagine dell’“altro”, intrecciandola con stereotipi culturali e rappresentazioni di genere. Abbiamo dialogato con l’autrice per addentrarci meglio nelle trame del suo libro e nella presentazione di sabato.

Da subito, già al primo capitolo del volume, Serena Vinci ricostruisce con precisione il processo di formazione del mito della Cina nell’immaginario europeo, mostrando come esso sia il risultato di una stratificazione culturale iniziata ben prima del Settecento. Ci racconta come già a partire dalla diffusione de Il Milione di Marco Polo, la letteratura italiana accoglie una rappresentazione fortemente idealizzata dell’Oriente. A questa si affiancano, nei secoli successivi, le cronache dei missionari gesuiti, che contribuiscono ad alimentare curiosità e immaginario, e soprattutto la moda delle chinoiserie francesi, che nel Settecento offrono un vero e proprio repertorio estetico e simbolico pronto per essere rielaborato. Nel secolo dei Lumi, la Cina diventa così una superficie riflettente: più che un luogo reale, uno specchio delle esigenze europee.

Vinci racconta come questo possa apparire, di volta in volta, come modello virtuoso – una società governata da letterati e intellettuali selezionati per merito – oppure come esempio negativo, soprattutto in relazione ai costumi e all’educazione femminile, giudicati eccessivi, oscillanti tra libertà e oppressione. Questa fascinazione si traduce in una vera e propria “cineseria diffusa”: dagli abiti agli arredi, dalla progettazione dei giardini agli affreschi murali a tema orientale, particolarmente presenti anche nei palazzi aristocratici torinesi. Un gusto estetico che non resta confinato alla decorazione, ma diventa scenografia ideale per il teatro, per il melodramma e per la narrativa, contribuendo a consolidare un immaginario condiviso e potente.

Particolarmente significativa è l’analisi dedicata a La cinese in Europa di Pietro Chiari, dove Vinci propone una lettura che supera le categorie tradizionali, arrivando a suggerire un’apertura verso interpretazioni più fluide delle identità di genere. Un passaggio che, pur radicato nel contesto settecentesco, dialoga con sensibilità contemporanee e invita a rileggere il teatro dell’epoca come spazio di sperimentazione, non solo estetica ma anche culturale. La scrittrice mette in luce come anche se il Settecento possa apparire distante, le dinamiche messe in luce dal volume risultano sorprendentemente attuali. La costruzione dell’altro, l’esotizzazione, l’uso della differenza culturale come specchio delle proprie tensioni: sono processi che attraversano i secoli e arrivano fino a noi. In particolare, Serena racconta l’ esempio della sovrana come Caterina di Russia che, affascinata dalla cultura illuminista e dalla filosofia, cercò di cambiare il modo di governare e di percepire le categorie ritenute inferiori.

La presentazione torinese rappresenta dunque un’occasione preziosa non solo per conoscere il lavoro di Serena Vinci, ma anche per interrogarsi su come continuiamo, ancora oggi, a raccontare ciò che percepiamo come “altro”. Un appuntamento per chi ama la cultura, il teatro e la storia delle idee, ma anche per chi è curioso di capire quanto il passato continui a riscrivere il nostro sguardo sul mondo.

Valeria Rombolà

Chieri, concerto per le tele del Moncalvo

Sabato 9 maggio, alle ore 20.30, la Chiesa di San Domenico ospiterà  “L’arte per l’arte”, un concerto benefico finalizzato a sostenere gli interventi di restauro di due tele seicentesche di Guglielmo Caccia, detto il Moncalvo. L’iniziativa propone una serata musicale di alto profilo, con la partecipazione di Anna Maria Cigoli di Schierano d’Asti, al pianoforte, Teresa Andreacchi (mezzo soprano) e Cesare Papasodaro (baritono), accompagnati dall’Orchestra Giovanile e dal Coro del Sermig (l’Arsenale della Pace di Torino) diretti da Mauro Tabasso. Il programma musicale comprende composizioni del repertorio classico e sacro con capolavori di Bach, Handel, Haydn e Bizet. L’ingresso è gratuito con offerta libera. “La Resurrezione di Lazzaro” e la “Moltiplicazione dei pani e dei pesci” sono i due capolavori del Moncalvo (1568-1625) custoditi nella chiesa di San Domenico a Chieri che rappresentano un patrimonio artistico e spirituale di gran valore per l’intera comunità. Oggi sono a rischio perché colpiti da muffa e funghi che hanno compromesso parte delle superfici pittoriche. Si sta facendo il possibile per salvare le due tele con un delicato intervento di restauro assai costoso.   Fr
nelle fotografie   la Chiesa di San Domenico a Chieri e le due tele del Moncalvo