Servono assunzioni dirette e investimenti strutturali
Quanto accaduto al San Raffaele di Milano, con le dimissioni dell’Amministratore Delegato, Francesco Galli, a seguito delle gravi criticità legate all’operato del personale infermieristico reclutato da una cooperativa esterna, rappresenta un segnale che non può essere ignorato.
L’episodio mette in luce, ancora una volta, le conseguenze di un modello fondato sull’esternalizzazione di funzioni essenziali e sull’uso crescente di cooperative e appalti privati per coprire carenze strutturali di organico.
«Il caso di Milano dev’essere considerato un monito per tutto il Sistema Sanitario Nazionale. Delegare attività fondamentali a realtà esterne, spesso selezionate nella logica dell’abbattimento dei costi, comporta inevitabilmente il rischio di minori controlli, disomogeneità nella formazione, turnover elevato e fragilità nei processi assistenziali. La qualità delle cure non può dipendere da contratti precari e da fornitori privati scelti per necessità e non per una reale strategia di potenziamento del servizio», dichiara Claudio Delli Carri, segretario regionale di Nursing Up Piemonte e Valle d’Aosta.
Non si tratta di un fenomeno isolato. «Si sono infatti verificati episodi simili, seppur in forme diverse, anche in altre realtà, comprese alcune aziende sanitarie del Piemonte come l’ASL TO4».
Il ricorso a cooperative per garantire la continuità dei servizi è una strada che non offre soluzioni durature: «al contrario, espone professionisti e cittadini a potenziali situazioni critiche – continua Delli Carri – La risposta non può essere la privatizzazione strisciante dell’assistenza, ma un piano strutturale di assunzioni dirette, stabilizzazione dei precari, investimenti nella formazione e valorizzazione economica e professionale degli infermieri dipendenti. Solo un personale adeguatamente formato, assunto e integrato nell’organizzazione può garantire continuità, sicurezza e qualità dell’assistenza».
CS




Ho conosciuto Vittorio Feltri che giocava a golf con il mio amico Camillo Olivetti. Notai già allora l’”incontinenza” affatto senile di Feltri che per il gusto della battuta avrebbe rinunciato a priori ad un ragionamento meditato. Era il contrario di suo figlio Mattia Feltri che ha scelto ben altre strade. Vittorio Feltri è stato un giornalista di successo, malgrado alcuni infortuni clamorosi. Ha fatto aumentare le tirature dei giornali diretti, ma forse non basta questo risultato per fare un giornale che informi con un minimo di criticità e di indipendenza. Si può anche essere di parte e rispettare la deontologia giornalistica che molti giornali di finta opinione trasgrediscono ogni giorno. Ma la condanna di Feltri decisa dal Tribunale civile di Torino che ha stabilito una penale di 20mila euro, è senza dubbio motivata. Il giornalista in una trasmissione radiofonica non si è trattenuto e ha detto testualmente: “Sparerei in bocca ai musulmani che considero razze inferiori”.


