ilTorinese

“Una Vita per il Jazz”

Domenica 14 dicembre dalle 20.30 al Conservatorio G. Verdi, concerto: “Una Vita per il Jazz” , Memorial Sergio Ramella, Concerto Benefit. Giunto alla seconda edizione, vuole ricordare la figura di Sergio Ramella, colui che da grande appassionato di jazz, ha portato a Torino e non solo i più grandi musicisti della storia del Jazz. I giovani di “To Young To Jazz” insieme ai musicisti del jazz piemontese, suoneranno oltre che per ricordare Ramella, anche per finanziare una borsa di studio per un giovane talento del corso di jazz al Conservatorio. La serata sarà presentata da Edoardo Fassio. Sul palco del conservatorio si alterneranno : Limen Collective di Fabrizio Leoni e Alessandro Soro, Trio Careful di Sonia Infriccioli, Mattia Basilico Quartet, Dario Caiffa Quartet, Mashkatarìa Quartet di Caterina Graniti. Special Guest : Nico Morelli, Gianpaolo Petrini, Alfredo Ponissi, Emanuele Sartoris, Marco Tardito, Luigi Tessarollo. L’ingresso è su donazione (a partire da 10 euro). Tutto il ricavato andrà a finanziare borse di studio per giovani musicisti e anche la rassegna To Young To Jazz.

Pier Luigi Fuggetta

Attraversamenti inconsueti

L’opera degli antropologi Arduino Catini e Barbara Carraro, “Il respiro di Banaras”(Gondur edizioni del Centro studi Silvio Pellico, collana Etnograffi), ha innescato un’esperienza di prossimità e immersione. Dopo l’incontro all’Università di Torino, dall’11 dicembre ha avuto avvio una serie di appuntamenti sul territorio regionale. Il tour “Attraversamenti inconsueti” e stato stimolato dall’opera sopracitata, riuscito connubio tra rigore scientifico e potenza narrativa. Si tratta di un’idea di promozione nomade, capace di far vivere il libro fra le persone e le comunità, al di là delle aree e dei circuiti di distribuzione. Dall’11 al 20 dicembre, dopo l’incontro all’Università di Torino, con il prof. Gianni Pellegrini, curatore dell’opera, nel pomeriggio del 10 dicembre il tour si è attestato in Piemonte. Nei vari appuntamenti, come avvenuto nelle 40 tappe in centro Italia, sarà possibile incontrare aneddoti e personaggi del libro, tra cui la donna in catene, la lavandaia eletta “libera officiante del rito”, la delicata, saggia, lucente forza di Hari Dastyagi, il mistero e l’ombra di RudraNat, e un’umanità che si arrangia e arranca, commercia, accoglie o imprigiona, trasmette o ricerca le vie del corpos, del sacro, del sé, della saggezza e della liberazione, tra meraviglia e turbamento. Emergeranno spazi inconsueti di affermazione e libertà. Antropologi, etnografi, ricercatori, gli autori propongono ben più di una presentazione, ma un viaggio sui sentieri dell’India tra narrazione poetica, etnografia e riflessione antropologica, un testo che nasce da un percorso inconsueto tra India e Occidente.

Per immergersi nell’esperienza, il blocco del tour è su https://attraversamenti.blog/

Mara Martellotta

La cucina italiana riconosciuta dall’UNESCO

IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni

E’ un grande risultato raggiunto  il riconoscimento internazionale dell’ UNESCO concesso alla cucina italiana. Tra i primi promotori che con costanza si sono battuti con autentica e colta  coerenza e con motivazioni storiche  di grande importanza risalta l’opera dell’Accademia della cucina italiana fondata da Orio Vergani nel 1953 e attualmente presieduta da Paolo Petroni.  Anche Mario Soldati e Dino Buzzati furono accademici. Importante è stato anche l’apporto di Casa Artusi di Forlì. Va riconosciuto l’apporto importante dato dal governo attuale per il raggiungimento dello scopo . Si è trattato di riconoscere la storia della cucina italiana ricca di apporti regionali che hanno creato un’unità gastronomica che l’Artusi per primo ha realizzato , quasi come un novello Cavour della gastronomia. Una ricca tradizione che ha unito Nord e Sud, superando le vicende violente  del brigantaggio meridionale in nome degli spaghetti. Per la Cucina è  accaduto un po’ come  con la lingua con Manzoni e De Amicis che con “Promessi sposi“ e “Cuore “ hanno reso unita la Patria italiana. Non è fuori luogo parlare di Patria italiana anche per una cucina amata in tutto il mondo e imitata e persino defraudata da volgari imitazioni che il riconoscimento UNESCO aiuterà a smascherare e combattere. Il solito Carlin Petrin ha limitato la portata dell’evento con la sua solita faziosità politica di vecchio comunista, parlando di meticciato e di osterie. Non merita una risposta . E’ il solito pauperismo che emerge anche tra le pentole . Non mi sono piaciuti neppure alcuni grandi chef che disertano le cucine per frequentare le televisioni. Attendo di leggere il grande Arrigo Cipriani, maestro davvero internazionale della cucina veneziana che lui, novello Marco Polo, ha portato nel mondo.

“Padre, mostramelo ancora”

Music Tales, la rubrica musicale

Negli ultimi giorni circola online un misterioso brano attribuito a Pink e Lady Gaga, intitolato Forgive Me Father.
Video su YouTube, post sui social e clip rielaborate dai fan hanno alimentato l’idea di una collaborazione che avrebbe del clamoroso.
Ma c’è un problema: la canzone, a quanto pare, non esiste davvero.
Non compare nelle discografie ufficiali, né nelle piattaforme di streaming,
né in alcuno degli annunci delle due artiste.
Ed è proprio da qui che nasce un’inquietudine profonda: com’è possibile che qualcosa di non reale sembri così convincente da confonderci? Perché una parte di me, e forse di chiunque si imbatta in questi contenuti, si ritrova davvero spaventata dal non riuscire più a distinguere ciò che è autentico da ciò che è costruito.
Pink e Lady Gaga sono due delle figure più riconoscibili e potenti del pop contemporaneo.
La prima, con il suo graffio emotivo e la sincerità brutale, ha costruito un repertorio che parla di ferite, resilienza e verità. Gaga, invece, ha sempre giocato sul confine tra arte e performance, identità e trasformazione, realtà e finzione.
Forse proprio per questo l’idea di un loro duetto ci appare così credibile: la loro stessa arte vive da sempre su quel confine dove tutto potrebbe essere vero e tutto potrebbe essere messo in scena.
Eppure “Forgive Me Father” non risulta da nessuna parte. Non esiste un comunicato, non esiste un’uscita digitale, non esiste una conferma. È una sorta di miraggio pop: una canzone desiderata, immaginata, costruita dagli algoritmi o dai fan, ma non registrata da loro.
Paradossalmente, proprio il fatto che la canzone sembri reale anche se non lo è la rende ancora più significativa.
Forgive Me Father,per come è immaginata nei montaggi online, parla di colpa, confessione, liberazione.
Un tema che risuona con la sensibilità di entrambe le artiste.
Ma il vero significato, oggi, sembra riguardare noi ascoltatori:
quanto siamo vulnerabili di fronte a un contenuto che ci appare perfettamente plausibile, perfettamente costruito, ma completamente privo di radici nel reale?
Questa vicenda lascia una sensazione inquietante: viviamo in un tempo in cui la realtà è diventata fluida, manipolabile, riscrivibile con pochi click.
Video deepfake, audio ricostruiti, grafiche persuasive, titoli pensati per attirare attenzione… tutto può sembrare autentico, persino un brano mai registrato da due star mondiali.
Ed è qui che nasce la mia paura:
se non riusciamo più a riconoscere cosa è vero e cosa no, cosa diventerà di noi come ascoltatori, come cittadini, come persone?
L’informazione si sfilaccia, la fiducia si sbriciola, e ogni contenuto diventa un enigma da decifrare.
Forgive Me Father non esiste, ma il suo “fantasma” racconta perfettamente l’epoca in cui viviamo: un mondo dove tutto può essere simulato, replicato, imitato… fino a sembrare reale.
Forse, alla fine, il titolo stesso diventa una metafora:
“perdonaci Padre, perché abbiamo esagerato, perchè non sappiamo più vivere nel “qui ed ora” perchè non sappiamo più distinguere il vero dal falso”.
E questa consapevolezza, a me, oggi, fa paura. Paura vera.
“Ciò che è reale non è mai, se non per un istante, a un solo livello di realtà.”
  Michel Foucault
CHIARA DE CARLO
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Pompeo (PD): “Su Italdesign troppe ombre e zero vigilanza”

“Presenterò un’interrogazione per capire come la Regione intenda intervenire per tutelare lavoratrici e lavoratori”
11 dicembre 2025 – “La notizia della vendita di Italdesign alla multinazionale indiana Ust chiude una vicenda gestita con scarsa trasparenza e con un’assenza imbarazzante delle Istituzioni regionali e nazionali, che avrebbero dovuto vigilare con ben altra attenzione su un’operazione che riguarda un’eccellenza italiana nel settore dell’automotive. *Adesso si apre un’altra partita con la nuova proprietà e dobbiamo giocarla al meglio per tutelare i lavoratori* ” dichiara la Consigliera regionale del Partito Democratico Laura Pompeo, annunciando la presentazione di un’interrogazione in Consiglio regionale per fare chiarezza sul futuro dei lavoratori e sulle prospettive industriali dell’azienda.
“Dalle notizie diffuse dagli organi di informazione emergono conferme e preoccupazioni: se da un lato la nuova proprietà avrebbe garantito la continuità degli stabilimenti e la salvaguardia occupazionale per i prossimi quattro anni, dall’altro restano aperte questioni decisive. Queste rassicurazioni devono, infatti, essere dettagliate e verificate. Le vere incognite riguardano il futuro industriale di Italdesign che, per decenni, ha rappresentato un punto di riferimento internazionale per innovazione, design e ingegneria. Non possiamo permettere che un patrimonio di competenze venga disperso o snaturato” prosegue la Consigliera regionale Pd.
“L’incertezza di questi ultimi mesi ha già prodotto effetti concreti: sono almeno ottanta, tra tecnici e ingegneri, le persone che si sono dimesse. Una fuga di professionalità che impoverisce l’azienda e il territorio. È indispensabile capire quali siano i piani industriali di Ust e come intendano valorizzare, o meno, il know-how che ha reso Italdesign un’eccellenza riconosciuta a livello globale. Ribadisco che trovo inaccettabile che Regione Piemonte e Governo continuino a restare a guardare. Non hanno esercitato alcun ruolo di indirizzo o vigilanza, nonostante fosse in gioco un asset strategico per l’automotive nazionale. È un’altra occasione persa e, se da questa operazione dovessero derivare conseguenze negative per il territorio, sapremo bene a chi attribuire la responsabilità” precisa Laura Pompeo.
“Auspichiamo che le incertezze vengano risolte al più presto. Da parte nostra vigileremo con la massima attenzione e faremo tutto ciò che è necessario per tutelare lavoratrici e lavoratori e per garantire un futuro solido a Italdesign” conclude Pompeo.

La poesia si fa rito: torna Atti Impuri con il Groovy Soup Collettive  

Sabato 13 dicembre, alle 20, l’Off Topic Cubo di Torino (via Giorgio Pallavicino 35) accende i riflettori su “Atti Impuri Poetry Slam & Groovy Soup Collettive”, una jam poetica e musicale che celebra la parola come atto collettivo, vivo e performativo.

Cuore della serata sarà “Atti Impuri”, una poetry slam che riunisce alcune delle voci e delle performance più interessanti della scena italiana, tra poesia performativa e improvvisazione. Un’arena in cui i versi diventano gesto, ritmo ed energia condivisa, trasformando ogni testo in un’esperienza scenica capace di coinvolgere il pubblico come parte attiva del rito poetico.

Con loro sul palco ci saranno i Groovy Soup Collettive, realtà nata nel 2023 e già forte di 14 musicisti provenienti da percorsi e scene differenti. Una formazione fluida che ha fatto dell’improvvisazione il proprio DNA: ogni performance nasce sul momento grazie al linguaggio di conduzione ritmo con señas, un metodo che intreccia musica, danza e ritualità in un’unica trama sonora.

Il collettivo si esibisce sia al completo sia in formazioni ridotte, alternando concerti a laboratori dal vivo che permettono ai musicisti di sperimentare nuove modalità creative e avvicinarsi a forme di espressione musicale inedite. Il risultato è sempre un’esperienza vibrante e profondamente partecipata, in cui l’innovazione prende forma nota dopo nota.

Valeria Rombolà

300 milioni per le periferie. Alle Ogr il bilancio dell’attività della giunta comunale

“Torino sviluppo, coesione, sostenibilità e cura” è il titolo dell’appuntamento annuale che riunisce i principali portatori d’interesse della città alle Ogr e con cui anche quest’anno il sindaco Stefano Lo Russo, insieme alle assessore e agli assessori della giunta comunale, ha tracciato il bilancio di un anno di attività dell’amministrazione ed evidenziato gli obiettivi per il futuro.

Dal piano regolatore generale, che martedì 16 dicembre approderà in giunta dando il via all’iter per l’approvazione, ai tanti cantieri e progetti conclusi e in corso, con investimenti su rigenerazione urbana, scuole, ambiente e parchi, edilizia sociale, suolo, cultura e biblioteche, impianti sportivi. Al centro dell’appuntamento di quest’anno, che ha visto come ospite per uno speech l’urbanista e docente della London School of Economics Ricky Burdett, un approfondimento dedicato agli investimenti sulle periferie in città, oltre 300 milioni, tra cui spicca il progetto di rigenerazione urbana e protagonismo giovanile per i quartieri di Aurora e Barriera di Milano, ai nastri di partenza.

Ad aiutare i componenti della giunta a riflettere sulla città che cambia e sulle prospettive future, in due video protagonisti dell’appuntamento, sono stati intervistatori d’eccezione, ovvero le ragazze e i ragazzi di diversi istituti scolastici superiori della città (ITTS Carlo Grassi, Liceo Giordano Bruno, IIS Bodoni Paravia, Liceo Classico e Musicale Cavour, CPIA1 Paulo Freire, I.I.S. J. B. Beccari, Liceo scientifico Galileo Ferraris, Ipsseoa Colombatto, Iis Majorana, IIS Primo Levi, Liceo Statale Domenico Berti, Liceo Mazzarello, Convitto Nazionale Umberto I, Collegio San Giuseppe, Liceo Scientifico Alessandro Volta, Piazza dei Mestieri, I.I.S. C.I. Giulio, Valdocco Torino – CNOSFAP, IIS Santorre di Santarosa, Cnos Fap Rebaudengo, I.I.D.G.Giolitti, Ipsia Dalmazio Birago, ISISS A. Magarotto, Scuola Internazionale Altiero Spinelli, ITCS Sommeiller). Oltre 700 le studentesse e gli studenti di queste scuole che questa mattina hanno preso posto in sala e partecipato al gioco interattivo proposto dal palco, che chiedeva al pubblico di investire risorse su un solo tema a scelta tra mobilità, scuola, verde, cultura, sport e sviluppo digitale. I risultati, resi noti in chiusura dell’evento e divisi tra pubblico adulto e pubblico under 20, hanno visto una predominanza delle scelte dei più giovani su mobilità e sviluppo digitale.

“Questo incontro – ha commentato il sindaco Stefano Lo Russo al termine – serve a fare il punto di dove siamo, dei tanti cantieri che abbiamo già concluso e di quelli che concluderemo nel 2026, con un focus sulle periferie, oggetto del più grande investimento mai realizzato a Torino, oltre 300 milioni di euro spesi per dare spazio pubblico di qualità in ogni zona del territorio cittadino. I giovani sono il futuro e per questo abbiamo voluto attivare un percorso di coinvolgimento delle ragazze e dei ragazzi delle scuole che hanno fornito importanti spunti per fare bene quello che stiamo cercando di fare, cioè rilanciare Torino attraverso la trasformazione della città e dare a questa città quello che merita, cioè un grande futuro”

TorinoClick

Insalata russa “insolita” e super-light

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La Ricetta della Cuoca Insolita

 

Chi è La Cuoca Insolita
La Cuoca Insolita (Elsa Panini) è nata e vive a Torino. E’ biologa, esperta in Igiene e Sicurezza Alimentare per la ristorazione, in cucina da sempre per passione. Qualche anno fa ha scoperto di avere il diabete insulino-dipendente e ha dovuto cambiare il suo modo di mangiare. Sentendo il desiderio di aiutare chi, come lei, vuole modificare qualche abitudine a tavola, ha creato un blog (www.lacuocainsolita.it) e organizza corsi di cucina. Il punto fermo è sempre questo: regalare la gioia di mangiare con gusto, anche quando si cerca qualcosa di più sano, si vuole perdere peso, tenere a bada glicemia e colesterolo alto o in caso di intolleranze o allergie alimentari.
Tante ricette sono pensate anche per i bambini (perché non sono buone solo le merende succulente delle pubblicità). Restando lontano dalle mode del momento e dagli estremismi, sceglie prodotti di stagione e ingredienti poco lavorati (a volte un po’ “insoliti”) che abbiano meno controindicazioni rispetto a quelli impiegati nella cucina tradizionale. Usa solo attrezzature normalmente a disposizione in tutte le case, per essere alla portata di tutti.

Calendario corsi di cucina ed eventi con La Cuoca Insolita alla pagina https://www.lacuocainsolita.it/consigli/corsi/

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Insalata russa “insolita” e super-light


L’insalata russa è un classico: si trova in tavola in mille occasioni ed è buonissima. Ma c’è un piccolo problema: ha un potere calorico e un contenuto di grassi micidiali. Se però non volete rinunciare, c’è un modo per prepararla con il 75% di calorie e il 95% di grassi in meno rispetto alla ricetta tradizionale. Ma come fa ad essere così buona? Anche se è senza uova né patate ed è super-light, è deliziosa. Non preoccupatevi di deludere i vostri ospiti: quando scopriranno il segreto della vostra ricetta non potranno più farne a meno!

Tempi: Preparazione (45 min); Cottura (10 min).
Attrezzatura necessaria: pentola per cottura a vapore con cestello, coltello a lama liscia e tagliere, minipimer, grattugia per scorza di limone, colino
Ingredienti per 4 persone:
Per le verdure:
⦁ Piselli surgelati – 100 g
⦁ Carote – 100 g
⦁ Topinambur (o patate) – 100 g
Per la maionese super-light:
⦁ Fagioli bianchi di Spagna – 200 g
⦁ Latte di soia o di canapa – 50 g
⦁ Succo di limone – 25 g
⦁ Scorza di ½ limone – 2,5 g
⦁ Olio e.v.o. –2 cucchiaini
⦁ Sale fino integrale di Sicilia – 6 pizzichi (1,5 g)
⦁ Curcuma in polvere – 1 punta di cucchiaino
⦁ (per chi vuole: Filetti di sgombro al naturale – 50 g)

Approfondimenti e i consigli per l’acquisto degli “ingredienti insoliti” a questo link: https://www.lacuocainsolita.it/ingredienti/

Difficoltà (da 1 a 3): 1 Costo totale: 3 €
Perché vi consiglio questa ricetta?
⦁ Il vostro medico vi ha detto di eliminare le Solanaceae (es. patate, melanzane, pomodori e peperoni) dalla dieta, ma voi ne andate pazzi? Nessun problema! Qui userete i topinambur al posto delle patate! Il risultato è sorprendente e fa bene anche a chi vuole tenere a bada la glicemia.
⦁ Se non volete usare il latte di soia, potete usare il latte di canapa: è uno dei pochi alimenti di origine vegetale che contiene tutti gli aminoacidi essenziali (quelli che il nostro organismo non sa produrre da solo) che servono per formare le proteine. In alternativa anche il latte vaccino può andare benissimo.
⦁ In una porzione da 200 g, solo 125 Kcal al posto di 535 Kcal circa della ricetta tradizionale (il 75% in meno! Si, avete letto bene…).
⦁ Pochissimi grassi: meno di un cucchiaino di olio a porzione… Il 95% in meno di grassi rispetto alla ricetta tradizionale. Ideale quindi anche per chi ha problemi con il colesterolo e a chi vuole perdere qualche chilo.

Preparazione
LE VERDURE
Pelate e tagliate le carote e i topinambour a dadini piccoli, di massimo 1 cm di lato. Cuocete a vapore le verdure separatamente. Se usate la pentola a pressione i tempi sono questi: piselli surgelati (5 min), carote (5 min), topinambur (3 min). Se avete una pentola normale il tempo è il doppio. Se usate le patate il tempo in pentola a pressione è di 2 min.
LA MAIONESE SUPER LIGHT
Spremete il limone e filtrate il succo su un colino. Grattate la scorza del limone e mescolatela al succo e a tutti gli altri ingredienti nel bicchiere del minipimer, per frullate fino ad ottenere un composto cremoso e senza pezzi.
LA PREPARAZIONE DELL’INSALATA RUSSA “INSOLITA”
Mescolate le verdure e la maionese super-light. Mettete tutto nel contenitore che sceglierete per dare la forma al vostro antipasto. Schiacciate bene, livellate e capovolgete il contenitore su un piatto di portata. Potete decorare a piacere.

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A chi è adatta questa ricetta?
Senza uova. In più, usando il latte di canapa, anche chi è allergico a soia o latte può mangiare questa insalata russa “insolita”.

 

 

 

 

 

 

 

Valori nutrizionali
Una porzione della ricetta della Cuoca Insolita a confronto con la stessa porzione della ricetta tradizionale con maionese, uova e tonno sott’olio:

World press photo, ultimi giorni

Pochi giorni alla chiusura di World Press Photo 2025 a Torino. Fuori dall’Accademia Albertina, in via Accademia Albertina 6, iniziano a formarsi code: la mostra di fotogiornalismo è aperta fino a domenica 14 dicembre e questi sono gli ultimi giorni per visitarla.

 

La 68a edizione del concorso è un racconto potente e reale del presente. Un viaggio critico nell’attualità, attraverso 144 immagini selezionate, realizzate da fotografi provenienti da oltre 30 paesi, che con il loro lavoro raccontano il mondo, tra crisi climatica, conflitti, e la forza dello spirito umano.

 

L’esposizione, a cura di Cime, ambassador Italia della World Press Photo Foundation di Amsterdam, a Torino per il nono anno consecutivo, ha confermato un’affluenza elevata anche tra il pubblico giovane, confermandosi come punto di riferimento per chi cerca uno sguardo critico sull’oggi.

Nei suoi ultimi giorni di apertura, la mostra è visitabile sino a venerdì dalle 10 alle 20, e sabato e domenica dalle 10 alle 21.

Biglietto online: https://shorturl.at/Zfggx (disponibili anche con Carte Cultura).

INFO
Sito: www.worldpressphototorino.it
Mail: info@worldpressphototorino.it