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A Palazzo Civico la delegazione di Nagoya

 

In occasione del ventesimo anniversario del gemellaggio tra Torino e Nagoya, ieri il sindaco Stefano Lo Russo ha accolto in Sala Colonne una delegazione proveniente dalla città giapponese.

La delegazione, guidata dal sindaco Ichiro Hirosawa e dal presidente del Consiglio Comunale Hisashi Nishikawa, ha così ricambiato la visita istituzionale compiuta dal Sindaco di Torino lo scorso settembre in apertura della sua missione in Giappone, che aveva dato il via alle celebrazioni dell’anniversario.

La visita consolida ulteriormente il forte legame tra le due città, unite da radici industriali comuni e da un rapporto di lunga durata, avviato e suggellato in occasione dell’Expo Aichi 2005. Vent’anni di amicizia che hanno dato vita, nel tempo, a numerosi scambi, progetti e collaborazioni in diversi settori.

“Festeggiare i primi vent’anni di questo gemellaggio con il sindaco Ichiro Hirosawa – ha dichiarato il sindaco Lo Russo – è un momento che va oltre la semplice ricorrenza. Significa riaffermare il ruolo decisivo che le relazioni tra città hanno oggi, in un contesto internazionale caratterizzato da tensioni e complessità. I legami tra comunità urbane come Torino e Nagoya diventano ponti concreti di cooperazione, amicizia e sviluppo condiviso che consentono di immaginare insieme il futuro”.

“Desidero esprimere la mia sincera gratitudine per il vostro costante sostegno e per la preziosa collaborazione nello scambio tra le nostre due città gemellate – ha dichiarato il sindaco Hirosawa -. La città di Nagoya ha instaurato scambi in molti settori con la città di Torino, e desidero che il nostro legame continui ad approfondirsi negli anni futuri. Esprimo l’augurio che il vostro prezioso sostegno e la vostra collaborazione possano proseguire nel tempo”.

Nel quadro del programma europeo IURC per la cooperazione internazionale tra città e regioni, Torino e Nagoya stanno portando avanti un progetto biennale che prevede scambi, visite studio e condivisione di buone pratiche sui temi dell’innovazione urbana, con particolare attenzione alla ricerca e al trasferimento tecnologico.

Nel gennaio 2027 il Teatro Regio ospiterà un concerto dell’Orchestra Filarmonica di Nagoya, impegnata in un tour europeo. Nel febbraio 2027 al Museo Civico di Nagoya si terrà una mostra itinerante delle opere di Antonio Fontanesi, appartenenti alle collezioni della Gam di Torino; il 2026 segnerà infatti i 150 anni dall’arrivo nel Paese del Sol Levante del grande paesaggista dell’Ottocento italiano.

Curiosa testimonianza dello scambio tra le due città è la presenza, a Nagoya, di un piccolo parco giochi per bambini donato nel 2010 dalla Città di Torino; mentre nel Parco del Valentino si possono ammirare trenta ciliegi Sakura, tipici della città giapponese, donati da una delegazione in visita nel 2011, in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia.

Prima dell’incontro in sala Colonne, la delegazione giapponese ha visitato al Punto Informativo Unificato della Città – PIU la mostra di disegni realizzati dai bambini di Nagoya, realizzata nell’ambito dell’attività di scambio pluriennale con gli studenti della scuola primaria Leone Sinigaglia e della scuola Ada Negri di Torino.

In questi giorni la delegazione giapponese ha fatto visita ad luoghi torinesi legati alla città di Nagoya, come il Teatro Regio, il convitto nazionale Umberto I (che dal 2023 accoglie con continuità gli studenti della città giapponese), il Politecnico di Torino. Nei prossimi giorni visiterà il Museo Egizio e la GAM. Per far conoscere ai giapponesi il fascino della città giapponese sono previsti anche due eventi aperti al pubblico: questa sera alle 18.30 “Degustando Washoku” a Green Pea, e domani alle ore 16 al Polo del ‘900 “MUSUBI Torino e Nagoya: legami tra città e culture”.

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A Natale Porta Palazzo brilla!

A Natale Porta Palazzo brilla!” – un’iniziativa del Comune di Torino che si svolgerà al Mercato Centrale domenica 14 dicembre

Porta Palazzo brilla, e non soltanto a Natale. Porta Palazzo vive, racconta, si anima, grida, gioisce e cresce: Mercato Centrale Torino ha sempre fatto parte di tutto questo, costruendo insieme al luogo in cui si trova un presente e un futuro tutto nuovo, in parte ancora da scrivere e da immaginare.

Non poteva quindi Mercato Centrale Torino non partecipare all’evento di Natale organizzato dal Comune di Torino per celebrare le diverse location di Porta Palazzo, con una giornata di festa domenica 14 dicembre che vedrà questa piazza storica e piena di significati illuminarsi a festa.
Si partirà alle 15.30 dalla Tettoia dell’Orologio, per poi proseguire alle 16 alla Tettoia dei Contadini e ritrovarsi, alle 17.30, alle Antiche Ghiacciaie all’interno di Mercato Centrale Torino, che si trasformeranno per l’occasione, ancora una volta, in un palcoscenico di musica e cultura.

La serata avrà inizio con l’esibizione dei sassofonisti del Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino, con un quartetto composto dal sax soprano di Emma Rotatori, il sax contralto di Stefano Denaro, il sax tenore di Fabian Gherca e il sax baritono di Valeria Bussacchini.

Successivamente, prenderanno la parola gli scrittori Giuseppe Culicchia, Margherita Oggero e Dario Voltolini insieme alla poetessa Elena Varvello per leggere le lettere di Natale in collaborazione con il Circolo dei Lettori.
Una dichiarazione d’amore per Porta Palazzo che, non a caso, si intitola “Porta Palazzo mon amour. Lettere al cuore pulsante di Torino”. E dal cuore di Torino si accende ufficialmente il Natale, con l’allestimento dell’Albero, che prosegue con la presentazione del Calendario di Porta Palazzo 2026 intitolato “In palmo di mano”, nato dalla collaborazione tra la Fondazione Torino Musei -Museo d’Arte Orientale (MAO), Museo del Cinema – Film Commission Torino Piemonte e gli studenti e studentesse del Liceo Passoni di Torino.
Le Ghiacciaie ospiteranno anche laboratori e animazione per bambini a cura dell’Associazione Giovani Genitori, che intratterranno i più piccoli tra letture animate e giochi con le bolle di sapone. L’evento e le attività sono completamente gratuiti.
La serata si concluderà con un Brindisi di Auguri offerto da Mercato Centrale.

Mara Martellotta

Natale Solidale in piazza Savoia della Associazione SILAVORO

 

Giunge alla decima edizione il NATALE SOLIDALE organizzato dalla Associazione SILAVORO diretta da Mino GIACHINO , nuovo responsabile torinese dell’UDC.
Oggi, sabato 13 dicembre,  dalle 10 alle 16.30 raccolta generi alimentari in piazza Savoia nel grande dehors del Caffè Petit Fleur . I generi alimentari raccolti verranno consegnati alle famiglie bisognose della Caritas e alla Mensa dei poveri.

“Il Codice del Dáimon”, per la stagione “Iperspazi” di Fertili Terreni Teatro

Per “Iperspazi”, stagione 2025-2026 di Fertili Terreni Teatro, a San Pietro in Vincoli, da martedì 16 a domenica 21 dicembre alle 19.30, andrà in scena “Il Codice del Dáimon”, liberamente ispirato a “Il codice dell’anima” di James Hillman, diretto da Domenico Castaldo. Interpreti lo stesso Domenico Castaldo, Marta Laneri, Zi Long Yng, Marianna Rebellato, con la partecipazione di Camilla Bernardi, Mattia Gimigliano, Shuya Lu Gua, Meike Müller, e Alessandro Galeano per la drammaturgia. Le scene e i costumi sono di LabPerm Light, il designer Davide Rigodanza.

Le repliche dello spettacolo si inseriscono all’interno del programma “ORA” di Ama Factory e LabPerm, vincitore dell’avviso pubblico “Circoscrizioni, che spettacolo….dal vivo! 2025”.

La nuova produzione del collettivo torinese LabPerm, diretto da Domenico Castaldo, prende forma da un prolungato lavoro di studio teatrale attorno alla psiche, o vocazione umana, ghianda o dáimon che, per gli ideatori del progetto, si afferma attraverso una straordinaria forza emotiva, direttamente sprigionata dall’interpretazione dei performer. Ne “Il Codice del Dáimon”, in maniera neanche troppo velata, il testo dello psicanalista James Hillman accompagna lo spettacolo con le sue Auguste riflessioni sulla necessità della psiche di manifestarsi nella vita di ognuno di noi. Nel saggio si utilizzano diverse biografie straordinarie per esemplificare come il Dáimon abbia influenzato la loro esistenza e quella delle persone che ne vennero in contatto. Che cos’è realmente il Dáimon? La risposta a questa domanda si potrebbe definire come “forza istintuale”, che muove l’uomo oltre le influenze sociali e genitoriali”.

Da queste premesse, LabPerm ha costruito uno spettacolo che, a partire dai momenti eccezionali delle biografie dei performer, permette di incarnare il Dáimon personale in una figura archetipica. Davanti allo spettatore prenderanno forma Arianna di Creta, un principe decaduto, una santa folle e altri personaggi. Epifanie che aiuteranno il pubblico a immergersi nella narrazione e riconoscere il proprio Dáimon, strumento essenziale e potente alleato nel coltivare l’anima, la psiche, l’invisibile, parte imprescindibile della nostra vita quotidiana.

Biglietti: intero 13 euro se acquistato online / 15 euro in cassa la sera dell’evento. È possibile lasciare il biglietto sospeso tramite donazione online o satispay, e di entrare gratuitamente per gli under 35 grazie ai biglietti messi a disposizione grazie alla collaborazione con Torino Giovani.

www.fertiliterreniteatro.com

Mara Martellotta

Boxing de Rua al Bocciodromo Rossini

Torino si prepara a una serata di fuoco: sabato 13 alle ore 20 il Bocciodromo Rossini si trasformerà in un’arena vibrante di energia per un evento targato Boxing de Rua che promette spettacolo, adrenalina e grande boxe.

A illuminare il main event ci sarà Andrea “The Doctor” Fontana, 27 anni, atleta di punta della scuderia torinese: record di 15 match (13-2-0) e una vittoria nettissima lo scorso 25 luglio contro Giulio Fiorillo. Fontana affronterà sulle sei riprese il georgiano Ambrosi “Ato” Sutidze, 37 anni, veterano con 34 incontri all’attivo (9-20-5) e reduce da due prestazioni convincenti, ultimo match il 22 novembre. Un test vero, duro e internazionale, pensato per accompagnare il percorso di crescita del pugile italiano verso le importanti novità previste per il 2026, che saranno annunciate proprio dalla Boxing de Rua.

La serata si aprirà con ben 12 incontri di pugilato olimpico, che vedranno protagonisti gli atleti della scuderia: ci saranno esordi attesissimi e quattro match femminili, ulteriore prova dell’impegno della società verso un’inclusione reale e concreta del pugilato in rosa. Un gruppo giovane, nato meno di un anno e mezzo fa, che sta crescendo con entusiasmo e risultati.

Spazio anche alla Boxe Sociale Torino, con una speciale esibizione che coinvolgerà una decina di partecipanti: un progetto che sta dando frutti importanti, dimostrando quanto lo sport possa diventare strumento di aggregazione, disciplina e crescita personale.

Il peso ufficiale dei pugili è fissato per venerdì sera presso Red Cars di via Reiss Romoli 6.

Nonostante la concomitanza con i Campionati Nazionali Elite di Trieste, la Boxing de Rua nella persona di Stefano Abatangelo  si dice “Fiera di organizzare un evento così ricco e partecipato, specialmente nel periodo prima della pausa natalizia”, confermando ancora una volta la propria determinazione nel far crescere i giovani e la qualità del movimento pugilistico torinese.

Sul ring saliranno infatti anche molti giovanissimi talenti, impegnati in vista degli appuntamenti del 2026: un chiaro segno della vivacità e dell’espansione costante della società.

Una serata imperdibile per gli appassionati, per chi ama la boxe e per chi vuole vivere un evento sportivo carico di emozioni autentiche. La Boxing de Rua vi aspetta a bordo ring!

Info: 347 887 7843

 Fondazione Mirafiore ospita  Giada Messetti e Patrizia Balbo

La Fondazione Mirafiore, a Serralunga d’Alba, chiude l’anno con un dittico d’incontri che, pur provenendo da mondi lontani, condividono lo stesso intento: quello di leggere con sguardo critico e divertente il tempo in cui viviamo. Venerdì 19, alle ore 19, e sabato 20 dicembre, alle 18.30, la Fondazione porterà sul palco due protagoniste capaci di illuminare due realtà diverse, ma ugualmente decisive: da un lato la Cina contemporanea, raccontata da Giada Messetti, dall’altro il viaggio nel cielo guidato da Patrizia Balbo.

Parlare di Cina significa parlare anche di noi. Nel suo ultimo libro “La Cina è un’aragosta”, edito da Mondadori, Giada Morsetti, ospite del teatro della Fondazione Mirafiore di Serralunga d’Alba, venerdi 19 dicembre alle ore 19, descrivere un Paese in piena mutazione, alle prese cin un cambiamento profondo che riguarda tanto la politica quanto la società. Il giovane, alle prese con nuove incertezze, le donne, che ridefiniscono il proprio ruolo, gli anziani che si riappropriano del tempo, le città che cambiano volto per segnare un cielo sempre più limpido sopra Pechino. Un’evoluzione che ha concrete conseguenze sull’Europa e sull’Italia, e che richiede uno sguardo libero da stereotipi e pregiudizi. Sinologa e divulgative, Giada Messetti restituirà un ritratto vivo e non ideologico della Cina di oggi, mostrando come il dragono stia incidendo sulla nostra vita. Perché la Cina, come ricorda il titolo dell’incontro, non è solo vicina, ma già qui.

Sabati 20 dicembre, alle ore 18.30, l’attenzione si sposterà dal presente globale al futuro personale e collettivo, con l’appuntamento guidato da Patrizia Balbo, una delle voci più autorevoli dell’astrologia contemporanea. La Fondazione propone un incontro che invita a interrogare il cielo, non per cercare risposte magiche, ma per comprendere quali energie accompagneranno l’anno che sta per iniziare e come possono diventare un sostegno nelle nostre scelte quotidiane. Divulgatrice, consulente, ideatrice di format innovativi che intrecciano astrologia, psicologia e creatività, Patrizia Balbo offrirà una lettura chiara e coinvolgente del 2026, mettendo in relazione i movimenti dei pianeti con i temi che potrebbero caratterizzare il nuovo anno sul piano emotivo, sociale e relazionale. Il suo approccio, rigoroso e contemporaneo, restituisce all’astrologia il suo valore culturale e interpretativo, capace di aiutare ciascuno a conoscersi meglio e a guardare al futuro con lucidità e fiducia.

Ingresso libero per entrambi gli appuntamenti – prenotazione dal sito fondazionemirafiore.it

Mara Martellotta

Famolo strano

Molti ricorderanno il film “Viaggi di nozze” dove Verdone e la Gerini si producevano in amplessi decisamente originali, oltre che pericolosi, all’insegna del “famolo strano”.

Sebbene il paragone con anni addietro sia difficile perché sono mutati i mezzi di comunicazione e di annunci, basta un’occhiata a siti di incontri, di annunci BDSM, di annunci per trovare l’anima gemella per comprendere come il modus vivendi almeno degli italiani sia enormemente cambiato rispetto a trenta – quarant’anni fa o, perlomeno, ora sia molto più libera, frequente e palese la ricerca di ciò che sempre più italiani cercano in camera da letto (ma anche auto e tavolo vanno bene).

In primis c’è stato un aumento vertiginoso di scambi di coppie e di cuckolding: per i non addetti ai lavori, cuckold è la traduzione inglese del termine “cornuto” nella forma “cornuto e contento”. Si tratta, in altre parole, di chi cerca per la propria moglie qualcuno in grado di farla divertire, non soltanto in camera da letto ma anche portandola a cena fuori, magari anche in barca per un week end, mentre il cuckold aspetta a casa o contempla con soddisfazione ciò che gli succede intorno.

Esiste anche la versione femminile, la cuckquean, che gode nel vedere il marito impegnato con una rivale che a quel punto, però, non è più considerata tale ma, anzi, è artefice del benessere del proprio maritino.

Ma non è tutto. Sempre più uomini stanno sviluppando il lato bicurioso o bisex di sé, cercando rapporti con transgender o, mal che vada, con travestiti sia attivi che passivi contravvenendo all’icona del maschio italiano ma in onore al proverbio “in guerra e in carestia, ogni buco è galleria”.

Premesso che non sto giudicando i comportamenti né tantomeno la morale di chi fa cosa, perché ritengo che con il mutuo consenso tutto sia lecito o, come recitano le nostre fonti giuridiche “tutto ciò che non è espressamente vietato è consentito”, il problema nasce quando si dimenticano le minime norme di sicurezza, di prevenzione delle malattie e si incontrano perfetti sconosciuti.

Per preparare questo articolo ho risposto ad alcuni annunci su un sito di incontri “a tema”: incredibile la quantità di maschi (biologicamente parlando) anche sposati che, in privato, si travestono al femminile per incontrare altri maschi, preferibilmente dietro compenso.

Il fatto che chiedano soldi non stupisce: è il mestiere più antico del mondo, dopo i ministri di culto; quel che stupisce è che accettino, senza avere reale bisogno (hanno un lavoro), di adattarsi a quello stile di vita in cambio di denaro. Stile di vita sicuramente non facile per i rischi di aggressione e rapina, per quello di contrarre malattie a trasmissione sessuale (quasi tutti accettano rapporti non protetti o “al naturale” come di dice ora) e, ipotizzando il coniuge sia all’oscuro, di separarsi con addebito.

Ma non sono i soli segni dei tempi, sessualmente parlando: che dire delle sweet girl che cercano sugar daddy? Quel che è peggio non è che ragazze dai 18 (ma anche meno) fino intorno ai 30 cerchino un adulto che le coccoli in cambio di qualche prestazione sessuale saltuaria offerta con parsimonia, ma che alcuni daddyaccettino rapporti esclusivamente virtuali in cambio di pagamento tasse universitarie, abbigliamento (rigorosamente griffato) ed altre dazioni di denaro in quantità industriale senza ricevere nulla in cambio. Ed è già successo che la fanciulla che si mostra in webcam sia, in realtà, la complice disinibita di chi invece percepisce i soldi (maschietto o donna matura).

I maschietti pensano mai che le ragazze, non soltanto li sfruttano soltanto, ma stanno realizzando una forma di truffa erotica a tutti gli effetti?

Caso opposto quello mostrato nel film “Lockdown all’italiana”:tra i vari personaggi è iconico dei tempi Ricky Memphis che aggancia su un sito di incontri una matura Paola Minaccioni e si fa anticipare 50 euro per prendere il taxi ed andare all’appuntamento con lei (notare che lui fa il taxista); a fine episodio, però, la sua compagna (Martina Stella) gli chiede quanto ha chiesto alla Minaccioni e lui risponde che entro sera la convincerà a dargli molto di più.

Sergio Motta

Il Ministro Casellati chiude la Legal Autumn School

Lectio magistralis su riforme e Europa

Riformare l’Italia per contare di più in Europa”

Oggi, venerdì 12 dicembre 2025 nell’Aula Magna del Rettorato (via Po 17, Torino) si è tenuta la lectio magistralis “Riformare l’Italia per contare di più in Europa” di Maria Elisabetta Alberti Casellati, Ministro per le riforme istituzionali e la semplificazione normativa. L’iniziativa è stata promossa dall’Istituto Universitario di Studi Europei – da oltre settant’anni punto di riferimento nella formazione giuridica e istituzionale – in collaborazione con l’Università di Torino, a conclusione della sesta edizione della Legal Autumn School dell’Istituto.

Il pomeriggio si è aperto con i saluti della Rettrice dell’Università di Torino, Cristina Prandi, e del Presidente dell’Istituto Universitario di Studi Europei, Piercarlo Rossi, seguiti dall’introduzione di Michele Vellano, professore di Diritto dell’Unione europea, e dalla lectio magistralis del Ministro Casellati, dedicata al ruolo delle riforme nel rafforzare il posizionamento dell’Italia nel quadro dell’Unione Europea. L’incontro si è poi concluso con la consegna degli attestati di partecipazione alle studentesse e agli studenti della Legal Autumn School.

“Il diritto non è solo un insieme di regole tecniche che disciplinano i rapporti sociali. È uno strumento di trasformazione della realtà – ha dichiarato il Ministro Maria Elisabetta Alberti Casellati durante la lectio – Le riforme come il premierato, la semplificazione normativa e la Valutazione di Impatto Generazionale disegnano il futuro che vogliamo costruire e sono le fondamenta su cui costruire per contare di più in Europa. In 77 anni abbiamo avuto 68 governi, con una durata media di 14 mesi. Con l’attuale esecutivo stiamo finalmente vedendo i vantaggi della stabilità: più credibilità internazionale, maggiore peso politico e più investimenti. È fondamentale che questa stabilità continui. Per questo la riforma del premierato è cruciale: introdurrà l’elezione diretta del Presidente del Consiglio e un percorso costituzionale chiaro per gestire le crisi di governo. Il Parlamento resterà centrale e potrà sempre sfiduciare il Premier. Il Presidente della Repubblica continuerà a essere garante della Costituzione e dell’unità nazionale, mantenendo tutti i suoi poteri e acquisendone uno nuovo: la possibilità di revocare i ministri.

Ma la stabilità non basta se non affrontiamo il secondo grande nodo del Paese: la burocrazia. Dall’inizio del mio mandato lavoro allo sfoltimento, al riordino e alla manutenzione del quadro normativo, perché la semplificazione è la leva economica più potente che abbiamo: non costa nulla e libera enormi energie produttive”.

“Sin dalla sua fondazione nel 1952 – ha dichiarato Piercarlo Rossi, presidente dell’Istituto – IUSE ha rappresentato un punto di riferimento per la formazione di politici e funzionari delle istituzioni europee, contribuendo a costruire un dialogo attivo con l’Unione Europea. A questa azione tradizionale ha affiancato negli anni attività di ricerca e di consulenza agli Enti Locali per la pianificazione e lo sviluppo territoriale. Oggi, la presenza di una personalità così importante a conclusione della Legal Autumn School riconosce la validità di questo percorso iniziato più di 70 anni fa”.

La rettrice, Cristina Prandi ha dichiarato che “Un’università pubblica non si limita a trasmettere competenze: ha il dovere di educare, oggi più che mai, a una cittadinanza pienamente europea. In contesti sempre più dinamici e mutevoli, servono visioni europee e globali, e menti aperte e brillanti, capaci di scomporre la complessità e trasformarla in soluzioni chiare e praticabili. Le nostre studentesse e i nostri studenti affrontano un diritto che evolve con la società e con le istituzioni; accompagnarli in questa transizione è un atto di responsabilità pubblica. La Legal Autumn School, realizzata con IUSE, interpreta profondamente questa missione perché crea un ponte tra studio, professione e servizio alle comunità, aiutando i giovani giuristi a comprendere come riforme, istituzioni e diritto contribuiscano alla vita democratica del Paese e dell’Unione. Ringrazio IUSE per una collaborazione che rafforza il ruolo formativo e pubblico del nostro Ateneo”.

Giunta alla sesta edizione, la Legal Autumn School è finanziata dal Consiglio regionale del Piemonte ed è realizzata dall’Istituto Universitario di Studi Europei in collaborazione con il Dipartimento di Giurisprudenza. La docenza è affidata ad importanti studi legali del territorio piemontese e ad una società di recruitment, sotto la direzione scientifica di Giulia Terlizzi, professoressa di diritto privato comparato. Il progetto è rivolto in particolare ai laureandi e neolaureati in giurisprudenza che, giunti alla parte finale del percorso accademico, si preparano ad affrontare il periodo di pratica forense e l’ingresso nel mondo del lavoro. L’obiettivo è offrire una formazione complementare e interdisciplinare rispetto ai corsi universitari, con forte taglio operativo e pratico, nell’ottica di affrontare con consapevolezza e positività la futura attività professionale.

Foto Clelia Ventimiglia

Bartoli porta in Consiglio regionale il caso Konecta: “Lavorare non può diventare un lusso”

“La Regione difenda oltre 1.100 famiglie e il territorio”

Torino, 12 dicembre 2025 – «L’annunciata riorganizzazione di Konecta SpA, che prevede l’accorpamento delle sedi piemontesi con la possibile chiusura di Ivrea e Asti, non è soltanto una semplice scelta aziendale: è una decisione che rischia di avere ricadute pesantissime sul lavoro, sulla coesione sociale e sull’equilibrio territoriale del Canavese e dell’Astigiano».
Lo dichiara Sergio Bartoli, Consigliere regionale del Piemonte (Lista Civica Cirio Presidente PML), che ha presentato un’interrogazione a risposta immediata per chiedere alla Giunta regionale quali iniziative intenda assumere di fronte a una vertenza che coinvolge oltre 1.100 lavoratrici e lavoratori.
«Parliamo in larga parte di addetti con contratti part-time e retribuzioni medie intorno ai 750 euro mensili, che arrivano a circa 1.100 euro nei casi di tempo pieno. In queste condizioni – sottolinea Bartoli – il trasferimento forzato verso Torino diventa economicamente insostenibile, trasformando di fatto il diritto al lavoro in un costo che molte famiglie non possono permettersi».
Secondo Bartoli, la possibile perdita della sede di Ivrea rappresenterebbe «un colpo durissimo per uno dei principali presìdi occupazionali del Canavese, un territorio già segnato da processi di desertificazione industriale, con effetti a catena sull’indotto, sul commercio locale e sui servizi».
«C’è poi un aspetto spesso sottovalutato – aggiunge –: molti lavoratori Konecta sono attivamente impegnati nel volontariato, nello sport, nella protezione civile e nell’associazionismo. Un loro spostamento quotidiano verso il capoluogo significherebbe impoverire ulteriormente il tessuto sociale delle nostre comunità».
«Auspico che la Regione Piemonte, oltre a monitorare con attenzione la situazione, possa efficacemente attivare ogni possibile strumento a tutela dei lavoratori, delle loro famiglie e del nostro territorio. È necessario, infatti, attuare tutte le iniziative possibili per tutelare i livelli occupazionali e mantenere i presìdi territoriali, aprendo un confronto serio con l’azienda e con le parti sociali. Difendere questi posti di lavoro significa difendere il futuro del territorio», conclude Bartoli.