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Le associazioni in seguito a mesi di diffide, istanze, tavolo tecnico comunale, contatti con Ispra e Ministero non intendono fermarsi e intervengono unicamente a favore di animali, habitat e persone fragili.
È sempre più urgente che si arrivi a chiudere le zone umide e quanta più area possibile della ZPS “zona di protezione speciale” istituita a livello Comunitario.
Torniamo a dare alla natura i suoi legittimi spazi senza che ci sia l’invasione umana.
L’area anche oggi è resa troppo fruibile e con il progetto la situazione potrebbe peggiorare rendendo possibile l’accesso in zona umida a 20 persone per ogni ingresso.
Le associazioni chiedevano di salvare animali, boschi, di rimuovere sport in zona protetta, grigliato metallico e di apporre telecamere nel sito più delicato, dando l’opportunità di visionare foto e video della fauna e molto altro.
Siamo felici del fatto che il Comune abbia ascoltato in parte le nostre richieste, il fatto che fossero legittime lo testimonia la variante ma ancora una volta non basta.
Oggi nella Riserva dei Meisino
Il cantiere spaventa gli animali, la cittadella dello sport apporterebbe un carico umano con impatti sonori e di fruizione gravissimi oltre alla possibile distruzione del corridoio ecologico.
Aggiungiamo inoltre un fatto importante: le associazioni hanno chiesto il censimento faunistico in quanto su questo aspetto si reputa ci sia carenza a causa forse dei tempi stretti.
Gli animali non conoscono le tempistiche progettuali e le scadenze.
Impariamo a rispettare e a conoscere le peculiarità specie specifiche che ci affascinano, anche nella prospettiva di studi e possibili attività didattiche.
L’Udinese pareggia con i granata: è 2-2 nella partita della 18/a giornata di serie A. I padroni di casa sono in vantaggio di due reti con Isaak Toure al 41′ del primo tempo e Lucca al 4′ della ripresa. Il Toro però rimonta e pareggia grazie ad Adams all’8′ e Ricci al 19′.
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Il Piemontese non è una lingua morta, l’esempio di Giancarlo e Simone a Cerrina Monferrato
A Torino un 56enne è rimasto ferito gravemente per lo scoppio di un grosso petardo illegale che è esploso mentre lo stava accendendo, in Corso Unione Sovietica. L’uomo è stato portato al Cto. Ha perso la mano sinistra e ha riportato ustioni su circa il 10 per cento del corpo.
Caro direttore, mi permetto di disturbarti per inviarti una facezia.
Anche se, a ben guardare, forse non si tratta di una semplice celia. Inizio prendendola un po’ alla larga… Da bambini, per me e mio fratello le festività natalizie coincidevano con un lungo viaggio da Nord a Sud.
Con l’inizio della pausa scolastica, lasciavamo l’algida Biella per raggiungere temperature decisamente più miti a Maddaloni, paese natio dei miei genitori nonché del sottoscritto (mio fratello, invece, è nato qui, al vecchio Degli Infermi). Vita da figli di emigrati. Un viaggio attesissimo, ma altrettanto spossante. Da Biella San Paolo si raggiungeva Milano per salire sui vagoni letto di allora, le celebri “cuccette”.
Il ricordo di questa effimera migrazione, nel mio immaginario, è legato al freddo. Pungente a Biella, come a Santhià e poi a Milano Centrale.
Negli scompartimenti del treno, invece, un caldo tropicale alla partenza e la conta dei pinguini a notte foda, da Bologna fino a dopo Roma Termini.
A Napoli Centrale, scendendo dal convoglio, si respirava un’aria diversa: quella di casa, certo, quella della festa, pure, ma soprattutto quella di una temperatura più… accogliente.
Ci si scioglieva negli abbracci con i parenti che ci attendevano al binario e si sbottonavano cappotti e giacche a vento. I berretti? Via. Che ce ne facevamo? Lì mica si battevano le brocchette. Passano gli anni, stagioni che si alternano ad altre, e mezze stagioni che non esistono più…
Oggi ho 52 anni, è il 28 dicembre di questo 2024 bisesto. Come quasi tutti i sabati (o le domeniche, a seconda degli impegni e dei comunicati stampa da scrivere), sono andato a camminare. Ben coperto, ovviamente, ma in bermuda, ancorché felpate. Giornata splendida, nemmeno una nuvola, il Mucrone senza l’ombra di un minuscolo “cappello”.
Nei tratti in salita ho avuto caldo, in discesa e in pianura sembrava di essere già in primavera. Rientrato a casa, porto a spasso il mio cane, in paziente attesa del mio ritorno per espletare le sue “formalità di rito”. La bestiolina ama zompettare nell’area cani di via Lamormora. Abitiamo a poche decine di metri da lì, tra l’altro.
Arrivati in prossimità della recinzione, mi avvedo di uno strano e forse inedito fenomeno naturale. Sogno o son desto? Sugli alberi i primi germogli!
Ora, io, nella mia finitezza, non so se una cosa del genere sia proprio tanto normale, ma so anche che se per decenni continui a insozzare la ionosfera con miliardi di tonnellate di CO2 e compagnia cantante, può essere che, ad un certo punto, qualcosa si inceppi… no?
Con buona pace di Don Buffolo, che da Oropa tuona contro ogni evidenza, vestendo i panni, laicissimi, del più fervente negazionista dei cambiamenti climatici.
Per il rilancio di un’economia planetaria basata sui combustibili fossili, invece, citofonare Trump(et)!
Vincenzo Lerro
Oggi alle 12.30 contro l’Udinese il Torino scende in campo con il lutto al braccio per ricordare Gian Paolo Ormezzano, il celebre giornalista tifoso granata scomparso nelle scorse ore. I funerali si terranno domani.
Un 50enne è stato trasferito ieri dall’aeroporto di Napoli a quello di Caselle su un aereo militare della 46° Brigata Aerea di Pisa. L’uomo doveva essere spostato dall’ospedale di Caserta a Torino per un urgente intervento chirurgico.
Perché esistono soggetti così difficili e complicati? Si tratta, con tutta evidenza, di persone che non sono capaci di stare bene con se stesse, che vivono una profonda (e spesso inconsapevole) sofferenza interiore, e che non sono state e non sono in grado di trovare un equilibrio e una serenità interiori che permettano loro di condurre un’esistenza positiva e mentalmente sana.
Le persone difficili e complicate, quelle con cui fatichiamo a convivere, sovente nascondono problemi che spiegano la loro sgradevole modalità di comportamento. In certi momenti della nostra vita può essere capitato anche a noi di vivere più o meno in una condizione simile, e questo ci può essere d’aiuto nel cercare di comprenderle e nel rapportarci al meglio con loro.
Queste persone sembrano trovare una sorta di ricompensa in quelli che ritengono siano gli errori e le mancanze altrui. Non avendo in genere una buona autostima, esse hanno un enorme bisogno di vedere le negatività nelle altre persone, in modo da sentirsi relativamente superiori rispetto agli altri.
Esse molto difficilmente possono accettare che altre persone siano serene.
In pace con se stesse e con il mondo, positive ed equilibrate. Anzi, tutto ciò le turba, le infastidisce e le irrita profondamente, fino a diventare intollerabile. Quindi, spesso senza rendersene conto, cercano in ogni modo di turbare l’equilibrio e la serenità che vedono negli altri. Queste loro reazioni possono causare una grande sofferenza in chi si trova a subirle.
Specialmente se si tratta di persone che vivono nello stesso ambiente di lavoro o sociale o, ancor peggio, nella stessa famiglia delle persone conflittuali e negative. Queste persone sono spesso caratterizzate da un intenso narcisismo e dal desiderio nascosto di complicare la vita agli altri, e molto difficilmente potranno modificare il loro modo di essere.
Perché sono in genere le persone meno disposte a raggiungere la consapevolezza delle loro caratteristiche e difficoltà. Ci sono vicino a noi persone con queste caratteristiche? Come possiamo cercare di difenderci da loro? Ne parleremo in modo approfondito con l’articolo della prossima domenica su Il Torinese. Buon 2025 a tutti i lettori!
Roberto Tentoni
Coach AICP e Counsellor formatore e supervisore CNCP.
www.tentoni.it
Autore della rubrica settimanale de Il Torinese “STARE BENE CON NOI STESSI”
(Fine della seconda parte)
Potete trovare questi e altri argomenti dello stesso autore legati al benessere personale sulla Pagina Facebook Consapevolezza e Valore.