Il Piemonte, con l’assessore regionale all’Ambiente, Energia, Ricerca e Innovazione, Matteo Marnati, a Cop29, la XIX Conferenza delle Parti della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, in svolgimento a Baku in Azerbaijan.
In particolare, l’intervento dell’assessore regionale, che si è svolto nell’ambito della tavola rotonda “Gestione integrata delle risorse idriche: approcci sostenibili e partecipativi per l’Africa Orientale”, è stato incentrato sulle politiche e le iniziative di adattamento al cambiamento climatico messe in campo a livello regionale e locale: dall’approvazione del Piano di Tutela delle Acque, agli interventi per fronteggiare la grave crisi idrica che ha colpito la regione nel 2022 – anno nel quale è stato chiesto lo stato di emergenza – e nel 2023, passando per gli interventi proposti a finanziamento su vari fondi, dai Fondi Sviluppo e Coesione per opere necessarie a ridurre le perdite nei sistemi acquedottistici e per migliorare e razionalizzare i sistemi fognari e gli impianti di depurazione, a quelli del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per le infrastrutture idriche primarie e per la sicurezza dell’approvvigionamento idrico.

«È la seconda volta che il Piemonte viene ospitato nel padiglione Italia – ha sottolineato l’assessore Marnati – La prima è stata a Sharm el-Sheikh per Cop27 e oggi a Baku per approfondire le tematiche di gestione dell’acqua in un momento nel quale ci siamo trovati ad affrontare sia la siccità che la grande abbondanza di pioggia». «È stata inoltre anche l’occasione per ricordare come il Piemonte – ha aggiunto – abbia già adottato il mercato volontario dei crediti di carbonio con il progetto Urban Forestry, che a breve svilupperemo e adatteremo alle direttive della Nazioni Unite approvate proprio nel corso di questa Cop. Con il nostro approccio pragmatico il Piemonte sarà un grande protagonista nella transizione ecologica, creando grandi opportunità per le nostre imprese e per le nostre comunità e, parallelamente, abbattendo le emissioni di CO2 e anche degli inquinanti».
In apertura di intervento l’assessore Marnati ha posto l’attenzione su un progetto che Hydroaid (associazione partecipata della Regione) insieme a Smat, all’interno di una joint venture con 2 società di ingegneria italiane e una etiope, sta realizzando in Etiopia a supporto delle società pubbliche di gestione dell’acqua in tre città, Asosa, Gambella e Semera. Obiettivo del progetto, la definizione di una strategia per la riduzione delle perdite di acqua, la formazione dei quadri locali e l’elaborazione di un piano aziendale dei servizi idrici delle tre città. L’istituzione di riferimento del progetto a livello locale è il Ministero dell’Acqua e Energia dell’Etiopia e il finanziatore del progetto è la Banca Mondiale. «Siamo sempre stati disponibili, e sempre lo saremo – ha concluso Marnati – per sostenere quei paesi, come quelli dell’Africa, dove l’acqua scarseggia»
Nel corso dell’evento è intervenuto anche l’amministratore delegato di Acqua Novara.VCO, Daniele Barbone che ha illustrato il piano integrato investimenti e sostenibilità denominato “Agenda 2036” sostenuto anche dalla Regione Piemonte. «Siamo lieti che questo nostro approccio abbia ricevuto il plauso degli organizzatori e sia stato individuato come best practice da replicare a livello dei paesi del mediterraneo» ha sottolineato Barbone.



La Corte Costituzionale ha dichiarato l’incostituzionalità di parti importanti della legge Calderoli sull’autonomia differenziata delle Regioni. Sarebbe stato opportuno posticipare la pubblicazione della notizia dopo le elezioni regionali d’autunno, non essendoci urgenze all’orizzonte, ma restano comunque importanti le sette obiezioni di ordine costituzionale ad una legge che favorisce la frammentazione regionalista destinata a realizzare un autonomismo localistico sbagliato e antinazionale. Semmai sarebbe stato utile abolire le Regioni a Statuto speciale del tutto anacronistiche e fonte di sprechi, tornando ad un regionalismo compatibile con l’unità d’Italia su temi come la Sanità, venuto drammaticamente in evidenza con la pandemia. Quello di Calderoli non è il regionalismo né di Cattaneo, né di Miglio, ma quello confuso di un dentista bergamasco già autore di una legge elettorale tra le peggiori. Oggi sarebbe indispensabile, di fronte alla globalizzazione, un comportamento politico basato sulla rapidità delle decisioni e sull’unità nazionale. Rischiare di disfare l’unità d’Italia è un errore storico grave. La Consulta, dichiarando incostituzionale parte della legge, impedisce anche la celebrazione di un referendum su una materia giuridica complessa non riconducibile ad un sì o ad un no. L’abuso dei referendum è sempre in agguato e difficilmente verrebbe raggiunto il quorum richiesto.
sostituite con nuove vetrate oggetto di un pubblico concorso per volere di Macron. Si tratta di un’idea incredibile che non rispetta la storia. Quelle vetrate creavano un clima emotivo all’interno del tempio che va conservato. Ascoltare una messa tra quelle navate era un qualcosa di unico che faceva cogliere il valore del misticismo anche nella Francia di Voltaire. Notre Dame va restaurata senza manomissioni post moderne che tradiscono la storia. Solo l’affermazione della grandeur di un presidente incapace e ambizioso può giustificare la manomissione di un’opera che va lasciata come era. Questa notizia è passata nella più totale indifferenza. Anche la Francia ha perso il senso della sua storia?

sistematica .Va fatta prevenzione, vietando certe aree auliche della città a rischio vandalismo. Un nuovo ‘68 non va tollerato, anzi va represso.
I centenari sono considerati già morti quando sono ancora in vita, anche se Ferrarotti ha scritto fino all’ultimo periodo. Era considerato l’ultimo olivettiano e la figura stessa di Olivetti non è certo valutata per ciò che è stata. Io non amo la sociologia, ma Ferrarotti è stato uno studioso stimabile che non si è mai sottomesso al giogo dell’egemonia gramsciana. Forse certi silenzi sono spiegabili con le baronie rosse che ancora dominano, malgrado le sconfitte culturali e politiche, nelle università e nei giornali.
Roberto Tentoni
