ALESSI (CAPOGRUPPO FDI CIRCOSCRIZIONE 7): INACCETTABILE
Ieri sera dalle 19,30 alle 21 circa una festa in un locale di Corso Giulio Cesare all’altezza di Via Lodi è proseguita anche all’esterno con tanto di fuochi d’artificio e spari. I cittadini spaventati hanno chiamato le FdO e sono intervenuti i carabinieri. Al loro arrivo la situazione si è placata un po’ per ricominciare peggio di prima al ritiro delle volanti.
I residenti sono stufi di situazioni del genere sempre lungo pochi metri del Corso Giulio Cesare, ricordo che pochi mesi fa vi è stato un omicidio a pochi metri di distanza
Come si sente e si vede dai filmati ci sono ragazzi che sparano colpi da una pistola, è vera? È finta? Non si sa ma comunque terrorizzano la gente, si sentono anche rumori di vetri rotti, e le macchine faticano transitare.
Tutto ciò è INACCETTABILE, i cittadini non possono continuare segnalare queste situazioni e mai vedere un cambiamento.
Con i miei colleghi di partito Giovannini e Caria a giugno avevamo scritto una lettera al nuovo Assessore comunale con deleghe alla Sicurezza Porcedda che iniziava così:
<< Iniziamo questa lettera con un augurio di benvenuto e di buon lavoro nel Suo ruolo di Assessore alla Legalità e Sicurezza della Città di Torino. Nella speranza che il Suo operato possa essere il più discontinuo possibile da chi l’ha preceduta, visto che le criticità sono sempre presenti. A Torino, in alcuni tratti della Circoscrizione 7 vi è insicurezza e non la percezione di quest’ultima. Ci sono intere aree della città, alcune vie, giardini ed edifici, che sono oramai fuori controllo e la gente è esasperata.>>
Speriamo sempre che la Città prenda provvedimenti a 360° su ciò che capita in alcuni luoghi del Quartiere Aurora ma nulla cambia, solo tante promesse, tante parole ma fatti nessuno.
PATRIZIA ALESSI
RUBRICA SETTIMANALE A CURA DI LAURA GORIA
Questa è la storia di un amore impossibile fin dall’inizio, che risorge e muore continuamente nella Liguria di inizi Novecento, tra un ragazzino nato povero e quasi nano e la giovane rampolla di una nobile famiglia. Mimo e Viola sono come due calamite che si attraggono e respingono; o come lei preferisce definire il loro legame «Siamo una sinfonia. E anche la musica ha bisogno di silenzi».
Al centro di questo intrigante romanzo della giovane scrittrice americana Alison Espach c’è un malinteso iniziale che innesca la trama. Protagonista è Phoebe Stone, fresca di dolorosa separazione dal marito, morale a pezzi, vita distrutta e zero prospettive. Questo è il suo stato d’animo.
La storia si ispira a una vicenda realmente accaduta nel 1940, rivisitata e romanzata dallo scrittore norvegese Aslak Nore che intreccia geopolitica e la storia di una famosa dinastia di armatori. Sono i Falk, divisi tra due rami della stirpe e in rotta di collisione fra loro.
Quello di Diane Keaton è decisamente uno stile unico, che l’ha contraddistinta fin dai primi film, in cui spiccava per personalità e per quello che indossava in modo sublime.


Città dei crocieristi, delle torri e dei Papi, Savona è una bella città, facile da visitare per chi ha poco tempo. Il piccolo centro storico si gira agevolmente a piedi tra vicoli stretti, palazzi colorati e lunghe vie centrali come via Paleocapa. Per raggiungere tutte le altre località del Ponente è quasi d’obbligo passare da Savona ma spesso la città viene considerata solo un luogo di passaggio, sovente ignorata e trascurata. È uno sbaglio, andrebbe visitata e goduta anche Savona. Viene chiamata la Città dei Papi perché nei dintorni di Savona nacquero ben due Papi, Sisto IV, Francesco della Rovere (1414-1484), il pontefice che commissionò la Cappella Sistina di Roma e Giulio II, Giuliano della Rovere (1443-1513). Una piccola cappella Sistina c’è anche a Savona, accanto alla cattedrale dell’Assunta, fatta edificare proprio da Sisto IV come cappella funeraria per i suoi genitori. Non è certo paragonabile alla cappella omonima romana ma è comunque un’attrazione da non perdere. Si può visitarla sabato 10-12,30 e 16,00-18,00 e domenica 10-12 e 16-18, le visite pomeridiane sono sospese a luglio e agosto. Il Duomo, realizzato nel Seicento accanto alla cappella, si può vedere quando non sono in corso le funzioni religiose per ammirare gli affreschi di scuola genovese e savonese, l’organo voluto da Papa Sisto IV e gli appartamenti papali dove un altro Papa, Pio VII, fu rinchiuso come prigioniero di Napoleone ai primi dell’Ottocento. Ma il simbolo più importante della città è però la Torre del Brandale al porto, a Campanassa per i savonesi, la torre più importante tra le diverse torri della città. Innalzata nel Trecento, la campana suona quando in città succede qualcosa di importante. Ma accanto alla torre si anima un intero centro storico che merita una visita. A pochi metri svettano le
torri, più basse, Guarnero e Corsi, e poco più in là, all’ingresso di via Paleocapa, fa bella mostra di sé la Torre Leon Pancaldo che, eretta alla fine del Trecento, faceva parte della cinta muraria. A picco sul mare c’è l’imponente e straordinaria fortezza del Priamàr, eretta dai genovesi nel Cinquecento per proteggere la città dagli attacchi dal mare. Il porto fu interrato e sul colle del Priamàr venne costruita la piazzaforte dopo aver abbattuto l’antica cattedrale, tre ospedali, la chiesa e il convento dei Domenicani e diversi oratori. Scomparve in pratica la parte più importante della città di epoca medioevale. Gli storici fanno notare che nel Duecento a Savona si trovavano almeno 50 torri e una decina si innalzavano sul Priamàr. La fortezza, che conserva i pochi resti dell’antica cattedrale cittadina, fu anche carcere con Giuseppe Mazzini in cella. Oggi è un grande teatro all’aperto con spettacoli e concerti per tutta l’estate e ospita il Museo archeologico e il Museo Sandro Pertini. Infine, da gustare in tutti i sensi, la Vecchia Darsena con il porticciolo turistico a pochi minuti dal Priamàr, luogo di incontro di savonesi e turisti a spasso tra pescherecci, ristoranti e trattorie. Filippo Re



