In Consiglio la nuova convenzione con Caluso, Susanna Barbato prende servizio a Rivoli
Il Consiglio comunale di Volpiano di lunedì 21 ottobre ha approvato i provvedimenti necessari per la sostituzione del segretario comunale; Susanna Barbato, infatti, da martedì 22 ottobre ha assunto l’incarico a Rivoli e il nuovo segretario comunale verrà gestito, da fine novembre, in convenzione con il Comune di Caluso. «Mi congratulo con la dottoressa Barbato – ha detto il sindaco Giovanni Panichelli – per l’importante progressione in carriera e la ringrazio per il lavoro svolto nel nostro ente, nel quale si è sempre comportata con professionalità e sensibilità, prodigandosi per il bene dell’istituzione».
L’assemblea ha anche approvato alcune modifiche al piano triennale per le opere pubbliche, come l’aumento a 310mila euro dello stanziamento per il secondo lotto del rifacimento del tetto della scuola «Guglielmo da Volpiano», e alcuni investimenti per lavori di ammodernamento del palazzo comunale (380mila euro per interventi di carattere generale e 410mila euro per il nuovo impianto elettrico). Inoltre, sono state disposte variazioni di bilancio, tra le quali 120mila euro per l’adeguamento del sistema antincendio della palestra di via Trieste, 80mila euro per la pavimentazione esterna della nuova biblioteca, 20mila euro per la manutenzione della pista di atletica e 22mila euro per il rinnovo dell’omologazione del campo da calcio «Bertolotti».
In una bella intervista inedita a Norberto Bobbio fatta dal gobettiano fedelissimo Bruno Quaranta Bobbio sostiene che Gobetti era un liberale, correggendo lo stesso Quaranta che lo definiva “anomalo”. Gobetti, che secondo Bobbio – avendo avuto un rapporto con il liberista liberale Luigi Einaudi – sarebbe stato coerentemente anti statalista e quindi antisocialista, contro Turati che fu anticomunista come Matteotti, in nome della libertà. Potrebbe essere oggetto di discussione il carattere liberale della gramsciana occupazione delle fabbriche torinesi, ma non può essere accolta l’interpretazione in chiave di “Rivoluzione liberale” della rivoluzione bolscevica sorta nel 1917 e quasi subito trasformatasi in una rivoluzione marxista – leninista che guardava al giacobinismo francese e alla Comune di Parigi oltre che ai testi di Marx . Diceva Hegel che “le teste non si tagliano come i cavoli”. Quella rivoluzione ha mietuto più teste che spighe perché il terrore giacobino e leninista insanguinò la grande Russia. Gobetti visse fino al 1926 e quindi ebbe tempo di vedere e di patire il fascismo, ma anche di conoscere sia pure indirettamente il comunismo sovietico.





