Forza Italia affossa emendamento della Giunta: voto contro la Lista Cirio Presidente Bartoli: “Traditi in Aula da chi dovrebbe governare al nostro fianco”
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“Con un atto politico grave e incomprensibile, i Consiglieri regionali di Forza Italia (Fava, Beccaria, Biglia, Buzzi Langhi, Graglia) e alcuni della Lega (Icardi, Carosso) hanno votato contro un emendamento alla Legge di Riordino presentato da Sergio Bartoli, Presidente della V Commissione Ambiente, per conto della Lista Civica Cirio Presidente – Piemonte Moderato e Liberale.

L’emendamento, già approvato dalla Giunta regionale, proponeva l’eliminazione del vincolo dei due mandati per i Presidenti di Ambiti Territoriali di Caccia (ATC) e Comprensori Alpini (CA), valorizzando così la continuità amministrativa in ambiti tecnici dove contano esperienza e capacità.
Il paradosso:
i Consiglieri di Forza Italia hanno votato contro un atto sostenuto dalla loro stessa Giunta, guidata dal Presidente Alberto Cirio. Una scelta che ha spaccato la Maggioranza e colpito frontalmente la Lista Civica Cirio Presidente.
“Una vera imboscata, senza confronto preventivo – denuncia Bartoli –. Chi ha votato contro ha tradito la linea del Presidente Cirio e della sua Giunta. Quando una proposta viene condivisa nella Maggioranza e approvata dall’Esecutivo, è doveroso un atteggiamento coerente. Invece, alcuni hanno preferito logiche di corrente e sabotaggio politico.”
“Forse qualcuno ha confuso i Presidenti di ATC con i Sindaci. Ma se così fosse, è evidente che il caldo ha fatto danni anche al buon senso. Si è perso di vista il merito della proposta, preferendo colpi bassi e dispetti interni.”
L’Assessore Vignale, intervenendo in Aula, ha confermato che nessuna legge nazionale prevede il limite dei due mandati per ATC e CA, come stabilito anche dalla legge 157/1992.
“Per questo – spiega Bartoli – la Giunta ha espresso parere favorevole. Il Piemonte è l’unica Regione ad aver imposto questo vincolo, senza base normativa nazionale. La modifica era logica e condivisibile.”
L’emendamento non obbligava alcuna riconferma automatica, ma dava ai Comitati di gestione la possibilità di valorizzare figure capaci, senza perderle per un limite meramente formale.
Con il loro voto contrario, Forza Italia e i Consiglieri coinvolti rompono l’equilibrio della Maggioranza e si assumono la responsabilità politica di aver disatteso un provvedimento richiesto dai territori e legittimato dalla Giunta regionale.
“Da questi gesti – conclude Bartoli – ci rendiamo tristemente conto del livello politico bassissimo in cui rischiamo di trascinare la nostra Regione. E noi questo gioco non lo accettiamo: siamo qui per lavorare con serietà, non per fare teatrini o imboscate. La Lista Civica Cirio Presidente – Piemonte Moderato e Liberale non è disposta a tollerare atteggiamenti opportunistici e contrari alla lealtà politica e istituzionale che ha sempre contraddistinto l’azione di governo della Regione Piemonte.”
Lista Cirio Presidente



Non si tratta, però, di un evento imprevedibile. Già da tempo i cittadini avevano lanciato diversi appelli per segnalare la presenza di situazioni a rischio e di potenziali focolai d’incendio. Anche Il Torinese aveva seguito da vicino la vicenda, pubblicando ben tre servizi dedicati negli ultimi anni per portare all’attenzione delle istituzioni un problema che – secondo le segnalazioni – va avanti da ben 13 anni.
Al centro delle denunce, le condizioni di abbandono e degrado di quest’area. Il consigliere Stefano Bolognesi, da sempre in prima linea su questo fronte, aveva più volte sollecitato interventi urgenti. “È da oltre un decennio che denunciamo questa situazione – ha dichiarato – ma le risposte sono sempre state insufficienti. Serve un piano concreto di bonifica e sorveglianza’.
Leggendo un ‘intervista in occasione delle prove degli Esami di Maturita ‘ad Eraldo Affinati – che deve la sua fama soprattutto alla dedizione, insieme alla moglie, al mondo della scuola – ho notato in particolare una riflessione dello scrittore sulla incapacità dei giovani d’oggi ad affrontare il commento di un testo perché la scuola non insegna e non abitua alla lettura. Quindi Tomasi e Pasolini diventano ostici, come d’altra parte ogni testo letterario. La sintesi, i riassunti sono alla base della scuola d’oggi, dice lo scrittore. Il discorso è certo assai più complesso perché molti studenti non sono in grado di capire un testo anche non letterario perché mancano delle basi linguistiche, morfologiche e sintattiche, considerate ormai obsolete. Mancano in alcuni casi anche delle capacità di ragionamento, quello che Pascal definiva “ il pensare come si deve”. Le osservazioni di Affinati mi hanno fatto venire alla mente il peggior professore della mia carriera di studente: tal Remo Frassino o Fassino (non sono riuscito a ricostruire neppure il cognome) nativo e residente a Pinerolo che tutte le mattine a bordo di una 600 veniva a Torino ad insegnare, nel ginnasio da me frequentato, ben cinque materie: Italiano, Latino, Greco, Storia e Geografia. Ore ed ore ogni settimana, un tormento ed una noia infiniti. Era un bacchettone, scapolo, abbastanza ignorantello, un catto-comunista ante litteram che quell’anno ci obbligò a fare un quaderno sul quale dovevamo incollare i ritagli degli articoli sul Concilio Vaticano II che il professore vedeva come una nuova presa della Bastiglia. Il docente era esigentissimo nell’obbligarci a fare riassunti di ogni materia, senza capire che finiva di proporci una pseudo -cultura fondata sul detestato Bignami usato di norma dagli studenti privi di impegno. Riassumere era il suo imperativo categorico. La lettura, ad esempio dei “Promessi sposi” ,diventava secondaria rispetto al riassunto che il professore controllava periodicamente per controllare che tutti avessero i quaderni a posto, senza mai verificare il contenuto di queste sintesi che spesso nel caso mio, scriveva mia madre, per evitarmi una ulteriore fatica, considerata dalla mia mamma del tutto inutile. I miei genitori che pure dissentivano totalmente dal professore non fecero mai nulla contro di lui, anzi lo ignorarono del tutto senza andare neppure una volta a colloquio con lui. Solo per interposta persona consigliò come ripetitore un suo amico: un consiglio che mio padre non prese in considerazione. Per fortuna la quinta ginnasio passò e mi ritrovai in liceo dotato di ferree capacità di tagliare e incollare articoli e anche di riassumere. Se però avessi avuto una guida come il professore pinerolese anche in liceo sarebbe stata la fine. Fui invece stimolato , anzi direi obbligato a leggere i testi ed ebbi un’educazione estetica anche da parte di un precettore privato scelto da mio padre. Era un professore che aveva conosciuto Croce e mi mise in mano il suo “Breviario di estetica” . Capii in modo inequivocabile i limiti del professore del Ginnasio che appariva già allora l’esempio di un nozionismo becero in cui eccelsero tutti i miei compagni di scuola che forse non riuscirono neppure a laurearsi ma al ginnasio giunsero al 10. Per tutt’altri motivi la scuola è di nuovo ridotta così. Il vento del ‘68 ha travolto tutto, ma il semplicismo mnemonico è rimasto. Nel ‘69 il ministro Fiorentino Sullo pensò di eliminare la contestazione, riducendo l’esame a due prove scritte e due orali. Da quel momento i licei incominciarono a perdere il loro valore formativo e via via prevalse il facilismo con la conseguente desertificazione degli studi. La visione stitica – mi si passi la piccola volgarità che rispetto al linguaggio d’oggi è una raffinatezza – del professore di Pinerolo è sopravvissuta a tutto. Certo un testo di Tomasi di Lampedusa e anche di Pasolini (che ebbe una formazione classica diventa una prova difficoltosa perchè la sintesi è il punto di arrivo dell’analisi attenta e della lettura puntuale. Cose che nella scuola d’oggi sono diventate delle rarità.


chiusura, dall’una fino a tarda notte, Christian Express, artista che ama definirsi “progressive-trance, innamorato del suono analogico”. Il tutto con la presentazione della “super voice” di Sandro Bit e la collaborazione di “DAGMA Promotion” e “Treseinovepromotion”.